La Siria permette la grande modernizzazione delle Forze Armate russe

Alex Gorka  Strategic Culture Foundation 18/02/2017maxresdefaultLa Siria è diventata il banco di prova degli armamenti della Russia. L’occasione non viene mancata. Le lezioni vengono apprese per rendere le forze armate più efficienti. I velivoli Sukhoj Su-35, Su-30 e Su 30SM sono stati testati in battaglia e modernizzato. I missili da crociera Kh-101 e Kalibr venivano lanciati dal Mar Caspio in attacchi a lungo raggio ed alta precisione contro i terroristi in Siria. Ma non si tratta solo di aerei e missili. Secondo i piani, i robot entreranno nell’arsenale delle forze armate nel 2017-2018 per un totale del 30 per cento del materiale militare. Finora, i media hanno raramente menzionato i militari russi testare il sistema robotico antimine telecomandato Uran-6. Controllato a distanza di sicurezza a 1 km, può svolgere il lavoro di 20 genieri. Dotato di apripista e rostri trainati, attraversa terreni pericolosi cercando mine e ordigni inesplosi e neutralizzarli via comando dell’operatore. Il sistema resiste alle esplosioni di mine da 60 kg di TNT e può eliminare mine antiuomo e ordigni pericolosi da 1-4 kg di TNT. Il motore diesel da 240cv permette una velocità di sminamento di 2 chilometri all’ora e una velocità massima di 5 chilometri all’ora, offrendo un rapporto peso/potenza di 32cv/t. Il robot da sminamento Uran-6 può operare per cinque ore, superare ostacoli alti 1,2m e superare trincee larghe 1,5 metri. La pendenza massima di salita del robot è di 20°. I sistemi Uran-6 furono schierati dalle truppe russe per la rimozione degli ordigni esplosivi a Palmira, in Siria, nell’aprile 2016. Negli ultimi scontri, i robot russi sono stati ampiamente utilizzati, come Platform-M, un’unità robotica telecomandata cingolata e armata di lanciagranate e fucili Kalashnikov per colpire obiettivi fissi e in movimento. Dotato di localizzatori optronici e radio, può essere utilizzato anche per l’intelligence. Potenza di fuoco supplementare può essere montata sul sistema, su richiesta. L’Argo è un robot telecomandato progettato per operazioni su terreno accidentato e montagnoso. Può anche essere anfibio per utilizzarlo con ideale mezzo per il tiro di supporto per le unità dei marine. L’Argo è armato con una mitragliatrice da 7,62 mm e 3 lanciarazzi RPG-26. Il sistema telecomandato automatico Andromeda-D può essere montato sui veicoli blindati BTR-D, BMD-2 e BMD-4. Può anche essere aerotrasportato supportando le forze aviolanciate. Armato con una mitragliatrice da 7,62 mm e lanciagranate, il sistema si muove su sei gambe meccaniche. Il robot può analizzare l’ambiente e adattare la “camminata” alle irregolarità della superficie. Può identificare oggetti e riconoscere facce. Grazie alle piccole dimensioni e al peso (circa tre chilogrammi) può entrare sotto le macerie in caso di terremoti e altri disastri. La macchina può trasportare farmaci e altri soccorsi. Il robot può anche essere dotato di un microfono bidirezionale. E’ stato testato in battaglia a Lataqia, in Siria, su terreno montagnoso.
cghvdg90yxnzmi5jzg52awrlby5yds93awr0ac83ndrfyjeyzji5mjyvdgfzcy9tmi91cgxvywrzl2kvmjaxnja5mtavndmzmtixny5qcgc_x19pzd04mze2naAlla fine del 2016, un unico guardiano robotico senza equipaggio superava con successo le prove militari russe. Il “Sentinella” è telecomandato da un operatore. Il sistema è stato sviluppato per aumentare la sicurezza dei siti militari stazionari ed è destinato ad essere schierato a guardia dei silo sotterranei delle Forze missilistiche strategiche (SMF). Equipaggiato con strumenti optronici e radar, può sparare proiettili e granate in modalità automatica ed semi-automatica su bersagli a 400 metri di distanza. L’anno scorso, un nuovo veicolo russo senza equipaggio (UGV), assegnato al tiro di supporto e alla ricognizione armata sul campo di battaglia, veniva presentato al forum tecnico militare dell’esercito del 2016. Designato come veicolo senza pilota da combattimento, il Vikhr si basa sul veicolo da combattimento della fanteria BMP-3 e può essere integrato con altri veicoli corazzati da combattimento dal peso operativo di 7-15 tonnellate. Il Vikhr è armato con un cannone stabilizzato automatico da 30 mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm e sei missili anticarro 9M133M Kornet-M pronti al lancio. E’ possibile utilizzare i missili terra-aria dei sistemi di difesa antiaerea portatili Igla o 9K333 Verba, così come il lanciafiamme a razzo Shmel-M. Il sistema ha un peso in combattimento di 14,7 tonnellate, un carico utile di 4 tonnellate, un’autonomia di 600 km, una velocità massima su strada di 60 km/h, velocità di guado di 10 km/h e può essere telecomandato da un distanza di 10 km.
La Russia ha anche un drone da ricognizione su autocarro per la sorveglianza del terreno. Il Pterodactyl può volare per un periodo molto lungo non avendo fonti di energia a bordo, ma ricevendola via cavo, volando attorno al serbatoio per un raggio di 50-100 metri. Il nuovo UAV leggero è realizzato in materiali compositi per assicurarne durata e leggerezza. Il radar portatile e il visore notturno termico sono gli occhi del sistema. La Russia fa progressi nello sviluppo delle apparecchiature da guerra elettronica. Alcuni sistemi sono stati testati ed ora hanno un ruolo di primo piano in Siria. Secondo Izvestija, un velivolo senza equipaggio aggiornato, in grado di inviare SMS e messaggi audio e video, entrerà in servizio nel 2017. Il nuovo drone si basa sul velivolo telecomandato Orlan-10, componente del complesso aggiornato del sistema di guerra elettronica RB-341V Leer-3. Il sistema comprende 3 droni destinati a disturbare le antenne per cellulari ed è dotato di speciali dispositivi di disturbo e trasmettitori. I militari russi utilizzarono il drone ad Aleppo per informare i civili sui corridoi e i luoghi dove ricevere gli aiuti umanitari. Il sistema fu utilizzato per inviare i moduli per la domanda del cessate il fuoco ai terroristi, sostituendo gli aerei. Il Krasukha-4 è una stazione autocarrata mobile di disturbo multifunzionale a banda larga che protegge strutture di alta priorità. Gli obiettivi principali sono UAV e aerei-radar in volo. Attualmente protegge dagli aerei-spia la base aerea russa di Humaymim. Il sistema può disturbare gli AWACS da 250 chilometri di distanza e missili a guida radar. I missili, una volta disturbati, ricevono un falso bersaglio per garantirsi che non costituiscano più una minaccia. La sua gittata è sufficiente a disturbare efficacemente satelliti su orbita bassa (LEO) e danneggiarne i dispositivi radio-elettronici. I radar basati a terra sono altri obiettivi cruciali del Krasukha-4.
Il conflitto in Siria dà alla Russia il margine di manovra per testare in condizioni reali nuove armi ed equipaggiamenti. Con le preziose lezioni apprese, l’esercito compie rapidi progressi nel mettere in servizio ciò che prima non aveva. L’esperienza in Siria ha notevolmente incrementato la potenza militare della Russia.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

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I velivoli d’attacco russi Su24M e Su-25M: spina dorsale dell’antiterrorismo
Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 19/02/20175e7d0bd218a67e7da8b0712665822514Gli aerei russi Su-24M e Su-25M sono stati recentemente schierati nella base aerea di Ayni, in Tagikistan. Gli aerei svolgevano le esercitazioni con la 20.ma Brigata di fanteria di stanza nel Paese, in conformità con l’accordo bilaterale che scadrà nel 2042. Questo schieramento è una misura precauzionale visto il peggioramento della situazione in Afghanistan. Su-24M e Su-25M sono stati testati operativamente in Siria con grande successo. Il 9 febbraio, il Generale John W. Nicholson Jr., il comandante supremo degli USA in Afghanistan, dichiarava ai legislatori che le forze di sicurezza afghane affrontano gravi difficoltà e che il Paese è in cattive acque. Il generale ritiene che le forze afghane manchino di supporto aereo. Nel 2016, l’aeronautica afgana non era all’altezza del compito, mettendo a repentaglio i piani per la campagna del 2017. La dichiarazione del generale quasi coincideva con la richiesta del governo afgano d’intensificare le operazioni di supporto aereo. Il consigliere della sicurezza nazionale afgano Mohammad Hanif Atmar richiedeva il supporto aereo di NATO e partner nella missione di addestramento Resolute Support, durante una riunione speciale del Consiglio del Nord Atlantico presso la sede della NATO a Bruxelles, il 7 febbraio. Secondo lui, il supporto aereo era una “carenza grave” delle forze afghane. Il funzionario accusava del deterioramento della situazione l’aumento dei terroristi afghani e pakistani, così come quelli di altre regioni e delle reti internazionali. Nel 2016, le forze armate degli USA effettuarono solo uno-due attacchi aerei al giorno, in media, nonostante l’assegnazione di maggiori poteri per sconfiggere l’insurrezione. In confronto, la coalizione degli Stati Uniti compiva oltre 10 sortite al giorno per colpire gli obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq. L’anno scorso, le Forze aerospaziali russe effettuavano 52 sortite in media in Siria. La maggior parte del compito era svolto dai “cavalli da tiro” Su-24M e Su-25M.
107 Il Sukhoj Su-24 è un bimotore biposto con ala a geometria variabile, un velivolo supersonico d’interdizione con i posti affiancati per i due piloti dell’equipaggio. Il bombardiere tattico è stato progettato per penetrare il territorio ostile e distruggere obiettivi sotterranei e di superficie. Il velivolo dispone di diversi profili di volo automatizzati, buona visibilità, cabina ben congegnata, sistema di posizionamento/attacco digitale integrato che utilizza il sistema globale per la navigazione GLONASS. La cabina di volo è dotata di display multifunzione (MFD), head-up display (HUD), generatore di mappe mobili digitali, sistema di puntamento montato sul casco Shel. Il velivolo è dotato delle più avanzate armi intelligenti, tra cui i missili aria-aria R-73, ed ha una velocità massima 1315 km/h a livello del mare; 1654 km/h ad alta quota. Il raggio di combattimento è 615 km in missione d’attacco a bassa quota con 3000 kg di carico bellico e serbatoi esterni. L’autonomia è di 2775 km; la quota operativa di 11000 m e il rateo di salita di 150 m/s. L’armamento include un cannone a sei canne da 23 mm Gsh-23-6 e un carico bellico massimo di 8000 kg con nove punti d’attacco esterni. L’aereo è propulso da due motori turbofan AL-21F da 12000 kg di spinta. Il Su-24SM3 è equipaggiato con il sistema di puntamento e navigazione integrato modificato PNS-M, comprendente un sistema laser/TV per i missili aria-superficie a guida laser/TV. In concomitanza con la radionavigazione, può supervisonare il terreno; individuare gli obiettivi e distruggerli con bombardamenti livellati o in picchiata; designare i bersagli dei missili; rilevare i radar operativi e lanciargli i missili contro; controllare in modo automatico e semi-automatico il velivolo nella fase d’atterraggio ad una altezza di 40-50 metri. Il 17 aprile 2014, due bombardieri Su-24 disarmati sorvolarono il cacciatorpediniere AEGIS dell’US Navy USS Donald Cook nel Mar Nero. I sistemi di bordo degli aerei neutralizzarono il sistema radar AEGIS della nave, che l’equipaggio non riusciva a riavviare.
1386153905-ybhdi-2-fotor-1-1120x0-696x408Il Sukhoj Su-25 Grach è un aviogetto monoposto progettato per fornire supporto aereo ravvicinato e distruggere piccoli bersagli mobili e fissi a terra ed ingaggiare bersagli aerei a bassa velocità operanti vicino e in profondità nelle aree tattiche ed operative ravvicinate. La velocità al suolo del velivolo è di 975 km/h, e ad alta quota di 984 km/h; la quota operativa è 10000 m, l’autonomia senza rifornimento è di 2500 km, il raggio operativo senza rifornimento, secondo profilo di volo, velocità e carico, è di 150-800 km. Tutte le versioni del Su-25 hanno un’ala fissa a freccia moderata, con architettura razionale e dispositivi di portanza. Il Su-25SM3 è la versione dotata del sistema di primo allarme Vitebsk-25 che localizza in azimut il tipo di emissioni radar del probabile nemico e sopprime i segnali nelle diverse gamme di frequenza. Il sistema incorpora un ricevitore di allarme radar, un sistema di allarme missilistico agli ultravioletti e una potente suite di disturbo. Secondo il quotidiano russo Izvestia, la suite delle contromisure difensive incorpora disturbatori radar e razzi agli infrarossi. Il sistema è progettato per proteggere il velivolo dai missili terra-aria. La fonte riferiva che il Vitebsk è progettato per identificare automaticamente e geo-localizzare con precisione le emittenti della minaccia, passandone le coordinate a un missile anti-radiazioni Kh-58 per colpire il bersaglio, permettendo all’aereo una certa capacità di soppressione delle difese aeree nemiche. Il Su-25SM3 aggiornato ha un nuovo sistema di navigazione e puntamento PrNK-25SM Bars che opera con il sistema di navigazione satellitare GLONASS e si basa sul computer digitale BtsVM-90. Il carico bellico comprende i missili aria-aria altamente manovrabili Vympel R-73, i razzi S-13T da 130mm (sparati dai lanciarazzi B-13) con testate perforanti e a frammentazione e anche un cannone GSh-30-2 con caricatore da 250 colpi. Il velivolo è equipaggiato con il nuovo sistema di puntamento optronico SALT-25 che consente al pilota di rilevare e monitorare le forze di terra nemiche a una distanza di parecchi chilometri, di giorno, di notte e in qualsiasi condizione meteo. L’aviogetto dispone di un sistema di trasmissione video in tempo reale. L’armamento del Su-25 include bombe non guidate da 250 o 500 kg, bombe a grappolo e razzi. L’armamento del Su-25M3 invece comprende armi guidate di nuova generazione come le RBC SPBE 500-D, bombe a grappolo da 500 kg dotate di submunizioni intelligenti SPBE-D, usate in Siria dai bombardieri Su-24. Ogni submunzione è una piccola bomba anticarro a guida agli infrarossi munita di testata anticarro-esplosiva capace di penetrare 150-160mm di corazza omogenea, abbastanza per perforare il tetto di un carro armato.
Su-24 e Su-25 sono dei cavalli da tiro. I modelli esistenti sono sottoposti a un programma di miglioramento ed estensione della vita operativa comprendente GLONASS, display multifunzione, generatore di mappe digitali e armi più avanzate come i missili aria-aria R-73. Continuamente aggiornati, contribuiscono notevolmente alla lotta antiterrorismo. La Russia rimane fedele agli obblighi nel proteggere gli alleati della Collective Security Treaty Organization (CSTO). Con la situazione in Afghanistan che si aggrava, i cavalli da tiro testati sono chiamati ancora una volta a svolgere il loro compito.a_pavlov_su-25_11_1280La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Perla della Grande Flotta Cinese

Aleksandr Ermakov, RIACchinas-liaoning-aircraft-carrierLa Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA Navy) è forse quella dalla più rapida e ambiziosa crescita del mondo. Dopo decenni di sviluppo della difesa costiera, la PLA Navy per la prima volta si avventura sugli oceani ed è pronta a combattere per la supremazia nella regione. Per supportare le rivendicazioni territoriali e confermare lo status di mezzo di proiezione di potenza mondiale del Paese, la PLA Navy ha avviato un grande programma per costruire una flotta di portaerei.

Tutto ciò che si può comprare
4a7ed479b4bb687fb89d910f325fb2d5-kheg-835x437ilsole24ore-web-11 Per sviluppare la Marina, la Cina naturalmente segue la prima potenza globale e principale avversario, gli Stati Uniti. Tuttavia, il programma per le portaerei si basa sui progetti sovietici. Non sarebbe esagerato suggerire che la Cina, al momento almeno, continua l’opera dei costruttori navali russi interrotta un quarto di secolo fa. Ciò non sorprende dato che prende spunto dai piani sovietici. In primo luogo, sintetizziamo il programma delle portaerei sovietiche. Dopo i tentativi falliti di costruire “La Grande Flotta di Stalin”, come fu chiamata [1], che avrebbe incluso le portaerei (le prime proposte del genere si ebbero quando l’impero russo ancora esisteva), la Marina sovietica fu costretta a mettere da parte le portaerei, che in ogni caso furono etichettate “armi dell’aggressione imperialista”. Le prime poterei sovietiche erano piuttosto dei bizzarri compromessi, essendo stato sviluppate dalle portaelicotteri, e furono dotate di missili da crociera ed ufficialmente classificate incrociatori portaeromobili (o semplicemente portaerei secondo la nomenclatura delle forze armate di tutto il mondo). I 7 incrociatori costruiti fecero ufficialmente parte del Proekt 1143 (nome in codice “Krechyet“, falcone). E nonostante mostrassero una certa affinità, furono divise in tre gruppi.
Le prime quattro navi potrebbero giustamente essere chiamate incrociatori, essendo incrociatori pesanti lanciamissili con ponte di volo per elicotteri e velivoli Jak-38 a decollo e atterraggio verticale (VTOL) “allegata a babordo”. Le successive due sono portaerei con un ponte di volo esteso comprendente una grande rampa e cavi d’arresto che rendono possibile l’utilizzo di velivoli da combattimento navalizzati. Lo sviluppo logico di queste navi era il Proekt 1143.7, la portaerei Uljanovsk la cui costruzione fu sospesa con il crollo dell’Unione Sovietica. L’Uljanovsk doveva essere la prima portaerei a pieno titolo dell’Unione Sovietica, una nave a propulsione nucleare e con catapulte per aerei. I lanciamissili dovevano esser rimossi dalle ultime navi della serie, divenendo portaerei “pulite” (anche se è del tutto possibile che la Marina sovietica continuasse comunque a chiamarle incrociatori). Le rampe della navi sovietiche consentivano di ridurre significativamente la corsa al decollo e decollare con un buon rapporto spinta-peso (la correlazione tra potenza del motore e peso dell’aeromobile). Sistemi d’arresto venivano utilizzati per l’atterraggio, come funi di acciaio progettati per essere catturati dal gancio di arresto del velivolo. In altri Paesi, le rampe sono usate per aumentare il peso al decollo degli aerei dopo una breve corsa, come lo Sky Jump per l’Harrier, consentendo maggiore quantità di carburante e carico bellico. Da un lato, le rampe assicurano facilità di funzionamento e affidabilità; dall’altra parte, tuttavia, non consentono ad aerei pesanti di decollare, come i velivoli-radar a lungo raggio, limitando il peso al decollo degli aeromobili, anche dei caccia, soprattutto quando la nave viaggia a bassa velocità ed in condizioni meteo sfavorevoli (senza venti a favore e con temperature elevate che riducono la spinta dei motori a reazione). Le catapulte per aerei non hanno tali limitazioni. Tuttavia, il meccanismo della catapulta moderna è piuttosto complesso.
1280px-usnwc_varyag01Il destino delle navi costruite come Proekt 1143 fu vario. La maggioranza lasciò la Russia, con la Cina che ne acquistò tre in un colpo solo. Una nave fu venduta alla Corea del Sud (per rottamarla); un’altra fu acquistata dalla Marina indiana (aggiornata ed in servizio con il nome Vikramaditya); una terza nave (Uljanovsk) fu smantellata nel cantiere in Ucraina; e una quarta fa parte della Marina russa (Admiral Kuznetsov). Ufficialmente, la Cina ha acquistato le portaerei per trasformarle in attrazioni e/o alberghi a tema, e le prime due (Kiev e Minsk) vengono infatti utilizzate per tale scopo (anche se sono state studiate da militari e costruttori navali). Fu una storia completamente diversa per la terza nave acquistata, la Varjag. Al momento del crollo dell’Unione Sovietica, la nave era al 70 per cento completata. Nel 1998, lo scafo fu acquistato da una società cinese per 27milioni di dollari. La ragione ufficiale era trasformarla in casinò e albergo. Tuttavia, il piano originale era completarla ed assegnarla alla flotta del Paese [2]. La Varjag arrivò in Cina solo nel 2002, avendo seguito un lungo tragitto. I lavori che ripristinarono lo scafo, rimossero la corrosione, completarono la costruzione e riequipaggiarono la nave iniziarono nel 2005. Sembra che i costruttori navali cinesi dovettero acquistare dei componenti necessari (tra cui l’apparato motore) in Ucraina e Russia. Inoltre, l’acquisto da parte cinese della documentazione tecnica del Proekt 1143.6 in Russia, negli anni ’90, gli avrebbe aiutati. Se le portaerei sovietiche furono costruite nel cantiere navale sul Mar Nero in Ucraina, furono progettate dall’Ufficio Progettazione Nevskoe di San Pietroburgo, per cui è lecito ritenere che la documentazione non poteva che essere stata ottenuta lì [3]. Non fu che nel 2011, quando i lavori sulla nave erano in fase di completamento, che la Cina ufficialmente riconobbe che la portaerei sarebbe entrata nella sua flotta. Ovviamente, sarebbe stato sciocco da parte delle autorità cinesi continuare a nascondere le intenzioni. Il viaggio inaugurale della nave avvenne nell’agosto dello stesso anno, e nel settembre 2012 entrò ufficialmente nella flotta. La portaerei ebbe il numero identificativo 16 e fu denominata Liaoning in onore della provincia in cui è stata completata, nella città costiera di Dalian, che ospita diversi grandi cantieri navali.
Così cosa esattamente hanno ereditato i cinesi dall’URSS?6-1024x565La prima di molte
Il fatto che così tanti cacciatorpediniere siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è creare un solo gruppo di portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formano il nucleo. La portaerei cinese Liaoning è l’aggiornamento della nave sovietica Proekt 1143.6, quasi identica all’Admiral Kuznetsov costruita come Proekt 1143.5 [4]. Allo stesso tempo, i cinesi non hanno effettuato serie alterazioni alla nave, oltre a dotarla della componente aerea e ad allestirne lo scafo. Di conseguenza, la portaerei è molto simile al predecessore russo per aspetto e con capacità di volo comparabili. Tuttavia, la nave cinese si differenzia principalmente nell’avionica e nei sistemi di difesa aerea a corto raggio. Considerando l’intervallo tra il varo della Liaoning e quello dell’Admiral Kuznetsov, non c’è da meravigliarsi che la versione cinese abbia un’avionica superiore. Per quanto riguarda la difesa aerea, tuttavia, la Liaoning non è così massicciamente armata come la controparte russa. Parlando della difesa aerea, sembrerebbe che la Cina s’ispiri alle marine occidentali, dove questo compito è in gran parte affidato a cacciatorpediniere con potenti sistemi missilistici antiaerei e radar. Finora l’attenzione su questo tipo di difesa aerea ha portato alla comparsa di una classe universale di navi da guerra, come i cacciatorpediniere inglesi Type 45 (più comunemente noti come classe Daring) e i cacciatorpediniere australiani classe Hobart, essenzialmente navi antiaeree con capacità limitate negli altri settori. Il compito prioritario dei cacciatorpediniere degli Stati Uniti classe Arleigh Burke è provvedere alla difesa antiaerea dei gruppi d’attacco imbarcati (CSGS), anche se i conflitti degli ultimi decenni hanno reso questo compito meno evidente, evidenziato dall’uso da parte di queste navi dei missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi terrestri. In questi casi, le portaerei fungono da difesa aerea a lungo raggio, responsabilità degli aerei da combattimento imbarcati, mentre le navi sono equipaggiate con sistemi di difesa aerea a corto raggio minimali, principalmente destinati a contrastare i velivoli che superano le prime difese.
c6b615721b99 La Cina ha seguito l’esempio occidentale negli ultimi anni, costruendo rapidamente cacciatorpediniere Tipo 052C (sei) e Tipo 052D (sette di dodici navi programmate). Le specifiche tecniche reali di queste navi sono difficili da valutare, ma sarebbero in linea con i leader mondiali. Si lavora sui cacciatorpediniere Tipo 055, che sembrano promettenti. Le dimensioni di queste navi hanno portato alcuni esperti a considerarli incrociatori, piuttosto. Il fatto che tanti cacciatorpediniere (che, naturalmente, possono svolgere molti compiti) siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è comporre un solo gruppo portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia da tempo impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formino il nucleo. La prima portaerei interamente progettata e realizzata in Cina è attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere di Dalian in cui è stata completata la Liaoning. Il nome in codice della portaerei è Tipo 001A (di conseguenza, il nome in codice della Liaoning è Tipo 001). Il sistema cinese di denominazione delle navi da guerra è piuttosto rigido e prevedibile, così la nuova nave probabilmente avrà il nome di una delle province del Paese, per esempio Guangdong, la provincia più popolosa della Cina e che ospita la Flotta del Sud, responsabile della protezione del Mar cinese meridionale e delle sue isole contese. A giudicare dalle immagini (la Cina tende a mantenere riservate le esatte specifiche tecniche delle sue navi), la Tipo 001A sarà, almeno in apparenza, una copia della Liaoning. Alcune differenze possono essere viste nella sovrastruttura, basate essenzialmente sul presupposto che vi sarà installata avionica cinese (l’attesa riduzione delle dimensioni della sovrastruttura non s’è avuta). Di ben maggiore interesse è l’ampiezza della riprogettazione interna della nave: per esempio, le dimensioni dell’hangar sono aumentate? Dimensioni e numero degli ascensori aerei (due) lasciano molto a desiderare, sarebbe utile poter sollevare due caccia su almeno uno di tali impianti. Sarà interessante vedere come sarà utilizzato lo spazio liberato dalla rimozione dei missili antinave, un semplice “magazzino”? O forse una serie di scomparti verrà modificata? Ciò che è certo è che i moderni mezzi di automazione riducono significativamente le dimensioni dell’equipaggio. Circa duemila marinai prestavano servizio sulle originali portaerei sovietiche Proekt 1143.5 e 1143.6, oggi eccessivo per una nave della loro stazza. In confronto, le dimensioni dell’equipaggio della nuova portaerei Gerald R. Ford degli Stati Uniti sono state ridotte di un quinto rispetto alle precedenti classe Nimitz [5]. Un equipaggio ridotto significa alloggi e spazio ridotti, come mense e palestre. Nel complesso, ci si può aspettare di vedere alcuni miglioramenti nella portaerei Tipo 001A, un hangar più grande, sistemi di decollo ed atterraggio più efficienti, peso al decollo più elevato (assumendo un miglioramento delle prestazioni dinamiche) e avionica migliorata. La nave sarà varata nei prossimi mesi, ma ciò non significa che sarà completata, semplicemente lo sarà quando sarà già in mare, consentendo di liberare il cantiere per avviare la costruzione di una nuova nave. In epoca sovietica, la navi Proekt 1143 furono costruite presso il cantiere navale del Mar Nero in Ucraina quasi senza interruzione, non appena una veniva varata la costruzione di un’altra iniziava.
0ab809748ba5Si parla molto di come sarà la nuova nave, anche se per lo più sono congetture e speculazioni, come avviene di solito nel caso dei programmi militari della Cina. E’ molto probabile che la seconda portaerei, interamente progettata e realizzata in Cina (e terza della flotta), l’ipotetica Tipo 002, sarà dotata di catapulte per aerei. La Cina iniziò a studiare le catapulte alla fine degli anni ’80, quando usò la tecnologia dalla portaerei Melbourne che acquistò [6], presumibilmente per rottamarla, costruendo un impianto per le esercitazioni simile a quello sovietico NITKA [7]. In seguito, i piloti cinesi si addestrarono a decollare da rampe simili a quelle della Liaoning. Tuttavia, la Cina ha recentemente aperto un proprio centro di collaudo con due catapulte, di cui almeno una probabilmente elettromagnetica invece che a vapore. Le catapulte elettromagnetiche sono una nuova promettente tecnologia, dalla maggiore efficienza nella conversione dell’energia e maggiore facilità d’uso rispetto alle classiche catapulte a vapore. Ma sono estremamente difficili da costruire dal punto di vista tecnologico. Allo stato attuale, non una sola portaerei al mondo ha catapulte elettromagnetiche operative. La Gerald R. Ford (CVN-78) è dotata di un prototipo di catapulta elettromagnetica, ma non è nemmeno stata testata che già causa problemi tecnici. In generale, i programmi militari cinesi non tendono ad essere eccessivamente avventurosi. Di conseguenza, la costruzione della seconda portaerei del Paese (e prima di proprio disegno) non dovrebbe essere troppo difficile. Schematicamente, sarebbe simile alla sovietica Proekt 1143.7 Uljanovsk, che era dotata di rampa e due catapulte. L’affidabilità della catapulta non sarà così cruciale in questo caso, tuttavia, poiché i caccia possono decollare dalla rampa. Potrebbe essere possibile, quindi, “rischiare” d’installare una catapulta elettromagnetica. Un’altra questione importante è se la Tipo 002 sarà una nave nucleare. I motori nucleari offrono una serie di vantaggi alle portaerei di grandi dimensioni: eliminano la necessità di rifornirsi di carburante durante le operazioni; liberano spazio per il carburante e le armi degli aeromobili [8]; garantiscono alte velocità stabili e hanno grande potenza. Tra le navi di superficie, l’utilità del nucleare è evidente per le portaerei; la flotta statunitense, che ha costruito un numero significativo di incrociatori nucleari durante la guerra fredda, gli ha radiati. Le navi da battaglia Proekt 1144 classe Orlan sono le uniche che poterono essere prodotte dall’Unione Sovietica, che all’epoca puntava alla creazione di un mezzo per combattere i gruppi d’attacco imbarcati degli Stati Uniti. Dotare le navi Tipo 002 di reattore nucleare sarebbe un compito straordinariamente difficile, soprattutto per la Cina, in quanto nessuna delle sue navi di superficie ne è attualmente dotata. Se si decidesse d’installarvi un reattore nucleare, allora il programma Tipo 002 diverrebbe il più ambizioso che le forze armate cinesi abbiano intrapreso. Probabilmente s’impiegherebbero gli sviluppi compiuti nella tecnologia dei sottomarini nucleari, dove hanno una certa esperienza (la PLA Navy ha varato i suoi primi sottomarini a propulsione nucleare all’inizio degli anni ’70). I reattori nucleari per i sottomarini sono relativamente poco potenti, ma diversi possono essere installati in una sola nave: la portaerei francese Charles de Gaulle ha due reattori simili a quelli utilizzati sui sottomarini a propulsione nucleare, e la portaerei USS Enterprise ne aveva otto. L’Uljanovsk doveva averne quattro, e due ne hanno gli incrociatori Proekt 1144.
Qualunque cosa accada, la portaerei Tipo 002 non sarà operativa prima del 2020. Nel frattempo, la flotta cinese sarà composta da 2 portaerei con rampe. L’approfondimento delle prospettive dello sviluppo della componente aerea imbarcata della Cina e dei relativi compiti sarà affrontato nella seconda parte di questo articolo.liaoning-cv16Note
1. Nome collettivo da tempo assegnato a una serie di programmi di costruzione navale nel pre e dopoguerra, il cui obiettivo era creare una potente flotta oceanica. I programmi si conclusero con un fallimento poiché le autorità sovietiche sopravvalutarono le capacità dell’industria, e perché scoppiò la guerra. Il colpo finale fu la morte di Stalin e la successiva ridistribuzione del denaro assegnato ai programmi per la flotta sottomarina, l’esercito e lo sviluppo dei missili nucleari.
2. Va notato qui che nella sua autobiografia (pubblicata 15 anni dopo), Xu Zengping, l’uomo d’affari di Hong Kong che effettuò l’acquisto, scrive che il governo cinese lo compensò solo in parte della somma che versò, e solo dopo molto tempo. Effettivamente consegnò la nave al governo come dono. L’affare lo rovinò.
3. Questo probabilmente spiega perché, secondo i ricordi dei protagonisti ucraini dell’operazione, i cinesi non acquisirono la documentazione tecnica del Proekt 1143.6 che si trovava nel cantiere. Xu Zengping afferma il contrario.
4 . Secondo i piani sovietici, le differenze tra Proekt 1143.6 e 1143.5 dovevano essere minime e impercettibili: modifiche al disegno dell’isola; un leggermente diverso posizionamento dei lanciamissili antiaerei ed elettronica aggiornata.
5 . Da 5680 a 4660 membri dell’equipaggio .
6. L’HMAS Melbourne delle portaerei classe Majestic, fu operativa dal 1955 al 1982. La nave fu impostata nel Regno Unito nel 1943 e varata nel febbraio 1945. La costruzione venne sospesa dopo la seconda guerra mondiale. La Royal Australian Navy l’acquistò nel giugno 1947. I lavori di costruzione sulla Melbourne proseguirono con ritmo lento, con una serie di modifiche introdotte per permetterle di accogliere gli aerei a reazione.
7. NITKA (Complesso di prova e addestramento aereo) è un impianto militare costruito in Crimea nei primi anni ’80, per consentire di imitare le operazioni di decollo e atterraggio su un ponte, per ricerca ed addestramento. Desiderosa di liberarsi della dipendenza dall’Ucraina, la Russia costruì un complesso simile a Ejsk, ma la Russia si annetté la Crimea prima che il complesso venisse completato e i problemi associati al primo complesso scomparvero.
8. Ad esempio, la portaerei Proekt 1143.7 poteva trasportare più di due volte la quantità di carburante per aeromobili rispetto alle similari navi Proekt 1143.5 e 1143.6.6efc26e759feTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un modo facile per abbattere i caccia invisibili F-22 e F-35

Dave Majumdar, National Interest 19 gennaio 2017f-22_fuel_tanksSì, caccia e bombardieri stealth statunitensi sono sorprendenti, ma possono essere distrutti. Gli Stati Uniti hanno speso decine di miliardi di dollari per sviluppare i caccia stealth di quinta generazione, come il Lockheed Martin F-22 Raptor e l’F-35 Joint Strike Fighter. Tuttavia, relativamente semplici miglioramenti nell’elaborazione del segnale, in combinazione con missili dalla testate potenti e un sistema di guida autonomo, consentono ai radar a bassa frequenza di questi sistemi d’arma di colpire e abbattere i velivoli di ultima generazione degli Stati Uniti. E’ un fatto ben noto al Pentagono e nell’industria che i radar a bassa frequenza operanti su bande VHF e UHF possano rilevare e monitorare velivoli a bassa osservabilità. Si è generalmente ritenuto che tali radar non possano guidare un missile sul bersaglio, cioè tracciare “operativamente”, ma non è esatto; vi sono modi per aggirare il problema secondo alcuni esperti. Tradizionalmente, le armi guidate da radar a bassa frequenza sono limitate da due fattori. Uno è la larghezza del fascio del radar, e l’altro è la larghezza degli impulsi del radar, ma entrambi i limiti possono essere superati con l’elaborazione del segnale. La larghezza del fascio è direttamente correlata alla progettazione dell’antenna, necessariamente grande per via delle basse frequenze. I primi radar a bassa frequenza, come i radar VHF sovietici P-14 Tall King, avevano enormi dimensioni e utilizzavano un’antenna semi-parabolica per limitare l’ampiezza del fascio. I radar successivi come il P-18 Spoon Rest usavano antenne Yagi-Uda, più leggere e piccole, ma questi primi radar a bassa frequenza avevano alcune gravi limitazioni nel determinare portata e rotta precisa del bersaglio. Inoltre, non riuscivano a determinarne la quota perché i fasci radar prodotti da questi sistemi erano ampi diversi gradi in senso orizzontale, e decine di gradi in elevazione. Un’altra limitazione tradizionale dei radar VHF e UHF era che la larghezza dell’impulso era ampia e con bassa frequenza degli impulsi (PRF), rendendo tali sistemi inidonei a determinare con precisione la distanza. Mike Pietrucha, ex-ufficiale della guerra elettronica dell’USAF che volava su McDonnell Douglas F-4G Wild Weasel e Boeing F-15E Strike Eagle, una volta mi disse che un impulso ampio 20 microsecondi ne produce uno di circa 6000 metri di portata, dalla risoluzione pari alla metà della portata. Ciò significa che la distanza non può essere determinata con precisione entro 3000 metri. Inoltre, due bersagli ravvicinati non possono essere distinti. L’elaborazione del segnale ha parzialmente risolto il problema dell’ampiezza della risoluzione già nel 1970. La chiave è un processo chiamato modulazione di frequenza dell’impulso, utilizzata per comprimere l’impulso radar. Il vantaggio di utilizzare la compressione dell’impulso è che con un impulso di venti microsecondi, l’ampiezza della risoluzione si riduce a circa 60 metri. Ci sono anche diverse altre tecniche che possono essere utilizzate per comprimere un impulso radar come la modulazione di frequenza numerica. Infatti, secondo Pietrucha, la tecnologia per la compressione degli impulsi è vecchia di decenni, venendo insegnata agli ufficiali della guerra elettronica dell’USAF negli anni ’80. La potenza di elaborazione del computer richiesta è trascurabile per gli standard attuali, secondo Pietrucha.
Gli ingegneri hanno risolto il problema della risoluzione direzionale o in azimut utilizzando radar a scansione elettronica che sopprimono la necessità dell’antenna parabolica. A differenza delle vecchie antenne meccaniche, i radar a scansione dirigono le onde radar elettronicamente. Tali radar generano fasci multipli che possono plasmare in larghezza, velocità di scansione e altro. La potenza di calcolo necessaria era disponibile alla fine degli anni ’70, in ciò che poi divenne il sistema di combattimento AEGIS degli incrociatori classe Ticonderoga e dei cacciatorpediniere classe Arleigh Burke dell’US Navy. L’antenna a scansione elettronica attiva è anche meglio, essendo ancora più precisa. Con una testata abbastanza grande, la risoluzione non deve essere precisa. Ad esempio, l’antiquato S-75 Dvina noto in gergo NATO come SA-2 Guideline, ha una testata di 200kg con un raggio letale di oltre 30 metri. Così, un impulso di 20 microsecondi compresso e una risoluzione di 50 metri si avrebbe la risoluzione necessaria per permettere che la testata arrivi abbastanza vicino, secondo la teoria di Pietrucha. La risoluzione direzionale e in elevazione dovrebbe essere simile a una risoluzione angolare di circa 0,3 gradi contro un bersaglio a trenta miglia nautiche, perché il radar di tiro è l’unico sistema di guida dell’SA-2. Ad esempio, un missile dotato di un proprio radar, o sensore all’infrarosso dal volume di scansione di un chilometro cubico, sarebbe un ancora più pericoloso contro un F-22 o un F-35.p1050928Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mentre la Kuznetsov rientra alla base, US Navy e Royal Navy sono ‘in riparazione’

Alexander Mercouris, The Duran 12/2/2017cc5f31c345eb4b98973984b9a44168ddContrariamente alle notizie allarmistiche su internet, l’Admiral Kuznetsov completava la missione in Siria senza seri indicenti, e i media confermano che le portaerei della Marina militare degli Stati Uniti e la flotta dei sottomarini d’attacco nucleari della Royal Navy sono in porto per riparazioni.
Pochi mesi fa i media occidentali impazzavano sulla portaerei della Russia, l’Admiral Kuznetsov, che navigava a tutto vapore verso le coste siriane. I ben noti problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, che non hanno mai ostacolato la missione, furono grottescamente esagerati presentando la nave come arcaico e obsoleto lasciato della guerra fredda. Come dissi al momento, i problemi ai motori della nave non erano tali da comprometterne la missione, ed erano ben noti e comprensibili. Da allora non si sono avute notizie di guasti ai motori dell’Admiral Kuznetsov nella missione in Siria, ed ora è rientrata nel porto di stanza, in Patria, al sicuro. Nel frattempo, si è saputo che
1) l’HMS Duncan, esemplare degli avanzati cacciatorpediniere Tipo 45 della Gran Bretagna, ha avuto un guasto a novembre e si è dovuto rimorchiarlo in porto, e che tutti i cacciatorpediniere Tipo 45 hanno motori inaffidabili e mal progettati;
2) l’USS Zumwalt, ultimo e più avanzato cacciatorpediniere dell’US Navy, si è guastato a novembre, mentre transitava nel canale di Panama;
3) tutta la potente forza di 10 portaerei a propulsione nucleare dell’US Navy, all’inizio di gennaio, era in bacino per riparazioni, non una sola unità era operativa;
4) l’intera flotta di sottomarini d’attacco nucleari inglesi è fuori servizio e in riparazione, con un solo sottomarino attivabile, ma sempre in porto, mente la nuova classe Astute è afflitta da problemi ai motori e di altri tipo. I capi della Royal Navy ne erano così chiaramente imbarazzati che non lo riferirono alla prima ministra Theresa May. (In tutta onestà la Royal Navy ha “categoricamente negato” la storia. Tuttavia, il Daily Telegraph che aveva pubblicato la smentita, l’ha immediatamente minata riportando una fonte di Whitehall dire che “nessuno è onesto sullo scandalo“).
5) due terzi degli aerei F/A-18 Hornet e Super Hornet dell’US Navy sono a terra, secondo Defense News: “Nel complesso, più della metà degli aeromobili della Marina è a terra, soprattutto perché non ci sono abbastanza soldi per ripararli. Inoltre, non ci sono abbastanza soldi per riparare le navi e il numero di navi che necessita di manutenzione continua a crescere. Le revisioni, “disponibilità” in gergo della marina, vengono cancellate o differite, e quando le navi le ricevono, hanno bisogno di più tempo per completarle. La revisione di una portaerei richiede almeno tre anni, e alcuni sottomarini restano fuori servizio per periodi prolungati, quattro anni o più. Un sottomarino, il Boise, ha perso la certificazione alle immersioni e non può più operare aspettando di entrare in cantiere. I capi affermano che, se ulteriori fondi non saranno resi disponibili, altri cinque sottomarini saranno nelle stesse condizioni entro la fine dell’anno. La Marina non riceve i fondi per spostare il personale in servizio e le famiglie, cambiandone l’assegnazione, e circa 440 milioni di dollari servono per lo stipendio dei marinai. L’arma sostiene che il 15 per cento dei suoi impianti a terra è in rovina, in attesa di riparazione, sostituzione o demolizione.”
Il senso della proporzione è all’ordine. Il fatto che US Navy e Royal Navy subiscano l’esubero dei costi e che molte navi sono in porto per riparazioni, non significa che siano forze esaurite o tigri di carta. Le navi da guerra, soprattutto portaerei e sottomarini nucleari, sono tra le macchine più complesse mai costruite, ed è comprensibile che richiedano manutenzione costante ed intensa. Al di là che i costi operativi per queste navi siano fenomenali, è molto più conveniente tenerle in porto quando non vi è alcuna necessità di schierarle. Tuttavia, se è giusto mostrare proporzione e comprensione per i travagli di US Navy e Royal Navy, si dovrebbe ugualmente fare la stessa cosa per i militari russi, come la Marina militare russa, e non arpeggiare costantemente sui alcuni problemi che, come dimostra l’Admiral Kuznetsov, in realtà non ne affliggono l’operatività. Al contrario, la serie di esercitazioni operative a cui le Forze Armate russe sono ripetutamente sottoposte, molte avviate senza alcun preavviso per le unità coinvolte, suggerisce che le Forze Armate russe sono attualmente più operative di molti eserciti occidentali.150616060515-3-carriers-san-diego-super-169

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo caccia MiG-35

Valentin Vasilescu, Algora 11 febbraio 2017c3lwg86waaasrjwIl 26 gennaio 2017, l’Aeronautica russa cominciava a testare il lotto di pre-produzione del nuovo MiG-35, derivato del MiG-29. Il prototipo del MiG-35 fu fatto volate nel 2007, ora l’aereo è stato completamente modificato e dotato di nuova avionica. I precedenti MiG-29 erano caccia leggeri prodotti dall’Aircraft Corporation MiG (“RAC MiG”, in origine Mikojan-Gurevich Design Bureau), dalle qualità aerodinamiche eccezionali e il più alto rateo di salita di qualsiasi aeromobile multiruolo (330m/s). Il MiG-29 è entrato in servizio nel 1982 e ne furono prodotti 1600. Nel combattimento il MiG-29 è stato superato da F-15 e F-16 per via dell’avionica inferiore. La ragione di ciò è che fino al 2004 la Russia non aveva i fondi necessari per la ricerca di un’avionica migliorata e sostituire quella vecchia. A differenza della RAC MiG, Lockheed preferiva continuare a migliorare l’F-16, soprattutto nell’avionica, invece di progettare un altro aeromobile di 4.ta++ generazione. Dal 1978 ha costruito 4500 aerei nei vari modelli: F-16A/B (Block 1/5/10/15/20), F-16C/D (Block 25/30/32 / 40/42 / 50/52), F-16E e l’ultima versione F (Block 60) con gran parte delle dotazioni dell’F-35 di 5.ta generazione. L’US Air Force dispone di 900 F-16. Per portare le prestazioni del MiG-29 vicine a quelle dell’F-16, l’impianto Sokol della RAC MiG di Nizhnij Novgorod (400 km a est di Mosca) ha creato versioni aggiornate, come il MiG-29M/M2, MiG-29SMT e MIG-29K/KUB. Il MiG-35 è l’ultima versione del MiG-29 e non è inteso come aviogetto intercettore, in quanto inferiore a F-22, F-35 e F-15. Con il MiG-35C, i russi puntano a ridurre il costo di volo di 2,5 volte, aumentandone la capacità di colpire bersagli a terra e difendersi da velivoli di 4++ generazione come F-16C/D, Gripen, Rafale, Typhoon e F-18C/D.

Aggiornamenti
La cabina del MiG-29 è stata ridisegnata. Il MiG-35 ha un EFIS (Electronic Flight Instrument System) con tre LCD a colori MFD (display multifunzione) consentendo di visualizzare i dati di navigazione, nonché situazione tattica, controllo dei motori, carburante ed attrezzature speciali. Inoltre, vi è un HMTDS (Sistema di puntamento su casco) ed un HUD (Head-Up Display) proiettato sul parabrezza. Utilizza un sistema di controllo del volo fly-by-wire a tre canali. Il sistema di comunicazione del MiG-35 include due nuove stazioni radio, una delle quali opera come datalink protetto. Il datalink trasmette e riceve via satellite dati e informazioni ai centri di comando a terra o imbarcati, e a velivoli-radar (AWACS/AEW), trasmettendo al MiG-35 informazioni aggiuntive e affidabili sulla situazione, aumentando la probabilità di adempiere la missione. I due motori TVN RD-33 sono potenziate fino a una spinta di 9000 kg ciascuno. A differenza del MiG-29, i motori del MiG-35 sono dotati di chip (di monitoraggio digitale e sistemi di controllo), ed hanno un consumo specifico basso, non emettono fumo ed hanno una traccia ad infrarossi molto ridotta. I motori TVN RD-33 hanno ugelli vettoriali che gli permettono di virare e cabrare per 15-30 gradi. Questi miglioramenti “hanno consentito al MiG-35 di volare a velocità molto basse, senza limitazioni negli angolo d’attacco, assicurandone il controllo anche a velocità zero e a ‘velocità negativa’ per periodi prolungati”. [1] La spinta vettoriale permette l’esecuzione di manovre brusche con grandi sovraccarichi per evitare missili aria-aria o terra-aria. Inoltre, vi sono serbatoi dorsali (dietro l’abitacolo) e nella giunzione ali-fusoliera. Il carburante interno è stato portato a 950 litri, aumentandone l’autonomia di volo a 2000 km.

Radar Zhuk-AE
La principale risorsa per i dati aerei e terrestri è il radar Zhuk-AE. Un radar AESA (a scansione elettronica attiva) che può individuare bersagli aerei ad una distanza di 160 km e navi di superficie a 300 km. Il radar può tracciare 30 bersagli contemporaneamente e inseguirne 6. I radar del tipo precedente, PESA (a scansione elettronica passiva), avevano un’antenna conica che ruotava di 360 gradi per dirigere le onde radio in un fascio ristretto. Il pannello dell’antenna del radar AESA sul MiG-35 è composto da 1000-2000 moduli ricetrasmettitori (TR) disposti nel naso, sull’ala o la fusoliera, e ognuno funziona in modo indipendente. Il fascio radar è modellato digitalmente entro uno spazio molto ristretto delineato dal computer, che seleziona la potenza della radiazione emessa da ogni modulo TR in pochi milionesimi di secondo. Inoltre, ogni modulo TR può essere programmato per operare solo come trasmettitore o ricevitore, eseguendo funzioni diverse in parallelo. Due computer CIP (Processori integrati comuni) integrano il radar.40Optoelettronica
Il MiG-35 ha un sistema di puntamento/navigazione inerziale che riunisce radio e apparecchiature GPS. L’apparecchiatura di navigazione inerziale BINS-SP2 è prodotta dalla KRET in collaborazione con la SAGEM Defense-France e si basa su tre giroscopi laser e tre accelerometri al quarzo. Questo sistema è collegato al sottosistema per le condizioni di scarsa visibilità e il puntamento delle armi. Gli aerei di 5.ta generazione statunitensi F-22 e F-35 non hanno i sistemi di puntamento e navigazione installati su punti meccanici; il MiG-35 copia la soluzione di 5.ta generazione essendo questi dispositivi integrati nel velivolo. Il sistema di puntamento IRST (ricerca e inseguimento a raggi infrarossi) OLS-35 è montato nel naso ed è usato in combattimento. L’OLS-35 può individuare un aereo dopo aver scoperto un’emissione di calore a 50 km se emessa dall’“emisfero anteriore” e 90 km se emessa dall’“emisfero posteriore”. Il MiG-35 è dotato di un FLIR (sistema di ricerca agli infrarossi) in un pod montato sotto la gondola motore destra dell’aereo. Durante la navigazione notturna visualizza l’immagine del terreno sorvolato, permettendo l’identificazione dei bersagli. Il pod FLIR guida anche le munizioni intelligenti, come per gli aerei militari statunitensi. Il pod FLIR ha un telemetro laser che misura la distanza dal bersaglio (fino a 20-30 km) e un proiettore laser per guidare bombe e missili. Avendo abbandonato i punti meccanici per le apparecchiature optoelettroniche, il MiG-35 ha visto aumentare i piloni da 6 a 9, portando il carico utile massimo da 4800 a 7000 kg.

Equipaggiamento da guerra radio-elettronica
L’apparecchiatura EW (Guerra Elettronica) comprende un ricevitore di allarme radar a banda larga con antenne disposte su superficie alare e fusoliera. Il MiG-35 ha sensori ottici ed ultravioletti MAWS (sistema di allarme approccio missile) montati su fusoliera, coda e ali che segnala al pilota qualsiasi missile aria-aria in avvicinamento. Il sistema EW può anche rilevare il lancio di MANPADS (sistema di difesa aerea portatili) o di un sistema superficie-aria a corto raggio (10 km), o a medio o lungo raggio (30-50 km). Il microprocessore dell’EW stima il tempo di impatto dei missili nemici e controlla le contromisure elettroniche attive e passive. L’apparecchiatura EW è co-prodotta dalla ditta italiana Elettronica (incorporando il dispositivo ELT/568-V2, “disturbatore di auto-protezione per la difesa dai radar di tiro della contraerea“). Il test del MiG-35 sarà completato nel 2018, con il primo lotto di 37 MiG-35 da consegnare ai militari russi nel 2019. L’Aeronautica russa schiera circa 250 MiG-29 e prevede di sostituirli con 170 MiG-35. Il primo ordine straniero per il MiG-35 proviene dall’Egitto, che ha firmato un contratto nel 2015 per acquistare 50 MiG-35 per 2 miliardi di dollari.c3lwgnxwcaaguc_[1] MiG-35 Fulcrum-F Multirole Fighter, Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora