L’ultima opzione della NATO nella guerra per procura perduta

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 06/02/201612189014Mentre le forze siriane ed alleate accerchiano la città più grande della Siria, Aleppo, Stati Uniti e alleati regionali indicano un improvviso interesse per le operazioni di terra in Siria, tra cui le forze aeree degli Stati Uniti a sostegno delle forze di terra turco-saudite. Se è ovvio che Stati Uniti e alleati rispondono direttamente al crollo delle loro forze per procura nel Paese, le ultime minacce di aggravare ulteriormente il conflitto in Siria non si basano sulla “lotta allo SIIL”. The Guardian, nell’articolo, “L’Arabia Saudita offre d’inviare truppe di terra in Siria per combattere lo SIIL“, riferisce: “L’Arabia Saudita s’è offerta per la prima volta d’inviare truppe di terra in Siria per combattere lo Stato islamico, secondo il suo ministero della Difesa. Il regno è pronto a partecipare ad attività di terra che la coalizione (contro lo SIIL) può svolgere in Siria“, ha detto il portavoce militare, generale di brigata Ahmad al-Asiri, a un’intervista ad al-Arabiya. Fonti saudite hanno detto al Guardian che migliaia di forze speciali potrebbero essere utilizzate, probabilmente in coordinamento con la Turchia”. In realtà, Turchia e Arabia Saudita hanno svolto un ruolo centrale nella creazione dello SIIL e nel sostenerne logisticamente e finanziariamente le azioni in Siria e Iraq. Questo secondo non solo i nemici di Ankara e Riyadh, ma secondo il loro primo alleato, gli Stati Uniti. Già nel 2012, un documento (.pdf) del Dipartimento di Intelligence Agency (DIA) ammise su conflitto siriano e ascesa dello SIIL che: “Se la situazione si dipana vi è la possibilità di stabilire un principato salafita dichiarato o meno nella parte orientale della Siria (Hasaqa e Dayr al-Zur), e questo è esattamente ciò che le potenze che supportano l’opposizione vogliono per isolare il regime siriano, considerato profondità strategica dell’espansione sciita (Iraq e Iran)”. La menzione di questo “principato” (stato) “salafita” (islamico) nel 2012 indica chiaramente quando si decise di trasformare gli agenti di Stati Uniti, Arabia Saudita e Turchia di al-Qaida, allora chiamati “ribelli”, ufficialmente nello SIIL. Per chiarire quali “potenze in aiuto” ne sostengono la creazione, il rapporto della DIA spiega: “Occidente, Paesi del Golfo e Turchia sostengono l’opposizione; mentre Russia, Cina e Iran sostengono il regime”.
E’ chiaro, quindi, che tale improvviso interesse per l’escalation non ha nulla a che fare con lo SIIL ma con il salvataggio dei terroristi fantocci dell’occidente, prima che siano completamente sradicati e/o espulsi dal Paese. La Russia, che ha svolto un ruolo fondamentale reagendo ad al-Qaida e SIIL in Siria, è anche arrivata ad accusare la Turchia di ciò che appare un’incursione militare imminente nella regione settentrionale del Paese. Reuters riferisce nell’articolo, “Russia e Turchia si scambiano accuse sulla Siria”, che: “La Russia sospetta che la Turchia stia preparando un’incursione militare in Siria, secondo una fonte dell’Esercito arabo siriano, mentre presto Aleppo sarà circondata dalle forze governative con il supporto aereo russo”. Lo SIIL, come era destinato ad essere, è solo un pretesto per giustificare le operazioni di USA e alleati regionali, operazione che sarà volta ad affrontare e respingere l’avanzata siriana e russa sul campo di battaglia, o per lo meno dare un santuario inattaccabile in territorio siriano agli ascari dell’occidente sconfitti e in ritirata.

La zona cuscinetto (ancora)
L’idea di ritagliarsi una zona cuscinetto dal territorio siriano risale anche al 2012, quando divenne chiaro che il cambio di regime in stile libico era difficile se non impossibile nell’immediato. L’idea era passare dal ritmo veloce e travolgente della guerra per procura di Stati Uniti ed alleati, sperando nel panico del potere a Damasco, a una guerra per procura ritmata dai “santuari” occupati dalla NATO in Siria. Con la copertura aerea della NATO, i terroristi potevano tranquillamente lanciare operazioni in profondità nel territorio siriano, ampliando lentamente la zona cuscinetto e la no-fly zone de facto della NATO. Alla fine, si previde, che le zone cuscinetto avrebbero portato direttamente al crollo del governo di Damasco. Ancora una volta, lungi dal complottismo, il piano fu discusso apertamente nei circoli politici di Washington. La Brookings Institution, un think-tank politico finanziato da aziende e che aveva stilato le direttive strategiche per avviare i conflitti in Iraq, Afghanistan, Libia e ora Siria, così come i piani per i futuri scontri con l’Iran e oltre, fu esplicita sulla vera natura delle “zone cuscinetto”, in un recente documento intitolato “Distruggere la Siria: una nuova strategia per la guerra senza speranza degli Stati Uniti”, affermando: “…L’idea sarebbe aiutare gli elementi moderati a stabilire zone di sicurezza affidabili in Siria, una volta che potranno. Forze statunitensi, così come saudite, turche, inglesi e giordane, ed altre, agirebbero a sostegno non solo dal cielo, ma infine a terra tramite le forze speciali. Il documento prosegue spiegando: “La fine del gioco in queste zone non sarebbe già decisa. L’obiettivo intermedio sarebbe una Siria confederata, con diverse zone altamente autonome e un modesto (eventuale) governo nazionale. La confederazione probabilmente richiederebbe il sostegno di una forza di pace internazionale, se tale schieramento venisse mai formalizzato da un accordo. Ma nel breve termine, le ambizioni sarebbero minori, rendere queste zone difendibili e governabili, aiutando le popolazioni al loro interno, e addestrando ed equipaggiando altre reclute in modo che le zone possano essere stabilizzate e poi gradualmente ampliate”. Comunque, questo è stato già tentato, in un modo o nell’altro, nel territorio occupato dai terroristi in Siria. Mentre le forze siriane con la copertura aerea russa avanzano a nord di Aleppo, i media occidentali si lamentano che le infrastrutture finanziate dai governi occidentali sono state distrutte. Queste infrastrutture, tra cui i panifici di al-Qaida riforniti di farina dal governo degli Stati Uniti, facevano parte del piano della Brookings per “rendere queste zone governabili”. La presenza delle forze militari russe in Siria ha evidentemente impedito all’occidente di rendere tali zone “difendibili” con l’intervento militare diretto contro le truppe siriane. Come tale piano si attuerà ora resta da vedere. La cosa più probabile è un’incursione limitata nel nord della Siria, sul corridoio Ifrin-Jarabulus sempre più stretto, prima che le forze siriane, russe e curde colmino completamente il vuoto. Con le forze turche e saudite che controllano anche una piccola percentuale del corridoio, i tentativi di espanderlo, come previsto dalla Brookings, potrebbero effettuarsi nel prossimo futuro. La Brookings aveva anche immaginato un coordinamento delle operazioni turche a nord con un attacco israeliano a sud, un’altra opzione probabilmente ancora considerata. C’è anche la possibilità che l’occidente tenti di entrare e prendere una parte considerevole del territorio siriano della regione più orientale della Siria, collegandola con il territorio in Iraq che probabilmente sarà staccato dal governo centrale di Baghdad attraverso tattiche simili.

La migliore delle ipotesi è ancora sconfitta e costoso stallo a lungo termine
Il risultato più probabile, tuttavia, sarebbe uno stallo in stile Golan che potrebbe durare anni, se non decenni. La Siria sarebbe ancora in grado di ristabilire pace e ordine sulla stragrande maggioranza del territorio, liquidare i fantocci dell’occidente e forse dirigere dei delegati sul territorio occupato, creando un conflitto costoso politicamente, finanziariamente e militarmente per la Turchia. Per l’Arabia Saudita, l’ulteriore estensione delle forze militari esaurirebbe la propria forza operativa, diminuendone ulteriormente la capacità di condurre la guerra di aggressione contro lo Yemen. C’è anche l’opportunità di evidenziarne le debolezze delle capacità militari, rafforzando ulteriormente il crescente arco dell’opposizione che ne sfida l’influenza sul Medio Oriente.

Il peggior scenario che minaccia l’egemonia degli Stati Uniti
Lo scenario peggiore prevede una incursione della NATO sulla Siria settentrionale, incontrando una travolgente resistenza, utilizzando forze aeree e di terra. Con la maggior parte degli equipaggiamenti militari turchi e sauditi proveniente da Stati Uniti ed Europa, a sua volta s’indebolirebbe ulteriormente l’illusione della superiorità militare occidentale mondiale. Questo potrebbe avere un impatto significativo sull’integrità di Unione Europea e NATO, nonché sui potenziali membri che cercano di unirvisi prossimamente. Con la conclusione che si avvicina velocemente in Siria, Damasco ed alleati possono cercare d’investire pesantemente nel realizzare questa seconda e peggiore ipotesi nel caso di una qualche incursione turco-saudita-statunitense nel nord della Siria. Così si potrà impedire che tale mossa sia neanche attuata, innanzitutto, o anche promettere conseguenze inimmaginabili se l’occidente ci provasse nonostante i rischi evidenti. Dato che la prospettiva di una zona cuscinetto ricavata dal territorio siriano, in caso di fallimento dell’operazione di cambio di regime contro Damasco dopo letteralmente anni di lavoro, sinceramente si spera che le misure significative programmate da Siria ed alleati la contrastino in tempo.Cac1_bVWEAAlUgU.jpg largeTony Cartalucci, ricercatore e scrittore geopolitico di Bangkok, per la rivista on-line “New Eastern Outlook” .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Fondazione Rockefeller proprietaria del virus Zika

William Kress, Global Research, 3 febbraio 2016 Screenshot-580L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il virus Zika emergenza sanitaria globale il 1° febbraio, fornendo pochi dettagli sulla malattia. Quindi ecco alcuni fatti fino a ulteriori informazioni.
Questo virus trasmissibile per via sessuale è in circolazione da 69 anni ed è commercializzato da due società: LGC Standards (nel Regno Unito) e ATCC (negli Stati Uniti). Il Gruppo LGC è: “… l’Istituto Nazionale del Regno Unito per le valutazioni dell’industria chimica e le misure bioanalitiche, leader internazionale nei servizi per laboratori, campionamenti, materiali di riferimento e nel mercato sui test sul genoma e di compatibilità“. Uno dei rami, LGC Standards, è: “…Uno dei principali produttori e distributori globali di materiali di riferimento e programmi di verifica. Con sede a Teddington, Middlesex, Regno Unito, LGC Standards ha una rete di uffici di vendita dedicati in 20 Paesi di 5 continenti con più di 30 anni di esperienza nella distribuzione di materiali di riferimento. Questi prodotti e servizi di alta qualità sono essenziali per la misurazione accurata di analisi e il controllo di qualità, garantendo decisioni sicure sulla base di dati affidabili. Abbiamo un’eccezionalmente ampia guida ISO 34 sui materiali di riferimento accreditati presso 4 strutture produttive nel Regno Unito, Stati Uniti e Germania”.
LGC Standards è in partnership con ATCC, che è: “…La prima organizzazione globale in risorse di materiale e norme biologici la cui missione è volta ad acquisizione, autenticazione, produzione, conservazione, sviluppo e distribuzione dei microrganismi standard di riferimento, linee cellulari e altri materiali. Pur mantenendo la raccolta di materiali tradizionali, ATCC sviluppa prodotti di alta qualità, standard e servizi a sostegno della ricerca scientifica e delle scoperte che migliorano la salute generale delle popolazioni“. Questa “Partnership ATCC-LGC” è progettata per facilitare: “… La distribuzione di colture e bioprodotti dell’ATCC ai ricercatori delle scienze della vita in Europa, Africa, India e […] per rendere l’accesso alle grandi risorse dell’ATCC più facilmente accessibile per le comunità scientifiche europea, africana e indiana, gli stock locali con oltre 5000 singole colture sono supportati dalla nostra rete di uffici locali offrendo ai clienti i migliori servizi e supporto tecnico“. E chi possiede il brevetto del virus? La Fondazione Rockefeller!
Perché la questione della proprietà dei brevetti del virus Zika non è oggetto dei media? Per non dimenticare le parole di David Rockefeller nell’indirizzo a un vertice della Commissione trilaterale nel giugno del 1991, “Siamo grati a Washington Post, New York Times, Time Magazine e altre grandi pubblicazioni i cui direttori partecipano ai nostri incontri e rispettano la promessa di discrezione da quasi 40 anni. … Ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sottoposti alle luci della pubblicità in quegli anni. Ma il mondo è più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale dell’élite intellettuale e dei banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati”. La proprietà del virus Zika della Rockefeller Foundation rientra nel programma di “sovranità sovranazionale (dominata) da un’élite di intellettuali e banchieri mondiali…“?
Importante, il virus Zika può essere stato acquistato on-line dalla ATCC-LGC per 599 euro, con royalties a favore della Fondazione Rockefeller.Screen-Shot-2016-02-04-at-05.31.02Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Guerra “segreta” in Siria

Warfiles 03/02/2016 – South Front2201352La Russia rafforza tutte le attività di intelligence e ricognizione in Medio Oriente accelerando la scomparsa dei terroristi. L’annuncio è stato dato dal portavoce del MoD Maggior-Generale Igor Konashenkov. “Per individuare più rapidamente le coordinate di siti e strutture dei terroristi abbiamo aumentato la portata di tutte le attività di raccolta d’intelligence e ricognizione in Medio Oriente, permettendoci di identificare nuovi obiettivi e colpirli praticamente in tempo reale”. Konashenkov ha anche detto che l’attacco aereo russo riguarda solo siti ben studiati e confermati in anticipo. Le coordinate sono ricevute dal comando delle forze governative siriane e dai distaccamenti dell'”opposizione patriottica”. Il Colonnello Viktor Murakhovskij, del Consiglio di consulenza della Commissione Militare-Industriale del governo russo, afferma che la dichiarazione di Konashenkov probabilmente riassume gli sforzi per migliorare la raccolta delle informazioni iniziata nel novembre 2015.
Il 17 novembre, il Capo dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, Generale Valerij Gerasimov, osservava che la sorveglianza del territorio della Siria è eseguita da 10 satelliti da ricognizione ottica ed elettronica, anche civili, modificando le orbite di alcuni satelliti per garantire la corretta copertura del territorio della Siria. Va anche aggiunto ciò che lo SMG non ha menzionato: è noto che un aereo ricognizione Il-20M opera nella regione, assieme a un aereo-radar di preallarme A-50. Quest’ultimo velivolo permette di rintracciare bersagli aerei a lunghe distanze, considerazione importante date le provocazioni della Turchia e gli attacchi aerei eseguiti dalla coalizione guidata dagli USA. L’Il-20M, d’altra parte, è dotato di sistemi ottici e radar, come un radar ad apertura sintetica utilizzato per rilevare bersagli terrestri. Poi vi sono anche i voli dei droni e le sortite degli aerei di ricognizione siriani. Naturalmente, vi sono dati dell’intelligence dal Centro di coordinamento di Baghdad e da Iran e Iraq. Anche la raccolta di informazioni tramite reti di agenti probabilmente s’è intensificata. Nelle ultime settimane, il MoD riferisce spesso che l'”opposizione patriottica siriana” fornisce alcune informazioni. Naturalmente, tali informazioni non filtrano attraverso la solita catena di comando. E’ chiaro che tale lavoro s’è intensificato negli ultimi due mesi.IL-20-Come i dati raccolti dal Direttorato dei satelliti da ricognizione del GRU vengono integrati con i dati raccolti da altre agenzie?
-Oggi tutto dipende dal Centro di Comando della Difesa Nazionale (NTsUO). C’è un reparto speciale che integra e raccoglie tutti i dati spaziali in un unico sistema, a prescindere che i satelliti appartengano a GRU, Ministero delle Risorse naturali (ad esempio, i satelliti da telerilevamento Resurs-DK) o Società geografica russa.

-La raccolta dell’intelligence s’è intensificata a novembre. Secondo lei, cosa l’ha causato? Era improvvisamente più difficile rilevare le posizioni islamiste o ci sono più attori, alcuni dei quali “potenzialmente pericolosi”?
-Penso che sia dovuto ai molti obiettivi mobili, le colonne di autocisterne e camion di munizioni e di rifornimento per la Siria. Ci sono circa 10000 autocisterne costantemente in movimento. Le azioni della Turchia inoltre causano preoccupazione.

-Il 25 dicembre lo SMG della Russia annunciava che 2000 terroristi si preparavano ad assaltare Dayr al-Zur. Perché gli islamisti possono trasferire forze da una parte del fronte all’altra senza essere colpiti dagli aeromobili?
– Sì, ma poi il 1° febbraio il MoD riportava gli attacchi delle VKS che hanno interdetto l’assalto su Dayr al-Zur e distrutto 23 obiettivi dello SI… Il che significa che i terroristi possono essere seguiti in tempo reale, e quindi essere attaccati. Alcuni degli aeromobili ad Humaymim non sono solo impegnati negli attacchi aerei, ma svolgono anche compiti di “allerta aerea sul campo”. Sappiamo che di solito una coppia di aerei è in modalità di “allerta” volando su una regione specifica. Se necessario, l’aereo d'”allerta” può colpire obiettivi assegnatigli entro 10-20 minuti, mentre l’aereo “di allerta sul campo” può farlo a non meno di 40-50 minuti.CPrDqsPW8AA7UpAIl dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov ritiene che il maggiore miglioramento riguarda le attività degli agenti, dato che alcun altro mezzo può identificare singoli individui, come il comandante di un distaccamento islamista, e abbiamo frequenti rapporti sulla morte di questo o quel capo.
-Rafforzare la raccolta delle informazioni è necessario perché certi ben noti Paesi ancora armano e riforniscono i terroristi, accrescendone la forza. Nonostante il costante bombardamento delle VKS, gli islamisti riescono a lanciare contrattacchi, purtroppo a volte con successo. Inoltre, la Turchia continua a sostenere il proprio ordine del giorno, fornendo ai terroristi fuoco di copertura d’artiglieria dal territorio turco. Pertanto è fondamentale rilevare i terroristi il più velocemente possibile e colpirli per assicurarsi che siano staccati dalla Turchia. I mezzi tecnici della raccolta delle informazioni (spaziali e terrestri) hanno permesso di localizzare le infrastrutture terroristiche come punti di comando, depositi, ecc. Le foto della ricognizione ne determinano configurazione e coordinate, la ricognizione elettronica utilizza le intercettazioni delle comunicazioni per lo stesso scopo. La cyber-ricognizione che segue i canali internet per individuare le fonti d’informazione in modo che possano essere colpite con altri mezzi, è anche molto importante. La ricognizione aerea allo stesso modo può coprire una vasta gamma di missioni. Ma il problema è che i terroristi spesso si travestono da civili. Quindi molto dipende dal lavoro delle reti degli agenti segreti.
2d1bffa7272c997fd1b68606ad2a6e0dGiudicando dalle informazioni disponibili, s’è intensificata ogni sorta di raccolta d’intelligence, compreso l’uso di agenti di cui, naturalmente, nessuno parlerà in pubblico, secondo un veterano del GRU, il Maggiore-Generale Sergej Kanchukov. Le attività da ricognizione tecnica non sono vulnerabili agli attacchi, mentre le reti degli agenti operano naturalmente sul territorio nemico. L’analista militare Vladimir Karjakin ritiene che il centro di coordinamento di Baghdad svolga un ruolo importante nel diffondere le informazioni e i dati d’intelligence raccolti dagli agenti.
-Mentre sappiamo di questo centro solo dal settembre 2015, vi sono indicazioni che sia operativo dall’ottobre 2014. Poche persone hanno prestato attenzione ai media arabi che indicavano che l’hotel Royal Tulip al-Rashid ospitava 60 consiglieri militari russi per istruite i militari iracheni a volare sui Mi-35 e per creare uno staff congiunto per contrastare il Califfato. Naturalmente, agenti dei servizi segreti russi non girano per deserti e montagne della Siria per incontrare le fonti. Per il loro aspetto fisico, i nostri connazionali hanno difficoltà a lavorare in quella regione, e dal collasso dell’URSS abbiamo perso molta efficienza nei servizi segreti. Durante l’era sovietica il “servizio”, cioè il GRU, era uno dei principali centri di analisi sul potenziale militare e la difesa dei probabili nemici. Oggi sembra che il lavoro d’intelligence consista nella cooperazione tra GRU e servizi segreti siriani, tra cui il Shubat al-Muqabarat al-Asqariya, l’ intelligence militare, e l’Idarat al-Aman al-Am, il servizio d’intelligence politico, che utilizzano le proprie reti di agenti nelle zone di guerra. Molto in Medio Oriente può essere risolto con il “Baqshish“; cioè se si è disposti a pagare fior di quattrini si può sapere molto, finché è possibile evitare la disinformazione. Ciò dipende dal livello della fonte. Lo SIIL ha una fazione idealista e una materialista. Quest’ultima include molti ex-ufficiali teoricamente più facili da reclutare. La tecnologia per la raccolta dell’intelligence può individuare posizioni e movimenti degli islamisti, ma senza agenti e fonti sarebbe difficile sapere chi incontrano, se c’è popolazione civile nelle vicinanze, ecc.resurs_p_silo_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Esercito arabo siriano prepara la grande offensiva

Valentin Vasilescu Reseau International 3 febbraio 20162015121413031852Secondo l’accordo per la soluzione pacifica della guerra civile in Siria, è stato creato un gruppo di supporto internazionale per la Siria (ISSG: Syria Support Group International), che comprende Lega araba, Unione europea, Nazioni Unite e 17 Paesi, tra cui Stati Uniti e Russia. Il round di negoziati conclusosi il 29 gennaio 2016 a Ginevra, non è un passo avanti ma è considerato un fallimento per l’atteggiamento completamente negativo dell’Arabia Saudita che ignora la risoluzione ONU 2254 e continua a sostenere il rovesciamento armato di Bashar al-Assad. [1] Inoltre, tutti i gruppi terroristici composti da stranieri, armati e sostenuti da Arabia Saudita, Qatar, Turchia, che hanno invaso e rovinato la Siria, vogliono essere rappresentati nel nuovo governo. Pertanto, nei prossimi sei mesi, non ci sarà alcun cessate il fuoco e le Nazioni Unite inizieranno negoziati separati con il governo siriano e i gruppi terroristici allineati con l’Arabia Saudita. La posizione saudita è ancora più incomprensibile visto che la Russia regolarmente bombarda le posizioni dello Stato Islamico in favore dell’ELS (armato dall’Arabia Saudita e sostenuto da Stati Uniti e Turchia) e che il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha avuto incontri a Mosca con i rappresentanti dei gruppi terroristici armati e sostenuti dall’Arabia Saudita. In sostanza, gli Stati che hanno finanziato, armato e inviato in Siria i gruppi terroristici per rovesciare il governo di Bashar al-Assad, speravano in un cambiamento nei rapporti di potere per trarne vantaggio. Ma il blocco sembra avvantaggiare solo l’Esercito arabo siriano fortemente sostenuto dall’Aeronautica russa. I bombardamenti aerei russi mirano su depositi di armi e munizioni, fabbriche di esplosivi, depositi di carburante, parcheggi, centri di comando e dei terroristi in Siria. Ciò ha comportato la riduzione al 60-70% della capacità combattiva dei jihadisti, scarsità di munizioni, incapacità di eseguire manovre e di coordinarsi e comunicare. Oltre a queste missioni, i russi sorvegliano da alta quota, ventiquattro ore su ventiquattro, il confine siriano con Turchia, Giordania, Iraq e Israele con aerei da ricognizione senza pilota, rintracciando tutte le colonne dei rifornimenti jihadisti e neutralizzandone il 65% con il bombardamento aereo. Con questa strategia dei russi, il ritmo di ricostituzione delle scorte di armi, munizioni e di reclute dei gruppi terroristici rappresentano il 10% delle infrastrutture jihadistie distrutte dall’Aeronautica russa. Le principali vulnerabilità sono il confine occidentale della Siria con la Turchia, nel governatorato di Idlib, per una lunghezza di 70 km, ed il corridoio nord Azaz-Jarablus, largo 90-100 km, per cui dalla Turchia passano armi, munizioni e reclute per lo Stato islamico e altri gruppi terroristici. Il bombardamento dell’Aeronautica russa ha avuto anche un effetto psicologico sulle azioni di combattimento dei jihadisti in Siria, costringendoli a fermare le offensive e a difendere solo le posizioni. Per poter attaccare, i jihadisti devono creare un equilibrio di potere superiore all’Esercito arabo siriano su certe direttrici. Questo è possibile solo con ampie manovre e concentrazione di forze, facilmente notate dagli aerei da ricognizione russi. Ogni volta che i jihadisti fanno questo errore, i bombardieri russi rispondono rapidamente e neutralizzano quasi tutti i gruppi islamici che si concentrano. Seguendo la strategia attuata dalla Russia, l’Esercito arabo siriano ha guadagnato più libertà d’azione, materializzatasi con piccole offensive che hanno portato alla conquista delle roccaforti del terrorismo. [2]
Il ritiro dalle città fortificate degli islamisti ha aumentato la mobilità delle unità corazzate siriane, che hanno imposto il controllo sulle vie di comunicazione tra le città occupate dai jihadisti, riuscendo a circondare molte località, previo bombardamento aereo russo, prima di far scattare l’offensiva di terra. Ad esempio, la zona settentrionale dei monti turcomanni nel Governatorato di Lataqia, occupata dai gruppi terroristici sostenuti da Arabia Saudita, Turchia e Stati Uniti, viene liberata dalla 103.ma Brigata meccanizzata della Guardia repubblicana. In questo modo la sicurezza complessiva del confine con la Turchia nel Governatorato di Lataqia viene assicurata dall’Esercito arabo siriano, assieme alle posizioni di partenza dell’offensiva per la liberazione di Jisr al-Shughur, accesso fortificato al Governatorato d’Idlib. Il governatorato è interamente controllato da circa 12000 jihadisti di diversi gruppi, tra cui Jabhat al-Nusra (ramo siriano di al-Qaida). Nel governatorato di Dara, a sud di Damasco, la 7.ma Divisione meccanizzata siriana ha creato una profonda spaccatura sull’asse nord-sud circondando un gruppo di 1500 islamisti che combattevano nel governatorato meridionale. Dopo la liberazione dell’importante nodo dei trasporti di Shayq Misqin, le 12.ma e 15.ma Brigate della 5.ta Divisione corazzata siriana hanno continuato l’offensiva per conquistare la città di Nawa, nei pressi delle alture del Golan, che segnano il confine con Israele. Con questa manovra, l’Esercito arabo siriano ha avviato l’accerchiamento di 9500 jihadisti che combattono nel governatorato di Dara, assicurando anche il confine con Israele. Entrambe le offensive sono chiare indicazioni della preparazione di ampie operazioni di terra, che probabilmente saranno lanciate a marzo. Questa ipotesi si basa sul fatto che nell’ultima settimana la Russia ha intensificato la ricognizione e raddoppiato il numero di droni Dozor in Siria per monitorare strettamente i movimenti dei terroristi.
Dato che l’Esercito arabo siriano è l’unico avversario di tutti gli islamisti in Siria, armati fino ai denti (con blindati, mitragliatrici, artiglieria pesante, armi anticarro) e con grande esperienza. Tali gruppi sono in contatto diretto con le unità dell’Esercito arano siriano. La profondità del territorio occupato dai jihadisti e la loro capacità combattiva diminuiscono esponenzialmente, e il morale è molto basso, aumentando le probabilità di arrendersi senza combattere. Pertanto, il compito immediato di eliminare i gruppi islamisti sulla linea di contatto è l’obiettivo più difficile per l’Esercito arabo siriano e richiederà molto tempo. Non è escluso che, per neutralizzare i punti di resistenza dei terroristi, l’Esercito arabo siriano riceva il sostegno di distaccamenti indipendenti di commando Spetsnaz o di un battaglione meccanizzato delle forze di terra russe. Questi dovrebbero operare con i blindati 8×8 Bumerang o il nuovo T-15 Armata, che i russi vogliono testare in combattimento in Siria. Il T-15 Armata ha stessi telaio e blindatura del nuovo T-14 russo [3]. Superato il grande ostacolo della prossima missione, le truppe siriane appoggiate da aerei potrebbero attuare l’offensiva alla velocità di 20 km al giorno a sud, ovest e nord della Siria. Tenendo conto degli errori commessi nella prima fase della campagna in Siria, i russi hanno schierato permanentemente 12 bombardieri pesanti Tu-22M3 sulla base aerea di Mozdok in Ossezia del Nord. [4] Da questa base, un Tu-22M3 può raggiungere la Siria in due ore e 44 minuti e può eseguire due missioni di bombardamento al giorno in Siria. Per proteggere i bombardieri Tu-22M3 durante il volo nello spazio aereo dell’Iraq e nel nord della Siria, dove si scambiano con gli aerei della coalizione anti-SI guidata dagli Stati Uniti, la Russia ha schierato sulla base aerea di Humaymim una delle quattro batterie di missili antiaerei S-400 inviate in Siria. Una batteria è schierata nella base aerea siriana di Quwayris, a 30 km a est di Aleppo. Nell’offensiva di primavera, la Russia userà 64 aerei da combattimento di stanza nella base aerea di Humaymim nel Governatorato di Lataqia (24 Su-24M2, 12 Su-25, 12 Su-34 e 16 Su-30SM). Dopo il completamento della modernizzazione dell’Aeronautica militare siriana, la Russia può contare su 66-130 aerei modernizzati siriani (9 MiG-29SMT, 21 Su-24M2, 36 Jak-130 e probabilmente 64 MiG-23-98) e 112 altri aerei siriani non modernizzati, ma riparati dai russi e pronti, MiG-21, Su-22M4 e L-39 [5].2016-01-24Note
[1]. Dal comunicato di Ginevra alla risoluzione 2254
[2]. La situazione militare in Siria
[3]. Esclusivo: i segreti del nuovo T-14 Armata russo
[4]. Gli errori della Russia in Siria
[5]. La Russia modernizza l’Aeronatuica della Siria

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Alessandro Lattanzio ad IRIB: La NATO in caduta libera a causa delle politiche economiche dell’UE (Audio)

NATO-symbol-with-flags-of-member-countriesTEHERAN (RADIO ITALIA IRIB) – Alessandro Lattanzio, saggista, redattore della Rivista Eurasia e’ stato intervistato dalla nostra Redazione per esaminare diverse questioni politiche internazionali tra cui la caduta libera della NATO.
Per ascoltare la versione integrale dell’intervista potete cliccare qui.

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