Il test dell’RS-24 Jars rientra nella modernizzazione strategica della Russia

Alex Gorka, SCF 03.10.2017Il mese scorso, la Russia effettuava due lanci di missili balistici intercontinentali RS-24 Jars (SS-29). I missili furono lanciati il 12 e il 20 settembre dal Cosmodromo di Plesetsk nella Russia nord-occidentale, verso il poligono di Kura in Kamchatka nell’estremo Oriente della Russia. L’arma può essere lanciata sia da un silo che da un autoveicolo. Il primo test fu condotto da un silo seguito da un secondo lancio da una piattaforma mobile. I missili balistici intercontinentali mobili sono più difficili da individuare e colpire. È stato il primo test della versione mobile dell’ICBM Jars dal dicembre 2014. La distanza tra il Cosmodromo Plesetsk e il poligono di Kura nella Kamchatka è più di 6000 chilometri. L’ultimo lancio coincise con le manovre Zapad-2017 in Bielorussia, conclusesi il 20 settembre. I test di lancio dell’ICBM Jars avvenivano anche quando la Flotta del Nord effettuava grandi manovre nel Mar di Barents, con 20 navi da guerra e 5000 effettivi. Lo scopo principale dei lanci era confermare l’affidabilità dei missili. I test hanno dimostrato la riuscita modernizzazione del deterrente nucleare della Russia. In servizio dal 2010, l’RS-24 Jars è all’avanguardia degli sforzi russi per modernizzare le forze nucleari. Il Presidente Vladimir Putin ha affermato che lo Jars rappresenterà il 72% delle Forze Strategiche missilistiche alla fine del 2017. Il missile nucleare più avanzato nell’arsenale militare russo sostituirà i vecchi missili a propellente liquido R-36 (SS-18 Satan) e UR-100N (SS-19 Stiletto) in servizio da quasi 50 anni. Gli Jars dovrebbero restare in servizio per circa 20 anni. Il missile a propellente solido a tre stadi Jars dalla capacità MIRV (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles) è un missile completamente nuovo. Fu testato una decina di anni fa ed è in servizio nelle Forze Armate russe da sette anni. Dotato di 3-6 testate da 150-250 chilotoni, l’RS-24 Jars può raggiungere bersagli a 11000 chilometri di distanza. Ha una gittata minima di 2000 km. Una velocità superiore a Mach 20 (24500 km/h, 6806 m/s). Un peso a lancio di 49,6 tonnellate. Il sistema di guida è inerziale con sistema di navigazione GLONASS. Ha una precisione di 150-200 m CEP (errore circolare di probabilità). Con una lunghezza di 20,9 m, il missile ha un diametro di 2 metri del primo stadio, 1,8 m del secondo e 1,6 del terzo. Inoltre è dotato di un Veicolo Post-Boost (PBV) dalla lunghezza di 2,7 m. Ci vogliono 7 minuti per prepararne il lancio. Gli Jars mobili possono sparare il missile da un sito preparato, da un garage speciale con tetto scorrevole o da una posizione impreparata durante lo schieramento sul campo. Il veicolo TEL può lasciare la posizione una volta lanciato il missile. Il componente di lancio è il camion ultra-pesante MZKT-79221 16×16 in grado di muoversi su terreno accidentato a una temperatura compresa tra -50° e +45°. La potenza del JaMz-847 è di 588 kW (800 CV). La velocità massima è 45 km/h e il raggio d’azione di 500 km. I primi tre e gli ultimi tre assi sono sterzanti. L’autocarro ha una buona mobilità fuoristrada. Il veicolo TEL (trasportatore-erettore- lanciatore) ha un equipaggio di tre persone. Il missile risiede sulla parte superiore dell’autocarro e divide la cabina di guida anteriore che sovrasta il telaio. Ai lati dello scafo vi sono grandi ruote stradali con alcuni assali sterzanti. Durante lo schieramento, il TEL Jars viene accompagnato da vari veicoli di supporto, inclusi posti di comando mobili, veicolo di ricognizione, autocisterne e altri veicoli militari con truppe per garantire la sicurezza del missile. In caso di emergenza il veicolo TEL può funzionare autonomamente senza scorta. Un’autocisterna si basa su un telaio 16×16 simile, ma trasporta un enorme serbatoio di combustibile al posto del missile.
Il Ministero della Difesa russo dichiarava che l’ultimo test del missile rientra negli sforzi per sviluppare nuove tecnologie per violare le difese missilistiche, ma non forniva ulteriori dettagli. Costruito coi sistemi di contromisure più avanzate e dalla velocità molto elevata, lo Jars è specificamente progettato per penetrare i sistemi di difesa missilistica. Può manovrare durante il volo e attivare inganni attivi e passivi. Il primo lancio di settembre testava una testata “sperimentale”. Gli sforzi per l’ammodernamento russi includono nuovi sistemi missilistici, sottomarini lanciamissili balistici e bombardieri strategici aggiornati. Il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu annunciava il 21 febbraio che il 90 per cento delle Forze Nucleari Strategiche del Paese avranno armi moderne entro il 2020. La Russia prevede di lanciare più di una dozzina di missili balistici intercontinentali nel 2017. Ha testato a giugno un SLBM Bulava, che raggiunse lo stesso poligono nell’ultimo test, vicino le coste del Pacifico di Kura. Un test del missile termonucleare super-pesante RS-28 Sarmat potrebbe aversi ad ottobre. Tutti gli sforzi sono strettamente conformi agli obblighi russi col nuovo trattato START. Mosca deve proseguire la modernizzazione dell’arsenale nucleare strategico in vista dei piani di modernizzazione nucleare degli Stati Uniti, che potrebbero seppellire l’attuale regime di controllo degli armamenti.

I Russi testano un nuovo ICBM
La Russia testa velivoli post-boost indipendenti per una maggiore precisione e flessibilità delle testate multiple
Ankit Panda, The Diplomat 04 ottobre 2017

La Russia ha testato un nuovo vettore missilistico balistico intercontinentale a testata multipla, nel settembre 2017, apprendeva The Diplomat. Una fonte del governo statunitense che conosce una recente valutazione dell’intelligence statunitense sui test missilistici, russi ne ha parlato con The Diplomat. La Forza Strategica Missilistica della Russia ha recentemente testato un Veicolo di rientro indipendente (IPBV) per la versione a tre testate dell’ICBM mobile a propellente solido RS-24 Jars. Il test fu eseguito il 12 settembre da un silo del Cosmodromo di Plesetsk presso Arkhangelsk, colpendo gli obiettivi nel poligono di Kura nella Kamchatka Kraj. Ciò pochi giorni prima delle grandi esercitazioni militari Zapad-2017 di Russia-Bielorussia. Non è chiaro se fosse il primo test della configurazione IPBV di un ICBM russo. Un funzionario del Ministro della Difesa russo dichiarava all’agenzia TASS che il test del 12 settembre coinvolse un progetto sperimentale di testata bellica “distaccabile”. Il test ha avuto successo. Le capacità d’impiegare testate di rientro multiple indipendenti (MIRV) normalmente caratterizza la fase post-boost, manovrando mentre rientrano nell’atmosfera terrestre, dopo che il volo a motore del veicolo di lancio raggiunge l’apogeo, permettendo ad un solo ICBM di colpire vari obiettivi separati da grandi distanze. La configurazione del veicolo di rientro indipendente testato dalla Russia si basa su un concetto simile, ma presumibilmente permetterà puntamento più complesso e flessibile con un solo missile balistico in volo. I veicoli post-boost non sono considerati uno stadio del missile, in quanto generalmente non ne aumentano la gittata, ma possono consentire puntamenti più precisi. Non è chiaro se anche il test del 12 settembre abbia coinvolto sistemi di penetrazione e inganno che potrebbero aiutare il missile a bypassare i sistemi di difesa missilistica balistica statunitense. Russia e Cina hanno una serie di missili balistici a testata MIRV che permettono generalmente in modo efficace il puntamento nucleare, dato che i costi per la produzione di testate nucleari supplementari e veicoli di rientro sono inferiori a quelli per la fabbricazione dei missili balistici. L’unico ICBM attivo negli Stati Uniti, il Minuteman III, è progettato per trasportare tre testate su più obiettivi, ma i missili attuali dispongono di una singola testata ad alta potenza. Il D5 Trident II, i soli missili balistici lanciati da sottomarini degli Stati Uniti, hanno quattro o cinque testate, anche se ognuno può trasportarne otto.
Il test di lancio del 12 settembre dell’ICBM Jars fu seguito da un lancio dell’ICBM RS-12M Topol da Kapustin Jar, il 20 settembre, da un autoveicolo trasportatore-erettore-lanciatore. Tale prova era volta a testare ciò che il Ministero della Difesa russo descrisse come “carico utile da combattimento avanzato”, ma non riguardava tecnologia di manovra sperimentale in volo.

Arsenali nucleari sotto il trattato START III
Anàlisis Militares 4 ottobre 2017

Le informazioni sugli arsenali nucleari di Stati Uniti e Federazione Russa sono state pubblicate il 1° settembre 2017, nell’ambito dell’adozione dei limiti del nuovo trattato START III. Queste le statistiche del 1° settembre 2017 sugli arsenali nucleari russo e statunitense.

Le testate nucleari per ICBM, SLBM e bombardieri dispiegati:Cosa significa?
Dal 1° settembre 2017, gli Stati Uniti dispongono di 1393 testate nucleari e la Federazione Russa di 1561. Il limite del trattato START stabilisce un massimo di 1550 testate nucleari ciascuno. Pertanto, gli Stati Uniti potranno aumentare le testate nucleari di 107 unità e la Federazione russa dovrà sbarazzarsene di 61 per rimanere nei limiti del nuovo trattato START.

Vettori schierati tra ICBM, SLBM e bombardieri:

Cosa significa?
Dal 1° settembre 2017, gli Stati Uniti impiegano 660 vettori ICBM, SLBM e bombardieri. La Federazione Russa 501. Il limite del trattato START è massimo 700 ICBM, SLBM e bombardieri per ciascun Paese. Di conseguenza, gli Stati Uniti potranno aumentare i vettori di 40 unità e la Federazione russa di 199 per raggiungere il limite indicato dal trattato START.

Vettori schierati e non tra ICBM, SLBM e bombardieri:

Cosa significa?
Dal 1° settembre 2017, gli Stati Uniti hanno 800 vettori tra ICBM, SLBM e bombardieri. La Federazione Russa 790. Il limite del trattato START segna massimo 800 vettori schierati e non tra ICBM, SLBM e bombardieri, per parte. Pertanto, gli Stati Uniti sono già nei limiti e la Federazione Russa potrà aumentare i vettori di 10 per rimanere nei limiti del nuovo trattato START III.Traduzione di Alessandro Lattanzio

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

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Il Parlamento israeliano ordina la revisione sul futuro acquisto di F-35

Sputnik 27.09.2017In coincidenza con l’idea del Pentagono se si debbano ritirare 100 F-35 dal servizio piuttosto che aggiornarne in modo costoso il software obsoleto, il Parlamento israeliano esaminerà se ci siano alternative migliori ai costosi aviogetti della Lockheed Martin.
Il parlamento israeliano ha sostenuto che i piani per procurarsi 50 aerei da combattimento F-35 Adir, nomenclatura ufficiale israeliana del jet, impressionante in ebraico moderno, indicando la necessità di analizzare alternative prima di acquistare altri 25-50 F-35 richiesti dall’Aeronautica israeliana. L’IAF considera l’impiego di 75-100 F-35 in totale. Israele è stato il primo Paese a scegliere l’F-35 col programma di vendite militari estere del governo statunitense, ed è l’unico partner che il Pentagono autorizza a modificare l’aviogetto secondo le specifiche dell’IAF e con tecnici israeliani (al contrario degli equipaggi di manutenzione della Lockheed Martin). Alcuni dei primi F-35 usciti dalle linee di produzione verrebbero relegati solo all’addestramento viste le costose misure necessarie per adeguarne i software dal Block 2B al Block 3F per l’operatività, secondo Sputnik del 25 settembre. “Con tutte le limitazioni esistenti” che l’F-35 presenta, come incendio del motore, piloti privati dell’ossigeno e caschi potenzialmente pericolosi, “non possiamo ignorare la necessità di valutarne minuziosamente il futuro, specialmente riguardo le piattaforme da combattimento aereo, data la tecnologia così costosa, cruciale e soggetta a rapida evoluzione“, scrivevano i parlamentari in un documento pubblicato il 25 settembre. L’Aeronautica israeliana dovrebbe esaminare velivoli senza equipaggio e “altre fonti di tiro di precisione” per sostituire l’F-35 Adir, afferma la relazione del comitato per gli affari esteri e la difesa della Knesset.
L’IDF hanno accettato due nuovi F-35 il 16 settembre, secondo Sputnik, portando a 7 il numero totale di Adir nell’aviazione del Paese. Israele ha completato il processo di acquisizione di 19 F-35 al prezzo di 125 milioni di dollari ciascuno, conclusa la seconda fase di pagamento alla Lockheed Martin di 112 milioni dollari ad unità per 14 aviogetti, ed ha recentemente firmato un terzo accordo per altri 17 F-35, il 27 agosto. Tutti gli aerei dovrebbero essere consegnati entro il 2024, a quel punto l’IAF avrà due squadriglie di F-35.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Pentagono pensa di ritirare 100 F-35 prima che volino

FARS, 26 settembre 2017Relazioni indicano il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti considerare un cambio di direzione sulla flotta di F-35, con cui più di 100 caccia verrebbero ritirati dalla prima linea piuttosto che aggiornati con un nuovo software. Dei 1763 F-35 destinati ad entrare in servizio nell’US Air Force, 108 hanno bisogno di un aggiornamento della piattaforma software, da Block 2B a Block 3F, per essere operativi. Tale modifica sarebbe lunga e costosa, con 150 variazioni necessarie per ogni velivolo, per rispettare gli standard, secondo Sputnik. Potrebbe essere più conveniente prendere semplicemente i vecchi F-35 che necessitano di aggiornamenti e utilizzarli invece per test o addestramento. L’USAF attualmente effettua delle analisi costo-efficacia per determinare quale opzione sia migliore per il bilancio. “Ciò che vedremo è continuare ad analizzare il rapporto costo-efficacie nell’adeguare gli aerei più vecchi mentre andiamo avanti. Non è un gran discorso“, dichiarava il Capo di Stato Maggiore dell’Air Force, Generale David Goldfein, il 19 settembre, ridimensionando il senso dell’analisi. “In realtà ne abbiamo parlato riguardo F-16, F-15 ed F-22. Non abbiamo ancora avuto tempo“.
Nel caso dell’F-22, tre dozzine di caccia sono stati ritirati quando giunse il momento di aggiornarli, con l’USAF che optava per utilizzarli per l’addestramento. Anche i Marines e la Marina statunitense impiegano l’F-35, e Goldfein dice che discuterà come meglio procedere con gli omologhi di queste armi. Il bilancio per la Difesa del 2018 richiede l’acquisto di 440 F-35, un accordo che dovrebbe essere valutato 35-40 miliardi di dollari. Il Pentagono, però, afferma che il programma continua ad aumentare nei costi.
L’F-35, sempre controverso, è famigerato per il prezzo elevato e i numerosi difetti di progettazione, incluso il seggiolino eiettabile. L’aereo è così costoso che Lockheed Martin ha ricevuto 200 milioni di dollari in contratti per tentare di dimezzarne il costo. Viene anche da tempo affermato che l’F-35 costa troppo per modernizzarlo continuamente. Un rapporto del Pentagono del 2015 di un controllore sugli armamenti rilevava che le “modifiche dell’aereo potrebbero essere impossibili per i servizi, considerando i costi di aggiornamento dei primi lotti degli aerei mentre il programma continua ad aumentare la produzione entro un ambiente fiscalmente limitato”. “Ciò lascerebbe gli aeromobili con gravi limitazioni in futuro“.
Dopo un quarto di secolo di sviluppo, l’F-35 deve ancora divenire operativo. La produzione reale deve iniziare nel 2018.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Misteriosi incidenti presso la base aerea di Nellis. Ancora l’F-35?

Alessandro Lattanzio, 10/9/2017Un pilota rimaneva ucciso in un secondo incidente aereo, in una settimana, presso il Nevada Test and Training Range dell’US Air Force. Il colonnello Eric Schultz decedeva per le ferite subite nello schianto del proprio aereo, intorno alle 6:00 del 5 settembre, nel poligono a 200 km a nord-ovest della base aerea Nellis. Il velivolo, non specificato ma probabilmente un F-35, era stato assegnato al Comando Materiali dell’US Air Force e svolgeva una missione di addestramento al momento dell’incidente. “Le informazioni sul tipo di aeromobile interessato sono classificate e non divulgabili“, dichiarava il Maggiore Christina Sukach, a capo degli affari pubblici del 99.mo Stormo della Base aerea Nellis. Il Capo di Stato Maggiore dell’USAF, Generale David L. Goldfein, escludeva ogni speculazione che l’aereo fosse un caccia F-35 Joint Strike Fighter. “Posso dire che non era un F-35“, aveva detto a un giornalista di Military.com. Schultz era un pilota veterano con oltre 2000 ore di volo su numerosi velivoli, tra cui F-35 e CF-18, la versione canadese dell’F/A-18 Hornet, ed F-15E, con cui compì più di 50 missioni in Afghanistan. Ha inoltre svolto funzioni di direttore delle operazioni presso il centro dei test di volo canadese e operato sui sistemi per il programma sul Laser Aeroportato. Prima della carriera militare, Schultz aveva lavorato presso il Prat&Whitney Seattle Aerosciences Centre e presso il Naval Air Warfare Center. Nel 2011 fu il 28.mo pilota a volare sull’F-35 Joint Strike Fighter. L’F-35 è il programma più costoso di acquisizione di armamenti del Pentagono, dal costo stimato di oltre 400 miliardi di dollari. L’incidente è avvenuto il giorno prima che 2 aerei di attacco A-10C Thunderbolt II si schiantassero nello stesso poligono. Entrambi i piloti si erano eiettati. Gli aviogetti A-10C del 57.mo Stormo svolgevano, anch’essi, una missione di addestramento, quando precipitarono intorno alle 20:00 del 6 settembre. L’USAF non aveva comunicato dov’era accaduto esattamente l’incidente. Resta poco chiaro perché la morte di Schultz venisse comunicata tre giorni dopo l’incidente.
Va ricordato che anche l’US Navy nell’ultimo anno ha subito gravi e seri indicenti.Fonte: Military

Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora