La Russia ci avverte

Rachel Douglas e Nancy Spannaus Executive Intelligence Review 6 marzo 2015RS-24 YarsIl 1° marzo, il Generale-Maggiore Andrej Burbin, capo del Comando Centrale delle Forze Strategiche Missilistiche della Russia (RVSN), ha fatto un insolito intervento sulla disponibilità della Russia ad utilizzare le armi nucleari strategiche in caso di attacco al Paese, compreso il tanto sbandierato piano Prompt Global Strike degli Stati Uniti, un tentativo convenzionale di distruggere la capacità di rappresaglia russa. Il messaggio dell’ufficiale russo è che gli “utopici” piani militari per “la guerra nucleare limitata” o la distruzione della “controforza” nucleare della Russia sono illusori: falliranno e il risultato sarà una rappresaglia contro gli Stati Uniti con i missili balistici intercontinentali delle RVSN della Russia. L’intervista su Radio RSN di Burbin dall’analista militare Igor Korotchenko, direttore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), era un messaggio di alto profilo che non va ignorato. Citata dai principali media russi, compreso il quotidiano governativo Rossijskaja Gazeta, viene evidenziata sui media in inglese Sputnik, RT e altri indicando la decisione dei vertici, con questa dichiarazione al mondo, sulla postura militare della Russia. Prima e dopo la dichiarazione di Burbin, il suo messaggio è stato amplificato da dichiarazioni e commenti del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, della Difesa Sergej Shojgu e dall’ambasciatore russo presso la NATO Aleksandr Grushko. I russi ribadiscono una politica che le principali potenze occidentali sono decise ad ignorare. Comprendere questo messaggio è essenziale per salvare la vita, dei nostri discendenti e di tutta l’umanità.

L’allarme di LaRouche
La dichiarazione di Burbin arriva pochi giorni dopo che Lyndon LaRouche ha avvertito in modo netto sulla minaccia di una guerra nucleare. Quello che osserviamo, ha detto LaRouche, è una minaccia, l’intento “divino” di una fazione dell’élite inglese che crede di poter “abbattere l’umanità” lanciando una sorta di guerra nucleare limitata contro le nazioni dell’Eurasia. L’assunto di base di tali utopisti, che pensano di poter avviare una guerra nucleare limitata all’Eurasia, è che un governo, come quello del presidente russo Putin, sarebbe disposto a rispondere in modo limitato ad un attacco nucleare “limitato”. È un errore e una fantasia, ha detto LaRouche. Tali forze onnipotenti devono capire che: “Non c’è modo di sopravvivere agli effetti del proprio genocidio“.

Il messaggio di Burbin
La prima metà dell’intervista del Generale Burbin riguardava la formazione scientifica e psicologica degli ufficiali delle RVSN, e i “componenti della forza più attiva della triade nucleare strategica“, cioè gli ICBM. Questa forza “può svolgere la propria missione in pochi minuti”. Ha anche analizzato le operazioni di comando e controllo, come le comunicazioni multi-canale tra il Presidente Putin, Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, e le RVSN. Korotchenko poi ha chiesto della conclusione del mese di manovre della RVSN. Burbin ha detto che la missione principale è “sottrarre le nostre unità missilistiche mobili a un attacco”, in modo che la possibilità di lanciare l’attacco di rappresaglia sia preservata: “Abbiamo lavorato modificando ed estendendo le aree di posizionamento e manovra delle unità, aumentandone le possibilità di sopravvivenza e rendendo il compito del nostro probabile avversario ancor più difficile“.
Korotchenko: “Quindi, il potenziale della rappresaglia sarà assicurato in ogni circostanza? Non è un segreto il concetto attuale di Prompt Global Strike, che significa ampio uso di armi non nucleari ad alta precisione per un primo attacco disarmante in situazione critica, mettendo fuori uso le nostre forze nucleari strategiche“.
Burbin: “Questo problema è stato risolto. Nella situazione in via di sviluppo o evoluzione, abbiamo già lavorato a tale sfida e possiamo affrontarla. Il punto è che, comunque, le RVSN possono svolgere la loro missione. In particolare, in tempo di pace, la nostra missione strategica è la deterrenza. Ma se è necessario effettuare il lancio di un missile nucleare, sarà fatto nel periodo di tempo prescritto con certezza assoluta. Le nostre unità sono distribuite geograficamente in modo tale che nessun attacco globale può smantellare le RVSN”.
A una domanda successiva, Burbin ha risposto che ciò si applica “assolutamente” anche nel caso di un attacco nucleare alla Russia. La discussione ha toccato anche la capacità delle RVSN di operare “in condizioni di guerra reali, tra interferenze e dispiegamento di squadre di sabotaggio“. L’ufficiale ha detto che le RVSN contrastano anche le nuove tecnologie, un’allusione all’intensificarsi della guerra elettronica o informatica. Sui programmi per i missili strategici Topol-M e Jars, Burbin ha rilevato che entro il 2020 il 98% delle RVSN avrà nuovi missili.
Riassumendo, Burbin ha detto, “Le forze missilistiche, sempre pronte al combattimento, sono la deterrenza strategica in tempo di pace. Grazie alle RVSN, non abbiamo la guerra oggi“. Korotchenko replicava,“La conclusione per tutti noi, per il nostro Paese e per il mondo, è che lo scudo nucleare russo è affidabile e che gli ordini saranno eseguiti in qualsiasi situazione“. Nella parte delle telefonate, dopo che il generale aveva lasciato lo studio, Korotchenko proseguiva la discussione con gli ascoltatori sottolineando l’inversione di tendenza dei militari russi degli ultimi due anni, con il Generale Shojgu nominato Ministro della Difesa e l’emergere di una nuova, generazione altamente competente di ufficiali russi. Ha commentato, “Questo è molto importante, quando Obama ci minaccia di sanzioni e punizione divina, e le mani prudono nel premere il pulsante. Così gli statunitensi sapranno che schiacciando il tasto, saranno schiacciati dalla risposta. Questo è l’equilibrio strategico, mettendoci in condizioni di parità con gli statunitensi. Forse siamo deboli in alcuni aspetti, i liberali dicono che le cose vanno male qui, e che le sanzioni ci soffocano, ma un grande Paese con uno scudo nucleare non può essere soffocato dalle sanzioni”.

