Le ampie misure di sicurezza di CSTO e SCO

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 19.10.2017La situazione in Afghanistan è una delle questioni più importanti per l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collective (CSTO), che riunisce Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan, nonché per l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO – India, Cina , Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan). La guerra civile, insieme alle attività dei terroristi in territorio afgano, rappresentano da molti anni una minaccia alla stabilità dell’intera regione dell’Asia centrale. Nel settembre 2017, una riunione dei ministri degli Esteri degli Stati aderenti alla CSTO si svolse alla 72.ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di New York. I principali argomenti dell’incontro comprendevano la cooperazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite negli sforzi per la pace, la sicurezza e la lotta al terrorismo, nonché i problemi dell’Afghanistan. Furono adottate diverse dichiarazioni congiunte, tra cui una disposizione sull’Afghanistan e la minaccia del rafforzamento delle organizzazioni terroristiche nelle province del nord del Paese. Va ricordato che l’Afghanistan condivide confini con uno degli Stati del CSTO, il Tagikistan. Pertanto, il confine Tagikistan-Afghanistan è una zona di particolare importanza per la CSTO. Il confine è lungo 1344 km e attraversa zone montuose difficili da raggiungere e difficili da attraversare e non meno difficili da proteggere. Anche le aree settentrionali dell’Afghanistan condividono la frontiera con Uzbekistan e Turkmenistan, che non sono membri del CSTO ma la cui sicurezza è altrettanto importante per tutta la regione. Il 29 settembre 2017, il Centro per gli studi strategici della Presidenza del Tagikistan, nel capoluogo del Tagikistan, Dushanbe, ospitò la conferenza internazionale “Combattere il terrorismo e l’estremismo in Eurasia: le minacce comuni e l’esperienza congiunta”. Rappresentanti di Afghanistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Russia vi parteciparono, come anche i membri del segretariato della CSTO e della Commissione esecutiva regionale della Struttura antiterrorismo della SCO. I partecipanti discussero di sicurezza regionale, minacce e contromisure di alto livello, incluse le varie misure politiche interne dei Paesi aderenti e la cooperazione internazionale, anche nella CSTO e della SCO.
La situazione in Afghanistan è stata ancora una volta una delle principali discussioni. Nell’autunno 2017, circa il 50% del territorio afghano era caduto sotto il controllo dell’organizzazione terroristica talib (vietata nella Federazione Russa). In questo caso, la questione riguarda principalmente i distretti settentrionali vicini ai Paesi aderenti alla conferenza. Secondo l’ambasciatore russo in Tagikistan, Igor Ljakin-Frolov, che parlò alla manifestazione, la situazione è difficile, soprattutto al confine Tagikistan-Afghanistan. Tuttavia, secondo il Vicepresidente del Comitato del Consiglio Federale per la difesa e la sicurezza Franz Klintsevich, i taliban non hanno obiettivi fuori da Afghanistan e Pakistan e non violeranno il confine coi vicini del nord. Una preoccupazione molto più grande è l’attività di un’altra organizzazione terroristica, lo Stato islamico (DAISH, vietato in Russia), per cui l’Afghanistan è un trampolino di lancio per la penetrazione in Russia e nei Paesi della CSI. Secondo le informazioni disponibili, più di mille taliban e membri del DAISH si trovano vicino al confine tra Tagikistan e Afghanistan. Tuttavia, secondo F. Klintsevich, i tagiki e i militari russi sono pronti a respingere l’attacco in caso d’invasione diretta da parte dei terroristi. I Paesi dell’Asia centrale sono partner strategici della Russia, e la Russia è decisa nell’adempimento degli obblighi nei confronti della CSTO. Inoltre, la situazione instabile nei Paesi dell’Asia centrale costituisce una minaccia per i confini meridionali della Russia. Pertanto, la Russia fornisce assistenza ai propri partner su tutti i termini della sicurezza. La cooperazione tra Russia e Tagikistan è particolarmente sviluppata. I Paesi proteggono congiuntamente il confine tagiko-afgano e collaborano in campo militare-tecnico. La 201.ma base delle Forze Armate della Federazione Russa continua a operare nel territorio del Tagikistan, dove oltre 7000 militari russi si addestrano ad affrontare compiti specifici nella lotta al terrorismo, anche nei difficili contesti montuosi. Questa è la maggiore base militare estera della Federazione Russa, con fucilieri motorizzati, artiglieria, missili antiaerei, elicotteri e unità aeree. La base ha tre poligoni per l’addestramento dei militari russi e per l’addestramento congiunto coi militari del Tagikistan.
Il 29 settembre 2017, nello stesso giorno in cui si svolse la suddetta conferenza sulla lotta al terrorismo, l’ufficio per i media della Regione militare centrale, a cui aderisce la base n° 201, riferì di nuove esercitazioni speciali per l’addestramento tattico. Gli autisti del battaglione logistico superarono con successo l’estremamente difficile guida sulle tortuose strade montuose per rifornire di cibo e munizioni zone difficili da raggiungere. Circa 600 militari e 70 mezzi furono interessati. Nel novembre 2017, il Tagikistan ospiterà le grandi esercitazioni militari delle Forze di Reazione Rapida Collettiva della CSTO. Saranno presenti militari provenienti da tutti i Paesi dell’Organizzazione. Pertanto si può concludere che Tagikistan e altri Stati aderenti allo CSTO possono proteggersi dall’aggressione diretta dall’Afghanistan. L’unica opportunità per i terroristi di destabilizzare il Tagikistan è tramite organizzazioni clandestine. Tuttavia, le autorità del Tagikistan intendono arrestarle adottando misure preventive. Secondo Rakhim Abdulhasanien, a Capo del Dipartimento per la lotta al terrorismo e all’estremismo del Procuratore Generale del Tagikistan, che intervenne alla conferenza su iniziativa del suo dipartimento, 15 organizzazioni che operano nel territorio tagico sono state riconosciute estremiste e vietate. Tuttavia, non bastano misure di divieto per impedire l’estremismo tra la popolazione. È necessario lo sviluppo sociale ed economico di tutti gli Stati interessati. L’aumento del tenore di vita contribuisce a ridurre il radicalismo. Le autorità russe e dell’Asia centrale comprendono la connessione tra problemi socio-economici ed estremismo. Ciò è evidenziato, ad esempio, dal fatto che la SCO ha prestato seria attenzione alla cooperazione economica. Come già detto, l’organizzazione comprende Russia, Cina, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan, cioè i Paesi più interessati (tranne il Turkmenistan) alla stabilità nell’Afghanistan e, più recentemente, India e Pakistan, che periodicamente risentono degli echi degli eventi afgani. Il primo obiettivo della creazione dei “Cinque di Shanghai”, sulla cui base fu fondata la SCO nel 2001, era rafforzare la cooperazione nell’industria della Difesa. Attualmente, i compiti principali della SCO includono sicurezza, lotta al terrorismo e al narcotraffico. La cooperazione economica è stata considerata secondaria. Tuttavia, tale approccio è superato. Il 28 settembre 2017, Ufa ospitava il terzo Forum sulle piccole aziende degli Stati aderenti a SCO e BRICS. Bakhtier Khakimov, inviato speciale del presidente russo per gli affari della SCO parlò all’evento. Secondo lui, l’interazione economica nella SCO va portata allo stesso livello della cooperazione politica tra i Paesi che costituiscono l’organizzazione. Khakimov ha anche affermato che i capi degli Stati aderenti alla SCO comprendono l’importanza di questo compito e gradualmente prendono le proprie decisioni. Attualmente, la SCO è impegnata nell’attuazione dell’accordo per creare condizioni favorevoli per l’autotrasporto, firmato nel 2014. La possibilità d’istituire la Banca di Sviluppo e il Fondo di Sviluppo della SCO viene discussa. Sono in corso lavori per integrare il lavoro della SCO con associazioni come UEE (Unione Economica Eurasiatica) e ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico). Le relazioni tra gli ambienti commerciali vengono stabilite nella SCO, e la cooperazione interstatale si costruisce a livello regionale.
Si può concludere che la Russia e gli Stati dell’Asia centrale non si basano solo sulla forza militare per combattere il terrorismo e mantenere la stabilità. Questi Paesi sanno che solo misure complesse contribuiranno a porre fine alla minaccia terroristica e questo comporta la speranza che la minaccia terroristica nella regione sia ridotta nei prossimi anni.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Annunci

Cambio delle alleanze militari in Medio Oriente e Asia?

Prof. Michel Chossudovsky, Global Research 30 settembre 2017Si verifica un cambiamento profondo nelle alleanze geopolitiche che tende a minare l’egemonia statunitense nella regione del Medio Oriente e dell’Asia centrale e meridionale. Molti stretti alleati degli USA hanno “cambiato lato”; NATO e Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) sono in crisi.

Turchia e NATO
La NATO è caratterizzata da profonde divisioni, in gran parte dovute al confronto di Ankara con Washington. La Turchia, peso massimo della NATO, ora combatte i ribelli curdi filo-statunitensi nel nord della Siria. Gli Stati Uniti sostengono e finanziano i ribelli curdi che combattono uno Stato membro della NATO. Mentre la Turchia rimane formalmente membro della NATO, con un sistema integrato e coordinato di difesa aerea, il governo Erdogan ha acquistato il sistema di difesa aerea S400 dalla Russia, destinato ad essere utilizzato contro gli agenti curdi degli USA nella Siria settentrionale. Uno Stato membro della NATO ora usa il sistema di difesa aerea del nemico contro i ribelli sostenuti da USA-NATO. A sua volta, la Turchia ha spedito truppe nella Siria settentrionale per occupare parte del territorio siriano e Mosca ed Ankara hanno un’alleanza di convenienza. Israele è un fermo sostenitore della formazione di uno Stato curdo in Iraq e nella Siria, considerato passo avanti per la formazione del Grande Israele. Tel Aviv pensa di trasferire da Israele di più di 200000 ebrei curdi nel Kurdistan dell’Iraq. A sua volta è in pericolo l’accordo bilaterale di cooperazione militare tra Turchia e Israele. Inutile dire che questi sviluppi hanno portato al rafforzamento della cooperazione militare USA-Israele, tra cui la creazione di una base militare statunitense in Israele. Nel frattempo, la Turchia ha stretto legami con l’Iran, contribuendo a minare le strategie di USA-NATO nel Grande Medio Oriente.

Il nuovo Medio Oriente
La strategia di Washington consiste nel destabilizzare e indebolire le potenze economiche regionali in Medio Oriente tra cui Turchia e Iran. Questa politica è accompagnata anche dal processo di frammentazione politica. Dalla guerra del Golfo (1991), il Pentagono ha contemplato la creazione di un “Kurdistan libero” che prevede l’annessione di parti di Iraq, Siria, Iran e Turchia. In queste circostanze, la Turchia rimarrà nella NATO?

Qatar e Arabia Saudita
Il blocco economico dell’Arabia Saudita al Qatar ha creato un divario nelle alleanze geopolitiche indebolendo gli Stati Uniti nel Golfo Persico. Il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) è profondamente diviso, con EAU e Bahrayn allineati all’Arabia Saudita contro il Qatar. A sua volta il Qatar ha il sostegno di Oman e Quwayt. Inutile dire che il GCC, fino a poco prima l’alleato più stretto degli USA nel Medio Oriente contro l’Iran, è nel totale disordine. Mentre la più grande base militare statunitense in Medio Oriente si trova in Qatar, il governo del Qatar ha stretti legami con l’Iran. Inoltre, Teheran è giunta in soccorso immediatamente dopo il blocco saudita. Mentre il comando centrale statunitense (USCENTCOM) ha sede in una base militare statunitense presso Doha, il principale partner del Qatar nell’industria del petrolio e del gas, inclusi i gasdotti, è l’Iran. A sua volta, Russia e Cina sono attivamente coinvolte nell’industria degli idrocarburi del Qatar. Iran e Qatar cooperano attivamente nell’estrazione del gas naturale marittimo da una struttura congiunta. Questi campi gasiferi marini sono strategici, costituendo le più grandi riserve di gas marittime del mondo, situate nel Golfo Persico. In altre parole, pur collaborando attivamente con l’Iran, il Qatar ha un accordo di cooperazione militare con gli Stati Uniti diretto contro l’Iran. Il comando centrale statunitense con sede nel Qatar è responsabile delle operazioni militari contro i nemici di USA-NATO, incluso l’Iran principale partner del Qatar nel settore degli idrocarburi. La struttura di queste alleanze incrociate è contraddittoria. Gli Stati Uniti cambieranno regime nel Qatar? Nel frattempo, la Turchia ha creato una base militare in Qatar. Questi nuovi allineamenti hanno anche effetti diretti sugli oleogasdotti. Il Qatar ha abbandonato il progetto che attraversava Arabia Saudita e Giordania (inizialmente sponsorizzato dalla Turchia) a favore di quello dell’Iran che da Asuleyeh arriva in Iraq e Siria, sostenuto dalla Russia. Il controllo geopolitico della Russia sui gasdotti per l’Europa viene rafforzato dal blocco saudita. A sua volta, il Qatar dovrebbe integrare i gasdotti che collegano l’Iran a Pakistan e Cina tramite il porto iraniano di Asaluyeh.

Pakistan, India e Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO)
Un altro importante cambiamento nei rapporti geopolitici è avvenuto con un impatto profondo sull’egemonia statunitense nell’Asia centrale e meridionale. Il 9 giugno 2017, India e Pakistan aderivano contemporaneamente all’Organizzazione di cooperazione di Shanghai (SCO), organizzazione economica, politica e di mutua difesa dell’Eurasia, dominata da Cina e Russia. Inutile dire che l’adesione di India e Pakistan ne danneggia la cooperazione militare con gli Stati Uniti. Mentre la SCO con sede a Pechino non è ufficialmente un'”alleanza militare”, tuttavia è un “contrappeso” geopolitico e strategico a USA-NATO e alleati. Negli ultimi anni, la SCO ha esteso la cooperazione militare e d’intelligence. Le esercitazioni si svolgono sotto gli auspici della SCO. Con Pakistan e India pienamente aderenti, la SCO ora comprende una vasta regione con metà della popolazione mondiale.

Ampliamento della SCO
L’adesione piena e simultanea di entrambi i Paesi alla SCO non è solo simbolica, ma segna un cambiamento storico negli allineamenti geopolitici, influenzando la struttura degli accordi economici e militari. Inoltre ha anche un impatto sul conflitto tra India e Pakistan risalente all’indipendenza dei due Paesi. Inevitabilmente, questo passaggio storico è un colpo per Washington, che ha accordi di difesa e commerciali con Pakistan e India. Mentre l’India rimane saldamente allineata a Washington, la presa di Washington sul Pakistan (attraverso accordi militari e d’intelligence) è indebolita da scambi commerciali e investimenti della Cina, per non parlare dell’adesione alla SCO che favorisce le relazioni bilaterali tra i due Paesi e la cooperazione con Russia, Cina e Asia centrale a scapito dei legami storici con gli Stati Uniti. In altre parole, questo ampliamento della SCO indebolisce le ambizioni egemoniche degli USA nell’Asia meridionale e nell’Eurasia. Influenza anche gasdotti, corridoio, frontiere, sicurezza e diritti marittimi. Con lo sviluppo delle relazioni bilaterali del Pakistan con la Cina, dal 2007, la presa statunitense sulla politica del Pakistan, basata in larga parte sulla presenza militare degli USA e sui legami di Washington con l’intelligence militare del Pakistan, è stata indebolita. L’adesione piena del Pakistan alla SCO, i suoi legami con Cina e Iran, contribuiranno a rafforzare il governo di Islamabad.

Osservazioni conclusive
La storia ci dice che la struttura delle alleanze politiche è fondamentale. Ciò che accade è una serie di contraddittorie coalizioni incrociate “con” e “contro” gli Stati Uniti. Si assiste a svolte nelle alleanze politiche e militari che contribuiscono ad indebolire l’egemonia statunitense in Asia e Medio Oriente. La Turchia ha intenzione di uscire dalla NATO? Le relazioni con Washington sono nel caos. Nel frattempo, il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), il più forte alleato degli USA in Medio Oriente, non funziona più. Il Qatar non è solo allineato all’Iran, ma coopera attivamente con la Russia. A sua volta, gli accordi bilaterali di cooperazione militare degli USA con Pakistan e India sono colpiti dall’adesione di entrambi i Paesi alla SCO, un’alleanza militare di fatto dominata da Cina e Russia.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una linea nella steppa: la NATO incontra una SCO ampliata

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 19.06.2017Mentre i capi della NATO si congratulano per l’adesione del piccolo Montenegro, la forza di controbilanciamento della NATO ad est ha accolto a pieno titolo India e Pakistan. Mentre la bandiera del Montenegro è stata sollevata presso la sede della NATO a Bruxelles, le bandiere della democrazia più popolosa del mondo e della terza popolazione musulmana, India e Pakistan, sono state sollevate presso la sede a Pechino dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO). L’allargamento della SCO ha effettivamente neutralizzato la marcia a lungo attesa della NATO verso est, con l’intenzione d’inglobare gli Stati ex-sovietici dell’Asia centrale. L’ampliamento della SCO segnala anche la fine del sogno dei neoconservatori del “nuovo secolo americano” che domina l’intero pianeta e anche lo spazio. Il 21esimo secolo sarà un “nuovo secolo euroasiatico” con Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione europea e NATO emarginati, osservatori anemici che si contendevano il centro di un potere globale che si sposta verso la massa terrestre eurasiatica.
Nel 1904, Halford Mackinder scrisse un articolo profetico, intitolato “Il Perno Geografico della Storia”, presentando ciò che chiamò “la teoria dell’Heartland” geopolitico. L’“Heartland” di Mackinder comprende Asia, Europa e Africa, che chiamò “Isola-Mondo”. Nel 1919, Mackinder osservò che qualunque potenza controllasse l’Isola-Mondo avrebbe anche controllato il Mondo. “Chi controlla l’Europa orientale controlla l’Heartland; chi controlla l’Heartland controlla l’Isola-Mondo; chi controlla l’Isola-Mondo, controlla il Mondo”. Mackinder descrisse Gran Bretagna e Giappone come “isole off-shore” dell’Isola-Mondo. Le “Isole Periferiche” erano le Americhe e l’Australia. L’espansione della SCO con l’adesione di India e Pakistan e altre nazioni eurasiatiche che bussano alla porta dell’organizzazione, realizza l’Isola-Mondo di Mackinder quale evento fondamentale che eliminerà il dominio unipolare mondiale di Stati Uniti ed alleati. India e Pakistan, pur non andando d’accordo hanno deciso di mettere da parte le differenze, riconoscendo che l’allineamento a Cina e Russia nella SCO è preferibile a un’alleanza dubbia con gli Stati Uniti. Per la Cina, indiani e pakistani nella SCO sono un importante impulso all’Iniziativa della Via della Seta, conosciuta anche come progetto “One Belt, One Road” per la realizzazione di nuovi collegamenti autostradali, ferroviari e marittimi con i Paesi di tutto il mondo. La prospettiva è che grandi autostrade trans-himalayane e collegamenti ferroviari tra la Cina e il subcontinente indiano siano la spinta alle economie di India e Pakistan che riduca le differenze religiose sul controllo del Kashmir a favore di un’intesa e una più stretta cooperazione economica. Secoli di guerre religiose tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord finirono dopo che Irlanda e Irlanda del Nord aderirono all’Unione Europea. Lo sviluppo economico dell’Irlanda, a nord e a sud, è preferibile alla guerriglia. Lo stesso potrebbe avvenire nel Kashmir se i progetti della Cina sulla Via della Seta spingessero musulmani ed indù a concludere che una migliore situazione economica possa relegare la guerra religiosa ad anacronistico ostacolo.
La paura che India e Pakistan disturbino la SCO con le reciproche differenze politiche fu messa a tacere quando la SCO sottolineò che la sua carta proibisce rigidamente agli aderenti di usare l’organizzazione per promuovere qualsiasi frattura. La stessa regola si applica alle tensioni tra India e Cina. La Cina mostra i muscoli in ciò che Mackinder chiamava “Isola Periferica”, le Americhe. La Cina ha reso ancor più importante il progetto Via della Seta instaurando i rapporti diplomatici con Panama dopo che la nazione che controlla l’omonimo canale, aveva tagliato le strette relazioni diplomatiche con Taiwan. China Communications Construction, China Railway Group e COSCO Shipping Company sono interessati ai principali progetti di miglioramento delle infrastrutture di Canale di Panama e regione circostante. La società del miliardario cinese Wang Jing, la società di investimenti per lo sviluppo del canale Hong Kong-Nicaragua, avviva nel 2015 il canale da 40 miliardi di dollari attraverso il Nicaragua. Nicaragua, El Salvador, Paraguay e Repubblica Dominicana dovrebbero presto interrompere i rapporti con Taiwan e riconoscere Pechino. Ciò faciliterà la continua estensione dell’influenza cinese sulle “isole periferiche” dell’Eurasia. Il controllo cinese su due canali in America Centrale darà enormi potenzialità economiche, internazionali e nel cortile degli Stati Uniti.
Sulla strada dell’unione della SCO vi è l’Afghanistan, dove l’amministrazione Trump annuncia l’invio di 4000 militari per la più lunga guerra degli USA. Sarà presto il momento in cui la SCO, dopo la transizione dell’Afghanistan allo status di osservatore, ordinerà a Stati Uniti e NATO di ritirare le truppe d’occupazione da uno Stato aderente alla SCO. Washington rischierebbe la guerra con le quattro nazioni più popolose dell’Eurasia per mantenere i militari in una nazione della SCO? E’ dubbio, specialmente perché gli Stati Uniti vanno riducendosi a potenza politica di seconda classe in possesso di una forza militare tecnicamente avanzata e globalmente dispiegabile. Gli Stati Uniti hanno cercato di cooptare la Mongolia, situata tra Russia e Cina, quale posto d’ascolto per Agenzia d’Intelligence Centrale, Agenzia d’Intelligence della Difesa e Agenzia Nazionale per la Sicurezza. Questi sforzi saranno emarginati dopo che la Mongolia aderirà finalmente alla SCO. E complicando le cose per Washington e la sua alleanza di potentati arabi nel Golfo Persico ed Israele, la prossima nazione asiatica che aderirà alla SCO è l’Iran. Mentre l’Iran era sottoposto alle sanzioni delle Nazioni Unite, gli fu proibito di aderire alla SCO. Tuttavia, dopo la revoca delle sanzioni nel 2016, la Cina annunciava che l’Iran sarà il prossimo ad aderire a pieno titolo dopo India e Pakistan.
L’adesione dell’Iran, e anche della Bielorussia ed altre nazioni che aspirano a aderire alla SCO, renderà l’organizzazione una potenza che può opporsi non solo a Stati Uniti e NATO, ma anche a Unione europea e Giappone. In attesa di entrare tra gli osservatori della SCO vi sono i partner del dialogo Azerbaigian, Cambogia, Armenia, Nepal, Turchia e Sri Lanka. Interesse per la SCO è anche espresso da Bangladesh, Vietnam, Egitto, Siria, Iraq e Maldive. Sembra che non ci sia lo stomaco per Russia o Cina verso l’Arabia Saudita. Dopo il blocco economico saudita al Qatar, è probabile che il Qatar possa divenire osservatore o partner del dialogo della SCO. La SCO non desidera particolarmente accettare le richieste a partner del dialogo presentate da Ucraina e Israele, che sarebbero i “cavalli di Troia” statunitensi nella comunità SCO. A differenza della NATO, la SCO è molto attenta a non crescere troppo velocemente. India e Pakistan hanno atteso 12 anni per aderirvi. Ironia della sorte, la SCO si preparava ad accettare la prima nazione della NATO, la Turchia, quale membro. Un simile sviluppo potrebbe vedere la Turchia quale primo Stato membro della NATO uscire dal patto militare a favore della SCO.
I social media occidentali hanno scelto d’ignorare quasi completamente l’adesione di India e Pakistan nella SCO. I media occidentali che hanno scelto di seguire l’evento l’hanno fatto presentando i punti di vista del Council on Foreign Relations (CFR) collegato alla CIA. CFR e altri “think tank” spiegano che SCO e alleanza BRICS di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica sono organizzazioni internazionali indegne di molta stampa. Infatti, Unione europea e NATO affrontano dissensi interni e cadute sulla scena mondiale.La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La SCO anti-Stato profondo si consolida

Covert Geopoliticcs 13 giugno 2017Dietro i titoloni dei media mainstream, molte organizzazioni geopolitiche d’Eurasia continuano a rafforzarsi lontano dall’influenza egemonica occidentale. Queste organizzazioni puntano a una collaborazione costruttiva che capitalizzi su obiettivi a lungo termine condivisi, rispettando la cultura unica di ciascun Paese aderente. Ciò significa che alcun Paese può imporre la sua propria volontà al gruppo, o ad uno degli aderenti. Con la capitolazione del Brasile ai banditi di Wall Street, i rimanenti aderenti del blocco BRICS gravitano ancor più verso l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a guida cinese, dalla prima metà del 2016.

Che cos’è l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai?
L’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai è un’alleanza politica, militare ed economica che comprende Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. L’elenco dei Paesi candidati all’adesione comprende Pakistan, India e Iran. Bielorussia, Mongolia, Iran, Afghanistan, India e Pakistan hanno lo status di osservatore, mentre Azerbaigian, Cambogia, Armenia, Nepal, Turchia e Sri Lanka quello di partner del dialogo. La SCO fu fondata dai dirigenti dei sei Stati aderenti a Shanghai il 15 giugno 2001, ma la storia dell’organizzazione risale al 1996, quando i leader russi, cinesi, kazachi, kirghisi e tagichi si riunirono a Shanghai e firmarono il trattato per ampliare l’unione militare nelle regioni di confine. L’anno dopo, gli stessi leader a Mosca firmarono il trattato sulla riduzione delle forze militari nelle regioni di confine, e questi due documenti ampliarono la cooperazione tra i Paesi. Nel giugno 2002 i leader della SCO ne firmarono la Carta al vertice di San Pietroburgo in Russia, che entrò in vigore il 19 settembre 2003. La Carta costituisce il documento fondamentale che stabilisce finalità e scopi dell’organizzazione, nonché struttura e principali aree di attività. Gli obiettivi principali della SCO includono rafforzamento della mutua fiducia e dei rapporti di buon vicinato tra gli aderenti, incoraggiandone la cooperazione efficace in politica, economia e commercio, scienza, tecnologia e cultura, istruzione, energia, trasporti, turismo e ambiente, sicurezza e stabilità regionale e creazione di una comprensione politica e economica internazionale equa, democratica e razionale. L’area totale degli Stati aderenti alla SCO ammonta a 30,2 milioni di chilometri quadrati, i tre quinti dell’Eurasia con 1,5 miliardi di persone. L’attività della SCO ha acquisito un’ampia dimensione economica nel settembre 2003, quando i membri firmarono un programma ventennale su commercio multilaterale e cooperazione economica. Il programma fissò l’obiettivo a lungo termine d’istituire una zona di libero scambio nella SCO e uno a breve termine per creare un ambiente favorevole a commercio ed investimenti. Nel 2006, l’alleanza annunciò i piani per combattere il narcotraffico internazionale, visto come pilastro finanziario del terrorismo globale. Un’efficace contrapposizione congiunta alle minacce globali divenne questione fondamentale nell’agenda dell’organizzazione. Il trattato su buon vicinato, amicizia e cooperazione a lungo termine firmato nell’agosto 2007 a Bishkek, in Kirghizistan, fu un passo decisivo verso il rafforzamento del quadro giuridico dell’associazione. L’organizzazione s’impegnò a stabilizzare l’Afghanistan, travolto da un conflitto militare permanente. Il Consiglio dei Capi di Stato (CHS) è il principale organo decisionale della SCO e si riunisce una volta all’anno, prendendo decisioni fondamentali sull’attività dell’organizzazione. Il Consiglio dei Capi di Governo (SCG) dalla SCO si riunisce sempre una volta l’anno per discutere strategia e priorità nella cooperazione multilaterale e affrontare le questioni sulla cooperazione. Inoltre approva il bilancio annuale dell’organizzazione. Oltre alle riunioni CHS e CHG, c’è anche un meccanismo per organizzare riunioni a livello parlamentare, di segretari del Consiglio di sicurezza, ministri di Esteri, Difesa, Emergenza, Economia, Trasporti, Cultura, Istruzione e Sanità, nonché riunioni dei Capi delle forze dell’ordine, presidenti dei tribunali supremi e di arbitrato e dei procuratori generali. I principali organi economici dell’organizzazione sono il Consiglio economico della SCO, il Consorzio Interbancario della SCO e il Consiglio dei Coordinatori Nazionali (CNC) incaricati dell’interazione manageriale nella SCO. I soli due organi permanenti dell’organizzazione sono il Segretariato di Pechino, sotto la supervisione del Segretario Generale, e il Comitato esecutivo della Struttura Territoriale Regionale (RATS) di Tashkent, in Uzbekistan. Gli Stati aderenti alla SCO presiedono l’organizzazione attraverso una presidenza a rotazione annuale, completando il mandato con un vertice sul territorio dello Stato del presiedente. Il Segretario Generale e il Direttore del Comitato Esecutivo sono nominati dal CHS per tre anni. Le lingue ufficiali e operative della SCO sono russo e cinese. SputnikLa SCO guidata dalla Cina è completata dall’Unione economica eurasiatica (UEE) e dall’ASEAN. Queste organizzazioni geopolitiche troveranno comunanza nel grande impegno sul progetto economico One Road, One Road, OBOR, che rilancia lo spirito dell’antica Via della Seta che attraversava l’Eurasia secoli fa. Queste organizzazioni non occidentali cercano di migliorare l’attuale struttura e comportamento delle Nazioni Unite, iniziando con l’elezione del Segretario generale António Guterres. Mentre cooperano sul terrorismo (leggi: mafia khazara), il bilancio militare combinato non supera quello di 600 miliardi di dollari degli Stati Uniti, il che significa che non usa il denaro a vantaggio del solo complesso industriale militare. Tuttavia, offre la dovuta sicurezza collettivamente. Infatti, la sola Russia possiede la più avanzata forza aerea delle superpotenze di oggi. Si dice che Cina e Russia abbiano perfezionato la tecnologia dello stormo per sconfiggere i nemici. Questa è esattamente la base da cui Putin ha avvertito l’occidente che “nessuno sopravviverà” con la prossima grande guerra cinetica. India e Iran sviluppano la proprie versioni della tecnologia militare russa, mentre la Turchia continua a cercare per la difesa aerea i missili S400 dalla Russia e potrebbe adempiere al desiderio nei prossimi mesi. Questo e la collaborazione cinese permettono alla Russia di resistere alle sanzioni economiche e diplomatiche dell’occidente.
Il vertice SCO di quest’anno ha celebrato l’adesione quasi impossibile di due rivali, India e Pakistan, dalla popolazione totale di 1,5 miliardi di abitanti, raddoppiando la popolazione della SCO a 3 miliardi! “L’adesione di India e Pakistan è il culmine dell’ultimo vertice“, osservava Jia Lieying, della Scuola di Relazioni Internazionali dell’Università di Lingua e Cultura di Pechino. “La loro adesione offrirà maggiori opportunità di cooperazione nell’ambito della SCO, ed è particolarmente importante notare che l’espansione agevolerà il miglioramento delle relazioni indo-pakistane e sino-indiane. Questi Stati potranno risolvere le contraddizioni esistenti nella nuova piattaforma, divenendo esempio positivo per altre organizzazioni regionali“, osservava Jia. L’adesione dell’India nella SCO non coi fu considerando le divergenze con il Pakistan, già felice destinatario delle infrastrutture dell’iniziativa Fascia e Via finanziata dalla Cina attraverso i nodi nella provincia del Kashmir, provocando il boicottaggio indiano del recente vertice OBOR di Pechino. Inoltre, lo Stato profondo inviava i suoi terroristi a rapire ed uccidere due insegnanti cinesi nel Baluchistan, per rovinare le relazioni Cina-Pakistan “per sempre“, prima del Vertice di Astana. “Oggi nuovi aderenti all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai… L’espansione della SCO contribuirà senza dubbio a garantire che diventi più potente e influente nei campi politici, economici e umanitari“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin al vertice SCO di Astana dell’8 giugno. Come gesto di buona volontà verso il rivale, l’India liberava 11 prigionieri pakistani che avevano terminato la detenzione. I prigionieri entrarono in Pakistan dal valico di confine Attari-Wagah. C’erano già stati dei prigionieri rilasciati, e l’India “è ottimista sul Pakistan che libererà prigionieri indiani in risposta. Secondo New Delhi, 132 prigionieri indiani si trovano in varie prigioni in Pakistan. 57 hanno già terminato la condanna. La mossa probabilmente faciliterà le relazioni tra i due Paesi, in tensione dall’escalation di violenze nello Stato di Jammu e Kashmir“. Sputnik
Rafforzando le maggiori organizzazioni militari ed economiche asiatiche si assicura la protezione delle risorse asiatiche dallo sfruttamento estero. L’istituzione di proprie banche globali (3), sistema finanziario denominato in risorse, proprie agenzie di rating, propria infrastruttura di cambio inter-bancario, piattaforme di scambio di titoli in oro, proprie risorse energetiche, queste organizzazioni hanno la forza formidabile che sicuramente istituzionalizzerà il mondo multipolare. Così i vecchi della mafia khazara, una volta terrorizzati, saranno completamente sconfitti prima di esalare l’ultimo respiro. Tuttavia, ciò non significa che il sistema schiavistico cesserà di operare in occidente. Ma ciò darà una grande opportunità alla popolazione occidentale di schiacciare facilmente la piramide dei cartelli, su cui intelletti eccezionali si sprecarono, se lo desidera. Ma una cosa è certa, a differenza dell’altra parte, l’avanzata dell’Asia non avverrà sui cadaveri degli occidentali.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vertice storico della SCO: emerge un nuovo G8

Inessa Sinchougov, Fort Russ, 9 giugno 2017Astana, in Kazakistan, ha ospitato lo storico vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. Storico perché per la prima volta dalla fondazione l’organizzazione ha nuovi membri. Ora include due altre potenze nucleari, India e Pakistan. Inoltre la SCO riunisce quasi la metà della popolazione mondiale. Secondo il rappresentante russo al vertice Vladimir Putin, tutto ciò renderà l’organizzazione più influente, e non solo in Eurasia. Evidenza visibile della crescente autorità della SCO, per la prima volta al vertice c’era il segretario generale delle Nazioni Unite. I sei Paesi fondatori ne hanno aggiunto due all’organizzazione, India e Pakistan. Quindi, la mappa geopolitica del mondo ha ora un nuovo “grande otto”. Nella foto cerimoniale compaiono i primi ministri indiano e pakistano, insieme ai leader di Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Può sembrare una formalità da protocollo, ma è il quadro della struttura più potente dell’Eurasia. Recentemente, sembrava che il dialogo tra India e Pakistan non fosse possibile. Sono Paesi dalle relazioni storicamente difficili e con controversie territoriali. I grandi otto riuniscono quasi la metà della popolazione mondiale e generano un quarto del PIL globale. “Nei Paesi dello SCO operano cellule dello SIIL, come mostra l’indagine sull’attentato in Russia a San Pietroburgo. Secondo i resoconti, lo SIIL pianifica la destabilizzazione in Asia centrale e nelle regioni meridionali della Russia. Di conseguenza, va rafforzato il coordinamento dei servizi speciali della SCO“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin. “La Russia è all’avanguardia nella lotta al terrorismo, in particolare in Siria. Sappiamo che questa è la giusta richiesta per sostenere i nostri sforzi comuni nel combattere il terrorismo, in particolare in Afghanistan, vicino dell’Asia centrale”, dichiarava il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev. L’Afghanistan è attualmente Stato osservazione presso la SCO. Rispondendo ai giornalisti, Putin ha detto che nessuno al mondo potrà sopravvivere a uno scontro tra Stati Uniti e Russia. “Assai corretta e puntale, la caratteristica della SCO è che non permetterà la destabilizzazione del mondo“, dichiarava il Presidente della Bielorussia Alelsandr Lukashenko. L’enorme potenziale economico regionale veniva sottolineato dal leader cinese Xi Jinping. Il suo progetto “Via della Seta” si riferisce ai nuovi corridoi tra Asia e Europa e alla futura area di libero scambio. “Chiediamo di semplificare le procedure commerciali, di sviluppare un programma coordinato sulle autostrade, creare l’Unione dei centri economici ed associazioni imprenditoriali“, dichiarava il Presidente Xi Jinping.
I leader hanno utilizzato il vertice come piattaforma per i contatti bilaterali. Putin ha parlato con il Presidente della Mongolia e con il Primo Ministro Sharif su progetti congiunti. Il padiglione russo è uno dei più grandi dell’area espositiva, illustrando l’energia nucleare e le possibilità dell’Artico russo, rompighiaccio e centrali nucleari galleggianti per alimentare villaggi remoti. L’esposizione rimarrà per 3 mesi, e sarà visitata da più di 2 milioni di visitatori.

SCO: Combattere il male è possibile solo congiuntamente, Putin
Inessa Sinchougova, Fort Russ, 9 giugno 2017Il presidente russo ha partecipato al vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a Astana. I leader della SCO hanno firmato la convenzione sulla lotta all’estremismo e sostenuto l’adesione di India e Pakistan nella struttura. Nel 2017, la SCO include Russia, Cina, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan. India e Pakistan sono ormai pieni aderenti, dopo due anni di preparazione. “Va ripetutamente detto che la principale minaccia alla sicurezza degli Stati aderenti alla SCO è soprattutto il terrorismo: la lotta contro tale male è importante, unendo gli sforzi della comunità internazionale“, dichiarava Vladimir Putin aprendo la riunione. “Nell’ambito della nostra organizzazione e delle sue agenzie specializzate, è in corso un lavoro congiunto e nello stesso tempo creiamo un’interazione altrettanto efficiente con altri partner, all’esterno della nostra organizzazione, vediamo cosa succede in Siria, Iraq, Afghanistan, Medio Oriente in generale e devo dire che la situazione politica negli Stati Uniti non è favorevole a garantire che il lavoro internazionale sia costruttivo e sistematico”. “Secondo i rapporti, lo SIIL prepara nuovi piani per destabilizzare l’Asia centrale e le regioni meridionali della Russia, per cui dobbiamo rafforzare il coordinamento dei servizi speciali dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, inclusa la struttura antiterroristica regionale“, sottolineava Putin. Vladimir Putin ha anche proposto di affidare ai Ministri degli Esteri degli Stati aderenti alla SCO l’elaborazione delle opzioni per risolvere la crisi in Afghanistan, osservatore nell’organizzazione. “Riteniamo importante riprendere il lavoro del gruppo di contatto Organizzazione della Cooperazione di Shanghai – Afghanistan”, sospeso nel 2009. A quanto pare, non tutti i Paesi della NATO vogliono esservi coinvolti. Quasi nessuno vuole tornare alla modalità piena“. La riunione proseguiva con la partecipazione dei capidelegazione dei Paesi osservatori della SCO e delle organizzazioni internazionali.
Il capo del Comitato Esecutivo della Struttura Regionale Antiterrorismo della SCO, Evgenij Sysoev, affermava che attraverso il coordinamento delle azioni nell’organizzazione si è riuscito ad impedire 40 crimini terroristici, inclusi 16 attentati. In totale, sono stati arrestati 100 membri di organizzazioni estremiste. Allo stesso modo, il Segretario Generale della SCO Rashid Alimov dichiarava che i Paesi aderenti appoggiano l’idea cinese dell’integrazione “One Belt – One Way“.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora