La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese

Cosa costruisce la Cina nel Mar Cinese Meridionale?
Tyler Durden Zerohedge 23/02/2015ColeFMapNov11Nel Mar Cinese Meridionale vi sono i territori tra i più contesi del pianeta. Sei Paesi, Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei competono sui diritti nel mare. La disputa si concentra sul contestato arcipelago delle Spratly, un miscuglio di isolotti e scogliere quasi al centro del Mar Cinese Meridionale. Tutti, tranne il Brunei, vi hanno costruito avamposti militari, e tutti questi Paesi, meno la Cina, vi hanno costruito piste di atterraggio. La Cina, arrivata in ritardo nell’occupare le Spratly, ha potuto occupare pienamente otto scogliere. Con così poca terra da utilizzare, la Cina ha iniziato a recuperare da allora. Nell’ultimo anno, gli avamposti della Cina nelle Spratly sono stati sistematicamente sottoposti a un processo di “bonifica”, dove le draghe prelevano sedimenti dal mare scaricandoli sulle scogliere sommerse per farne delle isole. La Cina ha già costruito cinque isole con la bonifica, e almeno due isole sono avviate. La Cina non è la prima a ricorrere alla bonifica, il rilievo Rondine della Malesia e diverse isole vietnamite sono state artificialmente costruite o ampliate, ma la bonifica della Cina avviene su scala più ampia rispetto a qualsiasi progetto precedente. L’isola artificiale costruita sulla scogliera Fiery Cross eclissa l’isola Taiping di Taiwan come maggiore delle Spratly, ed edifici sono in costruzione in diverse altre scogliera cinesi. Mentre i nuovi avamposti militari diventano operativi, è imperativo comprendere cosa la Cina costruisce nel Mar Cinese Meridionale.

Scogliera Fiery Cross
Scogliera Fiery Cross (nota anche come isola Yongshu) era completamente immersa fino ad agosto 2014 quando le draghe cinesi hanno cominciato a scavare il sedimento circostante. Prima della costruzione, la presenza cinese era costituita da un unico bunker di cemento sulla punta sud-ovest del rilievo, ma l’isola da allora è divenuta la più grande delle Spratly, misurando circa 2,3 kmq. La nuova isola è quasi lunga due miglia e sembra essere il futuro sito di un aeroporto.

11Fiery Cross 6 febbraio 2015

21Fiery Cross 14 novembre 2014

Tra novembre 2014 e gennaio 2015, il sud-ovest del rilievo venne bonificato collegando l’aeroporto alla struttura in cemento armato originale e allargando la superficie della barriera corallina. Le attività di dragaggio non sono cessate, e la terra è ancora in espansione. Le fotografie recenti dei media filippini mostrano che le fondamenta di una grande costruzione a nord-est dell’isola.

Scogliera Johnson South
La Scogliera Johnson South ha subito una delle più straordinarie trasformazioni delle Spratly. Le foto pubblicate dal ministero degli Esteri filippino mostrano che la bonifica era iniziata nei primi mesi del 2014, e le nuove foto indicano che la costruzione è ancora in corso.

31Johnson South

All’inizio di settembre 2014 diverse notizie furono diffuse da IHS Janes e BBC sull’avvio di una grande costruzione. Non è chiaro esattamente quando sia iniziata, ma le foto scattate ai primi di dicembre 2014 mostrano chiaramente un edificio considerevole, forse alto più di dieci piani, in costruzione sulla nuova isola.

41Johnson South

Le fotografie scattate e diffuse dall’agenzia vietnamita Thanh Nien News mostrano una serie di cantieri, tra cui ciò che potrebbe essere un centro di controllo del traffico aereo. I media filippini affermano che la Scogliera Johnson South un giorno ospiterà una pista di atterraggio, ma le foto non provano tale affermazione. La barriera corallina è lunga circa 6 kmq, e l’isola circa 0,16 kmq, lasciando ampio spazio per ulteriori bonifiche.

Scogliera Cuarteron
La Scogliera Cuarteron è l’avamposto più occidentale e più meridionale della Cina nelle Spratly. Le bonifiche sulla barriera corallina sembrano essere iniziate nel marzo 2014. Da gennaio 2015 la Cina ha costruito 0,3-0,4 kmq di nuovo territorio. L’isola ospita una diga foranea, un piccolo avamposto militare, un elicottero, un porto artificiale e un molo. Foto satellitari mostrano delle costruzioni in corso, ma non sono abbastanza chiare per capire cosa si stia costruendo.

51Cuarteron

Scogliere Gaven
Le Scogliere Gaven ospitano un progetto di bonifica medio, che realizzato un’isola artificiale di circa 0,08 kmq. Tra giugno e agosto 2014 quest’isola s’è ampliata da piccolo avamposto al bastione di oggi. Le foto mostrano che la nuova isola ospita una caserma per operai e militari, container usati come rifugi temporanei, un porto artificiale e armi antiaeree. Secondo IHS Janes l’isola ospita radar e missili antinave.

6Gaven

Scogliera Hughes
Le bonifiche sulla Scoglier Hughes sembrano iniziate nel marzo 2014. Le foto satellitari suggeriscono che sia in corso sull’isola una nuova costruzione. I rapporti indicano che la nuova isola ospita un faro e di un avamposto militare.

7Hughes

Scogliera Subi
La Scogliera Subi, l’avamposto più settentrionale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, è la più recente bonifica. Le foto satellitari dei primi di febbraio 2015 mostrano una significativa presenza di draghe che lavorano in due punti a sud-est e sud-ovest della barriera corallina. Il dragaggio a Subi apparve nelle foto satellitari scattate il 26 gennaio 2015, mostrando due draghe che avevano cominciato a lavorare sulla punta sud-ovest di Subi. Prima dell’inizio della bonifica, Subi ospitava un elicottero e un piccolo avamposto in calcestruzzo utilizzato da truppe di passaggio.

8Subi 8 febbraio 2015

9Subi 26 gennaio 2015

Scogliera Mischief
La Scogliera Mischief è l’avamposto più orientale della Cina nelle Spratly. Foto satellitari di fine gennaio indicano che la bonifica è appena iniziata. Queste foto mostrano la presenza di draghe a sud dell’isola, così come nuove terre separate da una struttura in calcestruzzo. Il rilievo Mischief è a meno di 200 miglia dall’isola filippina di Palawan (meno di 150 miglia in alcuni punti), mettendo così la barriera corallina all’interno della zona economica esclusiva della Filippine. Com’era prevedibile, l’avvio della bonifica nella Scogliera Mischief è stato accolto da ampie proteste delle Filippine.

10Mischief 26 gennaio 2015

111Mischief 26 gennaio 2015

Scogliera Eldad
La Scogliera Eldad ospita un banco di sabbia a forma di lacrima a nord. Dimensioni e forma del banco di sabbia sono coerenti nelle foto scattate tra gennaio 2012 e novembre 2013. Le foto più recenti mostrano un leggero aumento delle dimensioni del banco di sabbia, indicando una possibile bonifica elementare in corso sulla barriera Eldad. Queste foto non riprendono draghe e possono semplicemente mostrare cambiamenti naturali, ma intelligence e media filippini sostengono che Eldad sia in realtà obiettivo della bonifica cinese. La situazione sul Eldad è ambigua, e dovremmo continuare ad osservarla per notare un recupero.

12Eldad

Sulla base di fotografie satellitari e rapporti d’intelligence è chiaro che la Cina attualmente bonifica almeno sette delle sue otto scogliere; Fiery Cross, Johnson South, Gaven, Hughes, Cuarteron, Subi, e Mishcief, e che una bonifica sarebbe iniziata anche su Eldad. I lavori su Johnson South, Gaven, Hughes e Cuarteron iniziarono nei primi mesi del 2014, la bonifica di Fiery Cross iniziava nell’agosto 2014, su Subi e Mischief a fine gennaio 2015. Bonifiche su Eldad potrebbe esser iniziate nel dicembre 2014. Le foto mostrano grandi costruzioni in corso sulle neo-isole Fiery Cross e Johnson South, mentre meno estese, ma sempre grandi costruzioni sono in corso a Hughes, Gaven e Cuarteron. Data la misura in cui il futuro controllo delle rotte nel Mar Cinese Meridionale influenzerà l’equilibrio di potere globale, la costruzione delle isole cinesi è degna di attenzione.

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La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese
Forse non è una grande idea per gli Stati Uniti mettersi contro la Russia?
Harry J. Kazianis The National Interest 25 febbraio 2015 – Russia Insider

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Ciò che Robert Kaplan ha così elegantemente soprannominato “Calderone dell’Asia”, il Mar Cinese Meridionale, potrebbe ribollire di nuovo. Ma il vero spunto è chi potrebbe accendere con la ‘massima’ fiamma tale caldaia virtuale: nientemeno che il presidente russo Vladimir Putin. Eventi a migliaia di chilometri di distanza, in Ucraina, potrebbero innescare una reazione a catena che potrebbero vedere la Cina dominare incontrastata questo grande specchio d’acqua grazie ad una grande infusione di armi e tecnologia russe, se l’occidente iniziasse ad armare l’Ucraina. Ma prima di arrivare ai succosi dettagli di come la Cina potrebbe diventare il “Master and Commander” del Mar Cinese Meridionale grazie all’assistenza russa, facciamo un doveroso passaggio dell’ultimo dramma in questo tormentato specchio d’acqua. Le tensioni sono aumentate nella regione Asia-Pacifico, la Cina continua a cambiare i fatti sul campo (“sull’acqua” potrebbe essere un termine migliore), continuando a lavorare su diversi enormi progetti di bonifica delle isole che molti analisti ritengono creeranno nelle maggiori isole abitate aeroporti, porti, stazioni radar e forse anche batterie di missili antinave. La motivazione è abbastanza ovvia, Pechino probabilmente dominerà il Mar Cinese Meridionale, se utilizza queste isole rivendicandone la sovranità. Nulla parla di “sovranità indiscutibile” che agendo da sovrano, come pattugliare il territorio rivendicato e farvi rispettare le leggi. Le basi nel Mar Cinese Meridionale, disponendosi su 9 o 10 famigerate linee tratteggiate, più che dei grandi segni su una mappa a Pechino, potrebbero realizzarlo.

Le nuove basi nella Cina meridionale + A2/AD = un incubo per USA ed alleati
Per le capacità militari cinesi molto è stato fatto negli ultimi anni, con la crescente capacità della RPC di negare a un avversario tecnologicamente avanzato (si pensi a Stati Uniti e/o Giappone) la capacità d’intervenire in diversi possibili scenari presso i suoi confini (Taiwan e/o Mar Cinese orientale e meridionale). Nei prossimi anni, tali capacità evolveranno e miglioreranno grazie alle innovazioni tecnologiche. Combinando probabili progressi tecnologici cinesi come missili da crociera più precisi e dalla maggiore autonomia e nuove basi nelle isole bonificate nel Mar Cinese Meridionale, a dir poco saranno l’incubo dei pianificatori di Stati Uniti e alleati, che fanno di tutto per garantirsi l’accesso alle regioni vitali dell’Asia-Pacifico. Denominato A2/AD dalla maggior parte degli specialisti militari occidentali, la Repubblica popolare cinese lentamente crea le condizioni in cui Stati Uniti, Giappone e altre forze alleate soffrirebbero pesanti perdite se un conflitto esplodesse sulla prima catena di isole, e in futuro, anche sulla seconda catena di isole. Attraverso diversi campi d’ingaggio (terra, mare, aria, informatica e spazio), le forze cinesi hanno perseguito un robusto programma di sviluppo di una serie di sistemi d’arma unici che sfruttano le debolezze specifiche delle forze di USA ed alleati. Mentre queste capacità sono già abbastanza robuste, e Washington ed alleati stendono piani per neutralizzare l’impatto di tale strategia (vedasi il il dibattito sul concetto Air-Sea Battle/JAM-GCC), qualcosa di ampiamente ignorato in molte recensioni sul problema è che Pechino già opera per acquisire la prossima generazione di piattaforme per armi A2/AD, oltre a sviluppare tattiche e strategie corrispondenti. La Cina negli ultimi anni ha sviluppato prototipi di caccia di 5° generazione, piattaforme per missili balistici antinave e missili da crociera a lungo raggio sempre più sofisticati. Tali sistemi non sono facili da produrre da una qualsiasi nazione. Se Pechino dovesse trovare un partner disponibile, potrà già avere tale tecnologia, compiendo il salto di qualità necessario per disporre di tali piattaforme avanzate per armi A2/AD anni prima di quando i produttori nazionali possano fare da soli. La Russia, in cerca di vendetta per la crisi in Ucraina, potrebbe fornire tale assistenza.

Come la Russia potrebbe aiutare la Cina: armi e tecnologia
Immaginate questo scenario: l’occidente decide che è il momento di armare l’Ucraina. La Russia decide che deve reagire e non solo in Europa. Il Presidente Putin tira fuori il mappamondo e cerca un luogo dove la potenza russa potrebbe meglio colpire gli Stati Uniti. I suoi occhi si illuminano su una zona che potrebbe non solo rafforzare i legami con un partner potenziale, ma danneggiare seriamente gli sforzi statunitensi per il “perno” su quella parte del mondo: il Mar Cinese Meridionale.

A2/AD vola alto: arriva il Su-35 russo
La Cina cerca di migliorare la sua capacità anti-accesso nel dominio dell’aria, con il tanto vociferato acquisto di Su-35 dalla Russia, acquisizione che potrebbe formalizzarsi se l’occidente arma l’Ucraina. Con un raggio d’azione maggiore rispetto agli attuali Su-27/J-11 della PLAAF, il Su-35 darebbe alla Cina la possibilità di schierare caccia avanzati per maggiori periodi sui Mari Cinesi orientale e meridionale, migliorando l’efficacia dei pattugliamenti nella recente Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale ed eventualmente aiutare Pechino a creare una ADIZ sul Mar Cinese Meridionale. L’aereo sarebbe probabilmente superiore alla maggior parte dei caccia in Asia (ad eccezione di F-22 e F-35) colmando il vuoto fin quando presumibilmente i velivoli furtivi nazionali di 5.ta generazione saranno operativi. Se la Cina dota gli aerei di armi antinave avanzate e li basa nei nuovi aerodromi sulle barriere Johnson e Fiery, una nuova e potente arma antiaccesso comparirebbe, con solide capacità di respingere le forze alleate in acque più sicure.

1458451A2/AD 2.0 sul mare: sottomarini e sonar
Nell’oceano, grazie ancora alla possibile collaborazione con la Russia, la Cina potrebbe cercare di migliorare le proprie capacità sottomarine con possibili nuovi sottomarini. Ciò si collega ad ulteriori notizie sulla possibile vendita di Su-35 negli ultimi anni. Mentre i rapporti variano sulla serietà dei negoziati, confermati e negati più volte, nuovamente si comprendono le tendenze cinesi nel rafforzare le proprie capacità A2/AD con l’aiuto russo. La nuova  tecnologia sottomarina sarebbe di vitale importanza per la Cina, non solo per la possibilità di schierare sottomarini più potenti, ma anche perché Pechino potrebbe potenzialmente trarre nuove tecnologie da questi mazzi. Ciò potrebbe includere motori AIP, tecnologie furtive e avanzate armi antinave dei russi talvolta venduti con i sottomarini. La PRC sembra interessata a migliorare la tecnologia anti-sottomarini (ASW), un punto debole tradizionale di Pechino. In un articolo per Proceedings dello scorso anno, i collaboratori della TNI Lyle Goldstein e Shannon Knight analizzavano le recenti opere cinesi suggerendo che Pechino “ha schierato nell’oceano reti acustiche fisse al largo delle sue coste, presumibilmente con l’intento di monitorare le attività sottomarine straniere nei mari vicini“. Citando altri saggi di provenienza cinese, la ricerca sembra confermare l’incursione di Pechino in questo importante settore della tecnologia militare. Mentre non vi è stata alcuna menzione specifica di un accordo sui sottomarini tra Russia e Cina, Mosca ha sicuramente l’esperienza per aiutare Pechino in questo senso. Considerando che gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere l’accesso agli spazi eventualmente contestati dalla A2/AD cinese dipendono soprattutto dai sottomarini furtivi, una tale collaborazione in questo settore potrebbe rafforzare considerevolmente i piani A2/AD cinesi.

Perché la Russia potrebbe pensarci due volte: l’accordo del Su-27
Mentre la crisi ucraina certamente sarebbe un potente catalizzatore per la collaborazione tecnologica nella difesa sino-russa, per tali trasferimenti in passato Mosca ha pagato un prezzo pesante. La Russia farebbe certamente meglio a rivedere il passato, avendo indizi sul perché una vendita alla Cina potrebbe essere una sfida nel lungo termine. L’ultimo importante accordo aeronautico tra Mosca e Pechino, negli anni ’90, riguardava l’ancora molto ricercato aereo di 4.ta generazione Su-27 Flanker. A quel tempo la Russia non vendeva armamenti tecnologicamente avanzati a Pechino dalla frattura cino-sovietica, quando l’aumento delle tensioni scatenò scontri di confine. Quando l’URSS crollò, alla fine del 1991, l’industria bellica russa lottava per rimanere a galla. La Russia traboccava di armi che avrebbero aiutato i cinesi a un salto di diverse generazioni nella tecnologia militare, quindi una partnership sembrava avere senso. Per la Cina, l’accesso a tecnologia militare avanzata era cruciale e nel 1991 Pechino riteneva tale ricerca rilevante. Gli strateghi cinesi erano attoniti dalla velocità con cui gli Stati Uniti poterono sopraffare le forze armate irachene nella prima guerra del Golfo. I pianificatori militari cinesi si resero conto che gran parte delle loro armi era obsoleta di fronte a munizioni di precisione, bombardieri invisibili e aerei da combattimento guidati da sistemi di comando e controllo avanzati. La tecnologia russa, anche se non così avanzata come quella degli USA, diede la spinta tanto necessaria alla modernizzazione. Nel 1991 Mosca vendette a Pechino un lotto di 24 Su-27 per 1 miliardo di dollari. Nel 1995, la Cina acquistò altri 24 Su-27 dalla Russia, consegnati nel 1996. Nello stesso anno, Cina e Russia approfondirono la partnership quando Pechino comprò per circa 2,5 miliardi di dollari la licenza per la fabbricazione di altri 200 Su-27 presso la Shenyang Aircraft Company. Il contratto imponeva che l’importante versione cinese del Su-27 dotata di avionica, radar e motori russi, non potesse essere esportata. La Russia era preoccupata a che la Cina potesse conoscere abbastanza il Su-27 da poter un giorno venderlo a terzi, facendo perdere alla Russia potenzialmente miliardi di dollari nella vendita del caccia. Purtroppo per la Russia, l’accordo fu quasi un disastro. Dopo aver costruito circa 100 jet, la Cina annullò il contratto nel 2004. Pechino disse che gli aerei non soddisfacevano più le sue specifiche. Tre anni dopo, la Cina rigettò completamente l’accordo quando sviluppò il nuovo caccia J-11. L’aereo sembrava la copia esatta del Su-27. La Cina nega di aver copiato il Su-27, spiegando che l’aereo utilizza parti per lo più locali ed avionica e radar sviluppati nazionalmente.

Riflessioni
Mentre il dibattito si scalda a Washington sui modi per sanzionare la Russia per le sue azioni in Ucraina, Mosca ha più modi di reagire se l’occidente armasse l’Ucraina. Infatti, quanto sopra è solo una delle molte possibilità. Mosca potrebbe seguire l’azione descritta con la Cina, fornendo armi e tecnologia che potrebbero esacerbare la tendenza della Cina verso sud e in altre contese future. Tuttavia, la Russia ha molti altri modi di creare difficoltà all’occidente; per esempio nei colloqui sul nucleare Iran o ingraziarsi altre nazioni in rotta con l’occidente come Corea democratica, Venezuela e varie altre. E la Russia, naturalmente, ha la capacità di alzare drammaticamente la posta in Ucraina fornendo ai separatisti armi più avanzate per contrastare le possibili armi occidentali.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cinque motivi per sbarazzarsi del Rafale

Rakesh Krishnan Simha RIR 16 gennaio 2015

L’India deve cancellare il caccia francese perché l’acquisizione danneggerebbe a lungo termine l’IAF e l’industria della Difesa dell’India.

1505981Il Rafale francese potrebbe essere un aereo emozionante con molte lucine e ammennicoli, ma diciamocelo, è una sanguisuga. Il requisito dell’Indian Air Force per 126 caccia costerà 20-30 miliardi di dollari subito e altri 20 miliardi per i sistemi di supporto e formazione. L’accordo stipulato dalle forze armate indiane certamente dirotterà i fondi necessari in altri settori cruciali, come artiglieria, sottomarini e radar. In questo contesto la dichiarazione del Ministro della Difesa Manohar Parikkar secondo cui un numero extra di caccia Sukhoj e di caccia leggeri Tejas Made in India sarebbe più utile, va applaudito. Costi a parte, vi sono altre, altrettanto significative, ragioni per cui l’India dovrebbe dare al Rafale il seguente messaggio: “E’ stato un piacere conoscerti, buona fortuna“.

1. Est o Ovest, il Sukhoi è il migliore
Il Sukhoj Su-30 Flanker è semplicemente il caccia più formidabile esistente. In ogni manovra ed esercitazione di combattimento contro aerei occidentali, il Flanker ne esce vittorioso, indicando la potenza degli aeromobili della serie Flanker, contro cui nemmeno i super-costosi caccia stealth sono sicuri. Nel 2008, una simulazione del combattimento tra un F-35 e un Su-35 (l’ultima versione del Flanker) dava netta vittoria ai russi. In effetti, i Flanker segnano un mutamento nel rapporto della potenza aerea dagli Stati Uniti alla Russia e ai Paesi che utilizzano la tecnologia della difesa russa. In India, Cina, Indonesia e Venezuela, i Flanker hanno degradato le capacità offensive e difensive dei loro nemici occidentali e filo-occidentali. A differenza del più lento (Mach 1,9) F-35, la velocità del Sukhoj (Mach 2,35) permette di impartire un’enorme energia nel lancio dei missili aria-aria, dando ai piloti dei Sukhoj un enorme vantaggio nei duelli aerei. Tuttavia, la ragione principale per cui l’aereo è ottimo a 30 anni dal primo volo è che i progettisti dell’Ufficio Sukhoj non perseguirono solo un mero vantaggio rispetto agli allora recenti aerei statunitensi, sviluppando un aereo più volte maneggevole. Il Flanker è stato il primo aereo a vantare la supermanovrabilità. Mikhail Simonov, capo progettista della Sukhoi, descrive la supermanovrabilità come “la capacità di un caccia di puntare sul bersaglio da qualsiasi posizione con almeno il doppio del rateo di virata dei caccia nemici”. Il Rafale può essere un aereo ultramoderno ma non è più veloce o potente del Flanker russo. Quindi nessuno dovrebbe piangere al necrologio del Rafale scritto in India.

2. Acquistare dai BRICS
I Paesi occidentali acquistano armi solo tra di essi. Pertanto, i BRICS dovrebbero dotarsi di armi dagli Stati aderenti, potenziando le proprie industrie della difesa. Tranne nel caso che una determinata tecnologia non sia disponibile in un Paese BRICS, non ha assolutamente alcun senso comprare armi dall’occidente. I BRICS non sono solo un gruppo economico, ma una forza politica. Il gruppo di cinque aderenti ha lo scopo di guidare il mondo emergente verso un sistema economico più equo rispetto a quello attuale progettato dall’occidente. Il commercio di armi è una delle più grandi attività generatrici di reddito del mondo e costituisce una buona fetta del PIL di molti Paesi. Quando l’India acquista armi dall’occidente, semplicemente rende tali Paesi più ricchi. Inoltre, l’India premia quei Paesi che cercano di destabilizzarla. Un rapporto dell”Intelligence Bureau ha identificato diverse organizzazioni non governative dai finanziamenti stranieri (ONG) che hanno “impatto negativo sullo sviluppo economico“. Il rapporto di 21 pagine dell’IB rivela che “un numero significativo di organizzazioni non governative indiane, finanziate da donatori di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Paesi scandinavi, hanno utilizzato problematiche pubbliche per creare un ambiente che si presta a bloccare lo sviluppo“. Il rapporto non menziona la Francia, ma la Francia è un Paese cattolico e la chiesa siro-cristiana cattolica del Kerala almeno una volta (nel 1950) prese soldi dalla CIA per destabilizzare un governo democraticamente eletto.

3. La Francia non è un fornitore affidabile
Diciamo che l’India è in guerra, riprende i test nucleari o testa un ICBM che può raggiungere gli Stati Uniti. Qual è la garanzia che in tali circostanze la Francia non interrompa l’invio di parti di ricambio su pressione statunitense? Che Parigi sia suscettibile alle pressioni statunitensi è chiaro da quando ha bloccato l’accordo sulle portaelicotteri Mistral con la Russia. La prima nave Mistral è attualmente nel porto francese di Saint Nazaire, ma la Francia non ha le palle per inviarla in acque russe. Nel dicembre 2015 un equipaggio russo di 400 elementi se ne andava dopo aver trascorso sei mesi a bordo della nave, dopo che Parigi aveva rinviato la consegna a tempo indeterminato. La Russia ha ora intenzione di costruire proprie portaelicotteri dopo un grande risarcimento dalla Francia, ma ciò potrebbe richiedere diversi anni. Il tradimento delle Mistral dovrebbe avvisare gli indiani dal legarsi politicamente ai Paesi occidentali. La Francia è pronta a rendere disoccupati migliaia di lavoratori dell’industria della difesa solo per compiacere gli statunitensi, e ciò dovrebbe spaventare chiunque abbia intenzione di comprare armi francesi. Certo, un tempo la Francia era un fornitore affidabile. Il Mirage 2000, per esempio, ha operato in India per oltre 30 anni e dopo un aggiornamento del velivolo, lo farà per altri 15 anni. Ma tale accordo fu stipulato quando Parigi perseguiva una politica estera indipendente. Oggi è passata di nuovo alla NATO ed è solidamente al seguito degli Stati Uniti nelle loro disavventure all’estero. Se la Francia può insultare Mosca, davvero si preoccuperebbe d’insolentire l’India?

4. Nessuna garanzia
Dassault s’è rifiutata di garantire i Rafale fabbricati in India, suggerendo una scarsa opinione della produzione indiana. D’accordo, l’India non è la Germania o il Giappone. Ma se Intel può sviluppare microchip in India, e la Tata fornire agli Stati Uniti portelli per elicotteri, allora qual è il problema della Francia? Semplicemente dimostra pura arroganza e apatia completa verso le necessità della Difesa dell’India. Acquistando la licenza di produzione del Rafale, l’India dovrà costruire un’intera nuova fabbrica, cioè re-inventare la ruota. D’altra parte, Hindustan Aeronautics Ltd produce i Su-30MKI e può aumentarne la produzione aggiungendo semplicemente una linea di assemblaggio supplementare. Se scoppiasse la guerra, non c’è niente di più rassicurante che sapere che gli aeromobili perduti saranno sostituiti da realizzazioni nazionali piuttosto da importazioni.

5. Perché acquistare un clone?
Comunque la si guardi il Rafale sembra il doppione del Flanker. Secondo Defence Industry Daily: “Una combinazione di optronica agli infrarossi OST di Thales/ SAGEM e missili a medio raggio MBDA MICA IR, consente al Rafale d’integrare i missili radarguidati passivamente per furtivi attacchi ad aerei nemici oltre l’orizzonte. Allo stato attuale, tale funzionalità è duplicata solo dagli aerei russi della famiglia dei Sukhoj Su-27/30 e dai MiG-29 avanzati”. Acquisire il Rafale è quasi come comprare un mini Su-30MKI. Perché pagare di più per un aereo che è meno efficiente di quello che l’India utilizza attualmente? E se l’IAF vuole altri caccia medi, che c’è di sbagliato negli altamente efficienti MiG-29, impiegati anche in alcuni Paesi della NATO? Il governo indiano ha appena ordinato la riduzione di 13000 crore di rupie delle spese di esercito, marina e aviazione quest’anno. Se l’IAF ha ancora voglia di portare avanti l’affare, con il rischio di sballare il bilancio della Difesa, allora l’unica spiegazione è che molti soldi sono finiti ai vertici. Poiché gli accordi militari con la Russia sono finalizzati tra governi, le tangenti sono escluse o improbabili. Ciò spiegherebbe l’inclinazione dei capi della Difesa a ‘diversificare’ e alle acquisizioni non russe.

