La cooperazione militar-tecnica tra Russia e India continua

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 9.08.2017L’India è ampiamente nota come il maggiore importatore dei prodotti dell’industria della Difesa russa e la Russia è il fornitore principale di armamenti dell’India. L’India collabora nell’ambito militar-tecnico con molti altri Paesi, tra cui i tecnologicamente avanzati Stati Uniti, Francia, Corea del Sud e Giappone. Pertanto, la leadership della Russia nel mercato indiano può essere considerata un attestato dell’alta qualità dei prodotti russi. Inoltre, ciò dimostra l’affidabilità delle relazioni Russia-India e la grande fiducia tra i due Paesi. Tuttavia, negli ultimi anni, l’India ha iniziato seriamente a sviluppare la propria industria della Difesa. Nel settembre 2014, il Primo ministro indiano Narendra Modi lanciò l’iniziativa “Make in India”, intesa a portare l’industria indiana ad un nuovo livello, creando molti posti di lavoro e assicurandosi un flusso di investimenti esteri. Secondo il programma, l’India intende sviluppare vari tipi di produzione ad alta tecnologia sul proprio territorio e in tutti i campi. Oltre all’effetto economico, grazie al “Make in India”, l’India si aspetta di compiere un salto nel campo tecnico-scientifico. Il programma copre un’ampia gamma di settori, tra cui la tecnologia militare. Di fronte alla crescente concorrenza dei produttori indiani, alcuni esportatori esteri potrebbero essere costretti a ridurre le forniture o addirittura a ritirarsi dall’India. Tuttavia, è improbabile che ciò influenzi la Russia. La cooperazione militar-tecnica Russia-India (MTC) ottiene slancio. Uno dei motivi per cui la Russia ritiene di restare nel mercato indiano è che la Russia non solo vende mezzi all’India, ma fornisce anche tecnologia. Molti tipi di armamenti sviluppati dall’industria della Difesa russa sono ora prodotti su licenza in India. Ciò è coerente con il programma “Make in India” e contribuisce al progresso scientifico e tecnologico indiano. A questo proposito è indicativa la storia della cooperazione russo-indiana nei blindati. Dal 1980 al 1990, il carro armato sovietico T-72M1 fu prodotto in India. L’assemblaggio del carro armato T-90S nel territorio indiano iniziò nel 2003. Nel settembre 2015, si ebbe la notizia che l’India negoziava con la Federazione russa l’acquisto della versione aggiornata T-90MS. E nel marzo 2016, la società statale russa Rosoboronexport annunciò l’inizio dei negoziati relativi alla produzione di T-90MS in India. Nel novembre 2016, i media indiani riferirono dell’acquisto in Russia di una grande quantità di armi, tra cui 464 carri armati T-90MS. Nel febbraio 2017, la Russia estese agli indiani la licenza per la produzione dei T-90S. I veicoli blindati sono solo una delle molte direzioni della cooperazione militar-tecnica russo-indiana. Nel marzo 2017, i media riferirono che quest’anno Russia e India concluderanno i contratti per la vendita di 48 elicotteri Mi-17V-5 e 4 fregate. Gli elicotteri e le navi russi sono già a disposizione delle forze armate indiane. Il desiderio dell’India di acquisirne di ulteriori indica che è soddisfatta delle acquisizioni passate.
Particolarmente importante da notare è la cooperazione russo-indiana sul programma BrahMos, dove la società aerospaziale russa NPO Mashinostroenia e l’Organizzazione indiana di Ricerca sulla Difesa hanno sviluppato un missile supersonico antinave che supera le controparti estere in velocità e potenza di fuoco. Il lavoro iniziò nel 1998, il primo lancio avvenne nel 2001 e ora il missile BrahMos è in servizio nell’esercito indiano da diversi anni. Lo sviluppo russo-indiano interessa anche altri Paesi; numerosi Stati di Africa e America Latina hanno deciso di acquistarne per un valore complessivo superiore ai 10 miliardi di dollari. Nel 2011 l’India ordinò 200 missili per 4 miliardi di dollari per le proprie forze armate. Il programma BrahMos continua. In questi anni esperti russi e indiani hanno collaborato per migliorare i progetti, adattandoli per risolvere nuovi problemi. Furono sviluppate versioni terrestri e navali del missile. Nel 2011 furono confermate le notizie che fossero in corso progetti per dotare gli aerei da combattimento FGFA dei missili BrahMos. Questo velivolo, unitamente ai velivoli russi Su-30MKI (ora prodotti su licenza in India), è un altro sviluppo russo-indiano. Fu una decisione molto audace, dato che finora nessuno ha ancora osato installare tali armi pesanti sui caccia. Nel 2017, l’obiettivo è stato raggiunto, fu necessario creare una versione leggera del missile pesante 2,5 tonnellate, 500 kg in meno del prototipo. Così il BrahMos è diventato il primo missile nella storia con tali velocità e gittata ad essere installabile sui caccia. Nel marzo 2017, il missile BrahMos ER aggiornato fu testato per la prima volta in India. Il nuovo missile può colpire bersagli a una distanza di 450 km. La società russo-indiana BrahMos Aerospace attualmente lavora su un nuovo missile in grado di raggiungere 5000 km all’ora. Presumibilmente, sarà pronto tra 2-3 anni.
Nel giugno 2017, il Ministero della Difesa russo ospitò una riunione della Commissione russo-indiana per la cooperazione tecnico-militare cui parteciparono il Ministro della Difesa Sergej Shoygu e l’omologo indiano Arun Jaitley. Le parti adottarono un piano di ulteriore cooperazione. Secondo Sergej Shojgu, Russia e India rafforzeranno la cooperazione per aumentare la disponibilità al combattimento delle forze armate. Ricordava che un partenariato strategico privilegiato esiste da molti anni tra i due Paesi. Il ministro inoltre affermò che parte importante di queste relazioni sono le esercitazioni militari congiunte regolari e che le manovre russo-indiane annuali “Indra-2017” si terranno nel territorio russo, come previsto, nell’autunno 2017. Quindi si può concludere che la cooperazione con la Russia aiuta l’India ad acquisire non solo equipaggiamenti militari moderni, ma anche a sviluppare il proprio potenziale scientifico e tecnico, che per il programma Make in India è solo utile. Ma non è l’unico motivo per cui la cooperazione militare-tecnica russo-indiana continuerà a crescere. Come è noto, la cooperazione militar-tecnica non esiste solo nell’ambito del commercio internazionale. Quando i due Paesi permettono il reciproco accesso a settori legati alla propria sicurezza, vi è dimostrazione di grande fiducia ed interessi strategici comuni. Parlando al 18° vertice russo-indiano all’inizio di giugno 2017, il Presidente Vladimir Putin notava soprattutto che la cooperazione militar-tecnica tra Russia e India è un fattore che attribuisce particolare significato alle relazioni russo-indiane. Secondo lui, la Russia non ha tale stretta collaborazione con altri Paesi nei settori delicati della difesa. L’India ha bisogno del sostegno russo per mantenere la posizione nella concorrenza con Pakistan e Cina, nonché per combattere la minaccia terroristica che proviene dal Medio Oriente. La Russia ha bisogno di un’India potente per assicurare la stabilità dell’Asia centrale, soprattutto nelle ex-repubbliche sovietiche al confine russo. Così, la cooperazione strategica russo-indiana è molto importante per entrambi i Paesi.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I bombardieri russi impiegano nuovi missili contro lo Stato islamico

Alex Gorka SCF 06.07.2017

Il 5 luglio, i bombardieri strategici russi hanno colpito lo Stato islamico (IS) in Siria con i nuovi missili da crociera aerolanciati (ALCM) Raduga Kh-101. Secondo il Ministero della Difesa russo, i bombardieri Tu-95MS hanno lanciato missili da crociera Kh-101 su obiettivi dello SIIL lungo il confine tra le province siriane di Hama e Homs. Gli aerei sono decollati dall’aeroporto di Engels in Russia per effettuare un volo con rifornimento aereo. Rientravano alla base dopo la missione. L’aeroporto di Humaymim, nella provincia di Lataqia, attualmente impiegato dall’aviazione frontale, non è adatto ai bombardieri strategici. La sua pista è troppo corta e manca dell’infrastruttura necessaria. Ma i bombardieri strategici possono operare senza atterrare in Siria.
Tre depositi di munizioni e un comando preso Uqayribat furono distrutti. Gli aerei rientravano alla base nella Russia sud-occidentale, dopo aver lanciato i missili a una distanza di 1000 chilometri dagli obiettivi. Il Ministero non ha detto quanti aeromobili presero parte all’attacco, ma ha detto che i bombardieri strategici furono scortati da caccia Sukhoj Su-30SM provenienti dalla base aerea russa nella provincia di Lataqia. L’attacco era il sesto in cui la Russia utilizzava il Kh-101. Un Tupolev-95MS può portare 8 missili. Un bombardiere Tu-160 12. Oltre 60 velivoli con a bordo missili da crociera fanno parte dell’aviazione a lungo raggio della Russia. Un Su-34 è un velivolo tattico che può trasportare 2 missili di questo tipo. Il Raduga può essere dotato di testate ad alto esplosivo, penetranti o cluster. La testata convenzionale conterrebbe 400 kg di esplosivi. La versione Kh-102 può essere dotata di testata nucleare da 250kt. Il Kh-101 utilizza il GLONASS, il sistema di navigazione satellitare russo, per la correzione della rotta e avrebbe un’accuratezza di cinque-sei metri per una gittata efficace fino a 4500 km. La lunga gittata consente di colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico senza minacciare la piattaforma di lancio. Il missile può essere lanciato a una quota di 3000-12000 m. Il peso operativo è di 2400 kg, inclusa la testata. La quota di volo 30-6000 m. Deviazione massima: 20 m. Precisione sugli obiettivi in movimento: 10 m. La massima precisione è 5 m. Può accelerare alla velocità massima di 2500 km/h e salire alla quota massima di oltre 15000 metri. Senza booster, l’ALCM va lasciato cadere per acquisire velocità iniziale. Il Kh-101 ha un profilo di volo variabile con una quota compresa tra 30 e 6000 m, una velocità di crociera di 190-200 m/s e una velocità massima di 250-270 m/s. Il Raduga vanta una bassa firma radar. Con la configurazione a “siluro aereo” la sezione trasversale sul radar è di circa 0,01 metri quadrati. L’ALCM ha ali mobili e utilizza materiali radar assorbenti, antenne conformi e altre tecnologie stealth. Il missile utilizzerebbe una combinazione di guida inerziale e navigazione satellitare utilizzando il sistema russo GLONASS. È possibile correggerne la rotta in volo. Un sistema di correzione optoelettronica viene utilizzato invece del radioaltimetro. Con caratteristiche furtive, il missile vola a bassa quota, evitando i radar e nascondendosi dietro il terreno. Nella fase terminale, il missile individua l’obiettivo attraverso coordinate e riconoscimento delle immagini a bordo, sostanzialmente corrispondenti all’immagine caricata dell’obiettivo su cui il missile punta. Se tutto va come pianificato, la testata viene puntata direttamente sull’obiettivo per l’impatto. Le difese aeree possono essere sopraffatte con diversi Kh-101 in volo a bassa quota da diverse direzioni, violando le difese aeree nei punti deboli. I Raduga possono anche seguire rotte circolari per raggiungere gli obiettivi, evitando radar e difese aeree.
Nessuna altra forza aerea al mondo ha un’arma con tali grande gittata, grande precisione e caratteristiche stealth. Il Kh-101 supera ogni analogo statunitense su più aspetti. La potenza di fuoco e la mobilità mostrate il 5 luglio sono un timido avvertimento sulle crescenti capacità militari russe. Un altro vantaggio: con questa capacità d’attacco aereo e di superficie, la Russia non ha bisogno di violare il trattato INF, cosa di cui gli Stati Uniti l’hanno recentemente accusata. Semplicemente non serve avendo tale straordinaria potenza d’attacco aereo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’inefficienza dell’F-35 danneggia il bilancio del Pentagono

Anthony Capaccio, Bloomberg 28 giugno 2017I costi operativi dell’F-35 della Lockheed Martin Corp. si gonfieranno, a meno che la scarsa affidabilità del programma più costoso del Pentagono migliori, secondo una valutazione dell’ufficio dei test del dipartimento della Difesa. Aereo e componenti non sono affidabili quanto previsto, e richiedono più tempo per le riparazioni del previsto, secondo la presentazione del direttore dei test operativi ai funzionari della difesa e agli assistenti del congresso. Circa il 20 per cento degli aviogetti deve aspettare le componenti dai depositi perché i fornitori non possono tenere il passo tra produzione mentre inviano le componenti per le riparazioni. L’attenzione si concentra su costi e ritardi in quello che ora è un programma da 379 miliardi di dollari, previsti per acquisire una flotta di 2443 caccia per Air Force, Navy e Marine Corps. Ma operare e mantenere gli aviogetti nei prossimi decenni è un’altra seria sfida che può distruggere il bilancio del Pentagono. La disponibilità di pezzi di ricambio per i 203 F-35 già assegnati “peggiora, influenzando il rateo di volo” e l’addestramento dei piloti, secondo una presentazione dell’8 maggio ottenuta da Bloomberg News. I tassi di affidabilità collegati a “guasti critici sono peggiorati nell’ultimo anno“, dato che il miglioramento “stagna”.

Affliggendo il bilancio
Queste tendenze significano che i costi del “ciclo di vita” a lungo termine degli aeromobili “probabilmente aumenteranno in modo significativo” rispetto alla stima attuale di 1,2 trilioni di dollari, influenzando i budget delle forze armate, secondo la presentazione che aggiorna la relazione annuale di gennaio. Joe DellaVedova, portavoce dell’ufficio del programma F-35 del dipartimento della Difesa, dichiarava in un’email che dal 2015 la stima dell’ufficio delle spese operative annuali, compresi i costi di volo, è diminuita del 2,2 per cento per la versione dell’Air Force, del 3,3 per cento per i Marine Corps e il 4,2 per cento per la Navy. “Queste riduzioni sono il risultato di maggiore manutenzione e operatività; mente i sistemi d’arma maturano, il progetto si stabilizza e la manutenzione diventa più efficiente ed efficace”. Il presidente Donald Trump ha chiesto 70 F-35 nel bilancio 2018, dai 63 dell’anno scorso. I due principali comitati sulla Difesa della Congresso hanno segnalato questa settimana di volerne aggiungere addirittura altri 17. Anche i negoziati tra Lockheed e Pentagono sono in corso per un “blocco di acquisto” di 445 aerei per Stati Uniti ed alleati. La presentazione dell’ufficio dei test fornisce una panoramica delle tendenze di affidabilità, manutenzione e disponibilità che in gran parte decide se forze armate e alleati possono permettersi di acquistare tutti gli aerei previsti, perché la maggior parte dei costi è assorbita da operazioni a lungo termine e supporto.“Notoriamente scadente”
Anche se un squadrone di F-35 può arrivare dove è necessario, qual è il vantaggio se non compie le missioni?” commenta l’analista Dan Grazier del Progetto per il controllo governativo di Washington sulla valutazione di gennaio dell’ufficio dei test. “Questo è uno dei problemi più duraturi del programma F-35. La flotta ha avuto un record notevolmente scadente di affidabilità“. L’ufficio dei test ha affermato nell’ultima valutazione che l’andamento della disponibilità degli aeromobili nei test di volo o addestramento “è stato scarso negli ultimi due anni perché le iniziative per migliorare l’affidabilità” non si traducono ancora in maggiore disponibilità“. I Marines hanno provveduto a far sospendere i voli degli aviogetti di base a Yuma, in Arizona, per problemi di affidabilità del programma del sistema diagnostico di manutenzione. La disponibilità di volo degli F-35 nel tempo dovuto, è pari al 52 per cento, a dispetto dell’obiettivo intermedio del 60 per cento e dell’80 per cento necessario per avviare i test di combattimento l’anno prossimo. DellaVedova non contesta il 52 per cento, dicendo che i tassi di disponibilità “dovrebbero aumentare mentre i nuovi F-35 vengono consegnati ogni mese“. Il 52 per cento è il dato combinato di aerei recenti e più vecchi, ha detto, e i nuovi aeromobili mostrano “una significativa migliore affidabilità e disponibilità“. Il 388esimo stormo caccia dell’Air Force della base aerea di Hill, Utah, attualmente dice che i suoi aerei sono disponibili al 73 per cento del tempo necessario.

‘Effetto positivo’
DellaVedova ha dichiarato che il programma migliora anche la previsione sulle necessità delle parti di ricambio e il tempo necessario per le riparazioni, “tutte hanno un effetto positivo”. Il tenente-colonnello Roger Cabiness, portavoce dell’ufficio dei test, ha affermato che i temi citati nella presentazione dell’8 maggio persistono, anche se alcuni dati specifici citati sono cambiati “in quanto il programma continua ad adottate correzioni e scoprire nuove carenze” nella fase di sviluppo da 55 miliardi di dollari, che si prevede termini all’inizio del prossimo anno. Cabiness affermava che i dati di affidabilità più recenti, che l’ufficio dei test ha ricevuto dopo l’informativa dell’8 maggio, indicherebbero che “complessivamente, il rateo è peggiorato” per i velivoli di Air Force e Marine Corps e migliorato per la versione della Navy. L’Air Force acquista il grosso degli F-35. Un rateo chiave è il numero medio di ore di volo tra i guasti critici, che potrebbero rendere un aereo inaffidabile o incapace di completare la missione. L’obiettivo degli F-35 dell’Air Force è 20 ore tra i guasti dopo 75000 ore di volo. Dall’agosto scorso, i modelli dell’Air Force avevano in media solo 7,3 di ore tra i guasti dopo 34197 ore di volo, secondo la presentazione dell’ufficio dei test.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bloccati ad al-Tanaf, i militari USA riconoscono la sconfitta

Moon of Alabama 25 giugno 2017Le forze armate statunitensi, per ora, hanno rinunciato ad occupare la Siria sudorientale. Recenti note alla conferenza stampa del dipartimento della Difesa riconoscono la sconfitta dei piani originali. Riprendiamo: i militari statunitensi avevano occupato il valico di frontiera di al-Tanaf tra Siria e Iraq, 12 chilometri ad est del triangolo di confine tra Siria e Iraq. La strada economicamente importante tra Damasco e Baghdad attraversa al-Tanaf. Quando le forze governative siriane si avvicinarono ad al-Tanaf, le forze statunitensi le bombardarono dichiarando unilateralmente la “zona di deconflitto”, ossia il territorio occupato attorno alla stazione. Il piano statunitense doveva interrompere ogni collegamento tra le regioni siriane ad ovest e l’Iraq ad est, avanzando a nord da al-Tanaf fino alla valle dell’Eufrate, verso Dayr al-Zur. Neoconservatori e propagandisti sionisti affermarono che era necessario spezzare la “mezzaluna sciita” che avrebbe collegato l’Iran al Libano attraverso Iraq e Siria. Le forze statunitensi avrebbero interrotto il sostegno iraniano ad Hezbollah che difende il Libano dalle incursioni israeliane. Ma la “mezzaluna sciita” non era che un’idea. I rifornimenti dell’Iran ad Hezbollah non sono mai dipesi da un solo collegamento territoriale. La connessione a “mezzaluna” non fu interrotta quando l’Iraq era occupato dagli USA o lo SIIL dominava la zona. Il piano reale degli USA era molto più grande, controllare un corridoio sunnita dal confine saudita-iracheno, nella provincia di Anbar nell’Iraq occidentale, attraverso la Siria sudorientale e la Siria nordorientale occupata dai curdi fino alla Turchia. Questo era il piano del “principato salafita” indicato da un documento dell’intelligence della difesa del 2012.Le forze siriane (rosse), con il sostegno iracheno, hanno sabotato i piani statunitensi collegando la Siria occidentale al confine iracheno-siriano a nord di al-Tanaf (blu), incontrando le forze irachene alleate al confine a nord-est di al-Tanaf e avanzando a nord-est lungo il confine verso Abu Qamal e la valle dell’Eufrate.
Il comando russo ha detto agli Stati Uniti che qualsiasi attacco a queste forze sarebbe un atto ostile che verrebbe punito severamente. Per chiarire la cosa, l’Iran lanciava missili a media gittata dal territorio iraniano sullo Stato islamico in Siria. I russi lanciavano missili da crociera dal Mediterraneo su obiettivi simili. Il messaggio era che il piccolo contingente statunitense da al-Tanaf sarebbe stato spazzato via se i militari statunitensi avessero continuato a ostacolare le forze siriane. Nel frattempo le Unità di mobilitazione popolari (PMU) provenienti dall’Iraq, alleate della Siria, si avvicinavano ad al-Tanaf da sud. Le forze statunitensi non hanno dove andare se non a casa. Come scrivemmo il 13 giugno, ‘Siria, la fine della guerra è ora in vista’: “I piani statunitensi in Siria meridionale, occidentale ed orientale sono falliti. A meno che l’amministrazione Trump non sia disposta ad investire altre importanti forze ed avviare apertamente e contro il diritto la guerra a governo siriano ed alleati, la situazione viene contenuta. Le forze siriane libereranno tutti territori a sud, attualmente occupati dai vari fantocci statunitensi ed altri gruppi terroristici. Tutte le recenti provocazioni dagli Stati Uniti non hanno impedito i piani del governo siriano e l’avanzata su Dayr al-Zur”.
In una piccola conferenza stampa, i militari statunitensi praticamente riconoscevano la sconfitta dei loro piani: “Washington (AP) – La coalizione militare statunitense che combatte lo Stato islamico accoglierà uno sforzo concertato di governo siriano e forze partner, sostenute dall’Iran, per sconfiggere lo SIIL nelle rimanenti fortificazioni in Siria orientale, dichiarava un portavoce statunitense. Il colonnello dell’esercito Ryan Dillon, portavoce della coalizione, ha detto ai giornalisti al Pentagono che l’obiettivo degli Stati Uniti è sconfiggere lo SIIL ovunque sia. Se altri, come il governo siriano e i suoi alleati iraniani e russi, vogliono combattere gli estremisti, allora “non abbiamo assolutamente alcun problema”, aveva detto parlando da Baghdad”.
Dalla trascrizione della conferenza stampa:
D: (…) Che minaccia potenziale dalle milizie sostenute dall’Iran e dalle forze del regime continuano a rappresentare per le sue forze e forze partner nell’area al-Tanaf – Abu Qamal?
Col. Dillon: Beh, il regime siriano sembra che faccia uno sforzo concertato per entrare nelle aree occupate dallo SIIL. E se mostra di poterlo fare, non sarà negativo. Siamo qui per combattere lo SIIL come coalizione, ma se altri vogliono combattere lo SIIL e sconfiggerlo, allora non abbiamo assolutamente alcun problema. E se avanzano verso est su Abu Qamal e Dayr al-Zur, noi, fin quando possiamo ridurre le tensioni e assicurarci di poter concentrarci su ciò che facciamo senza incidenti strategici con il regime o le forze pro-regime o i russi, allora ne saremo perfettamente soddisfatti”. Successivamente il portavoce riconosceva anche che le forze ad al-Tanaf sono molto limitate nei movimenti: “…se il regime avanza in una zona presso Abu Qamal, allora limiteremo per quanto possibile i pattugliamenti (da al-Tanaf) con le forze dei nostri partner”. Dopo chiariva ancora il punto, e in modo ancor più netto, al-Tanaf è inutile e l’Esercito arabo siriano è libero di fare ciò che fa: “Col. Dillon: Quello che dicevo è che, fuori dall’area di al-Tanaf, addestravamo le forze dei nostri partner per combattere lo SIIL, se vicino alla zona. Sapete, ora che il regime avanza, e in qualche modo significativo, avanza, come sembra, verso Abu Qamal e forse Dayr al-Zur, se vuole combattere lo SIIL ad Abu Qamal e può farlo, allora questo sarà benvenuto. Noi, come coalizione, non occupiamo territori. Ci occupiamo di eliminare lo SIIL, e questo è ciò che vogliamo fare. E se il regime siriano vuole farlo e riprende lo sforzo concertato e dimostra che fa proprio questo ad Abu Qamal o Dayr al-Zur o altrove, significa che non dovremmo farlo noi in quei luoghi. Quindi suppongo che, come sto dicendo, ad al-Tanaf continueremo ad addestrare le forze dei nostri partner. Continueremo a pattugliare l’aerea di al-Tanaf nel deserto di Hamad. Ma se il nostro accesso ad Abu Qamal viene chiuso perché c’è il regime, va bene”.
Novità: il Pentagono e, ancor più i comandanti degli Stati Uniti in Medio Oriente hanno finalmente riconosciuto i fatti fondamentali della vita. Non c’è modo che il governo siriano ed alleati lascino che gli Stati Uniti occupino la Siria sudorientale o il Paese, compresa la guarnigione siriana di Dayr al-Zur attualmente circondata dalle forze islamiste. L’Esercito arabo siriano ed alleati libereranno Dayr al-Zur e tutta la valle dell’Eufrate. L’esercito statunitense l’ha riconosciuto. Ci sarà qualche sconvolgimento e grida tra i neoconservatori, ma dubito che questa decisione sia rovesciata o che si tratti di un imbroglio. Non c’è semplicemente alcun valore strategico per gli Stati Uniti nell’occupare la Siria sudorientale e nel volerla difenderla contro la decisa resistenza di potenti forze contrarie.
Congratulazioni alla Siria e ai suoi alleati. Questa battaglia è per ora vinta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’aereo siriano abbattuto e il fallimento siriano degli USA

Alessandro Lattanzio, 20/6/2017Ad aprile, subito dopo l’attacco missilistico statunitense alla base aerea al-Shayrat, la risposta russa fu lo spegnimento della linea di “de-conflitto”, con conseguente drastica riduzione delle operazioni aeree statunitensi sulla Siria, per non rischiare confronti con la difesa aerea russa in Siria. In quell’occasione, però, i militari russi non intrapresero azioni attive come puntare i radar dei sistemi di difesa aerea contro i velivoli statunitensi. “Gli aerei statunitensi che operano su al-Tabaqah sono già chiaramente nel raggio d’azione del sistema russo S-400 nella base aerea di Humaymin e potremmo vedere la Russia impiegare altre risorse per la difesa aerea della Siria“, affermava Jeremy Binnie, redattore del Jane’s Defense, “Ma se gli Stati Uniti non fanno movimenti che minaccino Assad, allora possono accettare la punizione e continuare“. Dopo settimane di frenetica attività diplomatica, gli Stati Uniti persuasero i russi a ristabilire la linea di “de-conflitto”. Con l’abbattimento del cacciabombardiere Su-22 siriano, avvenuto il 19 giugno presso Tabaqah, i russi chiudevano nuovamente la linea. Tuttavia, questa volta adottavano ciò che non fecero ad aprile, dichiarando di prendere “azioni minacciose dirigendo i radar dei loro sistemi di difesa aerea contro i velivoli statunitensi“. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ora considera obiettivi legittimi tutti i voli nelle aree del gruppo di operazioni aeree russo in Siria. Ogni velivolo, compresi i droni della coalizione internazionale degli USA, rilevato nelle zone operative ad ovest dell’Eufrate dalle forze aeree russe, saranno considerati da aeromobili e sistemi di difesa aerea russi a terra bersagli aerei, dato che il comando della coalizione degli USA non utilizzava la linea di comunicazione tra i comandi aerei della base aerea di al-Udayd in Qatar e della base aerea di Humaymim per impedire l’incidente. “Riteniamo che le azioni del comando statunitense siano un errore deliberato verso i loro obblighi dovuti dal memorandum sulla prevenzione degli incidenti che prevede voli sicuri nelle operazioni in Siria, firmato il 20 ottobre 2015”. I russi annunciavano quindi l’adozione di quei provvedimenti che non presero ad aprile dopo l’attacco statunitense alla base aerea al-Shayrat.
L’area in cui fu abbattuto il Su-22 non si trova in alcuna delle quattro “zone di de-conflitto”, le regioni coperte da un cessate il fuoco garantito a livello internazionale, presenti in Siria. Il Su-22 fu abbattuto durante una missione contro i terroristi dello SIIL presso al-Rasafah, a sud-est di Tabaqah, base delle forze statunitensi che supportano le milizie curde. Avendo liberato al-Rasafah, l’Esercito arabo siriano bloccava i collegamenti degli islamisti tra Raqqa e Dayr al-Zur. Il caccia statunitense che aveva abbattuto il Su-22 siriano sulla provincia di Raqqa, era un F/A-18 Super Hornet forse imbarcato sulla portaerei George HW Bush, dislocata nel Mediterraneo orientale. L’abbattimento del cacciabombardiere siriano va inteso come avvertimento all’Esercito arabo siriano di non liberare al-Rasafah e quindi non avanzare per liberare Dayr al-Zur. I russi, a loro volta, avvertivano duramente gli Stati Uniti che tali minacce alle operazioni dell’Esercito arabo siriano non saranno tollerate. La risposta del Pentagono furono “Misure prudenziali per riposizionare gli aerei sulla Siria per garantire la sicurezza degli equipaggi da note minacce nello spazio di combattimento”, ovvero allontanare le operazioni aeree statunitensi dall’area operativa delle forze siriane, costringendo gli Stati Uniti a ridurre notevolmente la proprie attività aeree sulla Siria. Lo stesso Generale Joe Dunford, presidente dei Capi di Stato Maggiori Riuniti degli USA, riferiva di lavorare coi canali diplomatici e militari per ristabilire la linea di de-conflitto con Mosca. Nel frattempo, l’Australia sospendeva le operazioni aeree in Siria come misura “precauzionale”. Il portavoce del dipartimento della Difesa australiano affermava che “la protezione della forza di difesa australiana viene regolarmente riesaminata in risposta a una serie di potenziali minacce“.

L’Esercito arabo siriano ha salvato il pilota del Su-22 abbattuto, il Tenente Ali Fahd, ora in un ospedale a Damasco per via di una ferita dopo l’abbattimento dell’aereo. al-Watan

Fonti:
Russia Insider
Russia Insider
Russia Insider
The Duran