Misteriosi incidenti presso la base aerea di Nellis. Ancora l’F-35?

Alessandro Lattanzio, 10/9/2017Un pilota rimaneva ucciso in un secondo incidente aereo, in una settimana, presso il Nevada Test and Training Range dell’US Air Force. Il colonnello Eric Schultz decedeva per le ferite subite nello schianto del proprio aereo, intorno alle 6:00 del 5 settembre, nel poligono a 200 km a nord-ovest della base aerea Nellis. Il velivolo, non specificato ma probabilmente un F-35, era stato assegnato al Comando Materiali dell’US Air Force e svolgeva una missione di addestramento al momento dell’incidente. “Le informazioni sul tipo di aeromobile interessato sono classificate e non divulgabili“, dichiarava il Maggiore Christina Sukach, a capo degli affari pubblici del 99.mo Stormo della Base aerea Nellis. Il Capo di Stato Maggiore dell’USAF, Generale David L. Goldfein, escludeva ogni speculazione che l’aereo fosse un caccia F-35 Joint Strike Fighter. “Posso dire che non era un F-35“, aveva detto a un giornalista di Military.com. Schultz era un pilota veterano con oltre 2000 ore di volo su numerosi velivoli, tra cui F-35 e CF-18, la versione canadese dell’F/A-18 Hornet, ed F-15E, con cui compì più di 50 missioni in Afghanistan. Ha inoltre svolto funzioni di direttore delle operazioni presso il centro dei test di volo canadese e operato sui sistemi per il programma sul Laser Aeroportato. Prima della carriera militare, Schultz aveva lavorato presso il Prat&Whitney Seattle Aerosciences Centre e presso il Naval Air Warfare Center. Nel 2011 fu il 28.mo pilota a volare sull’F-35 Joint Strike Fighter. L’F-35 è il programma più costoso di acquisizione di armamenti del Pentagono, dal costo stimato di oltre 400 miliardi di dollari. L’incidente è avvenuto il giorno prima che 2 aerei di attacco A-10C Thunderbolt II si schiantassero nello stesso poligono. Entrambi i piloti si erano eiettati. Gli aviogetti A-10C del 57.mo Stormo svolgevano, anch’essi, una missione di addestramento, quando precipitarono intorno alle 20:00 del 6 settembre. L’USAF non aveva comunicato dov’era accaduto esattamente l’incidente. Resta poco chiaro perché la morte di Schultz venisse comunicata tre giorni dopo l’incidente.
Va ricordato che anche l’US Navy nell’ultimo anno ha subito gravi e seri indicenti.Fonte: Military

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Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Missili sul Giappone: risposta della Corea democratica a sanzioni ed esercitazioni statunitensi

Amitié France-CoreeIl 29 agosto 2017, la Repubblica popolare democratica di Corea procedeva al lancio missilistico che sorvolava il Giappone. Questa nuova iniziativa, dopo tre lanci di missili a corto raggio del 26 agosto, sembra la risposta di Pyongyang all’intensificarsi delle sanzioni internazionali contro la RPDC e le manovre belliche USA-Corea del Sud Ulji Freedom Guardian del 31 agosto. La scommessa dell’amministrazione Trump di piegare la Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC) si è dimostrata ancora una volta errata, non sorprendentemente in quanto la RPDC ha sempre risposto alle ostilità di Stati Uniti e alleati coi programmi nucleari e balistici. Più che mai, l’Associazione Amicizia Francia-Corea vorrebbe che gli Stati Uniti avanzino un’offerta seria di dialogo, con un gesto significativo che dimostri buona volontà, la sospensione delle manovre militari e almeno soppressione parziale delle sanzioni in cambio della ripresa dei negoziati, che potrebbe assumere la forma di un appello a Kim Jong-un e Donald Trump a porre fine a tensioni e sanzioni, costantemente rinnovate.
Col lancio del missile (che non è chiaramente un ICBM, a differenza di luglio), presso Sunan, sede dell’aeroporto di Pyongyang, la RPC dimostra l’operatività dei lanci su tutto il suo territorio al fine di dissuadere gli Stati Uniti da colpi mirati su alcune installazioni militari. Il missile ha percorso 2700 chilometri in 15 minuti a una quota massima di 550 chilometri, prima di cadere in mare a 1180 chilometri dalle coste giapponesi. In precedenza, missili che trasportavano satelliti, non balistici, avevano più volte sorvolato il Giappone fin dal 1998. Come nei precedenti lanci, il Giappone denunciava, col Primo ministro Shinzo Abe, “una minaccia grave e senza precedenti“. Dato che il lancio è in contrasto con le risoluzioni, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) si riuniva urgentemente il 29 agosto su richiesta di Washington, Tokyo e Seoul. Donald Trump e Shinzo Abe parlarono al telefono per 40 minuti. La Cina invitava le parti a frenare: il portavoce del Ministero degli Esteri Hua Chunying dichiarava che “la Cina invita tutte le parti interessate a non intraprendere azioni che potrebbero spingere ad altre aumentando le tensioni nella regione“. Dopo aver promesso alla RPDC “fuoco e furia” come reazione tale che il mondo non ha mai visto, il presidente Donald Trump intende esercitare una “pressione pacifica” sulla Corea democratica.
Se Tokyo minacciava di distruggere il missile nordcoreano che sorvolasse il suo territorio, non adottava alcuna iniziativa. Gli abitanti dell’isola di Hokkaido, sorvolata per due minuti, ricevevano il messaggio di mettersi al riparo. Joshua Pollack, ricercatore presso il Centro James Martin per gli Studi sulla non proliferazione, dichiarava alla CNN che la traiettoria seguita (ad est della Corea, non verso Guam) era una “misura per mitigare i rischi” verso le aree popolate, supponendo che il tiro subisse problemi. La scelta della traiettoria sul Giappone può anche essere legata alle esercitazioni militari congiunte statunitensi-giapponesi Northern Viper ad Hokkaido. Poi le autorità coreane chiarivano di esser intervenute in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di annessione della Corea al Giappone del 29 agosto 2010. Un portavoce del Ministero della Difesa degli Stati Uniti aggiungeva che il lancio non “rappresenta una minaccia per l’America del Nord”. Anche se non minacciata, la Repubblica di Corea (Corea del Sud), poche ore dopo effettuava esercitazioni di bombardamento con quattro F-15K che sganciavano otto bombe da una tonnellata Mk-84 nei pressi della RPDC, per dimostrare la “capacità di distruggere la leadership nordcoreana” in caso di “emergenza”. Tale iniziativa rende improbabile la ripresa del dialogo inter-coreano, sacrificato alla speranza di Seul, finora delusa, di poter pesare sugli orientamenti strategici di Washington ponendosi da alleato più fedele nell’Asia del Nordest.
Mentre è sempre più improbabile che la RPDC rinunci volontariamente alle armi nucleari alla luce dei progressi compiuti, i negoziati, unico risultato credibile e desiderabile alla crisi attuale, si concentreranno sulla non proliferazione e il possibile congelamento dei programmi nucleari e balistici nordcoreani. Inoltre, come osserva CNN, riflettendo il consensuale punto di vista degli esperti statunitensi, una forza dissuasiva nucleare per le autorità nordcoreane è garanzia di non seguire il destino di Iraq e Libia; gli esperti (anche consiglieri governativi occidentali) non credono nel primo uso della forza militare della Corea democratica: “Perché la Corea democratica vuole armi nucleari e missili
La Corea democratica sviluppa da tempo armi nucleari e missili a lungo raggio per dissuadere gli Stati Uniti dal tentativo di rovesciare il regime di Kim Jong Un. Pyongyang ritiene che i leader di Paesi come l’Iraq, dove l’ex-dittatore Sadam Husayn fu rovesciato dagli Stati Uniti, e la Libia, il cui ex-leader abbandonò le ambizioni nucleari per eliminare le sanzioni e avere aiuti, furono rovesciati e uccisi dall’intervento statunitense in un contesto d’instabilità interna, e ritiene che solo la minaccia di colpire il territorio statunitense con una forza di ritorsione nucleare impedirà l’intervento militare statunitense. Molti esperti ritengono che la Corea democratica non utilizzerà per prima le sue armi. Secondo gli esperti, Kim Jong Un pone la sopravvivenza del suo regime al di sopra di tutto e sa che l’uso di un’arma nucleare innescherebbe una guerra che non può vincere”. D’altra parte, il rischio che una guerra sia scatenata dagli Stati Uniti dell’imprevedibile Donald Trump è più elevato: questo è il rischio che va eliminato.

Fonti:
Pentagono: La Corea democratica ha lanciato un missile che ha sorvolato il Giappone
Il lancio dei missili nordcoreani vi spaventa?

Zjuganov consiglia gli USA di lasciare in pace la Corea democratica
Gennadij Zjuganov Histoire et Societé 29 agosto 2017

Gennadij Zjuganov, presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, ha invitato gli Stati Uniti a lasciare in pace la Corea democratica, che ha diritto alla propria versione dello sviluppo, secondo Interfax.
Lasciate in pace la Corea democratica. Lasciatela crescere come ritiene opportuno. Conta sulle proprie forze creando una tecnologia moderna, costruendo strade e abitazioni. Ha diritto al proprio sviluppo“, dichiarava Gennadij Zjuganov a una conferenza stampa a Mosca. “In geopolitica gli statunitensi s’intromettono dovunque, hanno 800 basi. Non è un caso che la leadership nordcoreana sia obbligata a creare armi di distruzione di massa, missili e tecnologie spaziali“, ha detto il leader del Partito Comunista, secondo cui se queste armi le avesse avute la Jugoslavia, Milosevic non sarebbe stato trattato in quel modo. “Se le avesse avute l’Iraq, Sadam Husayn non sarebbe stato impiccato. Se le avesse avute la Libia, Gheddafi non sarebbe stato linciato per strada“, affermava Gennadij Zjuganov, secondo cui ogni volta che c’è una leadership, un pensiero nazionale indipendente, inizia il sabotaggio degli Stati Uniti, la provocazione. “D’altra parte, questa situazione è così tesa che ci vuole poco per fare esplodere la regione“, e ha detto che si era recato nella Corea democratica, vedendo il rafforzamento dei sistemi d’arma, tra cui artiglieria dalla gittata di 40 km. “Ho visto e capisco che è obbligata a farvi fronte, perché saranno obbligati a partecipare a questo conflitto. C’è un’enorme armata statunitense in Corea del Sud, persone che cercano di proteggersi dalle altre. Così smettete di minacciare, di violare lo spazio di questo Paese, di passare leggi contro la Federazione Russa“, dichiarava il leader del Partito Comunista.

Hwasong 12
Cassad 29 agosto 2017

La RPDC ha nuovamente ignorato le minacce di Washington e le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU lanciando un missile balistico Hwasong-12 che sorvolava il Giappone verso l’Oceano Pacifico e raggiungeva 550 km all’apogeo volando per 2700 km prima di cadere nell’Oceano Pacifico, ad est dell’Hokkaido. Fonti giapponesi affermano che prima della caduta il missile balistico andava in pezzi. In occasione del lancio, Giappone e Corea del Sud hanno protestato, e inoltre il primo ministro giapponese dichiarava di lamentarsi all’ONU aspettandosi un’azione dagli Stati Uniti, finora limitata a dichiarazioni minacciose, cui Kim Jong-un non bada.
Il missile è denominato KN-17 dagli Stati Uniti e dal punto di vista degli specialisti statunitensi, è dotato di un motore nordcoreano, versione modernizzata di alcuni sviluppi sovietici (eventualmente della Juzhmash esportati dall’Ucraina). Un’importante differenza del missile è l’assenza di “pinne” di stabilizzazione esterne, presenti sulle versioni precedenti dei missili balistici della RPDC; ciò è considerato un progresso significativo del programma missilistico nordcoreano. I potenziali parametri della testata nucleare del missile sono sconosciuti, ma ufficialmente la RPDC dichiara che il missile può trasportare una grande testata nucleare. Non ci sono informazioni sulla capacità del missile di violate gli elementi del sistema ABM. Il missile lanciato non è il più avanzato disponibile della RPDC: non molto prima veniva testato un missile Hwasong-14 più lungo, che può colpire Guam e teoricamente l’Alaska, cosa che non impedisce alla propaganda nordcoreana di dire che gli Stati Uniti continentali possono essere colpiti. Ma anche nella forma attuale, Hwasong-12 e Hwasong-14 garantiscono pienamente alla RPDC l’opportunità di colpire obiettivi in Giappone, Corea del Sud e Guam, base della dissuasione nucleare con cui la RPDC può danneggiare i vicini in modo inaccettabile, in caso di aggressione. Naturalmente, Pyongyang non rinuncerà mai a ciò, il che significa che nel prossimo mese vi saranno diversi test simili, soprattutto dato che Kim Jong-un già indica apertamente “ad approfondire e velocizzare”. Si può dire con sicurezza che finché gli Stati Uniti continueranno le esercitazioni e a mantenere il THAAD in Corea del Sud, Pyongyang continuerà i lanci in modo che nessuno pensi che si possa costringerla ad abbandonare il proprio programma sui missili nucleari.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Kim Jong Un guida il lancio di missili balistici della forza strategica nordcoreana

Rodong 30 agosto 2017Kim Jong Un, Presidente del Partito dei Lavoratori della Corea, Presidente della Commissione per gli Affari Statali della RPDC e Comandante supremo dell’Esercito Popolare coreano, ha guidato in sito il lancio di prova del missile balistico strategico a media-lunga gittata della Forza Strategica dell’EPC. Al lancio assistevano alti funzionari del Comitato Centrale del PLC, tra cui Ri Pyong Chol, Kim Jong Sik, Jo Yong Won e Yu Jin e funzionari della ricerca scientifica della Difesa tra cui Jang Chang Ha e Jon Il Ho. Il leader supremo Kim Jong Un è stato accolto dagli ufficiali della Forza Strategica dell’EPC, tra cui il Generale Kim Rak Gyom, comandante della Forza Strategica. Partecipava alla conferenza delle unità di artiglieria Hwasong della Forza Strategica dell’EPC, incaricate di colpire le basi delle forze dell’aggressore imperialista statunitense situate nel teatro operativo del Pacifico, entro la gittata degli Hwasong-12. Come noto al mondo, il lancio del missile balistico strategico a media-lunga gittata della Forza Strategica dell’EPC avveniva nell’ambito della dimostrazione di forza per contrastare le manovre militari congiunte Ulji Freedom Guardian delle forze di Stati Uniti e Corea del Sud, avviando l’importante e cruciale avvertimento della RPDC. L’esercitazione avveniva combinando manovre improvvise e d’attacco per stimare e esaminare la risposta della Forza Strategica dell’EPC a un rapido attacco in caso di conflitto sulla penisola coreana e confermare la reale capacità operativa in guerra dei missili balistici strategici a raggio medio-lungo, di cui è dotata. Il personale dell’artiglieria Hwasong, per la prima volta nella capitale della RPDC per l’esecuzione del lancio su ordine di Kim Jong Un, era altamente entusiasta di forza militante. Kim Jong Un giungeva sulla piazzola di lancio all’alba osservando gli artiglieri dislocare e schierare rapidamente il lanciamissili Hwasong-12, lodandoli per l’azione intelligente e precisa. Apprendeva i dettagli del piano di lancio, la decisione della traiettoria e delle acque del bersaglio ed emise l’ordine di lancio.
Il lancio del missile balistico rifletteva dignità e potenza del potere nucleare basato sul Juche, attraversando i cieli della penisola di Oshima dell’Hokkaido e di capo Erimo in Giappone, seguendo la rotta preimpostata e colpendo accuratamente le acque mirate nel Pacifico settentrionale. L’esercitazione non ha avuto alcun impatto sulla sicurezza dei Paesi limitrofi. Nell’esercitazione la capacità operativa del missile delle unità d’artiglieria Hwasong della Forza Strategica dell’EPC in guerra, e l’efficienza operativa del missile balistico strategico a media-lunga gittata, venivano nuovamente provate perfettamente. Kim Jong Un esprimeva grande soddisfazione per il successo del lancio. Lodando gli artiglieri Hwasong della Forza Strategica per aver ben gestito il nuovo sistema missilistico ultra-moderno e averlo utilizzando correttamente, dichiarando che l’esercitazione gli offrirà l’opportunità di avere una buona esperienza nelle operazioni missilistiche in caso di guerra. Ricordando che l’attuale lancio di missili balistici in situazione bellica è il primo passo delle operazioni militari dell’EPC nel Pacifico e preludio significativo per contenere Guam, base avanzata delle forze d’invasione, affermava la necessità di continuare lavorare per dare alla Forza Strategica una base moderna, effettuando altre esercitazioni di lancio dei missili balistici nel Pacifico quale obiettivo futuro. Affermava con nettezza che gli Stati Uniti venivano avvertiti dalla RPDC che seguirà attentamente il comportamento statunitense nelle bellicose esercitazioni all’aggressione, aggiungendo che l’esercitazione della Forza Strategica innalza misure risolute contro le esercitazioni militari congiunte Ulji Freedom Guardian condotte da Stati Uniti e loro fantocci. Ricordando che si tratta di una lezione che la RPDC impartisce oggi dimostrando che agisce, e non parla, verso gli Stati Uniti che negano in modo imprudente le iniziative della Corea democratica per attenuare l’estrema tensione, sottolineando che la RPDC continuerà a seguire il comportamento statunitense, come già dichiarato, e a decidervi le azioni future.
Esprimeva grande convinzione e fiducia che gli ufficiali e i soldati della Forza Strategica rafforzeranno ulteriormente l’efficienza al combattimento dell’artiglieria Hwasong, come richiesto dalla situazione torbida, e ad essere pronti ad intraprendere azioni per la battaglia decisiva lanciando i potenti missili balistici in qualsiasi momento, e quindi a reagire al ricatto militare degli imperialisti statunitensi e dei loro agenti, garantendo fermamente la sicurezza del Paese e la felicità del popolo. Ufficiali e soldati della Forza Strategica dell’EPC hanno esteso il più caloroso ringraziamento a Kim Jong Un, patriota impareggiabile ed eroe della nazione, che ha dato sfogo alla lunga rabbia del popolo coreano tracciando un piano coraggioso e avvertendo i crudeli giapponesi il 29 agosto, quando il disgustoso “Trattato di annessione Corea-Giappone” fu proclamato, 107 anni fa, e approvando il lancio di missili balistici dalla regione della capitale; impegnandosi, una volta che il Comitato Centrale del Partito emette l’ordine, ad adempiere ai sacri missioni e doveri di forza nucleare affidabile dell’EPC, nel caso della sacra guerra ultima, per la vittoria nello scontro con gli imperialisti e gli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia lavora sui caccia spaziali

La Russia lavora su aerei da caccia ultraveloci con capacità di volo spaziale. Il nuovo intercettore pesante viene progettato dal MiG Bureau per sostituire i MiG-31
Russia FeedIl rinomato Ufficio Mikojan, che al fianco all’Ufficio Sukhoj è dagli anni ’50 il principale centro di progettazione degli aerei da combattimento della Russia, ha confermato che dal 2013 lavora sul sostituto dell’intercettore pesante a lungo raggio MiG-31, secondo il programma PAK- DP (“complesso aereo prospettico per un intercettore a lungo raggio”). Fin dagli anni ’60 l’Ufficio Mikojan produce due distinte e diverse linee di aerei da combattimento. Una sono velivoli austeri e relativamente economici, i caccia “leggeri” destinati ad integrare gli aeromobili “pesanti” più avanzati e costosi prodotti dall’Ufficio Sukhoj. Questi sono i “caccia MiG” noti al pubblico, che l’associano al nome MiG e che hanno svolto un ruolo importante nei conflitti regionali durante la Guerra Fredda. Esempi di tali MiG “leggeri” sono i famosi caccia MiG-21, MiG-23 e MiG-29. L’ultima della serie è il nuovo MiG-35. L’altra linea sono invece gli intercettori ultra-veloci, molto potenti e sofisticati, e finora ve ne sono stati solo due: il MiG-25, entrato nel servizio nel 1970, e il MiG-31, operativo dal 1981. L’intercettore pesante PAK-DP sarà un velivolo in questa serie. Qui è importante dire qualcosa sul ruolo degli intercettori, completamente diverso da quello di qualsiasi altro aereo da combattimento progettato e costruito altrove dalla fine della seconda guerra mondiale. MiG-25, MiG-31 e PAK-DP non sono caccia tattici o per superiorità aerea destinati ad impegnare altri caccia nei combattimenti aerei. La loro missione è la difesa aerea del vasto territorio della Russia, specialmente dei grandi spazi vuoti nell’Artico russo, una zona immensa in cui le condizioni climatiche sono dure e le basi militari poche, richiedendo aerei molto grandi e potenti con sistemi radar molto avanzati, in grado di operare su grandi distanze e a velocità molto elevate, in modo da intercettare e distruggere obiettivi aerei come missili da crociera e bombardieri prima che penetrino profondamente nelle aree popolate russe. Questa specifica determina la natura di questi velivoli, anche se va detto che possono anche essere molto diversi, in quanto evolvono per contrastare diverse minacce. Ad esempio, anche se MiG-25 e MiG-31 sembrano simili perché condividono le stesse dimensioni e disegno, sono in realtà aeromobili completamente diversi, progettati per missioni piuttosto diverse.
Il MiG-25 è un velivolo molto veloce in grado di volare a quote molto alte a tre volte la velocità del suono (Mach 3), rendendolo l’aereo da combattimento più veloce mai entrato in servizio. La sua missione è intercettare velivoli veloci e aerei da ricognizione che operano a quote elevate. Il MiG-31 invece ha una velocità più ridotta, ma ancora elevata, e un raggio d’azione più ampio, e a differenza del MiG-25 può volare a velocità supersoniche a bassa quota. Il compito principale è intercettare e distruggere missili da crociera. Dato che i missili da crociera tendono a volare in gruppi, il MiG-31 è dotato di un radar gigantesco ed estremamente potente: il primo radar a scansione elettronica passiva (“PESA”) montato su un aereo da combattimento, in grado di osservare e seguire contemporaneamente più bersagli aerei (ossia i missili da crociera) e puntarvi i missili aria-aria R-33, molto avanzati, per distruggerli. Non è chiaro quale sia il ruolo preciso del PAK-DP, i russi non hanno fornito molte informazioni. Tuttavia i rapporti dicono che potrà volare quattro volte la velocità del suono (Mach 4), rendendolo molto più veloce anche del MiG-25, e che potrà raggiungere e operare nello spazio, diventando in effetti uno spazioplano. I concetti che combinano aeromobile e velivolo spaziale nell’aerospazioplano esistono fin dagli anni ’60. Tuttavia, se le relazioni sono vere, il PAK-DP è il primo serio tentativo di avere tale velivolo. Lo sviluppo dei missili ipersonici (missili in grado di raggiungere la velocità di Mach 5), utilizzando motori aspiranti come i ramjet, ha recentemente compiuto progressi drammatici, con la Russia al primo posto in tale sviluppo, ad esempio con il nuovo missile ipersonico antinave Tzirkon. Non sorprende che questa tecnologia sia ora utilizzata per costruire intercettori che, se non ipersonici, saranno ancora più veloci di qualsiasi altro aereo militare finora entrato in servizio. I motori disegnati per aspirare l’aria, come i ramjet, ovviamente non possono funzionare nello spazio. Tuttavia sono stati proposti vari altri tipi di motori, con la possibilità di un motore-razzo a ciclo combinato. L’Ufficio Mikojan ha esperienza nei voli spaziali grazie ai test del MiG-105 Spiral degli anni ’70 e del BOR-5 degli anni ’80. Supponendo che l’Ufficio Mikojan possieda ancora i dati da questi test, cosa certa, allora senza dubbio li usa per sviluppare il PAK-DP. Rimane una grande incertezza su questo velivolo. Sebbene la velocità di Mach 4 e una capacità spaziale siano certamente raggiungibili con la tecnologia di oggi, non è chiaro quale sia lo scopo o il tipo di armamento destinato a un tale velivolo. Forse l’affermazione che l’aereo potrà operare nello spazio è esagerata e ciò che è realmente significato è che l’aeromobile, come il MiG-25, opererà a quote altissime.
Prima di concludere, si possono trarre altri punti:
1) Vi sono suggerimenti che questo non sia un vero progetto ma uno studio dell’Ufficio Mikojan. Tuttavia il fatto che il programma abbia una denominazione ufficiale, PAK-DP, dimostra che ciò è sbagliato e che è sicuramente un programma del Ministero della Difesa, previsto per produrre in seguito un vero aereo;
2) Sebbene l’aereo avrà prestazioni estreme, non è un velivolo di sesta generazione che segue il Su-57 di quinta generazione. Piuttosto è un intercettore specializzato della serie MiG-25/MiG-31 che, come tutti questi aeromobili, non si adatta al concetto di generazione ora applicato per gli aeromobili da combattimento;
3) Un aereo in grado di volare quattro volte la velocità del suono e possibilmente di operare nello spazio ovviamente non può essere furtivo. Alcun intercettore pesante MiG-25/MiG-31 è furtivo. Dato che sono destinati ad operare quasi interamente sul territorio russo, la necessità di essere furtivi per eludere le difese aeree nemiche ovviamente non sussiste;
4) Come intercettore l’aereo non è principalmente progettato per il combattimento con altri aerei da caccia. L’aereo progettato per questo ruolo è il Su-57. Come MiG-25 e MiG-31, il PAK-DP non è né furtivo né manovrabile, come il Su-57. Naturalmente il sistema d’arma altamente avanzato che il PAK-DP trasporterà gli permetterà di affrontare altri caccia nei combattimenti aerei, se necessario, come nel caso dei MiG-25 e MiG-31 in varie occasioni. Tuttavia questo non è il suo compito principale;
5), Sebbene il PAK-DP segua il MiG-31 nella serie degli intercettori pesanti MiG, iniziata negli anni ’70 con il MiG-25, l’Ufficio Mikojan insiste sul fatto che non sia una versione del MiG-31, ma un aereo completamente nuovo. Ovviamente è vero. Se questo velivolo è veramente capace di raggiungere Mach 4 e operare nello spazio, allora non può essere uno sviluppo del MiG-31, che non può fare queste cose;
6) La designazione “MiG-41” che i media hanno assegnato è per il momento puramente speculativa. È improbabile che il Ministero della Difesa abbia ancora dato un nome formale all’aereo. Questo è ovviamente un programma top secret che non ha ancora raggiunto la fase dei prototipi. Tuttavia il fatto che i russi ne parlino apertamente suggerisce che un prototipo possa essere costruito. Probabilmente con la fine dei test del Su-57, che presto entrerà in servizio, per questo programma sono stati liberati altri fondi, che possono cominciare a fluire. Se e quando un prototipo di questo aereo apparirà, sarà possibile abbandonare le speculazioni per i fatti. Nel frattempo tutto ciò che si può dire con sicurezza è che questo è un vero e proprio programma, e che le specifiche del velivolo che s’intende produrre sono estremamente ambiziose per qualsiasi standard.

Caccia orbitale: cosa aspettarsi dal futuro intercettatore russo MiG-41
Sputnik 27.08.2017Gli intercettatori russi MiG-31 sono famosi per la capacità di accelerare alla velocità incredibile di 3000 chilometri all’ora e volare a quote superiori ai 20 chilometri. Nei prossimi dieci anni, gli intercettori a lungo raggio MiG-41, ancora più avanzati, che distruggeranno bersagli nello spazio, li sostituiranno.
Gli intercettori russi MiG-31, definiti “Foxhound” in occidente, sono unici e non hanno ancora concorrenti. Copriranno i confini aerei della Russia per i prossimi dieci anni fino alla radiazione. La prossima generazione di MiG-41 li sostituirà quali intercettori principali della Russia. Andrej Stanavov di RIA Novosti ha esplorato le nuove caratteristiche dell’intercettore MiG-41, confrontandole con i MiG-31.

Dominatori dei cieli
La questione della ripresa della produzione del MiG-31 o sviluppare un nuovo intercettore ad alta quota fu discussa nel parlamento russo nel 2013. Fu la prima volta nella storia che la camera dei deputati russa dedicasse un’intera sessione al destino di un’arma specifica mentre la NATO si espande ad est. Il MiG-31 è davvero un aereo molto interessante, nonostante sia stato sviluppato nei primi anni ’70. I suoi motori spingono un velivolo da 40 tonnellate a velocità quasi ipersoniche. L’aereo è dotato di un cannone a sei canne da 23 millimetri e di sei piloni per una serie di missili aria-aria. Il carico bellico massimo è di nove tonnellate. Il MiG-31BM aggiornato individua gli obiettivi a una distanza di 320 chilometri e li raggiunge con i missili da una distanza di 280 chilometri. Quattro intercettori in volo possono avere il controllo dei cieli per un ampiezza di 1200 chilometri. L’aereo può intercettare missili balistici e da crociera, così come satelliti orbitanti a bassa velocità. La produzione del MiG-31 terminò nel 1994; la Russia ne dispone attualmente di oltre 250 in varie versioni. Il comandante delle forze aerospaziali russe Viktor Bondarev respinse l’idea di riprenderne la produzione, dicendo che sia meglio investire in un nuovo progetto. Fu deciso di aggiornare gli aerei esistenti nella versione MiG-31BM e cercare nuove soluzioni. Poi, i colloqui sul possibile successore iniziarono, l’intercettore a lungo raggio PAK-DP.

Spazio
I rapporti precedenti suggerivano che l’aeromobile del progetto PAK-DP verrebbe chiamato MiG-41. Allo stesso tempo, l’intercettore non sarà il completo ammodernamento del MiG-31, ma un “aereo completamente nuovo”. Il Direttore generale della MiG Ilja Tarasenko dichiarò che le consegne degli intercettatori MiG-41, già noti come PAK-DP, inizieranno a metà del 2020. “Il PAK-DP è lo sviluppo logico dei nostri MiG-31. Una volta contattati dal Ministero della Difesa, seguiremo questo progetto e penso che le consegne inizieranno a metà del 2020“, dichiarava Tarasenko. Non si sa molto del MiG-41 perché l’aereo, come tutti i progetti militari moderni, rimane classificato. Anche se il MiG-31 è l’aereo più veloce, dovrà infine lasciare il posto a nuovi e più avanzati aerei. Il MiG-41 sarà ipersonico (velocità stimata in 4500 km/h) e armato di missili ipersonici. È anche progettato per l’Artico e potrebbe divenire un drone. Il direttore generale della MiG disse in precedenza al canale Zvezda TV che l’aereo avrà capacità operative uniche, in particolare sarà invisibile ai radar nemici e potrà volare nello spazio. Non forniva ulteriori dettagli. È noto solo che alcuni MiG-31 modificati possono già di lanciare piccoli satelliti intorno la Terra. Secondo il pilota di test e veterano dell’URSS, l’Eroe Anatolij Kvochur, la velocità e il raggio d’azione, non la manovrabilità, sono le caratteristiche principali di un intercettore ad alta quota, e secondo lui tali aeromobili potranno essere utilizzati anche per scopi pacifici, ad esempio, eliminare i detriti spaziali su orbite basse. “Questi aerei non sono stati progettati per manovrare (…), devono fornire una grande spinta agli oggetti che trasportano, è una loro caratteristica: raggiungere elevate altitudini è importante, introno al pianeta vi sono centinaia di satelliti, alcuni non più controllati e considerati detriti spaziali. In particolare, tali aeromobili possono essere usati per raccoglierli e distruggerli“, affermava Kvochur a RIA Novosti. Va inoltre rilevato che, oltre all’eliminazione di velivoli da ricognizione e bombardieri nemici, gli obiettivi degli intercettori ad alta quota rimangono ricerca e distruzione di missili balistici e da crociera nell’ambito della difesa aerea. Hanno già dimostrato efficacia nel compito. In estate, un MiG-31 abbatteva un missile che volava a 12 chilometri di quota a una velocità tre volte quella del suono.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora