La Cina avanza nella scienza e nella tecnologia

John V. Walsh Consortium News 9 maggio 201613119987Il titolo recita: “La rapida crescita della ricerca di una nazione: il boom economico della Cina si riflette nell’ascesa nelle scienze avanzate“, non è un titolo del Quotidiano del Popolo o del China Daily, ma nella più prestigiosa delle pubblicazioni scientifiche occidentali, Nature. Le 38 pagine che seguono il titolo del supplemento speciale della rivista ci dicono che la Cina è ora seconda al mondo per pubblicazioni scientifiche di alta qualità ed è in rapida crescita. Questo contraddice certamente lo stereotipo occidentale, oserei dire razzista, del lavoratore asiatico privo di fantasia che doverosamente sforna cumuli di prodotti di bassa qualità. Ma come possiamo sapere che l’affermazione sulla Cina è vera? Si tratta qui di dati del governo cinese che, sempre secondo lo stereotipo occidentale, produce solo invenzioni? (L’autore non ha trovato nulla che lo dimostri, merito di fonti immuni dai pregiudizi occidentali) Prima di considerare le prove dell’affermazione di Nature sull’avanzata scienza cinese, dovremmo chiederci che significato hanno per il profano? Proprio come gli Stati Uniti continuano col bellicoso “perno in Asia”, progettato dalla segretaria di Stato Hillary Clinton, dal presidente Barack Obama e dell’élite della politica estera per confrontarsi con la Cina, dobbiamo sapere ciò a cui i nostri dirigenti ci portano. I due pilastri della potenza di un Paese (delle varietà dura, morbida e militare) sono l’economia e la tecnologia. Dalla fine del 2014 la Cina è la maggiore economia del mondo secondo il Fondo monetario internazionale, utilizzando il parametro della parità di potere d’acquisto (PPP). E continua a crescere di circa il 7 per cento, “solo” il 7 per cento come i media occidentali si appassionano a dirci anche se alcuna nazione occidentale si avvicina a tale tasso di crescita. Ora la Cina sembra essere sul punto di diventare il motore della di ricerca più importante del mondo. Facendo avanzare l’economia cinese ancora più rapidamente; tecnologia e scienza sono le forze trainanti dello sviluppo economico moderno. Faremmo bene a ricordare che l’ultima volta che gli Stati Uniti affrontarono la Cina direttamente in un conflitto armato fu la guerra di Corea. Quando gli Stati Uniti, con le Nazioni Unite come copertura, avanzarono fino al confine con la Cina, il fiume Yalu, essa entrò in guerra e gli Stati Uniti furono ricacciati a sud del 38° parallelo. Il risultato fu il ripristino dello status quo ante bellum, con la Corea divisa ancora oggi. A quel tempo la Cina era debole e arretrata; ora è forte ed avanzata.

Dominio storico
Nel contesto storico più ampio, negli ultimi 500 anni l’occidente ha giocato sporco per invadere e colonizzare il resto del pianeta. Tale processo continua oggi sotto forma di neocolonialismo, e ultimamente con le guerre, le operazioni per il “cambio di regime” e le sanzioni degli Stati Uniti contro le nazioni che resistono. In questi 500 anni, l’occidente ha sempre goduto di superiorità tecnologica, una delle chiavi del suo successo nel dominio. Qualcuno potrebbe dire che la tecnologia è la chiave della sottomissione del pianeta da parte dell’occidente. Possiamo vederlo dalle armature d’acciaio di Toledo e dalle spade dei conquistadores dal 1492 alle titaniche portaerei degli Stati Uniti che gironzolano sul Mar Cinese Meridionale oggi. Ma il progresso della scienza e della tecnologia in Cina significa che non sarà così per molto. Infatti quel giorno è già arrivato comunque. Così sarebbe un bene sapere che situazione le nostre élite ci creano con il loro “pivot in Asia”. Torniamo alle prove. Per quanto ne sappiamo, con elevata fiducia, quanto sono impressionanti i successi della Cina nelle scienze e tecnologie? Le informazioni provengono da Nature Index (NatureIndex.com), della rivista Nature. Forse relativamente pochi legislatori sanno di Nature, ma praticamente ogni scienziato ritiene che sia una delle più importanti pubblicazioni scientifiche dalla meritata reputazione. Per esempio, il lavoro di Watson e Crick sulla struttura a doppia elica del DNA, insieme al testo di Maurice Wilkins e Rosalind Franklin, con i dati che portarono alla struttura di Watson-Crick, apparve su Nature. Nature è pubblicata da Elsevier, che lo pubblica da lungo. Elsevier, nei Paesi Bassi all’epoca, pubblicò il “Dialogo sopra i due massimi sistemi” di Galileo, contrabbandato dall’Italia per sfuggire alla repressione del Vaticano, mentre Galileo era agli arresti domiciliari. Cartesio fu anche pubblicato da Elsevier. L’elenco potrebbe continuare nei secoli.

Misurare il progresso
Ora caro lettore, dovrai sorbirti un paio di brevi paragrafi che descrivono come NatureIndex misura la qualità della scienza. E’ tutto spiegato in modo molto dettagliato su NatureIndex.com, basato sul database di tutti gli articoli pubblicati dalle 68 più prestigiose riviste scientifiche del mondo. La selezione delle riviste è compito di un gruppo di eminenti ricercatori attivi. Tutte le riviste selezionate sono occidentali, come lo sono tutti, tranne una manciata, gli scienziati che fanno la selezione. In un anno appaiono in queste riviste circa 60000 articoli originali. Ogni autore dei 60000 documenti riceve un punteggio in base al numero di articoli a cui ha dato un contributo. Questo numero è chiamato Indice Frazionale (FC). Per ragioni tecniche FC va ponderato per alcune discipline dando luogo a un altro numero, l’Indice Frazionale Ponderato (WFC) di ogni scienziato. Sommando l’WFC di tutti gli scienziati che in Cina figurano tra i collaboratori, in un dato anno, si ha l’WFC della Cina. Lo stesso può essere fatto per qualsiasi altro Paese. È semplice. Fondamentalmente l’WFC è un parametro della qualità, perché le riviste scelte per l’Indice pubblicano il meglio che può essere determinato scientificamente al momento. La pubblicazione di un articolo su queste riviste è un affare altamente competitivo, e ogni scienziato vuole pubblicarvi il suo capolavoro. L’WFC non ha alcuna misura burocratica o governativa. Ogni articolo che appare viene rivisto e accettato, di solito da almeno tre scienziati che agiscono in piena autonomia, e di fatto senza nemmeno sapere chi sono gli altri revisori del testo. Ciò significa che vi sono almeno 180000 recensioni indipendenti all’anno. Poi vi sono i molti articoli rifiutati dai revisori. Ciò significa che l’WFC dei Paesi esaminati è deciso da centinaia di migliaia di recensioni indipendenti ogni anno! Tutti agiscono indipendentemente. Adam Smith vorrebbe tale modello. L’autore ha lavorato per tutta la vita con tali riviste scientifiche, sia da revisore che da esaminato. I giudizi sono generalmente duri, onesti e soprattutto leali. E in generale più sono prestigiose le pubblicazioni, più sono esigenti le revisioni. Anche in questo caso la linea di fondo è l’WFC di ciascuno dei Paesi esaminati. Più alto è l’WFC, maggiore è la qualità della produzione totale del Paese. Nei 12 mesi del 2015 gli Stati Uniti erano il numero uno di gran lunga. Ma seconda era la Cina. (I primi 20 erano: Stati Uniti, Cina, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Francia, Canada, Svizzera, Corea del Sud, Italia, Spagna, Australia, India, Olanda, Israele, Svezia, Singapore, Taiwan, Russia, Belgio). La rivista Nature ha iniziato ad analizzare la produzione cinese nel 2012 e di recente (dicembre 2015) ha pubblicato un supplemento cartaceo che riassume l’indice in cui veniva valutato l’WFC della Cina nel 2012-2014. Sono molto interessanti le 38 pagine di questo supplemento, contenenti le valutazioni della scienza per regione, istituto (mondo accademico e imprese) e città. Il timore di chi ha preparato il supplemento sui progressi della scienza cinese è palpabile.

Cambiare posto
Per chi è interessato al confronto, come dovremmo esserlo se vogliamo conoscere con precisione il nostro posto nel mondo, il seguente paragrafo dal supplemento NatureIndex è sorprendente: “Ma ecco ciò che distingue la Cina, oltre l’WFC. Mentre il contributo della Cina (al totale globale) è cresciuto del 37% dal 2012 al 2014, gli Stati Uniti hanno visto un calo del 4% nello stesso periodo”. Questo punto dovrebbe essere letto e riletto da coloro che respingono lo sviluppo della Cina come “meramente” quantitativo o completamente falso. Inoltre, il calo dell’WFC degli Stati Uniti non è una sorpresa per i loro ricercatori, i miei colleghi hanno visto molti laboratori chiudere e molti ricercatori di talento costretti a smettere per il calo dei finanziamenti federali, che non tenevano il passo con le spese. E’ davvero triste vedere dispiegarsi tale tragedia, con tutto lo spreco di talenti, formazione ed istruzione. Tornando al supplemento di Nature sull’indice della Cina per il 2012-2014, qui vi sono estratti dall’introduzione, che dicono molto su grandezza e importanza dei progressi della Cina: “La Cina ha piani ambiziosi per passare a ben il 15% l’energia da fonti rinnovabili entro il 2020, allo stesso tempo si prevede che l’economia rallenti (al 6,8-7,0 per cento l’anno. JW). Essa aspira anche ad essere la prossima superpotenza spaziale, mentre affronta sfide importanti su salute e ambiente, con una popolazione che invecchia e una carenza di acqua. (La Cina ha anche per obiettivo la totale eliminazione della povertà e la creazione di una ‘società moderatamente prospera’ entro il 2020. JW) Il governo cinese sa che superare tali sfide, raggiungendo gli obiettivi, è possibile solo attraverso la scienza. In effetti, la Cina aggancia la futura prosperità a un’economia basata sulla conoscenza, sostenuta dalla ricerca e dall’innovazione. Per un Paese che ha inventato carta, polvere da sparo e bussola, tali ambizioni possono essere realizzate. Quest’anno (2015) la farmacologa Tu Youyou è diventata la prima ricercatrice cinese ad essere insignita del premio Nobel per la Medicina, per aver contribuito a scoprire un nuovo farmaco per la malaria che ha salvato milioni di vite“. Questo dovrebbe essere abbastanza per convincere il lettore della misura, rapidità e qualità della scienza in Cina. Ma vi sono dati che corroborano lo studio di NatureIndex? Sì, dell’US National Science Foundation (NSF). La NSF ha rilasciato una valutazione della ricerca in Cina nel gennaio 2016 dal titolo: “La leadership su scienza e tecnologia degli Stati Uniti sempre più messa in discussione dai progressi in Asia: la Cina è ora il secondo maggiore ricercatore“. La valutazione è tratta da Science and Engineering Indicators 2016, a sua volta prodotto dal National Science Board (NSB) ente del NSF i cui 25 membri sono di nomina presidenziale. La valutazione va letta tutta, ma la conclusione è la seguente: “Secondo gli indicatori del 2016, la Cina è ora il secondo maggiore centro di ricerca, col 20 per cento delle attività di ricerca globali, rispetto agli Stati Uniti che ne rappresentano il 27 per cento“. Ciò significa, naturalmente, che la Cina oggi produce quasi tre quarti della ricerca degli Stati Uniti, se vogliamo credere alle cifre della NSF, e la produzione cinese è in rapida crescita. Qui vi sono alcune altre citazioni della valutazione della NSF: “Nel 2003-2013 la Cina ha ampliato gli investimenti nella ricerca mediamente del 19,5 per cento ogni anno, notevolmente superiore agli Stati Uniti, e la Cina gli ha aumentati nonostante la grande recessione. (Quest’ultimo indica all’autore un profondo impegno per la ricerca). La Cina ha anche fatto passi significativi nell’istruzione in scienza e tecnica, fondamentale per sostenere la ricerca, nonché per le industrie della conoscenza e ad alta intensità tecnologica. La Cina è prima al mondo per laureati in scienze ed ingegneria. Questi campi rappresentano il 49 per cento di tutti i laureati in Cina, rispetto al 33 per cento negli USA. Nel 2012 gli studenti cinesi erano il 23 per cento dei 6 milioni di laureti di tutto il mondo in scienze e tecnologia (S&E). Gli studenti dell’Unione Europea erano circa il 12 per cento e quelli degli Stati Uniti circa il 9 per cento. (Si noti che la Cina crea più laureati in S&E rispetto a Stati Uniti e Unione europea insieme, vale a dire più di tutto l'”occidente”. JW) Il numero di lauree in S&E in Cina aumenta. Tuttavia, gli Stati Uniti continuano ad assegnare il maggior numero di dottorati in S&E e rimangono meta preferita della mobilità internazionale degli studenti.” (Ma date l’enorme numero di lauree S&E in Cina, sembra sia solo questione di tempo prima che seguano i dottorati. JW)

Trinceramento degli USA
Ora vediamo cosa dice la NSF sul tasso di crescita delle ricerche negli Stati Uniti, qualcosa che probabilmente sa meglio di chiunque altro. Ancora una volta citiamo: “L’investimento federale nelle attività accademiche e di ricerca è diminuito negli ultimi anni, riflettendo gli effetti della fine degli investimenti dell’ARRA (American Recovery and Reinvestment Act), con l’avvento del Budget Control Act e l’aumento della pressione sulla parte discrezionale del bilancio federale. Dalla Grande Recessione, una sostanziale e reale crescita annuale della ricerca, correlata al PIL degli Stati Uniti, non è tornata. La crescita aggiustata dall’inflazione sul totale della ricerca negli Stati Uniti era in media solo dello 0,8 per cento all’anno nel 2008-13, meno della media annua del 1,2 per cento sul PIL degli Stati Uniti”. “La riduzione dell’investimento federale ha un impatto negativo sulla ricerca universitaria nazionale”, secondo detto Kelvin Droegemeier, vicepresidente del NSB e vicepresidente per la ricerca presso l’Università dell’Oklahoma. “Le nostre università conducono il 51 per cento della ricerca di base della nazione e formano la prossima generazione di lavoratori STEM. Il sostegno federale è essenziale per lo sviluppo di nuove conoscenze e del capitale umano, permettendo agli Stati Uniti d’innovarsi ed essere in prima linea nella scienza e tecnologia“. Vorrei trarre da questa citazione una frase dal significato speciale sul calo dei finanziamenti federali per la ricerca, ovvero “la maggiore pressione sulla parte discrezionale del bilancio federale“. I benefici della spesa discrezionale escludono principalmente le spese sociali come Social Security e Medicare, che rientrano nella categoria non discrezionale. Devo dire ai lettori che la parte più importante del budget discrezionale federale è il Pentagono? Secondo OMB i militari consumarono il 55 per cento del budget discrezionale federale nel 2015, mentre la scienza ne ha avuto il 3 per cento!! Anche gli “affari internazionali” hanno ricevuto il 3 per cento. In altre parole, gli Stati Uniti costruiscono e utilizzano una notevole quantità di strumenti di distruzione mentre la Cina costruisce la sua base scientifica e tecnica.
Ho descritto i fatti e le prove del grande balzo in avanti della Cina nella scienza e tecnologia. Alla luce del record impressionante della Cina nello sviluppo economico e nella ricerca, gli Stati Uniti non interromperanno il loro Perno bellicoso sul Pacifico occidentale e cercheranno un mutuo rapporto vantaggioso e pacifico con la Cina? La realtà recensita qui suggerisce che il confronto con la Cina appartiene al passato coloniale e neocoloniale, che per la Cina si è finito nel 1949. La dirigenza degli Stati Uniti deve riconoscere la realtà o porterà al disastro gli USA e il mondo.

Tu Youyou

Tu Youyou

John V. Walsh è un autore di CounterPunch.com, Antiwar.com, LewRockwell.com e DissidentVoice.org. Membro fondatore di “Come Home America“. Ex-professore di Fisiologia e Neuroscienze presso l’University of Massachusetts Medical School.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

T-14 Armata: salto generazionale nella guerra dei corazzati

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 04/05/201613047779Il nuovo carro armato principale (MBT) della Russia T-14 Armata fece la prima apparizione un anno fa, durante la Parata del Giorno della Vittoria del maggio 2015. A differenza di oggi, il mezzo era solo un prototipo segreto. E’ noto da poco che Uralvagonzavod fornirà il primo lotto di 100 carri armati operativi T-14 Armata alle forze di terra russe tra il 2017 e il 2018. L’esercito russo prevede di acquisire 2300 T-14 prima del 2020. Sergej Chemezov, amministratore delegato della società statale Rostec, ha detto a Wall Street Journal che il carro armato è in produzione di serie. Il mezzo dovrebbe apparire alla Parata del Giorno della Vittoria del 2016 a Mosca. Il nuovo carro armato pesa 48 tonnellate e può raggiungere una velocità di oltre 90 km/h. La stampa 3D è stata utilizzata dal 2015 per la produzione dei prototipi, una rivoluzione tecnologica!
Attualmente il carro armato è dotato del cannone standard da 125mm in grado di sparare diversi tipi di munizioni. La torretta è automatizzata e priva di condotto d’espulsione. Il ritmo di tiro è di 10-12 colpi al minuto. La gittata massima con effettiva penetrazione è 8 km. Il raggio di rilevamento dei sensori ottici del serbatoio è oltre 5 km per obiettivi dalle dimensioni di un carro armato di giorno e di almeno 3,5 km di notte con i visori termici. Il telemetro laser ha una portata massima teorica di 7,5 km. Questi sistemi sono duplicati; inoltre vi è un terzo sistema che può sparare in movimento. Il veicolo può essere facilmente dotato di un molto più potente cannone da 152 mm in futuro. L’armamento secondario è composto da una mitragliatrice da 12,7 mm KORD (GRAU 6P49) con 300 colpi e una mitragliatrice da 7,62,mm PKTM (6P7K) con 1000 colpi. Tutte le armi sono telecomandate. Inoltre, altri 1000 colpi possono essere immagazzinati. Una mitragliatrice da 12,7mm è installata sul visore della torretta del comandante, evitando ostacoli visivi, mentre la parte anteriore della torretta ha una feritoia presumibilmente destinata alla mitragliatrice coassiale da 7,62 mm. Un sistema di controllo digitale dirige il movimento del carro armato, insegue gli obiettivi e attiva i sistemi di difesa, permettendo all’equipaggio di concentrarsi sul combattimento. Il carro armato è dotato di GLONASS e GPS NAVSTAR. “Armata è di gran lunga migliore dei migliori analoghi stranieri nei sistemi di protezione integrati”, osserva l’esperto della controllata Impianto Trattori. “Alcuno all’estero incorpora le principali protezioni a strati. La Russia sì”, ha detto Mikhail Alekseev, direttore della ricerca e capo progettista dell’Istituto di Ricerca sull’Acciaio. Un’altra caratteristica specifica è il sistema di protezione attiva (APS) Afghanit. Il sistema include un radar millimetrico per rilevare, monitorare, intercettare e interrompere il sistema di guida delle munizioni anticarro, con penetratori cinetici o doppia carica. Il veicolo è inoltre dotato di una suite di contromisure per disturbare i sistemi di guida laser nemici. E’ possibile utilizzare dei proiettili intercettori per l’APS, dotati di penetratori esplosivi. Se un proiettile riesce a superare l’APS, il veicolo è protetto da due strati di corazza esplosiva reattiva Malakit oltre a robuste blindature passive. Piastre blindate proteggono alcune zone altrimenti vulnerabili ai lanciagranate.
L’equipaggio di tre effettivi è protetto dalla capsula blindata interna. Il telaio e la torretta sono dotate di armatura reattiva esplosiva anteriormente, lateralmente e superiormente. La forma della torretta è progettata per ridurne le firme radar e termica. Il T-14 utilizza il sistema di controllo computerizzato integrato che monitora stato e funzioni dei moduli del serbatoio. In battaglia, il software può analizzare le minacce e poi suggerire o attivare automaticamente le azioni per eliminarle. Può rilevare e correggere gli errori dell’equipaggio. Il T-14 è propulso dal motore diesel a controllo elettronico ChTZ 12N360 (A-85-3A) da 1500 CV. L’autonomia operativa è di oltre 500 km. Il carro armato si distingue per la mobilità strategica con una velocità di 90 chilometri all’ora. Il peso moderato di 48 tonnellate permette di essere facilmente trasportato via ferrovia e con il rimorchio, preservando la vita operativa di motore e trasmissione, e può attraversare la maggior parte dei ponti. 2 carri armati con i loro equipaggi e tutte le attrezzature associate possono essere facilmente aerotrasportati dall’aereo da trasporto pesante An-124. Il carro armato è dotato di un radar da 26,5-40 GHz dalla portata di 100 km, utilizzato principalmente dal sistema di protezione attiva. 40 bersagli aerei e 25 terrestri con dimensioni minime di 0,3 m possono essere monitorati contemporaneamente. Il sistema di sorveglianza provvede automaticamente al tiro per la distruzione del bersaglio, e può passare all’APS e ai principali computer di controllo dell’arma. Il carro armato può indicare i bersagli all’artiglieria e svolgere funzioni di difesa aerea e ricognizione. Il T-14 utilizza canali di comunicazione altamente protetti che collegano il gruppo di T-14 al posto di comando. Riassumendo il tutto, va sottolineato che il veicolo ha una serie di caratteristiche uniche che lo fanno risaltare sugli altri carri armati nel mondo. Ha un sistema di protezione moderno, una torretta automatica e un compartimento per l’equipaggio protetto da ogni diffusa arma del nemico.
La piattaforma di combattimento universale Armata costituisce il principale carro armato da battaglia T-14, il veicolo da combattimento pesante per la fanteria T-15, il veicolo recupero corazzato T-16 e una miriade di altri veicoli. La flessibilità della piattaforma Armata dà buone possibilità sul mercato dell’esportazione. Il T-14 ha un potenziale illimitato nella modernizzazione, insieme a un costo di produzione ragionevole, aumentandone significativamente le possibilità di esportazione. Armata può soddisfare le diverse esigenze dei possibili clienti, operando su tutto lo spettro dei combattimenti. Altro importante vantaggio, il carro armato avrà un costo di soli 250 milioni di rubli (3,75 milioni di dollari) quando sarà in produzione di serie, mettendo il carro armato in posizione di forza nel competere con i concorrenti europei e degli Stati Uniti sul mercato globale dell’esportazione. I concorrenti dell’Armata, come Leopard 2 tedesco, M1 Abrams statunitense e Challenger 2 inglese costerebbero comunque 6,8 – 8,6 milioni di dollari. Egitto, Cina, India e Iraq sono potenziali acquirenti. Senza dubbio, l’Armata ha un grande futuro. Dopo tutto, è il il carro armato leader mondiale dal design più nuovo e radicale da molti anni. E non vi è quasi alcun rivale in vista.13130923La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La passione dei Su-24 per l’USS Cook

Philippe Grasset, Dedefensa, 14 aprile 2016 Cf8jTktVIAAARCDCose che succedono ogni due anni, dato le passioni hanno le loro esigenze temporali, come i compleanni ogni due anni. In breve, nella seconda metà di aprile 2014 si ebbe l’eco dell’incontro insolito nel Mar Nero, tra uno (o due?) Su-24 russo e il cacciatorpediniere con sistema AEGIS USS Donald Cook dell’US Navy. Questo incontro diede luogo per qualche giorno a speculazioni estremamente elaborate sui suoi aspetti, tra cui l’ipotesi che il Su-24 avesse condotto una dimostrazione dell’efficacia dei sistemi di guerra elettronica per “accecare” l’USS Donald Cook abbastanza da provocare perturbazioni significative sulla salute psicologica dell’equipaggio. “…Allora apparve l’informazione secondo cui il Su-24 effettivamente compisse una dimostrazione tecnologica “operativa” del sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, la potente elettronica della difesa aerea missilistica che costituisce la base della difesa aerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante. costituendo anche una parte molto importante della grande rete ABM che gli Stati Uniti sviluppano da molti anni, ufficialmente contro l’Iran, ma operativamente chiaramente contro la Russia. L’AEGIS ha importanza non solo militare, ma politica). Il sistema russo impiegato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook si diresse verso un porto rumeno per le riparazioni, e la notizia dice che 27 membri dell’equipaggio si dimisero. La notizia fu diffusa il 21 aprile 2014 dalla radio russa in India, sul suo sito Indian.ruvr.ru“. … Due anni dopo troviamo la stessa unità, l’USS Donald Cook, questa volta cambiare completamente geografia, da sud a nord, dal Mar Nero al Mar Baltico. Questa volta, lo stesso tipo di aereo, un Su-24, non arriva da Sebastopoli ma da Kaliningrad. Non da solo, c’é anche un elicottero Ka-27, e ciò che si chiama in modo simbolico “incidente” in realtà comprende una serie di incidenti l’11 e 12 aprile da parte dell’aereo russo della regione di Kaliningrad, ex-Koenigsberg, nell’enclave russa dallo stesso nome. L’unità degli Stati Uniti (probabilmente con elementi polacchi) operava a circa 200 km al largo di Kaliningrad, in quelle che sembravano manovre combinate della NATO. Il minimo che si può dire, vedendo alcune immagini della Marina degli Stati Uniti che mostrano un passaggio del Su-24 a 10 metri dal ponte della nave, è che i piloti russi fanno acrobazie. Ci sono state molte esclamazioni spaventate e furiose dai vari portavoce degli Stati Uniti. RT riassume sommariamente l’incidente: “Washington si rabbuia per il volo del Su-24 russo vicino al cacciatorpediniere statunitense Donald Cook, che conduceva esercitazioni militari in acque internazionali nel Mar Baltico, con l’alleata della NATO Polonia. Pubblicando il video dell’aereo russo che sorvola la nave da guerra, la Marina degli Stati Uniti afferma di aver subito diverse “manovre di volo aggressive”, alcune a meno di 10 metri. “Il cacciatorpediniere statunitense era in acque internazionali, a circa un centinaio di chilometri al largo della base navale russa di Kaliningrad, dove conduceva manovre militari. Secondo la testimonianza di un funzionario statunitense presso il sito di notizie militari Defense Information, i velivoli russi sono stati identificati come un bombardiere Su-24 e un elicottero. Questi avrebbero volato basso, provocando la costernazione dei membri della Marina. Come notava, tuttavia, il personale della nave degli Stati Uniti, “armi che potevano costituire una minaccia per le operazioni degli Stati Uniti nel Mar Baltico non erano presenti sui velivoli“. L’articolo sull’incidente di RT inglese è molto più dettagliato e non nasconde alcun aspetto della reazione degli Stati Uniti. Naturalmente, i media degli Stati Uniti sono molto eloquenti su questo incidente (questa serie di incidenti), generalmente considerato una deliberata provocazione ritenuta molto grave, perfino drammatica. In generale, le autorità statunitensi considerano le circostanze dell’incidente (incidente) per decidere se sia una violazione di un trattato nel 1973 tra Stati Uniti e URSS. (Il trattato mira ad evitare incidenti in mare tra le due Marine, tra cui il divieto di “attacchi aerei simulati”). E’ particolarmente dettagliato l’articolo di Defense News il 13 aprile che studia altre circostanze nei due giorni interessati (l’intervento in coppia con il Su-24 di un elicottero Kamov Ka-27 Helix, sospendendo le evoluzioni dell’elicottero polacco per paura di un incidente aereo, ecc.)
Cf8jRqCUIAAN35PAlcuni dettagli dell’articolo: “In una delle azioni più aggressive recenti, aerei da guerra russi hanno compiuto “attacchi simulati” su una nave dell’US Navy nel Mar Baltico, volando ripetutamente a 10 metri dalla nave, secondo un funzionario della difesa. I marinai a bordo del cacciatorpediniere Donald Cook hanno detto che l’aereo volava abbastanza basso da increspare il mare presso la nave, e il comandante della nave ha detto che l’incidente era “pericoloso e poco professionale”, secondo il funzionario della difesa. “Questo fu più aggressivo di tutto ciò che vediamo da tempo”, secondo il funzionario della difesa che parla in anonimato perché i funzionari degli Stati Uniti non hanno fatto dichiarazioni ufficiali sull’incidente… Poco dopo aver lasciato il porto polacco di Gdynia, vicino Danzica, il Donald Cook era in acque internazionali per operazioni di volo con un elicottero polacco, nell’ambito delle esercitazioni di routine con l’alleato della NATO. Durante le operazioni di volo, un aereo da combattimento russo Sukhoj Su-24 apparve effettuando circa 20 sorvoli, a 1000 metri dalla nave e a una quota di circa 30 metri, ha detto il funzionario della difesa. In risposta, il Donald Cook sospese le operazioni di volo. Un aereo d’attacco russo Sukhoj Su-24 fece un passaggio a bassa quota sull’USS Donald Cook (DDG 75) il 12 aprile 2016. Il Donald Cook navigava nel Mar Baltico quando un elicottero russo Ka-27 Helix effettuò sette sorvoli e sembrasse scattare foto della nave dell’US Navy, ha detto il funzionario della difesa. Poco dopo che l’elicottero lasciò la zona, un Su-24 iniziava a compiere sorvoli “molto bassi” con “profilo d’attacco simulato”, secondo il funzionario della difesa. L’aereo fece 11 passaggi“. Quindi c’è una differenza notevole tra l’incidente dell’aprile 2014 e quello dell’aprile 2016. Nel frattempo, un ulteriore incidente con gli stessi protagonisti (Su-24 e nave della Marina degli Stati Uniti) ebbe luogo il 30 maggio 2015, con la fregata USS Ross. I due incidenti del 2014 e 2015 nel Mar Nero sono molto simili: la dimostrazione operativa di incidenti e possibili intimidazioni dei russi per convincere gli USA ad allontanare le loro unità considerate dai russi troppo vicine alla zona Ucraina-Russia, dove la crisi ucraina divampava. (Sembra che in entrambi i casi ci fu effettivamente un rallentamento degli Stati Uniti e, in entrambi i casi, gli americanisti cercarono soprattutto di minimizzare gli incidenti, anche quello del 30 maggio 2015 dell’USS Ross, per non dare l’impressione di arrendersi ai russi). Questa volta, le circostanze sono molto diverse. Non vi è alcuna crisi nella zona e quindi circostanze operative attive, come quelle nel 2014 e 2015 con la crisi ucraina; vi sono manovre della NATO o simili presso Kaliningrad, una dimostrazione di forza operativa piuttosto che comunicativa. L’intervento russo rientra in questo caso, anche di comunicazione, mostrando vigilanza e potenza dei russi nel monitorare e sorvegliare l’enclave di Kaliningrad. C’è anche l’insoddisfazione russa per le manovre della NATO o della Marina degli Stati Uniti di fronte al territorio russo. Questa volta le autorità statunitensi non hanno assolutamente cercato di minimizzare il caso, al contrario tendono a reagire in modo eccessivo. Non sorprende poiché siamo nel campo della comunicazione, quindi dell’atteggiamento di entrambe le parti. I russi, che sembrano estremamente calmi senza mostrare (finora) alcun rammaricano per l’incidente, l’attribuiscono a un “errore”, ecc. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konachenkov, commentando ricordava solo che l’Aeronautica russa “ha il pieno rispetto delle norme internazionali nello spazio aereo su acque neutrali (internazionali)“.
Cf8jRekVIAEHkIw Resta quindi ciò che è stato mostrato e la conclusione che si può trarre è che i russi vogliano ben mostrarsi aggressivi, in ogni caso, dal punto di vista della comunicazione. Per loro, il fatto stesso delle manovre nella Marina degli Stati Uniti a così breve distanza delle coste russe è una forma di “provocazione”. In ogni caso, il comportamento russo mostra il desiderio di affermare la potenza militare della Russia, anche in circostanze che sono ormai comuni nella visione della NATO. “Dieci anni fa, la NATO, o in ogni caso la Marina degli Stati Uniti, non avrebbe fatto le manovre che attualmente attua in questa regione in particolare, osservava una fonte europea, ma è assolutamente certo, tuttavia, che i russi di dieci anni fa non avrebbe mai ‘reagito’ in questo modo assertivo, quasi aggressivo“. A questo punto e tenendo conto di ciò che si sa dell’incidente, le osservazioni politiche sono inutili conoscendo le rispettive posizioni, e da dove provengano le responsabilità e altro. Il punto chiave da ricordare è che questo comportamento delle truppe russe sembra essere un messaggio politico, o politico-militare, di natura diversa dagli incidenti precedentemente descritti e il cui scopo era essenzialmente la dimostrazione operativa. È la riaffermazione della potenza russa e della sovranità russa, quindi un monito a Stati Uniti, NATO, blocco BAO. Naturalmente, va interpretato nel blocco BAO come nuovo segno di duplicità e bellicismo, secondo le consuete norme narrative di casi simili, ma si tratta obiettivamente della dimostrazione dei limiti della pazienza russa verso le manovre del blocco BAO contro la Russia. I russi fanno sapere, senza isterismi o secondo fini, di essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione.13007297Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Buran: il maggiore successo tecnologico perduto

Intervista di Nina Leontieva Pravda 12/04/2016bbur32buranlogo2Il nome di Jurij Gagarin brillerà nella storia della nostra civiltà per sempre. Eppure, non molti sanno che Gagarin compì uno studio scientifico sul primo veicolo spaziale riutilizzabile al mondo. Pravda intervista sul culmine dello sviluppo della cosmonautica russa il venerabile pilota sperimentale e cosmonauta della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij. All’alba dell’esplorazione spaziale, si credeva che i piloti fossero i più preparati alla professione di cosmonauta. Nel 1972, gli Stati Uniti annunciarono la creazione dello space shuttle, che avrebbe semplificato e ridotto i costi per le operazioni di volo spaziale. Le prime navette spaziali degli Stati Uniti (Columbia, Discovery, Challenger, Atlantis) potevano essere utilizzate come vettori d’attacco. Poco dopo, l’Unione Sovietica presentò la più potente e costosa navetta spaziale dall’unico sistema di atterraggio automatico, chiamata Buran. Il 15 novembre 1988 la Buran salì nello spazio con l’unico missile vettore Energija. Pochi anni dopo, l’idea della competizione tra navette spaziali sovietiche e statunitensi si eclissò. Tuttavia, gli statunitensi continuarono il loro programma Space Shuttle. Il progetto Buran fu chiuso, e uno dei più grandi successi dell’alta tecnologia dell’Unione Sovietica andò perduto. Pravda ha la possibilità di parlare con la persona che seguì gli alti e bassi del grande programma spaziale sovietico. Il pilota sperimentale sovietico e russo, Distinguished Test Pilot della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij.

“Conosce il programma dall’interno. C’era qualcosa di mistico come molti dicono?”
IMG_6480www “Il lavoro di un numero enorme di persone di talento si concentrò sul progetto del veicolo spaziale riutilizzabile, e i piloti avrebbero dovuto portare questa nave nello spazio raggiungendo l’obiettivo cercato. Fu un’attività psicologica, intellettuale e fisica molto intensa. Il Buran era un programma nazionale a cui tutto il Paese guardava”.

“Ma il grado di segretezza era alto. Tutto il Paese costruiva la nave spaziale, ma non ne sapeva nulla”.
“Sì, la sicurezza era parte del sistema statale. Ci vuole tempo per analizzarlo oggettivamente e non perdere le cose più importanti nell’analisi del recente passato storico. Sappiamo già che ci mancano alcuni elementi del perduto sistema sovietico. Il Buran illustrava lo sviluppo tecnico dell’Unione Sovietica. Nel 1993, il nostro Paese cessò di realizzare programmi nazionali di questa portata. Il progetto Buran fu una testimonianza della grande stagione tecnologica. La fine del programma Buran pose fine alla grande epoca dell’Unione Sovietica”.

“Il numero di equipaggi del Buran era limitato a dieci persone, e sei di loro erano cosmonauti. Cosa dovevano fare?”
“L’equipaggio del Buran consisteva di due piloti: Il comandante e il co-pilota. Il compito era assicurare i voli di prova nello spazio. Li abbiamo integrati generando esperienza con l’addestramento, che di certo non sarebbe stato così esteso per i successivi equipaggi della navetta”.

“Quando il Buran sarebbe decollato col suo primo equipaggio?”
“Otto mesi dopo il primo volo. Ma poi arrivarono altri tempi”.

“Molti dicono che il Buran sovietico fosse molto simile alla navetta spaziale statunitense. Qual era la differenza tra i due progetti?”
“Infatti, molti ancora dicono che il Buran fosse una copia dello Space Shuttle. Tuttavia, nel 1966 Jurij Gagarin lo difese nella tesi dedicata al veicolo spaziale riutilizzabile. Il programma space shuttle degli Stati Uniti iniziò nel 1970. Koroljov, Tsjolkovskij e Zander parlarono del progetto di veicoli spaziali riutilizzabili. Abbiamo creato un sistema spaziale riutilizzabile unico. Il missile vettore Energija fu creato non solo per il Buran, ma per porre in orbita stazioni spaziali e molti altri oggetti. Degno di nota, gli statunitensi non fecero mai volare automaticamente le loro navette spaziali. Nell’URSS, l’atterraggio automatico fu attuato nei numerosi voli sperimentali con i laboratori volanti MiG-25 e Tu-154″.

“Il Buran fu progettato per 20 voli operando automaticamente, entrando nel Guinness dei primati. Perché si era ancora decisi ad impiegare cosmonauti?”
“I piloti erano fortemente contrari ai lanci senza equipaggio. I sistemi automati?i vanno inclusi nel circuito di guida dell’equipaggio, non viceversa”.

“La Russia avrà un proprio veicolo spaziale orbitale riutilizzabile? C’è bisogno di averne?”
“Sì. Questo è un altro passo nello sviluppo dell’esplorazione spaziale. E’ il momento di rivisitare progetti simili dal superiore livello tecnico e tecnologico.”

“Giappone, Cina e Francia cercano di creare veicoli spaziali riutilizzabili senza equipaggio. Chi ha più possibilità di lanciare una navetta spaziale oggi?”
“Credo che la Cina avrà successo, a questo punto. Dobbiamo fare ogni sforzo per non lasciare che le conquiste distruggano la nostra civiltà. Questa è la grave responsabilità delle grandi nazioni, compresa la Cina. Gli statunitensi fermarono il loro programma Space Shuttle nel 2012, era tecnicamente esaurito. Oggi, cercano di spendere meno di quanto non facessero prima. Abbiamo visto una serie di progetti privati che non richiedono grandi infrastrutture. Il missile Antares è uno di questi progetti”.030-Transport-Carriage-buran_an-225_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il TGV transiberiano collegherà l’Europa occidentale alle coste del Pacifico in 48 ore

Valentin Vasilescu, ACS-RSSReseau International 29 dicembre 2014economy-belt-01Kawasaki (Giappone), Siemens (Germania) e Alstom (Francia) sono le maggiori aziende specializzate nelle infrastrutture ferroviarie ad alta velocità. La società francese Alstom è stata quasi dichiarata dai russi vincitrice della gara per la costruzione del primo tratto di ferrovia ad alta velocità (TGV) Trans-Siberiana. Nella prima fase, il Progetto TGV dell’azienda alsaziana Alstom avrebbe collegato Mosca alla capitale del Tatarstan (803 km) in 03:30, viaggiando a una velocità media di 320 km/h. Oggi, la distanza è percorsa dai treni in quasi 11 ore. Nel 2007, sulla tratta LGV Est: Vaires-sur-Marne (Parigi) – Baudrecourt (Strasburgo), il TGV Alstom ha stabilito il record mondiale di velocità, toccando i 574 km/h. Dopo il rifiuto della Francia ad adempiere agli obblighi contrattuali consegnando la portaelicotteri Mistral, invece della società Alstom il megaprogetto ferroviario russo sarà attuato dalla China Railway Corporation (CRC), partner dello studio Uralvagonzavod. Praticamente CRC vuole monopolizzare la modernizzazione ferroviaria della Russia con una joint venture. Pertanto CRC ha già incluso questa prima sezione della tratta Mosca-Kazan nel progetto TGV Mosca-Pechino lungo 7000 km. Mentre le principali banche russe sono colpite dalle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, nel corso della riunione dell’ottobre 2014 tra i primi ministri russo e cinese Dmitrij Medvedev e Li Keqiang, si è concluso un memorandum che risolve il problema del finanziamento. L’interesse della società cinese CRC nella rete ferroviaria Trans-Siberiana è generato da migliaia di container che circolano ogni giorno sulle ferrovie dai centri logistici tedeschi (BMW, Mercedes, Audi, Volkswagen) di Lipsia e Monaco di Baviera alle fabbriche nella regione di Shenyang in Cina. Così, CRC riduce i tempi di viaggio da una settimana a 48 ore sulla linea ad alta velocità Mosca-Pechino (tre volte la linea di Pechino-Guangzhou, la più lunga linea ad alta velocità della Cina). CRC ha iniziato nel 2004 il trasferimento di tecnologia da Kawasaki e Siemens, rivali della Alstom. Ora il treno ad alta velocità della CRC (China Railway High-Speed) viaggia alla velocità massima di soli 468,1 kmh. La Cina gestisce 1050 vetture che viaggiano regolarmente lungo i 1200 km tra Pechino e Shanghai in 5 ore.
Il TGV è un grande progetto infrastrutturale ferroviario di Vladimir Putin, che comprende anche due cinture concentriche zona intorno Mosca. La menzione che Shanghai è l’unica città al mondo che ha anche treni a levitazione magnetica ad alta velocità ha scatenato l’ammirazione di Putin. Il Maglev delle società tedesche Thyssen Krupp e Siemens è il treno che collega l’aeroporto al centro della città, coprendo 30 km in 7 minuti e 21 secondi ad una velocità massima di 430 km/h.

route-map-russia1

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 2.288 follower