USAF vs RVVS: un confronto

Georgij Nizovoj, Federalnoe Agentstvo Politicheskikh Novostej 28.01.2016 – South Front

Il mondo torna al suo posto, dov’era 30 anni fa. Due potenti coalizioni cercano di sconfiggersi in una serie di guerre e conflitti ibridi. Le loro forze armate finora non si sono scontrate direttamente, ma la loro potenza, utilizzata in varie parti del mondo, spesso decide chi sarà il vincitore. Questa serie di articoli non è un tentativo di descrivere dettagliatamente la situazione in questo o quell’aspetto degli affari militari. È piuttosto il tentativo di esaminare le tendenze nelle forze armate di Russia e Stati Uniti, i due Paesi militarmente più potenti del mondo. Pertanto questi articoli saranno scritti a “volo d’uccello”, concentrandosi sugli eventi più importanti e dando libertà all’immaginazione. Il ciclo conterrà articoli su Aeronautiche, Marine ed Eserciti, occupandosi anche di questioni relative ad industria militare, tattica e strategie nelle guerre del 21° secolo.Blue over HawaiiUSA
Durante il confronto delle superpotenze, l’Aeronautica militare degli Stati Uniti rispettava pienamente le esigenze moderne. Lo sviluppo di velivoli concettualmente avanzati come F-15 e F-16 si rivelò un ottimo investimento sul futuro. Ma mentre gli equipaggiamenti militari divenivano più complessi, raggiungevano i limiti dello sviluppo e le possibilità tecnologiche di fine 20° secolo si esaurivano, il criterio più importante diventava il costo-efficacia. Purtroppo, l’USAF non fece tale riesame, anche se ne notò l’importanza. Questo giocò un brutto scherzo all’USAF causandone il declino, al punto di minacciare la perdita della superiorità aerea. Già il costo della manutenzione degli aeromobili degli anni ’70-’80 era importante quanto le capacità di combattimento. La corsa agli armamenti assorbì ingenti risorse, e il mantenimento di una flotta di 1000 aerei da combattimento si rivelò un’ardua sfida anche per gli Stati Uniti. Non è un caso che dal 1990 la forza di prima linea di USAF e USN iniziò a declinare rapidamente. Nel 1990 l’USAF (e la sua componente Guardia Nazionale) avevano più di 3100 aerei da combattimento tattici. Nel 2014 solo 1500. E quale sarà la situazione nel 2020? Il problema dell’USAF è dovuto agli errori di calcolo nella scelta del concetto di sviluppo della potenza aerea e della progettazione di nuovi aeromobili, e la sua flotta di aerei ora mostra la tendenza pericolosa all’obsolescenza fisica combinata con l’incapacità di riprendersi a breve termine.

F-117
Pertanto, la flotta di aerei da combattimento tattici dell’USAF è in rapido declino negli ultimi anni. Tutti i velivoli F-117 (il velivolo più moderno all’epoca, tranne l’F-22) furono ritirati dal servizio alla fine del 2008. La spiegazione ufficiale fu la carenza di risorse finanziarie, ma in realtà l’aereo fu condannato all’estinzione già durante la campagna in Kosovo, dove il “velivolo invisibile” fu abbattuto da un obsoleto SAM S-125.

F-15
Pilastri della flotta, i velivoli da combattimento F-15 e F-16 sono in servizio da oltre 20 anni ed hanno quasi esaurito la loro vita operativa (8000 ore di volo). Alcuni F-15 furono sostituiti nei primi anni 2000 dagli F-22 (15 squadriglie di 12 aerei ciascuna), e il resto è ancora in servizio per mancanza di fondi. Nel 2020, 400 di questi aerei (soprattutto F-16) sarà in pensione. Devono essere sostituiti dai moderni F-35. Purtroppo per le forze armate statunitensi, questa parte del loro arsenale darà gravi preoccupazioni. Per capire perché, diamo un’occhiata alla struttura dell’USAF negli ultimi decenni. Nel corso degli ultimi 40 anni, l’USAF ha aderito al concetto di due aerei “principali”. Un caccia intercettore per avere la superiorità aerea, e un cacciabombardiere per il combattimento aereo. Negli anni ’70, tale concetto fu attuato mediante l’introduzione dell’F-15 (intercettore) e dell’F-16 (cacciabombardiere). I piani del riarmo a lungo termine ne postularono la sostituzione tra fine anni ’90 e primi anni 2000 con la nuova generazione di F-22 (intercettore) ed F-35 (cacciabombardieri). Questi piani inizialmente comportavano l’acquisto di 800 F-22 (solo 187 effettivamente costruiti) e circa 2000 F-35 (attualmente 1736 previsti per l’USAF). Tutti i velivoli d’attacco A-10 (20 squadriglie) saranno sostituiti dagli F-35.

F-22
I problemi sono iniziati quando il costo del programma F-22 ebbe un drastico aumento, anche se ci sono sospetti che l’aumento dei prezzi sia dovuto alla manutenzione del velivolo, piuttosto che alla produzione. Ogni ora di volo di un F-22 costa circa 50000 dollari rispetto ai 30000 dell’F-15. Se un aereo vola in media 300-400 ore all’anno, il costo sarebbe di 6-8 milioni di dollari all’anno. Una flotta di 800 aeromobili richiederebbe 40 miliardi all’anno per la sola manutenzione. In confronto, il bilancio del DoD degli Stati Uniti per l’operatività è di 240 miliardi di dollari nel 2016. In 20 anni, i costi di manutenzione lieviterebbero a 800 miliardi di dollari. Mentre “solo” 200 miliardi sarebbero spesi per sviluppo e approvvigionamento (assumendo, ancora una volta, una flotta di 800 aerei). Come possiamo vedere, il problema principale dell’aeromobile non è il costo di produzione o sviluppo. I suoi costi operativi minacciano letteralmente di divorare il budget del Pentagono, imponendo una forte riduzione del numero di caccia da acquisire. L’F-22 soffre anche un altro problema. È molto esigente riguardo le condizioni della base. Distribuirli su un gran numero di basi aeree sarebbe molto costoso, non consentendogli di essere schierati in prima linea. Questo rende le basi aeree adattate agli F-22 un obiettivo molto attraente. Danneggiandone la base aerea, si mette fuori operatività l’intera unità di caccia e per lungo tempo.f35_cbuF-35
Problemi simili attendono l’F-35. Calcoli preliminari indicano che un’ora di volo del nuovo cacciabombardiere costa 31000 dollari (e questo è solo una stima di ciò che potrebbe rivelarsi superiore). L’F-16, in confronto, costa 22000 dollari per ogni ora di volo. Ma non è tutto. Il nuovo aereo doveva inizialmente sostituire parzialmente l’F-15, per l’incapacità di sostenere un numero sufficiente di F-22. Ma i problemi tecnici di progettazione e l’incapacità nel raggiungere le prestazioni cercate (rapporto spinta-peso e carico di g) fanno dell’aereo un bombardiere puro capace di lanciare missili aria-aria a medio-lungo raggio. A distanze brevi l’F-35 non ha alcuna possibilità nel combattimento aereo anche contro caccia di 4.ta generazione. Ma non è tutto. Le prove del 2013 hanno dimostrato che l’aeromobile non può essere accettato in servizio anche dopo aver ridotto le capacità. Soffre di numerosi problemi, il più importante è stato indicato nella difficoltà del software estremamente complesso che, secondo le forze armate statunitensi, non saranno risolte prima del 2019. Esiste il velivolo ma non ha capacità di combattimento e non si sa quando l’avrà. Ma il tempo non si ferma. Il logorio fisico dei vecchi aerei e la necessità di preservare le unità da combattimento richiedono una decisione: iniziare a costruire aerei “grezzi”, prima di affrontarne i problemi di sviluppo. È una mossa rischiosa: si può rimanere senza caccia e senza soldi. L’alternativa sarebbe riprendere la produzione di F-15 e F-16, preservando la forza attuale dell’USAF al prezzo del ritardo tecnologico assicurato. Ecco ciò che tale decisione produrrà nel breve termine. Nel 2020 l’USAF avrà 15 squadroni di F-22 (180 aerei), 12-13 squadroni di F-15 e circa 25 squadroni di F-35, anche se non c’è alcuna garanzia che questi caccia saranno pienamente operativi. Vorrebbe dire che l’F-35 non potrà essere utilizzato in combattimento, tranne in casi estremi, e avrebbe notevoli restrizioni nell’impiego. Ci sarebbero anche 18 squadriglie di F-16 e 22 squadriglie di cacciabombardieri F-15E, tutti da sostituire con l’F-35 entro il 2030. A partire dal 2006, USAF ha cominciato a modernizzare 20 squadriglie di A-10 allo standard A-10C per i problemi dell’F-35. Quindi, in totale: 15 squadriglie di caccia moderni, 12-13 squadriglie di caccia obsoleti ed usurati, e circa 65 squadriglie di cacciabombardieri, due terzi dei quali messi a terra per problemi tecnici. E fino a 20 squadriglie d’attacco.1029802323Russia
I piani di approvvigionamento della VKS sono già noti, come sono noti i velivoli che saranno in servizio. Nel 2014 la VKS aveva 32 squadriglie di caccia (8 di MiG-29, 12 di Su-27, 8 di MiG-31, 2 di Su-30 e 2 di Su-35), 14 squadriglie di bombardieri (9 di Su-24 e 5 di Su-34), e 10 squadriglie d’attacco (Su-25).

T-50
Non ho dati sui piani per implementare nuove unità nella VKS ma solo sul riarmo di quelle esistenti. Nel 2020 ci sarà un piccolo numero di squadriglie di T-50 in servizio (non più di 1-2). Anche 6-8 squadriglie di Su-35, 12 squadriglie di MiG-31BM, 5 squadriglie di Su-30 e 2 squadriglie di MiG-35. 4 squadriglie di Su-27SM modernizzati nel 2003-2009 e 1 squadriglia di Su-27SM3 probabilmente rimarranno in servizio. Ci sono informazioni secondo cui nel 2020 altre 3 squadriglie di Su-27 saranno aggiornati a Su-27SM3. La VKS inoltre ha acquisito 28 caccia MiG-29SMT respinti dall’Algeria, e altri 16 sono stati ordinati direttamente dalla VKS, in modo che nel 2020 avrà almeno 3 squadriglie di questi aerei. Quindi vi sono tutte le ragioni per credere che nel 2020 la VKS crescerà di almeno il 37-39 squadriglie di caccia, tutte dotate di velivoli modernizzati o costruiti dopo il 2003, per il 90% dopo il 2010.

Su-35
La VKS continuerà a crescere dopo il 2020 continuando la produzione di Su-35, T-50, MiG-35 e Su-30SM. L’aviazione da bombardamento nel 2020 avrà 10 squadriglie di Su-34 e forse 4 (o più, se ne decide la modernizzazione) squadriglie di Su-24M3 e più di 10 squadriglie d’attacco di Su-25SMT. Così la flotta di aerei di combattimento tattici della Russia avrà una forza di prima linea di circa 61-65 squadriglie (730-800 aerei da combattimento). 100-150 velivoli modernizzati o nuovi saranno assegnati ai centri di addestramento.

Conclusioni
Se si confronta la forza dei caccia, la Russia avrà la parità numerica con gli Stati Uniti e almeno una parità qualitativa. Se l’F-35 non sarà pronto, gli Stati Uniti avranno ancora un notevole vantaggio numerico, anche se, come la Siria dimostra, la Russia avrà un vantaggio qualitativo. Se l’F-35 viene rapidamente accettato in servizio, il costo elevato ne forzerà la riduzione nell’acquisizione a 1300-1500 velivoli, creando 105-110 squadroni nel 2040. In assenza di un forte aumento dei finanziamenti, l’USAF può aspettarsi solo una riduzione numerica. Vi sono due ragioni perciò: concetti e costruzione sbagliati. Gli Stati Uniti commisero un errore negli anni ’90, quando decisero si essere il solo egemone nel mondo. Quell’errore, combinato con il degrado dei mezzi e dell’industria, impedirà agli USA di poter mantenere l’USAF al livello richiesto. Ecco perché gli Stati Uniti sono costretti a considerare l’utilizzo di droni da combattimento come alternativa a basso costo. Una buona idea, forse, quando utilizzati contro selvaggi armati di bastoni, ma interamente inefficaci contro un avversario tecnologicamente avanzato, quindi gli Stati Uniti riconsiderano la loro concezione sugli aerei da combattimento senza pilota di 6.ta generazione. Vi torneremo in un altro articolo.PAK-FA-armament-infographic-1-640x360

Quando la Russia avrà il bombardiere stealth?
Dave Majumdar, The National InterestRussia Insider

625x465_1271180_1231129_1429682426Il primo volo del nuovo bombardiere stealth Tupolev PAK-DA di Mosca viene ritardato di circa tre anni. Secondo funzionari russi, il nuovo bombardiere ora difficilmente volerà prima del 2021. In precedenza il velivolo avrebbe dovuto volare nel 2019. “I lavori sul PAK-DA vanno avanti e il ritmo attuale va bene“, ha detto il comandante della RVVS Colonnello-Generale Viktor Bondarev a Sputnik, questa settimana. “Resta la sfida rimane di far volare il prototipo nel 2021, ma se tutto continua al ritmo attuale, avverrà anche prima”. Tuttavia, il 2021 è un ritardo di tre anni. “Il primo volo dovrebbe essere effettuato nel 2019. Prove e forniture saranno completate nel 2023“, aveva detto Bondarev a RIA Novosti nel maggio 2014. Secondo il piano precedente, l’aereo doveva diventare operativo nel 2025. Tuttavia, questo ritmo pareva ottimista. Con il primo ritardo del volo, il resto del programma PAK-DA probabilmente ritarderà di diversi anni i test operativi e l’operatività. Non si sa molto del PAK-DA, se non che sarebbe un aereo tuttala subsonico più o meno analogo al B-2 Spirit della Northrop Grumman e del prossimo Long Range Strike-Bomber dell’US Air Force. Le ali volanti si prestano bene a caratteristiche particolari come bassa osservabilità ai radar a bassa frequenza operanti nelle bande UHF e VHF, ma la produzione potrebbe ancora essere un problema. Il PAK-DA sarà probabilmente caratterizzato da avanzati avionica, tra cui un nuovo radar, suite di comunicazione e sistemi di guerra elettronica. Nel frattempo, i motori, in fase di sviluppo presso il Design Bureau Kuznetsov, sono un derivato avanzato dei turbofan NK-32 del Tu-160. Il PAK-DA non sarà un piccolo aereo. Dovrebbe avere un peso massimo al decollo di circa 120 tonnellate e le dimensioni di un aereo di linea Boeing 757. Secondo Russia and India Report, i requisiti della RVVS indicano che il velivolo avrà un’autonomia di 10000 km e potrà trasportare 27 tonnellate di armamenti. Ma le cifre non possono essere verificate in modo indipendente. Il PAK-DA è un cambio rispetto ai precedenti bombardieri russi e sovietici, generalmente vettori incentrati sulla combinazione di velocità e missili da crociera a lungo raggio trasportati a bordo. Il PAK-DA è il primo bombardiere russo ottimizzato per la furtività. Tuttavia, i commenti precedenti dei funzionari della Difesa russi suggeriscono che il PAK-DA fungerà da piattaforma di lancio per missili da crociera a lunga gittata nucleari e convenzionali, e una serie di munizioni guidate. Potrebbe anche eventualmente essere armato di missili ipersonici secondo precedenti dichiarazioni dei funzionari russi.
Il PAK-DA sostituirà la flotta di epoca sovietica di Tupolev Tu-22M, Tu-95 e Tu-160. I russi hanno la capacità tecnica per sviluppare e costruire il PAK-DA, ma come Mosca finanzierà il massiccio programma in un momento di difficoltà economica, è una questione aperta.PAK-DATraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NATO ha capito che la Russia non ha alcuna intenzione di attaccare?

Valentin Vasilescu Reseau International 22 novembre 2015 russian bombers idlib syria GRAPHIC.jpgIl Daily Mail ha pubblicato un articolo sostenendo che 2 bombardieri Tu-160 russi sono stati intercettati da caccia Typhoon inglesi della base aerea di Lossiemouth la notte del 19-20 novembre [1]. I bombardieri volavano nello spazio aereo internazionale in prossimità delle acque territoriali del Regno Unito, essendo decollati dalla base aerea di Olenegorsk nella penisola di Kola. I 2 bombardieri Tu-160 erano armati di missili da crociera. I bombardieri Tu-160 superarono lo stretto di Gibilterra e sorvolarono il Mar Mediterraneo scortati da 3 caccia russi Su-30SM. Sul Mediterraneo i bombardieri russi hanno lanciato missili da crociera Kh-555 contro bersagli del SIIL nel Governatorato di Idlib e poi hanno sorvolato Siria, Iraq e Iran entrando nello spazio aereo del Mar Caspio, per tornare nella loro base. Il volo dei bombardieri Tu-160, circuitando l’Europa, è stato di quasi 13000 km. Oltre ai velivoli inglesi, alcun altro aereo della NATO è decollato per intercettarli perché 12 ore prima la Russia aveva annunciato al Centro di Coordinamento anti-SIIL degli USA in Qatar, i dettagli dei piani di volo dei bombardieri russi. Ricordiamo che nel 2014 e nella prima metà del 2015, formazioni di 20-30 velivoli militari russi (bombardieri a lungo e medio raggio accompagnati da aerei da combattimento, velivoli da ricognizione e aerei-cisterna) cominciarono ad addestrasi nello spazio aereo internazionale, in prossimità di Stati membri della NATO in Europa. Questo addestramento, che mirava a preparare gli equipaggi russi ad operazioni future in Siria, fu male interpretato dalla NATO. Il Generale Philip Breedlove dell’US Air Force, comandante militare della NATO, suscitò isteria nel pubblico su un attacco imminente al fianco orientale dell’alleanza da parte della Russia. Il Pentagono si precipitò a schierare 150-160 carri armati M1 Abrams e blindati M2 e 24 cannoni semoventi nei Paesi baltici, Polonia e Romania [2]. Il Pentagono poi decise di circondare la Russia di depositi di armi ai confini della Russia. [3] Lo spazio aereo del Baltico era difeso da aerei tedeschi, norvegesi, portoghesi, olandesi e statunitensi. L’inclusione di velivoli militari russi nel traffico assai affollato della zona Eurocontrol, senza causare collisioni o quasi collisioni con aeromobili civili o militari, fu possibile grazie alla nuova rete radio 590 dell’esercito russo. La rete è composta dal sistema radar 29B6 Container che monitora lo spazio aereo fino a 3000 km, permettendo alla Russia di coprire Europa, Nord Africa e Medio Oriente [4]. Gli interessi comuni nella lotta al terrorismo e un dialogo aperto potrebbero riavviare la cooperazione nell’ambito del Consiglio NATO-Russia (NRC), istituito il 28 gennaio 2011.

[1] Caccia Typhoon della RAF decollano da Lossiemouth per intercettare 2 bombardieri russi Tu-160 in missione per la Siria.
[2] Il Pentagono ha deciso di consolidarsi militarmente in Europa orientale.
[3] Il Pentagono circonda la Russia di depositi di armi e munizioni ai suoi confini.
[4] Chi ha il coraggio di bombardare la Russia?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I bombardieri russi spianano lo Stato islamico

La Russia schiera contro lo Stato islamico i più potenti aerei sulla terra
Daniel Fielding, Russia Insidertupolev-tu-160-blackjackI militari russi informavano Putin sull’ulteriore escalation delle operazioni aeree in Siria. Le nuove forze aeree schierate sono di una potenza mai vista prima. Operano dalle basi nella Russia. Non esiste apparentemente un piano per inviare altri aeromobili in Siria. La base aerea di Lataqia è al completo. Non c’è spazio per altri aeromobili. A quanto pare non ci sono piani per il momento per creare un’altra base in Siria. I russi continuano ad escludere l’invio di una forza di terra. Il piano è che aerei diretti in Siria dalla Russia condurranno gli attacchi a logistica e infrastrutture dei jihadisti l’obiettivo principale della forza d’attacco russo a Lataqia finora. Il gruppo d’attacco a Lataqia è ora libero di fornire supporto aereo ravvicinato all’Esercito arabo siriano che continua l’offensiva. Ciò suggerisce che il nuovo dispiegamento era pianificato da tempo. I nuovi aerei sono schierati in tre gruppi:
Bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95 che volano da Engels, base aerea nei pressi di Saratov, nel sud della Russia
Bombardieri medi Tu-22M3 che volano da Mozdok, grande base aerea nel nord dell’Ossezia, nel Caucaso settentrionale
Caccia Su-27 e cacciabombardieri Su-34, che volano da una base aerea non identificata, forse Mozdok o più probabilmente Budjonnovsk, presso Stavropol, nel nord del Caucaso.
Tutti questi aeromobili hanno l’autonomia per raggiungere obiettivi in Siria dalle loro basi in Russia, anche se i Su-27 e Su-34 dovrebbero utilizzare serbatoi di carburante esterni e volare con carichi più leggeri. Il velivolo di gran lunga più vecchio è il Tu-95. Questo velivolo fu progettato ed entrò in servizio negli anni ’50. Era l’equivalente russo del bombardiere statunitense B-52 entrato in servizio nello stesso periodo. Il Tu-95 ha un carico di bombe più leggero del bombardiere B-52. Tuttavia la sua autonomia è probabilmente maggiore. Sembra antiquato perché utilizza giganteschi turboeliche controrotanti invece dei motori a reazione Ma tuttavia ciò è ingannevole. Il Tu-95 vola a velocità appena inferiori a quelli degli aviogetti subsonici. La sua straordinaria autonomia, il pesante carico di bombe e bassi costi operativi l’hanno mantenuto in servizio nell’Aeronautica russa dagli anni ’50. L’efficacia di questo aereo è dimostrato dal fatto che i russi ne hanno riavviato la produzione negli anni ’80. Tutti i B-52 in servizio nell’aviazione degli Stati Uniti sono stati costruiti prima del 1963. Tutti i Tu-95 in servizio nell’Aeronautica russa sono stati costruiti dopo il 1981. Sorprendentemente, anche se il Tu-95 è stato in servizio da quasi 60 anni, è la prima volta che entra in azione.1053785825L’altro bombardiere strategico Tu-160 è molto più moderno e molto più potente. Il Tu-160 è il bombardiere più pesante e più veloce del mondo. Può volare a velocità supersoniche e trasporta il maggiore carico di bombe (40000 kg) di qualsiasi bombardiere. I russi non hanno detto quanti Tu-95 e Tu-160 partecipavano alla campagna aerea in Siria. Tuttavia hanno confermato che questi aerei nel loro primo attacco non hanno lanciato bombe, ma hanno colpito bersagli ad Aleppo e Idlib con missili da crociera a lunga gittata. I missili utilizzati erano i missili da crociera Kh-65 nel caso dei Tu-95 e i molto avanzati missili da crociera Kh-101 nel caso dei Tu-160. Alcuni rapporti riferiscono che i missili lanciati dai Tu-95 erano Kh-55. Il Kh-55 è essenzialmente lo stesso missile Kh-65. Tuttavia a differenza del Kh-65 utilizza una testata nucleare. Questi missili da crociera sono completamente diversi dai missili da crociera navali Klub/Kalibr già utilizzati nel conflitto, lanciati da navi della Marina russa nel Mar Caspio. Sono stati progettati da team di progettazione completamente diversi. I missili Kh-65 e Kh-101 sono stati progettati dal Design Bureau Raduga. I missili Klub/Kalibr sono stati progettati dal Design Bureau Novator. Con gittate di 3000 km e 5000 km rispettivamente, i missili Kh-65 e Kh-101 hanno una gittata maggiore dei missili Klub/Kalibr lanciati dal Mar Caspio. Kh-65 e Kh-101 sono missili da crociera aerolanciati subsonici a lungo raggio. L’avanzatissimo Kh-101 è un missile altamente furtivo, praticamente invisibile alla maggior parte dei radar. Ha anche un sistema di puntamento più avanzato e più preciso del Kh-65. Il Tu-95 trasporterebbe 16 missili Kh-65, e il Tu-160 12 missili Kh-101. Secondo i russi 34 missili da crociera sono stati utilizzati nel primo attacco. Ciò potrebbe significare che il numero di Tu-95 e Tu-160 utilizzati nel primo attacco sarebbe stato soltanto di 3. Una buona ipotesi potrebbe essere 1 Tu-160 e 2 Tu-95. Dato che Kh-65 e Kh-101 sono missili a lungo raggio, è probabile che i Tu-95 e Tu-160 hanno lanciato i loro attacchi missilistici fuori dallo spazio aereo siriano, probabilmente mentre sorvolavano Iran o Iraq. I russi dicono che il numero totale di Tu-95, Tu-160 e Tu-22M3 che hanno bombardato i jihadisti in Siria era di 25. La maggior parte probabilmente Tu-22M3.tu-16010Il Tu-22M3 è un potente bombardiere supersonico a medio raggio, entrato in servizio nel 1970. Tuttavia è stato aggiornato costantemente. Il Tu-22M3 non avrebbe difficoltà a raggiungere obiettivi in Siria dalla base di Mozdok a pieno carico. Possono trasportare 24000 kg di missili e bombe. Anche se in grado di lanciare missili da crociera, i rapporti russi suggeriscono che i Tu-22M3 hanno utilizzato nel primo attacco bombe, nei bombardamenti del primo mattino su Raqqah e Dayr al-Zur. Secondo i russi 12 Tu-22M3 vi hanno preso parte. L’impiego di aeromobili potenti con 24 tonnellate di bombe non è dovuto solo all’autonomia con cui possono raggiungere obiettivi in Siria dalla Russia. Possono trasportare le bombe più pesanti dell’arsenale russo, come le bombe FAB-9000 da 9500 kg ad alto esplosivo, la bomba più pesante del mondo, o le mostruose AVBP da 7000 kg (“la madre di tutte le bombe”), una bomba incendiaria; la bomba convenzionale più potente esistente, con un effetto esplosivo pari a 44000 kg di TNT. Una di queste bombe avrebbe un effetto assolutamente devastante sulle strutture dello Stato islamico. Possono facilmente distruggere anche i più pesantemente induriti bunker o rifugi. E al fine di utilizzare tali bombe che i Tu-22M3 sono stati probabilmente dispiegati. I rapporti affermano che, in risposta al crescente numero di incursioni aeree russe, lo Stato islamico cerca di seppellirsi. Lo schieramento di bombardieri pesanti con gigantesche bombe è la risposta della Russia.2015111900251095Perché 6 Su-27 e 8 Su-34 sono volati in Siria dalle basi in Russia? Il Su-27 è un aereo da caccia. La variante utilizzata è la Su-27SM. Diversamente dal Su-30, che ha pilota e navigatore, il Su-27SM è un caccia monoposto. È un velivolo molto più avanzato, con migliori radar e motori rispetto ai Su-27 originali degli anni ’80. Non ha tuttavia la super-manovrabilità del Su-30 schierato a Lataqia. Comunque è un aereo da caccia formidabile con un’autonomia maggiore del Su-30 e può trasportare gli stessi sofisticati missili aria-aria del Su-30. Il suo compito è fornire protezione aerea (“copertura”) ai Su-34 e Tu-22M3 che effettuano le missioni di bombardamento. I russi hanno diffuso video che mostrano i Su-27SM fare questo: scortare i Tu-22M3. Lo schieramento del Su-27SM, come del Su-30, dimostra che i russi considerano vari rischi. Anche se lo Stato Islamico non ha una forza aerea, i russi pensano chiaramente al rischio che altri aerei da combattimento tentino d’interferire nei loro bombardamenti. Questi altri aeromobili possono essere solo quelli di Stati Uniti, Turchia e Israele. Il dispiegamento di Su-27SM, come dei Su-30, riduce il rischio fornendo protezione, se le cose andassero male.
Sugli 8 nuovi Su-34, il loro scopo è effettuare attacchi di precisione su obiettivi più piccoli, dove l’uso dei grandi Tu-22M3 sarebbe eccessivo e non redditizio. I russi hanno detto che questi nuovi aerei raddoppieranno la forza d’urto della forza d’attacco a Lataqia. Non è vero. Il carico bellico massimo teorico di tutti gli aerei che formano il gruppo d’attacco a Lataqia, nell’insieme è di circa 200 tonnellate. Il carico di bombe massimo teorico di tutti gli aerei in volo ora in Siria dalla Russia è di circa 600 tonnellate. Ovviamente né i velivoli a Lataqia, né quelli in volo dalla Russia trasportano mai o di solito il totale carico bellico teorico. Tuttavia questo confronto dà un’idea della misura di quanto la forza che i russi utilizzano in Siria si sia moltiplicata. Non l’hanno raddoppiata come dicono, ma almeno quadruplicata. A ciò va aggiunto l’effetto moltiplicatore delle bombe gigantesche che i Tu-22M3 quasi certamente trasportano. I russi hanno diffuso video di tutti gli aeromobili presentati in questo articolo attivi nel primo attacco. Tu-95 e Tu-160 appaino lanciare i loro missili. Il video può essere visto qui.
Putin ha detto che l’operazione russa non è limitata nel tempo. I russi hanno confermato di avere almeno 10 satelliti che sorvegliano la Siria. L’intera operazione è controllata dal Centro operativo dello Stato Maggiore Generale russo a Mosca. Lo Stato islamico e gli altri gruppi jihadisti che combattono al fianco di esso in Siria ora subiscono bombardamenti del genere, mai conosciuti prima o che avessero probabilmente neanche immaginato.34_3

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I militari russi dimostrano quanto l’occidente si sbagli

L’occidente sottovaluta la Russia
Garrett I. Campbell, Federal Executive Fellow, Brookings Institution; United States Navy, Center for 21st Century Security and Intelligence 26 ottobre 2015 – Fort Russ

Incrociatore Moskva, Proekt 1164

Incrociatore Moskva, Proekt 1164

Fin dalle prime indicazioni che i russi si erano insediati nella base aerea di Lataqia, teorie si sono moltiplicate su strategia e intenzioni della Russia in Siria, come le domande su quanto lontano loro (e altri) andranno. Ci sono molte cose sbagliate in tali teorie. Molti analisti hanno definito la Russia militarmente debole, con qualche indicazione specifica su carenze nelle forze aree e navali in Siria. Ma in base alle prestazioni in combattimento della Russia finora, tale valutazione sembra errata: al contrario, la Russia dimostra che ha la capacità (per non parlare della volontà) d’impiegare le forze convenzionali per raggiungere obiettivi politici limitati.

Nell’aria
I russi compiono numerose sortite dai successi riconoscibili. Le stime attuali variano da 48 a 96 quotidianamente. È molto, come un recente articolo del New York Times indica: “I jet da combattimento della Russia, almeno per ora, effettuano quasi altrettanti attacchi in un giorno contro le truppe ribelli che si oppongono al governo del Presidente Bashar al-Assad, della coalizione guidata dagli statunitensi contro lo Stato Islamico svolge ogni mese, quest’anno“, colpendo numerosi obiettivi dei ribelli anti-Assad. Vi sono rapporti, per esempio, secondo cui raid aerei russi hanno eliminato il Capo di Stato Maggiore della Prima divisione costiera ed ex-capitano dell’esercito siriano Basil Zamu, noto capo ribelle, il 19 ottobre. Anche il capo delle brigate Nuradin al-Zinqi è stato ucciso in altri combattimenti. La Russia può sostenere tale campagna aerea? Forse. Quasi alcuno dei nostri alleati della NATO potrebbe rispondere a ciò che la Russia ha fatto finora nei cieli. Si tratta della sfortunata lezione delle campagne aeree della NATO in Kosovo e Libia.

Sul mare
La Marina militare della Russia è stata definita “più arrugginita che attiva”. Ma la Russia incredibilmente riattiva vecchie navi e ne procurar di nuove. E la Marina ha svelato una capacità significativa: corvette e fregate sul Mar Caspio possono sparare missili da crociera su bersagli ad oltre 900 miglia di distanza. Questa funzione era precedentemente sconosciuta. In prospettiva, le due unità Littoral Combat Ship Liberty e Independence sono sostanzialmente più grandi, 2900 tonnellate e 3100 tonnellate rispettivamente, ma non possiedono alcun missile da crociera o simile capacità di proiezione di potenza. Questa è stata quindi una grande rivelazione, inviando all’occidente un messaggio forte, spingendo un commentatore a suggerire che la flotta russa del Mar Caspio sia decisiva. Con piccole, poco costose, tecnologicamente semplici e facilmente realizzabili navi, la marina russa mostra possibilità uniche, illuminando i risultati degli sforzi della modernizzazione navale, molti dei quali sconosciuti. Gli osservatori hanno anche messo in dubbio il concetto che la Marina russa, e in particolare la Flotta del Mar Nero, possa sostenere operazioni prolungate. Ma negli ultimi tre anni si è registrato un continuo flusso di navi che rifornisce le forze di Assad via Lataqia e Tartus, senza mostrare segni di declino. Con maggiore impegno delle forze di terra e aeree russe, l’occidente dovrebbe aspettarsi che la Russia aumenti le proprie capacità logistiche navali per soddisfare le mutevoli esigenze dei partner della coalizione filo-Assad, e tutto indica che fanno proprio questo. In realtà, la Flotta del Mar Nero si è dimostrata preziosa per la Russia e i partner siriani. Il fiore all’occhiello di Flotta del Mar Nero, l’incrociatore lanciamissili Moskva e numerose unità di superficie di scorta, si sono schierate al largo della Siria per fornire la difesa area e missilistica dal Mediterraneo. La critica è che queste navi siano vecchie con tecnologie vecchie. Rispetto a molte navi della NATO è vero, ma sono più che adeguate al compiuto assegnato. Inoltre, il loro impiego presagisce la capacità e l’intento dei russi di raggiungere limitati obiettivi in politica estera, rappresentando una minaccia significativa che non va ignorata dai pianificatori navali della NATO. A detta di tutti, i russi hanno costruito la loro flotta, negli ultimi anni, in linea ai propri obiettivi dichiarati e dimostrati in politica estera. Il tempo ce lo dirà sicuramente, ma fin quando non abbiamo la prova che il collasso della Marina russa sia imminente, dobbiamo essere attenti nel gettarci in previsioni avventate che non riflettono la realtà.

Le implicazioni nel dubitare delle capacità russe
Molte valutazioni di ciò che l’esercito russo può e non può fare sono inesatte. Questo non è solo il problema di rispettare i fatti, ma ancor più preoccupante, rischia d’inquinare la nostra valutazione di quanto lontano Mosca andrà nell’intervento in Siria. Quando gli analisti occidentali, e a loro volta i capi occidentali, cercano di screditare le capacità militari russe, Mosca continuerà probabilmente a cogliere l’occasione per dimostrare che si sbagliano.

Corvetta Uglich, Proekt 20360

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il pregiudizio acceca gli ‘esperti’ occidentali sul valore militare della Russia

La costante denigrazione delle prestazioni militari russi ha origini ideologiche e spiega la continua sorpresa degli occidentali per l’efficienza militare della Russia
Daniel Fielding, Russia Insider, 19 ottobre 2015

Un’esauriente spiegazione del modo di ragionare dei ‘giornalisti’ ed ‘esperti’ militari, dalla mentalità settaria e da venditori porta a porta del mensile patinato di Finmeccanica Rivista Italiana Difesa (RID). Un gruppo di fenomeni da baraccone che arrivava ad affermare che la Federazione russa ‘faceva la guerra all’Ucraina’ per impossessarsi delle scalcinate fabbriche di carri armati di Kharkov, senza le quali non avrebbe potuto costruire carri armati… (NdT)1452090Le prestazioni militari della forza d’attacco della Russia in Siria sorprende gli analisti occidentali. I russi hanno dimostrato di possedere armi a guida di precisione, anche le avanzate armi a guida satellitare, contrariamente alle supposizioni occidentali che non le avesse o che non ne avesse in quantità significative. I russi hanno dimostrato di avere missili da crociera a lungo raggio in grado di colpire bersagli da migliaia di chilometri di distanza. Ciò era un’esclusiva degli Stati Uniti erano noti possedere. Inoltre i russi hanno lanciato i missili da crociera da piccole navi da guerra sul Mar Caspio, navi da guerra in grado di lanciare missili da crociera più piccole di quelle di qualsiasi marina occidentale, capaci di lanciare tali missili dai fiumi, cosa che alcuna nave da guerra occidentale può fare. Il numero di sortite aeree che i russi hanno effettuato dalla loro base a Lataqia è di gran lunga superiore alle aspettative occidentali, a conferma che i russi hanno un’operazione logistica ben gestita a sostegno della loro forza d’urto. Ciò che sorprende di tutto questo è che gli analisti occidentali ne siano sorpresi. I russi non hanno mai nascosto l’esistenza di una sola delle armi che usano in Siria. Missili, aerei, bombe a guida di precisione, navi e sistema satellitare GLONASS sono o dovrebbero essere di dominio pubblico. Per quanto riguarda l’efficacia dell’operazione logistica, chiunque abbia seguito le operazioni militari russe nel Caucaso e in Georgia sa o dovrebbe sapere che la logistica è il punto di forza dei militari russi, non la loro debolezza. L’esercito russo ha più volte dimostrato di poter spostare numerose truppe ed equipaggiamenti assai rapidamente, molto più di quanto gli Stati Uniti abbiano mai fatto, e che spostando queste truppe è in grado di supportarle nelle operazioni di combattimento. Nel 1999, nel bel mezzo della crisi economica, l’esercito russo impiegò una forza di 100000 uomini per difendere il Daghestan e contrattaccare i ribelli jihadisti in Cecenia fu solo una questione di settimane. Nel 2008, l’esercito russo effettuò un’operazione di sconcertante complessità attaccando l’esercito georgiano da tutte le direzioni e sconfiggendolo in soli cinque giorni, trasportando rapidamente truppe dalla Russia centrale, e con la flotta che imponeva il blocco navale. Le operazioni di quelle dimensioni e complessità non possono essere eseguite senza personale efficiente e una catena logistica ben organizzata, dove i russi eccellono. Perché allora la sorpresa occidentale?
La risposta sintetica è che ciò che passa per analisi dei militari russi in occidente è oggi accecato da pregiudizio e compiacimento. E’ semplicemente dato per scontato che l’esercito russo sia corrotto e incompetente, e che non possa paragonarsi per qualità o raffinatezza ai militari occidentali. Le capacità dei sistemi d’arma russi sono sempre denigrate. Se la loro efficacia viene mai ammessa, raramente, gli analisti occidentali si rassicurano dicendo che i russi non hanno le risorse finanziarie e industriali per produrli. Secondo tale punto di vista, l’esercito russo non è altro che un “villaggio Potjomkin”, una struttura da Mago di Oz, cui vanto e spacconate ne nascondono le debolezza. Tale immagine ha una lunga storia, che parte dalla guerra fredda e oltre. Molte pubblicazioni militari che proliferavano in occidente durante la Guerra Fredda deridevano regolarmente l’efficacia delle armi russe. Ciò si combinò all’immagine popolare dell’esercito russo come brutale e incompetente, afflitto da corruzione e nonnismo, male addestrato e mal diretto, e privo di iniziativa. Tali storie furono riaccolte nel 1981 in un libro famoso, La minaccia, scritto dal giornalista Andrew Cockburn. Testimonianza del potere duraturo di tale mito che 34 anni dopo, tale libro, scritto da un giornalista incompetente, sia ancora venduto e visto da molti in occidente come autorevole resoconto di ciò che è l’esercito russo. Come tutti i miti, contiene un pizzico di verità. L’esercito russo ebbe il vecchio problema del nonnismo (“dedovshchina”), anche se la misura di esso non è facile da valutare, e la mancanza di menzione recentemente può significare che il problema si sia ridotto. Molti armamenti russi furono progettati per essere utilizzati da un grande esercito di leva e sono quindi robusti e semplici, invece di essere tecnologicamente sofisticati come tante armi occidentali. Il mito fu anche massicciamente rinforzato dalla disastrosa performance dei militari russi nella prima guerra cecena del 1994-1996. L’esercito russo del tempo era gravemente demoralizzato dalla caduta dell’Unione Sovietica, lo Stato cui gli ufficiali avevano giurato di servire, e dal crollo dell’economia, della posizione internazionale e del bilancio della difesa del Paese. Molti ufficiali si trasferiti dall’Europa orientale furono costretti a vivere in condizioni gravemente scadenti, mentre la leadership dei militari di quel periodo era altamente politicizzata e poco rispettata. C’era una generale, e giustificata, percezione nelle forze armate che i politici liberali che al tempo dominavano il governo russo non gradissero l’esercito e volessero smantellarlo. Tali profondi problemi si aggravarono con l’uso di Eltsin dei militari per risolvere la crisi politica nel 1993. Il parlamento russo contestava alcune politiche di Eltsin, e lui rispose cambiando la costituzione e sciogliendo il parlamento, con l’esercito, in un modo che venne aspramente risentito da molti ufficiali dell’esercito. Il risultato fu che negli anni ’90 la disciplina e il morale dell’esercito russo sporfondò a livelli spaventosi, e l’esercito all’epoca seguì approssimativamente lo stereotipo degli standard occidentali. Le prestazioni spaventose dei militari nella Prima Guerra Cecena ne furono il riflesso.
149189Il problema è che accecati dal pregiudizio gli analisti occidentali prendono il periodo caotico degli anni ’90 non come eccezione ma come norma. Qualunque cosa sia accaduta ai militari, e qualunque cosa facciano, non scuotono tale convinzione, ormai divenuta in occidente fatto accettato. Il risultato è che ogni volta che l’esercito russo ha successo, come nella seconda guerra cecena, la guerra del 2008 nell’Ossezia del Sud, l’operazione in Crimea nel 2014 e ora le operazioni in Siria, gli analisti occidentali sono sorpresi. Durante la Guerra Fredda tale pregiudizio fu tenuto sotto controllo dalla necessità di avere una valutazione accurata delle capacità militari dell’URSS. Di conseguenza l’occidente acquisì un grande corpo di analisti d’intelligence altamente professionali e capaci che guardavano l’esercito sovietico senza paraocchi. Ciò significa che le valutazioni occidentali private delle capacità militari russe differivano significativamente da quelle pubblicizzate in pubblicazioni popolari come La minaccia. La fine della guerra fredda portò però ad un importante ridimensionamento delle operazioni d’intelligence occidentali nell’ex-Unione Sovietica, e molti degli analisti veterani altamente professionali persero il lavoro e furono costretti a ritirarsi. I loro successori non hanno la loro esperienza e formazione. Si ha l’impressione che i criteri della loro selezione sottolinei conformità ideologica e lealtà politica su scetticismo e obiettività. Il risultato è che tendono a condividere gli atteggiamenti e i pregiudizi dei loro padroni politici. Tali pregiudizi sono rinforzati da una classe di autori che non esisteva durante la Guerra Fredda. Si tratta di autori russi di affari militari che scrivono in Russia, ma che sono liberali fortemente anti-governativi e filo-occidentali. L’esempio notevole è Pavel Felgenhauer, uno scrittore russo di affari militari senza competenze o legami con l’esercito russo, che scrive ampiamente su questioni militari russi, copiando semplicemente la visione occidentale prevalente. Il risultato è la peggiore retroazione, perché gente come Felgenhauer, ripetendo ciò che gli analisti occidentali dicono, viene immediatamente creduta, e poiché scrivono in Russia ciò che loro dicono, vengono presi quali conferma dalla Russia che ciò che gli analisti occidentali dicono sui militari russi è vero. Tali miti occidentali sui militari russi sono così forti che alcun fatto li convincerà. Ciò lo dimostra la risposta occidentale alla guerra in Ossezia del Sud nel 2008. In ogni aspetto oggettivo, l’operazione militare fu brillantemente pianificata ed eseguito, effettuata nel Paese più aspro alla velocità della luce, partendo da fermo, contro ciò che era un avversario ben attrezzato e numericamente più forte. Nessun militare occidentale ottenne una vittoria così rapida e travolgente in così breve tempo da decenni, dalla vittoria d’Israele nella Guerra dei Sei Giorni 1967. Una volta che gli analisti occidentali si ripresero dallo shock, la loro risposta non fu una rivalutazione radicale del loro punto di vista sui militari russi alla luce della vittoria. Invece la risposta fu negarne il successo, sminuendo la vittoria. Cogliendo l’abituale autocritica dei militari russi della propria performance, da ritenere non segno di debolezza ma di forza, e alcuni errori di ricognizione e comunicazione, probabilmente inevitabili in una così rapida campagna combattuta in un Paese ostico, gli analisti occidentali fabbricarono una narrazione del tutto falsa sullo “scarso rendimento” dei militari russi nella guerra. A volte la critica è così dura che ci si chiede come l’esercito russo abbia sempre vinto. Il risultato è che una vittoria militare russa, che avrebbe dovuto smentire le ipotesi occidentali sull’incompetenza militare russa viene invece usata per dimostrarla. A sua volta creando le premesse per la “sorpresa” occidentale sulla qualità delle prestazioni militari russe in Crimea e in Siria. Naturalmente se gli analisti occidentali prendessero le informazioni sui militari russi da fonti russe affidabili, come fa Russia Insider, non ne sarebbero sorpresi. Sarebbe bello pensare che l’esperienza di Crimea e Siria spinga al ripensamento. La realtà deprimente è che che quasi certamente non accadrà. Per esperienza, gli analisti occidentali continueranno a cercare modi per razionalizzare il successo russo in un modo che “dimostri” i loro presupposti sull’incompetenza russa, lasciando intatti i loro pregiudizi sui militari russi. In tal modo tutto ciò che avranno saranno ulteriori sorprese future.article-2624057-1DB1F1BC00000578-98_964x529

Un generale statunitense stordito dalla capacità dei russi di spostare forze militari ‘molto rapidamente’
Sputnik 20/10/2015

1027375761Le capacità militari della Russia sono così impressionanti che lasciano il generale comandante dell’US Army in Europa estremamente preoccupato. “La capacità (dei russi) di spostare molte forze assai rapidamente è la cosa che mi preoccupa di più di ciò che possono fare. L’assenza di indicatori e allerta che subiamo e la loro capacità di spostare molto materiale assai velocemente non sono una buona combinazione“, ha detto il Tenente-Generale Ben Hodges a Defense News. Hodges ha anche menzionato la zona d’interdizione posta dalla Russia a Kaliningrad e Crimea. Secondo il generale statunitense, Mosca è perfettamente in grado di negare l’accesso a Mar Baltico e Mar Nero, se vuole. “Poi ha la capacità di creare una sorta di bolla su più di un quarto del Mediterraneo con i sistemi di difesa aerea che ha installato in Siria“, ha aggiunto il generale. Hodges sostiene che le crescenti capacità militari della Russia e la sua operazione aerea in Siria “certamente non sono l’azione di una nazione che vuole essere partner responsabile nella comunità globale“. Si può solo immaginare ciò che il generale direbbe degli Stati Uniti, che ha incomparabilmente più basi nel mondo e ha conflitti militari in corso in almeno due Paesi. Hodges ha anche omesso la questione della legittimità. La campagna aerea di Mosca in Siria è autorizzata dal Presidente Bashar al-Assad, mentre Washington non ha ricevuto autorizzazioni ad operare nel Paese devastato dalla guerra.1017356649Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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