yars_011Politica lungimirante
La dichiarazione politica del Generale Burbin è una reiterazione della politica russa più volte dichiarata da Presidente Vladimir Putin, Primo ministro Dmitrij Medvedev e vertici militari. EIR ha evidenziato questa politica nell’edizione speciale “Il collasso dell’impero globale inglese, e come superarla“, della primavera 2012, riportando successivamente i dettagliati avvertimenti russi sulla minaccia che il dispiegamento della Difesa Anti-Missile di NATO/USA in Europa e l’allargamento ad est della NATO, rappresentano per l’equilibrio strategico. (Helga Zepp-LaRouche ha commentato tali piani utopici folli questa settimana). Molti di questi avvertimenti affermano esplicitamente che il dispiegamento “occidentale” potrebbe potenzialmente scatenare una guerra nucleare. In un discorso pubblico del 29 febbraio 2012, il Presidente Putin ha sottolineato la determinazione della Russia ad affrontare l’attacco. Riferendosi alla mancanza di preparazione dell’Unione Sovietica, al momento dell’aggressione di Hitler nel luglio 1941, Putin ha detto, “Non possiamo permetterci un replay della tragedia del 1941, quando pagammo per l’impreparazione dello Stato e dell’esercito con perdite enormi“. In un articolo di due esperti militari russi su Military Thought, l’edizione in inglese della rivista del del Ministero della Difesa russo Voennaa Mysl (No. 4, 2012), veniva elaborato il pensiero della dirigenza militare russa sulla strategia militare occidentale contro la Russia, tra cui i presupposti che l’occidente possa usare armi di nuova generazione per “raggiungere gli obiettivi della guerra senza gravi perdite di vite umane o di beni“. Come la Russia affronta ciò?: “In queste condizioni, la Russia risolve suoi problemi nelle relazioni tra Stati utilizzando ogni tipo di deterrenza, con la forza o pacificamente e con azioni non-militari indirette (asimmetriche). Eventuali forme e metodi dovranno scoraggiare l’aggressore con la forza, come ad esempio di fronte la minaccia diretta di attacchi, schieramento dimostrativo di una potente task force di difesa nella zona in cui si prevede che l’aggressore attacchi; un ultimatum che avverta che la Russia (in caso di guerra) utilizzerà immediatamente le armi nucleari e senza esercitare alcun ritegno impiegando armi ad alta precisione per distruggere obiettivi strategicamente vitali sul territorio dell’aggressore; pianificazione e attuazione di una campagna d’informazione per ingannare l’avversario sulla disponibilità della Russia a respingere l’aggressione“.

Una duplice politica
Gli avvertimenti dei militari russi sono stati più che sovrastati dalle offerte del governo di cooperare con l’Unione europea e gli Stati Uniti su obiettivi comuni, come lotta al terrorismo, alla droga, costruzione di infrastrutture come il tunnel sotto lo stretto di Bering, e anche collaborazione nella ricerca spaziale per difendere il pianeta dagli asteroidi (Difesa Strategica della Terra proposta nell’ottobre 2011). Ma queste offerte furono ignorate a favore degli sforzi sempre più palesi per degradare la sovranità della Russia, se non per smembrarla quale potenziale rivale. (Vedasi EIR, 19 dicembre 2014, “Chi c’è dietro la corsa a smembrare la Russia?“) L’indirizzo del Ministro degli Esteri Lavrov all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri del 27 febbraio fornisce una guida su come la leadership russa pensi, e quindi sul contesto degli avvertimenti militari. Lavrov ha lamentato le “sistematiche violazioni” dei principi della Carta delle Nazioni Unite da parte di USA e altri. In particolare ha sottolineato la mancanza di sicurezza e stabilità nella regione euro-atlantica, attribuita alla tendenza dell’occidente “a occupare spazio geopolitico e a spingersi verso est, attraverso l’espansione della NATO e attuando il partenariato orientale dell’Unione europea“, ha detto Lavrov, “Gli interessi russi non sono considerati e le nostre numerose iniziative, tra cui l’elaborazione del Trattato di sicurezza europea, sono ignorate o escluse. Tale politica ha raggiunto l’apice quando il golpe incostituzionale e l’occupazione armata del potere sostenuti da Washington-Bruxelles hanno avuto luogo in Ucraina nel febbraio dello scorso anno”. Lavrov ha denunciato l’ultimo documento sulla Strategia per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Obama, affermando “Lotta per il dominio globale e disponibilità ad utilizzare unilateralmente la forza armata… Tale documento di 30 pagine afferma più di cento volte il diritto esclusivo degli Stati Uniti ad attuare la famigerata ‘leadership americana’… La Casa Bianca sembra aver dimenticato le conseguenze dei tentativi di avere l’egemonia a scapito degli interessi degli altri membri della comunità mondiale“. “Gli sforzi concertati” delle nazioni, constata Lavrov, sono l’unico modo per affrontare i difficili problemi internazionali, soffermandosi sull'”integrazione eurasiatica, la nostra priorità assoluta“, a partire dall’Unione economica eurasiatica quale “ponte tra le strutture per l’integrazione dell’Europa e della regione Asia-Pacifico”. L’attuale presidenza russa della Shanghai Cooperation Organization e dei BRICS, ha aggiunto Lavrov, è guidata dalla “filosofia degli sforzi collettivi” esemplificata dai “progetti per una nuova banca di sviluppo e una riserva monetaria dei BRICS, coordinando la strategia di partenariato economico e la via alla cooperazione sugli investimenti, “aprendo” nuove prospettive di cooperazione”. Lavrov ha sottolineato l’impegno del Presidente Putin a rafforzare la cooperazione verso l’Europa, dicendo che la svolta della Russia verso Oriente va accompagnata a un parallelo miglioramento delle relazioni con l’Occidente. Ma ha avvertito che ciò sarà impossibile, “senza riaffermare i principi di non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, e senza abbandonare sanzioni e tentativi d’inscenare le cosiddette rivoluzioni colorate, o incoraggiando le forze estremiste“, ha detto, “Non abbiamo piani per auto-isolarci o entrare in conflitto. Allo stesso tempo, la pressione estera non ci porterà a rivedere i nostri principi politici…. Washington non è riuscita a creare una coalizione anti-russa globale“.

ed6c92cd7f39Altre avvertimenti
Il 2 marzo, tre alti funzionari russi esprimevano lo stesso messaggio di quello più drammatico del Generale Burbin del giorno prima: la Russia è pronta a rispondere con la piena forza strategica a qualsiasi minaccia esistenziale. E’ probabile che tutti conoscano l’aspetto più recente di tale minaccia. Lo stesso giorno, il comandante della 173.ma Brigata aeroportata degli Stati Uniti, colonnello Michael Foster, annunciava presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington che “entro questa settimana”, gli Stati Uniti dispiegheranno sei compagnie in Ucraina per il programma di addestramento semestrale della notoriamente nazistofila Guardia Nazionale ucraina. La scorsa settimana, il primo ministro inglese David Cameron annunciava che il Regno Unito inviava forze speciali ad addestrare le forze ucraine. Ciò anche se l’ambasciatore della Russia presso la NATO Grushko dichiarava in un’intervista alla TV Rossija 24 che “Mosca prenderà tutte le “misure necessarie”, militari, tecniche e politiche per neutralizzare la possibile minaccia della presenza della NATO in Europa orientale”, secondo RT, precisando che le azioni della NATO “compromettono significativamente la sicurezza regionale ed europea, e pongono rischi alla nostra sicurezza“, citando l’intensificarsi delle esercitazioni militari della NATO in Europa orientale, con circa 200 esercitazioni presso gli Stati membri orientali, soprattutto nel Mar Baltico, Mar Nero, Polonia e Stati baltici. “L’invio di istruttori e l’assistenza tecnica militare aiutano il partito della guerra di Kiev e convincono certe figure a Kiev di ritenere la crisi risolvibile con mezzi militari“, ha detto.
Allo stesso tempo, il Ministro della Difesa Shojgu e il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov discutevano della modernizzazione dell’esercito russo, comprese le forze strategiche, con osservazioni pubbliche, il 2 marzo. Shojgu riferiva che la Marina russa riceverà due sottomarini lanciamissili balistici classe Borej quest’anno, il Vladimir Monomakh, che ha iniziato le prove in mare nel giugno 2014, e l’Aleksandr Nevskij, in attesa dei missili balistici Bulava prima del trasferimento nel Pacifico insieme a due sottomarini multiruolo e cinque navi da guerra. Ha anche detto che l’Aeronautica riceverà 13 bombardieri strategici modernizzati quest’anno, e che entro il 2020 la flotta dei bombardieri strategici sarà per il 70% modernizzata, aggiungendo che i pattugliamenti dei bombardieri saranno estesi a nuove aree. “E ‘importante notare che tali voli sono regolari e non saranno abbandonati“, ha sottolineato. La Marina riceverà 50 navi di varie classi quest’anno, ha detto Chirkov secondo l’agenzia stampa Interfax. Le navi fanno parte del programma di riarmo iniziato dal Presidente Putin che mira a fornire la Russia di una flotta oceanica, perduta dopo il crollo dell’Unione Sovietica, entro il 2050. “Il periodo di stagnazione della nostra potenza è da tempo passato“, avrebbe detto Chirkov, annunciando inoltre che le aziende di ricerca già progettano la nuova portaerei da costruire. Interfax ha aggiunto: “L’espansione della potenza navale avviene mentre la Russia affronta l’occidente in Ucraina“.

russia-submarineTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Arihant solca l’oceano

Rakesh Krishnan Simha RIR 20 dicembre 2014

Il primo sottomarino a propulsione nucleare permetterà all’India una credibile opzione del secondo colpo e di tenere alla larga gli avventurieri dai suoi mari.

SSGN Arihant 2011Nel giugno 2012 un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della Marina russa entrava nel Golfo del Messico. Armato di missili da crociera nucleari, il battello classe Akula operò inosservato per diverse settimane e i suoi movimenti nelle acque strategiche degli Stati Uniti furono confermati solo dopo aver lasciato l’area. Il silenzioso Akula lasciò una scia di grande imbarazzo negli ambienti della difesa statunitensi. Nel novembre 2013 la Russia varava il suo avanzato sottomarino convenzionale stealth Novorossijsk. Il sottomarino Progetto 636 sarebbe virtualmente invisibile in immersione. “I nostri potenziali oppositori lo chiamano ‘Black Hole’ a causa dell’emissione acustica e della visibilità molto basse del sottomarino”, ha detto Konstantin Tabachnij, capitano del Novorossijsk. “Non essere rilevabile è la qualità principale per un sottomarino. E il progetto adempie davvero il suo scopo“. Considerando che gli scienziati e gli esperti russi dietro questi sottomarini furtivi hanno un ruolo chiave nello sviluppo dell’Arihant, primo SSBN dell’India (sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare) promette di essere un potente battello.
Dopo decenni di sviluppo, l’Arihant da 120 metri, 10 autobus in fila, è stato finalmente varato il 15 dicembre. Indica quanto gelosamente l’India custodisca il suo sottomarino strategico che, quando la slanciata bellezza nera è stata varato dal cantiere navale di Visakhapatnam, la Marina e l’Aeronautica indiane schierassero i loro jet da combattimento MiG-29K e Su-30 MKI intorno al porto, mentre gli aerei da sorveglianza e attacco marittimi P-8I Poseidon della vicina base navale di Arakkonam sorvegliavano la zona contro qualsiasi attività subacquea ostile. Inoltre, le navi da guerra del Comando strategico orientale dell’India fornivano protezione. L’emozione della dirigenza della difesa dell’India è comprensibile. Come i BrahMos, l’Arihant è un raro esempio di arma strategica riuscita da zero del Paese. Il sottomarino da 6000 tonnellate porterà l’India tra l’elite. Secondo Richard Sharpe del Jane’s Fighting Ships, il sottomarino nucleare darà all’India un “vantaggio colossale” sui vicini. “Affrontare un sottomarino nucleare è un incubo; ha resistenza e mobilità illimitate e non c’è modo per una nave di superficie da cui possa nascondersi”, scrive. Finora l’India è andata beatamente avanti senza un’opzione credibile di secondo colpo. Ciò significa che se la Cina, o qualsiasi altro Paese, lanciava un primo colpo a sorpresa ed eliminava i missili nucleari terrestri e gli aerei nucleari del Paese, l’India aveva poco altro se non gettare la spugna. Avere un SSBN cambia le carte. Garantisce che un primo attacco nucleare non distrugga la capacità dell’India di reagire. In agguato sul fondo degli oceani e in continuo movimento, anche una manciata di SSBN può seminare il dubbio nel nemico che missili strategici navali dell’India verrebbero lanciati per rappresaglia. La prevista flotta di cinque SSBN classe Arihant completerà la triade strategica dell’India, dando ai militari del Paese l’opzione del seconda colpo. Il primo sottomarino classe Arihant avrà 12 missili balistici nucleari K-15 che possono essere lanciati anche da sotto le calotte di ghiaccio. Testato nel 2008, il K-15 sarà armato con una testata nucleare che può essere lanciata a una distanza di 750 chilometri. La corta gittata indica che il sottomarino dovrà avventurarsi presso le acque nemiche prima del lancio. Tuttavia, un missile da 3500 chilometri di gittata è già in fase di sviluppo.
image La ricerca dell’India della parità strategica con le principali potenze nucleari iniziò negli anni ’50. Come notato da Eric Arnett, ricercatore dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, “La storia e le implicazioni dei (sottomarini a propulsione nucleare) nella strategia marittima indiana, suggerisce che la presenza degli Stati Uniti nell’Oceano Indiano è una motivazione forte del programma“. L’approvazione della costruzione di un SSBN risale al 1970 ma, come al solito con i programmi della difesa indiana, niente ne uscì. Il programma fu ripreso nel 1985 e nel 1989 la DRDO chiese assistenza nella progettazione a ingegneri e lavoratori della Difesa dell’ex-Unione Sovietica. Molti ingegneri navali russi sono stati in India dal 1991. Nel 1996, quando l’India aveva speso 285,7 milioni di dollari sul sottomarino nucleare, il lavoro sul progetto rallentò a causa delle pressioni dagli Stati Uniti. La Federation of American Scientists afferma che l’ASEAN voleva che l’India smettesse di lavorare sull’ATV come condizione per l’ingresso nell’ASEAN e perché l’India venisse invitata ai futuri vertici Asia-Europa. L’Unione europea era dietro le richieste poste dall’ASEAN. I russi presto capirono il piano degli Stati Uniti. Impedendo a Mosca di vendere tecnologie chiave all’India, gli statunitensi avrebbero sottratto all’industria russa i fondi necessari e allo stesso tempo ostacolato notevolmente la capacità dell’India di sviluppare armi strategiche. Questo non solo averebbe avuto l’effetto di creare una spaccatura tra Russia e India, ma anche permesso agli statunitensi di entrare nel mercato della difesa dell’India. Tuttavia, con l’uscita degli elementi filo-statunitensi dal Cremlino, i russi tornarono con piena forza. Mentre i progettisti russi aiutavano a costruire il battello, basato sulla sottomarino anti-sottomarini classe Akula, il suo reattore nucleare ad acqua pressurizzata da 80MW è stato sviluppato dal Centro Ricerche Atomiche Bhabha con l’assistenza di un team di progettazione della Rubin, l’ufficio progettazioni dei sottomarini russo. Anche se il reattore è stato “progettato, fabbricato e realizzato in India” dall’industria indiana e sotto la direzione di scienziati indiani, il presidente della Commissione per l’energia atomica dell’India, dottor Anil Kakodkar, ha detto nel 2009: “Vorrei anche ringraziare i nostri colleghi russi. Hanno giocato un ruolo molto importante quali consulenti, con molta esperienza, così la loro consulenza è stata di così grande aiuto che dovremmo riconoscerlo“. In realtà, il contributo della Russia è stato riconosciuto dal governo in diverse occasioni, tra cui nel 2009 dall’ex-Primo ministro Manmohan Singh. I russi hanno anche aiutato nella costruzione della base navale di Visakhapatnam, in cui una sezione della mensa ufficiali si chiama Cremlino. La Russia ha aiutato su un altro aspetto significativo, la formazione degli equipaggi. Anche se lo sviluppo dell’Arihant arrancava, l’India si preparava alle operazioni con l’SSBN con il Chakra, un sottomarino a propulsione nucleare della classe Charlie, in leasing dalla Russia dal gennaio 1988. Tuttavia, inchinandosi alle pressioni degli Stati Uniti, Mosca rifiutò di prolungare il contratto e il sottomarino rientrò a Vladivostok nel gennaio 1991. L’equipaggio dell’Arihant è stato addestrato nel nuovo sottomarino da 12000 tonnellate classe Akula-II prestato dalla Russia per 10 anni nel 2011, anche questo sottomarino si chiama Chakra.
Nella guerra tra India e Pakistan del 1971, quando l’esercito indiano avanzava sulla strada per Lahore, le flotte inglese e statunitense accerchiarono minacciosamente l’India. Mentre la Settima Flotta degli Stati Uniti navigò dal da sud-est asiatico verso Calcutta, una flottiglia inglese salpò dal Madagascar verso l’India occidentale. L’Indian Air Force fu in allerta dopo aver ricevuto intelligence su aerei da guerra statunitensi che potevano attaccare le comunicazioni dell’esercito indiano ad ovest. Tuttavia, la Flotta del Pacifico sovietica giunse nell’Oceano Indiano e stese un cordone intorno l’India, costringendo le navi da guerra statunitensi e inglesi a ritirarsi. Una volta che una flotta di sottomarini Arihant pattuglierà le acque indiane, l’India potrà impedire che una qualsiasi marina estera possa minacciarla di nuovo.

BWVODTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina testa ICBM e analisti USA avvertono sulla sicurezza degli USA

Tyler Durden Zerohedge 20/12/2014

400_20147_384752La Cina ha effettuato un test di volo di un missile a lungo raggio che utilizza più veicoli di rientro indipendenti, o MIRV, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. Come il Washington Free Beacon segnala, il test del nuovo missile balistico intercontinentale cinese DF-41 segna il primo test a testata multipla della Cina (il DF-41 trasporta 10 testate e ha una gittata di 13000 km, permettendo di colpire tutti gli Stati Uniti continentali). Rick Fisher, specialista militare del Centro di Valutazione e Strategia Internazionale, ha messo in guardia “l’inizio della corsa della Cina ai missili a testata nucleare multipla è la prova che il controllo degli armamenti, oggi, non aumenta la sicurezza degli statunitensi”.
Come riporta il Washington Free Beacon, “La Cina ha effettuato il test di un missile a lungo raggio che utilizza diversi veicoli di rientro a puntamento indipendente, o MIRV, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. Il test di volo del nuovo missile DF-41, il maggiore missile balistico intercontinentale della Cina, segna il primo test a testata multipla della Cina, funzionari hanno detto al Washington Free Beacon. Si sa che la Cina sviluppa tecnologia a testata multipla ottenuta illegalmente dagli Stati Uniti negli anni ’90. Tuttavia, il test di volo del 13 dicembre, del DF-41 con un numero imprecisato di testate inerte, viene visto dai servizi segreti come significativo passo avanti delle forze nucleari strategiche della Cina e parte di un corsa che inciderebbe sull’equilibrio strategico. L’arsenale nucleare della Cina includerebbe circa 240 testate. Si prevede che il numero aumenterà drasticamente quando i cinesi schiereranno i nuovi missili a testata multipla. Oggi gli Stati Uniti hanno arsenale strategico di 1642 testate. I 450 missili Minuteman III sono stati modificati per non trasportare più MIRV. Tuttavia, i missili lanciati dai sottomarini Trident II possono trasportarne fino a 14 MIRV ciascuno. Inoltre, lo sviluppo della tecnologia a testata multipla della Cina fu assistita da trasferimenti illegali di tecnologia da società statunitensi durante l’amministrazione Clinton, secondo documenti e funzionari prossimi al problema. Il DF-41, che potrebbe essere schierato fin dal 2015, può trasportare 10 MIRV ed ha una gittata di 13000 km, permettendo di colpire gli interi Stati Uniti continentali”, dice l’articolo. “Inoltre, alcune fonti sostengono che la Cina ha modificato DF-5 e DF-31A per trasportare MIRV“.
Gli analisti lanciano un avvertimento… “Larry Wortzel, ex-ufficiale dell’intelligence militare specializzato sulla Cina, ha detto che l’esercito cinese ha lavorato sul DF-41 modificato con MIRV per numerosi anni. Wortzel ha detto che la letteratura sulla ricerca militare cinese ha documentato il lavoro sul DF-41, ma il Pentagono “è stato riluttante a discutere o confermare tali sviluppi”. Gli Stati Uniti sono ora minacciati da una forza nucleare più mortale ed efficiente, rendendo le nostre deboli difese missilistiche meno efficaci”, ha detto Wortzel. “Dobbiamo migliorare le nostre difese e modernizzare la nostra forza di dissuasione, come i cinesi”. Rick Fisher, uno specialista sui militari cinesi, ha detto che l’avvento della capacità MIRV della Cina dovrebbe segnare la fine degli sforzi degli Stati Uniti per ridurre il numero di testate nucleari. “I cinesi probabilmente non rivelano i loro piani per ammassare testate nucleari, la Russia modernizza le sue forze nucleari su tutta la linea e viola il trattato INF con nuovi tipi di missili, quindi sarebbe un suicidio per Washington perseguire nuove riduzioni nucleari come vuole questa amministrazione”. Fisher, del Centro di Valutazione e Strategia Internazionale, ha detto che la Cina potrebbe schierare una combinazione di DF-41 a testata singola e a testata multipla, con la versione a testata singola “spacca città” dalla potenza di diversi megatoni. “L’inizio della corsa della Cina ai missili nucleari a testata multipla è la prova che oggi, il controllo degli armamenti non aumenta la sicurezza degli statunitensi”, ha detto Fisher. “Invece, è il momento di ricostruire le capacità belliche nucleari degli USA con nuovi ICBM mobili, nuovi missili a medio raggio e nuovi sistemi missilistici tattici nucleari”. Il professore della Georgetown University Phillip Karber ha studiato le forze nucleari della Cina e ritiene il suo arsenale di gran lunga più grande delle stime dell’intelligence degli Stati Uniti, pari a 240. “Lo sviluppo del DF-41 cinese è stato un lungo e metodico processo”, ha detto Karber. “Tuttavia, come noi sospettiamo, schierando una versione MIRVizzata del missile sui lanciatori ferroviari e stradali, il numero di veicoli di rientro potrebbe crescere assai rapidamente a seconda del numero di testate che piazzeranno sui missili“.
Il DF-41 è stato rivelato inavvertitamente dal governo cinese la scorsa estate, quando i dettagli, compreso il fatto che sia un missile a testata multipla, apparvero su un sito di un governo provinciale, prima di essere rapidamente censurati e rimossi. Anche il governo degli Stati Uniti fa dichiarazioni pubbliche: “Dopo diversi anni di silenzio sul DF-41, il Pentagono ha rivelato l’esistenza del nuovo missile nel suo ultimo rapporto annuale militare cinese, pubblicato a giugno. “La Cina inoltre sviluppa un nuovo ICBM stradale conosciuto come Dong Feng-41 (DF-41), che possibilmente trasporterà diversi veicoli di rientro a puntamento indipendente (MIRV)”, dice il rapporto.
Tra Russia e Cina, sembra che l”isolamento’ si stia costruendo.

df41Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Nucleari Strategiche della Russia sono più avanzate di quelle degli Stati Uniti

Pravda 14 novembre 2014Red SquareIl 1° settembre 2014 il dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblicava un rapporto in cui si afferma che, per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica, la Russia ha raggiunto la parità con gli Stati Uniti nel campo delle armi nucleari strategiche. Così, Washington ha ammesso che Mosca ha riacquistato lo status che l’Unione Sovietica aveva dalla metà degli anni ’70 e che poi perse. Secondo il rapporto del dipartimento di Stato, la Russia ha 528 vettori strategici con 1643 testate nucleari. Gli Stati Uniti ne hanno 794 con 1652 testate nucleari. Si dà il caso che oggi, le forze nucleari strategiche della Russia (SNF) siano ancora più avanzate di quelle degli Stati Uniti, in quanto garantiscono la parità delle testate con un numero significativamente inferiore di vettori strategici. Tale divario tra Russia e Stati Uniti potrebbe solo crescere in futuro, dato che i funzionari della Difesa russi promettono di riarmare le SNF della Russia con missili di nuova generazione. Il progresso è reso possibile dal trattato sulla limitazione delle armi nucleari, nota anche come START-3. Il trattato venne firmato da Dmitrij Medvedev e Barack Obama l’8 aprile 2010 a Praga (entrato in vigore il 5 febbraio 2011). In conformità con il documento, le testate nucleari delle due parti devono essere ridotte a 1550 entro il 2021. Il numero di vettori (missili balistici intercontinentali, missili balistici lanciati da sottomarini e bombardieri pesanti) dovrebbero essere ridotti a 700 unità. E’ stato il primo accordo strategico, dal tradimento dei democratici, in cui la Russia strappa vantaggi significativi. Nel trattato gli statunitensi, per la prima volta nella storia, s’impegnano a ridurre il loro arsenale nucleare strategico, mentre la Russia ha la possibilità di aumentarlo. Inoltre, il nuovo trattato rimuove importanti limitazioni presenti nei precedenti trattati START 1 e 2 che vanno dall’aumento delle dimensioni delle aree per schierare gli ICBM mobili, al numero di missili balistici intercontinentali a testata multipla alla possibilità di costruire missili balistici intercontinentali ferroviari. La Russia non ha fatto alcuna concessione. Dopo aver escluso Mosca quale serio rivale geopolitico, volando sulle ali dell’inaccessibile superiorità militare e tecnologica, Washington è caduta in una trappola da cui non vede via d’uscita neanche a medio termine.
Ultimamente, molto è stato detto a proposito delle cosiddette “guerre di sesta generazione” e delle armi a lungo raggio ed alta precisione che dovrebbero garantire la vittoria sul nemico senza entrare in contatto diretto con le sue forze armate. Tale concetto è molto discutibile (gli Stati Uniti non sono riusciti a vincere né in Iraq né in Afghanistan). Tuttavia, questo è il punto in cui anche la Russia acquisisce parità. La prova sono i missili da crociera a lunga gittata di nuova generazione che presto saranno schierati sui sottomarini della Flotta del Mar Nero e le navi della flottiglia del Caspio. Nella Russia di oggi molti trovano difficile crederlo. Si tratta di una credenza comune in molti di coloro che ancora, con entusiasmo, sono prigionieri dei miti sulla “debolezza” assoluta della Russia e sulla “superiorità” assoluta dell’occidente. Il mito fu costruito negli anni ’90 sotto l’influenza di Boris Eltsin e del relativo tradimento degli interessi nazionali russi. Bisogna ammettere che in quel periodo il mito era reale, se così si può dire. Ma i tempi sono cambiati e si può facilmente capire la nuova situazione. Ad esempio, prendiamo in considerazione il potenziale delle armi convenzionali di Russia e occidente nel teatro delle operazioni europeo (ETO). In questa zona in genere si ritiene che la NATO sia molto più forte della Russia. Tuttavia, un primo incontro con la realtà distrugge tale miscredenza. Come è noto, la forza d’attacco principale, il nucleo della forza combattente delle forze di terra, sono i carri armati. Al crollo dell’Unione Sovietica, le forze armate russe avevano circa 20000 carri armati nell’ETO. Gli statunitensi a loro volta schieravano 6000 carri armati Abrams sul territorio degli alleati. Nonostante ciò, la potenza combinata delle forze NATO in Europa era ancora significativamente inferiore al potenziale sovietico. Per compensare lo squilibrio gli strateghi della NATO furono costretti a ricorrere alle armi nucleari tattiche (TNW). Nella prima metà degli anni ’50, la NATO condusse una ricerca sul tipo di forze del blocco che avrebbero dovuto mostrare resistenza affidabile a una grande offensiva di terra delle superiori forze dell’ex Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. I calcoli mostrarono la necessità di almeno 96 divisioni complete per tale scopo. Tuttavia, il costo dell’armamento di ognuna di tali divisioni superava il miliardo di dollari. Inoltre, erano necessari due o tre miliardi di dollari per mantenere un così grande gruppo di truppe e costruirne infrastrutture adeguate. Tale onere chiaramente andava oltre la forza economica occidentale. La soluzione fu trovata schierando un gruppo di armi nucleari tattiche statunitensi sul continente, subito attuato. Nei primi anni ’70, l’arsenale di armi nucleari tattiche degli Stati Uniti contava circa 7000 munizioni. Il culmine fu la creazione di armi ad azione selettiva, come testate ai neutroni (per cannoni da 203 mm e 155 mm, e missili Lance) con una potenza da 1 a 10 kilotoni. Le testate erano ritenute cruciali per combattere i soldati delle forze di terra, in particolare i carristi sovietici. Dato il fattore nucleare contro l'”aggressione sovietica”, la NATO ritenne di schierare 30 invece che 96 divisioni.
Come opera tutto ciò oggi? Nei primi mesi del 2013 gli statunitensi ritirarono l’ultimo gruppo di carri armati Abrams dall’Europa. Nella NATO, negli ultimi 20 anni, ogni nuovo carro armato ne sostituiva 10-15 vecchi, ma ancora efficienti. Allo stesso tempo, la Russia non mise fuori servizio i suoi carri armati. Di conseguenza, oggi la Russia è leader assoluto in questo campo. A metà del 2014 l’arsenale del Ministero della Difesa contava ben 18177 carri armati (400 T-90, 7144 T-72B, 4744 T-80, 4000 T-64, 689 T- 62 e 1200 T-55). Naturalmente, solo poche migliaia di carri armati sono schierati in allerta permanente e la maggior parte resta nelle basi della riserva. Ma anche nella NATO. Pertanto, la superiorità decisiva dei carri armati russi non è scomparsa dai tempi dell’URSS. Ecco un’altra sorpresa, nelle armi nucleari tattiche la superiorità della moderna Russia sulla NATO è ancora più forte. Gli statunitensi ne sono ben consapevoli. Erano convinti che la Russia non sarebbe mai risorta, ma oggi è troppo tardi. Finora la NATO ha solo 260 armi nucleari tattiche nell’ETO. Gli Stati Uniti hanno 200 bombe per una potenza totale di 18 megatoni, che si trovano in sei basi aeree in Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia. La Francia ha 60 bombe atomiche, circa. La Russia, secondo stime prudenti, ha 5000 armi nucleari tattiche di diverse classi, dalle testate degli Iskander a siluri, bombe aeree e proiettili d’artiglieria! Gli Stati Uniti hanno 300 bombe tattiche B-61 sul proprio territorio, ma ciò non cambia la situazione dello squilibrio. Gli Stati Uniti non possono miglioralo, avendo distrutto l'”eredità della guerra fredda” come missili nucleari tattici, missili da crociera Tomahawk a testata nucleare a terra e sul mare.
10150755Come può la Russia, il Paese che ha perso la guerra fredda, essere superiore alla NATO militarmente? Si dovrebbe riesaminare la storia del problema per capirlo. Si ritiene che all’inizio del 1991 l’URSS avesse circa 20-22000 armi nucleari tattiche. Si trattava di testate nucleari per bombe aeree, missili tattici Luna, Tochka e Oka, armi antisommergibile della flotta, missili del sistema di difesa aerea, mine nucleari e proiettili di artiglieria nucleari delle Forze di Terra. Quest’imponente arsenale era il risultato di quarant’anni d’intensa corsa agli armamenti. Da notare che non fu la “totalitaria” URSS ad iniziare la corsa agli armamenti, ma gli Stati Uniti liberaldemocratici che iniziarono a sviluppare e testare vari tipi di armi nucleari tattiche nei primi anni ’50. Il primo esemplare di testata di tale classe fu testata da un cannone da 280mm e aveva una potenza di 15 kilotoni. La testata fu testata nel maggio del 1953. In seguito, le testate nucleari sarebbero state prodotte con dimensioni più ridotte, determinando in tal modo la creazione di testate per obici semoventi da 203 mm e 155 mm che avevano una potenza da uno a dieci kilotoni. Fino a poco prima erano nell’arsenale delle truppe statunitensi in Europa. In seguito, le Forze Armate degli Stati Uniti ricevettero i seguenti missili tattici a testata nucleare: Redstone (gittata 370 km), Corporal (125 km), Seargent (140 km), Lance (130 km) e molti altri. A metà degli anni ’60, gli Stati Uniti completarono lo sviluppo dei missili tattici Pershing-1 (740 chilometri). A sua volta, la leadership militare e politica sovietica decise che l’equipaggiamento delle forze statunitensi in Europa con armi nucleari tattiche mutasse radicalmente l’equilibrio di forze. L’URSS prese misure decisive creando e schierando altri tipi di armi nucleari tattiche sovietiche. Già nei primi anni ’60, missili tattici T-5, T-7, Luna entrarono in servizio. In seguito, l’arsenale nucleare non strategico fu ampliato con missili a medio raggio RSD-10, P-12, P-14, bombardieri a medio raggio Tu-22 e Tu-16 così come con missili tattici OTR-22, OTR-23, P-17, Tochka e artiglieria nucleare da 152mm, 203mm e 240mm, aeromobili dell’aviazione tattica Su-17, Su-24, MiG-21 e MiG-23. Da notare che la dirigenza sovietica aveva ripetutamente offerto ai capi occidentali d’avviare negoziati sulla riduzione delle armi nucleari tattiche. Eppure la NATO respinse sempre le proposte sovietiche. La situazione cambiò notevolmente solo quando l’Unione Sovitica si dissolse in conseguenza della “perestrojka” di Gorbaciov. Fu il momento in cui Washington decise di approfittarne per indebolire e disarmare il suo principale rivale geopolitico.
Nel settembre 1991, il presidente statunitense George H. Bush lanciò l’iniziativa su riduzione e persino eliminazione di alcuni tipi di armi nucleari tattiche. Gorbaciov, a sua volta, annunciò l’intenzione di ridurre radicalmente tali armi dell’URSS. Successivamente, i piani furono accelerati con la dichiarazione del presidente russo Boris Eltsin “Sulla politica della Russia per limitare e ridurre gli armamenti” del 29 gennaio 1992. La dichiarazione sottolineava che la Russia smetteva di produrre proiettili di artiglieria e testate nucleari per missili terrestri e s’impegnava a distruggere la scorta di tali armi. La Russia promise di rimuovere le armi nucleari tattiche da navi di superficie, sottomarini d’attacco ed eliminarne un terzo. Anche metà delle testate per missili antiaerei e per gli aerei doveva essere distrutta. Dopo tale riduzione, gli arsenali nucleari tattici di Russia e Stati Uniti dovevano mantenere 2500-3000 testate nucleari tattiche. Tuttavia, si scoprì il contrario. L’illusione della supremazia mondiale giocò uno scherzo crudele a Washington. Gli strateghi statunitensi ignorarono la Russia “democratica” post-URSS. Allo stesso tempo, durante la guerra del Golfo, le armi ad alta precisione degli Stati Uniti conclusero con successo diverse grandi operazioni in precedenza previste per le armi nucleari tattiche. Ciò spinse Washington a puntare tutto sul vantaggio tecnologico, portando alla creazione di armi “intelligenti” sempre più costose. Gli USA gradualmente ridussero la produzione di armi nucleari e le armi ad alta tecnologia della NATO si rivelarono assolutamente insufficienti per le grandi operazioni contro un nemico approssimativamente pari all’occidente sul piano tecnologico. Nel frattempo in Russia, gli esperti si sono affrettati a concordare sul fatto che, sullo sfondo della situazione geostrategica post-sovietica, la riduzione e l’eliminazione delle armi nucleari tattiche era inaccettabile. Dopo tutto, si tratta di armi nucleari tattiche che equilibravano universalmente le forze, privando la NATO del suo vantaggio militare. In queste circostanze, la Russia ha semplicemente preso in prestito la tesi della NATO sulla necessità di compensare la superiorità del nemico nelle armi convenzionali schierando l’arsenale nucleare tattico sul teatro delle operazioni europeo.
La situazione s’è sviluppata secondo tale scenario per oltre due decenni. L’occidente, dopo aver ignorato la Russia, riduceva i suoi carri armati e distruggeva le sue armi nucleari tattiche. La Russia, risentendo della propria debolezza, manteneva tutti i carri armati e le armi nucleari tattiche. Di conseguenza, la Russia superata l’inerzia del collasso iniziava a far rivivere la propria potenza, mentre l’occidente, cullato da dolci sogni ad occhi aperti sulla liberale “fine della storia”, castrava le sue forze armate al punto da esser buone per guerre coloniali contro nemici deboli e arretrati. L’equilibrio delle forze in Europa così cambiava in favore della Russia. Quando gli statunitensi se ne resero conto, era troppo tardi. Nel dicembre 2010, la sottosegretaria per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, Rose Gottemoeller, diede l’allarme. I russi avevano più sistemi nucleari tattici degli Stati Uniti, disse. Secondo lei, la riduzione delle armi nucleari tattiche doveva essere il passo successivo. Nel 2010, gli europei, con i ministri degli Esteri di Polonia e Svezia in prima linea, con insolenza chiesero alla Russia di costituire essa sola due zone non-nucleari, a Kaliningrad e Penisola di Kola, i territori di primo schieramento delle armi nucleari tattiche russe. Le regioni sono le principali basi delle flotte del Mar Baltico e del Nord. Nel caso della Flotta del Nord, la regione ospita le basi della maggior parte delle SNF russe. Da allora, gli statunitensi hanno ripetutamente offerto alla Russia di seguire la via sbagliata nel risolvere il “problema delle armi nucleari tattiche”. Ostinatamente insistono sul raggiungimento di un accordo per eliminare le disparità nell’arsenale delle armi nucleari tattiche. Hanno anche cercato d’imporre condizioni per l’attuazione del trattato START-3. Così, in accordo all’emendamento del senatore Lemieux (emendamento 4/S.AMDN.4908), lo START-3 entrerà in vigore dopo che i russi accetteranno di avviare i negoziati per la cosiddetta liquidazione dello squilibrio delle armi nucleari tattiche tra Russia e Stati Uniti. Il 3 febbraio 2011, Barack Obama scrisse in una lettera a diversi senatori dicendo che gli Stati Uniti avviavano i negoziati con la Russia per affrontare disparità tra armi nucleari tattiche della Federazione russa e degli Stati Uniti, riducendo il numero delle armi nucleari tattiche in modo verificabile. Purtroppo, nel 2012, Putin tornò al Cremlino e le speranze occidentali d’ingannare la Russia con un disarmo unilaterale decadevano.

1656368Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Paura di Satana: perché gli Stati Uniti sono terrorizzati dal missile russo

Rakesh Krishnan Simha RBTH 23 maggio 2014

Gli sforzi degli statunitensi contro l’SS-18 della Russia, il missile strategico più potente del mondo, sono suscitati dal timore di vivere all’ombra della paura.

1400140427_ocherednoy-rossiysko-ukrainskiy-dnepr-startuet-v-iyuneNella storia umana non c’è mai stata un arma distruttiva come il missile balistico intercontinentale (ICBM) russo SS-18. Per comprendere il vero potere di questa arma da giudizio universale, provate a paragonarla alla testata nucleare degli Stati Uniti utilizzata per cancellare Hiroshima. La bomba di Hiroshima aveva una potenza di ‘soli’ 15 chiloton (KT) o 15000 tonnellate di TNT, eppure uccise 70000 persone. In confronto, un solo SS-18 trasporta fino a 10 testate nucleari indipendenti di circa 750 KT ciascuna. Alcuni missili sono armati con una colossale testata da 20000 KT. Durante i primi anni dell’era missilistica, gli Stati Uniti superavano la Russia in tecnologia e numeri, ma dai primi anni ’70, quando l’SS-18 entrò in servizio in numero significativo, Mosca colmò il gap missilistico e iniziò ad avanzare inesorabilmente. Nel 1990 Mosca aveva una riserva di circa 40000 testate nucleari (contro le 28000 degli Stati Uniti), ma utilizzando le sole 3000 sui suoi SS-18, avrebbe spazzato via tutta la vita umana negli Stati Uniti in 30 minuti. Nome in codice Satan per la NATO, il gigantesco SS-18 pesa 209000 kg. Il missile russo altamente preciso non solo penetra e distrugge i silos missilistici statunitensi, induriti a 300 psi, ma i suoi silos sono temprati fino agli incredibili 6000 psi, rendendo il missile del tutto inespugnabile. Sorprendentemente, per un missile del suo peso e lunghezza (33 metri) può virare (spostandosi su una serie di curve a forma di S per eludere le difese antimissile) e la sua microelettronica è indurita in modo da operare anche sotto attacco nucleare. Il Satan può irrompere nei complessi missilistici strategici statunitensi attraverso le cosiddette “finestre di vulnerabilità”. La potenza spaventosa di questo missile terrorizza la leadership statunitense, costringendo rapidamente Washington al tavolo dei negoziati. Nei Strategic Arms Limitation Talks dei primi anni ’70, si decise il drastico rallentamento della corsa agli armamenti, finora incontrollabile.

Obiettivo Satan
Poiché l’SS-18 rappresentava una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, il missile fu al centro dei colloqui sugli armamenti tra le due superpotenze. Gli statunitensi si offrirono di togliere di mezzo i loro missili strategici in Europa se i russi avessero deciso profondi tagli alle loro forze missilistiche. Dei 308 silos di lancio degli SS-18 nel 1991, Mosca li ridusse a 154, secondo il trattato START I. START II eliminava tutti i missili SS-18, ma non entrò in vigore e i missili rimasero in servizio. Dal punto di vista della Russia il ritardo si dimostrò una fortuna. Mentre le relazioni con gli Stati Uniti si tesero per l’espansione della NATO sempre più vicina ai confini della Russia, Mosca decise di mantenere le sue superarmi. Ora che il finto romanticismo Russia-USA del 1991 è un lontano ricordo, è abbastanza chiaro al Cremlino che gli ICBM nei silos principali sono decisivi per avere una deterrenza. Ora con un improvviso tuffo nel passato, l’SS-18 è tornato alla ribalta, coinvolto nella guerra delle sanzioni. In risposta alla vaste sanzioni statunitensi, portando Mosca ad annunciare di voler sospendere la vendita di motori a razzo agli Stati Uniti, se tali motori venissero utilizzati per scopi militari, alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno proposto una mossa pericolosa.
I deputati degli Stati Uniti vogliono che il loro governo avvii i colloqui con il governo ucraino per por termine alla cooperazione tra Kiev e Mosca sulla manutenzione degli SS-18. Gli statunitensi potrebbero avere una brutta sorpresa. Il missile è prodotto dal complesso industriale militare Juzhnoe Design Bureau dell’Ucraina, ma la Federation of American Scientist dice, “le imprese russe provvedono alla manutenzione degli SS-18 attualmente nell’arsenale”. Anche se gli ucraini sono coinvolti nella manutenzione di alcuni missili strategici russi, gli Stati Uniti non possono influenzare ciò di molto. Viktor Esin, l’ex-capo di Stato Maggiore del Comando missilistico strategico della Russia, ha detto a Nezavisimaja Gazeta che l’impresa ucraina “esiste principalmente grazie al denaro della Russia versato per la manutenzione fornita” al sistema missilistico. “Questi legami economici sono importanti, indipendentemente da chi sia al potere in Ucraina. E non credo che questo accordo intergovernativo sarà revocato“. In ogni caso, cercare di rovesciare la difesa missilistica strategica della Russia sarebbe un buon esempio di hara-kiri della civiltà. Gli Stati Uniti giocano alla roulette nucleare, senza badare alla capacità di reazione del Cremlino.

181825033Perché gli Stati Uniti non devono preoccuparsi
Sembra che l’acuta campagna contro gli SS-18 a Washington sia principalmente dovuta alle paure ataviche degli statunitensi sull’arma del giorno del giudizio che, frustrante, non è in loro controllo ma in possesso del rivale. Nel 21° secolo, quando la Russia non è più un nemico mortale, tali paure sono infondate. Un rapporto del dipartimento della Difesa (DOD) sulle forze nucleari russe, stilato in coordinamento con il direttore della National Intelligence, dice che anche il peggiore scenario di un primo attacco russo avrebbe “poco o nessun effetto” sulla capacità di ritorsione degli Stati Uniti. Il rapporto conclude che la Russia “non potrebbe avere un vantaggio militare significativo da qualsiasi espansione plausibile delle proprie forze nucleari strategiche, anche in caso di rottura o abbandono del nuovo trattato START“. Il Congresso degli Stati Uniti sembra intensificare la retorica perché semplicemente male informato, ignorante e profondamente grossolano.

Satan vive
Nel frattempo, 50 anni dopo la sua prima adozione, l’SS-18 è pronto come sempre. Mentre le forze missilistiche strategiche della Russia riceveranno più di 400 nuovi missili in 10 anni, nell’ambito del programma di modernizzazione, Satan sembra destinato a sopravvivere facilmente fino al 2040 grazie agli aggiornamenti. Strategy Page riferisce: “La maggior parte dei lanci di prova negli ultimi dieci anni ha avuto successo, e altri test di controllo di qualità sono stati positivi. Nonostante il crollo post-Guerra Fredda dei militari russi, finanze e personale di qualità continuano ad andare alle forze missilistiche, l’estrema difesa della nazione più grande del pianeta“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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