A Dayr al-Zur lo Stato islamico si disintegra

Ziad al-Fadil Syrian Perspective 18/1/2017

hasan-muhamad-muqamatMessaggio dal Maggior-Generale Hasan Muhamad Muqamat, Comandante della 17.ma Divisione e Presidente del Comitato per la Sicurezza dell’Esercito arabo siriano nella Siria orientale:
– La situazione a Dayr al-Zur è sotto controllo e i punti presso cimitero e periferia della città sono stati rafforzati.
– La Guardia dell’aeroporto è pronta ad affrontare ogni attacco dei terroristi con il sostegno della 137.ma Brigata.
– Come abbiamo trionfato nell’aeroporto Quwayiris, trionferemo anche nell’aeroporto di Dayr al-Zur. Resisteremo fino alla vittoria.
– La vittoria è nostra. Operiamo per recuperare i punti infiltrati dai terroristi, il processo è continuo e non c’è paura a Dayr al-Zur.
Il Generale Muqamat dichiarava al corrispondente di al-Manar: “abbiamo assorbito l’attacco multiplo dello SIIL, passando dalla difesa all’attacco e recuperando i punti occupati dallo SIIL. L’aeroporto militare di Dayr al-Zur è sotto il controllo dell’Esercito arabo siriano, impegnato in scontri feroci per riprendere il controllo della centrale elettrica, dopo l’infiltrazione dello “SIIL”; le aree residenziali universitarie e la collina Baruq sono sicure e fortificate dopo le aspre battaglie per respingere l’attacco sferratovi. Le Aeronautiche siriana e russa continueranno a bombardare siti e movimenti del nemico, che ha subito pesanti perdite umane e materiali. Gli elicotteri militari continuano ad atterrare e decollare dalla città e a rifornire l’aeroporto militare… abbiamo avuto i rifornimenti e non siamo preoccupati per la situazione sul terreno a Dayr al-Zur, nonostante il grande attacco e la carenza di risorse, la vittoria è questione di pazienza e tempo”.16142919Il recente attacco su Dayr al-Zur, in particolare alla base aerea, è condotto da una forza composta quasi solo da iracheni e golfini guidati da Abu Ibrahim al-Iraqi, ex-agente delle forze speciali di Sadam Husayn, e da un saudita dal nome di battaglia Abu Shadad al-Jazraui. Questi due hanno il loro bel da fare. I difensori della Guardia Repubblicana dell’Esercito arabo siriano sono veterani in tutti i sensi della parola. Non solo la popolazione circondata nella città è totalmente devota al governo centrale, ma i leader tribali hanno anche chiarito nettamente che i combattenti dei loro ranghi scalpitano per combattere contro le forze nichiliste del wahhabismo. Per dimostrarlo, ieri e oggi, i gruppi di difesa locali hanno attaccato le basi dello SIIL ad al-Mayadin, al-Ashara e al-Bulayl, ad est di Dayr al-Zur, eliminando 9 ratti dello SIIL e bruciato ogni residuo della loro presenza nei villaggi menzionati. Secondo la mia fonte di Damasco, basandosi su testimonianze non verificate, i combattenti tribali avrebbero squartato con coltelli da caccia alcuni ratti dello SIIL catturati.
Oltre 16 autocarri-bomba furono individuati da ricognitori ed osservatori dell’EAS. Tali camion provenivano dall’area di Mosul, la notte del 13 gennaio 2017. Ogni autista dei camion aveva il compito di creare una breccia nelle difese dell’EAS per permettere ad unità specializzate dello SIIL (Inqimasiyn) di penetrare le postazioni dell’Esercito arabo siriano. Questi particolari tipi di ratti sono ex-commando delle forze speciali dell’esercito iracheno e degli Stati arabi del Golfo, intensamente addestrati e ridislocati dalle loro basi a Mosul, Raqqa e Palmyra nel tentativo di contrastare l’arretramento delle forze dello SIIL ad est e ad ovest dell’Eufrate. Il numero di morti fra i ratti è sorprendente. Ora la fine dei combattimenti è al traguardo con la piena vittoria dell’Esercito arabo siriano a portata di mano, dotato di armi e difeso da sciami di bombardieri siriani e russi.
Testimoni della corsa frenetica verso gli ospedali segnalano, in un caso, convogli di ambulanze correre ad al-Buqamal, città al confine tra Siria e Iraq. La maggior parte dei ratti va curata immediatamente, mentre la battaglia si svolge nella città. Oggi i comandanti della Guardia Repubblicana mettono insieme le forze per un contrattacco descritto come “massiccio”. Proprio oggi, lo SIIL cominciava a bruciare pneumatici nel tentativo maldestro di accecare i bombardieri siriani e russi. Evidentemente, le gomme erano per lo più pezzi di ricambio dei veicoli dello SIIL che hanno poche possibilità di salvare se bucano.
Che lo SIIL abbia occupato l’area del cimitero è esattamente una bugia. Non ha neanche ripreso la collina che getta l’ombra sull’area. Mere storie per sollevare il morale al collasso dei ratti. La Caserma della 119.ma Brigata corazzata che confina con la base aerea non è stata occupata e rimane nelle mani dell’EAS. Le uniche aree finite sotto il controllo dell’artiglieria dei ratti demoniaci sono la collina Ingegnere e la caserma Junayd, bloccando temporaneamente la strada per la base aerea. Sono stato informato che vengono prese le misure per rimuovere tale fastidio. Ad oggi, nonostante le bugie dei propagandisti inglesi, sono stati segnalati solo 20 soldati siriani caduti. Il numero di assassini dello SIIL spediti al l’inferno è oltre 1000 dal 13 gennaio, un dato che non può essere trascurato dai capi-ratti dello SIIL, e che li ha spinti ad inviare i rinforzi specializzati nell’area. Inoltre, all’attenzione dei nostri lettori va la menzogna inglese sui 10 soldati siriani giustiziati brutalmente dai selvaggi dello SIIL in modi diversi mentre correvano sui carri armati. In realtà, le persone giustiziate dallo SIIL erano informatori dell’esercito e funzionari del governo. I soldati siriani non si arrendono allo SIIL perché sanno quale sarebbe il loro destino.
SAAF e RVVS anneriscono i cieli sopra quest’area, ora: sul quartiere industriale, Tal Tamin, al-Sala, Cimitero, Tal Baruq. In questi luoghi, i ratti hanno perso 2 carri armati, un blindato e 7 tecniche. Oltre a queste aree, SAAF e RVVS attaccano Huayqa, al-Rushdiya, al-Sinah, al-Baqaliyah, al-Husayniyah e al-Junayna.
Un autista suicida su un camion-bomba carico di TNT e C-4 è stato fermato nel nord-est della base aerea. Le fonti dicono che aveva un sorriso da pazzo mentre guidava l’autoveicolo dritto nell’Ade. A Tal Baruq, l’EAS sventava l’attacco nel nord-ovest della città, eliminando 5 avvoltoi. Lo SIIL starebbe trasferendo i famigliari dalla città, in previsione di un attacco devastante da parte delle forze dell’Esercito arabo siriano. Temendo l’irruzione dei combattenti tribali Shaytat, la cui reputazione per la vendetta è ben nota, i ratti hanno deciso d’inviare la loro infelice prole nelle zone rurali, con centinaia di piccoli ratti urlanti con voce stridula, spuntando veleno sanguinoso e purulento dai finestrini del furgoni che li trasportano verso il destino incerto in cui scarafaggi e scorpioni vivono. Lo SIIL ha elencato centinaia di morti sui propri siti web. Gli unici degni di nota sono Ibrahim Shalash e Hamud al-Nasir.tulsi-gabbardUna storia in continuo sviluppo. La nostra eroina, la congressista Tulsi Gabbard (D-Hawaii), ha appena concluso un incontro a Damasco con molti funzionari. Si attende una dichiarazione al suo ritorno in Patria. Ci occuperemo di questo importante fatto.

Base Aerea di Dayr al-Zur

Base Aerea di Dayr al-Zur

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia cambia tattica in Siria

Valentin Vasilescu Reseau International 12 gennaio 2017su25sm3Il 10 gennaio 2017 la Russia schierava in Siria 12 cacciabombardieri Su-25SM3, rilevati dai satelliti-spia occidentali. Ed è probabile che almeno 48-52 Su-25SM3 siano inviati in Siria nelle prossime settimane. Si tratta del segnale che la Russia cambia tattica nella lotta ai terroristi islamici ed è prevista un’offensiva di terra su larga scala da parte dell’Esercito arabo siriano. [1] Il Su-25 è stato modernizzato in più stadi creando i Su-25SM/SM2/SM3, l’ultimo aggiornamento ha avuto luogo nel 2013. Circa 150 aerei modernizzati Su-25 (SM3/UBM2) e altri 120 Su-25 non modernizzati sono entrati nelle forze aeree russe. Il velivolo è propulso da 2 motori RD-195 dalla spinta di 4500 kg/s e una velocità massima di 975 km/h. È interessante notare che, con il tentativo d’imporre il cessate il fuoco in Siria il 27 febbraio 2016, la Russia ritirò dalla Siria i suoi 15 Su-25SM3. Gli aerei avevano più di 20 anni e completato oltre 200 ore di volo in Siria, divenendo oggetto di controllo negli impianti di riparazione in Russia. La nuova offensiva dell’Esercito arabo siriano servirà a liberare dai mercenari islamisti il Paese, a testare nuovi equipaggiamenti e ad addestrare i militari russi in condizioni di combattimento reale, per difendersi dall’invasione della NATO [2].0_b4097_de3d9324_-2-xl-e1424183930102Qual è il cambiamento tattico della Russia nella lotta al terrorismo islamico in Siria?
Finora la Russia aveva attaccato obiettivi in Siria con missili da crociera lanciati da sottomarini, navi di superficie e bombardieri a lungo raggio. D’altra parte, i bombardieri tattici russi che operano dalla base di Humaymim hanno completato le missioni previste, dopo che i velivoli da ricognizione senza pilota individuavano i bersagli ore o giorni prima. In genere, tali obiettivi avevano scarsa mobilità e si trovavano a una distanza di sicurezza da civili e truppe dell’Esercito arabo siriano. Ogni aereo russo era armato solo con 2 bombe o missili aria-terra a guida laser, GPS, TV e IR, bombardando da quote di 8000-10000 m. La tattica mutata della Russia in Siria significa che gli aerei russi compiranno quasi esclusivamente missioni di supporto vicino (CAS – Supporto aereo ravvicinato) creando brecce nella difesa dei mercenari islamisti necessari alla rapida avanzata delle truppe siriane. L’aereo Su-25SM3 è il più adatto a tali missioni. La maggior parte delle missioni di supporto ravvicinato va effettuata di notte senza le informazioni dettagliate ricevute in anticipo dai velivoli da ricognizione. Operando in pattuglie ad alta quota sulle zone del territorio occupato dagli islamisti, con la procedura della “caccia ai bersagli”. Una volta che l’obiettivo viene individuato, il pilota vi avvia la procedura d’attacco. Tuttavia, le missioni di supporto ravvicinato richiedono perfetta coordinazione spazio-temporale con i soldati sul terreno, che prevede l’utilizzo di ufficiali russi specializzati nella guida dei Su-25SM sugli obiettivi a terra presi di mira sul fronte. In primo luogo, identificano la posizione ai piloti in volo di supporto via radio e di notte con un dispositivo laser rilevabile dai sensori elettro-ottici a bordo dell’aereo russo. Poi gli ufficiali di puntamento indicano gli obiettivi segnalati da colpire con lo stesso dispositivo laser. Questo garantisce la massima precisione d’attacco su bersagli mobili come le Toyota armate di mitragliatrici, squadre di cecchini o postazioni islamiste situate nei piani inferiori degli edifici.
Il sistema optoelettronico del Su-25 SOLT (con sensori laser, TV e IR) montato nel naso è utilizzato per la navigazione FLIR e via satellite (GLONASS), e per trovare e identificare bersagli a terra di notte e ad alta quota. Per attaccare gli obiettivi, il Su-25SM3 dispone di un centro di controllo del tiro PrNK-25SM Bar che utilizza il sistema optoelettronico SOLT-25 e un telemetro per puntare via laser le armi guidate. Nella procedura di “caccia al bersaglio” si usano raramente bombe guidate o armi di piccolo calibro, e si usano soprattutto i razzi o il cannone di bordo. Il Su-25SM3 ha un cannone binato GSh-30-2 da 30 mm, con rateo di tiro di 2000 colpi/minuto che utilizza proiettili perforanti-incendiari, esplosivi-incendiari e anticarro-traccianti (APT) dal nucleo in tungsteno. Il Su-25SM3 dispone di oltre 10 punti di attacco sotto le ali, che possono trasportare armi per 4340kg. Nella procedura della “caccia agli obiettivi” il Su-25M3 è dotato di 8-10 lanciarazzi UB-32/57, ciascuno con 32 razzi S-5M/K del calibro di 57mm, o lanciarazzi B-8M1, B-13L e PU-O-25 armati con razzi da 80mm, 122 mm e 266 mm di calibro. L’attacco avviene sparando raffiche di proiettili o razzi picchiando con un angolo di 15-30 gradi da una quota di 1000-3000 m. La procedura della “caccia ai bersagli” permette di eseguire diversi attacchi contro obiettivi diversi.
Solo, benché più efficaci dei bombardamenti pre-programmati, le missioni di supporto ravvicinato sono estremamente rischiose dato che, al di sotto della quota di 5000 m, tutti gli aerei sono vulnerabili ai missili portatili (MANPADS) e al di sotto dei 3000 m sono vulnerabili a mitragliatrici pesanti e cannoni da 12,7mm, 14,5mm, 23mm e 30mm, di cui sono dotati i mercenari. L’aereo russo Su-25 è equivalente allo statunitense A-10, avendo entrambi blindatura in titanio del peso di 500 kg e uno spessore di 15-30 mm in grado di sopportare proiettili da 23mm di calibro, e una blindatura in fibra di carbonio (che trattiene le schegge risultanti dalla frammentazione per esplosione dei proiettili). Per la protezione contro i missili terra-aria, il Su-25SM3 è dotato del sistema Vitebsk-25, simile allo Spectra ESM del francese Rafale. Rileva se l’aeromobile viene inquadrato da radar nemici, ne calcola azimut e tipo, e ne gestisce l’interferenza su diverse frequenze, utilizzando il sistema integrato L-370-3S. Il sistema Vitebsk-25 protegge gli aerei Su-25SM3 dai missili a guida infrarossi o laser con il sottosistemi di inganni termici APP-50, anche contro i missili superficie-aria portatili (MANPADS) .siria-su-25-2017-1-10

[1] Come potrebbe finire il conflitto in Siria nel 2017?
[2] Cosa ha spinto la Russia ad intervenire in Siria?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cosa ha spinto la Russia ad intervenire in Siria?

Valentin Vasilescu Reseau International 10 gennaio 2017gbrssbgDecifrare le ragioni del coinvolgimento della Russia nel conflitto in Siria continua ad avere molte incognite. La prima incognita è che, mentre gli aerei russi in Siria potrebbero trasportare da 8 a 24 missili o bombe, sono armati solo di 2 bombe o missili “intelligenti” (KAB-250S/LG, KAB-500L/Kr, KAB-1500L, KAB-1500Kr, Kh-29L/T, Kh-25T ), a guida laser, GPS e TV/IR. La precisione di queste armi è intorno ai 2-5 m. Un’altra incognita è che i cacciabombardieri russi a volte rimanevano per un’ora nell’area di decollo finché non c’erano più civili nell’area del bersaglio. Ricordiamo che i bombardieri B-52 degli Stati Uniti seppellirono nei bombardamenti a tappeto, combattenti vietnamiti e aree abitate vicine, e gli aerei degli Stati Uniti Skyrider-1, F-100, F-105, F-4, F 8, A-4, A-6, A-26 e B-57 lanciarono migliaia di contenitori di napalm sui villaggi vietnamiti. Il metodo utilizzato dai russi in Siria è quello dell’aviazione di uno Stato che opera nel contesto delle operazioni in difesa del proprio territorio. Un’altra incognita è il motivo per cui la Russia decise d’intervenire nell’ottobre 2015 dopo più di quattro anni di guerra in Siria, quando il 75% del Paese era occupato dagli islamisti. Nel febbraio 2014, un colpo di Stato avvenne in Ucraina, sostenuto dall’occidente, noto come euromaidan e seguito dall’adesione della Crimea alla Russia con un referendum nel marzo 2014, e dallo scoppio della guerra civile nell’Ucraina orientale. Stati Uniti, Unione europea e Stati fedeli imposero l’embargo economico alla Russia. Nel settembre 2014, in occasione del vertice in Galles, la NATO decise di sviluppare nuove capacità di difesa ai confini della Russia, materializzatasi nello schieramento della 3.za brigata carri armati della 4.ta Divisione dell’esercito degli Stati Uniti nei Paesi baltici e Polonia (87 carri armati M1A1 Abrams, 20 obici semoventi M109A6 Paladin e 136 veicoli da combattimento della fanteria M2 Bradley). Aggiuntasi alla 10.ma Aerobrigata (50 elicotteri UH-60 Black Hawk, 10 grandi elicotteri da trasporto CH-47 Chinook e 24 elicotteri d’attacco AH-64 Apache). Nelle guerre del Golfo, l’esercito statunitense usò un nuovo algoritmo per la ricognizione strategica e gli attacchi di penetrazione in profondità delle difese del nemico. Dopo che l’US Air Force impose la supremazia aerea, i cacciabombardieri avviarono la neutralizzazione, con grande precisione, dei carri armati iracheni posizionati sulle linee fortificate di contrattacco e le linee offensive disposte a scaglioni dalle grandi unità della riserva tattica. Allo stesso tempo, gli elicotteri d’attacco dell’esercito e dei marines riuscirono, con il sostegno delle batterie di obici semoventi da 155mm M109A6 Paladin, a neutralizzare i gruppi d’artiglieria delle unità e divisioni nemiche, così come i rifornimenti per i carri armati del primo scaglione delle difese dell’esercito iracheno. La precisa localizzazione dei bersagli iracheni fu ottenuta grazie a un complesso programma di riconoscimento militare degli Stati Uniti, basato oltre che sui satelliti di sorveglianza, su quattro livelli dell’ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance), per l’acquisizione e il trattamento dei dati, disponendo del quadro completo della situazione sul teatro:
– Il primo livello, strategico, composto da droni a lungo raggio RQ-4A/B Global Hawk e Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, e da aerei da ricognizione con equipaggio U-2, E-8C e RC-135.
– Il secondo livello erano i droni a breve e medio raggio RQ-7 Shadow, RQ-5 Hunter, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper.
– Il terzo livello erano gli aerei ad elica con equipaggio Cessna Caravan 208B, C-23A Sherpa, C-12R Horned Owl e C-12 MARSS-II King Air.
– Il quarto livello era la flotta di elicotteri di 12 brigate dell’esercito degli Stati Uniti (OH-58D Kiowa Warrior e AH-64 Apache).
saxdcvffvCon l’azione combinata dei mezzi da ricognizione e attacco statunitensi, la struttura dello schieramento da combattimento iracheno fu spezzata creando brecce ampie per le unità meccanizzate e corazzate. Per penetrare in profondità tre le difese e attuare con successo la manovra avvolgente, usarono pochissimi carri armati M1A2 Abrams, veicoli da combattimento di fanteria M2 Bradley e veicoli da combattimento del corpo dei marine AAV-7A1, poiché tutti cingolati dalla bassa velocità. Preferirono usare mezzi come i blindati LAV-25 Stryker (dalla velocità massima di 100 km/h), raggruppati in brigate. Una brigata di Stryker modello comprende 135 mezzi divisi in tre battaglioni di fanteria (3 compagnie), una squadra da ricognizione (3 compagnie) con 33 Stryker e HMMWV12, un battaglione di artiglieria (3 batterie di cannoni semoventi da 155mm) e un battaglione di soldati per le operazioni speciali. Dal 2012, l’esercito russo ha trasformato 7-10 brigate motorizzate sul modello statunitense, basate sui blindati da trasporto truppe anfibi BTR-80 e BTR-82A. Nei prossimi 2-3 anni, i BTR-80/82A saranno sostituiti dal nuovo VPK-7829 Bumerang.
In Siria, i cacciabombardieri russi Su-25, Su-24, Su-34 e l’Aeronautica siriana crearono brecce nella difesa dei mercenari effettuando attacchi sui depositi di munizioni e carburante, sui veicoli da combattimento (carri armati e artiglieria semovente) e anche fortificazioni d’appoggio. Gli elicotteri d’attacco russi Mi-24V e Mi-28N distrussero i mezzi da combattimento dei mercenari, come le Toyota armate di mitragliatrici e lanciamissili anticarro (contro le linee d’attacco), e autobombe suicide. Attraverso le brecce così create, i blindati BTR-82A russi s’infiltrarono come avanguardia, per via della maggiore capacità di manovra su terreno senza ostacoli e per la potenza di fuoco dei cannoni da 30 mm montati sulle torrette. Come protezione, i BTR-82A operano con diversi carri armati russi T-90A dotati del sistema di protezione attiva Shotra per nullificare i missili anticarro statunitensi TOW-2. Non è escluso che la Russia abbia inviato in Siria nuovi tipi di carri armati (T-14 Armata, veicoli da combattimento della fanteria T-15 e Kurganets-25) in fase di test; i blindati più avanzati al momento.
In Siria, l’esercito russo ha creato un potente sistema C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni e interoperabilità) da ricognizione e attacco. La raccolta e l’elaborazione dei dati avviene su più livelli, come nel caso delle forze armate statunitensi. Questi livelli sono, oltre alla ricognizione satellitare, gli aerei da ricognizione con equipaggio Il-20M1 e Tu-214R (le cui missioni durano più di 12 ore), droni (UAV) a medio raggio Zala, Jakovlev Pchela-1T e Orlan-10, droni a lungo raggio Dozor 600 ed elicotteri d’attacco e ricognizione Mi-35 e Ka-52. Dato che lo spazio aereo siriano è occupato a nord, centro ed est dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti (che comprende aerei di Stati della NATO e del Golfo Persico), secondo le dichiarazioni del generale Philip Breedlove, ex-comandante della NATO in Europa, il contingente russo ha creato sull’ovest della Siria una no-fly zone (bolla AD/A2) che vieta qualsiasi azione della NATO. Nella zona di esclusione, la Russia ha attuato una serie di misure per garantirsi la supremazia nella guerra radio-elettronica (Electronic Warfare-EW) contro i sistemi di ricognizione a terra, aria e spazio della coalizione degli USA. La zona è diventata opaca alla ricognizione della NATO grazie al sistema russo Krasukha-4 che disturba i radar di sorveglianza dei satelliti-spia statunitensi della serie Lacrosse/Onyx, i radar a terra, i radar aeroportati di AWACS, E-8C, RC135, Sentinel R1 e quelli montati sugli UAV RQ-4 Global Hawk, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper. Gli aerei russi sono dotati dei sistemi di radiodisturbo SAP-518/SPS-171 e L-175B Khibinij e gli elicotteri Mi-8AMTSh dei sistemi Richag-AV. La Russia ha inviato in Siria altri sistemi per interferire e neutralizzare il radiocontrollo dei droni mentre svolgono le missioni da ricognizione nello spazio aereo della Siria occidentale, o per generare contromisure nello spettro visibile, infrarosso o laser, contro i sistemi di sorveglianza optoelettronici (IMINT) aerospaziali degli statunitensi. Per intercettare i velivoli nella no-fly zone in Siria, i russi impiegano i Su-30SM e Su-35, nonché i sistemi missilistici antiaerei a lungo raggio S-400.
Il dispiegamento dei contingenti aeroterrestri russi in Siria è quindi conseguenza della crescente aggressività della NATO ai confini della Russia. E’ servito non solo a sostenere il governo di Bashar al-Assad, ma a continuare la preparazione dei militari russi nel respingere l’invasione della Russia da parte della NATO. Anche questo ha permesso di testare, in condizioni di combattimento reali, l’operatività di alcuni elementi chiave del nuovo sistema strategico da ricognizione ed attacco delle forze armate russe. Il sistema è stato copiato da quello statunitense ed adattato alle condizioni specifiche dell’esercito russo, il cui ruolo è difendere la Russia, nel caso d’invasione della NATO.nbtkbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Missione compiuta: la portaerei Admiral Kuznetsov torna a casa

Alexander Mercouris, The Duran  6/172016

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo la portaerei della Marina russa Admiral Kuznetsov rientra in Russia per un esteso aggiornamento. Una volta completato, la Kuznetsov sarà schierata in Mediterraneo in modo semi-permanente.
Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo il Ministero della Difesa russo confermava che la flotta russa inviata nel Mediterraneo orientale in autunno, tra cui la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, rientravano in Russia. Questi erano i piani. Non c’è mai stato alcun suggerimento che lo schieramento non fosse temporaneo. La parte che la flotta russa ha giocato nella battaglia di Aleppo è difficile da valutare. Tuttavia è improbabile che sia stata decisiva o significativa. Il dispiegamento della flotta sembra volta a fornire esperienza alla flotta russa sulle operazioni di combattimento imbarcate, una cosa completamente nuova per la Russia, mentre rafforzava le difese aerea russe in Siria nel momento della battaglia decisiva in Siria, quando c’erano minacce da certi ambienti d’interferire nelle operazioni stabilendo una no-fly zone. In altre parole, la missione della flotta era una combinazione di esercitazione e di deterrenza, ed ha avuto successo su entrambi gli aspetti. I media russi già prima dello schieramento dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale suggerivano che dopo aver completato la missione sarebbe stata sottoposta ad importanti modifiche, comportanti la sostituzione dei motori poco efficienti e la sistemazione dei vari problemi dei sistemi che affliggono la nave da sempre. Soprattutto certi noti problemi come, ad esempio, i sistemi di riscaldamento e idrici, e i russi ora sono consapevoli degli ulteriori problemi dei cavi di arresto (che hanno causato almeno due incidenti) e senza dubbio di altri problemi di cui non sappiamo nulla.
I russi ora sanno di risolverli, come avevano pianificavano per dopo lo schieramento. Il risultato sarà una nave da guerra più potente ed efficiente, una volta completato l’aggiornamento, ma ci vorranno anni. Una volta completati i lavori, vi è la possibilità che l’Admiral Kuznetsov sia schierata nel Mediterraneo in una base semi-permanente. L’Admiral Kuznetsov, essendo una portaerei convenzionale di medie dimensioni, si adatta meglio alle condizioni del Mediterraneo che non a quelle del Nord Atlantico. Nel Mediterraneo è un potente simbolo della volontà politica e della forza navale russa, mentre nel Nord Atlantico è un nano data l’inferiorità numerica verso le molto più potenti e numerose superportaerei nucleari della marina degli Stati Uniti, dove il suo ruolo è meno evidente. I russi hanno affermato che l’impianto di riparazione nel porto siriano di Tartus, attualmente in fase di ampliamento come base navale effettiva, potrà ospitare portaerei. Probabilmente l’Admiral Kuznetsov vi sarà basata.9z4yd1e

La Cina schiera la sua prima portaerei, avvertendo gli Stati Uniti
Alexander Mercouris, The Duran 6/1/2016

Mentre salgono le tensioni, i media cinesi avvertono gli Stati Uniti sulla gara navale 50ennale per il controllo del Pacifico, mentre la Cina schiera la sua prima portaerei nel Mar Cinese Meridionale.e5447d360adfMentre la portaerei russa Admiral Kuznetsov rientra dopo l’impiego operativo nel conflitto in Siria, la portaerei gemella cinese Liaoning (ex-Varjag) compie la prima crociera. Il Ministero della Difesa cinese ha descritto lo scopo della crociera della Liaoning come “ricerca scientifica, sperimentazione e formazione“. In altre parole, si tratta soprattutto di addestramento destinato a familiarizzare i cinesi con le operazioni aeronavali in vista delle molto più grandi portaerei cinesi in costruzione. Non solo questo però. I cinesi hanno volutamente schierato la Liaoning nel Mar Cinese Meridionale, punto di tensioni con gli Stati Uniti. La sua presenza ha ovviamente lo scopo di rivendicare ai cinesi il Mar Cinese Meridionale e ricordare a Stati Uniti e altre potenze navali del Pacifico la realtà della potenza cinese in questo settore. I cinesi usano la Liaoning come manifestazione politica ed hanno maggiori piani per quella che è, per ora, la loro unica portaerei; ciò è confermato da un editoriale del quotidiano cinese Global Times, noto per riflettere le opinioni della dirigenza cinese.
Il ruolo della Liaoning non si limiterà ai test tecnologici militari. Va anche verificato il ruolo geopolitico delle portaerei cinesi e la risposta delle grandi potenze al rafforzamento della Marina militare della Cina. Le portaerei sono strumenti strategici che dovrebbero essere usati per mostrare al mondo la forza della Cina e modellare l’atteggiamento del mondo nei confronti di essa. E non sono costruite solo per la guerra, ma le portaerei cinesi devono partire per un lungo viaggio. Gli interessi fondamentali della Cina sono principalmente sugli oceani, l’azione delle portaerei va al di là delle aree limitrofe. La rivalità va estesa nelle aree più ampie in modo da allentare la pressione al largo della Cina. Pur avendo nella flotta una sola portaerei, la Cina ora dovrebbe avere la capacità e il coraggio di proiettarsi sugli oceani. Dovrebbe non solo superare la prima catena di isole, ma anche la seconda e operare in acque dove la flotta cinese non ha mai incrociato. La flotta cinese navigherà nel Pacifico orientale, prima o poi. Quando la flotta di portaerei della Cina apparirà al largo degli USA, un giorno, si penserà in modo intenso sulle regole marittime. La navigazione oceanica della flotta di portaerei cinese non ha per scopo provocare gli Stati Uniti o ridisegnare la struttura strategica marittima. Ma se la flotta potrà entrare nelle aree in cui gli Stati Uniti hanno interessi fondamentali, la situazione con cui gli Stati Uniti fanno unilateralmente pressioni sulla Cina cambierà. La Cina dovrà accelerare il varo delle nuove portaerei, in modo da attivarle per il combattimento. Inoltre, la Cina deve pensare ad istituire punti di rifornimento per la Marina in Sud America, in questo momento. I cinesi amano la pace, ma i militari cinesi devono essere risoluti. La Cina non è facilmente irritabile, ma una volta che lo sarà, adotterà contromisure. La Liaoning e la sua flotta parteciperanno a una competizione geopolitica spietata e diverranno portabandiera della Marina militare cinese”.
Questo è un avvertimento diretto della volontà cinese ad affrontare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti navali nel Pacifico, con la Marina militare cinese pronta a sfidare quella degli Stati Uniti, mai messa in discussione dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Inoltre i cinesi discutono apertamente di stabilire punti logistici per la loro Marina militare in Sud America (ci si chiede in quali Paesi) in un modo che alcun altra potenza, neanche URSS o Giappone, hanno mai fatto prima. Nonostante le garanzie della redazione che la Cina “non mira a provocare gli Stati Uniti” con queste mosse, è impossibile immaginare altra sfida geopolitica e militare-strategica che rischi di provocare di più gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia moderna, gli Stati Uniti affronterebbero una sfida militare diretta al largo delle loro coste e nel proprio cortile di casa. Vi è ampio dibattito sull’utilità militare delle portaerei, con l’affermazione spesso fatta che siano oggi militarmente obsolete essendo sempre più vulnerabili ai missili antinave. Mentre ciò sembra essere una forzatura, ha probabilmente una verità nella vasta area del Pacifico, dove le flotte hanno maggiori probabilità di essere schierate oltre la gittata dei missili antinave terrestri e aerei. Fu dopo tutto contro il Giappone, nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e non contro la Germania o l’URSS nell’Atlantico nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda, che la portaerei ebbe il suo maggiore impiego. Infatti il principio che i militari spesso si preparano sull’ultima guerra, piuttosto che su quella successiva, è una critica forse valida della Marina degli Stati Uniti, costruita su una flotta di portaerei durante la guerra fredda, più adatta alla guerra contro uno Stato insulare dipendente dal commercio come il Giappone che contro l’autosufficiente superpotenza continentale sovietica a cui in realtà si contrappose. Mentre la minaccia del rafforzamento navale cinese nel Pacifico è la sfida probabilmente più vicina a quella cui la Marina degli Stati Uniti si è preparata a combattere, c’è una differenza cruciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le le risorse industriali e tecnologiche del Giappone si ridussero. Oggi, al contrario, la Cina, rivale degli Stati Uniti nel Pacifico, ha risorse industriali superiori quelle degli Stati Uniti. Ovviamente a causa dell’enorme vuoto da colmare, l’equilibrio navale nel Pacifico ancora favorisce enormemente gli Stati Uniti. Tuttavia, in un successivo editoriale, il Global Times chiariva la decisione della Cina nel costruire le proprie forze navali nel Pacifico, per raggiungere una posizione navale dominante, anche se richiedesse cinquant’anni. “La Liaoning è utilizzata per la ricerca scientifica e prepararsi per la portaerei interamente di fabbricazione cinese in costruzione. La Cina ha una lunga strada da percorrere per costruire una propria difesa su portaerei. Per almeno mezzo secolo, la Cina non smetterà la costruzione della propria difesa. E’ chiaro che nel 21° secolo l’ascesa della Cina è la nuova normalità”.
Date le maggiori, e crescenti, risorse della Cina, questa è una sfida che gli Stati Uniti nel tempo semplicemente non potranno vincere, e i cinesi lo sanno. Vi è naturalmente un forte postura in tutto questo. Proprio mentre Donald Trump si avvicina a Taiwan per spingere la Cina a fare concessioni, gli avvertimenti cinesi sulla corsa agli armamenti navali nel Pacifico sono un monito agli Stati Uniti a venire a patti o affrontarne le conseguenze. In effetti lo stesso editoriale del Global Times dice tanto, “La Cina è diventata uno dei Paesi più potenti del Pacifico occidentale, ma non chiede più diritti. Gli interessi fondamentali della Cina non si sono ampliati, ed è aperta a negoziati su tutte le controversie. La Cina non affronterà l’alleanza USA-Giappone in acque oceaniche, mentre essi non sfideranno gli interessi fondamentali della Cina. La Cina infliggerà un duro colpo a chi agisse arbitrariamente nelle sue zone marittime”. Mentre la Cina e gli USA di Trump si preparano ad affrontarsi, vi è l’avvertimento appena velato che nel guanto di velluto cinese c’è un pugno di ferro. Donald Trump, autore dell’Arte degli affari, si spera comprenda e ne prenda nota.china-liaoning-2016-1-a

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Intanto, Washington a fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei...

Intanto, Washington ha fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria
Analisis Militares 2 gennaio 2017

t_90v_sirii_88888Più o meno abbiamo visto che i russi hanno testato sul campo alcuni sistemi d’arma non testati, ma quando oggi viene annunciato che 162 lo sono stati, molti rimarranno stupiti dalla cifra. Raccogliendo dati sui nuovi sistemi d’arma che si è potuto vedere, si completerà la lista aggiornata il più possibile sui 162 annunciati.
Ecco la lista di nuove armi russe testate in Siria preparata al volo e che va completata.

Aviazione:
Cacciabombardiere Sukhoj Su-30SM
Cacciabombardiere Sukhoj Su-33
Bombardiere Sukhoj Su-34
Caccia Sukhoj Su-35S
Cacciabombardiere MiG-29KR
Cacciabombardiere MiG-29KUBR
Bombardiere Tupolev Tu-160
Bombardiere Tu-95MS
Bombardiere Su-24M2 con SVP-24
Bombardiere Tu-22M3 con SVP-24-22
Aeromobile per la guerra elettronica Tupolev Tu-214R
Elicottero Mil Mi-8AMTSh
Elicottero da combattimento Mi-28N Mil
Elicottero da Combattimento Mil Mi-35M
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52K
Elicottero da combattimento Ka-29
Elicottero Kamov Ka-31
Elicottero Kamov Ka-31SV
Elicottero da ricerca e soccorso Kamov Ka-27PS
Elicottero ASW Kamov Ka-27PL
Drone Orlan 10
Drone Forpost
Drone Eleron 3SV
Drone Ptero
Drone Inspektor 402
Drone ZALA 421-16E
Sistema difensivo Vitebsk/Prezident-S
Sistema di guerra elettronica Khibinij
Missile aria-aria R-77
Missile aria-aria RVV-MD
Missile da crociera stealth Kh-101
Missile da crociera Kh-555
Missile Kh-35
Bomba guidata KAB-500S
Bomba guidata KAB-250
Bomba guidata KAB-1500LG
Bomba container RBK-500
Submunizioni di proiettili perforanti SPBE-D
Palloni frenati1042420732Marina:
Portaerei Proekt 11345 Admiral Kuznetsov
Incrociatore lanciamissili nucleare Proekt 1144
Incrociatore lanciamissili Proekt 1164
Cacciatorpediniere Proekt 1155
Fregata Proekt 11356M
Fregata Proekt 11661
Corvette Proekt 21631
Sottomarino Proekt 636.3
Mezzo d’assalto Proekt 03160 Raptor
Nave oceanografica Proekt 22010 Jantar
Sistema Bastion-P
Sistema Kalibr-NK
Sistema Kalibr-PL
Missile da crociera 3M-14
Missile da crociera 3M55в ангаре макеты вертолетовTerrestre:
Carro armato T-90
Autocarro Tajfun-K
Blindato BTR-82A
Blindato BMP-97 Vystrel
Autoveicolo GAZ Tiger-M
IVECO LMV
Robot per sminamento Uran-6
Sistema di sminamento UR-77
Rivelatore IMP-2S
Rivelatore PIPL
Rivelatore INVU-3M
Dispositivi di protezione OVR-2
Attrezzature individuale Ratnik
Fucile d’assalto AK-74M3
Visualizzatore IWT 336 Tsiklop
Sistema di difesa aerea Pantsir-S1
Ssistema di difesa aerea S-300V
Sistema di difesa aerea S-400
Radar 96L6
Radar Kasta 2
Complessi di riconoscimento tattico (KRUS) Strelets
Sistema di comunicazione Acquedotto
Sistema da guerra elettronica Krasukha-4
Sistema da guerra elettronica RP-337VM1cdi7c7-vaaekzjnPertanto, chi pensa che ci sia qualcosa non presente nella lista me lo dica, lo controlleremo, e se è risulta, l’aggiungeremo per completare le informazioni mancanti.13

Intanto in Siria…
Analisis Militares 4 gennaio 2017

Non so se si ha la stessa impressione, ma caduta Aleppo la campagna mediatica dei terroristi ha perso così tanta forza che appena compare nei notiziari. Con la fine dell’anno ci sono i saldi e i russi presentano alcuni dati. Così, durante l’intervento militare in Siria hanno distrutto:
circa 35000 terroristi
204 capi di terroristi
725 campi di addestramento
405 fabbriche per armi
448 carri armati e blindati
57 Lanciarazzi multipli
418 lanciarazzi singoli
410 mortai
28000 altre armi
Liberando:
12360 kmq di territorio siriano
499 persone ostaggio dei terroristi
Nelle operazioni di sminamento hanno:
Smantellato 26853 ordigni esplosivi
Bonificato 1420 ettari di terreno
Inoltre hanno anche consegnato decine di migliaia di tonnellate di aiuti umanitari ai civili siriani.
Nelle ultime ore Igor Konashenkov affermava una cosa che molti pensano, che gli Stati Uniti hanno avuto una posizione molto sospetta verso Stato islamico e Siria. Nessuno pensi che Konashenkov sia venuto alla ribalta con no… no, no, Konashenkov è venuto alla ribalta per rispondere a una dichiarazione del direttore della CIA, John Brennan, con cui criticava l’azione russa in Siria accusandola della morte di migliaia di siriani, cosa, Brennan aggiungeva, che gli Stati Uniti non fanno. E aggiungo, che faccia è necessaria avere affinché un rappresentante degli Stati Uniti dica le cose del genere dette da Brennan nelle ultime ore.

L’aeronautica navale russa ha distrutto 1252 obiettivi dei terroristi in Siria in 2 mesi
South Front 06/01/2017

Gli aerei da guerra russi dell’incrociatore pesante lanciamissili portaerei Admiral Kuznetsov avevano distrutto 1252 obiettivi dei terroristici in Siria in 2 mesi, affermava il comandante del gruppo militare russo in Siria Colonnello-Generale Andrej Kartapolov. “Nel corso di due mesi, i piloti dell’aviazione navale hanno effettuato 420 sortite (di cui 117 di notte). Quasi tutte le sortite sono state accompagnate da condizioni meteo gravi. 1252 obiettivi terroristici in Siria sono stati distrutti“, aveva detto Kartapolov. La Marina Militare russa fa rientrare l’Admiral Kuznetsov e il suo gruppo tattico dal Mediterraneo nella base di Severomorsk in Russia, annunciava il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. La mossa avviene quando la Russia inizia a ridurre la presenza militare in Siria. Il Presidente Vladimir Putin ordinava il ritiro parziale delle forze militari dalla Siria dopo l’annuncio del cessate il fuoco in Siria nel dicembre 2016.russian-aircraft-carrier-admiral-kuznetsov-kuznetsov-class-type-1143-5-aircraft-carrier-su-33-k-mig-29k-pak-fa-landing-takoff-deck-10

La coalizione degli USA non bombarda gli impianti petroliferi dello SIIL
South Front

Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo Generale Igor Konashenkov, la potenza aerea della coalizione guidata dagli USA non ha mai effettuato attacchi aerei sugli impianti petroliferi occupati dai terroristi dello Stato islamico (SIIL) in Siria.
La coalizione guidata dagli USA non ha mai attaccato gli impianti di produzione petrolifera sequestrati dal gruppo terroristico Stato islamico sul territorio della Repubblica araba siriana, affermava il portavoce del Ministero della Difesa russo, Generale Igor Konashenkov. “Miracolosamente, solo i campi petroliferi catturati dallo SIIL, che consentivano ai terroristi di guadagnare decine di milioni di dollari ogni mese con il contrabbando di petrolio e reclutare mercenari da tutto il mondo, non sono finiti sotto i bombardamenti degli Stati Uniti“, aveva affermato Konashenkov. Inoltre, commentava la dichiarazione del direttore della Central Intelligence Agency (CIA) John Brennan, secondo cui la Russia fa “terra bruciata in Siria, portando a devastazione e migliaia e migliaia di morti inermi“, mentre “non è qualcosa che gli Stati Uniti avrebbero mai fatto in questi conflitti militari“.
Vorrei anche ricordare che le guerre internazionali degli ultimi decenni scatenate dagli Stati Uniti grazie alle falsità della CIA in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e Libia, sono tutte iniziate, continuate, e finite con le infrastrutture economiche distrutte in questi Stati dall’US Air force“, dichiarava il Maggior-Generale, aggiungendo che era “una dubbia coincidenza” che le aziende statunitensi, vicine a CIA e Pentagono ottenessero “sempre” i contratti per ricostruire le infrastrutture danneggiate. “John Brennan sa perfettamente dei veri risultati delle azioni della Russia in Siria. Specialmente CIA e servizi speciali, avendoglieli annunciati nell’ultima riunione del consiglio del Ministero della Difesa russo“, sottolineava Konashenkov.
A dicembre, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu disse che le Forze Armate siriane e i loro alleati avevano liberato più di 12300 chilometri quadrati di territori siriani, tra cui quasi 500 aree popolate. Inoltre, aggiunse che 71000 attacchi aerei alle infrastrutture dei terroristi, che avevano eliminato 1500 mezzi bellici, 725 campi di addestramento e 405 fabbriche di armi, furono effettuati dalle Forze Aerospaziali russe dall’inizio delle operazioni in Siria. Secondo il Ministro della Difesa russo, 35000 terroristi furono eliminati e altri 9000 avevano deposto le armi. “Ma il risultato più importante, raggiunto senza l’attuale amministrazione degli Stati Uniti (o meglio, senza il coinvolgimento della CIA), insieme a Iran e Turchia, è l’accordo con le forze dell’opposizione siriana entrato in vigore il 30 dicembre, per cessare le ostilità e prepararsi ai negoziati di Astana per la soluzione del conflitto siriano“, concludeva Shojgu.1689901Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora