Sarmat: Il missile che potrebbe impedire la Terza Guerra Mondiale

Rakesh Krishnan Simha, RBTH 28 novembre 2016

In grado di spazzare via una superficie grande come il Texas o la Francia, il nuovo missile balistico della Russia migliorerà considerevolmente la deterrenza, e impedirà l’avventurismo degli USA nel cortile di Mosca.rs-28-sarmat-russian-missile-satan-1Il nuovo missile balistico con una potenza distruttiva 2000 volte superiore alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki viene testato in prossimità degli Urali prima di entrare in servizio nelle Forze strategiche russe. Armato di 10 testate a rientro indipendente e numerosi inganni, un solo missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat può eliminare la vita umana in un’area grande quanto il Texas, secondo uno scrittore statunitense. Il colosso da 100 tonnellate fa dello statunitense Minuteman uno “stuzzicadenti a razzo”. In via di sviluppo dal 2011, l’esistenza del Sarmat fu confermata quando la prima immagine venne declassificata nell’ottobre 2016. Il missile è già una parola che spaventa i media occidentali. Il Daily Mail ha suscitato panico tra i lettori con un articolo secondo cui il nuovo missile russo potrà distruggere l’Inghilterra e il Galles in un colpo. Il New York Post l’ha descritto come il “diavolo sotto mentite spoglie”. I media occidentali, per una volta, hanno ragione. Il Sarmat è il derivato dell’SS-18 Satan, nome in codice NATO del 50enne missile RS-36, attualmente il più potente missile esistente. Il Sarmat non solo ha caratteristiche furtive ma può volare su grandi distanze, oltre 11000 chilometri, sorvolando polo nord e polo sud, creando enorme incertezza nel nemico. Queste caratteristiche lo rendono un’arma da deterrenza strategica estremamente utile. Secondo il Viceministro della Difesa russo per gli Armamenti Jurij Borisov, il nuovo missile sarà operativo già nel 2018. Attualmente il missile viene testato per il “lancio” a freddo. È la prima fase dei test del missile, durante cui l’enorme Sarmat viene espulso dal silo mediante gas compresso, prima di accendere il motore a razzo a diversi metri dal suolo. Il lancio a freddo del missile permette che lo scarico del getto non danneggi il silo missilistico.

Non esiste una cosa come troppa potenza
L’attuale peso massimo, l’SS-18, sarà un progetto di oltre cinquant’anni, ma può infliggere un potentissimo colpo, dal potere distruttivo superiore a un migliaio di armi nucleari tipo Hiroshima, ponendo fine alla vita umana in un’area grande quanto Gran Bretagna o Stato di New York. In questo contesto, l’assai più potente Sarmat potrebbe sembrare eccessivo, ma non è così. L’arsenale di missili balistici intercontinentali della Russia attualmente non può essere intercettato dai sistemi antimissili balistici (ABM) degli USA, ma in futuro questi missili mortali potrebbero non essere imbattibili. Attualmente, la deterrenza strategica si basa sulla distruzione reciproca assicurata, o MAD, in cui entrambe le parti sanno che saranno distrutte in caso di scambio nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno dichiarato l’intenzione di annullare il MAD con il Prompt Global Strike (PGS), un piano del Pentagono per sviluppare un sistema d’attacco aereo intelligente convenzionale capace di colpire in tutto il mondo nel giro di un’ora, similmente agli ICBM nucleari. Il Sarmat sarà la risposta efficace al PGS così come alla difesa missilistica degli Stati Uniti in prossimità delle frontiere della Russia, come ad esempio nei Paesi baltici, Romania, Polonia e Corea del Sud.2Fatto: sconvolgi e terrorizza
Borisov ha rivelato che il Sarmat è un’arma di quinta generazione più avanzata degli ICBM della generazione precedente. La velocità del missile è di 6,7 km al secondo (circa 25000 km all’ora), permettendo così di colpire obiettivi negli Stati Uniti continentali in meno di 30 minuti. Mentre l’SS-18 può cavalcare il vento (formando una serie di curve a S per eludere le difese antimissile) solo in alcune fasi del volo, il nuovo missile manovra sempre, quindi è quasi impossibile per i sistemi di difesa missilistica abbatterlo. Lo sviluppo del Sarmat avviene in sincronia con il Proekt 4202, un velivolo ipersonico che si prevede di attivare tra il 2020 e il 2025. Ciò significa che invece di testate a gravità trasportate dagli ICBM, le testate multiple del Sarmat accelereranno sull’obiettivo a un velocità 7/12 volte superiore a quella del suono. Molto semplicemente, il Sarmat è la risposta della Russia alla minaccia dei sistemi di difesa missilistica progettati dagli Stati Uniti per minare l’equilibrio strategico globale.

Mantenere le polveri asciutte
Nella prima parte del secolo scorso, lo scrittore e storico Will Durant scrisse: “Una nazione deve amare la pace, ma mantenere le polveri asciutte“. La Russia non può seguire l’interventismo degli statunitensi, ma Mosca ha bisogno di forze armate moderne più che mai dalla fine della guerra fredda. Non può permettersi d’ignorare i progressi nella tecnologia ABM degli USA, e neanche i suoi missili meno recenti che cominciano ad invecchiare. Igor Sutjagin, esperto della potenza nucleare russa del Royal United Services Institute di Londra, dice: “L’SS-18 ha più di 30 anni. Ha superato l’operatività prevista, quindi anche se avesse rapporti più stretti con la NATO, la Russia vorrà aggiornare i missili. Ma (il Presidente Vladimir) Putin, naturalmente, è felice che ciò appaia come mossa aggressiva, volendo sottolinearne imprevedibilità ed importanza”. Come disse Stephen J. Cimbala ne ‘L’esercito russo nel XXI secolo“, durante la guerra fredda i capi statunitensi erano “quasi eroicamente incapaci” a capire il comportamento russo. In una intervista di quei giorni, Putin ricordava l’imprevedibilità del governo russo.

Indebolimento delle difese degli USA
L’insistenza russa su una potenza di megatoni è un retaggio della dottrina militare sovietica ed è corretta. In un rapporto dell’US Army War College dal titolo ‘L’impatto delle minacce missilistiche sull’affidabilità delle basi d’oltremare’, Joel Wuthnow scrive che i missili sono interessanti strumenti coercitivi per due ragioni: “In primo luogo, i missili possono influenzare le decisioni politiche degli USA minacciando o causando vittime in massa all’estero o in patria. L’idea è che le pressioni interne per evitare o minimizzare le perdite possano spingere un presidente degli Stati Uniti a ripensare l’impiego della forza. In secondo luogo, i missili possono essere sfruttati contro gli Stati che ospitano truppe o che pensano di concedere accesso agli Stati Uniti. Le nazioni ospiti possono essere costrette con le minacce o vere vittime e/o danni economici“. Per Mosca, l’arsenale di missili balistici è fondamentale visto l’incessante avventurismo degli USA presso la Russia e in altri teatri. Le armi nucleari possono essere utilizzate per disperdere le forze NATO prima che possano organizzare l’invasione, diciamo, dell’Ucraina. Ciò costerebbe caro all’interventismo militare degli Stati Uniti. Nel corso di un’udienza al sottocomitato sulle minacce emergenti del Comitato per le forze armate del Senato, tenutasi il 5 marzo 1999, l’ex-Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force Ronald Fogleman disse, “Attacchi di saturazione con missili balistici contro forze sulle coste, porti, depositi e aree di raccolta potrebbero rendere estremamente costoso proiettare le forze statunitensi in un teatro, tanto meno effettuare operazioni per sconfiggere un aggressore ben armato. Semplicemente la minaccia di tali attacchi missilistici del nemico potrebbe scoraggiare i partner della coalizione degli Stati Uniti e dal rispondere all’aggressione“. Anche se gli Stati Uniti pompano miliardi nel progetto PGS, potrebbe rivelarsi l’ennesimo disastro in stile Star Wars, destinato a fallire contro una pioggia di missili balistici intercontinentali russi. Christopher J. Bowie scrive in ‘La minaccia d’interdizione e basi aeree di teatro’ che l’aggiornamento delle armi offensive schierate è più facile di quello delle armi difensive. Per esempio, le future forze missilistiche saranno caratterizzare da inganni o contromisure, e possono essere rivestite di materiali radar-ablativi. Queste sono appunto le caratteristiche che il Sarmat avrà. Il massiccio peso al lancio potrebbe consentire decine di testate d’inganno, ognuna delle quali i radar degli Stati Uniti dovranno affrontare mentre monitorano anche le testate reali in volo sui centri abitati degli Stati Uniti. Il risultato: il Sarmat violerà la difesa statunitense. Come spiega Bowie, indipendentemente dalla raffinatezza della difesa, un avversario armato con un numero “minimo” di missili potrà sopraffare le difese, una preoccupazione aggravata dalla crescente letalità delle singole testate. Anche se in futuro le difese attive non costituiranno un’inutile “Linea Maginot degli USA”, la minaccia “stresserà significativamente le difese aeree“. In questo contesto, l’ICBM Sarmat minaccia di creare una tale vulnerabilità negli, esistenti o concepibili, scudi antimissilisi che proteggano le città occidentali. La potenza apocalittica del Sarmat potrà ironicamente preservare la pace nei prossimi decenni, ed impedire la terza guerra mondiale.sarmat-7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia testa il nuovo sistema strategico mobile

Il presidente Trump può impedire una nuova corsa agli armamenti
Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 24 /11/2016

bjrk_301214-tGli Stati Uniti rimuginano una profonda revisione della triade nucleare. L’Air Force lavora ad una nuova versione del missile intercontinentale balistico (ICBM) e al programma Long Range Strike-Bomber (LRS-B). La Navy studia i piani per sostituire i sottomarini classe Ohio. Secondo il Centro di valutazioni e bilancio strategici, i piani per aggiornare la triade nucleare costeranno più di 700 miliardi di dollari nei prossimi 25 anni. L’ex-segretario alla Difesa William Perry ha avvertito che gli Stati Uniti sono “sull’orlo” di una nuova corsa agli armamenti nucleari, elevando il rischio di un’apocalisse nucleare come nella Guerra Fredda. Mosca non ha altra scelta che rispondere. La Russia ha condotto con successo il primo test del missile balistico intercontinentale (ICBM) progettato per il futuro sistema strategico nucleare offensivo ferroviario Barguzin. Si trattava dell’“eiezione” del missile dal contenitore di lancio. Le prove sono state effettuate presso il cosmodromo di Plesetsk, due settimane fa, aprendo la via ad ulteriori prove da effettuare nel 2017. Il Colonnello-Generale Sergej Karakaev, comandante delle Forze missilistiche strategiche della Russia, ha detto ai giornalisti che il nuovo sistema missilistico ferroviario sarò pronto nei primi mesi del 2017. In precedenza, Jurij Solomonov, capo-progettista dell’Istituto di Tecnologia Termica di Mosca (MITT), promise che il primo test di espulsione si sarebbe avuto “all’inizio del quarto trimestre del 2016”. I primi cinque sistemi ferroviari Barguzin diverrebbero operativi entro il 2020, rimanendo in servizio fino al 2040. Mosca ha intenzione di schierare cinque treni Barguzin nel 2019. Ogni treno Barguzin trasporterà sei ICBM RS-24 Jars pronti a lancio in pochi minuti. La gittata dei missili è di 11000 km, con almeno 4 testate MIRV da 150-250 kiloton. La velocità è superiore a Mach 20 (24500 km/h o 6806 m/s). Il sistema di guida è inerziale e via GLONASS. La precisione è di 150-200 m. Camuffata da treno merci, la piattaforma mobile non può essere individuata da satellite o sorveglianza elettronica. Va ricordato che le ferrovie russe sono le seconde più lunghe del mondo. In generale, il sistema di combattimento può percorrere 1000 chilometri al giorno, ed è estremamente difficile individuarlo. Con i relativamente leggeri missili Jars a bordo, non ci saranno le firme rivelatrici delle locomotive dei vecchi sistemi ferroviari, dismessi nel 2005. Il sistema è stato creato in risposta alla difesa antimissile balistico della NATO (BMD), che può lanciare missili da crociera a lungo raggio Tomahawk, oltre a missili intercettori. Il dispiegamento del sistema è anche la risposta al concetto Prompt Global Strike (PGS) degli USA, che prevede la capacità di attacco convenzionale di precisione su qualsiasi obiettivo nel mondo entro un’ora, usando armi ipersoniche. BMD e PGS sono considerati destabilizzanti dalla Russia. Il Barguzin è una risposta che non viola le disposizioni del nuovo trattato START del 2010. Vi è un altro importante rafforzamento del deterrente strategico nucleare russo. L’ottavo sottomarino a propulsione nucleare Knjaz Pozharskij, della classe Borej, sarà impostato nel cantiere Sevmash nella città di Severodvinsk, il 23 dicembre. Il Knjaz Pozharskij sarà l’ultimo degli otto sottomarini classe Borej e il quinto della versione avanzata Borej-A. Il sottomarino trasporta 16 missili balistici intercontinentali Bulava. Un missile MIRVizzato con 6 veicoli di rientro dalla potenza di 150 kiloton ciascuno e dalla gittata di 8300 km. Questi sviluppi ricordano che Russia e Stati Uniti, le due nazioni che rappresentano oltre il 90% della potenza nucleare strategico mondiale, devono prendere una decisione molto importante sul futuro del controllo degli armamenti. Il nuovo Trattato START scade nel 2021 senza prospettive per un nuovo accordo. Il Presidente Putin e il Presidente Trump devono correggere la situazione. Vi sono molte cose che complicano un problema già complesso: il futuro del Trattato INF, la superiorità d’attacco convenzionale degli USA, le armi tattiche della NATO (B61-12) in grado di colpire il territorio russo come le armi strategiche, il rifiuto degli altri Stati nucleari ad aderire al processo di controllo degli armamenti, sono noti.
Da quando gli Stati Uniti si ritirarono dal Trattato ABM, la difesa antimissile balistico è diventata il principale ostacolo a un accordo. La capacità BMD renderebbe il deterrente russo meno credibile, perché gli Stati Uniti potrebbero degradare la capacità di rappresaglia del secondo colpo russo. Il nuovo START menziona l’interazione tra armi offensive e difesa, ma non contiene limitazioni. Senza dubbio, la Russia solleverà la questione quale prerequisito a qualsiasi discussione sul controllo degli armamenti. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà pensare a lungo e molto se procedere con tale sistema altamente destabilizzante, che può rovinare i futuri sforzi per accordarsi. Gli Stati Uniti hanno una riserva di testate inattive da poter rendere operative entro 6-24 mesi. Le testate da aggiornare possono essere attivate da 24 a 60 mesi. E conserva parte di tale funzionalità per i propri vettori strategici. Questo è un problema che il nuovo START non affronta. Nel 2002 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM creando un precedente, essendo la prima volta che una superpotenza si ritirava da un accordo sul controllo degli armamenti. E se gli Stati Uniti decidono di ritirarsi dal nuovo START o da qualsiasi altro trattato con la Russia? Se accadesse potranno riattivare sui missili le testate depositate (capacità di riarmo), e costruirsi un potenziale strategico da diverse migliaia di testate in qualche mese. Le apprensioni della Russia sono giustificate. La nuova amministrazione degli Stati Uniti considererà le preoccupazioni dell’altra parte? Secondo le disposizioni, il nuovo trattato START può essere esteso per 5 anni, ma dal punto di vista della Russia ci sono preoccupazioni che dovrebbero essere prese in considerazione prima che il problema arrivi all’agenda del controllo degli armamenti. Con i militari russi e statunitensi che non hanno contatti regolari, vi è il pericolo di incidenti, un altro problema che le due nazioni affrontano.
Entrando in carica il 20 gennaio, Donald Trump erediterà la crisi nelle relazioni Russia-Stati Uniti e le crescenti tensioni nucleari e il futuro incerto sul controllo degli armamenti. Trump ha detto molte cose positive e vi è motivo di sperare nel progresso su questioni come la Siria, per esempio. E’ logico aspettarsi che l’attuale flessione del rapporto bilaterale s’inverta. Ma finora nulla è stato detto da Donald Trump e dalla sua squadra sul rilancio della cooperazione nucleare. Forse gli accordi vincolanti sui sistemi BMD o le limitazioni esistenti ed emergenti sulle armi offensive convenzionali a lungo raggio e la riduzione delle armi nucleari di teatro, potranno contribuire a compiere progressi graduali. “Il rischio di un conflitto nucleare sarebbe superiore oggi rispetto agli anni 1980”, avverte Andrew Kuchins, esperto di Russia presso la Georgetown University di Washington ed ex-capo del Carnegie Moscow Center, in una prossima relazione sui rapporti USA-Russia. “Purtroppo, società ed istituzioni politiche… sembrano inconsapevoli che tale minaccia esistenziale possa veramente ritornare”. Ci sarà cooperazione in alcuni settori di reciproco interesse, ma alcuna inversione da una crisi pericolosa senza progressi sul controllo degli armamenti. Con la nuova amministrazione statunitense sarebbe opportuno per gli esperti prendere il toro per le corna ed iniziare le discussioni. Con la vittoria di Trump c’è una possibilità che non va persa.f1406c28eda1d71a2da51894bd344d2eLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia ha testato il suo primo missile ipersonico

Pravda 29 ottobre 2016

59134Il 25 ottobre il velivolo ipersonico chiamato “dispositivo 4202” o “15U71” superava il test di lancio nel distretto Dombar (regione di Orenburg) centrando il poligono di Kura in Kamchatka. Equipaggiamento, avionica e sistema di controllo del volo del velivolo erano di fabbricazione russa. Secondo il periodico Izvestija, quando l’unità raggiunse la tangenza massima, la velocità passava a 15 Mach, cioè a 7 km/sec. L’arma è destinata ai nuovi missili balistici intercontinentali, sostituendo le testate convenzionali. Il “4202” entra in regime operativo a una quota di 100 km, sganciandosi dal missile vettore per volare a una velocità di 5-7 km/sec. Prima di entrare nell’atmosfera e puntare sul bersaglio, il missile ipersonico esegue una manovra complessa per contrastare la difesa antimissile.
Si noti che il progetto “Albatros” nacque negli anni ’80, durante l’era sovietica, per contrastare il nuovo concetto delle Star Wars. Tuttavia, il programma fu chiuso per difficoltà tecniche. Negli anni ’90, l’unità di ricerca e produzione dei macchinari e degli utensili riprese i lavori, modificando il nome in codice in “4202”. Secondo le fonti, di Roscosmos, i recenti successi furono preceduti da un lungo e costoso programma di sostituzione delle parti importate organizzandone la produzione nazionale. Si è abbandonato il sistema di guida prodotto a Kharkov (Ucraina) e certe componenti. Il successo ottenuto autorizza l’avvio del programma dei test. Secondo Dmitrij Kornev, redattore capo della pagina web MilitaryRussia, fin dall’origine il “4202” aveva poche componenti importate. Ma il sistema di guida, pietra angolare di qualsiasi avionica responsabile delle manovre ipersoniche e del puntamento, era di produzione ucraina. Nel 2014 l’unità di ricerca e produzione delle macchine utensili avviò la produzione del nuovo sistema per sostituire quello importato. E’ probabile che le prime prove risalgano al 2015, ma furono senza successo. Tuttavia, il 25 ottobre è stato raggiunto il successo. Recentemente, Pravda ha scritto sulle armi ipersoniche da sviluppare entro il 2020 e dello sviluppo dei sistemi di difesa aerea per abbattere ogni possibile bersaglio, aereo o drone, a qualsiasi quota. Quindi l’unico metodo è creare mezzi più veloci dei missili intercettori. Ecco perché i Paesi più avanzati tecnicamente, Russia, Stati Uniti e Cina, hanno iniziato a testare velivoli ipersonici di diverse tipologie e specializzazioni. La gara tra “scudo e la spada” iniziava.
La Cina, già il 9 gennaio 2015 testava l’aliante ipersonico WU-14 lanciato nello spazio con un missile balistico intercontinentale. L’aliante si sganciava dal vettore e raggiungeva una velocità di Mach 10, vale a dire 12,3 chilometri all’ora, puntando sul bersaglio. I moderni sistemi di sorveglianza e difesa aerea non possono fermare un missile di questo tipo. Così la Cina è diventata il terzo Paese dopo Russia e Stati Uniti a controllare la tecnologia ipersonica. In altre parole, i cinesi hanno creato una testata con ali a freccia che può effettuare manovre rimanendo invulnerabile. Ma il velivolo cinese non ha propulsori, classificandosi automaticamente “arma dei poveri”. La Russia lavora su velivoli ipersonici con propulsori “ramjet” da lanciare da piattaforme fisse, mobili, navali e aeree.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo scudo antimissile non può salvare gli Stati Uniti

Ma può permetterne il primo colpo nucleare
Tsargrad TV 13 ottobre 2016 – Russia Insiderrussia-missileI tamburi della terza guerra mondiale battono più forte. Al forum di sicurezza di Pechino, i rappresentanti degli Stati Maggiori di Russia e Cina, Viktor Poznikhir e Cai Yingting, dichiaravano che i piani statunitensi per creare il sistema di difesa missilistica minacciano la sicurezza di entrambi i Paesi, riferendosi allo sviluppo del sistema ABM che può creare l’illusione della “sicurezza” e incoraggiare i falchi statunitensi ad atti di aggressione. Prima, la mutua distruzione assicurata scoraggiava le due superpotenze dalla guerra nucleare. Ora il falso senso di sicurezza può giocare un brutto tiro ai capi degli Stati Uniti. In realtà, il sistema ABM statunitense non può proteggere il Paese da un attacco nucleare russo, e nuovi vettori lo renderanno presto completamente inutile. La seconda questione è se tutti gli elementi del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti siano difensivi.

Accecare il nemico
L’ultima generazione di missili balistici intercontinentali russi è dotato di sistemi “anti-scudo” di terza generazione. Ad esempio, il sistema Terek può lanciare falsi bersagli per i sensori infrarossi dei missili antibalistici, che riproduce la “firma” delle testate nucleari indipendenti che rientrano nell’atmosfera. Il sistema Terek è programmato per rispondere quando un missile balistico raggiunge il raggio dei missili antibalistici del nemico. Per accecare gli intercettori via infrarossi e radar del nemico quando si trovano in orbita, i missili balistici russi hanno anche trasmettitori a microonde ad alta potenza. Naturalmente, lo scudo antimissile degli USA potrà intercettare alcuni missili. Tuttavia, Poznikhir ha lasciato intendere che la Russia risponderà alla modernizzazione dell’antimissile degli Stati Uniti.

Il Tallone d’Achille degli Stati Uniti
Il punto chiave dello scudo antimissile degli Stati Uniti è poter colpire il bersaglio manovrando nella mesosfera (35000-80000 m) in volo ipersonico, cioè ad una velocità di oltre Mach 5. Un altro punto chiave è che, di regola, i missili balistici suborbitali a propellente solido non sono progettati per distruggere bersagli mobili. Il nemico utilizzerebbe tre tipi di missili nei sistemi ABM: SM-3 Block-1b (gittata di 150-500 km), THAAD (80-150 km) e SR19 (100-300 km), progettati per distruggere i missili balistici nemici in diverse fasi di approccio. Inoltre, il missile più pesante, l’SM-3 Block-1b vola alla velocità più bassa, ma i missili balistici che volano a quote inferiori ai 35000 m entrano nel raggio del MIM-104 Patriot.

Ipersonico contro ABM
Lo sviluppo di armi ipersoniche da parte della Russia, rende lo scudo antimissile degli Stati Uniti inutile. Il missile da crociera ipersonico 3M22 Tzirkon può accelerare fino a 6500 chilometri orari, divenendo indistruttibile. Questi sistemi sono volti a distruggere portaerei e il sistema Aegis degli USA. Inoltre, la Russia ha testato l’aliante ipersonico Ju-71, che può volare a 11200-12500 km/h a quote orbitali. La manovrabilità del velivolo non lascia ai sistemi di difesa antimissile degli Stati Uniti alcuna possibilità. Si prevede che entro il 2020 la sperimentazione delle nuove armi sarà completata. A sua volta, la Cina sviluppa velivoli ipersonici, soprattutto il velivolo ipersonico DF-ZF, testato dal 2014 e dalle caratteristiche simili al Falcon Project della DARPA statunitense e ai similari russi. Portando la corsa agli armamenti al livello ipersonico, e sviluppando questo tipo di armi, si rendono i sistemi di difesa antimissile convenzionali inutili.

ABM come segnale di una grande guerra
Ci sono ancora più irregolarità nello schieramento dei nuovi scudi antimissile. Nessuno crede che siano volti contro Iran e Corea democratica. E lo schieramento dei sistemi di difesa antimissile degli Stati Uniti in Polonia e Romania contraddice l’idea del probabile attacco nucleare. La traiettoria più breve di un missile balistico lanciato dal territorio russo verso gli Stati Uniti è di 9000 km, sul Polo Nord. Ciò significa che se la Russia colpisse gli Stati Uniti, lo scudo antimissile in Polonia e Romania non ne salverebbe la popolazione. Naturalmente, l’occidente direbbe che protegge l’Europa dai “russi cattivi”, ma pianificava tali sistemi molto prima dell’attuale aggravarsi delle relazioni russo-europee. Nel 2006 ciò riguardava la protezione degli Stati Uniti. Ho l’impressione che allora oltre Atlantico iniziassero a prepararsi ad una guerra europea. Anche se si dice che gli elementi dello scudo antimissile statunitense in Corea del Sud siano diretti contro la Repubblica democratica popolare di Corea, in realtà punterebbero a Russia e Cina.

Tomahawk sotto il pretesto dell’ABM
E’ strano che i missili SM-3 Block-1b, che dovrebbero essere schierati nella prima base ABM degli USA in Europa, a Deveselu, abbiano dimensioni simili ai BGM-109G Tomahawk con testata nucleare. Si confronti: SM-3 Block-1b: peso – 1500 kg, lunghezza – 6,6 m, diametro – 34 cm. BGM-109G Tomahawk: peso – 1500 kg, lunghezza – 6,6 m, diametro – 34 cm. Ogni missile viene consegnato in una scatola metallica inserita in cellule di lancio sigillate. I contenitori Mk-14 dei missili da crociera Tomahawk hanno le stesse dimensioni dei Mk-21 dei missili anti-balistici. Tenendo conto che i funzionari rumeni non sono ammessi nella base, il dispiegamento di missili da crociera Tomahawk con testate nucleari, con il pretesto dei missili antimissile, sembra assai probabile. Confermando le informazioni sulle testate nucleari della base aerea di Incirlik spostate a Deveselu dopo il fallito colpo di Stato in Turchia. Si ricordi che armi nucleari degli Stati Uniti come la B61, vi erano conservate. I missili BGM-109G Tomahawk possono essere equipaggiati con testate nucleari W84, una versione della testata W85 installata sulle bombe B-61, già presenti ad Incirlik. Le due testate hanno dimensioni simili, il che significa che le testate “turche” possono essere installate sui missili in Romania puntati su Mosca.yars

Tre missili balistici lanciati in un giorno
Russian Forces

158148510Ottobre è il momento in cui le forze russe conducono le maggiori esercitazioni annuali e quasi sempre con molteplici lanci di missili balistici. L’anno scorso l’esercitazione ebbe luogo il 30 ottobre. Quest’anno non c’è stato alcun annuncio ufficiale dell’esercitazione, però. Il primo lancio fu quello di un missile R-29R (SS-N-18) dal sottomarino Svjatoj Georgij Pobedonosets della classe Proekt 667BDR (Delta III). Il sottomarino era nel Mare di Okhotsk, quindi le testate giunsero nel poligono di Chizha nella Penisola di Kanin. Il Svjatoj Georgij Pobedonosets era molto attivo in quei giorni, nonostante l’età è ancora attivo nel pattugliamento armato ed ha condotto una serie di lanci negli ultimi anni, l’ultimo nel 2013. Nel 2014 e 2015 un altro sottomarino Proekt 667BDR, il Podolsk, veniva utilizzato nelle esercitazioni. Un altro SLBM, la versione Sineva dell’R-29RM, veniva lanciato dal sottomarino Proekt 667BDRM Novomoskovsk, nel Mare di Barents, e la testata raggiunse l’obiettivo nel poligono di Kura. Il Novomoskovsk è tornato in servizio dopo una revisione nel 2012 e non aveva lanciato ancora un missile. Infine il lancio dell’ICBM Topol (SS-25) da Plesetsk. Il missile è stato lanciato verso il poligono di Kura. Era il secondo lancio di un Topol in due mesi, il precedente avvenne a settembre. Ufficialmente, il lancio fu effettuato “per confermare l’estensione operativa del missile”. Se è così, era uno dei due lanci per prorogarne l’operatività promessi da Karakaev nel 2016. Nel 2014 l’operatività del Topol fu estesa a 26 anni.

I piani di guerra della Russia in caso di conflitto totale
In caso di guerra, il potere sarà consegnato ai comandanti delle regioni militari
Colonel CassadRussia Insider

—електорное совещание ћинобороны –‘ в ћосквеIn tempo di guerra, governatori, governi regionali, repubbliche autonome e città importanti, uffici regionali degli affari interni, Ministero delle Situazioni di Emergenza e Servizio di Sicurezza Federale, nonché unità della Guardia russa saranno controllati dai comandanti militari regionali del Ministero della Difesa russo. I nuovi sistemi di amministrazione militare sono stati ispezionati nel corso delle esercitazioni nel Caucaso, affermano le Izvestija. “Durante le esercitazioni strategiche dello Stato Maggiore delle Forze armate russe Caucaso-2016, il Ministero della Difesa ha testato l’efficacia dei comandi regionali militari“, secondo una fonte del Ministero della Difesa. “La cooperazione con i governi locali era uno dei principali elementi delle manovre, che nel complesso hanno avuto successo“. Attualmente si studiano modifiche legislative per consentire un regime di emergenza militare, la mobilitazione di cittadini, imprese e fabbriche, e la difesa (protezione di impianti industriali, militari e sociali da ostilità e prevenzione del disordine sociale). In precedenza, in caso di guerra, ogni reparto locale e governo regionale era responsabile soltanto dei propri compiti in collaborazione con il Ministero della Difesa. Ora tutto il potere sarà esercitato dai militari che organizzeranno e dirigeranno le autorità locali e le forze dell’ordine. Secondo le Izvestija, il Ministero della Difesa russo era soddisfatto dalle esercitazioni di comando dei governi e governatori delle regioni di Stavropol, Inguscezia, Crimea e Sebastopoli.
In tempo di guerra, ciascuna delle cinque regioni militari sarà divisa tra Comando Operazioni e Strategico, e Comando Militare in tempo di guerra. Il primo sovrintende a reggimenti, divisioni, brigate ed armate e condurrà le operazioni militari. Il Comando militare in tempo di guerra dirigerà l’emergenza militare ed organizzerà mobilitazione e difesa del territorio. Ogni regione militare dirige anche il personale della difesa, compresi i governi locali, ordinando le mansioni del personale, controllandone l’operato e rispondendo a situazioni impreviste. La nuova struttura militare si basa sul “Piano di difesa della Federazione Russa 2016-2020” del novembre 2015, in cui il Presidente Putin ordinava a ministeri e dipartimenti di preparare i documenti necessari. Come molti alti funzionari hanno detto alle Izvestija, il Ministero della Difesa si occuperà dei diciannove compiti previsti dall’articolo 7 della Costituzione federale sulle emergenze militari, volti a respingere o impedire qualsiasi aggressione alla Federazione Russa. Oltre a mobilitazione e richiamo, queste attività includono mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza, speciali procedure operative per l’industria e i trasporti, sequestro di beni di organizzazioni e cittadini per la difesa nazionale, sospensione delle attività politiche, propaganda ed informazione. “In precedenza, questi diciannove compiti erano suddivisi tra governi federale e locali”, afferma l’esperto militare Vladislav Shulga alle Izvestija. “Ma non c’era coordinamento in generale in tempo di pace o di guerra. Ora il comando militare regionale pianifica il regime in caso di guerra sotto la propria direzione”.
Commento: Questi cambiamenti sono logici, tenendo conto della necessità delle grandi esercitazioni militari e della protezione civile e dell’inventario dei rifugi. A quanto pare, le autorità non escludono una guerra con la Russia. Finora, ispezioni e preparativi erano destinati a un ipotetico confronto militare con Stati Uniti e NATO, nel qual caso la Russia dichiarerà l’emergenza militare completa. Vista la storia, si prenderanno in prestito alcune cose dall’esperienza sovietica, adattandole alla realtà di oggi (sicurezza informatica, dell’informazione, controllo della rete, ecc). La situazione attuale dimostra la validità di un esercito puramente volontario. Tuttavia, in caso di conflitto con la NATO, si dovrà istituire un piano. L’esercito professionale basta in tempo di pace, ma va aumentato con la mobilitazione se scoppiasse la guerra (i governatori saranno personalmente responsabili della mobilitazione quando i leader militari regionali dichiareranno lo stato di emergenza). Nel complesso, vi è una seria preparazione in corso. Che ciò si attivi dipende dal corso della guerra in Siria e in Ucraina.russian-nuclear-silo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Alzando la posta: Putin risponde alla minaccia nucleare degli USA con un ultimatum

Rostislav Ishenko, RIA Novosti, 5 ottobre 2016 – Fort Russ0_hdd4dhtiudeiyr_dIn seguito al decreto del Presidente della Federazione russa sulla sospensione degli accordi con gli Stati Uniti sulla cessione di plutonio per uso militare e la presentazione del disegno di legge corrispondente alla Duma di Stato, controversie sono esplose sui media se ciò sia collegato alla rottura della trattativa sulla Siria. Il secondo passo è una domanda: Perché la Russia reagisce anni dopo aver saputo che gli Stati Uniti non adempivano all’accordo? Alcuni esperti nucleari sostengono che l’accordo era oggettivamente vantaggioso per la Russia. Forse. Non sono un esperto in questo campo ed è difficile dire quale fosse l’obiettivo. Inoltre, ciò che è vantaggioso dal punto di vista dell’industria nucleare potrebbe essere svantaggioso dal punto di vista della sicurezza. In linea di principio, credo che non ci siano stati particolari problemi di sicurezza. La Russia ha un arsenale nucleare sufficiente ad infliggere un colpo mortale agli Stati Uniti. Washington lo sa. C’era anche materiale più che sufficiente per la produzione di nuove testate. In caso di pieno scontro nucleare, la produzione di un altro lotto di armi sarebbe già ridondante e anzi fisicamente impossibile. Il vero problema sarebbe preservare fisicamente i resti della civiltà, almeno a livello dell’età della pietra. Sulla Siria, non è la prima volta, e non solo in Siria, che gli Stati Uniti concludono accordi solo per non adempierli per poi concluderne di nuovi. La reazione russa non è chiaramente paragonabile al rifiuto di Washington di collaborare, a cui infatti deve ancora provvedere. Credo che per capire la portata di questo incidente sia necessario prestare attenzione al fatto che Putin non ha semplicemente slegato la Russia da un accordo. Ha annunciato la possibilità di ritornarvi, ma a determinate condizioni. Diamo un’occhiata a queste condizioni: 1) gli Stati Uniti devono togliere tutte le sanzioni alla Russia; 2) Per compensare dovranno essere pagate non solo le perdite per le sanzioni statunitensi, ma anche per le contro-sanzioni russe; 3) la legge Magnitskij va abrogata; 4) la presenza militare degli Stati Uniti in Europa orientale va drasticamente ridotta; e 5) gli Stati Uniti dovranno abbandonare la politica di scontro con Mosca. Solo una parola definisce l’essenza delle richieste di Putin: “Ultimatum”.
Ora un ricordo, l’ultima volta che Washington ricevette un ultimatum, fu dal Regno Unito per l’incidente della nave Trent. Si era nel 1861 durante la guerra civile americana. Anche allora, in condizioni estremamente difficili, gli USA accettarono in parte le richieste inglesi. Va notato che le richieste inglesi del 1861 non contenevano nulla di umiliante per gli Stati Uniti. Il capitano di una nave della marina statunitense aveva infatti infranto il diritto internazionale, arrestato persone su una nave neutrale (inglese) e quindi violato la sovranità del Regno Unito, quasi provocando una guerra. Poi gli USA sconfessarono le azioni del capitano e liberarono i prigionieri, anche se si rifiutarono di chiedere scusa. Ma Putin non chiede scuse o il rilascio di alcuni prigionieri, ma che tutta la politica statunitense cambi e ancora di più che alla Russia si compensino le perdite dovute alle sanzioni degli Stati Uniti. È una richiesta umiliante ed impossibile d’accettare, significa essenzialmente la resa completa e incondizionata nella guerra ibrida che Washington non riconosce di aver irreversibilmente perso. E vi sono ancora da pagare tutti gli indennizzi e i risarcimenti. Qualcosa di simile è stato chiesto agli Stati Uniti dalla Corona inglese prima della fine della guerra per l’indipendenza, quando gli statunitensi erano ancora sudditi ribelli di re Giorgio III. Negli ultimi 100 anni, nessuno ha nemmeno immaginato di parlare a Washington con questo tono. E così, la prima conclusione è: Putin ha deliberatamente e pubblicamente umiliato gli Stati Uniti, dimostrando che è possibile parlargli duro, ancora più di quanto gli Stati Uniti sono soliti parlare al resto del mondo. Come è accaduto? Cosa ha spinto Putin in realtà a reagire così? In realtà pensa che gli Stati Uniti avrebbero adempiuto all’accordo Kerry-Lavrov ed è ora sconvolto per ciò che è successo? La Russia sapeva anche che Washington non osservava l’accordo sul plutonio da anni, ma Mosca ne ha tratto profitto per l’industria nucleare quasi divenendo un monopolio globale, chiaramente non turbato dall’arretratezza tecnologica degli Stati Uniti, che gli impedisce di disporre di armi al plutonio come previsto nel contratto. La reazione dura e quasi immediata della Russia seguiva le dichiarazioni del portavoce del segretario di Stato degli USA secondo cui la Russia dovrà iniziare ad inviare a casa dalla Siria soldati in sacchi di plastica, perdere aerei ed anche che attentati terroristici affliggeranno le città russe. Inoltre, la dichiarazione del dipartimento di Stato veniva immediatamente seguita dall’annuncio del Pentagono di esser pronto a lanciare un attacco nucleare preventivo sulla Russia. Il Ministero degli Esteri russo ha anche riferito che Mosca sa dell’intenzione degli Stati Uniti di lanciare una guerra aerea contro le forze del governo siriano, il che significa anche contro il contingente russo di stanza in Siria. Che altro si trova alla base dell’ultimatum di Putin?: Le esercitazioni di sei mesi fa dei sistemi di difesa aerea e missilistica e missilistici strategici, volti a respingere un attacco nucleare alla Russia e poi lanciare un contrattacco. Si aggiungano le recenti esercitazioni di emergenza riguardanti 40 milioni di cittadini russi per testare la disponibilità di strutture e infrastrutture della protezione civile in caso di guerra nucleare, fornendo ulteriori informazioni ai cittadini sul piano d’azione, in caso di ‘”ora X”.
Se prendiamo tutto questo, possiamo vedere che gli Stati Uniti hanno da tempo e in modo informale minacciato la Russia di un conflitto nucleare, e Mosca ha regolarmente lasciato intendere che è pronta a tale piega degli eventi e non ha intenzione di fare marcia indietro. Tuttavia, data la fine del dominio di Obama e assolutamente sfiduciati da una vittoria di Hillary Clinton nelle presidenziali, i falchi di Washington hanno deciso di aumentare la posta, ancora una volta. Ed ora le cose hanno raggiunto un limite estremamente pericoloso laddove un conflitto arriva alla fase in cui si sviluppa autonomamente. In tale fase, l’Armageddon nucleare potrebbe iniziare con qualsiasi incidente, anche per via dell’incompetenza degli ufficiali del Pentagono o dell’amministrazione della Casa Bianca. In questo preciso momento, Mosca ha preso l’iniziativa e alzato la posta, spostando il confronto su un altro piano. A differenza degli USA, la Russia non minaccia la guerra. Semplicemente dimostra la capacità di dare risposte politiche ed economiche dure, in caso di ulteriori scorrettezze degli USA, realizzando esattamente l’opposto del sogno di Obama: lacerare il sistema economico e finanziario di Washington. Inoltre, con queste azioni, la Russia ha seriamente minato il prestigio internazionale degli Stati Uniti mostrando al mondo intero che essi possono battuti con le loro stesse armi. Il boomerang è tornato. Dato tali dinamiche ed eventi, potremmo vedere centinaia di rappresentanti dell’élite statunitense alla sbarra all’Aia, non solo in vita nostra, ma ancor prima che il prossimo presidente degli USA inizi il mandato alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno una scelta, e comunque perderanno, minacciando e iniziando la guerra nucleare o accettando il fatto che il mondo non è più unipolare, cominciando ad adattarvisi. Non sappiamo che scelta farà Washington. La dirigenza politica statunitense ha numerose figure ideologicamente ottuse ed incompetenti pronte a bruciare nel fuoco nucleare con il resto dell’umanità, piuttosto che riconoscere la fine dell’egemonia mondiale degli USA, rivelatasi di breve durata, insensata e criminale. Ma devono fare una scelta, perché più a lungo Washington pretende che non sia successo niente, maggiore sarà il numero di suoi vassalli (chiamati alleati, ma sono da tempo Stati senza indipendenza) che apertamente ed esplicitamente ignoreranno le ambizioni statunitensi passando dalla parte delle nuove prospettive del sistema di potere globale. Alla fine, gli Stati Uniti potrebbero scoprire che uno status di centro nel mondo multipolare non sia più disponibile. Non solo africani, asiatici e latino-americani, ma anche gli europei saranno lieti di vendicarsi dell’ex-egemone per l’umiliazione subita. E non sono così umani e amanti della pace come la Russia.
Infine, l’ultimatum di Putin è una risposta a tutti coloro indignati dal fatto che i carri armati russi non presero Kiev, Leopoli, Varsavia e Parigi nel 2014 e riflettevano su come dovesse essere il piano di Putin. Posso solo ripetere ciò che scrissi allora. Se avete intenzione di confrontarvi con la potenza egemone globale, allora dovete essere sicuri di poter rispondere a qualsiasi sua azione. Le strutture dell’economia, dell’esercito, della società, dello Stato e dell’amministrazione dovrebbero essere tutte pronte. Se non lo sono, ci sarà la necessità di guadagnare tempo e rafforzarsi. Ora le cose sono pronte e le carte sono sul tavolo. Vediamo come gli Stati Uniti risponderanno. Ma la realtà geopolitica non sarà più la stessa. Il mondo è già cambiato. Gli Stati Uniti sono sfidati pubblicamente e non hanno avuto il coraggio di rispondere subito.12265933

Gli USA hanno portato Putin a finirla sulla cooperazione sul plutonio
Mikhail Timoshenko Komsomolskaja Pravda, 5/10/2016 – Russia Insider
L’autore è osservatore militare di KP e colonnello in pensione

84fd3b12Se Mikhail Lermontov (grande poeta russo del 19° secolo e autore del poema “Borodino” dedicato alla battaglia decisiva nei pressi di Mosca durante la guerra napoleonica del 1812) fosse vissuto oggi, avrebbe scritto una cosa come: “Abbiamo ceduto a lungo in silenzio, in attesa, ma Washington ci ha preso per stupidi“. Ha giocato il pazzo Gorbaciov avanzando ad est. Con Eltsin ha fatto tutto ciò che voleva. Ora ci provava con Putin sul disarmo nucleare, ma il piano “gli è andato male”. Putin ha emesso un decreto che sospende l’accordo tra Russia e Stati Uniti sullo smaltimento del plutonio. Secondo il decreto, la decisione è stata presa “A causa del cambiamento fondamentale delle circostanze, l’emergere di una minaccia alla stabilità strategica e come risultato delle azioni ostili degli Stati Uniti d’America verso la Federazione Russa e dell’incapacità degli Stati Uniti di assicurare l’attuazione dei propri obblighi nell’utilizzare il surplus di plutonio militare, di conseguenza, è necessario intraprendere misure di protezione immediata per la sicurezza della Russia“. Vi sono tre messaggi in questa formula:
1) “Cambiamento fondamentale delle circostanze“. Il Patto sulla disposizione del plutonio tra Russia e Stati Uniti fu stilato negli anni ’90 e firmato nel 2000, quando c’ingannavano con il “reset”. Oggi ci minacciano direttamente schierando sistemi di difesa missilistica e d’attacco rapido, anche terroristici. La maschera è caduta.
2) Ricordiamo cos’è tale patto. Eravamo d’accordo con gli Stati Uniti che entrambe le parti dovessero smaltire 34 tonnellate di surplus di plutonio militare. Ne avevamo accumulato 125 tonnellate, mentre gli statunitensi 100 tonnellate. Il patto si riferiva in modo inequivocabile all’utilizzo non recuperabile, cioè all’impossibilità di ulteriore utilizzo per scopi militari. Il che significa che veniva negata la possibilità di costruire almeno 5000 testate nucleari! Cosa chiedere di più? Ma la differenza nell’attuazione fu enorme. Gli Stati Uniti erano pronti a dare alla Russia i soldi per la lavorazione del nostro plutonio per renderlo inutilizzabile. Mosca insistette che si trattasse di una risorsa preziosa e sarebbe stato saggio farne carburante (combustibile misto-ossido) per le centrali nucleari. Questo avviene con impianti appositamente costruiti, come quello di Zheleznogorsk, nei pressi di Krasnojarsk. Avevamo anche costruito un reattore già caricato con il primo lotto di combustibile. Ma gli “avanzati” yankee sprecarono 8 miliardi di dollari cercando di costruire un impianto simile, fermando la costruzione a metà. Riuscimmo a costruire entrambi gli impianti e i reattori con solo il 3% degli sprechi degli statunitensi, che avevano fallito. O c’ingannavano? La Casa Bianca si rifiuta di processare il plutonio per uso militare come carburante, preferendo depositarlo, da cui poterlo recuperare per uso militare…
3) L’ultima parte della dichiarazione si riferisce alla “necessità d’intraprendere misure di protezione immediata per la sicurezza della Russia“. I nostri “partner strategici” hanno iniziato un programma di “sviluppo qualitativo” delle armi nucleari, sostenendo che il loro arsenale nucleare è “in tristi condizioni”. Dovremmo stare a guardare e ascoltare le loro chiacchiere in questa situazione? Non penso…1024946511Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora