Mosca avanza nel Mediterraneo tra le disfatte della NATO

Alessandro Lattanzio, 21/1/2017

La Kuznetsov rientra in Patria.

La Kuznetsov rientra in Patria.

Russia e Siria firmavano i documenti su sviluppo e modernizzazione della base navale russa di Tartus, comprendente un protocollo sulle condizioni per schierare forze aerospaziali russe in Siria. I documenti furono ratificati il 20 gennaio 2017 dal Parlamento russo. L’accordo rimarrà in vigore per 49 anni con estensione automatica per altri 25 anni, e prevede che 11 unità navali russe siano presenti nel porto di Tartus, tra cui anche navi a propulsione nucleare. La Russia si occuperà della protezione aeronavale della base, mentre la Siria di quella territoriale. La Russia potrà anche schierare velivoli in avamposti temporanei, coordinandosi con i siriani. La Russia potrà rinnovare, ricostruire e demolire gli impianti ed avviare lavori di costruzione, anche subacquei. La Siria non farà obiezioni sulle attività militari russe nella base, oltre la giurisdizione di Damasco. La Russia s’impegna ad inviare in Siria, su richiesta, specialisti per organizzare la difesa del porto di Tartus e organizzare le operazioni di ricerca e soccorso in acque siriane, ed infine per riparare a aggiornare le navi da guerra siriani; “Su richiesta dell’ente siriano autorizzato, l’organismo autorizzato russo potrà… gratuitamente… inviare rappresentanti… per assistere gli… specialisti siriani nell’aggiornamento tecnico delle navi da guerra siriane“.
L’accordo trasforma il centro logistico di Tartus in una base navale in piena regola, “Questo significa che in futuro navi di ogni tipo potranno essere stanziate a Tartus, ad eccezione delle portaerei“, dichiarava l’Ammiraglio Viktor Kravchenko, secondo cui acqua, carburante ed elettricità saranno garantiti e gli ancoraggi saranno ampliati; “Sarà necessario costruire un deposito batterie per sostituire le batterie dei sottomarini o ricaricarle“. La sicurezza della base sarà affidata ai sistemi missilistici di difesa aerea e di difesa costiera, come i sistemi missilistici Bal e Bastion. Andrej Krasov del Comitato della Difesa della Duma di Stato, affermava, “Questo è solo un elemento della rete di infrastrutture che consentirà alla Russia di combattere con successo il terrorismo internazionale nella regione“. Secondo Viktor Ozerov, a capo del Comitato della Difesa del Consiglio della Federazione Russa, “Non ritarderemo l’ammodernamento di Tartus… A giudicare dall’esperienza, penso che l’infrastruttura di Tartus potrà essere aggiornata secondo le nostre esigenze in 18-24 mesi“.siria-su-25-2017-1-10Nel frattempo, il Ministero della Difesa russo ritirava, dalla base aerea siriana di Humaymim, 10 cacciabombardieri Sukhoj Su-24M2, oltre al gruppo aeronavale dell’Admiral Kuznetsov con circa 30 aeromobili. Inoltre, arrivavano in Siria 4 aerei d’attacco Sukhoj Su-25. Il gruppo aereo russo in Siria poteva così contare su 37 aeromobili:
4 bombardieri Sukhoj Su-34
2 cacciabombardieri Sukhoj Su-24M2
4 caccia Sukhoj Su-30SM
4 caccia Sukhoj Su-35S
4 aerei d’assalto Sukhoj Su-25SM
3 elicotteri d’assalto Mil Mi-8AMTSh
20 elicotteri da combattimento Mil Mi-35M, Mil Mi-28N e Kamov Ka-52
1 elicottero navale Ka-31SV
oltre a vari droni, riducendo quindi del 51% il contingente aerospaziale russo dispiegato in Siria.
su-24m2-1000-salidas-de-combateNel nord della Siria, l’esercito turco, il secondo per importanza della NATO dopo l’US Army, subiva una serie di sconfitte dolorose per mano dei terroristi dello SIIL. A dimostrazione di come, al di là delle chiacchiere e della propaganda bianca o grigia, le forze siriane, iraniane, irachene e russe siano ben più efficaci ed efficienti contro il terrorismo islamista alimentato dalla NATO (Gladio-B), rispetto alle vantate efficienza e potenza dell’organizzazione e degli armamenti delle potenze occidentali. Secondo l’ultimo rapporto della Defense Security Cooperation Agency degli Stati Uniti, le forze armate saudite avevano perso almeno 20 carri armati M1A2 Abrams nello Yemen, e l’esercito turco, nell’ambito dell’operazione “Eufrate Shield” nel nord della Siria, aveva perso almeno 15 carri armati di fabbricazione tedesca Leopard 2A4, di cui 10 presso la città di al-Bab. Tali perdite preoccupano il complesso militar-industriale tedesco, che li ha venduto 354 carri armati alla Bundeswehr e agli eserciti di altri 18 Paesi. Infatti, il Leopard 2 ha dimostrato di avere notevoli punti deboli ai fianchi e al tergo, che i terroristi addestrati dalle forze speciali della NATO hanno saputo sfruttare utilizzando i missili anticarro. Anche per questo, le forze armate turche e i gruppi terroristici filo-turchi, il 20 gennaio, non riuscivano ad accerchiare l’importante base del SIIL di Qabasin, nella provincia di Aleppo, ad est di al-Bab, di cui è il centro chiave del sistema di difesa.