070206Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’India passerebbe dai Rafale ai jet russi

RIA Novosti RBTH 10 gennaio 2015i_remeskov_mig-29upg_ub_1280Il Ministero della Difesa indiano potrebbe rifiutarsi di acquisire i caccia francesi Rafale acquisendo invece i russi Su-30MKI, scrive il New Economic Times. Tra le ragioni che hanno portato la dirigenza della Difesa indiana a pensare di annullare il contratto sul Rafale, che ha vinto la gara nel 2012, l’articolo indica l’aumento dei prezzi richiesto per i jet e la riluttanza della Francia a trasferire tecnologie avanzate agli indiani. Inoltre, se l’India spenderà più soldi per il Rafale, questo potrebbe portare a una riduzione dei finanziamenti per i programmi di sviluppo dei caccia Tejas e AMCA. “E’ noto che Dassault Aviation, produttrice del Rafale, è riluttante a garantire le performance degli aerei costruiti su licenza dalla società indiana Hindustan Aeronautics Ltd (HAL), pur avendo ricevuto una richiesta di proposta per il trasferimento di tecnologie”, afferma Bharat Karnad, analista del quotidiano. Secondo l’analista, il Su-30MKI costa circa il 50% in meno rispetto al Rafale. Con 12 miliardi di dollari, che l’India aveva originariamente previsto di spendere per i caccia multiruolo dell’Aeronautica Militare indiana, invece di 126 Rafale, il Paese può acquistare 255 dei più recenti caccia indiani Tejas e russi Sukhoi Su-30 e MiG-29K. Inoltre, l’India risparmierebbe su logistica, addestramento dei piloti e manutenzione, in quanto la società HAL produce già il Su-30MKI su licenza. Ancora, tale operazione è afflitta dai problemi riguardanti la consegna delle due portaelicotteri Mistral. La prima nave d’assalto anfibio Mistral, la Vladivostok, i francesi avrebbero dovuto trasferirla alla Marina russa il 14 novembre. Tuttavia, il presidente francese Francois Hollande aveva già deciso di ritardarne la consegna citando l’attuale situazione in Ucraina.

1779194Russia e India completano il programma per il caccia di quinta generazione
Sputnik 10/01/2015

Il direttore regionale della cooperazione internazionale presso la Società unita russo-indiana di produzione degli aeromobili ha riferito che Russia e India hanno completato la realizzazione della versione per l’esportazione del Caccia di 5.ta generazione della Sukhoj/HAL.
Russia e India hanno completato il progetto preliminare del Caccia di 5.ta generazione della Sukhoj/HAL (FGFA), ha dichiarato il direttore regionale della cooperazione internazionale presso la Società unita russo-indiana di produzione degli aeromobili. “Oggi, noi e i nostri colleghi indiani abbiamo completato la creazione della versione da esportazione del PAK-FA, conosciuta in India come FGFA. Abbiamo documenti e cognizione degli obiettivi della prossima fase della progettazione e della dimensione della futura produzione“, ha detto Andrej Marshankin in un’intervista alla Radio russa. Marshankin ha notato che, mentre la versione russa del jet da combattimento di quinta generazione ha un solo pilota, l’Indian Air Force preferisce aerei biposto. “Nelle difficili condizioni della guerra moderna è estremamente difficile manovrare (l’aereo) e simultaneamente attaccare il nemico. Attualmente, gli indiani suggeriscono che la versione indiana del caccia di quinta generazione sia biposto“, ha detto. Il Sukhoj PAK-FA (T-50) è il primo caccia stealth delle forze aeree russe, destinato a succedere ai jet da combattimento Sukhoi Su-27 e Mikojan MiG-29. Il velivolo ha effettuato il primo volo di prova nel 2010 e le consegne inizieranno nel 2016. Il FGFA, sviluppato congiuntamente dalla russa Sukhoj e dall’indiana Hindustan Aeronautics Limited, è un derivato del PAK-FA.

fgfa_wip_by_parijatgaur-d3e4fgrTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto 59 nuovi aerei multiruolo e 120 elicotteri

Valentin Vasilescu ACS-RSS 3 gennaio 2015 – Reseau International392093Nel 2014, gli impianti aeronautici russi hanno fornito all’aeronautica militare russa diversi nuovi velivoli da combattimento (di 4.ta++ generazione), in numero superiore a tutti i Paesi della NATO. È vero che l’aeronautica russa aveva anche ricevuto, nel 2013, 67 aerei da combattimento, ma 12 di essi erano Jak-130 da addestramento avanzato per il programma sul passaggio dei piloti agli aerei di 4.ta++ generazione. Il 15 ottobre 2014, un secondo lotto di 6 cacciabombardieri Su-34 fu consegnato lo stesso anno alla base aerea 6980 di Cheljabinsk, nella Russia centrale. In totale, nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto 16 velivoli Su-34 dopo averne ricevuti 32 nel 2013. Va menzionato che 15 Su-34 sono in organico presso la base aerea 6970 di Morozovsk (nella regione di Rostov sul Don, presso l’est dell’Ucraina). Il velivolo Su-34 ha tra le sue missioni principali l’interdizione aerea (bombardamento per l’interruzione in profondità delle linee di rifornimento del nemico). Il Su-34 adatto a pattugliamento marittimo, lotta antisommergibile e l’attacco a raggruppamenti navali a grande distanze dalle coste. L’armamento dell’equipaggiamento Morskaja Zmeja del Su-34 è composto dall’avionica necessaria per la rilevazione delle anomalie magnetiche generate dai sottomarini immersi. Per le missioni di ricerca, sono montati sotto la fusoliera il contenitore M400 con sensori infrarossi Raduga, fotocamere panoramiche AP-403 e AP-404, fotocamere oblique AK-108FM o un contenitore M402 Pika tipo SLAR (side-looking airborne radar). Il Su-34 può anche essere usato, come i velivoli statunitensi EA-6B o EF-18G, come piattaforma per la guerra elettronica nell’area operativa coprendo la penetrazione delle formazioni d’attacco proprie o scortate sull’obbiettivo sotto la protezione del disturbo elettronico. Perciò viene installato sul Su-34 un contenitore da guerra elettronica di grande potenza L175V/KS418 dotato di DRFM (memoria digitale RF).Su-30SM (5)Nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto anche 21 caccia Su-30SM (biposto con ugelli vettoriali) in grado di trasportare 6 missili aria-aria e 6 missili aria-terra o 6 bombe laserguidate o 8500 kg di bombe di diversi tipi. Il Su-30SM è equipaggiato con un radar AESA e un rilevatore ad infrarossi OLS-30. Una pattuglia composta da 4 Su-30SM opera dalla base aerea di Belbek in Crimea, a fianco di 12 Su-27M. Conformemente al contratto con l’impianto di Irkutsk della Sukhoj, nel 2015 saranno consegnati altri 30 Su-30SM alle forze aeree della Russia. Sempre nel 2014 l’aeronautica militare russa ha ricevuto altri 22 caccia Su-35. Il primo contratto con l’azienda Sukhoj includeva 48 Su-35, di cui 12 aeromobili consegnati nel 2013 e 14 lo saranno nel 2015. I velivoli Su-35S sono equipaggiati, come il Su-30SM, con il radar tipo AESA Belka N036 (A+B+C) con un raggio di scoperta senza eguali nella NATO.

1505700Valentin Vasilescu – ACS-RSS Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Uno squadrone di MiG nell’Area 51

Jaime Noguera, RBTH, 3 settembre 2014

Durante la Guerra Fredda l’US Air Force creò una squadriglia segreta formata da aerei sovietici ottenuti nei modi più diversi, molti grazie alla defezione dei piloti. Gli Stati Uniti hanno esaminato attentamente tutti gli aerei dell’URSS caduti nelle loro mani. Alcuni fuggiti da Cuba.

4477th_Test_and_Evaluation_Squadron_MiG-21_Red_85La 4477.ma squadriglia di valutazione (4477 TES) fu creata dal Comando aereo tattico dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti per apprendere le caratteristiche di volo degli aeromobili utilizzati dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Lo scopo di questo progetto segreto, chiamato Constant Peg, era addestrare i piloti e gli addetti alle armi dell’Aeronautica militare e del Corpo dei marines degli Stati Uniti contro i velivoli nemici. La novità di questa iniziativa fu l’impiego diretto di tecnologia sovietica. L’informazione pubblica su tale unità soprannominata Red Eagles fu declassificata di recente, nel 2006. Così si apprese che tra il 1977 e il 1988 operava da basi nel deserto del Nevada, nel complesso denominato “Area 51″, con aeromobili MiG-15, MiG-17, MiG-21 e MiG-23, anche se non fu ufficialmente sciolta prima del 1990. Come dicono gli specialisti Steve Davies e Gaillard R. Peck Jr nei loro rispettivi libri sul 4477 TEST, la maggior parte dei velivoli fu ottenuto con prestiti o acquisizioni da Paesi come Israele (esemplari catturati nelle guerre con i Paesi arabi) o Indonesia, ma nella prima fase di Constant Peg, furono anche usati velivoli consegnati dai disertori. Come nel caso del caccia Jakovlev Jak-23 del pilota rumeno Mihail Diaconu che volò nel 1953 in Jugoslavia e che i servizi segreti statunitensi ebbero dall’Aeronautica del Maresciallo Tito. L’aereo arrivò disarmato e fu inviato al centro di test e valutazione dell’US Air Force di Wright Airfield, presso Dayton, Ohio, dove fece diversi voli di prova, riconosciuti negli Stati Uniti. Per mantenere segreto il possesso del velivolo, lo Jak-23 fece le prove di volo nelle prime ore del mattino. Dopo aver completato tutti i test, il velivolo fu smontato e rimandato in Jugoslavia con l’araldica originale. Gli statunitensi conclusero che, nonostante fosse superato dai caccia di nuova generazione, lo Jak-23 era ancora una minaccia per i bombardieri che conducessero missioni sul territorio dell’URSS.


Video in inglese su test condotti dall’USAF con lo Jak-23, declassificato nel 1994.

In realtà, gli Stati Uniti erano ansiosi d’avere un MiG-15, l’aereo che gli causava gravi perdite nella guerra di Corea, quindi optarono per l’uso del denaro offrendo 100000 dollari e asilo politico ai piloti che disertavano su uno di questi velivoli. L’Operazione Moolah portò dei risultati la mattina del 5 marzo 1953, con l’atterraggio sull’isola danese di Bornholm del polacco Franciszek Jarecki a bordo dell’aereo desiderato. Gli esperti dell’USAF approfondirono il velivolo, che fu restituito via nave alla Polonia secondo gli standard internazionali. Tuttavia, gli Stati Uniti fecero volare sul deserto del Nevada l’aereo con cui il tenente nordcoreano No Kum-Sok cercò di divenire cittadino statunitense, fuggendo in aereo in Corea del Sud, il 21 settembre 1953.


Valutazione del MiG-15 da parte dell’USAF.

Quando aerei volarono da Cuba in quel periodo, alcuni di tali velivoli non aggiunsero tecnologicamente nulla agli Stati Uniti, come l’addestratore Zlin 326 dell’istruttore cubano Jose Diaz Vásquez che volò un anno dopo la crisi dei missili di Cuba, a Key West. O l’elicottero Mil Mi-4 fuggito nel 1964 dopo che Santos Guillermo Izaguirre e Andrés Izaguirre ne uccisero in volo il comandante José García inviando il velivolo da Cuba alla stessa destinazione scelta da Diaz Vasquez. Secondo lo storico Ruben Urribarres, forse fu molto interessante ricevere sul proprio territorio un MiG-17 cubano del reggimento di Santa Clara, pilotato dal tenente Eduardo Jiménez Guerra, passato al blocco occidentale il 5 ottobre 1969 volando sulla Homestead Air Force Base di Miami e creando grande allarme, dato che all’atterraggio il caccia sovietico parcheggiò vicino al Boeing 707 del presidente Lyndon B Johnson, evidenziando i problemi del sistema di difesa aerea degli Stati Uniti. L’aereo sarebbe tornato a Cuba che dieci anni dopo.
Il vero oggetto del desiderio dell’USAF in quegli anni era il MiG-21 che creava molti problemi in Vietnam. Ne ottenne un esemplare, più due MiG-17 siriani, attraverso Israele. In particolare, il MiG-21 era l’aereo con cui aveva disertato nel 1966, con l’Operazione Diamante del Mossad, il capitano dell’Iraqi Air Force Munir Radfa. Gli statunitensi condussero dei test tra gennaio e aprile 1968. I loro piloti in Nevada lo descrissero come “un aereo buono ed onesto”. Dei MiG-17, i dirigenti del programma notarono con preoccupazione che nei primi test contro gli F-4 Phantom, questi venivano sconfitti più e più volte dai piccoli e agili aerei sovietici. Tra l’altro, grazie al materiale sovietico, fu facilitato l’invio ad Israele dei Phantom. Negli anni ’70, il raffreddamento delle relazioni tra l’Unione Sovietica e l’Egitto fornì aerei più avanzati all’unità segreta. Il presidente Anwar Sadat diede al suo potente alleato occidentale due cacciabombardieri MiG-23 Flogger che furono esaminati e valutati nelle installazioni militari preferite dagli ufologi di tutto il mondo.
L’ultima defezione di un aereo sovietico da Cuba risale al 1993, quando un MiG-21bis cubano pilotato dal capitano Enio Ravelo Rodriguez atterrò negli Stati Uniti e il 20 marzo 1991, quando il maggiore Oreste Lorenzo Pérez apparve sull’US Naval Air Station di Boca Chica su un cacciabombardiere MiG-23, il modello più moderno che disertò negli Stati Uniti da Cuba. Né i radar statunitensi né cubani rilevarono l’intruso. Fu uno scandalo che dimostrò la vulnerabilità di entrambi i Paesi agli attacchi aerei. Il velivolo fu restituito e Lorenzo chiese asilo politico, ma la famiglia rimase a Cuba (moglie e due figli). Come racconta il blog Baracutey Cubano, Oreste (veterano dell’Angola) volò segretamente su un piccolo aereo nell’isola, atterrando su una strada a Varadero, a 150 km ad ovest di L’Avana, ingannando le nuove difese aeree cubane e rientrando in sicurezza all’aeroporto di Marathon, Florida Keys, Florida.
Ufficialmente, il programma dei test con aeromobili “stranieri” fu chiuso dopo la caduta dell’URSS. Tra tre e cinque piloti statunitensi morirono negli incidenti durante Constant Peg. Il 4477 fu disattivato e i loro aerei conservati come pezzi da museo o nei cimiteri aeronautici. Tuttavia, un nuovo squadrone erede del 4477 fu creato, il 57.th Wing di Nellis che apparentemente utilizza aerei “non americani”. Ciò è suggerito dall’avvistamento di un caccia Sukhoi Su-22 nel marzo 1994 a Groom Lake (foto pubblicata sulla rivista Popular Science) e da un Su-27 Flanker nell’ottobre 1994 (secondo la rivista Aerospace Daily). Il 10 ottobre 1997 l’Arms Control Association riferì che gli Stati Uniti avevano comprato quell’anno quattordici caccia moldavi MiG-29C, sei MiG-29A e Mig-29B, 500 missili aria-aria, apparecchiature diagnostiche e ricambi immagazzinati nella base moldava degli aerei. Gli statunitensi presentarono la scusa che l’acquisto fu fatto per impedire la vendita del materiale all’Iran. La Moldova ricevette 40 milioni di dollari in “aiuti umanitari e armi non letali” come veicoli per la repressione delle manifestazioni. I MiG furono trasportati al National Air Intelligence Center (NAIC) di Wright Patterson, Ohio, da aerei da trasporto C-17.


Video del 2003 che assicura di mostrare MiG-29 e Sukhoj Su-27 sorvolare Groom Lake.

L’agenzia RIA Novosti riferiva il 5 dicembre 2009 l’acquisto di 2 Sukhoj Su-27 dagli Stati Uniti da un’impresa privata ucraina. RIA Novosti aveva anche citato fonti statunitensi che sostenevano che i due caccia erano privi di armi e venivano rivisti e modificati dalla società Pride Air.


Video della Consegna dei 2 Sukhoi Su-27 ucraini agli USA

Alcune fonti hanno indicato che quest’anno il Combat Command Air Force (ACC) ha avuto regolare accesso a velivoli MiG-29 Fulcrum e Sukhoj Su-27 a Groom Lake (Nevada) dove volano nelle esercitazioni contro gli istruttori della Scuola aerea e dello squadrone di valutazione 422 di Nellis. Si presuppone che siano velivoli dell’aeronautica ucraina che si esercitano con gli omologhi statunitensi.

j7ii-mig21-4477-red-eagle-squadron-Per ulteriori informazioni:
Red Eagles: America’s Secret MiGs (Steve Davies)
America’s Secret MiG Squadron: The Red Eagles of Project CONSTANT PEG (Gaillard R. Peck. Jr.)

4477th_Test_and_Evaluation_Squadron_MiG_23_Red_49Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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