La nuova politica navale della Russia

Alessandro Lattanzio, 30/7/20151025067312Il 26 luglio 2015, nel giorno della Marina, il Presidente Vladimir Putin ha tenuto una riunione sulla nuova Dottrina Navale della Federazione Russa a Baltijsk, la principale base della Flotta del Baltico (regione di Kaliningrad), a bordo della nuovissima fregata Admiral Gorshkov. Tra i partecipanti vi erano il Viceprimo ministro Rogozin, il Ministro della Difesa Shojgu, il Capo di Stato Maggiore della Marina Viktor Chirkov e il comandante del Distretto militare occidentale Generale Anatolij Sidorov. Rogozin aveva osservato che il documento precisa le quattro funzioni e i sei aspetti regionali delle attività navali della Russia. “I quattro aspetti funzionali sono operazioni navali, trasporti marittimi, scienza marittima e sfruttamento delle risorse naturali sotto il fondale oceanico“, mentre i sei aspetti regionali sono Oceano Atlantico, Artico, Pacifico, Indiano, Antartico e Mar Caspio. “L’Atlantico riflette la nostra attenzione sull’espansione ad est della NATO e la creazione di sue infrastrutture presso i nostri confini“. Il documento afferma che fattore determinante nelle relazioni della Russia con la NATO è l’inaccettabilità dei piani per avvicinarne le infrastrutture militare ai confini della Russia. Determinando la politica nazionale sull’Atlantico, la dottrina discute le “condizioni esistenti in questa regione comprendendo la centralità della NATO e l’insufficiente quadro giuridico sulla protezione internazionale“. Rogozin osservava che le modifiche erano motivate dalla riunificazione di Crimea e Sebastopoli alla Russia e dalla necessità di integrarle nell’economia nazionale al più presto, e dal ristabilimento della presenza russa nel Mediterraneo. Le priorità del documento includono “perfezionare composizione e struttura della Flotta del Mar Nero, espansione delle infrastrutture navali in Crimea e sulle coste della Krasnodar Kraj, realizzazione dei collegamenti marittimi con la Crimea e sviluppo dei collegamenti marittimi tra la Krasnodar Kraj e Crimea“. L’Artico ha ricevuto particolare attenzione con la crescita dell’importanza delle rotte nel Mare settentrionale, richiedendo che la Russia ricostruisca la flotta di rompighiaccio nucleari. “Il presidente è stato informato sui progressi nella costruzione dei rompighiaccio nucleari Arktika, Sibir e Ural la cui entrata in servizio è prevista per il 2017, 2019 e 2020”. Secondo Vladimir Anokhin, Vicepresidente dell’Accademia dei Problemi Geopolitici, gli aspetti più importanti della nuova dottrina navale riguardano, “l’approccio sistemico per eliminare le minacce al nostro Paese da diverse direzioni. Questo è un aspetto. L’altro è l’elevata importanza dell’Artico. La situazione marittima della Russia non è cambiata da Pietro il Grande e non cambierà. Abbiamo sempre dovuto affrontare minacce e sempre le abbiamo respinte, non c’è niente di nuovo. Le nostre politiche attuali continuano una politica russa secolare. Questo è il primo fattore, il secondo è che non si tratta di una dottrina aggressiva, ma comunica l’intento di rafforzare le nostre posizioni. Inoltre, nessuno parlava dell’Artico durante l’era sovietica perché tutti presupponevano che fosse territorio sovietico. Eltsin aveva altre cose di cui preoccuparsi, doveva evitare che i pantaloni gli calassero. Ma ora la Russia ha superato le trasformazioni liberal-democratiche. Data la portata della guerra contemporanea, l’Atlantico è il potenziale campo di battaglia dove lo scontro può decidere l’esito della guerra navale. Né Mar Nero, né Mediterraneo sono oggi teatro di operazioni della nostra Marina. Con Bosforo e Dardanelli che bloccano la flotta, si può presupporre che l’Atlantico sia la zona neutra che separa i belligeranti. Quindi è fondamentalmente importante controllarlo, per far avanzare le nostre forze e stabilire le condizioni per il successo militare. Già controlliamo il Pacifico dove abbiamo alleati e basi. L’Atlantico, naturalmente, non ci è nuovo ma siamo meno presenti. Pertanto dobbiamo dare ai nostri marinai l’opportunità di sentirsi a casa nell’Atlantico come nel Mar Nero. … Il problema è che abbiamo perso basi e formazione tecnica. Il nostro tallone d’Achille. Non abbiamo personale tecnico sufficiente. Abbiamo buoni comandanti, ma non abbastanza equipaggi. Abbiamo solo iniziato e ci vorrà molto tempo. Ma oggi non abbiamo un sistema di formazione tecnica, né il livello d’istruzione che avevamo durante il periodo sovietico. Dovremo ripristinare gran parte di ciò che è stato distrutto, e ci vorrà tempo. … Le nuove dottrine sono una risposta alle nuove minacce di gravi cambiamenti globali. Il tempo dirà come si evolvono. È un processo assai dinamico e la cosa più importante oggi è che i nostri politici non dormano con l’emergere di nuove minacce”.2137ce31-23d9-4449-b7d6-3cbbf25c416e-2060x1236In effetti, la Russia amplia compiti e dimensioni della Flotta del Nord assegnandole nuove forze aeree, di difesa aerea e di sorveglianza. La decisione di assegnare queste forze alla Flotta del Nord fu annunciata dal Capo di Stato Maggiore russo Generale Valerij Gerasimov, a fine 2014. “Abbiamo iniziato lo sviluppo della forza aerea e delle forze di difesa aerea della Flotta del Nord“, dichiarava l’Ammiraglio Vladimir Koroljov, aggiungendo che una divisione della difesa aerea e un reggimento aereo composito avevano già aderito alla Flotta del Nord, e descriveva la costruzione di infrastrutture nella regione artica come prioritaria per la Russia. La flotta rafforza anche le truppe della difesa costiera e migliora il comando. Infine, Koroljov concludeva che la Flotta del Nord sviluppa “un sistema di tracciamento avanzato” aeronavale già parzialmente in funzione. Alla fine del 2014 la Russia riattivava 12 basi aeree artiche per ospitare intercettori e bombardieri strategici, ne costruiva una nuova sulle isole della Nuova Siberia e costituiva una rete di 10 stazioni radar per la difesa aerea strategica. Infine, organizzava il comando strategico congiunto della Flotta del Nord, con il compito di tutelare gli interessi nazionali della Russia nell’Artico, dove nel 2015 si terranno esercitazioni congiunte con forze d’assalto anfibio, la 200.ma Brigata di fanteria motorizzata, truppe aviotrasportate e forze speciali, mentre presso Norilsk e sulle Isole della Nuova Siberia si svolgeranno esercitazioni di sbarco anfibio con grandi navi d’assalto. Inoltre, per le operazioni nel Mar Bianco della Guardia di Frontiera, il cantiere Zelenodolsk varava, nel maggio 2014, il pattugliatore artico da 2700 tonnellate Proekt 22100 Poljarnaja Zvezda. Per le operazioni sotto la calotta polare, i sovietici completarono il 16 luglio 1990 il mini-sottomarino Proekt 10831 Kalitka, in grado di operare a 6000 metri di profondità. Il 26 agosto 1995 fu varato il nuovo mini-sottomarino nucleare in lega di titanio AS-12 Losharik che nel 1997 entrò a far parte della Flotta del Nord della Federazione Russa. Il Losharik ha una lunghezza di 50 metri, una larghezza di 3,8 metri, un’altezza di 4,2 metri e un dislocamento di 730 tonnellate. Propulso da un reattore nucleare da 15000 kW raggiunge la velocità di 45 nodi in immersione. Il suo equipaggio è composto da 14-16 marinai. È dotato di radar millimetrico, sonar, proiettori, bracci articolati, sistemi di sollevamento per lavorare sul fondo del mare, e droni. Può operare in immersione per 50 giorni. Nell’agosto 2003 il Losharik riprese le missioni di addestramento e successivamente fu utilizzato per l’installazione di oleodotti e piattaforme off-shore al largo della Siberia. Nell’ottobre 2012 partecipò alla più grande spedizione di ricerca scientifica sui fondali dell’Artico, sulla cresta Mendeleev, operando sul fondo dell’Oceano Artico per 20 giorni e raccogliendo 500 kg di rocce da analizzare. La Russia starebbe costruendo 3 nuovi mini-sottomarini classe Kalitka. Il 30 settembre 2008 l’SSBN Rjazan avrebbe trascorso 30 giorni immerso sotto la calotta artica, viaggiando dalla Penisola di Kola alla penisola della Kamchatka.Delta+Stretch+Orenburg_20120927_2_North+Pole La Russia reintroduce in servizio anche l’elicottero antisom Mil Mi-14 presso le Flotte del Mar Nero e del Mar Baltico dov’è possibile utilizzarlo da terra, senza la necessità di piattaforme navali. Il Mi-14 è un elicottero anfibio dotato di sonar, boe idroacustiche e radar, ed è armato con 1 siluro o 12 cariche di profondità da 64 kg o 8 da 120 kg. Inoltre, il Mi-14 può essere armato con una bomba atomica subacquea da 1 kT, capace di neutralizzare tutti i bersagli immersi fino a 800 metri di profondità. Il Mi-14 ha un’autonomia di 5 ore e un raggio di azione di 1135 km. I 150 Mi-14 furono ritirati dalla Marina russa nel 1996, su pressione di Washington. La reintroduzione dei primi 60 elicotteri Mi-14 richiederà un paio di anni. Nel 2015 la Marina russa riceverà 8 navi da guerra e 2 sottomarini, oltre a 45 impianti a terra e a 20 nuovi cacciabombardieri navalizzati MiG-29K, in conformità con il piano di approvvigionamento degli armamenti dello Stato, affermava il Ministro della Difesa Sergej Shojgu. I 2 sottomarini convenzionali Proekt 636 Novorossijsk e Rostov si uniranno alla Flotta del Mar Nero, che riceve anche 10 tra aviogetti da combattimento Sukhoj Su-34 e Sukhoj Su-30M2, ed elicotteri da guerra elettronica Mil Mi-8MTPR. Il Novorossijsk e il Rostov raggiungono i primi 2 nuovi sottomarini della Flotta del Mar Nero, lo Starij Oskol e il Krasnodar, divenuti operativi alla fine del 2014. Nel 2016 anche i sottomarini Kolpino e Velikij Novgorod entreranno in servizio nella Flotta del Mar Nero. Tra le 8 nuove navi vi sono la corvetta Sovershennij e la fregata Admiral Sergej Gorshkov. La Sovershennij, varata il 22 maggio 2015, è la prima nave ad entrare nella Flotta del Pacifico nel XXI secolo. Si tratta di una nave multiruolo per operazioni antinave ed antisom e di supporto alle operazioni della Fanteria di marina. La nave è armata con 1 complesso di missili antinave Uran, 1 sistema di difesa aerea Redoubt, 3 cannoni, 8 lanciasiluri e 1 elicottero Ka-27. La fregata Admiral Gorshkov è stata varata nel 2010 ed entrerà in servizio nella Flotta del Nord. La nave è armata con 1 cannone A-192 da 130mm, 16 missili antinave Oniks/Kalibr, 1 sistema di difesa aerea Redoubt, 2 sistemi di difesa aerea Palash e 1 elicottero Ka-27. Il 22 luglio, mentre il comandante della Marina russa, Ammiraglio Viktor Chirkov, annunciava che la Marina russa riceverà 18 nuove navi lanciamissili Proekt 22800, veniva impostata nel cantiere Amur di Komsomolsk-na-Amur la corvetta Geroj Russijskoj Federatsij Aldar Tsydenzhapov, della classe Proekt 20380 Steregushij. Di queste unità, delle classi Proekt 20380/20380M/20385, ne sono in servizio 4 e altre 7 sono in costruzione, proseguendo la ricostruzione della Marina militare russa (VMF).DSC_0826Secondo il direttore generale del cantiere navale Sevmash, Mikhail Budnichenko, l’aggiornamento dell’incrociatore da battaglia lanciamissili nucleare Proekt 1144 Admiral Nakhimov si concluderà nel 2018, un anno prima del previsto, “Stiamo testando e rimuovendo parti dello scafo, abbiamo completato le riparazioni nel primo e nel secondo compartimento. Stiamo anche lavorando per ottimizzare il tempo assegnato ai lavori elettrici. Il nostro compito nel prossimo anno è costruire le principali strutture dello scafo, chiglia, paratie, installare apparecchiature di grandi dimensioni e il sistema elettrico”. Una volta ultimati i lavori, l’incrociatore Admiral Nakhimov sarà dotato dei più recenti sistemi d’arma navali come 80 missili superficie-superficie Klub/Kalibr e antinave Oniks/Jakhont, missili antiaerei della versione navale dell’S-500, oltre ai sistemi di difesa aerea a corto raggio e antisom. L’Admiral Nakhimov, ex-Kalinin, è il terzo incrociatore della classe Kirov, entrata in servizio dal 1980. Solo uno dei 4 incrociatori della classe, il Pjotr Velikij, è operativo, ma la Russia prevede di riattivarli tutti: Admiral Nakhimov, Admiral Lazarev e Admiral Ushakov. Sevmash si prepara anche a costruire la futura portaerei russa, dopo la modernizzazione del cantiere. Si tratta della superportaerei Proekt 23000E Shtorm, proposta dal Nevskoe Design Bureau per “condurre operazioni in aree remote e oceaniche, ingaggiare bersagli terrestri e marittimi, garantire la stabilità operativa delle forze navali, proteggere le truppe d’assalto anfibio e provvedere alla difesa aerea“. La portaerei a propulsione convenzionale avrà un dislocamento di 100000 tonnellate, sarà lunga 330 metri, larga 40 metri (80 metri al ponte di volo), avrà un pescaggio di 11 metri e imbarcherà 80-90 velivoli, tra cui il PAKFA T-50 e velivoli di allarme immediato. Il progetto si basa sull’esperienza della portaerei Admiral Kuznestov e sul concetto inglese del double deck. Il design dello scafo è progettato in modo tale da ridurre la resistenza del 20 per cento, permettendo di navigare a 32 nodi riducendo i consumi e aumentando l’autonomia a 120 giorni. Il ponte di volo della portaerei avrà un ponte angolato e quattro postazioni di decollo: due rampe di lancio (Sky jump) e due catapulte elettromagnetiche. La difesa sarà fornita da quattro sistemi missilistici antiaerei e da una suite anti-siluri. Il complesso elettronico di bordo comprenderà sensori integrati, un radar multifunzione a scansione digitale, sistemi di guerra elettronica e di telecomunicazioni. La portaerei verrebbe costruita dal 2025 e completata non prima del 2030. Il programma rientra nella previsione per l’ammodernamento della VMF per il 2050. La superportaerei sarà scortata da unità della nuova classe Proekt 23560E Shkval, cacciatorpediniere da 18000 tonnellate di dislocamento, lunghi 200 metri, larghi 23 metri, con un pescaggio di 6,6 metri, una velocità di 32 nodi e autonomia di 90 giorni. Saranno armati con 64 missili da crociera, 16 missili ABM, 224 missili antiaerei, 24 missili antisom, 3 CIWS Palma, 1 cannone da 130 mm e 2 elicotteri. Il cacciatorpediniere sarà propulso da turbine a gas e avrà un sistema di combattimento integrato tattico e operativo-tattico ACSS, radar multifunzione phased array, sistemi da guerra elettronica, di comunicazione e ricognizione subacquea. Secondo il vicedirettore del Centro di Ricerca di Stato Krylov (KSRC) Valerij Poljakov, “Il cacciatorpediniere Proekt 23560E condurrà operazioni off-shore e oceaniche per distruggere obiettivi terrestri e navali, dare supporto in combattimento alle forze navali, difesa areale antiaerea e antimissile, e adempiere in tempo di pace ad attività in tutti gli oceani del mondo“.
admiral_makhimov_cruiser_sevmashLa Marina russa attualmente dispone di 60 sottomarini, di cui 12 SSBN e 30 multiruolo nucleari, ma prevede di espandere la flotta sottomarina con 2 nuovi tipi di sottomarini di quinta generazione, noti come “distruttore di portaerei” e “intercettatore subacqueo”. Il “killer delle portaerei” sarà equipaggiato con missili da crociera da utilizzare contro obiettivi costieri o di superficie, come le portaerei, mentre l’“intercettatore subacqueo” dovrà proteggere i sottomarini dotati di missili balistici (SSBN) e cacciare i sottomarini nemici. Il programma è gestito dal Malakhit Marine Engineering Design Bureau, nell’ambito dell’ammodernamento militare della Russia da completarsi entro il 2020. La loro costruzione dovrebbe iniziare presso il cantiere Sevmash una volta che l’ammodernamento del cantiere sarà completato. “Questo processo fornirà una piattaforma per la futura costruzione di navi di nuova generazione“, dichiarava Budnichenko, in “linea con il programma federale per la modernizzazione” che, secondo il comandante della Marina russa Ammiraglio Chirkov, prevede piattaforme con moduli unificati ed armi robotizzate integrate. Il Cantiere navale Sevmash, il più grande complesso per le costruzioni navali della Russia, si trova nella città di Severodvinsk, sul Mar Bianco. Sevmash provvede alla sostituzione di attrezzature e materiali importati da “potenziali aggressori” con prodotti nazionali russi. La “sostituzione delle importazioni non è un problema per Sevmash. Penso sia inutile dire quanto sia rischioso nell’epoca delle capacità quasi illimitate delle tecnologie IT equipaggiare i sottomarini con materiali e sistemi prodotti da ‘potenziali aggressori‘”. A seguito delle sanzioni occidentali, nel dicembre 2014 la Russia ha iniziato un programma di sostituzione delle importazioni di attrezzature e armi, volto ad eliminare la dipendenza della Russia da prodotti della difesa esteri. Infine, la Flotta del Nord della Marina russa testava un nuovo sonar capace di rilevare i sottomarini nucleari di 4.ta generazione in agguato negli abissi. L’unità trasmittente/ricevente del sonar Batareja può immergersi fino a 300 metri e a 30 chilometri dalle coste per rilevare i sottomarini e trasmetterne i dati tramite un cavo in fibra ottica. Sergej Tsygankov, progettista del nuovo sonar, afferma “Abbiamo adottato questo metodo di trasmissione dei dati perché non c’è un solo Paese occidentale che oggi saprebbe rilevare le informazioni che viaggiano attraverso fibre ottiche subacquee“. A sua volta, Shamil Alev, capoprogettista della Dagdiesel nel Daghestan, annunciava che l’azienda lavora su “armi subacquee ad alta precisione“; un nuovo siluro assai silenzioso, dotato d’intelligenza artificiale e sistema di controllo digitale. L’arma, svolgerà compiti di ricognizione, osservazione e inganno, oltre che distruggere i bersagli. Inoltre l’azienda lavora alla modernizzazione del siluro VA-111 Shkval e su un nuovo siluro furtivo da 305mm. Lo Shkval è un siluro in grado di raggiungere la velocità di circa 300km/h per ‘cavitazione’.
1634522_-_mainNel 2011, Francia e Russia firmarono un accordo da 1,5 miliardi di dollari per la costruzione di 2 navi da assalto anfibio classe Mistral per la Russia. Ma quando le navi già pronte dovevano essere consegnate nel novembre 2014, la Francia s’è rifiutata a causa della crisi ucraina. Da allora la Russia segue una propria via per sostituire le Mistral. Nel novembre 2014, il Contrammiraglio Victor Bursuk, Vicecomandante della Marina russa, aveva dichiarato: “Non dipendiamo dalla Francia per nulla, era solo uno contratto di cooperazione tecnico-militare e nulla più. Il programma prevede la costruzione di navi da guerra di questo tipo, e sarà certamente implementato“, poi a luglio, a San Pietroburgo, Vladimir Pepeljaev, a capo della divisione cantieristica navale del Centro di Ricerca di Stato Krylov, dichiarava che un progetto russo “si adatta alla tattica delle nostre forze, alla nostra mentalità e al nostro approccio alle operazioni anfibie. Le Mistral e altre navi straniere simili… seguono una ‘mentalità atlantica’. Il compito delle nostre navi è appoggiare le truppe in prima linea nella difesa dei confini, in altre parole, sbarcando gruppi d’assalto nelle retrovie delle forze nemiche. Naturalmente, sono progettate in modo diverso“. Pepeljaev affermava quindi che la sua azienda aveva presentato dei progetti alla Marina russa, “Il concetto proposto alla Marina Militare è all’esame. Attendiamo che la Marina si esprima“. La dottrina militare del 2014 mette l’accento sulle operazioni fuori dai confini dello Stato. L’articolo 32 parla di “dispiegamento avanzato di truppe nei settori strategici potenzialmente pericolosi” e, come già visto, di “tutelare gli interessi nazionali della Russia nella regione artica“. Quindi la VMF prevede una forza anfibia da inviare rapidamente nelle aree di conflitto. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la VMF fino al 2008 aveva solo le navi d’assalto anfibio Proekt 1171 Tapir, Proekt 1174 Nosorog wwnd6t13e Proekt 775 di epoca sovietica. Per migliorare la flotta d’assalto anfibio, fu ordinata la nave da appoggio assalto anfibio Proekt 11711BDK Ivan Gren, varata il 18 maggio 2012, mentre l’11 giugno 2015 veniva impostata la gemella Pjotr Morgunov presso i cantieri Jantar di Kaliningrad, dove sarà completata nel 2017. In totale verranno costruite 6 navi Proekt 11711BDK. Le navi classe Ivan Gren possono trasportare 13 carri armati o 36 BTR o 300 truppe da sbarco a 3500 miglia nautiche di distanza, e possono svolgere funzioni di centro comando nei teatri operativi assegnati. Sempre l’11 giugno 2015, V. Trjapinchikov, a capo del Direttorato delle costruzioni navali della VMF, dichiarava che navi di gran lunga superiori alle Ivan Gren saranno costruite nei prossimi 5 anni. Si tratta della nave d’assalto anfibio Priboj, che secondo Trjapinchikov, “E’ la nostra risposta alle Mistral. Questa nave è ancora un modellino, ma le sue specifiche ci permettono di calcolare che le navi UDK Priboj riusciranno a rispondere con successo alle sfide su carico, trasporto e sbarco delle truppe anfibie“. Le UDK Priboj dislocheranno 14000 tonnellate, avranno una velocità di 20 nodi e trasporteranno 60 mezzi a 6000 miglia. Avranno un’autonomia di 60 giorni. L’UDK Priboj trasporterà 8 elicotteri antisom Ka-27 e d’attacco Ka-52K, 4 mezzi da sbarco Proekt 11770M o 2 Proekt 12061M. La Marina russa dovrebbe acquisire 4 unità UDK Priboj, che saranno costruite da imprese nazionali per evitare il ripetersi della farsa delle Mistral. In tale ambito, quindi, la Marina russa ha intenzione di riprendere la produzione di due tipi di hovecraft d’assalto anfibio (LCAC), dotati di nuovi motori e sistemi d’arma. “Siamo pronti a presentare il progetto dei nuovi LCAC: ne abbiamo già progettato i sistemi d’arma e i propulsori“, dichiarava il capo dell’Almaz Central Marine Design Bureau. Si tratta dei Proekt 12322 Zubr e Proekt 12061 Murena. Il Zubr può trasportare 3 carri armati o 10 BTR o 500 soldati. Il Murena può trasportare 2 BTR o 1 carro armato o 130 soldati. Inoltre, sempre in ambito di operazioni anfibie, il Centro di Ricerca di Stato Krylov (KSRC) presentava il progetto del sostituto delle Mistral, la nave d’assalto anfibio Lavina da 24000 tonnellate, lunga 200 metri, larga 34 metri e un pescaggio di 7,5 metri. La nave trasporterà 50 carri armati e BTR, 500 soldati, 6 mezzi da sbarco e 16 elicotteri antinave e d’assalto. La Lavina sarà anche più veloce delle Mistral, con una velocità di 22 nodi, rispetto ai 19 nodi delle Mistral. La nave del tipo semi-trimarano avrà un’autonomia di 5000 miglia a 18 nodi. In sostituzione temporanea delle Mistral, sarebbe allo studio l’aggiornamento e la riattivazione delle 2 grandi navi d’assalto anfibio Proekt 1174 Ivan Rogov e Mitrofan Moskalenko, capaci di trasportare 4/5 elicotteri Kamov Ka-52K sviluppati per le Mistral russe. Infine, la nuovissima corvetta stealth trimarano Rusich-1 è in fase di sviluppo in Russia, capace di combattere anche in condizioni meteo Forza 6, “Una cosa che alcuna altra nave può fare”. Intanto, nel Cantiere Severnij di San Pietroburgo veniva impostata la prima corvetta di nuova generazione Proekt 20386, destinata alla Marina Russa.
wwnd6t12Infine, il 22 luglio Russia e Guinea Equatoriale firmavano un accordo per facilitare l’ingresso di navi da guerra russe nel porto di Malabo della Guinea Equatoriale. La Guinea equatoriale è il terzo Paese con cui la Russia raggiunge un accordo per l’ingresso delle sue navi da guerra, dopo Vietnam e Nicaragua. Nel marzo 2015 dalla base vietnamita di Cam Rahn i bombardieri a lungo raggio russi Tupolev Tu-95MS e Tu-160 svolgevano i primi voli presso la base militare statunitense di Guam, assistiti dalle aerocisterne Iljushin Il-78. Il ministro della Difesa russo Shojgu aveva detto nel febbraio 2014 che la Russia pianifica l’espansione della propria presenza aerea e navale all’estero.d0b0d180d0bcd0b8d18f-118Fonti:
Anàlisis Militares
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Defense News
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F-35: spazzatura che non preoccupa Russia e Cina

Malcolm Davis Australian Strategic Policy Institute – Russia Insider

Non potendo più nascondere che l’F-35 non può manovrare, il Pentagono ha iniziato a dire che ciò non importa perché potrà abbattere i caccia nemici prima che possano avvicinarglisi, tuttavia anche questo appare sempre più improbabile.combat-systems-fusion-engine-for-the-f35-1-728Dopo la diffusione di un rapporto sul recente fallimento di un F-35 nel battere in combattimento un F-16D, il dibattito si è intensificato sulla natura del futuro combattimento aereo. In un recente articolo sul Strategist Post, Andrew Davies identifica l’importanza di combinare l’ingaggio aria-aria a lungo raggio tramite i ‘Beyond-Visual Range Air to Air Missiles‘ (BVRAAM) con il vantaggio della tecnologia stealth per ridurre la tracciabilità del velivolo e sfruttando sensori, elaborazione informazioni e capacità di guerra elettronica superiori. Davies rileva inoltre che va ancora dimostrato quanto siano efficaci tali capacità nel futuro contesto operativo, dichiarando ‘…ci sono motivi per chiedersi quanto sarà efficace la borsa dei trucchi dell’F-35 in futuro, tanto più che i sistemi contro-furtivi si evolvono, e mi piacerebbe vederlo trasportare più armi a lunga gittata...’ Chiaramente l’F-35 è stato progettato per intraprendere un particolare approccio al combattimento aria-aria (attacchi a lungo raggio), piuttosto che al dogfighting ravvicinato. Ciò evidenza una domanda chiave che apre un dibattito significativo: “La nostra ipotesi sul futuro aereo da combattimento, secondo cui il BVR dominerà e i ‘duelli’ hanno i giorni contati, è corretta?” La base di fondo delle ipotesi attuali sull’ascesa del combattimento aria-aria a lungo raggio e la fine del dogfight è che Stati Uniti e forze alleate avranno sempre un chiaro e durevole ‘margine di conoscenza’ su qualsiasi avversario, acquisendo una cognizione della situazione superiore per consentire l’uso illimitato dei BVRAAM. A tal proposito, il vero successo dell’F-35 nella tattica della guerra aerea-aria può infatti dipendere dalla capacità di conservare un vantaggio cognitivo a livello strategico a fronte degli sforzi risoluti dei futuri avversari di vincere in modo netto la guerra delle informazioni all’avvio di ogni conflitto futuro. Considerando gli avversari futuri, la dottrina della guerra delle informazioni cinese evidenzia la necessità di attaccare i sistemi C4ISR, tra cui i satelliti, fin dall’inizio o anche prima in qualsiasi conflitto militare. Tale guerra delle informazioni sarà combattuta nello spazio, cyberspazio e spettro elettromagnetico. L’EPL vede le informazioni sul campo di battaglia come ambiente integrato che comprende cyberspazio e guerra elettronica, e basa l’approccio a questi ambiti con il concetto di Integrated Electronic Network Warfare (INEW). Il Generale dell’EPL Dai Qingmin afferma che obiettivo chiave dell’approccio dell’EPL al INEW è interrompere il normale funzionamento dei sistemi informativi sul campo di battaglia del nemico, proteggendo i propri, con l’obiettivo di avere superiorità informativa. Pertanto, conquistare l’aria contro la PLAAF può essere determinato tanto dal vincere la guerra delle informazioni quanto dal successo nella tattica degli ingaggi aria-aria oltre l’orizzonte. S’immagini l’assenza di collegamenti dati tra F-35 e AWACS; i radar AESA di un E-7A Wedgetail distrubarti; attacchi ASAT che abbattono le comunicazioni strategiche, attacchi informatici che colpiscono la logistica o i segnali GPS disturbati, i primi colpi sparati non saranno missili ma satelliti sabotati via computer dagli hacker o disturbati da terra. Inoltre ci sarà motivo di colpire con rapidità e decisione, avviando la ‘prima salva della guerra’ delle informazioni. Senza la flessibilità concessa da questi sistemi, il pilota dell’F-35 deve affidarsi a sensori di bordo come il radar AESA e l’Electro-Optical Targeting System (EOTS) per rilevare, tracciare e ingaggiare bersagli, aumentando la tracciabilità del velivolo e possibilmente farlo entrare nel campo visivo dei sistemi avversari.
La dipendenza dell’F-35 dalla superiorità delle informazioni lo rende inefficace? Se l’F-35 è relegato al ruolo BVRAAM a lungo raggio, e se la futura dottrina del potere aereo viene formulata con tale approccio, allora l’efficacia della piattaforma, e del potere aereo occidentale, è a rischio se i sistemi C4ISR saranno attaccati. A tal proposito, qualsiasi ipotesi secondo cui le moderne forze aeree non abbiano la capacità di dogfight è pericolosa e non è credibile, dato che alcuna forza aerea cederebbe il controllo dell’aria semplicemente perché non può sfruttare tutti i vantaggi desiderati. Le aeronautiche devono prepararsi al dogfight, anche se dotate dell’F-35. Infine, i futuri avversari non saranno così cortesi da combattere Stati Uniti ed alleati nei loro termini e in modo da rafforzarne il vantaggio. Il nemico conta sempre. In futuro, per conquistare l’aria prima si deve vince la guerra delle informazioni nello spazio, cyberspazio e spettro elettromagnetico, acquisendo una cognizione della situazione superiore, negandola all’avversario a livello strategico, operativo e tattico. L’incapacità di contrastare i sistemi di guerra dell’informazione dell’avversario ridurrà significativamente la capacità degli aerei da combattimento tattici come l’F-35 di avere sufficiente cognizione della situazione per impiegare efficacemente i BVRAAM, e quindi combattere secondo l’approccio preferito nelle operazioni aeree. Sembra improbabile che i nostri avversari futuri combattano nel modo più idoneo alla propria sconfitta, ed è una scommessa sicura che gli analisti cinesi e russi conoscano tutte le debolezze dell’F-35 e come condurre la guerra aerea sfruttando al meglio queste debolezze. L’F-35 sarà costretto al dogfight quando sarà impiegato in una guerra vera contro un nemico intelligente, ben attrezzato e determinato.660x371xchinese_military_hacking.jpg.pagespeed.ic.LLQLXze4DXTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Algeria disporrebbe dei sistemi SAM S-400

Akram Secretdifa3 14/07/2015

docS400Annunciammo più di due anni fa il desiderio dell’Algeria di acquisire dalla Russia il sistema di difesa aerea a lungo raggio S-400. Un contratto per tale sistema fu firmato un anno fa. Oggi possiamo fornire le prime foto scattate in Algeria di un reggimento di S-400 operativo, riprese durante i primi test del sistema ricevuto in primavera. Se non sono mai stati rivelati i dettagli del contratto, si crede che riguardi 3-4 reggimenti. Uno sguardo ad immagini satellitari sul numero di S-300 e S-400 operativi da una buona stima del numero di sistemi S-400 acquisiti.
Il Comando delle forze di difesa aerea e di terra controlla tre reggimenti di S-300PMU2 dal 2003, schierati nel centro, ovest e sud-ovest dell’Algeria coprendo la quasi totalità del nord, del confine algerino-marocchino e della fascia costiera.5P85TE2-BAZ-6402-TEL-2SL’arrivo degli S-400 non solo colma le lacune nella difesa aerea, ma completerà la sorveglianza aerea a lungo raggio. Le foto mostrano inconfutabilmente dei sistemi di lancio degli S-400, che differiscono da quelli degli S300PMU2, il veicolo BAZ-64022 non è il KRAZ-260 dei 2-8 sistemi di lancio del PMU2 allineati su una foto, o i 3 durante il test sulla seconda foto. In realtà, l’esercito algerino ha intrapreso la revisione della sua difesa aerea e la comparsa degli S-400 nel suo arsenale fa parte della modernizzazione.s4003La settimana precedente i media russi confermavano l’acquisto di batterie di missili a medio raggio Buk-M2, specificatamente richiesti per la rete di rilevamento costituita dai radar russi Kasta 2E2 accoppiati ai sistemi di protezione ravvicinata dei Pantsyr-S1 e Buk-M2. Questa configurazione a strati unifica le capacità dei vari sistemi radar. Il Kasta 2E2 è già integrato a S-300 e S-400 permettendo a diverse unità di operare senza rilevamento e collegate a unità indipendenti. Il sistema ha un raggio di rilevamento efficace di 400 km e può distruggere un bersaglio a 240 km di distanza con i missili 40N6 o 48N6. Il radar tridimensionale 92N6E può identificare 100 bersagli simultaneamente a una distanza di 400 km. Oltre al raggio d’ingaggio e all’incremento delle prestazioni, la differenza principale con l’S-300PMU2 è la capacità ABM, rendendola un’arma formidabile. Se l’acquisizione è confermata, l’Algeria è ufficialmente il primo cliente estero del Trjumf.argelia S-400Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia riprende la produzione dei bombardieri strategici Tu-160

Valentin Vasilescu Reseau International 26 giugno 2015216028Abbiamo visto che il dispiegamento di armamenti pesanti e missili balistici statunitensi ai suoi confini costringono la Russia, mentre congela il programma sul velivolo di quinta generazione T-50 per gli effetti delle sanzioni economiche di Stati Uniti e Unione europea, a trovare nuove soluzioni per difendersi. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per riprendere la produzione dei bombardieri Tu-160 Tupolev nell’impianto aeronautico di Kazan. La decisione ha lo scopo di ridurre il divario tra Stati Uniti e Russia sul numero di bombardieri strategici. Gli Stati Uniti hanno 159 bombardieri strategici (62 B-1B, 78 B-52H e 19 B-2), mentre la Russia solo 70 (55 Tu-95 e 15 Tu-160). Inoltre vi sono proposte di riassegnazione dal Pentagono di bombardieri nucleari strategici e missili balistici a medio raggio degli Stati Uniti in Europa e Asia.
Il Tupolev Tu-160 è stato costruito in 35 esemplari ed entrò in servizio nel 1987. Il bombardiere ha un peso massimo al decollo di 275 tonnellate e può trasportare un carico di 40 tonnellate di bombe guidate di diverse dimensioni o 24 missili da crociera. Il Tu-160 ha un’ala geometria variabile, una velocità massima di 2230 chilometri all’ora (Mach 2) e un’autonomia di 13900 km (15 ore di volo continuo). La Russia prevede di produrre oltre 50 nuovi Tu-160 modernizzati. Questi nuovi velivoli raggiungeranno la flotta di bombardieri Tu-160 ereditata dall’Unione Sovietica al suo crollo ed in fase di aggiornamento. Per aggiornare gli attuali 15 bombardieri Tu-160, la Russia ha deciso di sostituire le apparecchiature di epoca sovietica con sistemi moderni. La modernizzazione viene effettuata in due fasi. La prima, completata nel 2008, ha sostituito i sistemi di navigazione (installazione del dispositivo di localizzazione satellitare basato sulla rete russa GLONASS) e installato nuovi sistemi d’arma multiruolo per l’impiego di armi nucleari e convenzionali (missili da crociera NPO Raduga Kh-555 e Kh-101, bombe laserguidate). La seconda fase prevede sostituzione e riparazione dei motori, sostituzione di unità radar, sistemi di comunicazione e rivestimento con pannelli compositi con maggiore grado d’invisibilità ai radar. Il primo volo del Tu-160M completato con i nuovi sistemi si ebbe nel novembre 2014. Il completamento dell’aggiornamento è previsto per il 2019. In base alle nuove condizioni, la modernizzazione degli equipaggiamenti esistenti sarà parallela alla costruzione dei nuovi velivoli. La ripresa della produzione dei bombardieri Tu-160 è un processo difficile perché strettamente legato alla redditività della linea di produzione della Kuznetsov di Samara, che produce i quattro motori NK-32 che spingono il velivolo. Una nuova variante del motore NK-32 da 24900 kg/s, con minor consumo specifico, estende il volo senza rifornimento a 16000 km. A differenza del NK-32, i motori General Electric F101-GE-102 che spingono il bombardiere strategico supersonico statunitense B-1B sviluppano solo 13800 kg/s per una velocità massima di 1335 km/h. La Kuznetsov ritiene una redditività minima con un ordine annuale di 30/40 motori, perciò il Ministero della Difesa russo ha deciso di finanziare la produzione di 50 velivoli Tu-160M in 5-6 anni. Secondo il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, la ripresa della produzione del Tu-160 non pregiudica la progettazione del bombardiere di quinta generazione PAK-DA, che sarà condotta dalla compagnia Tupolev, e il cui primo volo è previsto per il 2019. Il PAK-DA sostituirà la flotta di 55 bombardieri strategici turboelica Tu-95.
I voli di pattugliamento nello spazio aereo internazionale dei Tu-160 furono rilevati nel 2007, dopo 15 anni di sospensione su richiesta di Washington. Il 10 giugno 2010, 2 bombardieri Tu-160 decollati dalla base aerea di Engels, stabilirono il record mondiale di volo continuo di 23 ore. All’inizio del 2009, un Tu-160 volò per 21 ore senza interruzione. I bombardieri completarono un volo di 18000 chilometri, con soste, volando intorno ai confini russi e su Oceano Artico e Pacifico.

112013Gli Stati Uniti suggeriscono di schierare in Europa e Asia missili nucleari
Valentin Vasilescu – Reseau International 25 giugno 2015

988748Nella riunione del G7 in Baviera, oltre a mantenere le sanzioni economiche alla Russia e al dispiegamento di armi pesanti ai suoi confini, gli Stati Uniti avrebbero proposto il ritorno alla situazione prevalente durante la Guerra Fredda. In altre parole, spostare vettori nucleari degli Stati Uniti in Europa. L’Associated Press ha poi pubblicato parte di un rapporto segreto preparato dal capo di Stato Maggiore degli eserciti degli Stati Uniti che considera la possibilità di schierare armi nucleari in Europa, in risposta a una presunta violazione di Mosca del Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF). Secondo il rapporto, il Pentagono proporrebbe le seguenti misure:
1. Installazione un Europa di sistemi antimissile per abbattere i missili balistici intercontinentali russi subito dopo il lancio.
2. Contrastare la possibilità di un attacco nucleare da parte della Russia con attacchi preventivi a silos e rampe mobili dei missili nucleari russi. Ciò significa il dispiegamento di missili a raggio breve, medio e intermedio, bombardieri strategici e missili da crociera statunitensi in Asia e in Europa. Sul primo punto i sistemi antimissile che saranno installati in Romania e Polonia non possono intercettare i missili balistici intercontinentali russi. Per la semplice ragione che i silos dei missili nella parte europea della Russia sono fuori dalla loro portata (500 km) e la loro rotta sugli obiettivi negli USA, ad est degli Urali, passa sul Polo Nord. Al contrario, lo scudo degli Stati Uniti in Romania e Polonia è del tipo AEGIS terrestre che, dal punto di vista della Russia, è una flagrante violazione del trattato Intermediate Nuclear Forces (INF) firmato da Stati Uniti e URSS nel 1987, in quanto i lanciatori VLS Mk-41 in Romania e Polonia contengono missili da crociera con testate nucleari BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca. In precedenza, 846 missili BGM-109G Tomahawk e Pershing-2 furono ritirati da Regno Unito, Belgio, Olanda, Italia, Germania, Stati Uniti secondo il trattato INF. Questo è ciò che fa ritenere ai russi che il primo punto sia una cortina di fumo per nascondere il secondo punto. C’è un terzo punto concernente un piano d’azione per migliorare la capacità nucleare degli Stati Uniti nel distruggere la capacità di rappresaglia nucleare russa. Ma ancora una volta la Russia non è stata presa alla sprovvista. Distribuirà MiG-31 capaci d’intercettare missili balistici e da crociera.
Possiamo quindi supporre che gli Stati Uniti intendono schierare sistemi di lancio nucleari con l’obiettivo di sorprendere la Russia, colpendo da direzioni in cui non ha mezzi contro i missili balistici o da crociera. Una possibile nuova sede sarebbero i sultanati salafiti del Golfo. Il Pentagono potrebbe schierare missili tattici a testata nucleare ATACMS MGM-168 (da 500 km) nei Paesi baltici, Polonia e Romania. La Polonia ha acquistato 40 missili da crociera AMG-158 JASSM che possono essere dotati di testate nucleari per i suoi F-16 block 52 ed è in trattative per comprare missili da crociera Tomahawk. In Corea del Sud gli Stati Uniti hanno un deposito sotterraneo a Kunsan, contenente testate nucleari. Da lì potrebbero schierare 24 bombardieri nucleari strategici B-52 e B-1, insieme a 2 B-2 stealth. La Gran Bretagna ha approvato la presenza sul suo territorio di altri 3 bombardieri strategici nucleari statunitensi B-52 e 2 B-2 nella base aerea di Fairford. Gli inglesi studiano la possibilità di schierare missili nucleari a raggio intermedio statunitensi sul proprio territorio.

v_dmitrenko_savasleyka_06Qual è il concetto d’impiego in Europa dei nuovi corazzati russi?
Valentin Vasilescu, Reseau International 23 giugno 2015

1092792Lo schieramento di equipaggiamento militare pesante dagli Stati Uniti ai confini della Russia contraddice gli accordi Russia-NATO del 1997. Perciò la Russia ha dovuto rivedere le proprie strategie di difesa e schierare truppe in questa regione europea, con particolare attenzione all’impiego dei nuovi blindati presentato alla parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa.
L’Operazione Tempesta nel Deserto del febbraio 1991 ha dimostrato che una difesa preparata in anticipo, come fecero gli iracheni che avevano molti blindati può essere perforata o bypassata da truppe con maggiore mobilità e protette dalle armi anticarro dai blindati di ultima generazione. Le unità statunitensi con carri armati M1A1 Abrams coordinati dai veicoli della fanteria M2 Bradley riuscirono ad avanzare per 150-250 km al giorno nel deserto. Così, nelle brecce prodotte, poterono  infiltrare massicciamente blindati da trasporto truppa LAV-50 dei marines degli Stati Uniti. Dalle lezioni del conflitto, la missione delle nuove unità di carri russi T-14 è creare un ampio e profondo corridoio nelle difese nemiche, che verrebbe attraversato dalla fanteria motorizzata a bordo dei nuovi veicoli Bumerang e dai nuovi blindati da combattimento di fanteria Kurganets-25. La riserva di carburante del T-14 Armata gli permette di avanzare per 500 km a una velocità massima di 90 km/h. Il carro armato T-14 è dotata di una torretta telecomandata sul cui è montato un cannone da 125mm 2A82-1M, che può sparare proiettili e lanciare missili anticarro a guida laser. Ma dato che un proiettile da 125mm pesa 5,6 kg, il T-14 ne ha solo 42. Pertanto, il T-14 sceglierà gli obiettivi prioritari come carri armati da neutralizzare e artiglieria del nemico da distruggere sul campo di battaglia. Per la distruzione del restante 70% degli obiettivi nemici, cioè supporto della fanteria, gruppi di artiglieria, linee anticarro, blindati leggeri tipo Humvee o Stryker, i carri armati T-14 opereranno congiuntamente con i veicoli pesanti della fanteria T-15 Armata. Ruolo chiave dei due tipi di carri armati russi è colpire i convogli in profondità dello schieramento nemici. Il T-15 ha lo stesso scafo del T-14 ma è dotato di una torretta universale telecomandata Epoch della Almaty, la stessa del nuovo cingolato corazzato da 25 t, Kurganets-25 e del blindato 8×8 Bumerang. La torretta Epoch dell’Almaty è armata con un cannone da 30mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62mm e un lanciamissili con con 2 missili a guida laser Kornet/Kornet-EM (gittata da 8-10 km). Il cannone  automatico 2A42 da 30mm spara 550-800 colpi al minuto. Il peso di un proiettile è di 300-400 g. T-15 Armata, Kurganets-25 e Boomerang trasportano ciascuno 500 proiettili da 30 mm. Come nel caso di T-14 Armata, la blindatura del T-15 è composta da materiale ceramico, acciaio e lega di titanio. Il carro armato T-14 e il blindato T-15 Armata hanno anche pannelli RHA (blindatura laminata omogenea). Il terzo tipo di protezione è la corazza reattiva Afganit progettata per contrastare i puntatori dei proiettili e dei missili anticarro. Il sistema di contromisure elettroni dei T-14 e T-15 Armata è composto da laser d’interferenza. Dopo aver individuato il puntatore dei missili anticarro nemici, emette un raggio laser che acceca il sistema di guida ottica (telemetro laser, visori notturni, telecamere diurne e infrarossi).
Confrontandolo al carro armato tedesco Leopard 2, a quello statunitense M1A2 Abrams, al francese AMX-56 Leclerc e all’inglese Challenger 2, il russo T-14 Armata ha un rapporto di 4/1 a favore. Sugli carri armati nei Paesi ex-comunisti diventati membri della NATO, come la Romania, il rapporto è di 10/1. Ecco perché la Russia non ha bisogno di acquisire più di 2300 T-14 carri armati Armata. Alcun esercito europeo e neanche degli Stati Uniti ha qualcosa di equivalente. L’esercito russo sarà quindi dotato di 3/4000 blindati T-15 che saranno le piattaforme per armi come mortai o sistemi missilistici antiaerei, oppure essere utilizzati per recuperare carri armati danneggiati, ecc. Con questi veicoli, l’esercito russo avrà anche 4000 Kurganets-25.
TEHNIKA_PARAD_150504_02Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo programma navale russo

Alessandro Lattanzio, 22/6/2015

Proekt Lider

Proekt 23560 Lider

Sergej Vlasov dell’ufficio progettazione Nevskij, ha dichiarato che la prima unità di nuova classe di navi d’assalto anfibio per la Marina russa potrà essere costruito nel 2020, e dislocherà 16000 tonnellate e potrà sbarcare un battaglione di fanteria della Marina e trasportare una squadriglia di elicotteri. Queste navi saranno costruite con il denaro restituito dalla Francia per la mancata consegna delle Mistral. Si tratta delle unità Classe Lavina e Classe Priboj, che saranno armate con due tipi di CIWS (cannoni antimissile): 3 Palma e sulla sovrastruttura 2 Pantsir-M, che costituiranno la difesa di punto di forza nell’ambito della difesa a strati fornita da unità più potenti come i cacciatorpediniere Proekt 23560.
Le navi d’assalto anfibio Priboj avranno una lunghezza di 165 m e una larghezza di 25 m, un dislocamento di 14000 t, una velocità di 20 nodi, un’autonomia di 60 giorni; trasporteranno 500 fanti di Marina, 8 elicotteri Kamov Ka-27 o Ka-52K, 60 automezzi, 4 mezzi da sbarco Proekt 11770M e 2 hovercraft Proekt 12061M. Le navi d’assalto anfibio Priboj, che saranno l’alternativa alle portaelicotteri francesi Mistral, sono state presentate al forum Army-2015 di Mosca Kubinka. “Questa è la nostra risposta alle Mistral. I disegni della nave indicano le caratteristiche del progetto, permettendoci di ritenere che le Priboj potranno affrontare con successo i compiti inerenti alle operazioni di trasporto e anfibie“, dichiarava ad Interfax-AVN il portavoce della Marina russa.buque lavina perfil
Le navi Classe Lavina, progettate dall’Istituto Centrale di Ricerca Scientifica Krylov, invece avranno una lunghezza di 218 m, un dislocamento di 24000 t, una velocità di 22 nodi, un’autonomia di 5000 miglia, un equipaggio di 320 effettivi; trasporteranno 500 fanti di Marina, 16 elicotteri Kamov Ka-27 da trasporto e Ka-29 e Ka-52K Shok d’attacco, 50 autoveicoli, 6 mezzi da sbarco Proekt 11770 Chamois, 6 mezzi da sbarco Proekt 03160 Raptor, e saranno dotate dei cannoni AK-176M, 2 complessi CIWS AK-630M-2 Duet/Pantsir-M e 3 CIWS Palma.

Proekt Lavina

Proekt Lavina

La Marina russa prevede anche di avviare nel 2019 la costruzione dei nuovi cacciatorpediniere Proekt 23560 Classe Lider, progettati dall’istituto Krylov, secondo il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov. La nave avrà un dislocamento di 17500 tonnellate, una lunghezza di 200 metri e una larghezza di 20 metri, sarà armata con 76 missili antinave e 128 missili antiaerei, avrà una velocità di 30 nodi e un’autonomia di 90 giorni. Il Capitano Vladimir Trjapichnikov dichiarava a sua volta che “Il lavoro per creare una portaerei non ha mai smesso. La Marina ha la rigorosa esigenza per una portaerei, ma finora non vediamo nulla nelle richiesta che non possiamo realizzare. Prevediamo d’iniziarne la costruzione non prima del 2025“. La nuova nave, che affiancherà alla Admiral Kuznetsov, l’unica portaerei della Marina russa (dal 14 maggio 2015 in riparazione presso il cantiere 82 di Rosljakovo), sarà costruita nell’ambito del programma di costruzione navali per il 2050. Si tratta delle unità Proekt 23000 Classe Shtorm, da 100000 tonnellate di dislocamento, con una lunghezza di 330 m e una larghezza di 40 metri, una velocità di 32 nodi, un’autonomia di 120 giorni e un equipaggio di 4500 effettivi. Sarà dotata di 2 Sky Jump e 2 catapulte elettromagnetiche per far decollare 90 aeromobili.

Proekt Shtorm

Proekt 23000 Shtorm

Inoltre, la Marina russa prevede di aggiornare 10 sottomarini nucleari con i più recenti sistemi d’arma e navali. Secondo l’Ammiraglio Viktor Chirkov, “La modernizzazione è prevista per una decina di sottomarini nucleari Proekt 971 e Proekt 949 nello stabilimento Zvezdochka di Severodvinsk e nell’impianto Zvezdochka nel Primorskij Kraj. Si tratta di una profonda modernizzazione, che alla fine ci darà dei sottomarini quasi nuovi con i più recenti sistemi d’arma e navigazione“. Infatti, il cantiere Sevmash di Severodvinsk avviava gli investimenti per aggiornare le infrastrutture volte ad affrontare i nuovi programmi di costruzione navale, come la modernizzazione degli incrociatori nucleare Proekt 1144. Verrà aggiornata la piattaforma per le riparazioni di navi di grandi dimensioni, ricostruendo il bacino di carenaggio N° 50 ed installando un nuovo sistema di movimentazione dei grandi carichi e le gru destinate alla modernizzazione dell’incrociatore Admiral Nakhimov. La modernizzazione del cantiere Sevamsh di Severodvinsk permetterà la costruzione dei sottomarini nucleari di 5.ta e 6.ta generazione così come della nuova classe di portaerei.sevmashLa Russia attualmente ha un programma da 325 miliardi di dollari per il rinnovamento delle proprie forze armate entro il 2020.

admiral_makhimov_cruiser_sevmashNote
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