Il TGV transiberiano collegherà l’Europa occidentale alle coste del Pacifico in 48 ore

Valentin Vasilescu, ACS-RSSReseau International 29 dicembre 2014economy-belt-01Kawasaki (Giappone), Siemens (Germania) e Alstom (Francia) sono le maggiori aziende specializzate nelle infrastrutture ferroviarie ad alta velocità. La società francese Alstom è stata quasi dichiarata dai russi vincitrice della gara per la costruzione del primo tratto di ferrovia ad alta velocità (TGV) Trans-Siberiana. Nella prima fase, il Progetto TGV dell’azienda alsaziana Alstom avrebbe collegato Mosca alla capitale del Tatarstan (803 km) in 03:30, viaggiando a una velocità media di 320 km/h. Oggi, la distanza è percorsa dai treni in quasi 11 ore. Nel 2007, sulla tratta LGV Est: Vaires-sur-Marne (Parigi) – Baudrecourt (Strasburgo), il TGV Alstom ha stabilito il record mondiale di velocità, toccando i 574 km/h. Dopo il rifiuto della Francia ad adempiere agli obblighi contrattuali consegnando la portaelicotteri Mistral, invece della società Alstom il megaprogetto ferroviario russo sarà attuato dalla China Railway Corporation (CRC), partner dello studio Uralvagonzavod. Praticamente CRC vuole monopolizzare la modernizzazione ferroviaria della Russia con una joint venture. Pertanto CRC ha già incluso questa prima sezione della tratta Mosca-Kazan nel progetto TGV Mosca-Pechino lungo 7000 km. Mentre le principali banche russe sono colpite dalle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, nel corso della riunione dell’ottobre 2014 tra i primi ministri russo e cinese Dmitrij Medvedev e Li Keqiang, si è concluso un memorandum che risolve il problema del finanziamento. L’interesse della società cinese CRC nella rete ferroviaria Trans-Siberiana è generato da migliaia di container che circolano ogni giorno sulle ferrovie dai centri logistici tedeschi (BMW, Mercedes, Audi, Volkswagen) di Lipsia e Monaco di Baviera alle fabbriche nella regione di Shenyang in Cina. Così, CRC riduce i tempi di viaggio da una settimana a 48 ore sulla linea ad alta velocità Mosca-Pechino (tre volte la linea di Pechino-Guangzhou, la più lunga linea ad alta velocità della Cina). CRC ha iniziato nel 2004 il trasferimento di tecnologia da Kawasaki e Siemens, rivali della Alstom. Ora il treno ad alta velocità della CRC (China Railway High-Speed) viaggia alla velocità massima di soli 468,1 kmh. La Cina gestisce 1050 vetture che viaggiano regolarmente lungo i 1200 km tra Pechino e Shanghai in 5 ore.
Il TGV è un grande progetto infrastrutturale ferroviario di Vladimir Putin, che comprende anche due cinture concentriche zona intorno Mosca. La menzione che Shanghai è l’unica città al mondo che ha anche treni a levitazione magnetica ad alta velocità ha scatenato l’ammirazione di Putin. Il Maglev delle società tedesche Thyssen Krupp e Siemens è il treno che collega l’aeroporto al centro della città, coprendo 30 km in 7 minuti e 21 secondi ad una velocità massima di 430 km/h.

route-map-russia1

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Una storia di occasioni mancate

Aram Ter-Ghazarjan, RIR, 26 settembre 2014

L’industria del computer in URSS ebbe un rapido sviluppo fino all’inizio degli anni ’70, quando il governo effettivamente ridusse le innovazioni. Alcune di queste conoscenze sono ancora così preziose che rimangono classificate.

Il supeecomputer russo SKIF - Aurora.

Il supercomputer russo SKIF – Aurora

Subito dopo la seconda guerra mondiale il governo di Stalin cominciò a riconoscere la necessità di realizzare una svolta tecnica nel settore industriale e scientifico mentre iniziava la guerra fredda, che richiese la mobilitazione delle risorse intellettuali della nazione. Dai primi anni ’50 l’URSS aveva creato un’industria informatica moderna. Tuttavia, all’inizio degli anni ’70 il governo sovietico decise di porre fine a questi sviluppi unici e di piratare i sistemi occidentali. Di conseguenza, il progresso di un intero settore fu interrotto.

Primi passi: dall’URSS al futuro
Sergej Lebedev I primi passi verso la creazione di una piccola calcolatrice elettronica (MESM) avvennero nel 1948 in un laboratorio segreto di Feofanija, nei pressi di Kiev. Il lavoro era supervisionato da Sergej Lebedev, al tempo direttore dell’Istituto di Ingegneria Elettrica. Propose ed attuò i principi di una macchina per calcoli elettronici con un programma di archiviazione. Nel 1953 Lebedev guidò il team che creò la prima grande calcolatrice elettronica, nota come BESM-1. Fu assemblata a Mosca presso l’Istituto di meccanica di precisione ed ingegneria informatica. I personal computer furono prodotti dall’Istituto di Cibernetica di Kiev negli anni ’60 nella serie che comprese i computer Mir-1, Mir-2 e Mir-3. Questi erano personal computer con tutte le caratteristiche necessarie, memoria e capacità per l’impiego nelle industrie dell’epoca. I sistemi informatici originali in URSS non furono unificati sotto uno standard comune, neanche entro la singola serie. I computer moderni non potevano “capire” i predecessori. Le macchine erano incompatibili per i criteri su capacità digitali e periferiche. Per via dell’assenza di norme unificate e per una strategia di sviluppo sbagliata, l’industria dei computer sovietica cominciò ad seriamente a rallentare all’inizio degli anni ’70. Andrej Ershov, uno dei fondatori dell’informatica in Unione Sovietica, dichiarò apertamente che se Viktor Glushkov non avesse cessato di sviluppare la serie Mir, i migliori personal computer al mondo sarebbero stati creati in URSS.

BESM-6

BESM-6

L’errore fatale: piratare IBM
pentkovskiy Nel 1969 le autorità sovietiche decisero di chiudere tali sviluppi e iniziare a creare computer basato sulla piattaforma IBM/360. In altre parole, decisero di piratare i sistemi occidentali. “Fu la peggiore decisione possibile“, dice Jurij Revich, storico e programmatore. “Il governo sovietico e in parte i costruttori erano da biasimare per il fatto che l’industria avesse cessato di svilupparsi autonomamente. Ogni gruppo rimase isolato e il regime di segretezza facilitò le diverse soluzioni tecnologiche, prese in prestito dalle riviste scientifiche occidentali“. A parere di Revich, ciò fece rallentare l’industria dei computer sovietica. Quando l’Unione Sovietica lanciò il suo primo mainframe ESEVM nel 1971, gli Stati Uniti erano già passati alla successiva generazione di IBM/370. “Gli sviluppatori dovettero compiere una quantità importante di lavoro, non inferiore a quello per creare un computer da zero, come tradurre i programmi e molto altro“, spiega Revich. “Ma il risultato fu del tutto inadeguato. La scienza mondiale perse molto a causa di tale decisione“. Negli anni ’80 l’industria dei computer ristagnava. “Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, c’erano due o tre tipi di computer nel Paese“, ricorda Maksim Moshkov, fondatore di Lib.ru, prima biblioteca elettronica della Russia. “Al lavoro c’erano due scatole delle dimensioni di una scrivania, alta 1,5 metri, che gestiva i calcoli salariali ordinari dei dipendenti“. Ha spiegato che le scatole contenevano 16 megabyte di RAM ed erano controllate da un team di 15 programmatori, amministratori e tecnici. “I calcolatori stranieri lavoravano in modo simile“, aggiunge Moshkov. Molte menti dell’informatica sovietica si trasferirono all’estero. Vladimir Pentkovskij, che lavorava presso l’Istituto Lebedev di meccanica di precisione ed ingegneria informatica, è diventato lo sviluppatore leader del microprocessore Intel e fu sotto la sua guida che l’azienda creò il processore Pentium, nel 1993. Pentkovski utilizzò le conoscenze acquisite in URSS per sviluppare l’Intel. Nel 1995, Intel lanciò il più moderno processore Pentium Pro, che in termini di capacità era vicino al microprocessore russo El-90 del 1990.

I supercomputer russi
sm.aspxNel 2007-2010, quando il governo ha iniziato a finanziare attivamente le scienze, dopo una pausa di 15 anni, gli scienziati russi e bielorussi hanno creato congiuntamente la serie di supercomputer SKIF (SKIF è l’acronimo russo per SuperComputer Iniziativa Feniks). Un altro supercomputer, AL-100, è stato avviato nel 2008, la cui massima produttività raggiunge i 14,3 Tflops. AL-100 comprende 336 processori Intel Xeon 5355 e ha 1344 GB di RAM. Il supercomputer Lomonosov è stato creato nel 2009. Questa macchina è composta da tre tipi di nodi e processori con diverse architetture computazionali. Il supercomputer è utilizzato per risolvere intensivi problemi di scienza computazionale sviluppando algoritmi e software per potenti sistemi di calcolo. Lomonosov è tra i primi 500 più potenti supercomputer del mondo.

Il supecomputer Lomossonov

Il supercomputer Lomonosov

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I robot giganti sono ufficialmente la bandiera del Giappone attraente

Tim Hornyak, The Japan Times 20 marzo 2014

1_1_Gundam_Model_in_Odaiba_by_JOEIANCon la sua montagna di debito pubblico, una fusione nucleare da riassorbire e le Olimpiadi del 2020, si potrebbe pensare che l’ultima cosa cui il governo giapponese spenderebbe soldi sia uno studio sui robot di fantascienza. Ma come Terminator disse una volta: “Sbagliato“. Dalle stanze del Kasumigaseki arriva “La guida agli anime giapponesi: la storia degli anime sui robot“, un’indagine di 90 pagine commissionata dall’Agenzia per gli Affari Culturali e dal suo Ufficio informazioni manga, anime, giochi, arte e media. L’ufficio dei cervelloni sembra intento a capitalizzare ciò che rimaneva del’attrattiva nazionale lorda del Giappone all’estero. Il Giappone attraente, un concetto di oltre un decennio fa, è stato sfruttato nella politica nazionale, e l’agenzia ha commissionato il rapporto nell’ambito della discussione fondamentale sugli anime presso i popoli esteri. Quello sui robot potrebbe essere il primo studio ad esaminare i diversi generi di anime. Pubblicato in Giappone lo scorso anno, una versione abbreviata dello studio è stata appena pubblicata in inglese. E’ il primo del genere, e fa alcune affermazioni sull’importanza del genere dei robot giganti.
Gli anime sui robot rappresentano una singolare forma di cultura popolare sviluppata in Giappone“, affermano gli autori. E ancora: “Il senso dell’esplorazione e la vitalità intrinseca nel medium degli anime sui robot è un riflesso della psiche giapponese“. I robot immaginari esistono in molte diverse culture da prima del debutto degli anime sci-fi giapponesi sui robot, come Tetsuwan Atom (Astro Boy) di Osamu Tezuka, cartone animato pionieristico della Fuji TV, nel 1963. Tuttavia, la trasmissione segnò l’inizio degli stessi anime come serie TV. Oltre ad essere un grande successo, l’affettuosamente carino Astro Boy, con il suo motore atomico, simboleggiava l’emersione del Giappone dalle ceneri della seconda guerra mondiale come un luccicante treno-proiettile guidato dalla tecnocrazia. Tetsujin 28-go (alias Gigantor) di Mitsuteru Yokoyama, un colosso controllato da un ragazzo che lotta contro la criminalità, è ispirato alla guerra, ai B-29 statunitensi che incendiavano le città giapponesi. Mentre Tezuka e Yokoyama gettarono le basi degli anime sui robot-giganti, essi fiorirono solo negli anni ’70 e ’80, dopo esser stato cosparso efficacemente il fertilizzante nell’inebriante forma del popolarissimo live-action tokusatsu dagli effetti speciali “Ultraman”. Queste combinazioni di eroi giganti, mostri Kaiju e drammatiche scene di battaglia, dai grandiosi, e spesso esilaranti, effetti.
age-2La macchina chiamata “Mazinger Z“, un anime del 1972-1974 basato sul manga di Go Nagai, era un torreggiante e puntuto veicolo da combattimento pilotato dal giovane Koji Kabuto. Mettendo il protagonista all’interno di Mazinga, Nagai scatenò la potente combinazione uomo-macchina cui i bambini non potevano resistere. Nella formula seriale, molti similari super-robot degli anni ’70 avevano piloti, statura gigantesca e capacità di trasformarsi, indica lo studio, aggiungendo che gli occhi di Mazinger mancavano delle pupille, al contrario dei precedenti robot di fantasia, facendolo apparire più simile a una macchina che a un personaggio. La popolarità di cartoni animati come “Mazinger Z” e “Raideen Yusha (Coraggioso Raideen)” vide il merchandising usurpare l’impulso creativo dominante nell’artista dei manga. Ma il diluvio di giocattoli e modelli divenne uno tsunami con “Mobile Suit Gundam“, che debuttò nel 1979. Risposta anime a “Star Wars” che creò la space opera dei “mecha“, enormi robot militari (soprannominati “mobile suit“) con elaborati armamenti e un’attenzione feticistica per il dettaglio e il realismo. Il marchio raccolse un seguito nazionale enorme, mostrando una notevole longevità, in questi ultimi 35 anni, con nuove serie continue negli anni. I suoi prodotti associati, come i modelli in plastica Gunpla, sono così ricercati dai rabbiosi otaku (fan ossessivi) di “Gundam” da raggiungere dimensioni sconcertanti: miliardi di dollari di fatturato e circa 50 milioni di dollari solo ad agosto per il marchio “Gundam“, dai tofu alle auto. Il suolo del Giappone s’è “Gundam“-ificato con una statua di 18 metri di altezza del robot marcato RX-78-2 di Odaiba, il quartiere ricreativo di Tokyo.
Gli anime dei robot giganti vissero il periodo d’oro nei primi anni ’80, prima di entrare in declino; prodotti come “Kido Keisatsu Patlabor (Mobile Police Patlabor)” e “Neon Genesis Evangelion” riuscirono ad invertire la tendenza. “Gundam“, tuttavia, non guarda mai indietro. “Il successo (di serie come ‘Gundam’) non solo ha riguardato le aziende di giocattoli, ma anche artisti e creativi di anime che hanno potuto realizzare originali racconti di fantascienza“, afferma il critico di anime Ryusuke Hikawa, coautore dello studio. “L’originale successo degli anime ha portato alla creazione di una quantità enorme di film anime. Film statunitensi come ‘Transformers’ e ‘Pacific Rim’ sono prodotti dal grande impatto della cultura giapponese degli anime sui robot”. Hikawa osserva che se la robotica giapponese ha creato robot autentici, come l’umanoide Asimo di Honda, è perchè ha tratto ispirazione dagli anime sui robot con cui s’è cresciuti. Ma sottolinea che il suo studio si propone di favorire lo scambio culturale e la “comprensione internazionale reciproca“. I robot giganti possono unire i popoli? “Questo rapporto è fondamentale perché è la prima volta che i giapponesi vedono la cultura dei robot giganti come unica e distintamente giapponese“, dice l’appassionato di sci-fi vintage sui robot Matt Alt, la cui azienda AltJapan ha tradotto lo studio.
Per decenni gli otaku giapponesi e stranieri hanno comunicato di rado tra di loro. Questa relazione è un serio tentativo di costruire ponti tra studiosi di cultura popolare, nazionali ed esteri“.

neon-genesis-evangelion-anime_224104Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Su-24 contro USS Donald Cook

Dedefensa 23 aprile 2014
NSSeBE’ il sito Vineyard of the Saker, e più precisamente la reazione di Saker a un intervento di uno dei suoi lettori, che ha attirato la nostra attenzione su un recente incidente di particolare interesse… Fissiamo bene tale giudizio perché le circostanze e l’ambiente politico-militare danno alla notizia, al suo presupposto implicito, all’eventuale inesattezza della fonte con tutte le domande che suscita, una particolare importanza: si tratta di un punto riguardante lo scontro nel sistema di comunicazione e nel tecnologismo tra Russia e Stati Uniti (blocco BAO), in connessione alla crisi ucraina e alle tensioni che suscita. L’incidente nella sua semplice descrizione è stato segnalato come una mossa deliberata della Russia per dimostrare la sua presenza e potenza nel Mar Nero, di fronte all’incursione di unità dell’US Navy nella zona, schierata per fare pressione sulla Russia nel contesto della crisi ucraina. (I russi sottolineano che alcune di tali unità avevano, hanno o possono violare la Convenzione di Montreux, che limita a due settimane la presenza di unità navali di Paesi che non hanno accesso al mare, oltre al divieto di unità pesanti, che non riguarda le unità statunitensi coinvolte come le fregate [secondo la terminologia francese, piuttosto che cacciatorpediniere]). L’incidente ha visto un aereo d’interdizione disarmato Sukhoj Su-24 sorvolare dimostrativamente la fregata USS Donald Cook, con diversi passaggi a bassissima quota, senza tuttavia mai generare una situazione di pericolo. Inoltre, questo tipo di azione era comune nella Guerra Fredda, come attività di codificazione de facto, di una parte all’altra, per comunicare l’affermazione del proprio potere: essere in guardia e controllare aree di sicurezza, eseguita dalla missione dell’unità in questione, di per sé una missione che anche noi chiameremmo “affermazione della comunicazione”. Inoltre, l’incidente Su-24-Donald Cook è stato ampiamente riportato, anche con un tono sensazionale che non sembra giustificato… Poi è apparsa un’informazione secondo cui il Su-24 ha effettivamente compiuto una dimostrazione tecnologica “operativa” di un sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, potente sistema elettronico da difesa aerea, antiaerea e antimissile, che costituisce il nucleo della difesa antiaerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante costituendo anche una parte notevole della grande rete di difesa antimissile che gli Stati Uniti sviluppano da diversi anni, ufficialmente contro l’Iran, ma che operativamente è evidentemente contro la Russia. Questa è l’importanza non solo militare, ma politica dell’AEGIS). Il sistema russo utilizzato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook s’è diretto in un porto rumeno, a quanto pare per riparazioni e una fonte afferma che 27 membri dell’equipaggio si sono dimessi. La notizia è stata diffusa il 21 aprile 2014 sul sito della radio russa in indiano Indian.ruvr.ru. In particolare, dà voce a Pavel Zolotarev, vicedirettore dell’Istituto per Stati Uniti e Canada di Mosca (importante istituto russo che collabora con la leadership russa).
A quanto pare, tutti gli sforzi per riattivare l'”AEGIS” e fornire informazioni sull’obiettivo per la difesa, sono falliti. La reazione della Russia alla pressione militare degli Stati Uniti è stata profondamente calma, afferma il politologo russo Pavel Zolotarev: “La dimostrazione è stata abbastanza originale. Un bombardiere senza armi, ma con attrezzature per il disturbo radar, ha operato contro un cacciatorpediniere dotato di “AEGIS”, il sistema più moderno di difesa area e missilistica. Ma questo sistema di localizzazione mobile, in questo caso sulla nave, ha uno svantaggio significativo. Cioè, le capacità di tracciamento del bersaglio funzionano bene quando vi sono numerose navi di questo tipo che possono coordinarsi. In questo caso c’era solo un cacciatorpediniere, e apparentemente l’algoritmo del radar del sistema “Aegis” a bordo non ha funzionato sotto l’influenza del disturbo generato dal Su-24. Non era quindi solo una reazione nervosa al sorvolo del bombardiere russo, pratica comune durante la Guerra Fredda. La reazione degli statunitensi era dovuta al fatto che il maggior sistema moderno, in particolare la sua parte informatica e radar, non funzionò adeguatamente. Pertanto, c’è stata una reazione così nervosa all’episodio (…) Quali sono le possibili conseguenze dell’incidente provocato dagli Stati Uniti nel Mar Nero? Pavel Zolotarev prevede: “Penso che gli statunitensi in qualche modo rifletteranno su come migliorare il sistema “AEGIS”. Questo è un aspetto puramente militare. In termini politici, non vi è alcun rischio di simili dimostrazioni dall’altra parte. Questo è sufficiente. Nel frattempo, per gli statunitensi è un momento assai sgradevole. In generale, il sistema di difesa missilistico che dispiegano comporta enormi spese. Devono dimostrare ogni volta che è necessario stanziare fondi, allo stesso tempo, la componente terrestre dell’ABM è stata testata in condizioni ideali, dimostrando scarsa efficienza. Questo fatto viene nascosto dal Pentagono. La componente più moderna, il sistema navale “AEGIS”, ha mostrato le sue lacune nel caso in questione”.
Dopo aver citato Vineyard of the Saker avvertendo di questa notizia, riproduciamo la reazione di Saker, che sembra di una prudenza abbastanza neutra e giustificata, né positiva o negativa. Saker risponde così a un lettore anonimo (“l’alta tecnologia militare russa supera quella degli americani. Date un’occhiata a questo spettacolo di superiorità […] Gli americani si sono bagnati i pantaloni”): “Ho sentito questa voce, ma devo ancora vederla confermata, anche indirettamente, da qualsiasi fonte credibile. Da ex-pioniere della guerra elettronica, posso dirvi che è difficile da credere, essendovi molta più potenza su una nave dell’USN che su un aereo russo, soprattutto a distanza ravvicinata. Non dico che non sia vero, solo che ho bisogno di altre conferme. Inoltre, la storia dei 27 marinai dell’USN dimessisi perché non vogliono morire, mi sembra falsa. Quindi, se avete altre fonti, fatemelo sapere”. Da parte nostra, facciamo diverse osservazioni relative alla notizia, il cui l’interesse speculativo e di comunicazione, senza pregiudizio per la sua realtà o falsità, ci sembra chiaro; anche le nostre osservazioni saranno generali, senza approfondire. Tuttavia, il primo punto è proprio tecnico. Il Su-24 è un vecchio aereo (del 1970) da penetrazione profonda e attacco al suolo. Il suo uso in una missione di “dimostrazione della comunicazione” è una scelta che potrebbe essere curiosa perché mostra un aereo superato impiegato in una dimostrazione che comporta l’affermazione del potere attraverso la comunicazione. A questo proposito, l’utilizzo di un potente Su-34 (sostituendo il Su-24), o di qualsiasi altro moderno caccia russo sarebbe stato più appropriato. Per contro, questa scelta rafforza la versione proposta dalla notizia citata. Si tratta di un’abitudine comune sviluppare aerei da combattimento nella versione per la guerra elettronica, che rimangono in servizio attivo molto più a lungo rispetto alle versioni da combattimento: l’USAF ha creato la versione da guerra elettronica EF-111A Raven del cacciabombardiere F-111 radiato alla fine degli anni ’70; e lo stesso EF-111A fu dismesso alla fine degli anni ’90, con una decisione che fu anche considerata un errore; l’US Navy ha sviluppato negli anni ’60 l’EA-6B Prowler, versione da guerra elettronica del caccia A-6: il caccia A-6 fu ritirato nei primi anni ’80, l’EA-6B è ancora presente, e comincia ad essere sostituito dall’EF-18G Growler. In ogni caso, questa notizia, o meglio detonatore di speculazioni sul gioco delle potenze nella crisi ucraina, si sposa perfettamente con la tendenza attuale, soprattutto riguardo la Russia contro gli Stati Uniti. Davanti agli Stati Uniti che intraprendono numerose missioni di proiezione in tutti i continenti e senza riguardo per sovranità e diritto internazionale; in ciò, soprattutto da un punto di vista operativo grazie alla potenza e sofisticazione tecnologica dei loro sistemi militari, la Russia ha una politica molto più cauta e non espansiva (la crisi ucraina in questo caso particolare colpisce direttamente la Russia e non rientra nella categoria della “spedizione”); svolge essenzialmente una politica di comunicazione soprattutto nella Difesa, per le sue presupposte capacità nella guerra elettronica e nei missili. Sappiamo dell’odissea non dell’S-300 (missile superficie-aria a lungo raggio), ma della reputazione dell’S-300 (e dei successori S-400 e S-500), spesso presentati come una sorta di “arma assoluta” della difesa aerea, con speculazioni circa la sua consegna a Iran e Siria; questa “Odissea” è meno operativa e più politica, e chiaramente coinvolge le tattiche del sistema di comunicazione. La questione dell’S-300 ha indubbiamente influenzato, ad esempio, le relazioni politiche tra Russia e Israele, più che le relazioni della Russia con i Paesi indicati quali possibili acquirenti del sistema.
Nel caso del Su-24 contro l’USS Donald Cook, versioni intermedie dell’incidente sono possibili tra la piena accettazione della versione proposta e la completa negazione, ed è probabile che sarà grande oggetto di discussioni informali, senza pregiudicare la verità di questa situazione. Il Su-24 ha potuto compiere una dimostrazione parziale di alcune funzionalità contro il sistema AEGIS, il cui effetto sarebbe d’indurre un dubbio estremamente dannoso negli Stati Uniti (nell’US Navy), sulle capacità operative del sistema AEGIS. La famosa nebbia di guerra non è mai più densa che in tali questioni di dimostrazione di capacità, di cui non è noto se siano piene o parziali, con l’introduzione del dubbio in un campo (la guerra elettronica) dove la certezza dell’efficacia (o inefficienza) è molto più importante che in altri campi militari. E’ lì che passa il tecnologismo avanzato, quando comincia a essere contro-produttivo: per giudicarne l’efficacia, quindi la fiducia assegnatagli e la strategia da essa determinata, sempre più spesso si deve avere una certezza al 100% che le capacità corrispondano ai dati teorici; qualsiasi riduzione di questa percentuale sconvolgerebbe completamente le proposizioni che si basano su di essa. La guerra postmoderna, che in teoria consegna il trionfo quasi senza combattere, è un formidabile “tutto o niente” che non abbiamo finito di conoscere a nostre spese. Ma è in definitiva un riflesso del sistema in generale, e della sua dinamica superpotenza-distruzione. C’è un’altra estensione possibile, se non probabile, considerando soprattutto che il caso tende a minare uno dei tre pilastri fondamentali dello status di potenza dell’US Navy nello Stato della Sicurezza Nazionale vigente a Washington. Questi tre pilastri, che in realtà hanno una rilevanza politico-militare statutaria, sono la forza di proiezione di potenza (portaerei), la forza nucleare strategica (sottomarini lanciamissili balistici e d’attacco) e il sistema AEGIS perché fornisce alla flotta di superficie tutta la potenza e un ruolo nel sistema generale di sicurezza nazionale, in particolare presso la rete antimissile globale. La valutazione generale dell’US Navy presso le altre armi, agenzie d’intelligence, i diversi poteri politico-militari dell’americanismo è che l’US Navy deve proteggere gli artigli di questi tre pilastri. Perciò, l’insieme degli AEGIS di cui è dotata la flotta, è un elemento essenziale del suo potere nella burocrazia del sistema americanista, così i suoi status, bilancio, peso nel processo decisionale, ecc. Pertanto, e considerando il clima di forte concorrenza, sospetti, ecc. tra i diversi centri di potere, l’incidente del Su-24 contro l‘USS Donald Cook può essere considerato, a seconda della versione che offre l’US Navy, un elemento che alimenta i sospetti contro di essa. Tuttavia dobbiamo fare attenzione nel valutare questa notizia, come raccomandato da Saker, mentre i nostromi della burocrazia di Washington s’avviano con tutta cautela a suggerire che la Marina degli Stati Uniti potrebbe nascondere qualche elemento dell’incidente, come una particolare osservazione sulla capacità dell’AEGIS, ecc. La nebbia di guerra nella guerra della comunicazione, a volte e spesso, è più densa a Washington, tra i diversi centri di potere che beneficiano dell’esaurimento di un potere centrale completamente scoperto, che tra “partner” internazionali che sembrano sempre più dei nemici.

s_miroshnichenko_su-24mr_24_1280Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Malaysian Airlines MH370 – Inside job II Parte

Aangirfan

849411Aeroporto Cotswold (già RAF Kemble), Regno Unito, 2012. Flickr/Airport-dataIl 26 ottobre 2012, vediamo il Boeing 737-4H6 della Malaysia Airlines por fine alla propria esistenza nel Regno Unito. Fu deviato a Gatwick per via della nebbia nella sua destinazione di Kemble. Abbiamo già sentito, di prima mano, come l’aereo volasse sulla sua rotta oblbigatoria. Così sappiamo che il team della Rolls Royce può dirci entro 30 metri dove i motori furono spenti, eppure non hanno mai detto una parola. L’accetto come prova che un’agenzia d’intelligence inglese sappia del destino del volo 370. Questo è un fatto“. Il Volo MH370 della Malaysia scomparso – Pagina 120

article-2589365-1C87F9EE00000578-69_634x350Un articolo suggerisce che il pilota dell’MH370 potrebbe essersi suicidato, ma il pubblico non si fa ingannare. Il pilota dell’MH370 sconvolto per la separazione dalla moglie
Commenti del pubblico al Daily Mail Online:
1. “Questo articolo s’incentra su affermazioni fatte da “Un caro amico che vuole rimanere anonimo” e “Una fonte dell’industria aeronautica che vuole rimanere anonima”. “Rimanendo anonimi non c’è modo di verificare se dicano la verità su chi siano, o se in realtà siano tirapiedi globalisti prestatisi alla disinformazione dei media per occultare i fatti.
2. “Scodinzoliamo? Voglio dire dopo quasi un mese si menziona che il pilota avesse divorziato  prima di salire sull’aereo e che ne era afflitto? Ma via!”
3. “Non ci sarebbe stato alcun bisogno di salire a 15000 piedi per depressurizzare l’aereo e far svenire i passeggeri. Lo stesso effetto sarebbe stato raggiunto alla normale quota di crociera, anche se l’ipossia avrebbe richiesto diverse decine di secondi piuttosto che pochi. Il pilota avrebbe dovuto saperlo, quindi perché perdere tempo con la salita? Inoltre, il transponder è stato spento, come hanno misurato con precisione l’altitudine del velivolo?
C’è una serie di ragioni per credere che il pilota dell’MH370 non si sia suicidato. Per esempio:
1. La rotta lungo i punti intermedi di navigazione non collima con la storia del suicidio.
2. L’esperto di aviazione australiano Neil Hansford accusa il governo malese di essere evasivo in merito a questioni quali le procedure d’imbarco e i passaporti rubati. Dice che i dati indicano che l’equipaggio dell’aereo ne sia coinvolto. Dailymail/News Sky
3. Prima del volo, il passeggero Paul Weeks si tolse anello nuziale ed orologio e li diede alla moglie con istruzioni rigorose di passarli ai figli se gli fosse successo qualcosa. L’aereo scomparso: ‘Già mi manchi’ – ultimo testo di Lost Kiwi/ I passeggeri delle Malaysia Airlines
4. “L‘annuncio che MH 370 era ancora in volo ed individuato sui radar malesi alle 08:11 indica che  la ricerca nel mare della Cina meridionale fu una perdita di tempo farsesca. Eppure qualcuno ha avuto questa informazione ed apparentemente ha lasciato che una ricerca inutile continuasse per quasi una settimana“. In altre parole, vi è stato il tentativo deliberato delle autorità di ingannare  il pubblico.

Etihad 777 flightIl 777/200 è un aereo ‘fly by wire’ con controlli che consentono alla CIA di teleguidarlo… La CIA assieme ai comandi militari ha… rintracciato il Volo 370, monitorandolo di continuo, monitorando l’assassinio dei suoi passeggeri, l’atterraggio, il rifornimento e sapendo esattamente dove si trova“. Volo 370, menzogna della CIA
Il 24 marzo 2014, il primo ministro malese Najib Razak annunciava che, sulla base delle analisi di dati satellitari della società inglese Inmarsat, l’MH370 delle Malayian Airlines era finito nell’Oceano Indiano meridionale, e nessuno a bordo è sopravvissuto. Come la società satellitare inglese Inmarsat ha rintracciato MH370
Nel 2006, un ex-collaboratore di Najib Razak, Abdul Razak Baginda, fu accusato di favoreggiamento dell’omicidio di Altantuya, l’ex-amante mongola. Abdul Razak Baginda e tre membri dell’unità antiterrorismo della Polizia malese che lavoravano per l’allora viceprimo ministro Najib Razak, furono arrestati per l’omicidio.

Altantuya

Altantuya

Altantuya aveva lavorato come traduttrice di Najib Razak su un ‘losco affare’ per l’acquisto di sottomarini dalla Francia. (Omicidio in Malesia) (2.1.1.1 accuse di corruzione per l’acquisto di sottomarini) Najib Razak ha studiato al Malvern College, una scuola privata nel Regno Unito, e presso l’Università di Nottingham nel Regno Unito. Poco prima del decollo, il pilota dell’MH370, il capitano Zaharie Ahmad Shah ricevette una telefonata da una donna misteriosa. La chiamata fu fatta con una scheda telefonica acquistata da una donna con documenti falsi. Il pilota dell’MH370 ha ricevuto una chiamata da una donna misteriosa/MH370: 23 marzo live – Telegraph/Una donna sconosciuta ha utilizzato un documento falso nell’acquistare un telefonino
Questa scoperta suggerisce un altro possibile legame tra il capitano Zaharie e la CIA. Shah era legato all’agente della CIA Anwar Ibrahim. Al momento dell’acquisto di una scheda SIM prepagata  in Malesia si deve compilare un modulo con il numero della carta d’identità o del passaporto. La polizia ha scoperto che la carta SIM fu acquistata ‘di recente’ in un negozio di Kuala Lumpur. Il 23 marzo 2014 si segnala che, stranamente, la moglie di Shah, Faizah Khan, non era stata ancora formalmente interrogata dalla polizia. Il simulatore di volo di Shah, sequestrato in casa sua, aveva certi programmi cancellati. Un programma gli permetteva di atterrare sulla base aerea USA di Diego Garcia. L’FBI ha preso l’attrezzatura relativa ai file cancellati. Il ministro della Difesa malese,  nonché ministro dei Trasporti responsabile della crisi MH370, è Hishammuddin Hussein, che presumibilmente è gay.

chuck_hagel_us_defence_secretary_hishammuddin_hussein_malaysian_defense_minister_640_001Il presunto gay Hishammuddin Hussein con il suo amico Chuck Hagel, segretario della Difesa degli Stati Uniti.

L’esperto di aviazione australiano Neil Hansford accusa il governo malese di non raccontare la storia completa di ciò che è successo. Ha detto a Sky News: “Trovo in ogni intervista con i malesi che c’è un bel po’ di vaghezza, negazione delle procedure di imbarco e controllo dell’elenco dei passaporti rubati, e continue incoerenze“. Secondo Neil Hansford: “Nulla di ciò che sento mi dice alcunché dei due passeggeri dai passaporti rubati” ha detto. “Se si dirigevano in  Germania, perché dovevano essere su un aereo malese per la Cina? Semplicemente non ha senso“.
Neil Hansford presidente di Strategic Solutions Aviation, dice:
1. Ciò che è successo all’MH370 non è stato un incidente.
2. Le prove indicano che l’equipaggio dell’aereo è coinvolto.
3. La scomparsa “è stata ben studiata e pianificata”.
4. Gli investigatori malesi non hanno mai avuto il controllo dell’incidente.
Daily Mail

ADF assistance to Malaysia Airlines MH370.Tony Ryals (Wolfblitzzer0) ci ha allertato su Paul Weeks, un passeggero sull’MH370. Il neozelandese Paul Weeks è un ingegnere meccanico di Perth, Australia. Prima del volo, Weeks si tolse anello nuziale e orologio che diede alla moglie con l’istruzione rigorosa di passarli ai figli se gli fosse successo qualcosa. La signora Weeks ha detto che suo figlio Lincoln di 3 anni le disse: “Sai papà è andato via… e sulla strada papà si è perso“. I media descrivono Weeks come un ex-soldato della Nuova Zelanda. Poco prima d’imbarcarsi sul volo MH370 volo, Weeks inviò un messaggio alla moglie dicendo che i loro figli significavano tutto per lui. I passeggeri delle Malaysia Airlines
Tony Ryals osserva che vi è un Paul Weeks ingegnere meccanico specializzato in Boeing 777. Paul Weeks – LinkedIn
E che dire del pilota e di sua moglie? Secondo quanto riferito, la moglie e i tre figli del pilota del volto MH370 Zaharie Shah sparì di casa il giorno prima del volo. Il pilota Zaharie Shah dell’MH370 Malaysia Airlines
Il pilota dell’ MH370 Zaharie Ahmad Shah era legato ad Anwar Ibrahim, che sarebbe un agente della CIA. Anwar Ibrahim, CIA, bar gay

diego-garcia-to-Iran01Secondo quanto riferito la CIA dispone di prigioni segrete a Diego Garcia.

Cinque grandi aziende di comunicazione tecnologica high-tech legate ai militari avevano dipendenti e dirigenti sulla lista passeggeri dell’MH370. Le aziende sono: “China Telecom, Business Machines Corp., Freescale di Austin, International Business Machines (IBM), ZTE Corp. e Huawei Technologies Co. In totale, 26 esperti di alta tecnologia sulla lista dei passeggeri”. Il dirigente di China Telecom Hualian Zhang, vicepresidente della rete pianificazione di Global China Telecom, appariva sulla lista dei passeggeri. Il dipendente della ZTE Li Yanlin, un ingegnere che fa parte del team di installazione e manutenzione attrezzature delle telecomunicazioni della società appare sulla lista dei passeggeri. La società di telecomunicazioni cinese Huawei, con legami militari, ha due dipendenti nella lista, ma ha rifiutato di identificarli”. Spie sull’aereo della Malaysia
La National Security Agency degli Stati Uniti (NSA) ha creato “porte” nelle reti gestite dalla società di telecomunicazioni cinese Huawei, secondo un rapporto. Il rapporto proviene da un documento dell’ex-contractor della NSA Edward Snowden e fu divulgato da New York Times e Der Spiegel. Huawei spia per la Cina, afferma l’ex-capo della CIA Michael Hayden. La Freescale Semiconductor, una società degli Stati Uniti, aveva 20 dirigenti a bordo del Malaysia Airlines MH370. Dodici erano malesi, mentre otto erano cittadini cinesi. Il 3 marzo 2014, appena cinque giorni prima che l’MH370 scomparisse, Freescale lanciava un nuovo elemento da guerra elettronica per i sistemi radar militari. Gli azionisti di Freescale includono gli investitori di private equity del il Gruppo Carlyle, i cui passati consiglieri inclusero l’ex-presidente USA George Bush Sr e tra i cui investitori in passato vi era la famiglia bin Ladin. Aereo malese: 20 a bordo lavoravano per la guerra elettronica…
Secondo quanto riferito, “i 20 nerd tecnologici a bordo capita che lavorassero per la Cina nella progettazione ‘classificata’ dei principali software di controllo per calcolatori di bordo/internet, di cui trasportavano l’hardware adatto sull’aereo… Il jet sarebbe atterrato a Diego Garcia, e l’hardware e il software scaricati con i nerd“. Il Volo MH370 scomparso della Malaysia – pagina 83 – David Icke

diego_garciaIl 20 marzo 2014, un funzionario della ricerca e soccorso australiano ha detto che aerei furono inviati a controllare due oggetti eventualmente legati al volo scomparso delle Malaysia Airlines, avvistati su immagini satellitari nell’Oceano Indiano a circa 2500 chilometri a sud-ovest di Perth. Fu previsto che “il relitto dell’aereo sarebbe stato poi attentamente depositato (presumibilmente da un aereo) lontano da Diego Garcia…Dirottato verso gli USA?
Da Diego Garcia agli USA? “Se supponiamo che l’aereo sia stato dirottato a Diego Garcia, è ragionevole supporre che l’aereo e i suoi passeggeri non sarebbero stati trattenuti lì a tempo indeterminato“. Il Volo 370 della Malaysia Airlines dirottata a Diego Garcia e poi in South Carolina?
Se dobbiamo seguire la logica di alcuni teorici della cospirazione che seguono questo e altri forum, l’aereo e i suoi passeggeri sarebbero volati verso la costa orientale degli Stati Uniti, sopra l’Oceano Atlantico per sfuggire al controllo (e relativamente meno distante). Certo, la livrea dell’aereo sarebbe stato ridipinta. Il relitto dell’aereo sarebbe poi stato attentamente depositato  (presumibilmente un aereo) lontano da Diego Garcia… Quattro giorni dopo la scomparsa dell’MH370, una curiosa esercitazione ebbe luogo nelle coste sud-orientali degli Stati Uniti. “Aerei da caccia avrebbero ‘scortato’ un aereo.” Dirottato verso gli USA?
I membri della Carolina Air National Guard del Sud conducono un’esercitazione della difesa aerea lungo la costa. Il sergente maggiore della Guardia Edward Snyder dice che le persone potrebbero vedere jet da combattimento scortare un aereo civile sulle aree di North Charleston e Myrtle Beach.” La SC Air National Guard pianifica esercitazioni costiere
MH370: l’ambasciata indonesiana deplora l’articolo di Utusan Malesia. Carolina Mason lo collega all’attentato del centro commerciale in Kenya

map_of_diego_garciaGli investigatori hanno scoperto che Diego Garcia è uno dei 5 aeroporti nell’Oceano Indiano caricati nel simulatore di volo del capitano Zaharie Ahmad Shah. Base militare statunitense e aeroporti dell’Asia meridionale nel simulatore del pilota dell’MH370
Diego Garcia è una base militare degli Stati Uniti. Il simulatore del capitano Zaharie Ahmad Shah è stato rimosso da casa ed è stato rivelato oggi che i dati furono cancellati.

tumblr_inline_n2kagsCjSF1suyqf0E’ chiaro, controllando la rotta SIA68, che l’MH370 si è accodato sulla scia di SIA68 alle 18:00 UTC circa, e nei successivi 15 minuti l’ha seguito… il Volo 68 delle Singapore Airlines l’ha proceduto sul Mar delle Andamane nel Golfo del Bengala e, infine, nello spazio aereo dell’India… E’ mia convinzione che MH370 probabilmente seguiva la scia SIA68 sullo spazio aereo di India e Afghanistan...” Il volo 370 delle Malaysian Airlines scomparso dietro il SIA68/SQ68

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 534 follower