Leopard 2A4 turchi distrutti

Leopard 2A4 turchi distrutti

Leopard 2A4 turchi distrutti

Leopard 2A4 turchi distrutti

Se Obama emanava l’ultimo ordine operativo, inviando bombardieri B-2 per attaccare due campi dello SIIL in Libia, a sud-est di Sirte, allo scopo di supportare il governo filo-occidentale di Accordo Nazionale della Libia (GNA) di Fayaz al-Saraj, la portaerei russa Admiral Kuznetsov, l’11 gennaio, accoglieva il comandante dell’Esercito nazionale libico (LNA) Qalifa Haftar, legato al Parlamento di Tobruq, il cui presidente Agilah Salah aveva visitato Mosca il 13 dicembre incontrando il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov per discutere di dialogo politico, economia, sicurezza e antiterrorismo in Libia. In precedenza Ahmad Maytiq, vicepresidente del Consiglio di Presidenza del GNA, aveva visitato Mosca assieme al ministro dalla Difesa Mahdi al-Bargathi e al ministro degli Esteri Tahir Syiala. A dicembre, l’ambasciatore russo in Libia Ivan Molotkov incontrava sempre al-Bargathi per discutere di cooperazione militare, manutenzione e aggiornamento del materiale militare russo in Libia. Prima del 2011, in Libia le compagnie petrolifere e gasifere russe avevano firmato contratti per almeno 4 miliardi di dollari. Nel maggio 2016, Mosca stampò 4 miliardi di dinari libici per conto del governo di Tobruq guidato dal primo ministro Abdullah al-Thani. Haftar stesso aveva visitato Mosca per due volte in sette mesi, incontrando i Ministri degli Esteri e della Difesa russi e il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nikolaj Patrushev. Secondo il portavoce del LNA Ahmad al-Mismari, “La Libia firmò contratti con la Russia del valore di 4,2 miliardi di dollari nel 2009. Questi contratti saranno attivati una volta che l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite non sarà più attivo“.

Haftar a bordo della Kuznetsov

Haftar a bordo della Kuznetsov

Infine, il deputato egiziano Hatam Abdulhamid accusava Qatar, Turchia e Israele di sostenere i gruppi terroristici nel Sinai, “I gruppi terroristici sono mercenari sostenuti da potenze mondiali e regimi reazionari, e questi ultimi usano i terroristi per i loro piani distruttivi. Doha, Ankara e Tel Aviv sono dietro tutte le operazioni terroristiche nel Sinai e cercano di diffondere il terrorismo in Egitto“. Le osservazioni avvenivano dopo che i terroristi avevano ucciso 8 poliziotti in un posto di blocco nella provincia di Wadi al-Jadid, nel sud-ovest dell’Egitto. 2 dei terroristi furono eliminati dalle forze di sicurezza.

A Dayr al-Zur, l'Esercito arabo siriano respinge l'utlimo assalto di Galdio-B (Stato islamico), organizzato dall'amministrazione Obama

A Dayr al-Zur, l’Esercito arabo siriano respinge l’utlimo assalto di Gladio-B (Stato islamico), organizzato dall’amministrazione Obama

Fonti:
al-Monitor
Analisis Militares
FARS
Global Research
South Front
South Front
Sputnik
Sputnik
Sputnik

Libia: golpismo occidentale e asse Mosca-Tobruq

Alessandro Lattanzio, 13/1/2017

Qalifa Ghwal, personaggio colluso con la presidente del Senato Boldrini.

Qalifa Ghwal, figuro colluso con la presidente del Senato Boldrini.

L’11 gennaio, mentre il Presidente del Consiglio Fayaz Saraj era a Cairo ad incontrare il Presidente Abdalfatah al-Sisi, la brigata dei rivoluzionari di Tripoli di Haytham Tajuri, che sostiene Qalifa Ghwal e il suo governo di salvezza nazionale, occupava i ministeri della difesa, del lavoro e delle famiglie dei martiri, feriti e scomparsi. Ghwal dichiarava che l’accordo di Sqirat, che aveva portato alla nascita del governo Saraj, era morto, essendo stato imposto dagli stranieri; “Il governo di salvezza nazionale è aperto alla cooperazione con tutte le formazioni militari nel determinare l’autorità dello Stato“. L’amministrazione di Fataz Saraj è afflitta da vari problemi: stipendi non pagati, mancanza di liquidità presso le banche, gelo, inondazioni, scarsità idriche, interruzioni di corrente e comunicazione, assenza di sicurezza.

Qalifa Haftar a bordo della Kuznetsov

Qalifa Haftar a bordo della Kuznetsov

Nel frattempo sulla portaerei Admiral Kuznetsov, scortata dall’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, in navigazione nel Mar Mediterraneo, giungeva il comandante della Libyan National Army, Generale Qalifa Balqasim Haftar. “A bordo della portaerei, il comandante dell’esercito nazionale libico veniva accolto dal Viceammiraglio Sokolov. Dopo un breve giro a bordo, il Generale Haftar partecipava a una videoconferenza con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, discutendo di questioni urgenti sulla lotta ai gruppi terroristici internazionali in Medio Oriente“. Al termine della visita, prima di rientrare a Tobruq, il comandante dell’esercito nazionale libico riceveva un carico di medicinali per i militari e i civili libici.c167-6awqakynav

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Fonti:
Colonel Cassad
Geopolitics Alert
Interfax
Libya Herald

Addio Italia, il generale libico Haftar visita la portaerei russa Admiral Kuznetsov

RussiaToday 11 gennaio 2017
L’uomo forte della Libia orientale visitava la famosa nave militare russa nel Mediterraneo, incontrando il Ministro della Difesa russo in videoconferenza.
5876457bc36188034b8b46dbSulla portaerei russa Admiral Kuznetsov, il capo della “Forze armate libiche” (NLA) Qalifa Balqasim Haftar ha discusso con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu della lotta al terrorismo in Medio Oriente, riferiva il Ministero della Difesa russo citato dall’agenzia RIA. Lo scambio è avvenuto via videoconferenza, non essendo il ministro del governo russo a bordo della nave da guerra. Sempre presente nel Mar Mediterraneo, la portaerei Admiral Kuznetsov è salpata dalle acque siriane ai primi di gennaio, dopo averle visitate con una squadra russa dal novembre 2016, per sostenere le forze siriane nella lotta ai terroristi. L’uomo forte della Libia orientale, Qalifa Balqasim Haftar, aveva già avuto l’opportunità d’incontrare Sergej Shojgu sulla “questione degli armamenti per la Libia”, alla vigilia di un incontro con il capo della diplomazia russa Sergej Lavrov, a fine novembre 2016.

Il capo dell'”Esercito nazionale libico” concorrente al governo di Tripoli
A capo dell’ALN presente nell’est del Paese, il generale Qalifa Balqasim Haftar si oppone allo Stato islamico e anche al governo riconosciuto dalla comunità internazionale di Fayaz al-Saraj, con sede a Tripoli. Dalla caduta di Muammar Gheddafi, la Libia è completamente frammentata: ad est, il governo di Tripoli è contestato dalle truppe del generale Haftar. Ad ovest, le milizie islamiste di “Alba della Libia” controllano anche Tripoli.Libyan General Haftar leaves after meeting Russian Foreign Minister Lavrov in MoscowTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Blackwater ed Emergency traghettano migranti in Italia

Gefira 11/10/2016 – Newropeans

Regina e Chris Catrambone

Regina e Chris Catrambone

MOAS è l’acronimo di Stazione di aiuto ai migranti in mare aperto. Si tratta di un’organizzazione non governativa con sede a Malta che si è posto il compito di pattugliare il Mediterraneo e salvare persone in alto mare, recuperandole da gommoni, zattere e barche sul Phoenix, il peschereccio della MOAS, una nave completa di droni per sorvegliare le acque, traghettando i migranti per miglia, dalle coste libiche alla Sicilia. L’organizzazione è gestita da Chris Catrambone (35) e sua moglie Regina. Chris Catrambone, statunitense della Louisiana diplomato al college, gestiva un ristorante su un battello a vapore ed ha lavorato presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC, prima di lavorare come investigatore assicurativo. In tale veste fu inviato nei luoghi più pericolosi del mondo, come ad esempio Iraq e Afghanistan. Dopo aver fatto abbastanza esperienza, e accidentalmente sopravvissuto all’uragano Katrina in Louisiana nel 2005, l’anno dopo Chris Catrambone fondava il Tangiers Group, azienda globale specializzata in “Servizi di assicurazione, assistenza di emergenza, gestione dei sinistri sul campo ed intelligence“(1)). Inizialmente operava dagli Stati Uniti, ma per gestire meglio l’azienda in espansione trasferiva le attività in Italia (dove incontrava la futura moglie) e poi a Malta. È qui che nel 2013 Chris Catrambone fondò la Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per assistere la popolazione del terzo mondo ad attraversare il mare in cerca di una vita migliore. Catrambone e la moglie si dice che abbiano speso 8 milioni di dolari propri per tale fine, perché, come il fondatore della MOAS ha confessato, anche lui, una volta che perse la casa a causa di Katrina, capì la situazione degli altri.
ianIan Ruggier è un membro del consiglio della MOAS. Questi un tempo fece scalpore a Malta con un piano volto a frenare i migranti in rivolta a Malta. Le unità di polizia circondarono la folla, ed isolarono e colpirono i capi per evitare ulteriori dimostrazioni. Eppure qualcosa andò storto e fallì, con le organizzazioni pro-immigrati che fecero enorme clamore e i tribunali che se ne occuparono (2). Dopo 25 anni di servizio, Ian Ruggier ha trovato lavoro nella MOAS: incaricato di contenere i migranti ora è passato dalla loro parte: Saulo divenne Paolo. Forse.
Ma che succede se Ian Ruggier è soltanto l’uomo il cui compito è garantire che i migranti soccorsi o infiltrati in Europa non finiscano a Malta? Perché le barche della MOAS sono di stanza a Malta, da dove operano. Una volta caricati di immigrati, salpano dal porto di La Valletta verso l’Italia per scaricarvi il carico umano. Robert Young Pelton è consulente strategico della MOAS (3), fondatore di Migrant Report (4) e proprietario della Dpx (Posti estremamente pericolosi) Gear, che vende coltelli da guerra (5) per chi si reca nelle zone di conflitto da cui, stranamente, provengono le persone che si suppone MOAS e Migrant Report dovrebbero aiutare. Come giornalista free-lance ha incontrato Eric Prince, il fondatore della Blackwater, la società militare privata statunitense (mercenari) impegnata in operazioni in Afghanistan e Iraq; per inciso, la Blackwater è stata impiegata anche in Louisiana, durante l’uragano Katrina: Chris Catrambone era capitato lì proprio in quel momento. Robert Young Pelton ha incrociato Eric Prince su questioni finanziarie.
Ma tornando a Chris Catrambone. Un giovane laureato e dipendente, costituisce una società (Tangiers Group) che estende rapidamente le attività in oltre cinquanta Paesi, comportando profitti per milioni da potersi creare l’ente di beneficenza che si chiama MOAS. MOAS impiega uomini che contemporaneamente possono intervenire presso le aziende militari private o essere incaricati di frenare l’afflusso di persone che cercano di attraversare il Mediterraneo. Tale organizzazione non-governativa non è in concorrenza con i governi europei nel recupero dei migranti: piuttosto li integra, un riconoscimento per cui il suo fondatore riceve premi. (6)
aaeaaqaaaaaaaak Alcune domande sorgono. Come ha fatto Chris Catrambone ad accumulare tale fortuna, così giovane, sul mercato delle assicurazioni? (7) È il suo ente di carità è solo un’espressione delle proprie convinzioni personali? Persegue scopi politici? Il suo Tangiers Group opera nelle zone di guerra: è un puro caso? Lavorò presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC. Alcuni suoi collaboratori spuntano nelle stesse zone pericolose dove opera Tangiers Group. Anche qui un puro caso? Sembra che ci sia una stretta relazione tra MOAS, marina maltese ed esercito statunitense. MOAS è guidata da un ufficiale di marina noto per il duro trattamento inflitto agli immigrati; fu promosso partner commerciale della Blackwater, ben nota per le azioni spietate contro i civili e di proprietà di una persona che ha fatto fortuna sfruttando le operazioni militari statunitensi in Afghanistan, Africa del Nord e Medio Oriente. Lo stesso denaro, in un modo o nell’altro, guadagnato creando caos in Africa e Medio Oriente, provocando la crisi dei rifugiati, viene ora usato per spedire migliaia di africani senza documenti nel cuore dell’Europa, causando problemi in Italia, Francia, Grecia e Germania. Non si può fare a meno di chiedersi se quelli della MOAS siano onesti salvatori o compiano la missione di destabilizzare ancora di più l’Europa.tumblr_nh96xy1z101u6emqdo1_1280

 Robert Young Pelton in Afganistan nel 2001, durante l'invsione degli USA. Qui era circodanto dai guerriglieri dell'Alleanza del Nord, il fronte di cui era leader il potente narcotrafficante afgano Ahmad Shah Masud, grande amico di Gino Strada. C'è un nesso? Pelton era presente

Robert Young Pelton in Afganistan nel 2001, durante l’invasione degli USA. Qui era circondato dai guerriglieri dell’Alleanza del Nord, il fronte di cui era leader il potente narcotrafficante afgano Ahmad Shah Masud, grande amico di Gino Strada. C’è un nesso?

Robert Young Pelton, in Iraq assieme agli amici della Blackwater

Robert Young Pelton, al centro, in Iraq assieme agli amici della Blackwater. Pelton è “consigliere strategico” dell’ente immigrazionista MOAS con cui Emergency di Gino Strada ha stretto forti legami.

Riferimenti
1. Christopher Catrambone, My Story.
2. Come l’esercito ha sbagliato, Times of Malta, 19/12/2005, un ufficiale responsabile della disastrosa gestione delle proteste, Malta Today 16/11/2007.
3. Robert Young Pelton: Aid Station Migrant Offshore (MOAS) e la crisi dei rifugiati dalla Siria.
4. Migrant Report
5. Dpx Gear
6. MOAS, giovane eroe tra coloro onorati nel giorno della Repubblica, 13/12/2015 Malta Today 2015/12/13.
7. “Avevo un patrimonio netto di 10 milioni di dollari prima di compiere trent’anni. (…) Non sono cresciuto nel denaro o nel lusso. Ho costruito tutto quello che ho da zero, attraverso il duro lavoro e la dedizione. Ad un certo punto, ho cominciato a vedermi arrabbattarmi tra questioni sui soldiPhoenix Rising.

Il sodalizio tra MOAS ed Emergency risale al 2011?

Il sodalizio tra MOAS ed Emergency risale al 2011?

La MOAS usa droni da ricognizione.

La MOAS usa droni da ricognizione di origine militare per le operazioni di ‘recupero’ di migranti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le ONG contrabbandano immigrati in Europa?

Qualcosa di molto strano accade nel Mediterraneo
GefiraSouth Frontjason_florio_moas-eu-8604Per due mesi, utilizzando marinetraffic.com, abbiamo monitorato i movimenti delle navi di proprietà di un paio di organizzazioni non governative e, utilizzando i dati di data.unhcr.org abbiamo tracciato l’arrivo quotidiano di immigrati africani in Italia. Abbiamo scoperto di essere testimoni di una grande truffa e di un’operazione di traffico illegale di esseri umani. ONG, contrabbandieri e mafia in combutta con l’Unione europea hanno spedito migliaia di clandestini verso l’Europa con il pretesto di salvarli, assistiti dalla guardia costiera italiana che ne coordina le attività. I trafficanti di esseri umani contattano la guardia costiera italiana per ricevere aiuto e raccogliere i loro dubbi carichi. Le navi delle ONG vengono dirette sul “luogo del soccorso”, anche se è ancora in Libia. Le 15 navi che abbiamo osservato sono di proprietà o affittate da ONG viste regolarmente salpare dai porti italiani in direzione sud, fermarsi a poche miglia dalle coste libiche, prendere il carico umano a bordo e naturalmente rientrare per 260 miglia in Italia, anche se il porto di Zarzis, in Tunisia, è solo a 60 miglia di distanza dal punto di salvataggio. Le organizzazioni in questione sono: MOAS (Migrant Offshore Aid Station), Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Medici Senza Frontiere, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye e Life Boat.
Le vere intenzioni dietro le ONG non sono chiare. Il loro movente può essere il denaro, che non sorprenderebbe se si rivelasse essere così. Possono anche essere politicamente pilotati; le attività dell’organizzazione di Malta, MOAS, che traffica persone in Italia, è la migliore garanzia che i migranti non appaiano sulla rive maltesi. MOAS è gestita da un ufficiale della marina maltese ben noto per maltrattamenti ai rifugiati (1). E’ anche possibile che tali organizzazioni siano gestite da ingenui “buonisti” che non sanno di servire da magnete per le persone provenienti dall’Africa e quindi, volenti o nolenti, causare altri morti, per non parlare delle azioni per destabilizzare l’Europa. Per quanto nobili siano le intenzioni di tali organizzazioni, sono criminali, come la maggior parte dei migranti che non può ricevere asilo, finendo per strada a Roma o Parigi, minando la stabilità in Europa aumentando le tensioni sociali a sfondo razziale. Bruxelles ha creato una legislazione particolare per proteggere i trafficanti di esseri umani dalle accuse. In una sezione dedicata a una risoluzione UE, intitolata Ricerca e salvataggio, il testo afferma che “proprietari privati di navi e organizzazioni non governative che assistono i salvataggi nel Mediterraneo non dovrebbero rischiare punizioni per tale assistenza“. (2)
Nei due mesi di osservazione, abbiamo monitorato almeno 39000 africani illegalmente contrabbandati in Italia con il pieno consenso delle autorità italiane ed europee.

Le navi utilizzate dalle ONG al largo delle coste libiche© Moas 2015 - Image Peter MerciecaLa Phoenix è una delle due navi della MOAS. La nave è regolarmente avvistata nelle acque territoriali della Libia. È registrata in Belize, Sud America. Tuttavia, la nave è di proprietà di maltesi che trasportano gli immigrati in Italia. Sito web: MOASfoto-emergencyLa Topaz Responder, un vascello di soccorso di 51 metri, ospita 2 lance di soccorso ad alta velocità. La nave è gestita assieme a MSF (e ad Emergency di Gino Strada. NdT). È uno dei tre traghetti che trasportano centinaia di persone alla volta. La nave è registrata nelle Isole Marshall. Sito web: MOAS
3x340630-k09c-600x337nwz-onlineLa Iuventa è registrata nei Paesi Bassi ed è di proprietà della ONG tedesca Jugend Rettet. Sito web: Jugend Rettet.stichting-bootvluchting2La Golfo Azzurro è utilizzata dall’olandese ‘Boat Refugee Foundation‘. Golfo Azzurro opera sotto la bandiera di Panama. La Fondazione trasporta rifugiati con la nave a un prezzo simbolico. Sito web: Bootvluchteling.Dignity I ready to bolster operations in the Mediterranean SeaLa Dignity 1 è registrata a Panama. Crediamo che la nave appartenga a Medici Senza Frontiere. Sito web: MSF.
msf147678La Bourbon Argos, nave di Medici Senza Frontiere. È una delle tre navi utilizzate per trasportare persone tratte da imbarcazioni più piccole in Italia. La nave è attualmente registrata in Lussemburgo. MSF2016-02-19t173113z_737741010_lr1ec2j1cnqnj_rtrmadp_3_europe-migrants-france_0La Aquarius è una delle tante navi gestite da Medici Senza Frontiere. È registrata a Gibilterra. Sito web: MSF.
eni-hires-vroons-vos-hestiaLa nave di ricerca e soccorso Vos Hestia, noleggiata da Save The Children, come molti vascelli delle ONG. è supervisionata dal sito della Guardia Costiera italiana: Save the Children. livio-lomonaco-oscar-camps-badalona_1597050523_29619824_3189x2126L’Astral della Proactiva Open Arms. Abbiamo individuato l’Astral molte volte nelle acque territoriali libiche. La nave è scomparsa regolarmente dal monitoraggio dei siti web AIS. Sito web: Proactiva Open Arms.seawatch1La Sea-Watch I è di proprietà di un’organizzazione di Berlino che collabora con Watch The Med, rete transnazionale di persone che combattono il regime di frontiera europeo, e chiedono il passaggio libero e sicuro per l’Europa. Sito web: Sea-Watch.
sea-watch_2_elbe-18-von-39-1La Sea-Watch II è di proprietà di un’organizzazione di Berlino che collabora con Watch The Med, rete transnazionale di persone che combattono il regime di frontiera europeo, e chiedono il passaggio libero e sicuro per l’Europa. Sito web: Sea-Watch.

L’Audur è registrata nei Paesi Bassi. Non sappiamo a chi appartenga.sea-eye_0_1314947-940x1000La Sea-Eye è di proprietà della Sea-Eye-eV. Michael Buschheuer di Regensburg, in Germania, un gruppo di familiari e amici che ha fondato l’organizzazione non-profit di soccorso in mare. Sito web: Sea-Eye.

Lo Speedy è un motoscafo di proprietà della Sea-Eye-eV, ma è stato confiscato dal governo libico. Sito web: Sea-Eye.
minden-ausgedienter-seenotrettungskreuzerLa Minden è una scialuppa di salvataggio di proprietà di un’organizzazione tedesca. La nave è attualmente registrata in Germania. Sito web: Lifeboat.

Altre informazioni:
Ad ottobre abbiamo scoperto che quattro ONG raccolgono persone nelle acque territoriali libiche. Abbiamo la prova che questi contrabbandieri comunicano in anticipo le loro azioni alle autorità italiane. Dieci ore prima che gli immigrati lascino la Libia, la guardia costiera italiana dirige le ONG sul luogo di “salvataggio”: il completo resoconto “Colti sul fatto: le ONG gestiscono il traffico di migranti
L’organizzazione MOAS ha stretti legami con il famoso contractor militare degli Stati Uniti Blackwater, con l’esercito degli Stati Uniti e la marina maltese (e ricordo, anche con Emergency di Gino Strada). Resoconto: “Gli statunitensi della MOAS traghettano i migranti in Europa“.
Vi è una relazione completa sulle navi coinvolte: “L’Armada delle Ong che opera al largo delle coste della Libia” e come le persone sono incoraggiate a venire in Europa: “La strada della morte per l’Europa promossa sul web“.

Le ONG pro-immigrazionismo, impiegano materiale militare, come questo drone di fabbricazione tedesca.

Le ONG pro-immigrazionismo impiegano materiale militare, come questo drone di fabbricazione tedesca.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora