Il nuovo velivolo ipersonico segreto russo violerà qualsiasi difesa antimissile

Sputnik 28/06/2015zmmIAL’estremamente maneggevole, ultra-veloce e sfuggente velivolo ipersonico Ju-71 può violare qualsiasi sistema di difesa missilistica, secondo gli esperti militari. La Russia ha già effettuato quattro test. La Russia testa il nuovo aereo ipersonico d’attacco capace di trasportare testate nucleari e di penetrare i sistemi di difesa missilistica, secondo i media statunitensi che citano un rapporto del Jane’s Information Group. Lo sviluppo del velivolo Ju-71 avviene da diversi anni e la Russia avrebbe condotto l’ultimo volo di prova il 26 febbraio, con un missile SS-19 che l’ha posto in orbita. Il nuovo aereo ipersonico rientra nei piani di Mosca per modernizzare le Forze strategiche missilistiche. Lo Ju-71 è un programma segreto missilistico dal nome in codice Proekt 4202, che probabilmente vola a 11200 km/h ed è estremamente maneggevole, rendendolo un’arma incredibilmente pericolosa e sfuggente. Grazie a velocità e traiettoria imprevedibile lo Ju-71 può eludere i sistemi di difesa missilistica del nemico. “Questo darà alla Russia la capacità di attaccare con sicurezza un bersaglio determinato. Assieme alla capacità di penetrare le difese missilistiche, Mosca conserverebbe anche la possibilità di lanciare un riuscito attacco con un solo missile“. Gli autori del rapporto danno per scontato che la Russia metta in servizio 24 aerei nucleari capacità tra 2020 e 2025. Inoltre, a quel punto la Russia avrà sviluppato il Sarmat, il nuovo ICBM che trasporterà il nuovo velivolo ipersonico. Il rapporto ha anche detto che la prossima generazione di bombardieri strategici stealth PAK-DA della Russia trasporterà missili da crociera ipersonici.
Anche la Cina ha testato il suo velivolo ipersonico d’attacco Wu-14 almeno quattro volte da gennaio 2014, allarmando seriamente il Pentagono, mentre il velivolo potrebbe neutralizzare lo scudo antimissile statunitense. Gli Stati Uniti programmano il sistema similare AHW (Advanced Hypersonic Weapon), nel programma di Prompt Global Strike non coperto dal nuovo Trattato START 2010 con la Russia. Gli esperti di Jane prevedono che Mosca possa utilizzare il nuovo aereo ipersonico come asso nella manica nei colloqui sul controllo degli armamenti con Washington.19127

Gli USA incapaci di sconfiggere le difese di Russia, Cina e Iran
Sputnik 28/06/2015

51T6_in front of DON 2P_photoshop DON-2N retouchedL’esercito statunitense ha sovra-investito in armi impiegabili per attaccare Paesi come Iraq, Afghanistan e Siria, ma sono del tutto inefficaci con Paesi come Russia e Cina, riferisce Flight Global. L’esercito statunitense ha sovra-investito nell’acquisto di armi a corto raggio e sotto-investito in quelle a lungo raggio, stealth e di precisione. Perciò gli Stati Uniti non possono sconfiggere le difese di Paesi come Russia, Cina e Iran. Questa è la conclusione degli esperti del Centro per le valutazioni strategiche e di bilancio, secondo Flight Global. La relazione sottolinea che nel 2001-2014 il dipartimento della Difesa statunitense ha acquistato 304750 armi d’azione diretta con un raggio inferiore a 80,47 km, rappresentando il 96% di tutte le armi acquistate. Nello stesso periodo furono acquistate solo 7109 armi a lungo raggio, con un raggio fino a 643,74 km. Gli esperti hanno concluso che le armi a corto raggio sono efficaci solo quando l’aeromobile può avvicinarsi al bersaglio, ma è impossibile effettuare grandi operazioni contro un nemico dotato di armi ad alta precisione. La relazione, infatti, conferma ciò che i generali degli USA hanno detto negli ultimi anni, secondo cui l’investimento militare degli Stati Uniti era volto a sostenere le operazioni in Paesi come Iraq, Afghanistan e ora Siria, dove “gli aerei possono volare e bombardare senza conseguenze“, scrive Flight Global. Nello stesso tempo, tali armi sono inefficaci per ipotetiche operazioni contro Russia, Cina e Iran.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I missili Pershing ritornano in Europa?

Vladimir Kozin (Russia) Oriental Review 19 giugno 2015raduga_kh555Il 4 giugno parte della relazione del generale Martin Dempsey, presidente dell’US Joint Chiefs of Staff, è stata declassificata, sostenendo che Washington va considerando lo schieramento di missili da crociera a testata nucleare in Europa in risposta alle presunte “violazioni” della Russia del trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio o INF, a cui Stati Uniti e Unione Sovietica aderirono nel 1987. Quattro giorni dopo una dichiarazione simile è stata fatta dal ministro degli Esteri inglese Philip Hammond, annunciando la volontà di Londra di accettare ancora una volta missili nucleari degli Stati Uniti, rimossi dalle basi inglesi nel 2006. In tal modo il Regno Unito si unisce a coloro che criticano Mosca per una “violazione” che non ha mai commesso. Il fatto è che il nuovo missile da crociera tattico russo R-500, di cui si parla nei documenti militari statunitensi, non rientra in alcuna delle categorie elencate nell’INF. Quel trattato richiese la distruzione di due classi di missili: missili balistici e da crociera terrestri a “gittata intermedia e media”, cioè 1000-5500 km e 500-1000 km rispettivamente. Il nuovo missile da crociera russo in questione ha una gittata massima di meno di 500 km. I russi non hanno rilasciato ufficialmente altre informazioni sulla sua gittata. Né gli statunitensi ne hanno ufficialmente rilasciate. Inoltre, la delegazione degli Stati Uniti non ha depositato alcuna lamentela specifica sul missile nelle consultazioni speciali USA-Russia sul controllo degli armamenti dello scorso autunno e scorsa primavera. Affermarono solo che i russi avevano testato “un tipo di missile e sanno di cosa abbiamo parlato…” Ma ciò non è un discorso serio. Come il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha osservato il 9 giugno, “Siamo pronti ad esaminare qualsiasi prova concreta che dia agli statunitensi motivo di pensare che abbiamo violato qualcosa“. Il missile balistico intercontinentale nucleare russo di nuova generazione, citato dagli Stati Uniti (RS-26 o Rubezh), ha una gittata superiore a 5500 km e non è soggetto all’INF, dato che quel trattato non si applica ai missili balistici intercontinentali nucleari con gittata di oltre 5500 chilometri. Il numero di questi missili viene ridotto principalmente attraverso altri accordi, come i trattati per le riduzioni strategiche offensive. Washington ha lanciato un’ampia campagna propagandistica, pochi anni fa, per screditare la Russia in risposta a certe “violazioni” dell’INF, ma sempre senza fornirne alcuna prova. Questa era la situazione a gennaio, luglio e novembre dello scorso anno, quando funzionari statunitensi espressero accuse infondate in tal senso contro Mosca. E lo stesso scenario si gioca anche quest’anno. La domanda sorge spontanea: perché Washington crea un dramma manifestamente controproducente su alcune pseudo-violazioni dell’INF dai russi, in particolare ricorrendo a minacce così roboanti?
La ragione principale è che gli Stati Uniti cercano d’impedire alla Russia di sviluppare due efficaci “antidoti” al sistema d’intercettazione dei missili balistici e da crociera degli USA: Mosca sviluppa un nuovo missile da crociera e un missile balistico intercontinentale nucleare di nuova generazione in grado di sconfiggere le infrastrutture high-tech della difesa antimissile degli USA. Washington vuole poter colpire con un primo attacco nucleare Russia, Cina, Iran e altri Stati senza timore di rappresaglie, puntando a creare un futuro ordine mondiale. Dopo tutto, il Pentagono ha ancora le stesse dottrine offensive che consentono un primo attacco nucleare preventivo. La seconda ragione del perché Washington ha deciso di uscirsene con tali accuse improbabili sulle “violazioni” dell’INF della Russia, è che l’hanno già più volte violato e continuano a violarlo utilizzando missili balistici e da crociera a “raggio breve, medio e intermedio” come bersagli per testare i propri sistemi di difesa missilistica. In particolare, i missili-bersaglio utilizzati sono ERA (con gittata di 1100-1200 km), MRT-1 (1100 km) e LRALT (2000 km). Un altro esempio di violazione di Washington del trattato saranno i missili da crociera terrestri installati sui sistemi di lancio dalla difesa missilistica statunitense in Romania e Polonia (che saranno operativi nel 2015 e 2018 rispettivamente) e che saranno dotati di 48 missili (24 ciascuno). L’Associated Press ha giustamente osservato che il possibile ritorno dei missili a medio raggio statunitensi in Europa, come ha ricordato il generale Martin Dempsey, richiama i giorni più bui della guerra fredda. Ciò è vero se si tiene conto del fatto che, come sottolinea AP, la Casa Bianca considera tre opzioni militari come risposta alle “violazioni” dell’INF della Russia: sviluppare la difesa, cioè i sistemi antibalistici; lanciare un “attacco controforza” preventivo contro tutte le armi che violano il trattato; e uso di “armi nucleari per distruggere obiettivi militari” in territorio nemico, cioè in Russia. Ma sarebbero violazioni dirette del trattato da parte degli Stati Uniti.
Come dovrebbe procede la Russia, considerando che sono gli Stati Uniti in realtà a violare l’INF? Dovrà decidere di usare “armi nucleari per distruggere obiettivi militari” in territorio nemico? Come dovrebbe rispondere la Russia se Washington continua a mantenere un significativo arsenale nucleare offensivo strategico e che per preservare il proprio “potenziale” include la Russia nella lista dei Paesi che possono essere sottoposti al primo colpo nucleare? Quale risposta la Russia ha il diritto d’impiegare se gli Stati Uniti si rifiutano di rimuovere le armi nucleari tattiche dall’Europa o di smantellarne le infrastrutture, essendo l’unico Paese al mondo che schiera continuamente armi nucleari tattiche in altri Stati dai primi anni ’50? Cosa la Russia dovrebbe fare per rafforzare la propria sicurezza e dei suoi alleati, se gli Stati Uniti continuano a stendere sul mondo la rete di armi offensive e strumenti d’intelligence del suo sistema di difesa antimissile combinata a missili nucleari e armi convenzionali? Come dovrebbe rispondere la Russia quando il potenziale militare combinato della componente europea della difesa missilistica degli Stati Uniti è molte volte superiore a quello necessario per neutralizzare eventuali minacce missilistiche, esistenti o potenziali, per i Paesi europei? Fin dalla creazione della difesa missilistica, gli USA violano i trattati INF e New START (2010), naturalmente la Russia ha il diritto di rispondere schierando nuove armi che neutralizzino il sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti. Come la Russia deve agire se Stati Uniti ed alleati annullano qualsiasi iniziativa volta ad impedire l’introduzione di armi nello spazio?
I russi potrebbero legittimamente pretendere risposte da Washington a molte domande del genere. Potrà facilmente presentare almeno un’altra dozzina di lamentele del genere. E’ del tutto evidente che Mosca dimostra la volontà di agire nel caso di violazione dell’INF degli Stati Uniti, oltre che rispondere prontamente e adeguatamente all’approccio distruttivo degli statunitensi, risolvendo molti altri problemi sul controllo degli armamenti. Allo stesso tempo, è significativo che Mosca affermi di essere ancora disposta a un dialogo onesto, non mere parole, dissipando eventuali preoccupazioni sul controllo degli armamenti. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov l’ha ribadito alla conferenza stampa del 9 giugno, “la Russia non ha alcuna intenzione di violare questo trattato“. ABM_MDA_Missile_Defense_SystemsProf. Vladimir Kozin è il principale esperto russo di questioni su disarmo e stabilità strategica, in esclusiva per Oriental Review.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

INF minacciato: si torna ai giorni peggiori della guerra fredda?

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 11/06/201519127L’amministrazione statunitense valuta una serie di mosse per contrastare le presunta violazione russa del trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF), tra cui rafforzare la difesa missilistica o perfino distribuire missili in Europa, secondo AP del 4 giugno. Washington ha accusato la Russia di testare un missile da crociera terrestre in violazione del trattato sul controllo degli armamenti. Il dipartimento di Stato ha detto lo scorso luglio che la Russia aveva testato un missile in violazione dell’INF, che vieta a tempo indeterminato possesso, produzione e test dei missili, nucleari e convenzionali, con gittata tra 500 e 5500 km. Il segretario alla Difesa statunitense Ash Carter espresse preoccupazione a febbraio sulla presunta violazione della Russia dei termini del trattato. L’amministrazione non ha detto se ritiene il missile russo nucleare o convenzionale. Gli Stati Uniti rimuginano una serie di risposte possibili, tra cui schieramento di sistemi missilistici in Europa per un attacco preventivo contro la Russia. Robert Scher, assistente segretario alla Difesa per strategia, piani e capacità, ha detto ai legislatori ad aprile che si potrebbero rinforzare le difese dei potenziali bersagli del missile da crociera russo. Una seconda opzione sarebbe “cercare e attaccare laddove si trova il missile in Russia”, ha detto Scher. E una terza opzione sarebbe “vedere ciò che possiamo ritenere a rischio in Russia”, spiegava. I suoi commenti sembravano segnalare l’impiego di forze per colpire obiettivi militari russi, oltre i missili che presumibilmente violano l’accordo INF. L’Associated Press ha ottenuto la parte non classificata di una relazione dell’ufficio del Generale Martin Dempsey, presidente del Joint Chiefs of Staff, che esamina le armi che gli Stati Uniti potrebbero sviluppare e schierare se liberati dai vincoli del Trattato INF, individuandone quattro che “potrebbero contribuire a colmare… il divario di capacità”. Tra i quattro vi sono missili da crociera lanciati da terra schierati in Europa o in Asia, e missili balistici a medio raggio lanciati da terra, dotati di tecnologia che consente di regolare la traiettoria di una testata rientrando nell’atmosfera e puntando sul bersaglio. Il ministro degli Esteri inglese Philip Hammond dice che il Regno Unito potrebbe ospitare nuovi missili nucleari statunitensi. Tali osservazioni sollevano la prospettiva del ritorno a una corsa agli armamenti da Guerra fredda quando gli alleati di Washington della NATO ospitarono missili da crociera e missili balistici Pershing-2 per contrastare i missili sovietici SS-20. La risposta di Stati Uniti e NATO creò un movimento di protesta europeo, seguito dai negoziati USA-URSS per il Trattato INF, il primo a vietare un’intera classe di missili.

La Russia afferma la sua posizione sulla questione
La Russia ha ripetutamente negato le accuse, e accusa gli Stati Uniti di schierare sistemi di difesa in Romania e Polonia violando il trattato. Il capo del dipartimento di non proliferazione e controllo degli armamenti del Ministero degli Esteri russo Mikhail Uljanov ha descritto le affermazioni di Washington come infondate. “Gli Stati Uniti si rifiutano di fornire dati in supporto delle accuse. O è più probabile che non possano farlo. Si ha l’impressione che il vero obiettivo sia screditare la Russia e farla apparire uno Stato che viola gli obblighi internazionali”, ha detto Uljanov. La Russia è pienamente conforme agli impegni assunti nell’ambito del trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF) e non vuole ritirarsene, ha detto Viktor Ozerov, presidente del Consiglio della Federazione per la Difesa e la Sicurezza. Tuttavia, se gli Stati Uniti decidono di schierare missili in Europa orientale, la Russia prenderà seriamente in considerazione l’uscita dal trattato, ha aggiunto. Se Washington dispiega missili in Europa orientale, i suoi obiettivi non saranno in Medio Oriente, ma sparare sulla Russia da distanza ravvicinata, ha osservato Ozerov, aggiungendo che in questo caso la Russia dovrà rispondere con la forza. Il Ministero della Difesa russo ha chiesto spiegazioni al Pentagono sulle recenti dichiarazioni del presidente del Joint Chiefs of Staff, Generale Martin Dempsey, sugli Stati Uniti che potrebbero schierare in Europa e Asia missili da crociera e balistici puntati sulla Russia, ha detto il Viceministro della Difesa Anatolij Antonov. “Il Ministero della Difesa russo conduce un’analisi scrupolosa delle informazioni sulla conformità al trattato INF provenienti da fonti diverse. Certo, prendiamo atto di tali pubblicazioni sulla stampa occidentale. Per avere una risposta ufficiale dagli statunitensi, abbiamo inviato una richiesta attraverso i canali militari-diplomatici di spiegazioni sulle posizioni del Pentagono riguardo le dichiarazioni del presidente del Joint Chiefs of Staff, Generale Martin Dempsey. Le misure citate dagli Stati Uniti equivarrebbero a un loro attacco al trattato INF”, ha sottolineato il funzionario. L’estate scorsa il Ministero degli Esteri russo espresse preoccupazione per la violazione degli Stati Uniti del trattato. La dichiarazione dice: “Abbiamo indirizzato molti reclami agli Stati Uniti nel quadro del Trattato. Queste sono le prove sui missili della difesa missilistica, che hanno caratteristiche simili ai missili a medio raggio, e produzione di droni armati statunitensi, che evidentemente rientrano nella definizione di missili da crociera lanciati da terra nel Trattato. Il tema dei sistemi di lancio Mk-41, che gli Stati Uniti intendono schierare in Polonia e Romania nel quadro dell’attuazione dell’“approccio graduale” per il dispiegamento della difesa missilistica globale, è molto attuale ultimamente. Tali sistemi di lancio possono lanciare missili da crociera a medio raggio, ma la loro versione lanciata da terra parrebbe una violazione diretta del trattato INF”.

A cosa porta la mossa degli USA
I piani degli Stati Uniti sono una chiara minaccia per la Russia. Lo schieramento di nuovi missili a medio raggio offensivo sul territorio degli alleati in Europa permette di colpire in profondità nel territorio russo grazie all’allargamento della NATO verso est. Un’arma statunitense a medio raggio lanciata da Polonia o Repubblica Ceca con un volo di breve durata supererebbe gli Urali. Di conseguenza, si avrebbe un grave squilibrio strategico per non parlare dell’inizio di una nuova, che recentemente sembrava dimenticata, fase di confronto con l’occidente. La Russia dovrà rispondere come i suoi funzionari hanno già avvertito. Dato che gli Stati Uniti perseguono i piani per sviluppare lo “scudo” antimissile in Europa, la Russia dovrà schierare missili a corto raggio Iskander nella regione di Kaliningrad e lungo i confini occidentali per acquisire la capacità di colpire in anticipo i mezzi della NATO. Attacchi nucleari statunitensi contro la Russia sono impensabili comunque, perché garantirebbero una disastrosa risposta sul territorio degli Stati Uniti continentali. Il pericolo di errori di calcolo e di fraintendimenti che portino a una guerra sarà immensamente accresciuto. Washington non può presentare prove convincenti della violazione russa, gli Stati Uniti verrebbero visti dal mondo come i rottamatori del Trattato INF. I militari degli USA non dispongono di missili a medio raggio pronti per lo schieramento. Tali missili richiederanno anni per progettazione e costruzione, sottraendo fondi da altre priorità della Difesa. L’attuazione dei piani inevitabilmente creerebbe problemi politici con una forte opposizione nei Paesi che ospiteranno le armi. Sarà un’impresa ardua. Il tutto si collega alla guerra fredda. Sicuramente peggiorerebbe il rapporto USA-Russia, già al minino, destinato a complicare le prospettive di ulteriori riduzioni delle armi nucleari. Tali piani potrebbero ostacolare gli sforzi del presidente Obama nell’avere il sostegno del Congresso nella politica con l’Iran.

Missile-Defense-How-it-would-workLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina aggiorna rapidamente l’arsenale nucleare con missili MIRVizzati

RussiaToday 17 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroranuclear-arsenal-1La Cina ristruttura rapidamente l’arsenale di missili balistici a lunga gittata nei silos per trasportare testate multiple a puntamento indipendente, secondo gli esperti della difesa. La mossa arriva dopo decenni in cui Pechino ha acquisito tale tecnologia, indicando un cambio di strategia. Si è speculato per anni sull’esercito cinese che aggiorna alcuni missili balistici intercontinentali con la tecnologia dei veicoli di rientro multipli a puntamento indipendente (MIRV), consentendo a un singolo missile di trasportare diverse testate e di colpire in tutto il mondo diversi obiettivi. La valutazione approvata dal governo degli Stati Uniti dell’ultimo rapporto del Pentagono sulle forze armate cinesi, segnala che i missili Dongfeng-5, i più grandi a propellente liquido della Cina in grado di raggiungere gli Stati Uniti, sono dotati di MIRV. Secondo il rapporto i Dongfeng-41, ICBM più piccoli a propellente solido e mobili, “probabilmente trasportano MIRV“. Secondo il New York Times, almeno la metà dei 20 missili DF-5 della Cina potrebbe essere stata aggiornata. Secondo una stima minima ogni missile avrebbe tre testate individuali, aumentando il numero di testate che Pechino può sparare a 40, da 20, secondo il giornale che cita vari esperti della difesa. “La piccola forza della Cina lentamente diventa più grande, e le sue capacità limitate migliorano lentamente“, ha detto Hans M. Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani. In un precedente rapporto, Kristensen ha detto che la Cina probabilmente aggiorna l’arsenale in risposta alla creazione del sistema di difesa antimissilistica globale degli Stati Uniti. Washington dice che ne ha bisogno per proteggere se e stessa e gli alleati da un attacco da nazioni come Iran e Corea democratica. Ma gli strateghi di Mosca e Pechino vi vedono una minaccia alla loro sicurezza nazionale. “Se è così, è ironico che il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, destinato a ridurre la minaccia agli Stati Uniti, invece ne aumenti le minacce innescando lo sviluppo di missili balistici MIRV cinesi che potrebbero distruggere più città negli Stati Uniti, in una possibile guerra“, ha detto Kristensen. Il rapporto del Pentagono dice che la Cina sviluppa una serie di tecnologie per penetrare gli scudi antimissile. “La Cina lavora su una serie di tecnologie per tentare di contrastare i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti e altri Paesi, tra cui veicoli di rientro manovrato (MARV), MIRV, inganni, disturbo e schermatura termica“, ha detto. La Cina da decenni avrebbe la tecnologia necessaria per miniaturizzare testate nucleari abbastanza per disporle sui missili, ma scelse di non aggiornare l’arsenale. La strategia della deterrenza nucleare di Pechino è avere abbastanza armi per sopravvivere a un attacco nucleare e infliggere danni monumentali all’aggressore. “Ovviamente rientra nei preparativi della concorrenza a lungo termine con gli Stati Uniti“, ha detto Ashley J. Tellis del Carnegie Endowment for International Peace ex-alto funzionario della sicurezza nazionale nell’amministrazione Bush. “I cinesi hanno sempre temuto il vantaggio nucleare statunitense“. Il potenziamento del piccolo ma incisivo arsenale nucleare della Cina può innescare iniziative analoghe dalle altre potenze nucleari regionali, India e Pakistan. Finora solo Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia dispongono di ICBM MIRVizzati.

Gli USA rottamano la riduzione nucleare
Mosca ha indicato che la dimensione dell’arsenale nucleare dipende dalla politica estera degli Stati Uniti. L’avvertimento è di Mikhail Uljanov, capo del Dipartimento sulla non proliferazione nel Ministero degli Esteri russo, che partecipa a una conferenza delle Nazioni Unite sul Trattato di non proliferazione nucleare. Il diplomatico russo parlava del trattato di riduzione nucleare New START firmato da Stati Uniti e Russia nel 2010, dicendo che Mosca intende mantenere i propri impegni, ma non andrà oltre per via del comportamento degli Stati Uniti. “Ciò che gli statunitensi fanno oggettivamente ostacola, se non elimina completamente, qualsiasi prospettiva di un ulteriore disarmo nucleare”, ha detto Uljanov. “Oggi non ci sono fattori che rendono la nostra adesione al trattato (New START) contraria agli interessi della Russia, ma ipoteticamente può verificarsi una situazione del genere con le azioni degli USA, a cui non vorremmo assistere“, ha aggiunto. Stati Uniti e Russia hanno la parità nucleare, ma gli USA hanno molte più forze convenzionali. Con la Russia che si basa sul suo arsenale nucleare per salvaguardarsi da un massiccio attacco degli Stati Uniti, lo sviluppo del sistema antimissile degli Stati Uniti è visto come pericolosa minaccia alla sicurezza nazionale a Mosca.

tvwJ6Contrastare la minaccia missilistica strategica russa è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti
Sputnik 19/05/2015

Contrastare la minaccia di missili balistici intercontinentali russi è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti, dichiara il Vicepresidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, ammiraglio James Winnefeld.

CZ 2C integrationLa maggiore minaccia alla sopravvivenza degli Stati Uniti è “un attacco nucleare massiccio dalla Russia, o di qualche altro potente avversario o potenziale avversario come la Cina“, ha osservato Winnefeld. “Abbiamo detto che la difesa missilistica contro tali potenti minacce è troppo difficile e costosa, ed è anche strategicamente destabilizzante provarci“, ha detto Winnefeld sulla minaccia di un attacco nucleare russo o cinese, in un discorso presso il Center for Strategic International Studies. La leadership civile e militare sostiene che i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti ed Europa ha lo scopo di contrastare le minacce missilistiche a lungo raggio di Corea democratica e Iran. Il deterrente statunitense primario contro la Russia, ha aggiunto Winnefeld, è la triade nucleare. “Useremo l’imposizione dei costi per dissuadere la Russia, mantenendo forti le tre gambe del nostro deterrente nucleare e il nostro sistema di comando e controllo nucleare“. Entro la fine del 2015 gli Stati Uniti installeranno il sistema Aegis Ashore Ballistic Missile Defense (BMD) in Romania, completando la fase 2 dell’European Phased Adaptive Approach, affermava Winnefeld. Mosca si è opposta ripetutamente alla proliferazione dei sistemi di difesa missilistici degli USA presso i suoi confini, affermando che rappresentano una minaccia al deterrente nucleare strategico della Russia. I sistemi BMD erano precedentemente limitati dal Trattato antimissili balistici (ABM) tra Stati Uniti e Russia, per evitare lo squilibrio strategico. Gli Stati Uniti uscirono dal trattato nel 2001.

Un nuovo video mostra l’ICBM Jars trasportato su un traghetto
Sputnik 20/05/2015

Il Ministero della Difesa della Russia ha pubblicato un video che mostra i sistemi missilistici mobili Topol-M e Jars attraversare un fiume su un traghetto. Il video è stato caricato su un social media del ministero. Il ministero non ha fornito alcun dettaglio. L’RS-24 Jars è un missile balistico intercontinentale a propellente solido dotato di almeno quattro veicoli di rientro a puntamento indipendente nucleari. Fu testato il 29 maggio 2007 ed introdotto in servizio nel luglio 2010, poco dopo aver completato i test finali. L’RS-24 Jars, progettato per eludere i sistemi di difesa missilistica a una distanza di 14000 km, è la versione aggiornata del missile balistico Topol-M che può essere sparato da lanciatori mobili e da silo. Il Ministero della Difesa russo ha detto che i missili balistici RS-24 Jars e Topol-M saranno i pilastri della componente terrestre della triade nucleare russa e rappresenteranno almeno l’80% dell’arsenale delle forze missilistiche strategiche, entro il 2016.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO

L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013
(Nuova edizione)

Alessandro Lattanzio, 2015, p. 241, € 20,00
Anteo Edizioni

ilpraggio3Descrizione: Il testo ricostruisce la genesi e lo sviluppo dell’arsenale strategico sovietico e russo, tracciando per sommi capi la storia dell’Unione Sovietica e della Federazione Russa quale superpotenza mondiale, descrivendo gli strumenti e la strategia che permisero a Mosca di svolgere il ruolo di primo concorrente ed avversario degli Stati Uniti d’America nella seconda metà del XX° secolo e all’inizio del XXI° secolo. È poco nota, infatti, la storia del programma atomico sovietico, solo recentemente resa pubblica in Italia anche dalla pubblicazione del lavoro dello storico russo Roy Medvedev.
L’URSS, benché devastata dall’aggressione nazista del 22 giugno 1941, nell’arco di quattro anni riuscì a colmare il gap tecnologico-nucleare con gli USA. Difatti, nell’agosto 1949 venne fatto esplodere il primo ordigno atomico sovietico, mentre nel 1954 esplodeva la prima bomba termonucleare, battendo gli USA nella corsa alla superbomba ad idrogeno. In seguito, Mosca puntò sui missili balistici intercontinentali quali vettori strategici principali del proprio arsenale strategico, al contrario di Washington, che invece puntò sui bombardieri strategici. Infine, neanche il gap tecnologico tra USA e URSS nel settore dei sottomarini lanciamissili balistici, potè perdurare oltre un lustro.
L’arsenale strategico-nucleare della Federazione Russa, oggi, è la principale eredità dell’era sovietica di Mosca, ed è grazie a questa eredità che la Russia di Putin riconquista il suo ruolo di potenza mondiale.

L’Iran vuole un “fronte di resistenza all’espansionismo degli USA”

Philippe Grasset, Dedefensa, 17 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
ob_238316_carte-iran-chine-russieLe notizie si collegano quando si tratta delle relazioni internazionali e strategiche che l’Iran vuole sviluppare dopo il pre-accordo sul nucleare di Losanna. Gli iraniani, come i russi con l’S-300 (14 aprile 2015), non aspettano l’accordo definitivo il prossimo giugno, se l’accordo sarà effettivamente firmato. (La valutazione generale è che la leadership iraniana sia sempre più profondamente scettica che a fine giugno l’accordo nucleare possa superare l’opposizione al Congresso degli Stati Uniti. Questo spiega, ovviamente, il corso illustrato da questi aggiornamenti). Il 16 aprile 2015, RT riferisce che il Ministro della Difesa iraniano Dehqan ha parlato a un simposio a Mosca su un accordo di difesa possibile tra Iran, Cina, India e Russia, concepito per contrastare la rete missilistica della NATO, costruita ufficialmente e grottescamente contro i missili balistici iraniani, soprattutto quelli nucleari mai esistiti e che l’accordo di Losanna è destinato ad impedire. Nel frattempo, la NATO ha detto che più che mai continuerà a costruire la rete BMDE, quindi i russi concludono ciò che gli sembrava evidente dal 2005 e cioè che la rete BMDE è diretta contro di loro. Dopo la dichiarazione al simposio, Dehqan ha incontrato il Ministro della Difesa russo Shojgu, facendo una dichiarazione che propone un incontro trilaterale Iran-Cina-Russia sulla questione della cooperazione generale per la sicurezza.
L’Iran ha annunciato la disponibilità a cooperare con Russia, Cina e India sulla questione dello scudo missilistico della NATO e minacce correlate, ha detto il capo del ministero della Difesa a Mosca. “Mi piacerebbe sostenere l’idea di sviluppare la cooperazione multiforme nella Difesa tra Cina, Iran, India e Russia per contrastare l’espansione verso est della NATO e l’installazione dello scudo antimissile in Europa”, ha detto Hossein Dehghan in una conferenza sulla sicurezza internazionale a Mosca. Poco dopo Dehghan è stato citato da RIA Novosti dire che Russia, Cina e Iran potrebbero avere colloqui tri-partito sulla difesa. “Abbiamo discusso alcuni aspetti della sicurezza regionale. E’ stata proposta una riunione trilaterale di Russia, Iran e Cina”, ha detto Dehghan dopo l’incontro con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. Nonostante l’accordo sul programma nucleare di Teheran, gli Stati Uniti continuano con le loro installazioni della difesa antimissile in Europa. Sono dispiegati per la presunta minaccia percepita dell'”Iran nucleare”. Un pretesto che Mosca definisce “favola”. “La minaccia ai Paesi della NATO posta dalla proliferazione dei missili balistici, continua ad aumentare… il quadro sull’accordo del programma nucleare iraniano) non cambia questo fatto”, ha detto la portavoce della NATO Oana Lungescu a Sputnik”.
Abbiamo già visto il problema, o il problema che l’inversione del pre-accordo di Losanna pone sulla consistenza della retorica che giustifica lo sviluppo del BMDE (4 aprile 2015). Abbiamo visto la decisione russa di ripristinare il contratto con l’Iran sui missili S-300, con possibili conseguenze diplomatiche (14 aprile 2015). La proposta di Dehqan rientra nel quadro di queste due questioni. Si osservi che Dehqan passa da una proposta quadripartita (con l’India) a una tripartita (senza India); ciò non significa che l’India non sia interessata alla questione o abbia già rifiutato di prenderla in considerazione, ma che continua l’atteggiamento prudente sul problema, aderendo o meno a tali negoziati secondo le proprie analisi e la piega di questi negoziati se portano a conclusioni. Ciò che è notevole, naturalmente, è che il pre-accordo di Losanna libera l’Iran, ma anche altri partner potenziali (Russia compresa), alcuni dei quali del blocco BAO, essendo tutti neutrali o contrari (più probabile) al blocco BAO. “Il ritorno dell’Iran alla comunità internazionale“, cioè sotto la guida del blocco BAO, voluto dagli Stati Uniti, appare uno strano successo, trattandosi esattamente dell’opposto: l’Iran si volge, sulla questione essenziale e strategica della sicurezza militare, a una “comunità internazionale” opposta, se non antagonista, al blocco BAO. Da parte sua, inoltre, il blocco BAO, con la sovrana arroganza di far scattare sugli attenti l’Iran, di cui d’altronde i capi degli Stati membri (del blocco), in particolare gli Stati Uniti, sono terrorizzati dalla prospettiva del ritorno troppo veloce di questo Paese assolutamente sospetto e composto da barbari incivili in quanto non occidentali e non affrettandosi con l’Iran accontentandosi di alcuni contratti commerciali più o meno legittimi, viene completamente superato da russi e iraniani e pertanto dai Paesi a loro collegati. Peggio ancora, le varie iniziative sono già continuazioni (russi e iraniani già si attivando sul contratto degli S-300, che potrebbe portare a cose molto diverse rispetto a quelle inizialmente previste), che sviluppano il quadro fondamentale della sicurezza incentrandosi sul rifiuto del grande progetto strategico che è la rete del BMDE statunitense, divenuto della NATO per pura prossimità. In questo caso, non solo il blocco BAO accelera, ma si trova in posizione d’antagonismo con l’Iran, cioè in una situazione potenzialmente peggiore di quella che l’opponeva all’Iran sul nucleare. Qui il blocco BAO è completamente bloccato dal proprio racconto grottesco ispirato al Sistema, la cui cinghia di trasmissione del CMI (complesso militare-industriale) ha imposto lo sviluppo del BMDE. Tale sistema sarebbe volto a contrastare quei missili nucleari iraniani inesistenti (anche tramite il futuro accordo, se firmato); ma la NATO, come s’intende dalle varie dichiarazioni, conferma la dimostrazione che non vede alcun motivo per cambiare la politica di sviluppo del BMDE, perché in perfetta armonia con la stupidità dei casi e dell’argomento. Così afferma che non nulla è cambiato e tutto continua come prima. I russi possono affermare che la rete BMDE è volta contro di loro, e gli iraniani che la rete BMDE dimostra che il blocco BAO non disarma contro di loro. Per cui il risultato dell’avventura, a questo punto dell’accordo preliminare sul nucleare militare iraniano, eliminato in teoria, è avvicinare russi e iraniani (con i cinesi non lontano e in agguato) a una posizione comune sulla sicurezza anti-blocco BAO. Allora, possiamo e dobbiamo aggiungere una dichiarazione del ministro della Difesa iraniano. La proposta dell’incontro su questa alleanza provenga dall’Iran viene rafforzata per unicità e significato dalla presentazione fatta sul sito del gruppo iraniano PressTV. Non si tratta del BMDE che va contrastato, ma dell’atteggiamento generale, di un “fronte” da creare, un “fronte di resistenza contro l’espansionismo degli USA”. La retorica s’inasprisce… (PressTV 17 aprile 2015). “Il ministro della Difesa iraniano ha chiesto l’istituzione di un fronte unito contro l’espansionismo di Stati Uniti e alleati, descrivendolo come obbligatorio. Il Generale di Brigata Hossein Dehqani ha salutato la Russia che non si fida degli Stati Uniti, dicendo che Teheran e Mosca dovrebbero adottare politiche volte a sventare le minacce alla sicurezza che affrontano. “Sosteniamo la corretta comprensione strategica della Russia secondo cui il governo degli Stati Uniti non è amico o partner affidabile”, ha detto Dehqan in un incontro con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. Dehqan, che si trovava nella capitale russa per partecipare alla quarta Conferenza sulla Sicurezza Internazionale di Mosca, ha anche salutato la posizione di Mosca che apprezza la necessità di creare un nuovo ordine mondiale. Il ministro della difesa russo, da parte sua, ha sollecitato l’espansione dei legami tra Teheran e Mosca, dicendo che le relazioni costruttive tra le due parti possono svolgere un ruolo importante nel garantire la stabilità regionale e globale”.
… Infatti, è strano ritorno dell’Iran nella “comunità internazionale” e sono bizzarre le previsioni di coloro che annunciavano che l’Iran non aspettasse che il consenso all’accordo del blocco BAO per correre tra le sue braccia. Mentre il Ministro Dehqan è per definizione un duro del governo iraniano, è pur sempre un ministro, quindi con il mandato di parlare a nome del governo. Ciò che dice non è altro che una dichiarazione di aperta resistenza alle azioni statunitensi in Europa e forse nel mondo. Il ritorno dell’Iran nella “comunità internazionale” avviene con irresistibile ritmo antiamericanista e antisistema.00-s-k-shoigu-russian-minister-of-defence-21-01-15Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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