Le portaelicotteri Mistral saranno vendute alla Cina?

Valentin Vasilescu Reseau International 21 maggio 2015110219cmqm6x99xn64zwxdParigi ha rifiutato lo scorso anno di fornire due portaelicotteri Mistral comprate dalla Russia, le ragioni del rifiuto citavano il coinvolgimento di Mosca nella crisi in Ucraina. La portaelicotteri Mistral ha un dislocamento di 21300 tonnellate e può trasportare 16 elicotteri pesanti. Oltre alla Francia, solo pochi Paesi possono permettersi di acquistare portaelicotteri.
Gli Stati Uniti ne hanno otto della classe Wasp e una classe America da 41000 t, con 12 elicotteri da trasporto CH-46 Sea Knight, 6 aerei d’attacco a decollo e atterraggio verticale AV-8B, 4 elicotteri d’attacco AH-1W Super Cobra, 9 elicotteri antisom CH-53 Sea Stallion e 4 elicotteri di ricerca e soccorso UH-1N. Gli Stati Uniti non saprebbero che farsene delle portaelicotteri Mistral costruite per operare con elicotteri francesi e russi. Il Regno Unito ha tre portaelicotteri classe Ocean e Albion da 23700 e 21000 t, che possono trasportare 18 elicotteri. Queste navi sono state costruite nei cantieri navali inglesi. L’Italia ha tre navi classe San Giorgio con tre elicotteri SH-3D Sea King a bordo. La Corea del Sud ha costruito una portaelicotteri della classe Dokdo con 15 elicotteri UH-60 Black Hawk a bordo. Il Giappone ha la nuova portaelicotteri classe Izumo e due della classe Hyuga, con a bordo elicotteri SH-60K e MH-53E Super Stallion. L’Australia ha ordinato al cantiere Navantia (Spagna) due navi d’assalto anfibio (portaelicotteri) classe Juan Carlos da 27000 t che portano i nomi Canberra e Adelaide, per la propria Marina, nel 2015. Trasporteranno elicotteri multiruolo S-70B Seahawk. La Spagna ha una nave classe Juan Carlos (11 aerei a decollo verticale AV8B e 12 NH90) e una della classe Galizia che trasporta 6 elicotteri NH-90. L’India ha acquistato la portaelicotteri di seconda mano statunitense USS Trenton da 16590 t, divenuta INS Jalashwa. Nel 1987 acquistò la portaerei INS Viraat, comprata dal Regno Unito, con 14 aerei a decollo verticale Sea Harrier e 16 elicotteri Westland Sea King. Dal 2013, l’India ha una seconda portaerei, l’INS Vikramaditya, da 45400 t, con 30 MiG-29K e 6 elicotteri Kamov Ka-31/Ka-28, acquistata e adattata in Russia alle esigenze della Marina indiana. E’ in costruzione nei propri cantieri navali un’altra portaerei leggera (Vikrant) da equipaggiare con 30 jet da combattimento MiG-29K e 10 elicotteri Kamov Ka-31 e Westland Sea King. L’India non ha bisogno delle Mistral.Type_071-3La Cina ha tre navi da 20000 t Tipo 071 per le sue forze anfibie, con a bordo 4 elicotteri Z-8, i francesi Super Frelon costruiti su licenza. La Cina potrebbe sorprendere come in passato. Ad esempio, nel 1999, un uomo d’affari di Hong Kong acquistò la portaerei Varjag (ex-sovietica Riga, entrata nella flotta del Mar Nero nel 1988), della classe Admiral Kuznetsov, disarmata e in parte smantellata dagli ucraini, e che si affermava sarebbe divenuta un casinò. Tuttavia, la portaerei Varjag fu rimorchiata per mezzo mondo per essere messa in bacino di carenaggio nei cantieri cinesi di Dalian, dove fu restaurata in cinque anni e ribattezzata Liaoning. La portaerei cinese da 67500 t imbarca 36 aerei (24 velivoli multiruolo J-15, 4 elicotteri Ka-31, 2 elicotteri Z-9 Dauphin e 6 Z-18 Super Frelon). La Cina ha denaro e interesse a dotare la flotta di due portaelicotteri classe Mistral. A sua volta, la Francia sarebbe felice se potesse vender le due Mistral ai cinesi. Solo che gli Stati Uniti temono, per via della stretta relazione tra Mosca e Pechino, che le due Mistral finiscano alla Russia.tpbje20121125038_32690117Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Contrastare l’occidente nel Mar Nero e altrove

Eric Draitser New Eastern Outlook 21/05/2015

Il precedente articolo Battaglia per il Mar Nero esaminava lo sviluppo del dispiegamento militare di Stati Uniti e NATO nella regione del Mar Nero. Questo articolo si concentra su come la Russia agisce per contrastare ciò che percepisce come strategia aggressiva di USA-NATO.Crimea Russian Navy locationsControstrategia della Russia
Dopo il colpo di Stato sostenuto dagli Stati Uniti in Ucraina, il popolo della Crimea ha votato per la riunificazione con la Russia. Mentre ciò fu senza dubbio una mossa politicamente ed economicamente motivata per garantirne sicurezza e futuro nel crollo del tutto prevedibile dell’Ucraina, non sarebbe stata possibile senza un chiaro vantaggio militare e strategico (e naturalmente politico e diplomatico) per la Russia. Che tale vantaggio esistesse era chiaramente evidente. Per Mosca, la Crimea è più di un territorio storico della Russia; è una regione strategicamente vitale per la Marina militare e i militari russi. La sicurezza e l’integrità della Flotta russa del Mar Nero, a Sebastopoli in Crimea, da più di due secoli è di primaria importanza per Mosca. Perciò, dopo l’adesione della Crimea alla Federazione russa e il caos in Ucraina, il Cremlino ha agito rapidamente modernizzando e rafforzando le proprie risorse navali nel Mar Nero. Mentre ciò era necessario con qualsiasi misura, la mossa impediva anche una qualche escalation militare di USA-NATO; Washington e Bruxelles avanzavano il loro rafforzamento militare comunque. Pochi mesi dopo il referendum in Crimea, la Russia annunciava un massiccio aggiornamento della Flotta del Mar Nero, per renderla, secondo gli ufficiali russi, “moderna” e “autosufficiente”. Come il Comandante in capo della Marina russa Ammiraglio Viktor Chirkov ha spiegato, “La Flotta del Mar Nero deve avere una serie completa di navi militari capaci di eseguire tutte le missioni assegnategli… Non è una provocazione militare, è qualcosa che la Flotta del Mar Nero deve fare non avendo ricevuto nuove navi da molti anni“. Nell’ambito di questa modernizzazione e aggiornamento, la flotta riceverà 30 nuove navi entro la fine del decennio, tra cui moderne classi di navi da guerra, sottomarini e navi ausiliarie Inoltre, Mosca intende avere una flotta autosufficiente, espandendone basi, truppe permanenti e potendosi sostenere in Crimea senza la necessità di un’assistenza speciale da Mosca. Ma la Russia, naturalmente, riconosce che con il crescente conflitto politico con l’occidente, con tutte le implicazioni militari e strategiche concomitanti, necessita di partner e alleati. Pensando a ciò, Mosca ha lavorato diligentemente per promuovere la cooperazione militare con la Cina in generale, in particolare nel Mar Nero.

Cinesi alleati e partner
article-2575419-1C1D7DE900000578-732_634x551 All’inizio dell’anno, il presidente russo Putin e il presidente cinese Xi Jinping decisero un accordo preliminare militare di oltre 3,5 miliardi di dollari. Secondo i media cinesi, l’accordo vedrebbe la Russia fornire caccia, sottomarini, tecnologia e materiale militari avanzati. Ciò segna una svolta nella cooperazione militare tra i due Paesi, dalla consolidata storia recente. Naturalmente, si tratta di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa in cui la Russia guadagna un partner politico e militare prezioso nel conflitto con l’occidente, mentre la Cina accede a materiale militare cruciale nell’escalation con il Giappone e nel Mar Cinese Meridionale. Ma è molto di più dei soli accordi militari tra i due Paesi. Russia e Cina, sotto gli auspici dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO), s’impegnano sempre più in esercitazioni militari congiunte. Nel 2014, la SCO partecipò alle più grandi operazioni congiunte tra i due Paesi. Come il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu dichiarò: “Abbiamo un grande potenziale nella cooperazione nella Difesa, e la parte russa è pronta a svilupparla su una vasta gamma di settori… nella situazione mondiale molto volatile, diventa particolarmente importante rafforzare affidabili relazioni di buon vicinato tra i nostri Paesi… Questo non è solo un fattore importante per la sicurezza degli Stati, ma anche un contributo a pace e stabilità nel continente euroasiatico e altrove…” I vertici privati regolari tra i leader di Russia e Cina danno un forte impulso allo sviluppo del partenariato bilaterale. E’ chiaro che Russia e Cina riconoscono potenziale e necessità della stretta interazione militare tra i due Paesi. E in questo momento, con USA-NATO che espandono la propria presenza nel Mar Nero, Mosca e Pechino hanno deciso di mostrare i muscoli. Mentre le forze militari statunitensi si schierano in Romania, navi da guerra cinesi hanno compiuto una mossa senza precedenti, entrando nel Mar Nero per partecipare alle esercitazioni navali Sea Joint 2015 con gli omologhi russi. Il Ministero della Difesa di Pechino ha osservato che, “Scopo dell’esercitazione è rafforzare gli scambi amichevoli tra le due parti… e migliorare la capacità delle due marine militari di affrontare minacce marittime“, aggiungendo che “tale esercitazione congiunta non prende di mira una terza parte e non è correlata alla sicurezza regionale“. Mentre il linguaggio diplomatico è destinato a lenire i rapporti con Washington, la dimensione regionale delle esercitazioni non è certo sfuggita ai pianificatori militari e strategici statunitensi.

La lunga visione sulle relazioni Russia-Cina
Mentre le esercitazioni militari congiunte possono indicare una partnership in crescita, da sole non costituiscono un’alleanza militare. In effetti Russia e Cina devono ancora dichiarare formalmente tale alleanza, anche se si può presumerla de facto. Tuttavia, il trasferimento di tecnologie avanzate militarmente sensibile, per la Difesa, è un indicatore concreto di un’alleanza rudimentale tra le due potenze. Nell’aprile 2015 fu riferito che Pechino sarà il primo acquirente del sistema di difesa missilistico avanzato russo S-400. Anatolij Isajkin, CEO dell’esportatore di tecnologia militare russa Rosoboronexport, veniva citato: “Non voglio rivelare i dettagli del contratto, ma sì, la Cina è infatti il primo acquirente del sofisticato sistema di difesa aerea russo… Si sottolinea ancora una volta il livello strategico delle nostre relazioni… La Cina sarà il primo cliente“. L’accordo è militarmente significativo per via del trasferimento di tecnologie avanzate della Difesa missilistica in grado di fornire a Pechino protezione da varie minacce, comprese quelle derivanti dal conflitto tra Cina e Giappone sulle isole contese, oltre che dagli Stati Uniti e dalla loro aggressiva strategia del “Pivot in Asia” nel Mar Cinese Meridionale e nella regione Asia-Pacifico. Tuttavia, l’accordo tra Russia e Cina è essenziale anche per ragioni simboliche. Mosca, decidendo di fornire questi sistemi avanzati alla Cina per prima e in un momento così critico per entrambi i Paesi, indica che, mentre un’alleanza formale deve ancora essere annunciata, si assiste alla sua emersione, ance se non di nome. Con una mossa impensabile solo pochi anni fa, le truppe cinesi hanno sfilato sulla piazza rossa durante la commemorazione del 70° anniversario della vittoria sovietica e alleata sul fascismo, dimostrando ulteriormente il legame simbolico tra i due Paesi. La dimensione della sicurezza internazionale è anche fondamentale per comprendere l’importanza degli accordi recenti. L’S-400, considerato capace affrontare qualsiasi sistema missilistico aggressivo impiegato da Stati Uniti e NATO, simbolo di una imminente, anche se non ancora conclusa, parità militare tra Stati Uniti e NATO e Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Anche se Washington pretende ancora di avere il dominio globale, la realtà, per quanto dolorosa sia per molti pianificatori strategici e militari occidentali, è che Stati Uniti e NATO semplicemente non controllano Asia ed Europa orientale. Guardando una mappa, appare chiaro che lo spazio militarmente succube agli Stati Uniti si restringe, mentre Russia, Cina e alleati sono sempre più militarmente indipendenti e capaci di difendersi. Tale cambio epocale nello scacchiere globale avrà implicazioni nei futuri decenni.
E’ cristallino che l’alleanza nascente tra Russia e Cina avrà implicazioni mondiali, dal Mar Cinese Meridionale all’Atlantico, modificando i calcoli strategici in Eurasia; essenzialmente in gran parte del globo. Ma mentre l’alleanza diretta non è ancora non pienamente realizzata, i suoi contorni generali appaiono sul Mar Nero, oggi uno dei punti caldi del conflitto Est-Ovest. La presenza USA-NATO nel Mar Nero e Paesi rivieraschi è un chiaro indicatore dell’importanza che Washington e Bruxelles attribuiscono a questa zona sul confine meridionale della Russia. Al contrario, la Russia ha adottato contromosse mostrando bandiera e aumentando la propria preparazione militare di fronte le provocazioni occidentali nella tradizionale sfera d’influenza della Russia.
Mentre la possibilità di un conflitto militare rimane bassa, solleva possibilità terrificanti. Una potenza nucleare come la Russia che, nonostante potenza militare e competenze tecniche, è ancora indietro rispetto al robusto complesso militare-industriale degli Stati Uniti che non ha mai subito lo smantellamento che la Russia ebbe dopo il crollo dell’Unione Sovietica. In quanto tale, la Russia fa molto affidamento sulla deterrenza nucleare, creando così la possibilità di un confronto apocalittico. Un simile scenario apocalittico, anche se improbabile, dovrebbe far riflettere chiunque. Nell’interesse della pace, Stati Uniti ed alleati, se interessati a stabilità piuttosto che ad espandere la propria egemonia, farebbero bene a rispettare la sfera di influenza della Russia e fare di tutto per sdrammatizzare la situazione. Tuttavia, per l’occidente la guerra è un affare, e con le crescenti tensioni con la Russia, in particolare nel Mar Nero, gli affari sicuramente sono in forte espansione.002817bgvsjmehnbntpmb8Eric Draitser è un analista geopolitico indipendente di New York City e fondatore di StopImperialism.org ed editorialista di RT, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Iran costruisce una “portaerei USA”: dilemma risolto

Análisis Militares 6 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Va bene, il titolo è abbastanza sensazionale, ma si capirà vedendo quest’immagine satellitare di DigitalGlobe

21ship2-blog427…Qui si vedono i cantieri Gachin in Iran e ciò che si vede assomiglia più o meno a una portaerei, forse simile alla classe Nimitz

iran portavionesSecondo gli analisti citati dal New York Times, non si tratta di una portaerei reale, ma di una sorta di modello in scala, anche se enorme perché misura 210 metri di lunghezza e 40 metri di larghezza al “ponte di volo”, che non è poco… Presumibilmente un’immagine più recente della “portaerei iraniana”…

iran-ship-building…in dettaglio…iran portaviones 3Nuova immagine della “portaerei” iraniana completata…r33433Immagine ingrandita e aggiornamento dell’immagine satellitare della zona su Google Earth/Google Maps

Comparazione tra originale e simulacro
iran portaviones fin…Ciò che l’Iran cerca con la “portaerei” è ambito di speculazione perché sarebbe fantastico investirne nella costruzione al solo a scopo propagandistico (“costruiamo anche portaerei” o cose del genere) o prospettando un uso pratico come banco di prova per i sistemi di antinave/antiportaerei utilizzati in operazioni asimmetrica dall’Iran contro l’US Navy.

Nave iraniana, in piena vista e avvolta nel mistero, ma dall’apparenza molto familiare
di Eric Schmitt, 20 marzo 2014
L’Iran sta costruendo un modello inerte di portaerei a propulsione nucleare degli Stati Uniti, che secondo i funzionari statunitense sarebbe destinata ad essere fatta esplodere per propaganda. Gli analisti dell’intelligence che studiano le foto satellitari delle installazioni militari iraniane avevano notato la prima nave nel cantiere di Gachin, presso Bandar Abbas sul Golfo Persico, la scorsa estate. La nave ha la stessa forma caratteristica delle portaerei classe Nimitz della Marina USA, così come il numero 68 della Nimitz ordinatamente dipinto di bianco sulla prua. Modelli di aerei appaiono sul ponte di volo. Il modello iraniano, secondo i funzionari statunitensi, sarebbe simile più a una chiatta che a una nave da guerra, non ha un sistema di propulsione e ha lunghezza pari a soli due terzi della tipica portaerei dell’US Navy, lunga 330 metri. I funzionari dell’intelligence non credono che l’Iran possa costruire oggi una portaerei, “In base alle nostre osservazioni, non si tratta di una portaerei funzionante: è una grande chiatta costruita per sembrare una portaerei“, ha detto il comandante Jason Salata, portavoce della Quinta Flotta della Marina USA in Bahrain, Golfo Persico. “Non siamo sicuri di ciò che l’Iran spera di ottenere dalla sua costruzione. Se si tratta di propaganda, a che scopo?” (NYTtimes)

36002In ogni caso, il fatto è che il tutto si trova nel cantiere di Gachin e qui non si scappa. Probabilmente l’immagine cancella tutti i dubbi sulla costruzione della “portaerei iraniana”, che seguiamo senza saperne lo scopo, ma indubbiamente l’hanno fatto… (JonoubIran)

Forse questa è la risposta, lo scopo del modello:
L’Iran dice che la riproduzione della portaerei degli Stati Uniti è destinata a un film di propaganda
• l’intelligence navale degli Stati Uniti sospetta l’utilizzo propagandistico
• Il film è sull’abbattimento di aereo di linea iraniano da parte degli USA nel 1988
La replica della portaerei degli Stati Uniti avvistata sulle coste dell’Iran è niente di più sinistro di un set cinematografico, secondo i media iraniani. Il New York Times, citando l’intelligence USA, ha detto che gli iraniani stavano costruendo un modello di portaerei a propulsione nucleare statunitense, possibilmente per un film propagandistico. Foto satellitari mostrano ciò che sembra una portaerei classe Nimitz dell’US Navy, completa di aerei, in costruzione nel cantiere Gachin, vicino al porto di Bandar Abbas dell’Iran. Giornali iraniani affermano che sia “parte della scenografia” di un film del regista iraniano Nader Talebzadeh sull’abbattimento di un aereo civile dell’Iran Air da parte dell’USS Vincennes, nel 1988. Gli Stati Uniti affermarono che l’abbattimento dell’aereo, che uccise 290 passeggeri e l’equipaggio, fu un incidente. (The Guardian)
… Se è davvero per un film, certamente passerà alla storia del cinema. I guardiani della rivoluzione islamica iraniana contraddicono la versione del film…

25218_orig… Il Comandante dell’IRGC Ali Fadavi ha detto che il modello di portaerei in costruzione sarà utilizzato per l’addestramento delle forze iraniane, rispondendo a dubbi e polemiche su questa costruzione, in particolare sulla versione che si tratti di scenografia per un film… (Defapress)

25217_origSembra finalmente che la portaerei iraniana sia stata costruita per le esercitazioni dell’IRGC:

Il comandante: le forze navali dell’IRGC possono affondare le navi da guerra statunitensi in un batter d’occhio
L’ammiraglio ha detto che le sue forze hanno condotto esercitazioni di routine su come affondare le navi degli USA in qualsiasi combattimento, specialmente nel Golfo Persico, aggiungendo che hanno maturato una buona conoscenza su “progettazione, costruzione e struttura delle navi da guerra degli Stati Uniti“. Ha detto che l’Iran ha prodotto “le repliche delle portaerei degli Stati Uniti” per le esercitazioni della Marina dell’IRGC. L’ammiraglio ha indicato un articolo della CNN di marzo secondo cui l’Iran costruiva la replica di una portaerei a propulsione nucleare degli Stati Uniti, e ha detto che “i media e i centri di ricerca statunitensi hanno commentato la notizia in modo assai semplicistico“. “Loro (gli statunitensi) non sanno nulla. Abbiamo realizzato e affondato repliche di cacciatorpediniere, fregate e navi da guerra statunitensi per anni, e le abbiamo affondate in 50 secondi con una serie di misure operative“, ha aggiunto Fadavi. “Effettueremo le stesse esercitazioni sulla replica della portaerei perché affondare e distruggere tali navi da guerra statunitensi è e sarà nel nostro programma“, ribadiva. Inoltre ha detto che tali esercitazioni saranno condotte sulla replica di una nave da guerra statunitense di 202m di lunghezza. L’articolo della CNN afferma che le foto satellitari mostrano ciò che sembra una portaerei classe Nimitz dell’US Navy, con aerei, in costruzione nel cantiere Gachin in Iran, vicino al porto di Bandar Abbas sul Golfo Persico. L’ammiraglio, le cui forze sono responsabili della sicurezza nel Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, ha detto che quando le navi USA intendono attraversare tale corso d’acqua, sono contattate dalla Marina dell’IRGC che richiedono identità, scopo e rotta, ed ha aggiunto: “Se le navi da guerra degli Stati Uniti si rifiutano di rispondere, capiranno che un gran numero di nostre navi le circonderanno e che i nostri missili gli sono puntati contro”. “Ciò, naturalmente, non accade sempre“, ha spiegato, aggiungendo che le sue forze hanno il pieno controllo dello stretto di Hormuz. FARS

35997Infine, vediamo ciò che volevano fare gli iraniani della “portaerei”, le immagini e il video parlano da soli…

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n2845256-4238922n2845256-42387842845256-4238962n2845256-4238954n2845256-4238929n2845256-4238928n2845256-4238876Galleria fotografica delle esercitazioni anti-portaerei dell’IRGC… IRNA

13931206173606512_PhotoL07594126_xl13931206164507502_PhotoL13931206175129885_PhotoL13931206171640465_PhotoL13931206171641822_PhotoLGalleria fotografica piena dell’agenzia FARS

Google Earth ha rilasciato un’immagine della zona del porto di Bandar Abbas con la “portaerei iraniana” prima e dopo le esercitazioni antinave, mostrando un’altra immagine della stessa area con la stessa “nave” prima dell’attacco iraniano…

Primairan portaviones antesDopoirán portaviones despuésL’area su Google Maps

Come si può vedere nella seconda foto, gli impatti sulla nave hanno causato enormi squarci su gran parte della struttura. Ciò dà l’impressione che verrà utilizzata dopo esser ripassata nel cantiere.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Pakistan è diventato terreno di gioco per Stati Uniti e Cina

Valerij Kulikov New Eastern Outlook 27/04/20151236278Sullo sfondo dei tentativi di Washington di ampliare l’influenza in diverse regioni del mondo, è simbolico che la Casa Bianca decida di rafforzare la cooperazione militare con il Pakistan. Tale passo degli Stati Uniti è dettato da una serie di variabili, tra cui il fatto che il Pakistan sia una potenza nucleare, capace di decidere se sostenere l’aggressione saudita allo Yemen sponsorizzata da Washington. Ma la causa principale di tale passo è il rapido svilupparsi della cooperazione militare Pakistan-Cina dimostratasi forte negli ultimi anni. Washington tende ad ignorarlo, mentre si oppone al progresso economico cinese avanzando offerte “lucrative” a Islamabad nel campo militare. Va notato che le élite pakistane considerano la partnership con la Cina come sicura garanzia di sicurezza per il Pakistan, in una situazione in cui i due Stati sono sempre più prudenti verso la vicina India. Così la notizia che nel 2014 la Cina è tra i massimi tre esportatori di armamenti, con il 41% delle esportazioni dirette in Pakistan, mostra la dimensione di questa cooperazione. Nel 2009 la Chendu Aircraft aiutò il Pakistan Aeronautical Complex ad avviare la produzione del caccia multiruolo leggero JF-17, progettato in Cina per le esigenze dell’aeronautica pakistana. Nel 2015 l’esercito pakistano ha iniziato a ricevere gli elicotteri Z-10 (noti anche come WZ-10) originariamente sviluppati in Cina, che saranno ben impiegati per combattere i terroristi in Pakistan. Si dice che questi elicotteri possano colpire bersagli ad una distanza di 5 km, senza entrare nella zona di tiro nemica. Non sorprende che la Cina utilizzi esperienza e competenza degli esperti russi della Kamov nel sviluppare l’elicottero ora prodotto in Cina dalla Changhe Aircraft Industries Corporation (CAIC).
Recentemente i due Paesi hanno deciso l’invio di otto nuovissimi sottomarini diesel-elettrici Tipo 41 (conosciuti dalla NATO come classe Yuan) al Pakistan. L’accordo rientra nei 5 miliardi di dollari di cui Pechino ha già espresso la disponibilità a fornire ad Islamabad tramite prestiti a lungo termine, ripagando il contratto. L’ulteriore sviluppo della cooperazione politica, economica e militare tra i due Paesi è stata assicurata dalla visita del Segretario Generale del Partito Comunista, Xi Jinping, arrivato in Pakistan il 20 aprile, presentatosi alle élite pakistane con un piano di investimenti da 46 miliardi di dollari. La maggior parte dei fondi forniti da Pechino sarà assegnata allo sviluppo del porto di Gwadar che, secondo alcuni analisti, può essere considerato l’avvio del grande progetto cinese per stazionare forze navali in Medio Oriente. Una quantità considerevole di truppe cinesi a Gwadar permetterà a Pechino di proteggere le rotte commerciali internazionali, garantendosi che le risorse per l’industria cinese non siano bloccate verso la destinazione. Inoltre, lo sviluppo di Gwadar, nell’ambito del grande progetto di corridoio economico sino-pakistano, prevede la realizzazione di quasi 2000 km di ferrovia insieme ai gasdotti dal porto pakistano di Gwadar alla città cinese di Kashgar. Un altro obiettivo degli investitori cinesi è la costruzione dell’autostrada Karakoram, dalla Cina al Pakistan. Ciò renderebbe numerose province cinesi più competitive economicamente, creando anche un corridoio alternativo allo Stretto di Malacca. Questi progetti possono compromettere il vecchio obiettivo degli Stati Uniti di contenere la Cina, dato che Washington non potrà più contenerla sulle frontiere marittime.
In queste circostanze, al fine di sottrarre il Pakistan dalla sua zona di influenza, gli Stati Uniti hanno deciso di vendere ad Islamabad otto pattugliatori GRC43M, alle fine del 2014, per 350 milioni di dollari. L’accordo è stato firmato con il pretesto di favorire gli sforzi del Pakistan nella lotta a pirateria e narcotraffico nel nord della penisola arabica. A gennaio Washington inviava armi e munizioni utilizzate dalle truppe dell’Afghan International Security Assistance Force. Un paio di settimane fa, il governo degli Stati Uniti ha approvato la consegna di elicotteri, missili e altri equipaggiamenti militari al Pakistan per 1 miliardo di dollari. In particolare, venderanno 15 elicotteri d’attacco Bell AH-1Z Viper con tutte le armi e le attrezzature necessarie al loro funzionamento, insieme a 356 missili AGM-114R Hellfire II. Questi sistemi saranno utilizzati per le operazioni antiterrorismo nel Nord Waziristan, nelle “zone tribali” e altre aree remote e montagnose del Pakistan. L’accordo dovrebbe concludersi nei prossimi cinque anni, dato che prevede la partecipazione di militari statunitensi nel supporto tecnico ed addestramento dei pakistani. Gli elicotteri in questione, AH-1Z (noto anche come Bell 449 SuperCobra) è l’ultima modifica di una ben nota famiglia di elicotteri da combattimento statunitensi, ma l’AH-1 Cobra è in produzione esclusivamente per l’US Marine Corps dal 2006. Nonostante il fatto che la Bell Helicopter abbia cercato di promuovere l’AH-1Z sul mercato internazionale, non è riuscita a ottenere alcun ordine. Pertanto il Pakistan sarà il primo cliente straniero che accetta di acquistarli. Le unità dell’esercito pakistano utilizzano da tempo i Bell AH-1 Cobra, 20 AH-1S furono forniti nel 1984-1986 e 32 AH-1F nel 2003-2010.
Così il Pakistan è diventato un’arena della lotta per l’influenza tra Washington e Pechino, proprio come il mercato di scontro tra commercianti di armi cinesi e statunitensi.

603315Valerij Kulikov, analista politico, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin ordina l’allerta dopo l’incursione dell’ipervelivolo degli Stati Uniti

What Does It Mean 9 aprile 2015article-0-1D2E08D100000578-981_634x421Il Ministero della Difesa (MoD) in un “bollettino urgente” pubblicato il 9 aprile, afferma che il Presidente Putin ha ordinato a più di 3 milioni di militari regolari e di riserva il massimo stato d’allerta, ordinando inoltre al complesso difensivo-industriale di aumentare immediatamente e drasticamente del 200% la produzione di missili per la difesa aerea e i complessi missilistici, per timori legati a ciò che il Ministero della Difesa definisce attacchi “non provocati” alla Federazione da un avanzato “ipervelivolo” degli Stati Uniti (interdimensionale e/o spaziale). Data la portata inaudita di questo ordine, il bollettino dice che il Presidente Putin prima di oggi, anche pubblicamente, aveva avvertito i cittadini della Federazione affermando: “quest’anno imminenti grandi esercitazioni riguarderanno tutti i distretti militari e tutte le forze“. L’urgenza di queste storiche operazioni militari, afferma il Ministero della Difesa, s’impone con la “comparsa” sull’alleato della Federazione, la Repubblica del Kazakhstan, la scorsa settimana di un avanzato “Ipervelivolo” degli Stati Uniti, ripreso in video e ritenuto dal Cremlino un'”aggressione non provocata“.

E’ importante notare, continua il bollettino del MoD, che l’incursione degli USA della scorsa settimana era il secondo “incidente” del genere negli ultimi sei mesi; il primo avvenne quando uno di tali “ipervelivoli” apparve su Ekaterinburg, nell’Oblast di Sverdlovsk, il 14 novembre 2014, immediatamente distrutto da un massiccio contrattacco missilistico che ha provocato un’esplosione quasi cataclismatica.

Gli esperti del MoD notano nel bollettino che la prima “comparsa” di tale arma statunitense, l'”ipervelivolo”, fu registrata il 17 ottobre 2013 mentre manovrava presso la MacDill Air Force Base (MDAFB) in Florida, allarmando i cittadini della zona, molti dei quali ne fotografarono la rivelatrice scia di condensazione vorticosa ad “anello di fumo nero”.

2013-10-17%2019_02_18La seconda “apparizione” di tale “ipervelivolo” statunitense, registrata dagli esperti del MoD, avvenne il 13 aprile 2014, nei cieli del Royal Leamington Spa, Regno Unito, nei pressi dell’assai segreto centro di comunicazione spaziale dell’US Air Force alla RAF Barford St John dove, come l’anno precedente in Florida, la rivelatrice scia di condensazione vorticosa ad “anello di fumo nero” si rese visibile nel cielo.

L’abbattimento da parte delle forze di difesa della Federazione di uno di tali “ipervelivoli” degli Stati Uniti su Ekaterinburg, il 14 novembre 2014, spiega il bollettino del MoD, è dovuto alla scoperta degli scienziati del MoD del sistema di propulsione a “supercavitazione“, utilizzando ciò che viene comunemente definito “effetto vortice toroidale“… che più semplicemente consente a un velivolo spaziale di, letteralmente,”nuotare nel cielo” e, forse, anche l’interdimensionalità. E su quanto esattamente Federazione e USA siano vicini alla guerra, il bollettino del MoD sottolinea cupamente, l’Intelligence estera (SVR) ha anche riferito che l’attacco EMP contro Washington DC, che ha paralizzato molti edifici governativi statunitensi, tra cui la Casa Bianca, era la “rappresaglia riuscita” a un simile attacco EMP degli Stati Uniti ai server della Federazione a Stavropol, nel Distretto Federale di Stavropol, del 16 marzo, e ripreso da un video.

Anche se non menzionato nella presente relazione del SVR, è interessante notare che subito dopo l’attacco EMP a Washington DC, il comando militare statunitense che sorveglia i cieli del Nord America contro missili ed aerei nemici, annunciava i piani per spostare i suoi sistemi di comunicazione nel bunker di Cheyenne Mountain, in Colorado, progettato durante la Guerra Fredda per proteggere sensori e server sensibili del comando da un possibile attacco ad impulso elettromagnetico (EMP).

smoke-ringTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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