L’inefficienza dell’F-35 danneggia il bilancio del Pentagono

Anthony Capaccio, Bloomberg 28 giugno 2017I costi operativi dell’F-35 della Lockheed Martin Corp. si gonfieranno, a meno che la scarsa affidabilità del programma più costoso del Pentagono migliori, secondo una valutazione dell’ufficio dei test del dipartimento della Difesa. Aereo e componenti non sono affidabili quanto previsto, e richiedono più tempo per le riparazioni del previsto, secondo la presentazione del direttore dei test operativi ai funzionari della difesa e agli assistenti del congresso. Circa il 20 per cento degli aviogetti deve aspettare le componenti dai depositi perché i fornitori non possono tenere il passo tra produzione mentre inviano le componenti per le riparazioni. L’attenzione si concentra su costi e ritardi in quello che ora è un programma da 379 miliardi di dollari, previsti per acquisire una flotta di 2443 caccia per Air Force, Navy e Marine Corps. Ma operare e mantenere gli aviogetti nei prossimi decenni è un’altra seria sfida che può distruggere il bilancio del Pentagono. La disponibilità di pezzi di ricambio per i 203 F-35 già assegnati “peggiora, influenzando il rateo di volo” e l’addestramento dei piloti, secondo una presentazione dell’8 maggio ottenuta da Bloomberg News. I tassi di affidabilità collegati a “guasti critici sono peggiorati nell’ultimo anno“, dato che il miglioramento “stagna”.

Affliggendo il bilancio
Queste tendenze significano che i costi del “ciclo di vita” a lungo termine degli aeromobili “probabilmente aumenteranno in modo significativo” rispetto alla stima attuale di 1,2 trilioni di dollari, influenzando i budget delle forze armate, secondo la presentazione che aggiorna la relazione annuale di gennaio. Joe DellaVedova, portavoce dell’ufficio del programma F-35 del dipartimento della Difesa, dichiarava in un’email che dal 2015 la stima dell’ufficio delle spese operative annuali, compresi i costi di volo, è diminuita del 2,2 per cento per la versione dell’Air Force, del 3,3 per cento per i Marine Corps e il 4,2 per cento per la Navy. “Queste riduzioni sono il risultato di maggiore manutenzione e operatività; mente i sistemi d’arma maturano, il progetto si stabilizza e la manutenzione diventa più efficiente ed efficace”. Il presidente Donald Trump ha chiesto 70 F-35 nel bilancio 2018, dai 63 dell’anno scorso. I due principali comitati sulla Difesa della Congresso hanno segnalato questa settimana di volerne aggiungere addirittura altri 17. Anche i negoziati tra Lockheed e Pentagono sono in corso per un “blocco di acquisto” di 445 aerei per Stati Uniti ed alleati. La presentazione dell’ufficio dei test fornisce una panoramica delle tendenze di affidabilità, manutenzione e disponibilità che in gran parte decide se forze armate e alleati possono permettersi di acquistare tutti gli aerei previsti, perché la maggior parte dei costi è assorbita da operazioni a lungo termine e supporto.“Notoriamente scadente”
Anche se un squadrone di F-35 può arrivare dove è necessario, qual è il vantaggio se non compie le missioni?” commenta l’analista Dan Grazier del Progetto per il controllo governativo di Washington sulla valutazione di gennaio dell’ufficio dei test. “Questo è uno dei problemi più duraturi del programma F-35. La flotta ha avuto un record notevolmente scadente di affidabilità“. L’ufficio dei test ha affermato nell’ultima valutazione che l’andamento della disponibilità degli aeromobili nei test di volo o addestramento “è stato scarso negli ultimi due anni perché le iniziative per migliorare l’affidabilità” non si traducono ancora in maggiore disponibilità“. I Marines hanno provveduto a far sospendere i voli degli aviogetti di base a Yuma, in Arizona, per problemi di affidabilità del programma del sistema diagnostico di manutenzione. La disponibilità di volo degli F-35 nel tempo dovuto, è pari al 52 per cento, a dispetto dell’obiettivo intermedio del 60 per cento e dell’80 per cento necessario per avviare i test di combattimento l’anno prossimo. DellaVedova non contesta il 52 per cento, dicendo che i tassi di disponibilità “dovrebbero aumentare mentre i nuovi F-35 vengono consegnati ogni mese“. Il 52 per cento è il dato combinato di aerei recenti e più vecchi, ha detto, e i nuovi aeromobili mostrano “una significativa migliore affidabilità e disponibilità“. Il 388esimo stormo caccia dell’Air Force della base aerea di Hill, Utah, attualmente dice che i suoi aerei sono disponibili al 73 per cento del tempo necessario.

‘Effetto positivo’
DellaVedova ha dichiarato che il programma migliora anche la previsione sulle necessità delle parti di ricambio e il tempo necessario per le riparazioni, “tutte hanno un effetto positivo”. Il tenente-colonnello Roger Cabiness, portavoce dell’ufficio dei test, ha affermato che i temi citati nella presentazione dell’8 maggio persistono, anche se alcuni dati specifici citati sono cambiati “in quanto il programma continua ad adottate correzioni e scoprire nuove carenze” nella fase di sviluppo da 55 miliardi di dollari, che si prevede termini all’inizio del prossimo anno. Cabiness affermava che i dati di affidabilità più recenti, che l’ufficio dei test ha ricevuto dopo l’informativa dell’8 maggio, indicherebbero che “complessivamente, il rateo è peggiorato” per i velivoli di Air Force e Marine Corps e migliorato per la versione della Navy. L’Air Force acquista il grosso degli F-35. Un rateo chiave è il numero medio di ore di volo tra i guasti critici, che potrebbero rendere un aereo inaffidabile o incapace di completare la missione. L’obiettivo degli F-35 dell’Air Force è 20 ore tra i guasti dopo 75000 ore di volo. Dall’agosto scorso, i modelli dell’Air Force avevano in media solo 7,3 di ore tra i guasti dopo 34197 ore di volo, secondo la presentazione dell’ufficio dei test.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Macron dice ciò che Merkel non può su Siria e Russia

L’Europa ripensa al suo ruolo in Siria e Macron può dire ciò che Merkel non può senza causare tensioni nella NATO
Tom Luongo, Russia Insider 22/6/2017La dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron cambierà il gioco sulla Siria. Fino a ieri la Francia era la più violenta sostenitrice del cambio di regime statunitense in Siria. Ora ne è la critica più pragmatica. Ciò indica vari cambiamenti geopolitici. Innanzitutto, è in sintonia con l’affermazione della cancelliera tedesca Angela Merkel che l’Unione europea non dovrebbe più considerare gli Stati Uniti partner affidabile negli affari esteri. L’Unione europea infatti persegue una politica estera più indipendente. Ma ancora più importante, apre la porta all’avvicinamento con la Russia, iniziato da Merkel subito dopo l’incontro con Donald Trump a marzo. Appare la crepa sulla diga in Europa sfidando la politica statunitense su Medio Oriente e Russia. Mentre la narrativa dell’oligarchia statunitense si sgretola, la leadership dell’UE vede l’opportunità di mollare e salvare la reputazione lasciando gli Stati Uniti al loro destino. Se i rapporti sono veri, l’Iran sarebbe pronto a svelare le prove che gli Stati Uniti sostengono lo SIIL in Siria (che è comunque cosa confermata), respingendo il cambio di regime per una semplice buona politica. Merkel sa che ‘antipatia per la Russia, con cui è andata avanti quando gli Stati Uniti sembravano vincere, è perdente per la sua rielezione, ma va anche contro gli interessi della Germania. La pipeline Nordstream 2 ci sarà e le nuove sanzioni del Senato degli USA sono un passo troppo lungo nella definizione della politica dell’UE. Queste non saranno gradite agli elettori tedeschi. In secondo luogo, e soprattutto, secondo me ciò segnala un cambio fondamentale della politica dell’UE sull’immigrazione. La virtuosità segnalata sui diritti umani è inutile quando la Russia di Putin non viene assalita quotidianamente da violenze perpetrate da immigrati come in Germania, Francia e Regno Unito. Ammettendo che uno Stato siriano fallito non è più desiderato, Macron dice “mai più” al caos previsto dall’oligarchia statunitense. L’UE non supporterà più la politica che aumenta il flusso di rifugiati nel suo territorio. E la tempistica su ciò è cruciale. Le turbolenze sulla penisola araba ora minacciano di allargarsi al Golfo Persico. Con Muhamad bin Salman, responsabile della politica saudita, con una visione irrazionale sull’Iran che la conforma, la probabilità di un grande conflitto aumenta drasticamente. E dato che la multinazionale petrolifera francese Total sta per firmare un grande accordo con l’Iran, la minaccia del conflitto è d’ostacolo.
La fine rapida della guerra in Siria è pubblicamente auspicabile per l’Unione europea, poiché l’avanzata dell’Esercito arabo siriano lo garantisce sul campo. La questione è se sia solo tattica negoziale per convincere Putin a rinunciare all’integrità territoriale della Siria in cambio della fine delle sanzioni. L’UE fa rumore sulla normalizzazione delle relazioni in cambio della rapida fine delle ostilità, che consentono agli Stati Uniti di consolidare le conquiste ad est dell’Eufrate. Lo si saprà quando Merkel e Macron cominceranno a parlare dell’indipendenza curda. Comunque, il compito di Macron è dire ciò che Merkel non può senza causare tensioni nella NATO.Macron purga François Bayrou
Alexander Mercouris, The Duran 22/6/2017

Non appena le elezioni parlamentari in Francia sono finite lasciando la maggioranza parlamentare al “partito” En Marche, Emmanuel Macron ha lanciato la purga che scaccia dal governo di coalizione Francois Bayrou e quattro ministri del partito alleato. Dico “purga” anche se naturalmente non viene presentata così. Invece, abbiamo il gioco abituale, che ha accompagnato l’ascesa di Macron, accuse di corruzione su appropriazione indebita di fondi pubblici, diffuse dal settimanale satirico Le Canard enchaîné, indagini e rimozione dalla scena politica degli interessati. In ogni caso, Macron ovviamente non ne ha alcuna parte, anche se in qualche modo si rivela sempre esserne avvantaggiato. Macron aveva bisogno dell’aiuto di Bayrou per ottenere la presidenza e, ancora di più, la maggioranza del proprio partito al parlamento. Con la maggioranza assicurata, non ne ha più bisogno, quindi può dimetterlo. Molto comodamente, subito dopo le elezioni, appare lo “scandalo” che porta alle dimissioni Bayrou. La bellezza di ciò è che in ogni caso le accuse sono vere. La dirigenza francese coraggiosamente corrotta ha sempre saputo prendersi cura di sé. Ha preso Macron, e chi per lui, per trasformare questo fatto in un vantaggio politico. Macron deve comunque stare attento. Non entusiasma la Francia. Il tasso di astensione nelle elezioni parlamentari è stato così alto che il suo partito ha avuto la maggioranza dei seggi del parlamento con il 14% dei voti dell’elettorato. Nel frattempo, vecchie figure dell’élite politica francese come Fillon, Juppé, Valls, Bayrou, Sarkozy e il resto, non sarebbero umane se non avessero risentito della meteora Macron e del modo spietato con cui li ha sbarazzati, anche se a volte si sono sentiti obbligati ad aiutarlo. I due autentici outsider Mélenchon e Le Pen, sono ancora lì, anche se Le Pen è stata significativamente indebolita dal fallimento nelle presidenziali e dallo scarso risultato del suo partito nelle elezioni parlamentari. Nel frattempo, il partito di Macron, rappattumato nell’ultimo anno, appare improvvisato e vulnerabile a pressioni. Se l’andazzo gli si rivoltasse contro, cosa che in Francia accade sempre, Macron potrebbe trovarsi con una base politica inconsistente e pericolosamente a corto di amici.

François Bayrou

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La risposta russa al sistema antimissile in Europa

Reseau International 7 giugno 2017Parlando ad un incontro sull’Industria della Difesa, il presidente russo ha detto che il dispiegamento del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Romania e Polonia, “non è difensivo, ma rientra nella potenza nucleare degli Stati Uniti schierato nell’Europa orientale “, e che la Russia non rimarrà a guardare mentre Stati Uniti e NATO cercano di limitare il potenziale delle forze strategiche russe. “Ora, con l’introduzione di tali sistemi, dobbiamo pensare come fermare le minacce alla sicurezza della Federazione russa. Ci siamo offerti di cooperare e collaborare con i partner statunitensi, ma hanno rifiutato“, ha detto Vladimir Putin. “Non si sono offerti di collaborare, ma semplicemente di ascoltare i loro discorsi senza riguardo per le nostre preoccupazioni“, ha detto. Ricordiamo che nella base di Deveselu in Romania, il sistema missilistico Aegis Ashore degli Stati Uniti è già attivo. In Polonia, una base della difesa missilistica è in costruzione a Redzikowo. Inoltre, alle frontiere marittime della Russia (ad esempio nel Mar Nero) vengono schierati cacciatorpediniere statunitensi equipaggiati con il sistema Aegis ed aerei spia statunitensi sono quasi sempre avvistati dalle difese russe. Come più volte dichiarato dal Viceministro della Difesa Anatolij Antonov, dato lo sviluppo illimitato della difesa missilistica occidentale che può intercettare i missili balistici intercontinentali russi, sono necessarie risposte finché i capi di NATO e Stati Uniti vedono la Russia come Paese “grande e moderno, ma nemico“, e addestrano i loro piloti militari a bombardare con armi nucleari “un certo grande Paese”.

Come la Russia risponderà a tale minaccia?
In primo luogo, la Russia ha deciso di riavviare la produzione dei sistemi missilistici ferroviari: la prima unità Barguzin sarà operativa dal 2020 e trasporterà 3-6 missili nucleari a testata multipla. Secondo gli esperti sarà camuffata da treno ordinario, non sarà rilevabile dai satelliti della NATO e potrà colpire all’improvviso obiettivi in tutti i Paesi. Secondo la CNN, il missile intercontinentale Bulava-30dotato di testata multipla in grado di colpire bersagli un America, sarà operativo il prossimo anno e sarà una risposta al dispiegamento del sistema di difesa missilistico della NATO in Romania“. I Paesi occidentali sono preoccupati anche dallo schieramento del missile Sarmat, che “può distruggere in pochi secondi un intero Paese” secondo il quotidiano “The Mirror“, che afferma che “l’attuale tecnologia missilistica non può assolutamente fermarlo“. Inoltre, l’annuncio ufficiale del dispiegamento di missili Iskander nel cuore dell’Europa, a Kaliningrad, innescava un’onda d’urto nei Paesi europei. Secondo gli esperti militari, l’Iskander può trasportare testate nucleari, ma anche nella versione convenzionale è una minaccia mortale per la difesa missilistica e le basi militari. Non va dimenticato che l’ex-comandante delle Forze Strategiche Missilistiche Viktor Esin rivelò qualche tempo fa che, in caso di attacco da parte degli Stati Uniti, la prima cosa che farà la Russia sarà bombardare le basi della difesa missilistica degli Stati Uniti in Romania e Polonia. In sintesi, a causa delle azioni statunitensi, l’Europa dovrà abituarsi a vivere sotto la minaccia dei missili strategici nucleari, delle armi nucleari tattiche, dei missili da crociera e dei bombardieri strategici russi.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Macron: cavallo di Troia degli USA

Wayne Madsen, SCF, 17.05.2017Il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, impegnato nelle presidenziali francesi in contrappeso pro-europeo per impedire l’elezione della leader del Partito Nazionale Marine Le Pen, sembra avere più di un rapporto casuale con gli Stati Uniti. Mentre lavorava al Ministero dell’Economia da ispettore speciale e ministro, Macron supervisionò il furto virtuale delle industrie strategiche francesi da parte delle imprese statunitensi dai forti legami con l’intelligence. L’hackeraggio dei computer del movimento di Macron “En Marche!” da parte di soggetti sconosciuti ha prodotto materiale interessante. I difensori di Macron sostengono che i file rilasciati erano o “falsi” o estranei. Tuttavia, una serie di file sul furto virtuale del gigante tecnologico dell’informazione francese da individui collegati alla CIA è esattamente ciò che ci si aspetterebbe dalla campagna di Macron. Il primo incarico di Macron nel governo francese era proteggere gli interessi delle società francesi dalla concorrenza estera e, soprattutto, dall’acquisizione. La mossa dei servizi d’intelligence statunitensi acquisendo la leader francese della tecnologia delle smart card, Gemplus International, iniziò nel 2001 e l’operazione fu completata entro il 2004, anno in cui Macron divenne ispettore delle finanze nel Ministero dell’Economia francese. L’industria francese è da tempo obiettivo della sorveglianza e/o acquisizione dalle società statunitensi e la CIA ha svolto un ruolo importante in tali operazioni di “guerra economica”. Ad esempio, la società di elettronica francese Thomson-CSF è stata a lungo l’obiettivo principale dell’agenzia statunitense per la sicurezza nazionale e della sorveglianza della CIA. I documenti riguardanti la riuscita acquisizione della Gemplus, insieme alla principale fabbrica di Gemenos, Bouches-du-Rhône, in Francia, dall’impresa statunitense Texas Pacific Group (TPG) rientra nella tranche degli archivi prelevati dai computer di “En Marche!”. TPG acquisì le azioni della Gemplus nel febbraio 2000. Nel 2006 Gemplus si fuse con Axalto per formare Gemalto completando l’efficace controllo statunitense sull’impresa. Nel settembre 2002, Alex Mandl, statunitense residente a Vienna, Austria ed ex-presidente di AT&T, presidente e amministratore delegato di Teligent, membro del consiglio di amministrazione della società della CIA IN-Q-TEL e membro del consiglio di amministrazione del neoconservatore American Enterprise Institute, fu nominato CEO della Gemplus International. Continua ad essere presidente esecutivo della Gemalto.
A seguito delle comunicazioni dell’ex-contraente dell’NSA Edward Snowden, è ormai noto che il Centro di comunicazioni del governo (GCHQ) inglese, collaborando con l’NSA, penetrava con successo le carte SIM utilizzate dalla Gemalto. GCHQ/NSA intercettarono le comunicazioni dei cellulari utilizzando le carte SIM Gemalto abilitate per la crittografia in Afghanistan, Yemen, India, Serbia, Iran, Islanda, Somalia, Pakistan e Tagikistan. L’attacco di GCHQ-NSA fu anche indirizzato contro i centri di personalizzazione della carta SIM Gemalto in Giappone, Colombia e Italia. La pirateria di NSA e GCHQ dei chip SIM Gemalto tramite il loro Mobile Handset Exploitation Team (MHET), fu forse la più grande operazione d’intercettazione dell’NSA nella storia, che vide migliaia di chiamate e messaggi di testo intercettati e decodificati da NSA e dal partner inglese. Molto sinistra fu l’inclusione dei dati d’identificazione della carta SIM Gemalto nel database della CIA dei cellulari presi di mira negli attacchi dei droni statunitensi. I documenti interni di “En Marche” puntano a quattro agenzie governative francesi che condussero le indagini sull’acquisizione della Gemplus: “Renseignements généraux” (RG) (Intelligence Generale), “Direction de la sûreté du territoire” (DST), Ministero dell’Industria e Ministero dell’Economia di Macron. La stampa francese, che celebra Macron ex-banchiere dei Rothschild, afferma che i documenti della Gemplus non hanno nulla a che fare con Macron. I media francesi sostengono che Macron era un semplice studente all’accademia elitaria dei servizi pubblici francesi, l’École nationale d’administration (ENA) fino al diploma nel 2004. Tuttavia, come indicano chiaramente i documenti fuoriusciti, l’acquisizione della Gemplus era ancora indagata dal governo francese quando Macron divenne ispettore del Ministero dell’Economia nel 2004. Dato che Macron ebbe il compito di assicurare che le società francesi non subissero tentativi stranieri di contrastare la crescita economica francese, la sua performance, come si vede dalla perdita di posti di lavoro francesi per gli interessi stranieri, fu abissale. È molto probabile che i file di “En Marche” sull’acquisizione della Gemplus dovessero avere informazioni riservate pronte, nel caso in cui il ruolo di Macron nel coprire i dettagli dell’acquisizione statunitense divenissero pubblici. Ogni partito dev’essere disposto a fronteggiare le rivelazioni dalle “ricerche dell’opposizione” sui loro candidati. Va anche notato che una delle liste pubblicate da “En Marche” afferma che la politica di Macron era “monitorare” ma non impedire la proprietà straniera su industrie e imprese strategiche francesi.
Nel 2008, Macron lasciò il governo per entrare nella Rothschild&Cie Banque. Divenne anche capo della Fondazione francese-statunitense pesantemente neocon che conta Hillary Clinton, generale Wesley Clark e l’ex-presidente della Banca mondiale Robert Zoellick. La questione operativa su Macron è: cosa sapeva dell’acquisizione della Gemplus e quando? I file della Gemplus di “En Marche”, contenuti in una cartella denominata “Macron” e che si occupano dell’acquisizione statunitense, si leggono come un romanzo di spionaggio di John LeCarré. Un file, contrassegnato “Confidential” e inviato a Stefan Quandt della famiglia miliardaria Quandt delle note BMW e Daimler in Germania, si occupa del valore dei titoli della Gemplus nel 2001, tra “rapporti estremamente tesi e scontri tra i principali ai vertici, nella rottura delle comunicazioni con il personale. Di conseguenza, la maggior parte di essi è completamente inedita oggi”. Da ispettore del Ministero dell’Economia, è stupefacente che Macron non sapesse della violazione delle leggi verificatasi con l’acquisizione statunitense della Gemplus. Ciò è descritto anche in un altro file della Gemplus dalla sua campagna, che indica la situazione post-acquisizione statunitense della Gemplus: “Dichiarazioni irresponsabili, spesso seguite da chiusura di siti e licenziamento del personale, anche prima di consultarne i rappresentanti (come la legge e il senso comune richiedono)”. I Quandt sono molto discreti e per una buona ragione. Guenther Quandt fabbricò fucili Mauser e missili antiaerei per il Terzo Reich. Divorziò dalla prima moglie, Magde Quandt, dopo aver avuto un figlio, Harald Quandt. Magde poi sposò il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. Stefan Quandt, coinvolto nella presa di Gemplus, è figlio del fratellastro di Harald, Herbert Quandt. Le informazioni negative sulla Gemplus portarono a una relazione della Goldman Sachs del 24 gennaio 2002 che spinse l’azienda a continuare con la ristrutturazione diretta dagli statunitensi per mantenersi sul mercato. Anche se era allievo all’ENA all’epoca, non esiste alcuna informazione su quali progetti Macron fu assegnato dal 2001 al 2003 dai professori del servizio civile. Altri file correlati con la Gemplus nella cartella “En Marche!” comprendono quelli collegati a uno dei capi di Gemplus, Ziad Takieddine, broker franco-libanese druso e diplomato dell’università americana di Beirut collegata alla CIA. Takieddine aiutò a progettare l’acquisizione statunitense con l’aiuto di Herr Quandt. Takieddine contribuì a concludere importanti trattative sulle armi francesi con Libia, Siria, Arabia Saudita e Pakistan. Accusato di riciclaggio di denaro nelle Isole Vergini inglesi dall’ex-moglie, Takieddine è anche lo zio di Amal al-Amudin, moglie dell’attore George Clooney. Takieddine è anche un feroce nemico dell’ex-presidente Nicolas Sarkozy, che perse le presidenziali nel 2017 rispetto al rivale conservatore François Fillon. Macron superò Fillon al primo turno delle elezioni presidenziali, arrivando al secondo turno con Fillon al terzo posto.
Takieddine, Quandt e una società sospetta della CIA, Texas Pacific Group (TPG), erano tutti chiaramente parte di una cospirazione per sbarazzarsi del co-fondatore francese della Gemini Marc Lassus e dei dirigenti francesi dell’azienda. La decisione di licenziare Lassus e colleghi francesi fu presa in una riunione del consiglio di amministrazione della Gemplus tenutasi a Washington DC, non in Francia, il 15 dicembre 2001. Un altro responsabile dell’acquisizione statunitense della Gemplus fu Lee Kheng Nam, dirigente di Singapore e titolare di un master su operazioni di ricerca e analisi di sistema della scuola post-laurea della Marina statunitense di Monterey, California. Il co-fondatore di TPG, David Bonderman di Fort Worth, in Texas, fu coinvolto nell’acquisizione ostile della Gemplus. L’acquisizione delle azioni della Gemplus da parte di TPG avvenne attraverso una società finta praticamente sconosciuta e registrata a Gibilterra, chiamata “Zensus”. Bonderman, ebreo, fece una mossa politica nel 2012 in Egitto quando incontrò Qayrat al-Shatar, vicedirettore della Fratellanza musulmana e membro del governo di Muhamad Mursi. Bonderman dichiarò di cercare un'”opportunità di investimento” in Egitto. In un documento word senza data trovato nei computer di “En Marche”, Lassus viene citato dire: “Sono convinto che l’investimento della TPG abbia qualche accordo con il governo per spostare la sede centrale in California. Ci riprovarono di nuovo nel gennaio 2002”. I sindacati dei lavoratori della Gemplus previdero che la produzione dell’impresa passasse dalla Francia alla Polonia. Il maggiore sindacato francese, “Confédération générale du travail” (CGT), dichiarò che l’acquisizione della Gemplus doveva eliminare la Francia dalla leadership tecnologica delle smart card. Gemplus impiegava 7000 lavoratori francesi prima dell’acquisizione da parte degli statunitensi. Il documento word si riferisce anche alle agenzie governative francesi che “avviarono indagini” e cercarono “informatori interni”. Macron svolse un ruolo sia nelle indagini del Ministero dell’Economia sia nella ricerca presso la Gemplus di “informatori interni” per i suoi amici statunitensi? Quando la società statunitense General Electric acquisì la società francese per turbine e tecnologia nucleare Alstom, il Ministro dell’Economia Macron affermò di aver approvato tali acquisizioni perché “l’intervento statale nell’industria avviene solo in Venezuela”. Questa è musica per le orecchie dei miliardari nell’amministrazione Trump.La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Turchia dice che avrà gli S-400 dalla Russia. Non è vero

È solo un trucco dei turchi per strappare concessioni occidentali
Russia Insider 2/5/2017

Il ministro degli Esteri turco Cavusoglu dice che Mosca e Turchia hanno “concordato in linea di principio” che Ankara compri i sistemi di difesa aerea russi S-400. Il ministro persino spera che l’accordo sia “finalizzato” alla riunione Putin-Erdogan di Sochi. Usciamo dal limbo dicendo che non esiste alcun trasferimento. Anche se i russi ottenessero garanzie che i turchi non voltino gabbana immediatamente consentendo alla NATO di esercitarsi contro i loro S-400, le relazioni turco-russe (soprattutto aeree) sono meno che ideali. Ricordiamo che nel novembre 2015 i turchi ingannarono e abbatterono un cacciabombardiere russo in Siria, dopo di che i russi rafforzarono le proprie difese antiaeree. Oltre ad essere clienti possibili dell’S-400, i turchi sono tra i più probabili a vederselo puntare. Ciò che si vede non è altro che teatro. Per il momento Turchia e Russia fingono che avvicinarsi sia possibile, ma solo a beneficio di terzi che non ne sanno molto. I russi non temono certo che un membro chiave della NATO sembri interessato alla loro merce. Non ne danneggerà le vendite e metterà gli Stati Uniti a disagio su rapporti russo-turchi apparentemente più stretti, è solo un bonus. La Turchia, nel frattempo, quasi certamente parla dell’accordo sull’S-400 per tentare di ottenere concessioni dall’occidente. Cosa dice ciò? La Turchia fece esattamente così nei precedenti negoziati con la Cina.
Nel 2013, quando la Turchia cominciò a cercare un sistema di difesa aerea a lungo raggio, era più interessata ai missili statunitensi Patriot e ai franco-italiani Aster, ma voleva il trasferimento tecnologico per acquisire effettivamente i missili. In mancanza di ciò, la Turchia annunciò di optare per un’azienda cinese, sostenendo che fosse disposta a condividere tecnologia e missili. Alla fine, si capì che non era così e l’accordo fu cassato nel 2015. All’epoca la Turchia affermò di costruire autonomamente la propria difesa aerea a lungo raggio, ma lo scorso ottobre invitava la Russia a presentare nuovamente un accordo sull’S-400. Le probabilità è che le tre decisioni turche, cercare dai cinesi e dai russi, e via domestica, furono prese solo per ottenere ciò che vogliono veramente: trasferimento tecnologico dagli alleati della NATO.
Per la Russia, quando i turchi l’invitarono a presentare nuovamente l’S-400, Erdogan aveva appena firmato per il gasdotto turco, combatteva finalmente contro lo SIIL in Siria e riduceva la contrarietà all’offensiva siriano-russa ad Aleppo. Quindi sarebbe stata una manovra molto delicata per la Russia declinare. Ma in privato, i russi saranno molto più preoccupati dall’accordo di quando lo proposero la prima volta nel 2013. Hanno anche infiniti modi di far fallire l’accordo senza far apparire Erdogan incapace o indebolito. Vi sono numerosi tecnicismi per poter rifiutarlo ai turchi prima che si arrivi a concluderlo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora