Una linea nella steppa: la NATO incontra una SCO ampliata

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 19.06.2017Mentre i capi della NATO si congratulano per l’adesione del piccolo Montenegro, la forza di controbilanciamento della NATO ad est ha accolto a pieno titolo India e Pakistan. Mentre la bandiera del Montenegro è stata sollevata presso la sede della NATO a Bruxelles, le bandiere della democrazia più popolosa del mondo e della terza popolazione musulmana, India e Pakistan, sono state sollevate presso la sede a Pechino dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO). L’allargamento della SCO ha effettivamente neutralizzato la marcia a lungo attesa della NATO verso est, con l’intenzione d’inglobare gli Stati ex-sovietici dell’Asia centrale. L’ampliamento della SCO segnala anche la fine del sogno dei neoconservatori del “nuovo secolo americano” che domina l’intero pianeta e anche lo spazio. Il 21esimo secolo sarà un “nuovo secolo euroasiatico” con Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione europea e NATO emarginati, osservatori anemici che si contendevano il centro di un potere globale che si sposta verso la massa terrestre eurasiatica.
Nel 1904, Halford Mackinder scrisse un articolo profetico, intitolato “Il Perno Geografico della Storia”, presentando ciò che chiamò “la teoria dell’Heartland” geopolitico. L’“Heartland” di Mackinder comprende Asia, Europa e Africa, che chiamò “Isola-Mondo”. Nel 1919, Mackinder osservò che qualunque potenza controllasse l’Isola-Mondo avrebbe anche controllato il Mondo. “Chi controlla l’Europa orientale controlla l’Heartland; chi controlla l’Heartland controlla l’Isola-Mondo; chi controlla l’Isola-Mondo, controlla il Mondo”. Mackinder descrisse Gran Bretagna e Giappone come “isole off-shore” dell’Isola-Mondo. Le “Isole Periferiche” erano le Americhe e l’Australia. L’espansione della SCO con l’adesione di India e Pakistan e altre nazioni eurasiatiche che bussano alla porta dell’organizzazione, realizza l’Isola-Mondo di Mackinder quale evento fondamentale che eliminerà il dominio unipolare mondiale di Stati Uniti ed alleati. India e Pakistan, pur non andando d’accordo hanno deciso di mettere da parte le differenze, riconoscendo che l’allineamento a Cina e Russia nella SCO è preferibile a un’alleanza dubbia con gli Stati Uniti. Per la Cina, indiani e pakistani nella SCO sono un importante impulso all’Iniziativa della Via della Seta, conosciuta anche come progetto “One Belt, One Road” per la realizzazione di nuovi collegamenti autostradali, ferroviari e marittimi con i Paesi di tutto il mondo. La prospettiva è che grandi autostrade trans-himalayane e collegamenti ferroviari tra la Cina e il subcontinente indiano siano la spinta alle economie di India e Pakistan che riduca le differenze religiose sul controllo del Kashmir a favore di un’intesa e una più stretta cooperazione economica. Secoli di guerre religiose tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord finirono dopo che Irlanda e Irlanda del Nord aderirono all’Unione Europea. Lo sviluppo economico dell’Irlanda, a nord e a sud, è preferibile alla guerriglia. Lo stesso potrebbe avvenire nel Kashmir se i progetti della Cina sulla Via della Seta spingessero musulmani ed indù a concludere che una migliore situazione economica possa relegare la guerra religiosa ad anacronistico ostacolo.
La paura che India e Pakistan disturbino la SCO con le reciproche differenze politiche fu messa a tacere quando la SCO sottolineò che la sua carta proibisce rigidamente agli aderenti di usare l’organizzazione per promuovere qualsiasi frattura. La stessa regola si applica alle tensioni tra India e Cina. La Cina mostra i muscoli in ciò che Mackinder chiamava “Isola Periferica”, le Americhe. La Cina ha reso ancor più importante il progetto Via della Seta instaurando i rapporti diplomatici con Panama dopo che la nazione che controlla l’omonimo canale, aveva tagliato le strette relazioni diplomatiche con Taiwan. China Communications Construction, China Railway Group e COSCO Shipping Company sono interessati ai principali progetti di miglioramento delle infrastrutture di Canale di Panama e regione circostante. La società del miliardario cinese Wang Jing, la società di investimenti per lo sviluppo del canale Hong Kong-Nicaragua, avviva nel 2015 il canale da 40 miliardi di dollari attraverso il Nicaragua. Nicaragua, El Salvador, Paraguay e Repubblica Dominicana dovrebbero presto interrompere i rapporti con Taiwan e riconoscere Pechino. Ciò faciliterà la continua estensione dell’influenza cinese sulle “isole periferiche” dell’Eurasia. Il controllo cinese su due canali in America Centrale darà enormi potenzialità economiche, internazionali e nel cortile degli Stati Uniti.
Sulla strada dell’unione della SCO vi è l’Afghanistan, dove l’amministrazione Trump annuncia l’invio di 4000 militari per la più lunga guerra degli USA. Sarà presto il momento in cui la SCO, dopo la transizione dell’Afghanistan allo status di osservatore, ordinerà a Stati Uniti e NATO di ritirare le truppe d’occupazione da uno Stato aderente alla SCO. Washington rischierebbe la guerra con le quattro nazioni più popolose dell’Eurasia per mantenere i militari in una nazione della SCO? E’ dubbio, specialmente perché gli Stati Uniti vanno riducendosi a potenza politica di seconda classe in possesso di una forza militare tecnicamente avanzata e globalmente dispiegabile. Gli Stati Uniti hanno cercato di cooptare la Mongolia, situata tra Russia e Cina, quale posto d’ascolto per Agenzia d’Intelligence Centrale, Agenzia d’Intelligence della Difesa e Agenzia Nazionale per la Sicurezza. Questi sforzi saranno emarginati dopo che la Mongolia aderirà finalmente alla SCO. E complicando le cose per Washington e la sua alleanza di potentati arabi nel Golfo Persico ed Israele, la prossima nazione asiatica che aderirà alla SCO è l’Iran. Mentre l’Iran era sottoposto alle sanzioni delle Nazioni Unite, gli fu proibito di aderire alla SCO. Tuttavia, dopo la revoca delle sanzioni nel 2016, la Cina annunciava che l’Iran sarà il prossimo ad aderire a pieno titolo dopo India e Pakistan.
L’adesione dell’Iran, e anche della Bielorussia ed altre nazioni che aspirano a aderire alla SCO, renderà l’organizzazione una potenza che può opporsi non solo a Stati Uniti e NATO, ma anche a Unione europea e Giappone. In attesa di entrare tra gli osservatori della SCO vi sono i partner del dialogo Azerbaigian, Cambogia, Armenia, Nepal, Turchia e Sri Lanka. Interesse per la SCO è anche espresso da Bangladesh, Vietnam, Egitto, Siria, Iraq e Maldive. Sembra che non ci sia lo stomaco per Russia o Cina verso l’Arabia Saudita. Dopo il blocco economico saudita al Qatar, è probabile che il Qatar possa divenire osservatore o partner del dialogo della SCO. La SCO non desidera particolarmente accettare le richieste a partner del dialogo presentate da Ucraina e Israele, che sarebbero i “cavalli di Troia” statunitensi nella comunità SCO. A differenza della NATO, la SCO è molto attenta a non crescere troppo velocemente. India e Pakistan hanno atteso 12 anni per aderirvi. Ironia della sorte, la SCO si preparava ad accettare la prima nazione della NATO, la Turchia, quale membro. Un simile sviluppo potrebbe vedere la Turchia quale primo Stato membro della NATO uscire dal patto militare a favore della SCO.
I social media occidentali hanno scelto d’ignorare quasi completamente l’adesione di India e Pakistan nella SCO. I media occidentali che hanno scelto di seguire l’evento l’hanno fatto presentando i punti di vista del Council on Foreign Relations (CFR) collegato alla CIA. CFR e altri “think tank” spiegano che SCO e alleanza BRICS di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica sono organizzazioni internazionali indegne di molta stampa. Infatti, Unione europea e NATO affrontano dissensi interni e cadute sulla scena mondiale.La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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La SCO anti-Stato profondo si consolida

Covert Geopoliticcs 13 giugno 2017Dietro i titoloni dei media mainstream, molte organizzazioni geopolitiche d’Eurasia continuano a rafforzarsi lontano dall’influenza egemonica occidentale. Queste organizzazioni puntano a una collaborazione costruttiva che capitalizzi su obiettivi a lungo termine condivisi, rispettando la cultura unica di ciascun Paese aderente. Ciò significa che alcun Paese può imporre la sua propria volontà al gruppo, o ad uno degli aderenti. Con la capitolazione del Brasile ai banditi di Wall Street, i rimanenti aderenti del blocco BRICS gravitano ancor più verso l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a guida cinese, dalla prima metà del 2016.

Che cos’è l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai?
L’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai è un’alleanza politica, militare ed economica che comprende Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. L’elenco dei Paesi candidati all’adesione comprende Pakistan, India e Iran. Bielorussia, Mongolia, Iran, Afghanistan, India e Pakistan hanno lo status di osservatore, mentre Azerbaigian, Cambogia, Armenia, Nepal, Turchia e Sri Lanka quello di partner del dialogo. La SCO fu fondata dai dirigenti dei sei Stati aderenti a Shanghai il 15 giugno 2001, ma la storia dell’organizzazione risale al 1996, quando i leader russi, cinesi, kazachi, kirghisi e tagichi si riunirono a Shanghai e firmarono il trattato per ampliare l’unione militare nelle regioni di confine. L’anno dopo, gli stessi leader a Mosca firmarono il trattato sulla riduzione delle forze militari nelle regioni di confine, e questi due documenti ampliarono la cooperazione tra i Paesi. Nel giugno 2002 i leader della SCO ne firmarono la Carta al vertice di San Pietroburgo in Russia, che entrò in vigore il 19 settembre 2003. La Carta costituisce il documento fondamentale che stabilisce finalità e scopi dell’organizzazione, nonché struttura e principali aree di attività. Gli obiettivi principali della SCO includono rafforzamento della mutua fiducia e dei rapporti di buon vicinato tra gli aderenti, incoraggiandone la cooperazione efficace in politica, economia e commercio, scienza, tecnologia e cultura, istruzione, energia, trasporti, turismo e ambiente, sicurezza e stabilità regionale e creazione di una comprensione politica e economica internazionale equa, democratica e razionale. L’area totale degli Stati aderenti alla SCO ammonta a 30,2 milioni di chilometri quadrati, i tre quinti dell’Eurasia con 1,5 miliardi di persone. L’attività della SCO ha acquisito un’ampia dimensione economica nel settembre 2003, quando i membri firmarono un programma ventennale su commercio multilaterale e cooperazione economica. Il programma fissò l’obiettivo a lungo termine d’istituire una zona di libero scambio nella SCO e uno a breve termine per creare un ambiente favorevole a commercio ed investimenti. Nel 2006, l’alleanza annunciò i piani per combattere il narcotraffico internazionale, visto come pilastro finanziario del terrorismo globale. Un’efficace contrapposizione congiunta alle minacce globali divenne questione fondamentale nell’agenda dell’organizzazione. Il trattato su buon vicinato, amicizia e cooperazione a lungo termine firmato nell’agosto 2007 a Bishkek, in Kirghizistan, fu un passo decisivo verso il rafforzamento del quadro giuridico dell’associazione. L’organizzazione s’impegnò a stabilizzare l’Afghanistan, travolto da un conflitto militare permanente. Il Consiglio dei Capi di Stato (CHS) è il principale organo decisionale della SCO e si riunisce una volta all’anno, prendendo decisioni fondamentali sull’attività dell’organizzazione. Il Consiglio dei Capi di Governo (SCG) dalla SCO si riunisce sempre una volta l’anno per discutere strategia e priorità nella cooperazione multilaterale e affrontare le questioni sulla cooperazione. Inoltre approva il bilancio annuale dell’organizzazione. Oltre alle riunioni CHS e CHG, c’è anche un meccanismo per organizzare riunioni a livello parlamentare, di segretari del Consiglio di sicurezza, ministri di Esteri, Difesa, Emergenza, Economia, Trasporti, Cultura, Istruzione e Sanità, nonché riunioni dei Capi delle forze dell’ordine, presidenti dei tribunali supremi e di arbitrato e dei procuratori generali. I principali organi economici dell’organizzazione sono il Consiglio economico della SCO, il Consorzio Interbancario della SCO e il Consiglio dei Coordinatori Nazionali (CNC) incaricati dell’interazione manageriale nella SCO. I soli due organi permanenti dell’organizzazione sono il Segretariato di Pechino, sotto la supervisione del Segretario Generale, e il Comitato esecutivo della Struttura Territoriale Regionale (RATS) di Tashkent, in Uzbekistan. Gli Stati aderenti alla SCO presiedono l’organizzazione attraverso una presidenza a rotazione annuale, completando il mandato con un vertice sul territorio dello Stato del presiedente. Il Segretario Generale e il Direttore del Comitato Esecutivo sono nominati dal CHS per tre anni. Le lingue ufficiali e operative della SCO sono russo e cinese. SputnikLa SCO guidata dalla Cina è completata dall’Unione economica eurasiatica (UEE) e dall’ASEAN. Queste organizzazioni geopolitiche troveranno comunanza nel grande impegno sul progetto economico One Road, One Road, OBOR, che rilancia lo spirito dell’antica Via della Seta che attraversava l’Eurasia secoli fa. Queste organizzazioni non occidentali cercano di migliorare l’attuale struttura e comportamento delle Nazioni Unite, iniziando con l’elezione del Segretario generale António Guterres. Mentre cooperano sul terrorismo (leggi: mafia khazara), il bilancio militare combinato non supera quello di 600 miliardi di dollari degli Stati Uniti, il che significa che non usa il denaro a vantaggio del solo complesso industriale militare. Tuttavia, offre la dovuta sicurezza collettivamente. Infatti, la sola Russia possiede la più avanzata forza aerea delle superpotenze di oggi. Si dice che Cina e Russia abbiano perfezionato la tecnologia dello stormo per sconfiggere i nemici. Questa è esattamente la base da cui Putin ha avvertito l’occidente che “nessuno sopravviverà” con la prossima grande guerra cinetica. India e Iran sviluppano la proprie versioni della tecnologia militare russa, mentre la Turchia continua a cercare per la difesa aerea i missili S400 dalla Russia e potrebbe adempiere al desiderio nei prossimi mesi. Questo e la collaborazione cinese permettono alla Russia di resistere alle sanzioni economiche e diplomatiche dell’occidente.
Il vertice SCO di quest’anno ha celebrato l’adesione quasi impossibile di due rivali, India e Pakistan, dalla popolazione totale di 1,5 miliardi di abitanti, raddoppiando la popolazione della SCO a 3 miliardi! “L’adesione di India e Pakistan è il culmine dell’ultimo vertice“, osservava Jia Lieying, della Scuola di Relazioni Internazionali dell’Università di Lingua e Cultura di Pechino. “La loro adesione offrirà maggiori opportunità di cooperazione nell’ambito della SCO, ed è particolarmente importante notare che l’espansione agevolerà il miglioramento delle relazioni indo-pakistane e sino-indiane. Questi Stati potranno risolvere le contraddizioni esistenti nella nuova piattaforma, divenendo esempio positivo per altre organizzazioni regionali“, osservava Jia. L’adesione dell’India nella SCO non coi fu considerando le divergenze con il Pakistan, già felice destinatario delle infrastrutture dell’iniziativa Fascia e Via finanziata dalla Cina attraverso i nodi nella provincia del Kashmir, provocando il boicottaggio indiano del recente vertice OBOR di Pechino. Inoltre, lo Stato profondo inviava i suoi terroristi a rapire ed uccidere due insegnanti cinesi nel Baluchistan, per rovinare le relazioni Cina-Pakistan “per sempre“, prima del Vertice di Astana. “Oggi nuovi aderenti all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai… L’espansione della SCO contribuirà senza dubbio a garantire che diventi più potente e influente nei campi politici, economici e umanitari“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin al vertice SCO di Astana dell’8 giugno. Come gesto di buona volontà verso il rivale, l’India liberava 11 prigionieri pakistani che avevano terminato la detenzione. I prigionieri entrarono in Pakistan dal valico di confine Attari-Wagah. C’erano già stati dei prigionieri rilasciati, e l’India “è ottimista sul Pakistan che libererà prigionieri indiani in risposta. Secondo New Delhi, 132 prigionieri indiani si trovano in varie prigioni in Pakistan. 57 hanno già terminato la condanna. La mossa probabilmente faciliterà le relazioni tra i due Paesi, in tensione dall’escalation di violenze nello Stato di Jammu e Kashmir“. Sputnik
Rafforzando le maggiori organizzazioni militari ed economiche asiatiche si assicura la protezione delle risorse asiatiche dallo sfruttamento estero. L’istituzione di proprie banche globali (3), sistema finanziario denominato in risorse, proprie agenzie di rating, propria infrastruttura di cambio inter-bancario, piattaforme di scambio di titoli in oro, proprie risorse energetiche, queste organizzazioni hanno la forza formidabile che sicuramente istituzionalizzerà il mondo multipolare. Così i vecchi della mafia khazara, una volta terrorizzati, saranno completamente sconfitti prima di esalare l’ultimo respiro. Tuttavia, ciò non significa che il sistema schiavistico cesserà di operare in occidente. Ma ciò darà una grande opportunità alla popolazione occidentale di schiacciare facilmente la piramide dei cartelli, su cui intelletti eccezionali si sprecarono, se lo desidera. Ma una cosa è certa, a differenza dell’altra parte, l’avanzata dell’Asia non avverrà sui cadaveri degli occidentali.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vertice storico della SCO: emerge un nuovo G8

Inessa Sinchougov, Fort Russ, 9 giugno 2017Astana, in Kazakistan, ha ospitato lo storico vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. Storico perché per la prima volta dalla fondazione l’organizzazione ha nuovi membri. Ora include due altre potenze nucleari, India e Pakistan. Inoltre la SCO riunisce quasi la metà della popolazione mondiale. Secondo il rappresentante russo al vertice Vladimir Putin, tutto ciò renderà l’organizzazione più influente, e non solo in Eurasia. Evidenza visibile della crescente autorità della SCO, per la prima volta al vertice c’era il segretario generale delle Nazioni Unite. I sei Paesi fondatori ne hanno aggiunto due all’organizzazione, India e Pakistan. Quindi, la mappa geopolitica del mondo ha ora un nuovo “grande otto”. Nella foto cerimoniale compaiono i primi ministri indiano e pakistano, insieme ai leader di Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Può sembrare una formalità da protocollo, ma è il quadro della struttura più potente dell’Eurasia. Recentemente, sembrava che il dialogo tra India e Pakistan non fosse possibile. Sono Paesi dalle relazioni storicamente difficili e con controversie territoriali. I grandi otto riuniscono quasi la metà della popolazione mondiale e generano un quarto del PIL globale. “Nei Paesi dello SCO operano cellule dello SIIL, come mostra l’indagine sull’attentato in Russia a San Pietroburgo. Secondo i resoconti, lo SIIL pianifica la destabilizzazione in Asia centrale e nelle regioni meridionali della Russia. Di conseguenza, va rafforzato il coordinamento dei servizi speciali della SCO“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin. “La Russia è all’avanguardia nella lotta al terrorismo, in particolare in Siria. Sappiamo che questa è la giusta richiesta per sostenere i nostri sforzi comuni nel combattere il terrorismo, in particolare in Afghanistan, vicino dell’Asia centrale”, dichiarava il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev. L’Afghanistan è attualmente Stato osservazione presso la SCO. Rispondendo ai giornalisti, Putin ha detto che nessuno al mondo potrà sopravvivere a uno scontro tra Stati Uniti e Russia. “Assai corretta e puntale, la caratteristica della SCO è che non permetterà la destabilizzazione del mondo“, dichiarava il Presidente della Bielorussia Alelsandr Lukashenko. L’enorme potenziale economico regionale veniva sottolineato dal leader cinese Xi Jinping. Il suo progetto “Via della Seta” si riferisce ai nuovi corridoi tra Asia e Europa e alla futura area di libero scambio. “Chiediamo di semplificare le procedure commerciali, di sviluppare un programma coordinato sulle autostrade, creare l’Unione dei centri economici ed associazioni imprenditoriali“, dichiarava il Presidente Xi Jinping.
I leader hanno utilizzato il vertice come piattaforma per i contatti bilaterali. Putin ha parlato con il Presidente della Mongolia e con il Primo Ministro Sharif su progetti congiunti. Il padiglione russo è uno dei più grandi dell’area espositiva, illustrando l’energia nucleare e le possibilità dell’Artico russo, rompighiaccio e centrali nucleari galleggianti per alimentare villaggi remoti. L’esposizione rimarrà per 3 mesi, e sarà visitata da più di 2 milioni di visitatori.

SCO: Combattere il male è possibile solo congiuntamente, Putin
Inessa Sinchougova, Fort Russ, 9 giugno 2017Il presidente russo ha partecipato al vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a Astana. I leader della SCO hanno firmato la convenzione sulla lotta all’estremismo e sostenuto l’adesione di India e Pakistan nella struttura. Nel 2017, la SCO include Russia, Cina, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan. India e Pakistan sono ormai pieni aderenti, dopo due anni di preparazione. “Va ripetutamente detto che la principale minaccia alla sicurezza degli Stati aderenti alla SCO è soprattutto il terrorismo: la lotta contro tale male è importante, unendo gli sforzi della comunità internazionale“, dichiarava Vladimir Putin aprendo la riunione. “Nell’ambito della nostra organizzazione e delle sue agenzie specializzate, è in corso un lavoro congiunto e nello stesso tempo creiamo un’interazione altrettanto efficiente con altri partner, all’esterno della nostra organizzazione, vediamo cosa succede in Siria, Iraq, Afghanistan, Medio Oriente in generale e devo dire che la situazione politica negli Stati Uniti non è favorevole a garantire che il lavoro internazionale sia costruttivo e sistematico”. “Secondo i rapporti, lo SIIL prepara nuovi piani per destabilizzare l’Asia centrale e le regioni meridionali della Russia, per cui dobbiamo rafforzare il coordinamento dei servizi speciali dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, inclusa la struttura antiterroristica regionale“, sottolineava Putin. Vladimir Putin ha anche proposto di affidare ai Ministri degli Esteri degli Stati aderenti alla SCO l’elaborazione delle opzioni per risolvere la crisi in Afghanistan, osservatore nell’organizzazione. “Riteniamo importante riprendere il lavoro del gruppo di contatto Organizzazione della Cooperazione di Shanghai – Afghanistan”, sospeso nel 2009. A quanto pare, non tutti i Paesi della NATO vogliono esservi coinvolti. Quasi nessuno vuole tornare alla modalità piena“. La riunione proseguiva con la partecipazione dei capidelegazione dei Paesi osservatori della SCO e delle organizzazioni internazionali.
Il capo del Comitato Esecutivo della Struttura Regionale Antiterrorismo della SCO, Evgenij Sysoev, affermava che attraverso il coordinamento delle azioni nell’organizzazione si è riuscito ad impedire 40 crimini terroristici, inclusi 16 attentati. In totale, sono stati arrestati 100 membri di organizzazioni estremiste. Allo stesso modo, il Segretario Generale della SCO Rashid Alimov dichiarava che i Paesi aderenti appoggiano l’idea cinese dell’integrazione “One Belt – One Way“.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ha costruito la NATO eurasiatica?

Oleg Dgorov, RBTH, 18 maggio 2017

Nel maggio 2017, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collegiata (CSTO), l’alleanza militare-politica dei Paesi post-sovietici diretti dalla Russia, compie 15 anni. Durante la sua esistenza l’organizzazione non ha partecipato a combattimenti reali ma, secondo gli esperti, fa molto per proteggere l’Asia centrale dal terrorismo.Nel 2017, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) celebra un strano “doppio” anniversario. L’accordo dell’alleanza militare-politica dei Paesi post-sovietici, firmato 25 anni fa nel 1992, ma per 10 anni dalla validità discutibile. Negli anni ’90 il quadro post-sovietico era devastato dai conflitti: guerra nel Nagornij-Karabakh (1992-1994), guerra civile in Tagikistan (1992-1997), guerra georgiano-abkhaza (1992-1993), nonché violenti combattimenti nel territorio ceceno della Russia (1994-1996 e 1999-2000). La situazione si stabilizzò all’inizio del 2000, contribuendo a costruire un’organizzazione internazionale nell’ambito dell’accordo del 1992: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan e Tagikistan crearono la CSTO nel 2002. Gli obiettivi indicati nell’organizzazione si conservano ad oggi: “Rafforzamento della pace, sicurezza internazionale e regionale, protezione collettiva dell’indipendenza, integrità territoriale e sovranità degli Stati aderenti“.

L’ombra dell’Afghanistan
Anche prima dell’istituzionalizzazione della CSTO, nel 2001 i Paesi aderenti crearono un contingente militare congiunto: la Forza di reazione rapida collettiva (CRRF). Gli esperti osservano che la ragione principale per organizzare la forza di difesa congiunta fu la diffusione del terrorismo in Asia centrale dall’Afghanistan, dal 1996 al 2001 governato dai taliban. “Se la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti non avesse iniziato le attività in Afghanistan, i Paesi CSTO avrebbero dovuto respingere collettivamente gli attacchi degli estremisti dall’Afghanistan“, scrive Julija Nikitina, collaboratrice del Centro di Studi post-sovietici del MGIMO in un articolo per il Consiglio degli affari internazionali russo. “Ecco perché era importante creare la forza collettiva“.

Addestramento antiterrorismo
Ma le cose andarono diversamente. L’operazione della coalizione internazionale iniziò in Afghanistan e le repubbliche post-sovietiche evitarono un grande attacco degli estremisti. Tuttavia, la CSTO come organo di sicurezza collettiva si è progressivamente sviluppata. Nel 2009 apparve un gruppo congiunto più ampio del CRRF, la CORF (Forza di Reazione Operativa Collettiva). Oggi CRRF e CORF comprendono 25000 soldati. La CSTO non ha partecipato a veri conflitti. Tuttavia, ogni anno organizza manovre militari congiunte per sviluppare le competenze per contrastare i terroristi e pianificare operazioni anticrimine. Nel 2017 l’organizzazione terrà grandi esercitazioni coinvolgendo CRRF, CORF e unità di mantenimento della pace. Julija Nikitina osserva che dal punto di vista militare l’attività della CSTO è certamente utile: le esercitazioni congiunte non solo aiutano a sviluppare piani d’azione per eventuali conflitti, ma anche i soldati. D’altra parte, secondo Aleksej Malashenko del Carnegie Moscow Center, la forza reale della CSTO è sconosciuta poiché l’organizzazione non ha mai partecipato a veri conflitti. “Nessuno ha mai visto questa organizzazione in azione. L’addestramento congiunto è buono, ma è sempre diverso dal combattimento reale“.

Perché è necessario la CSTO?
Allo stesso tempo, gli esperti ritengono che già l’esistenza della CSTO eviti i conflitti. “Quindici anni fa, molti esperti predissero un’ondata di scontri violenti, ad esempio in Asia centrale, che non ebbe luogo“, dice Sergej Karaganov, decano del Dipartimento di Politica mondiale dell’HSE. “In una certa misura la Russia e gli altri Paesi interagirono rafforzando le proprie forze armate“. Da questo punto di vista l’alleanza è molto efficace, aggiunge Karaganov. Il Vicedirettore dell’Istituto dei Paesi della CSI Vladimir Zharikhin è d’accordo, la CSTO fu creata come blocco difensivo ed adempie ai propri compiti con successo. Oltre alla guerra al terrore, Zharikhin parlava di un altro compito della CSTO: “Con l’aiuto dell’organizzazione, la Russia fornisce agli alleati della CIS l'”ombrello nucleare” aumentando la stabilità nei Paesi della CSTO“. In altre parole, l’obiettivo non ufficiale della CSTO è opporsi alle “rivoluzioni colorate” nei Paesi aderenti, spiega Zharikhin.

“La NATO della Russia”
Nei media occidentali la CSTO è talvolta paragonata alla NATO. Tuttavia, aggiungono che tale paragone non è corretto. Così, nell’articolo “Perché l’alleanza militare della Russia non è la prossima NATO“, l’analista di Stratfor Eugene Chausovsky sottolinea che spesso non esiste accordo nella CSTO su questioni politiche. I governi di Bielorussia e Kazakistan, per esempio, possono esibire indipendenza da Mosca e costruire proprie relazioni con l’occidente. Pertanto, non si può parlare di una sola posizione politica nella CSTO. Gli esperti russi vedono un’altra differenza tra CSTO e NATO. “L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico fu creata come blocco difensivo, soprattutto dai Paesi occidentali, per contenere il comunismo. Ora gli obiettivi e le responsabilità sono cambiati e la NATO va oltre l’Europa divenendo un’alleanza espansionista” afferma Vladimir Zharikhin. A suo parere, la CSTO rimane rigorosamente un’organizzazione difensiva, preservando l’obiettivo per cui fu istituita 15 anni fa.Traduzione di Alessandro LattanzioSitoAurora

I leader mondiali si riuniscono a Pechino mentre gli Stati Uniti sprofondano nell’irrilevanza

Wayne Madsen  Strategic Culture Foundation 20.05.2017Mentre ci si esibisce nella commedia degli equivoci nell’ala ovest della Casa Bianca tra il presidente Donald Trump e i suoi consiglieri. e tra la segretaria alla stampa della Casa Bianca e vari aiutanti presidenziali, i leader mondiali si riunivano a Pechino per discutere della creazione delle moderne “Via della Seta” terrestre e marittima per migliorare le condizioni economiche delle nazioni nel mondo. Nulla di più illustra il massiccio divario tra le preoccupazioni di molte nazioni e quelle degli Stati Uniti, che degenerano rapidamente in potenza di secondo grado insieme agli alleati della NATO Gran Bretagna, Francia e Germania. Mentre Trump minaccia di licenziare il personale della Casa Bianca, riprendendosi il ruolo nel suo reality show “The Apprentice”, il Presidente della Cina Xi Jinping, il Presidente russo Vladimir Putin e presidenti e primi ministri di tutto il mondo discutevano la creazione di nuove autostrade internazionali, intercontinentali, ferrovie e vie marittime della cintura economica della Fascia della Via della Seta cinese del XXI secolo. Anche Paesi freddi verso l’iniziativa cinese, come India e Giappone, inviavano rappresentanze al vertice superiori alla patetica rappresentanza degli Stati Uniti, Matt Pottinger, assistente speciale poco noto di Trump e direttore per l’Asia orientale del Consiglio di sicurezza nazionale. Infatti, l’unico motivo per cui Trump non inviava nessuno a rappresentare gli Stati Uniti alla riunione di Pechino fu la richiesta speciale del Presidente Xi nell’ultimo incontro con Trump presso il resort riservato del presidente al Mar-a-Lago Club di Palm Beach, Florida.
La Corea del Sud, che ha visto i rapporti con la Cina danneggiati dal collocamento del sistema missilistico statunitense THAAD, inviava una delegazione a Pechino dopo una telefonata tra il nuovo presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, e il Presidente Xi. Moon rispose alla telefonata inviando una delegazione guidata dal decano del Partito Democratico a Pechino. Anche la Corea democratica, che ha spaventato Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti lanciando un missile balistico in acque vicine alla Russia, inviava una delegazione a Pechino guidata da Kim Yong Jae, Ministro per le Relazioni Economiche Estere. L’amministrazione Trump, che inviava un emerito sconosciuto a Pechino, si lamentò molto della presenza della Corea democratica al vertice sulla Via della Seta. Ma la denuncia di Washington è stata trasmessa da una sconosciuta quanto Pottinger, Anna Richey-Allen, portavoce di basso livello dell’ufficio est asiatico del dipartimento di Stato degli USA. Il motivo per cui gli Stati Uniti erano rappresentati da burocrati di medio grado è che la nazione che ancora si ritiene la sola “superpotenza” di questo mondo, è governata da un’amministrazione vuota ai vertici e con litigi tra attori dilettanti. Anche se i principali Stati membri dell’Unione europea non erano rappresentati a Pechino dai capi di governo, la Germania inviava la ministra dell’Economia Brigitte Zypries. Tuttavia avvertendo che l’Unione europea non avrebbe firmato l’accordo sulla Via della Seta con la Cina, a meno che non venissero garantite certe richieste dell’UE su libero scambio e condizioni di lavoro. La reticenza della Germania non sembrava interessare le altre nazioni dell’UE, rappresentate a Pechino dai loro capi di governo interessati a sostenere l’iniziativa cinese. Tra questi capi dell’UE vi erano il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, la prima ministra polacca Beata Szydlo, il primo ministro greco Alexis Tsipras, il presidente ceco Milos Zeman e il Primo ministro ungherese Viktor Orban. Inoltre, se la prima ministra inglese Theresa May non fosse al centro della campagna elettorale, sarebbe stata a Pechino. Tuttavia, inviava il cancelliere dello scacchiere Philip Hammond. Se l’amministrazione di Trump sperava di convincere i leader mondiali a starsene lontani da Pechino, ne è rimasta molto delusa. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, vi era insieme al presidente della Banca mondiale Jim Yong Kim e al Managing Director del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. A Pechino erano presenti i presidenti di Turchia, Filippine, Argentina, Cile, Indonesia, Kirghizistan, Bielorussia, Kazakistan, Svizzera, Kenya, Uzbekistan e Laos, nonché i primi ministri di Vietnam, Pakistan, Sri Lanka, Serbia, Malaysia, Mongolia, Figi, Etiopia, Cambogia e Myanmar. Le delegazioni ministeriali di Afghanistan, Australia, Azerbaigian, Bangladesh, Brasile, Egitto, Finlandia, Iran, Quwayt, Libano, Maldive, Romania, Nepal, Nuova Zelanda, Arabia Saudita, Sud Sudan, Siria, Tanzania, Uganda ed Emirati Arabi Uniti erano al vertice di Pechino. Il Giappone era rappresentato dal consigliere del Primo ministro Shinzo Abe e dal Segretario Generale del Partito Liberaldemocratico Toshihiro Nikai. La Francia, che aveva il cambio di presidenza, inviava l’ex-primo ministro Jean-Pierre Raffarin.
L’iniziativa della Via della Seta prevede progetti in tutte le nazioni i cui governi erano presenti a Pechino, ad eccezione di Stati Uniti e Israele. Oltre alle nazioni rappresentate da capi di Stato e ministri, venivano firmati accordi tra Cina e Palestina, Georgia, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Tagikistan, Brunei, Croazia e Timor est. L’unico messaggio chiaro del vertice di Pechino al mondo è che la visione “unipolare” è morta e sepolta. Neanche tra amici ed alleati di Washington Donald Trump viene chiamato “capo del Mondo Libero”, frase gettata nella spazzatura della storia insieme all’insistenza degli USA di essere l’unica “superpotenza” del mondo. Gli Stati Uniti sono una potenza secondaria con un arsenale nucleare di prima qualità. Ma le armi nucleari non erano discusse a Pechino. Progetti importanti erano all’ordine del giorno, progetti che quando completati tralasceranno gli Stati Uniti in balia delle onde. Il Presidente Xi, nel discorso principale alla conferenza, affermava che l’iniziativa “Fascia e Via è il progetto del secolo” di cui beneficeranno tutti nel mondo, e concretizzava il discorso dichiarando che la Cina contribuirà con 80 miliardi di yuan all’impulso finanziario per creare una rete globale di collegamenti autostradali, ferroviari e marittimi ricreando l’antica Via della Seta che collegava la Cina all’ovest. Nel frattempo, a Washington, Trump diceva di aver registrato conversazioni “titolate” con il direttore licenziato dell’FBI James Comey, innescando l’incendio politico. La nuova infrastruttura globale veniva discussa a Pechino mentre il ricatto politico era il tema principale a Washington. Gli Stati Uniti sono decaduti da Stato globale a secondario, gravemente leso come Stato-nazione coesivo, ma non lo sanno neppure.
Cina e Russia utilizzavano il vertice di Pechino per mostrare le diverse iniziative eurasiatiche, tra cui l’Unione economica eurasiatica ispirata dalla Russia (UEE) e la Banca d’investimento infrastrutturale asiatica (AIIB). I capi di Stato cinesi e russi hanno fatto sapere che l’alleanza BRICS di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica è ancora una potente realtà mondiale, anche se il Sudafrica non era rappresentato a Pechino dal presidente e l’India aveva scelto di non inviarvi un rappresentante. Le parole del Presidente Putin alla conferenza sul nuovo status geopolitico mondiale vanno notate: “la Grande Eurasia non è un accordo geopolitico astratto ma, senza esagerare, un progetto veramente di civiltà che guarda al futuro”. In altre parole, l’Unione Europea, che perde il Regno Unito e non vedrà mai l’adesione della Turchia, è un organismo morente. Altre iniziative internazionali come UEE, BRICS, AIIB e OBOR trascinano UE e USA nella polvere. Ciò era evidente con gli Stati Uniti rappresentati a Pechino da un impiegato secondario e l’Unione Europea da un “eurocrate di Bruxelles”, il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen.La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora