Perché i ‘treni-fantasmi’ russi spaventano l’occidente

Sputnik, 4/12720161023028482Commentando i recenti successi del test di lancio del missile balistico intercontinentale russo dell’avanzato complesso missilistico strategico su rotaia Barguzin, i media tedeschi hanno lanciato un allarme, definendolo “incubo”, tuttavia osservando che si tratta della risposta all’aggressività occidentale ai confini della Russia. Il test ha avuto luogo presso il cosmodromo di Plesetsk ai primi di novembre, e apre la via ai test di volo reali. “Le prove di lancio sono svolte per determinare se il complesso è operativo. Il missile e il contenitore di lancio sono stati progettati da tempo, ma la piattaforma di lancio è nuova. Le prove hanno lo scopo di testarne le prestazioni“, affermava l’analista della difesa Viktor Murakhovskij a Radio Sputnik, all’inizio di novembre. Il test segna il rilancio del progetto del treno nucleare sovietico. Nel 1987, l’URSS decise di disporre di missili su ferrovia, approfittando dell’ampia e ramificata rete ferroviaria, in cui un treno poteva sfuggire alla ricognizione satellitare. Ciascuno dei 12 ‘treni nucleari’ sovietici era armato con tre missili balistici intercontinentali (ICBM) RT-23 (SS-24 Scalpel) che trasportavano 10 testate. Dallo spazio, questi treni sembravano vetture-frigorifero ordinarie.
a1a5ce9e16dea931ad3dfc65216c35e6In conformità con il trattato START II, la Russia disattivò i treni nel 2005 e li radiò nel 2007. Il nuovo progetto, nome in codice Barguzin, dal forte vento del Bajkal, non è soggetto al trattato e supera i predecessori per potenza. Ogni treno Barguzin sarà armato con 6 ICBM RS-24 Jars (equivalente terrestre del Bulava navale). Il nuovo “treno nucleare” opera similmente a un sottomarino nucleare. Le vetture sono così solide che possono resistere all’esplosione di una testata nucleare ad alcune centinaia di metri di distanza. Un treno può operare per un mese in modo autonomo e percorrere 1000 chilometri al giorno. Il sistema dovrebbe essere messo a punto entro il 2018. Cinque reggimenti Barguzin dovrebbero entrare nelle Forze missilistiche strategiche della Russia entro il 2020. “Le piattaforme sovietiche impiegavano vagoni ferroviari diversi dalle carrozze ferroviarie standard. Il nuovo complesso missilistico è adattato allo scartamento standard. I carri che trasportano i missili recentemente testati, assomigliano a quelli frigorifero, ad esempio“, spiegava Murakhovskij. Commentando i recenti test, il sito Welt.de e la rivista Stern hanno definito il treno “un incubo“. Tuttavia notavano che il rilancio dei cosiddetti “treni fantasma” è la risposta a ciò che Mosca vede come “passaggio dell’occidente della linea rossa” in Europa orientale, ai confini della Russia, indicando il rafforzamento militare della NATO in Europa orientale e nel Baltico. In un commento sul tema, il commentatore militare Vasilij Sychev osservava che i Barguzin sono solo la risposta all’unità Prompt Global Strike (PGS), un sistema aereo d’attacco convenzionale con armi intelligenti capace di colpire qualsiasi parte del mondo entro un’ora, similmente ad un ICBM nucleare. Tale arma permetterebbe agli Stati Uniti di rispondere molto più rapidamente di quanto sia possibile con le forze convenzionali.
Nel settembre 2014, il Presidente Putin citò il PGS tra le numerose nuove minacce che la Russia doveva affrontare, insieme al sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti in Alaska, al sistema di difesa antibalistico Aegis in Europa e la maggiore attività della NATO in Europa orientale. Il Viceprimo Ministro incaricato dell’Industria della Difesa Dmitrij Rogozin avvertiva che la Russia aggiornerà le forze nucleari strategiche e le difese aerospaziali in risposta al sistema PGS. Viktor Murakhovskij affermava che chi definisce il treno “un puro e semplice incubo” presso i servizi segreti stranieri, ha tutte le ragioni per dirlo. “Sono d’accordo dato che non ci sono gli elementi che potrebbero essere utilizzati per rilevare il complesso missilistico su rotaia“, aveva detto. “C’è una nuova piattaforma di lancio e un nuovo sistema di controllo operativo che utilizza canali di trasmissione digitali protetti. Vi sono nuovi programmi per le missioni“, dettagliava. Quindi i media tedeschi hanno ragione ad allarmarsi sui temuti treni russi che potranno colpire tutti gli obiettivi strategici in occidente. I treni tuttavia rimarranno esclusivamente sul territorio russo, dato che lo scartamento delle ferrovie della Russia è più ampio di quello dell’Europa. I binari nei territori della Russia e dell’ex-Unione Sovietica sono stati costruiti utilizzando il binario a scartamento largo (1520 millimetri). La maggior parte delle ferrovie europee occidentali, fino agli Stati baltici, così come il 60 per cento delle ferrovie del mondo, usa lo scartamento normale (1435 millimetri). Le origini di questa differenza risalgono al 19° secolo. Per la Russia, il diverso scartamento dei binari aveva uno scopo strategico militare, ostacolando la forza militare ostile impedendogli di spostare truppe e materiale bellico nel Paese via treno.1_RG_44,375Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

L’intercettore più veloce del mondo entra in servizio nelle Forze Aerospaziali della Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 03/12/2016s_miroshnichenko_mig-31bm_03_1601Il 30 novembre, tre squadroni di caccia-intercettori MiG-31BM atterravano nella base aerea Tsentralnaja Uglovaja, presso Vladivostok, entrando in servizio nell’Aeronautica russa. Il nuovo velivolo sostituirà i Su-27SM e le precedenti versioni dei MiG-31. I primi 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati ai militari ad aprile. Le Forze Aerospaziali della Russia riceveranno 130 MiG-31BM. 12-13 aviogetti saranno sottoposti all’ammodernamento nella versione BM ogni anno. Secondo il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov, dopo la modernizzazione, l’aereo rimarrà in servizio per 40-50 anni. Il MiG-31 (Foxhound) è un aereo da combattimento biposto a lungo raggio ad alta velocità e alta quota sviluppato sulla base del solido intercettore MiG-25 Foxbat. Fu progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth e altri obiettivi che volino a tutte le quote possibili, di giorno o di notte e in condizioni meteo avverse. Il MiG-31BM è uno dei pochi aerei in grado di intercettare e distruggere i missili da crociera che volano a quote estremamente basse. L’aggiornamento BM consentirà ai MiG-31 di rimanere in servizio fino al 2030. Secondo il capitano Vladimir Matveev, portavoce del Distretto Militare Orientale, le capacità operative del velivolo sono aumentate di 2,6 volte con la modernizzazione. Classificato intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato può distruggere bersagli aerei e terrestri. L’aereo è propulso da due motori a basso consumo D-30F6 dalla velocità massima di 2883km/h ad alta quota e circa 1554 km/h a bassa quota. Il MiG-31 può superare la barriera del suono durante il volo livellato o in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può volare a velocità supersonica a quote medie e alte senza accendere i postbruciatori. Può accelerare fino a 2500 km/h e alla velocità massima è più veloce di qualsiasi aereo simile nel mondo, di almeno 500 chilometri all’ora. L’autonomia del MIG-31 in volo supersonico è limitata solo dal rifornimento. Il raggio operativo, a seconda della velocità, varia da 708 chilometri a 1448 km. Durante le esercitazioni, l’aereo ha conseguito il record del più lungo volo non-stop, volando sette ore e quattro minuti coprendo la distanza di 8000 km dalla regione di Krasnojarsk in Siberia alla regione di Astrakhan, nel sud della Russia, con tre aero-rifornimenti effettuati lungo il volo.
mig-31-bm-564x272 Il sistema di gestione delle armi e radar Zaslon-M, sviluppato dall’Istituto di Ricerca Scientifico e Progettazione V. Tikhomirov, offre un maggiore campo di rilevamento dei bersagli, 320 km, e di tiro, 280 km. Il sistema può rilevare un caccia a una distanza di 320 km ed ingaggiarlo ad una distanza di 280 km. Il radar aggiornato può tracciare 24 velivoli e inseguirne 10 simultaneamente. Il Zaslon-M consente l’impiego di missili aria-aria, bombe intelligenti e missili anti-radar. L’equipaggiamento comprende datalinks protetti digitali come l’RK-RLDN per le comunicazioni con i centri di controllo a terra. L’APD-518 consente a una formazione di quattro MiG-31 di scambiarsi automaticamente i dati radar volando a 200 km di distanza tra essi. E’ anche possibile guidare altri aerei sugli obiettivi tracciati dal MiG-31BM. Un gruppo di 4 di questi aeromobili può controllare uno spazio aereo ampio 800-900 km. Il MiG-31BM può svolgere anche il ruolo di piattaforma aerea di primo allarme (AEW) liberando gli aeromobili AEW A-50 per altre missioni. L’aereo è dotato di 10 missili R-37M o RVV-BD dal raggio d’azione di 320 km. La gittata è 189 km contro gli aerei invisibili. Il missile è progettato per abbattere aerei AWACS e C4ISTAR, mantenendo la piattaforma di lancio fuori dalla portata di qualsiasi caccia che protegga il bersaglio. Può attaccare obiettivi che voltano a quote dai 15 metri ai 25000 metri. L’R-37M dovrebbe rintracciare i propri obiettivi con un sistema di guida radar semi-attivo e attivo. L’R-37M può anche utilizzare la modalità lancia e dimentica, in cui è completamente indipendente dalla piattaforma di lancio. La testata ad alto esplosivo a frammentazione è enorme, 60 kg, capace di abbattere grandi aerei. La velocità è incredibilmente alta, 7350 chilometri all’ora o Mach 6. Il MiG-31BM è inoltre dotato di un cannone a tiro rapido a sei canne. In modalità operativa aria-superficie, il caccia può essere utilizzato per mappare il terreno e attaccare bersagli a terra e in mare utilizzando un’ampia gamma di missili e bombe guidate. Può essere equipaggiato con missili anti-radar Kh-31 e Kh-25, missili aria-superficie Kh-59 e Kh-29, bombe guidate KAB-1500 o KAB-500 a guida TV o laser. Il carico bellico massimo è di 9000 kg.
In grado di svolgere missioni d’intercettazione a lungo raggio, attacchi di precisione e soppressione delle difese, l’aereo è tra i primi dieci del mondo. La versione MiG-31BM formerà la spina dorsale delle difese aeree della Russia.d_pichugin_mig-31bm_domna_1200La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
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Il caccia invisibile statunitense F-22 Raptor perde il rivestimento antiradar
South Front  03/12/2016

Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, utilizzati dall‘US Air Force in Siria, perdono il rivestimento radar-assorbente. Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, che partecipano all’operazione in Siria, perdono il rivestimento antiradar, secondo il sito Aviation Week. Il rivestimento radar-assorbente del velivolo si deforma e si stacca. Secondo l’US Air Force, le condizioni climatiche in cui operano gli aerei da guerra sono tra le ragioni delle difficoltà. Secondo il responsabile del programma F-22 della Lockheed Martin, John Cottam, le grinze e il distacco del rivestimento sono dovuti alla perdita di rigidità liquefacendosi. Notava anche che il processo viene accelerato da fattori come pioggia e sabbia. In precedenza, i piloti degli Stati Uniti si lamentavano della distruzione del rivestimento radar-assorbente al contatto con carburante e lubrificanti. Nel 2009, un ex-ingegnere della Lockheed Martin, Olsen Derrol, accusò la compagnia di applicare diversi strati del rivestimento radar-assorbente per nascondere il fatto che il rivestimento ‘invisibile’ si stacca facilmente dalla fusoliera degli aerei su azione di acqua, olio e carburante. I progettisti dell’F-22 Raptor affermano di aver creato una nuova formula, più stabile, e di applicarla sui 186 aerei da combattimento prodotti, nelle operazioni di manutenzione. Secondo stime preliminari, il processo richiederà almeno tre anni.f-22-raptorTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sarmat: Il missile che potrebbe impedire la Terza Guerra Mondiale

Rakesh Krishnan Simha, RBTH 28 novembre 2016

In grado di spazzare via una superficie grande come il Texas o la Francia, il nuovo missile balistico della Russia migliorerà considerevolmente la deterrenza, e impedirà l’avventurismo degli USA nel cortile di Mosca.rs-28-sarmat-russian-missile-satan-1Il nuovo missile balistico con una potenza distruttiva 2000 volte superiore alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki viene testato in prossimità degli Urali prima di entrare in servizio nelle Forze strategiche russe. Armato di 10 testate a rientro indipendente e numerosi inganni, un solo missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat può eliminare la vita umana in un’area grande quanto il Texas, secondo uno scrittore statunitense. Il colosso da 100 tonnellate fa dello statunitense Minuteman uno “stuzzicadenti a razzo”. In via di sviluppo dal 2011, l’esistenza del Sarmat fu confermata quando la prima immagine venne declassificata nell’ottobre 2016. Il missile è già una parola che spaventa i media occidentali. Il Daily Mail ha suscitato panico tra i lettori con un articolo secondo cui il nuovo missile russo potrà distruggere l’Inghilterra e il Galles in un colpo. Il New York Post l’ha descritto come il “diavolo sotto mentite spoglie”. I media occidentali, per una volta, hanno ragione. Il Sarmat è il derivato dell’SS-18 Satan, nome in codice NATO del 50enne missile RS-36, attualmente il più potente missile esistente. Il Sarmat non solo ha caratteristiche furtive ma può volare su grandi distanze, oltre 11000 chilometri, sorvolando polo nord e polo sud, creando enorme incertezza nel nemico. Queste caratteristiche lo rendono un’arma da deterrenza strategica estremamente utile. Secondo il Viceministro della Difesa russo per gli Armamenti Jurij Borisov, il nuovo missile sarà operativo già nel 2018. Attualmente il missile viene testato per il “lancio” a freddo. È la prima fase dei test del missile, durante cui l’enorme Sarmat viene espulso dal silo mediante gas compresso, prima di accendere il motore a razzo a diversi metri dal suolo. Il lancio a freddo del missile permette che lo scarico del getto non danneggi il silo missilistico.

Non esiste una cosa come troppa potenza
L’attuale peso massimo, l’SS-18, sarà un progetto di oltre cinquant’anni, ma può infliggere un potentissimo colpo, dal potere distruttivo superiore a un migliaio di armi nucleari tipo Hiroshima, ponendo fine alla vita umana in un’area grande quanto Gran Bretagna o Stato di New York. In questo contesto, l’assai più potente Sarmat potrebbe sembrare eccessivo, ma non è così. L’arsenale di missili balistici intercontinentali della Russia attualmente non può essere intercettato dai sistemi antimissili balistici (ABM) degli USA, ma in futuro questi missili mortali potrebbero non essere imbattibili. Attualmente, la deterrenza strategica si basa sulla distruzione reciproca assicurata, o MAD, in cui entrambe le parti sanno che saranno distrutte in caso di scambio nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno dichiarato l’intenzione di annullare il MAD con il Prompt Global Strike (PGS), un piano del Pentagono per sviluppare un sistema d’attacco aereo intelligente convenzionale capace di colpire in tutto il mondo nel giro di un’ora, similmente agli ICBM nucleari. Il Sarmat sarà la risposta efficace al PGS così come alla difesa missilistica degli Stati Uniti in prossimità delle frontiere della Russia, come ad esempio nei Paesi baltici, Romania, Polonia e Corea del Sud.2Fatto: sconvolgi e terrorizza
Borisov ha rivelato che il Sarmat è un’arma di quinta generazione più avanzata degli ICBM della generazione precedente. La velocità del missile è di 6,7 km al secondo (circa 25000 km all’ora), permettendo così di colpire obiettivi negli Stati Uniti continentali in meno di 30 minuti. Mentre l’SS-18 può cavalcare il vento (formando una serie di curve a S per eludere le difese antimissile) solo in alcune fasi del volo, il nuovo missile manovra sempre, quindi è quasi impossibile per i sistemi di difesa missilistica abbatterlo. Lo sviluppo del Sarmat avviene in sincronia con il Proekt 4202, un velivolo ipersonico che si prevede di attivare tra il 2020 e il 2025. Ciò significa che invece di testate a gravità trasportate dagli ICBM, le testate multiple del Sarmat accelereranno sull’obiettivo a un velocità 7/12 volte superiore a quella del suono. Molto semplicemente, il Sarmat è la risposta della Russia alla minaccia dei sistemi di difesa missilistica progettati dagli Stati Uniti per minare l’equilibrio strategico globale.

Mantenere le polveri asciutte
Nella prima parte del secolo scorso, lo scrittore e storico Will Durant scrisse: “Una nazione deve amare la pace, ma mantenere le polveri asciutte“. La Russia non può seguire l’interventismo degli statunitensi, ma Mosca ha bisogno di forze armate moderne più che mai dalla fine della guerra fredda. Non può permettersi d’ignorare i progressi nella tecnologia ABM degli USA, e neanche i suoi missili meno recenti che cominciano ad invecchiare. Igor Sutjagin, esperto della potenza nucleare russa del Royal United Services Institute di Londra, dice: “L’SS-18 ha più di 30 anni. Ha superato l’operatività prevista, quindi anche se avesse rapporti più stretti con la NATO, la Russia vorrà aggiornare i missili. Ma (il Presidente Vladimir) Putin, naturalmente, è felice che ciò appaia come mossa aggressiva, volendo sottolinearne imprevedibilità ed importanza”. Come disse Stephen J. Cimbala ne ‘L’esercito russo nel XXI secolo“, durante la guerra fredda i capi statunitensi erano “quasi eroicamente incapaci” a capire il comportamento russo. In una intervista di quei giorni, Putin ricordava l’imprevedibilità del governo russo.

Indebolimento delle difese degli USA
L’insistenza russa su una potenza di megatoni è un retaggio della dottrina militare sovietica ed è corretta. In un rapporto dell’US Army War College dal titolo ‘L’impatto delle minacce missilistiche sull’affidabilità delle basi d’oltremare’, Joel Wuthnow scrive che i missili sono interessanti strumenti coercitivi per due ragioni: “In primo luogo, i missili possono influenzare le decisioni politiche degli USA minacciando o causando vittime in massa all’estero o in patria. L’idea è che le pressioni interne per evitare o minimizzare le perdite possano spingere un presidente degli Stati Uniti a ripensare l’impiego della forza. In secondo luogo, i missili possono essere sfruttati contro gli Stati che ospitano truppe o che pensano di concedere accesso agli Stati Uniti. Le nazioni ospiti possono essere costrette con le minacce o vere vittime e/o danni economici“. Per Mosca, l’arsenale di missili balistici è fondamentale visto l’incessante avventurismo degli USA presso la Russia e in altri teatri. Le armi nucleari possono essere utilizzate per disperdere le forze NATO prima che possano organizzare l’invasione, diciamo, dell’Ucraina. Ciò costerebbe caro all’interventismo militare degli Stati Uniti. Nel corso di un’udienza al sottocomitato sulle minacce emergenti del Comitato per le forze armate del Senato, tenutasi il 5 marzo 1999, l’ex-Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force Ronald Fogleman disse, “Attacchi di saturazione con missili balistici contro forze sulle coste, porti, depositi e aree di raccolta potrebbero rendere estremamente costoso proiettare le forze statunitensi in un teatro, tanto meno effettuare operazioni per sconfiggere un aggressore ben armato. Semplicemente la minaccia di tali attacchi missilistici del nemico potrebbe scoraggiare i partner della coalizione degli Stati Uniti e dal rispondere all’aggressione“. Anche se gli Stati Uniti pompano miliardi nel progetto PGS, potrebbe rivelarsi l’ennesimo disastro in stile Star Wars, destinato a fallire contro una pioggia di missili balistici intercontinentali russi. Christopher J. Bowie scrive in ‘La minaccia d’interdizione e basi aeree di teatro’ che l’aggiornamento delle armi offensive schierate è più facile di quello delle armi difensive. Per esempio, le future forze missilistiche saranno caratterizzare da inganni o contromisure, e possono essere rivestite di materiali radar-ablativi. Queste sono appunto le caratteristiche che il Sarmat avrà. Il massiccio peso al lancio potrebbe consentire decine di testate d’inganno, ognuna delle quali i radar degli Stati Uniti dovranno affrontare mentre monitorano anche le testate reali in volo sui centri abitati degli Stati Uniti. Il risultato: il Sarmat violerà la difesa statunitense. Come spiega Bowie, indipendentemente dalla raffinatezza della difesa, un avversario armato con un numero “minimo” di missili potrà sopraffare le difese, una preoccupazione aggravata dalla crescente letalità delle singole testate. Anche se in futuro le difese attive non costituiranno un’inutile “Linea Maginot degli USA”, la minaccia “stresserà significativamente le difese aeree“. In questo contesto, l’ICBM Sarmat minaccia di creare una tale vulnerabilità negli, esistenti o concepibili, scudi antimissilisi che proteggano le città occidentali. La potenza apocalittica del Sarmat potrà ironicamente preservare la pace nei prossimi decenni, ed impedire la terza guerra mondiale.sarmat-7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia testa il nuovo sistema strategico mobile

Il presidente Trump può impedire una nuova corsa agli armamenti
Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 24 /11/2016

bjrk_301214-tGli Stati Uniti rimuginano una profonda revisione della triade nucleare. L’Air Force lavora ad una nuova versione del missile intercontinentale balistico (ICBM) e al programma Long Range Strike-Bomber (LRS-B). La Navy studia i piani per sostituire i sottomarini classe Ohio. Secondo il Centro di valutazioni e bilancio strategici, i piani per aggiornare la triade nucleare costeranno più di 700 miliardi di dollari nei prossimi 25 anni. L’ex-segretario alla Difesa William Perry ha avvertito che gli Stati Uniti sono “sull’orlo” di una nuova corsa agli armamenti nucleari, elevando il rischio di un’apocalisse nucleare come nella Guerra Fredda. Mosca non ha altra scelta che rispondere. La Russia ha condotto con successo il primo test del missile balistico intercontinentale (ICBM) progettato per il futuro sistema strategico nucleare offensivo ferroviario Barguzin. Si trattava dell’“eiezione” del missile dal contenitore di lancio. Le prove sono state effettuate presso il cosmodromo di Plesetsk, due settimane fa, aprendo la via ad ulteriori prove da effettuare nel 2017. Il Colonnello-Generale Sergej Karakaev, comandante delle Forze missilistiche strategiche della Russia, ha detto ai giornalisti che il nuovo sistema missilistico ferroviario sarò pronto nei primi mesi del 2017. In precedenza, Jurij Solomonov, capo-progettista dell’Istituto di Tecnologia Termica di Mosca (MITT), promise che il primo test di espulsione si sarebbe avuto “all’inizio del quarto trimestre del 2016”. I primi cinque sistemi ferroviari Barguzin diverrebbero operativi entro il 2020, rimanendo in servizio fino al 2040. Mosca ha intenzione di schierare cinque treni Barguzin nel 2019. Ogni treno Barguzin trasporterà sei ICBM RS-24 Jars pronti a lancio in pochi minuti. La gittata dei missili è di 11000 km, con almeno 4 testate MIRV da 150-250 kiloton. La velocità è superiore a Mach 20 (24500 km/h o 6806 m/s). Il sistema di guida è inerziale e via GLONASS. La precisione è di 150-200 m. Camuffata da treno merci, la piattaforma mobile non può essere individuata da satellite o sorveglianza elettronica. Va ricordato che le ferrovie russe sono le seconde più lunghe del mondo. In generale, il sistema di combattimento può percorrere 1000 chilometri al giorno, ed è estremamente difficile individuarlo. Con i relativamente leggeri missili Jars a bordo, non ci saranno le firme rivelatrici delle locomotive dei vecchi sistemi ferroviari, dismessi nel 2005. Il sistema è stato creato in risposta alla difesa antimissile balistico della NATO (BMD), che può lanciare missili da crociera a lungo raggio Tomahawk, oltre a missili intercettori. Il dispiegamento del sistema è anche la risposta al concetto Prompt Global Strike (PGS) degli USA, che prevede la capacità di attacco convenzionale di precisione su qualsiasi obiettivo nel mondo entro un’ora, usando armi ipersoniche. BMD e PGS sono considerati destabilizzanti dalla Russia. Il Barguzin è una risposta che non viola le disposizioni del nuovo trattato START del 2010. Vi è un altro importante rafforzamento del deterrente strategico nucleare russo. L’ottavo sottomarino a propulsione nucleare Knjaz Pozharskij, della classe Borej, sarà impostato nel cantiere Sevmash nella città di Severodvinsk, il 23 dicembre. Il Knjaz Pozharskij sarà l’ultimo degli otto sottomarini classe Borej e il quinto della versione avanzata Borej-A. Il sottomarino trasporta 16 missili balistici intercontinentali Bulava. Un missile MIRVizzato con 6 veicoli di rientro dalla potenza di 150 kiloton ciascuno e dalla gittata di 8300 km. Questi sviluppi ricordano che Russia e Stati Uniti, le due nazioni che rappresentano oltre il 90% della potenza nucleare strategico mondiale, devono prendere una decisione molto importante sul futuro del controllo degli armamenti. Il nuovo Trattato START scade nel 2021 senza prospettive per un nuovo accordo. Il Presidente Putin e il Presidente Trump devono correggere la situazione. Vi sono molte cose che complicano un problema già complesso: il futuro del Trattato INF, la superiorità d’attacco convenzionale degli USA, le armi tattiche della NATO (B61-12) in grado di colpire il territorio russo come le armi strategiche, il rifiuto degli altri Stati nucleari ad aderire al processo di controllo degli armamenti, sono noti.
Da quando gli Stati Uniti si ritirarono dal Trattato ABM, la difesa antimissile balistico è diventata il principale ostacolo a un accordo. La capacità BMD renderebbe il deterrente russo meno credibile, perché gli Stati Uniti potrebbero degradare la capacità di rappresaglia del secondo colpo russo. Il nuovo START menziona l’interazione tra armi offensive e difesa, ma non contiene limitazioni. Senza dubbio, la Russia solleverà la questione quale prerequisito a qualsiasi discussione sul controllo degli armamenti. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà pensare a lungo e molto se procedere con tale sistema altamente destabilizzante, che può rovinare i futuri sforzi per accordarsi. Gli Stati Uniti hanno una riserva di testate inattive da poter rendere operative entro 6-24 mesi. Le testate da aggiornare possono essere attivate da 24 a 60 mesi. E conserva parte di tale funzionalità per i propri vettori strategici. Questo è un problema che il nuovo START non affronta. Nel 2002 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM creando un precedente, essendo la prima volta che una superpotenza si ritirava da un accordo sul controllo degli armamenti. E se gli Stati Uniti decidono di ritirarsi dal nuovo START o da qualsiasi altro trattato con la Russia? Se accadesse potranno riattivare sui missili le testate depositate (capacità di riarmo), e costruirsi un potenziale strategico da diverse migliaia di testate in qualche mese. Le apprensioni della Russia sono giustificate. La nuova amministrazione degli Stati Uniti considererà le preoccupazioni dell’altra parte? Secondo le disposizioni, il nuovo trattato START può essere esteso per 5 anni, ma dal punto di vista della Russia ci sono preoccupazioni che dovrebbero essere prese in considerazione prima che il problema arrivi all’agenda del controllo degli armamenti. Con i militari russi e statunitensi che non hanno contatti regolari, vi è il pericolo di incidenti, un altro problema che le due nazioni affrontano.
Entrando in carica il 20 gennaio, Donald Trump erediterà la crisi nelle relazioni Russia-Stati Uniti e le crescenti tensioni nucleari e il futuro incerto sul controllo degli armamenti. Trump ha detto molte cose positive e vi è motivo di sperare nel progresso su questioni come la Siria, per esempio. E’ logico aspettarsi che l’attuale flessione del rapporto bilaterale s’inverta. Ma finora nulla è stato detto da Donald Trump e dalla sua squadra sul rilancio della cooperazione nucleare. Forse gli accordi vincolanti sui sistemi BMD o le limitazioni esistenti ed emergenti sulle armi offensive convenzionali a lungo raggio e la riduzione delle armi nucleari di teatro, potranno contribuire a compiere progressi graduali. “Il rischio di un conflitto nucleare sarebbe superiore oggi rispetto agli anni 1980”, avverte Andrew Kuchins, esperto di Russia presso la Georgetown University di Washington ed ex-capo del Carnegie Moscow Center, in una prossima relazione sui rapporti USA-Russia. “Purtroppo, società ed istituzioni politiche… sembrano inconsapevoli che tale minaccia esistenziale possa veramente ritornare”. Ci sarà cooperazione in alcuni settori di reciproco interesse, ma alcuna inversione da una crisi pericolosa senza progressi sul controllo degli armamenti. Con la nuova amministrazione statunitense sarebbe opportuno per gli esperti prendere il toro per le corna ed iniziare le discussioni. Con la vittoria di Trump c’è una possibilità che non va persa.f1406c28eda1d71a2da51894bd344d2eLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Invece della Kuznetsov, è la NATO a farsi rimorchiare a destinazione

Alexander Mercouris, The Duran 24 novembre 201614568178Dopo settimane di storie sui problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, a rompersi è l’apparato motore di uno dei più avanzati cacciatorpediniere Type 45 della Gran Bretagna, costringendo la nave ad essere rimorchiata in porto. Mentre la flotta russa veniva schierata nel Mediterraneo orientale, i ben noti problemi dei motori della portaerei Admiral Kuznetsov ricevevano eccessiva attenzione. Ho già detto delle ragioni di questi problemi. In breve, l’Admiral Kuznetsov, quando fu costruita negli anni ’80, non solo fu la più grande nave da guerra che la Marina sovietica abbia mai ordinato, ma le 60000 tonnellate ne facevano una nave due volte più pesante delle precedenti grandi navi da guerra dell’URSS/Russia, gli incrociatori da battaglia lanciamissili classe Kirov, che utilizzano una combinazione di reattori nucleari e turbine a gas. I russi non avevano mai sviluppato in precedenza i motori, nucleari o convenzionali, per navi da guerra così grandi e pesanti, e la disposizione deriva dalla complessità dell’apparato formato da turbine a vapore e caldaie a turbo-pressione, inaffidabili sotto sforzo con mare difficile. La nave successiva alla Kuznetsov e alla gemella Varjag doveva essere la portaerei Uljanovsk (mai completata), che avrebbe avuto un apparato motore più efficiente con quattro reattori nucleari. Si noti, tuttavia, che avrebbe avuto comunque il doppio dei reattori nucleari rispetto ai due potenti reattori nucleari Westinghouse utilizzati dalle molto più grandi e pesanti portaerei classe USS Nimitz, ulteriore indicazione dell’assenza di motori completamente idonei e sufficientemente potenti nell’URSS/Russia, nucleari o convenzionali, per navi di queste dimensioni. Come detto in precedenza, i russi sono consapevoli dei problemi dell’apparato motore della Kuznetsov, e li avrebbero quasi certamente risolti se la Kuznetsov non fosse entrata in servizio in un momento di crisi politica ed economica estrema nella Russia della metà degli anni ’90. Così, la Kuznetsov dovrà intraprendere un aggiornamento completo nel 2018, durante il quale gli attuali motori inaffidabili saranno sostituiti. L’eccessiva enfasi sui problemi dell’apparato motore della Kuznetsov, che non condizionano il comportamento della nave nella missione in Siria, ha comunque dato l’impressione che tali problemi siano comunque gli unici. Ciò è molto diverso dal caso che si ricorda leggendo il rapporto del Comitato per la Difesa della Camera dei Comuni della Gran Bretagna sulla situazione della Royal Navy, pubblicato quattro giorni fa.
Le navi da guerra più avanzate della Royal Navy sono i cacciatorpediniere Type 45 Daring, descritti da certuni come le navi più avanzate al mondo. Dal 2009, quando il primo entrò in servizio nella Royal Navy, era afflitto da problemi di affidabilità dell’apparato motore. Ecco cosa descrive la relazione della Commissione Difesa: “75. Il cacciatorpediniere Type 45 è la nave più moderna della flotta inglese e parte fondamentale del progetto innovativo è il sistema di propulsione. Tuttavia, poco dopo l’entrata in servizio, il sistema di propulsione soffriva di gravi problemi. Tra il varo della capoclasse (HMS Daring) nel febbraio 2006 e dell’ultima (HMS Duncan) nell’ottobre 2010, circa 50 modifiche al progetto furono necessari. Nonostante i lavori di riparazione, i Type 45 continuano a soffrire di problemi di affidabilità, come gravi cali di potenza. Ci sono stati miglioramenti e il rateo dei guasti è ormai un terzo di quelli subiti nel 2010. Tuttavia, come ha osservato Sir Mark Stanhope, rimane un “rischio inerente” usare il Type 45“. Tuttavia, forse la più straordinaria rivelazione è che i motori non funzionano correttamente in acque calde, come Mediterraneo e Golfo Persico. Ecco cosa la relazione della commissione Difesa ha da dire su ciò: “84. Un secondo problema all’apparato motore è l’inaffidabilità dei Type 45 quando operano in zone ad alta umidità e temperatura marina. Quando abbiamo chiesto a Tomas Leahy, della Rolls Royce, come ciò sia possibile, ha detto che il motore “risponde alle specifiche per i Type 45 (decise dal Ministero della Difesa) e che il sistema ha incontrato tali specifiche”. Tuttavia aggiungeva: “Le condizioni del Golfo sono in linea con tali specifiche? No. L’apparato deve operare in condizioni molto più gravose di quanto inizialmente richiesto da tali specifiche“. Dato che la Royal Navy svolge significative operazioni nel Golfo da decenni, ciò appare un errore sorprendente. “85. John Hudson, della BAES, ha detto che l’industria ha evidenziato al Ministero della Difesa che ci sarebbe un limite massimo nelle temperature ambientali e che avevano cercato di produrre un progetto che si sarebbe “degradato leggermene (sic) oltre quelle temperature”. In altre parole, l’apparato motore avrebbe la capacità di funzionare, seppur non in modo ottimale, comportando “un qualche scadimento” della velocità massima. Tuttavia, non era questo il problema. L’Ammiraglio Jones riconosce che il difetto chiave nella specifica era che il WR-21 non poteva operare efficacemente a temperature calde e che, invece di un “gradevole degradazione”, i motori “degradano catastroficamente”. 86. E’ sorprendente che la specifica per i Type 45 non includa l’obbligo per le navi di operare a pieno regime e per periodi prolungati in zone calde come il Golfo. La permanenza del Regno Unito nel Golfo dovrebbe essere un requisito chiave per i motori. Il fatto che sia così, è una mancanza imperdonabile e non va ripetuta nei programmi Type 26 e GPFF. La mancata garanzia di ciò metterebbe il personale e le navi della Royal Navy in pericolo, con conseguenze potenzialmente pericolose“.
Alla luce di ciò, non sorprende che ora invece di riferire dell’Admiral Kuznetsov trainata in combattimento dal rimorchiatore di scorta, si parli dell’HMS Duncan, cacciatorpediniere Type 45 della Gran Bretagna che ombreggiava la Kuznetsov, ora in panne e costretto ad essere rimorchiato in porto. Inutile dire che i media occidentali, che abbondavano di storie sui problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, non seguano questo incidente.js114503929_type-45-destroyer-news-large_trans

Il “super-cacciatorpediniere” dell’US Navy bloccato a Panama per guasti
South Front
zumIl nuovissimo cacciatorpediniere lanciamissili USS Zumwalt (DDG-1000) si è guastato nel Canale di Panama a causa di una nuova falla meccanica. Il 21 novembre sera, il nuovo USS Zumwalt (DDG-1000) si è guastato mentre attraversava il Canale di Panama, secondo il sito USNI, citando ufficiali dell’US Navy. Secondo USNI News, “la nave ha perso potenza su un albero portaelica, durante il transito, e l’equipaggio ha visto infiltrazioni di acqua in due dei quattro cuscinetti che  collegano l’asse portaelica con gli Avanzati Motori Asincroni (AIM) dello Zumwalt“. Il sito ha spiegato che gli AIM sono “enormi motori elettrici alimentati dalle turbine a gas della nave e che a loro volta forniscono l’elettricità ai sistemi e agli assi portaelica della nave“. Il cacciatorpediniere, che rientrava a San Diego, è ora fermo per riparazioni presso l’ex-US Naval Station Rodman, afferma il portavoce della III Flotta, comandante Ryan Perry. Secondo Perry, il periodo per le riparazioni va determinato. Nel frattempo, un altro ufficiale ha detto che le “riparazioni potrebbero richiedere dieci giorni“. Prima dell’incidente, la nave doveva giungere San Diego, entro la fine dell’anno, e cominciare ad attivare i sistema d’arma, prima di divenire operativo presso la flotta nel 2018.
Il cacciatorpediniere lanciamissili aveva lasciato i cantieri il 7 settembre, ma aveva già dato  problemi. A settembre si seppe di una “fuga di acqua marina nell’olio lubrificante del motore ausiliario di uno degli alberi del sistema di propulsione della nave“, mentre ad ottobre l’USS Zumwalt subiva altri problemi tecnici in Florida. Tuttavia, tali guasti non sono l’unico problema della nave. I LRLAP (Long Range Land-Attack Projectile), munizioni intelligenti da 155mm sviluppate per i cannoni delle navi della classe DDG 1000 Zumwalt, si sono rivelati troppo costosi. Un solo proiettile costa circa 800000 dollari, mentre la nave è costata 4,4 miliardi di dollari. Come già riferito, l’US Navy ha ridotto i cacciatorpediniere Zumwalt da 28 navi a 3. L’USS Zumwalt (DDG-1000) ha ufficialmente aderito alla Marina degli Stati Uniti il 15 ottobre. La nave è una delle più costose nella storia della Marina degli Stati Uniti.
160908-n-px557-090Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora