Guerra “segreta” in Siria

Warfiles 03/02/2016 – South Front2201352La Russia rafforza tutte le attività di intelligence e ricognizione in Medio Oriente accelerando la scomparsa dei terroristi. L’annuncio è stato dato dal portavoce del MoD Maggior-Generale Igor Konashenkov. “Per individuare più rapidamente le coordinate di siti e strutture dei terroristi abbiamo aumentato la portata di tutte le attività di raccolta d’intelligence e ricognizione in Medio Oriente, permettendoci di identificare nuovi obiettivi e colpirli praticamente in tempo reale”. Konashenkov ha anche detto che l’attacco aereo russo riguarda solo siti ben studiati e confermati in anticipo. Le coordinate sono ricevute dal comando delle forze governative siriane e dai distaccamenti dell'”opposizione patriottica”. Il Colonnello Viktor Murakhovskij, del Consiglio di consulenza della Commissione Militare-Industriale del governo russo, afferma che la dichiarazione di Konashenkov probabilmente riassume gli sforzi per migliorare la raccolta delle informazioni iniziata nel novembre 2015.
Il 17 novembre, il Capo dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, Generale Valerij Gerasimov, osservava che la sorveglianza del territorio della Siria è eseguita da 10 satelliti da ricognizione ottica ed elettronica, anche civili, modificando le orbite di alcuni satelliti per garantire la corretta copertura del territorio della Siria. Va anche aggiunto ciò che lo SMG non ha menzionato: è noto che un aereo ricognizione Il-20M opera nella regione, assieme a un aereo-radar di preallarme A-50. Quest’ultimo velivolo permette di rintracciare bersagli aerei a lunghe distanze, considerazione importante date le provocazioni della Turchia e gli attacchi aerei eseguiti dalla coalizione guidata dagli USA. L’Il-20M, d’altra parte, è dotato di sistemi ottici e radar, come un radar ad apertura sintetica utilizzato per rilevare bersagli terrestri. Poi vi sono anche i voli dei droni e le sortite degli aerei di ricognizione siriani. Naturalmente, vi sono dati dell’intelligence dal Centro di coordinamento di Baghdad e da Iran e Iraq. Anche la raccolta di informazioni tramite reti di agenti probabilmente s’è intensificata. Nelle ultime settimane, il MoD riferisce spesso che l'”opposizione patriottica siriana” fornisce alcune informazioni. Naturalmente, tali informazioni non filtrano attraverso la solita catena di comando. E’ chiaro che tale lavoro s’è intensificato negli ultimi due mesi.IL-20-Come i dati raccolti dal Direttorato dei satelliti da ricognizione del GRU vengono integrati con i dati raccolti da altre agenzie?
-Oggi tutto dipende dal Centro di Comando della Difesa Nazionale (NTsUO). C’è un reparto speciale che integra e raccoglie tutti i dati spaziali in un unico sistema, a prescindere che i satelliti appartengano a GRU, Ministero delle Risorse naturali (ad esempio, i satelliti da telerilevamento Resurs-DK) o Società geografica russa.

-La raccolta dell’intelligence s’è intensificata a novembre. Secondo lei, cosa l’ha causato? Era improvvisamente più difficile rilevare le posizioni islamiste o ci sono più attori, alcuni dei quali “potenzialmente pericolosi”?
-Penso che sia dovuto ai molti obiettivi mobili, le colonne di autocisterne e camion di munizioni e di rifornimento per la Siria. Ci sono circa 10000 autocisterne costantemente in movimento. Le azioni della Turchia inoltre causano preoccupazione.

-Il 25 dicembre lo SMG della Russia annunciava che 2000 terroristi si preparavano ad assaltare Dayr al-Zur. Perché gli islamisti possono trasferire forze da una parte del fronte all’altra senza essere colpiti dagli aeromobili?
– Sì, ma poi il 1° febbraio il MoD riportava gli attacchi delle VKS che hanno interdetto l’assalto su Dayr al-Zur e distrutto 23 obiettivi dello SI… Il che significa che i terroristi possono essere seguiti in tempo reale, e quindi essere attaccati. Alcuni degli aeromobili ad Humaymim non sono solo impegnati negli attacchi aerei, ma svolgono anche compiti di “allerta aerea sul campo”. Sappiamo che di solito una coppia di aerei è in modalità di “allerta” volando su una regione specifica. Se necessario, l’aereo d'”allerta” può colpire obiettivi assegnatigli entro 10-20 minuti, mentre l’aereo “di allerta sul campo” può farlo a non meno di 40-50 minuti.CPrDqsPW8AA7UpAIl dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov ritiene che il maggiore miglioramento riguarda le attività degli agenti, dato che alcun altro mezzo può identificare singoli individui, come il comandante di un distaccamento islamista, e abbiamo frequenti rapporti sulla morte di questo o quel capo.
-Rafforzare la raccolta delle informazioni è necessario perché certi ben noti Paesi ancora armano e riforniscono i terroristi, accrescendone la forza. Nonostante il costante bombardamento delle VKS, gli islamisti riescono a lanciare contrattacchi, purtroppo a volte con successo. Inoltre, la Turchia continua a sostenere il proprio ordine del giorno, fornendo ai terroristi fuoco di copertura d’artiglieria dal territorio turco. Pertanto è fondamentale rilevare i terroristi il più velocemente possibile e colpirli per assicurarsi che siano staccati dalla Turchia. I mezzi tecnici della raccolta delle informazioni (spaziali e terrestri) hanno permesso di localizzare le infrastrutture terroristiche come punti di comando, depositi, ecc. Le foto della ricognizione ne determinano configurazione e coordinate, la ricognizione elettronica utilizza le intercettazioni delle comunicazioni per lo stesso scopo. La cyber-ricognizione che segue i canali internet per individuare le fonti d’informazione in modo che possano essere colpite con altri mezzi, è anche molto importante. La ricognizione aerea allo stesso modo può coprire una vasta gamma di missioni. Ma il problema è che i terroristi spesso si travestono da civili. Quindi molto dipende dal lavoro delle reti degli agenti segreti.
2d1bffa7272c997fd1b68606ad2a6e0dGiudicando dalle informazioni disponibili, s’è intensificata ogni sorta di raccolta d’intelligence, compreso l’uso di agenti di cui, naturalmente, nessuno parlerà in pubblico, secondo un veterano del GRU, il Maggiore-Generale Sergej Kanchukov. Le attività da ricognizione tecnica non sono vulnerabili agli attacchi, mentre le reti degli agenti operano naturalmente sul territorio nemico. L’analista militare Vladimir Karjakin ritiene che il centro di coordinamento di Baghdad svolga un ruolo importante nel diffondere le informazioni e i dati d’intelligence raccolti dagli agenti.
-Mentre sappiamo di questo centro solo dal settembre 2015, vi sono indicazioni che sia operativo dall’ottobre 2014. Poche persone hanno prestato attenzione ai media arabi che indicavano che l’hotel Royal Tulip al-Rashid ospitava 60 consiglieri militari russi per istruite i militari iracheni a volare sui Mi-35 e per creare uno staff congiunto per contrastare il Califfato. Naturalmente, agenti dei servizi segreti russi non girano per deserti e montagne della Siria per incontrare le fonti. Per il loro aspetto fisico, i nostri connazionali hanno difficoltà a lavorare in quella regione, e dal collasso dell’URSS abbiamo perso molta efficienza nei servizi segreti. Durante l’era sovietica il “servizio”, cioè il GRU, era uno dei principali centri di analisi sul potenziale militare e la difesa dei probabili nemici. Oggi sembra che il lavoro d’intelligence consista nella cooperazione tra GRU e servizi segreti siriani, tra cui il Shubat al-Muqabarat al-Asqariya, l’ intelligence militare, e l’Idarat al-Aman al-Am, il servizio d’intelligence politico, che utilizzano le proprie reti di agenti nelle zone di guerra. Molto in Medio Oriente può essere risolto con il “Baqshish“; cioè se si è disposti a pagare fior di quattrini si può sapere molto, finché è possibile evitare la disinformazione. Ciò dipende dal livello della fonte. Lo SIIL ha una fazione idealista e una materialista. Quest’ultima include molti ex-ufficiali teoricamente più facili da reclutare. La tecnologia per la raccolta dell’intelligence può individuare posizioni e movimenti degli islamisti, ma senza agenti e fonti sarebbe difficile sapere chi incontrano, se c’è popolazione civile nelle vicinanze, ecc.resurs_p_silo_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina rompe il monopolio degli Stati Uniti sui velivoli “invisibili”

Valentin Vasilescu, Reseau International 4 gennaio 2016Chengdu-J-10A-PL-11+PL-8-2SI cinesi iniziarono a costruire aerei da combattimento copiando aerei sovietici negli anni ’60-’70. Negli ultimi due decenni, la Cina ha quasi completamente colmato il gap tecnologico con l’occidente, divenendo uno dei costruttori di aeromobili militari più noti. Il velivolo cinese J-10B ha un radar AESA (simile all’F-35) ed ha un rivestimento in materiale radar assorbente per ridurre la superficie riflettente, mettendosi alla pari di F-16 e la Mitsubishi F-2 delle forze aeree statunitense, giapponese e sudcoreana. La Cina prevede di acquisire 300-500 di questi velivoli, anche se nel 2014 la Cina ha completato la costruzione di nuovi impianti di produzione aerospaziale che garantirebbero un tasso di 100-200 caccia all’anno, ha prodotto nel 2015 solo 24-26 velivoli J-10B. La spiegazione risiede nella preparazione della linea di produzione del nuovo velivolo J-20.
Il primo giorno del 2016, la Cina annunciava che quest’anno inizia la produzione in serie degli aerei stealth J-20. A questo proposito, ha pubblicato immagini del prototipo più recente del J-20 della Chengdu Aerospace Corporation, con il numero di registrazione 2101, indicando che entra in una nuova fase di produzione. I primi otto prototipi di prova del programma J-20 sono stati registrati coi numeri seriali 2001-2017. Tale passo spezza la supremazia statunitense quale unico operatore di aerei da combattimento di quinta generazione. La Cina si propone di acquisire 300-400 J-20 per sostituire la flotta di obsoleti bombardieri tattici di JH-7 e Q-5. Per la progettazione e lo sviluppo dell’F-35 che può operare da piste normali e portaerei, o decollare e atterrare verticalmente, gli Stati Uniti hanno impiegato 20 anni spendendo 400 milioni di dollari. Il J-20 è un po’ più modesto, con solo otto anni di progettazione e sperimentazione. Il J-20 è propulso da due motori AL-31F russi da 12500 kg/s che equipaggiano i velivoli Su-30MKK e Shenyang J-11. A differenza degli F-22 degli Stati Uniti, i J-20 non hanno motori vettoriali e sono inferiore a F-22 e F-35 nelle manovre strette per via della relativa spinta/massa delle subunità, ed hanno anche un’avionica inferiore. La Russia fornirà alla Cina 24 velivoli multiruolo Su-35 propulsi di generazione 4++ e con motori Saturn 117S dalla spinta vettoriale di 15800 kg/s, che i cinesi contano di copiare e montare sul J-20 o di comprare in grandi quantità dai russi. Anche se il J-20 non è stato progettato come velivolo multiruolo per combattere gli aerei statunitensi, giapponesi e coreani, ma piuttosto come bombardiere, è scelto dalla Marina cinese dato che a bordo è installato una sistema satellitare per la trasmissione permanente delle coordinate GPS dei bersagli mobili. Questo permette al J-20 di essere usato come aereo “invisibile” specializzato negli attacchi a lungo raggio contro portaerei e altre navi da guerra. Il J-20 pesa 32 t, con un serbatoio interno dalla capacità di 11 tonnellate di kerosene, permettendogli di volare per 4000 km senza rifornimento e raggiungere Mach 2,1. Se invisibile ai radar, il J-20 non è vulnerabile ai missili antiaerei e antibalistici dei cacciatorpediniere lanciamissili AEGIS, mentre il missile anti-portaerei DF-21D ha una gittata di 1450 km [1] [2]. Dato che Corea del Sud e Giappone hanno ordinato 40-50 aerei Stealth F-35 statunitensi, la Cina testa anche un caccia di quinta generazione, il J-31, un’alternativa all’F-35. Entrambi i velivoli hanno la stessa massa e hanno ciascuno due vani carenati per trasportare missili aria-aria a medio raggio o bombe. Dato che il J-31 non è un concorrente della categoria del Su T-50, sembra che i cinesi siano stati aiutati dai russi attraverso il trasferimento di tecnologie, quindi nel 2018 l’aereo potrebbe entrare in produzione in serie [3]. Oltre ai 500 velivoli J-31 richiesti dall’aeronautica cinese, quasi 120 J-31 saranno riservati per le portaerei cinesi e almeno 600 saranno esportati. C’è già un ordine dal Pakistan per 40 velivoli. Con Israele che ha già ordinato 75 F-35, l’Iran cerca di testare le acque e potrebbe essere interessato ad acquistare uno stesso numero di aerei J-31.
1327898777954_867La Cina è diventata la prima economia del mondo, ed ha più soldi per la R&S degli Stati Uniti. Pertanto, la Cina ha sviluppato dei programmi di costruzione di droni (aerei senza pilota) più complessi per prendere il posto statunitense nella supremazia in questo settore. Essa ritiene che, nei prossimi anni, potrà esportare droni per 4,8 miliardi di dollari, in quanto i suoi droni sono buoni quanto il MQ-9 Reaper Stati Uniti e sono 16 volte meno costosi. [4] La flotta militare statunitense in collaborazione con le flotte degli Stati alleati nel sud-est asiatico (Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Australia, ecc,) ha una forza superiore a quella della Marina cinese e può bloccare le rotte per gli approvvigionamenti di materie prime per la Cina. Da parte sua, la Cina costruisce navi da guerra sempre più efficienti, ma ci vorranno 10 anni per raggiungere il livello tecnologico navale dell’occidente. [5] La Casa Bianca sa che per mantenere la situazione attuale, favorevole agli Stati Uniti nel Pacifico occidentale, deve continuare ad impedire alla Cina di usare il suo potere economico e di utilizzare la sua forza navale. [6] Pertanto, la nuova dottrina militare della Cina si concentra sulla componente aeronavale per una veloce proiezione militare a lungo raggio con operazioni d’intervento delle truppe aviotrasportate. Dal 2013 la Cina ha testato il prototipo di aereo da trasporto militare pesante Xian Y-20, che ha un carico utile massimo di 66 tonnellate. Il passaggio alla produzione di massa del velivolo Xian Y-20 dipende dalla fornitura dei motori PS-90A21 dalla Russia. Per contrastare gli Stati Uniti, l’esercito cinese ha individuato quattro settori marittimi vitali per la Cina, e costruito in ogni settore nuovi avamposti e basi operative chiamate “perle”. Una perla dispone di una pista di atterraggio/decollo per aerei da caccia (in particolare J-20) e velivoli da trasporto pesante Y-20, impianti navali e presidi della fanteria di marina. Le perle forniscono le infrastrutture necessarie per gli attacchi dell’Aeronautica, e le spedizioni delle forze aviotrasportate e d’invasione dell’esercito cinese. [7]
Il Settore 1 copre l’accesso al Mar Cinese Meridionale dall’Oceano Indiano, gli stretti di Malacca e della Sonda. Una “perla” è l’isola di Hainan, dove i cinesi hanno una base navale sotterranea, sede di una flotta di 20 sottomarini convenzionali e nucleari. Sull’isola di Hainan vi sono anche sei basi aeree. I cinesi hanno costruito un’altra perla su Woody Island nell’arcipelago delle Paracel, 300 km a sud est di Hainan. Oltre a un porto militare, c’è un aeroporto militare da cui ora operano i caccia multiruolo cinesi Su-30MKK. Un altro sito è stato costruito sull’isola di Sittwe in Birmania (Myanmar).
Il Settore 2 copre la via di accesso tra il Mar Cinese Meridionale e l’Oceano Pacifico attraverso il Canale di Babuyan (Filippine). La Cina ha iniziato a modificare Fiery Croce Reef nell’arcipelago delle Spratly creando un’altra perla intorno a una pista di decollo adattata agli aerei J-20.
Il Settore 3 copre la rotta dal Mar Cinese Orientale all’Oceano Pacifico attraverso il canale tra Taiwan e Okinawa (Ryukyu).
Il Settore 4 copre la rotta dal Mar Cinese Orientale all’Oceano Pacifico attraverso il canale tra Giappone e Corea del Sud.j20-9Note
[1]. Portaerei vs missili balistici anti-nave?
[2]. Portaerei vs missili balistici anti-nave?
[3]. J-31 cinese vs F-35 degli Stati Uniti
[4]. La Cina spinge gli statunitensi verso una spirale autodistruttiva
[5]. La Cina potrebbe costruire 415 nuove navi da guerra nei prossimi 15 anni
[6]. La Cina si prepara a un’invasione su larga scala!
[7]. La Cina costruisce una nuova “Collana di Perle” e piattaforme anfibie mobili

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La Cina costruisce la sua seconda portaerei
People DailyReseau International 3 gennaio 2016

La Cina sta costruendo la sua seconda portaerei, a Dalian, provincia di Liaoning (nord-est), annunciava un portavoce del Ministero della Difesa Nazionale. La portaerei dal dislocamento di 50000 tonnellate ospiterà caccia J-15 e altri velivoli, ha detto il portavoce Yang Yujun nella conferenza mensile. I velivoli ad ala fissa della portaerei utilizzeranno una rampa di decollo tipo sci, ha aggiunto. Sviluppo e costruzione della seconda portaerei si basano su esperienza, ricerca e formazione svolte sulla prima portaerei della Cina, la Liaoning, ha detto il portavoce. La Liaoning è una portaerei di costruzione russa modificata e consegnata alla Marina Militare cinese il 25 settembre 2012.001abTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Borisoglebsk-2, la nuova arma segreta della Russia

Valentin Vasilescu, ZiaruldegardaReseau International 30 ottobre 2015Borisoglebsk3Abbiamo già presentato in un precedente articolo il sistema Krasukha-4 che disturba in continuazione la sorveglianza radar dei satelliti militari Lacrosse/Onyx degli Stati Uniti e dei radar montati sui droni RQ-4 Global Hawk, General Atomics MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper. Nel frattempo, la NATO ha scoperto un’altra arma segreta della Russia, utilizzata per la prima volta in Siria, il Borisoglebsk-2. Il complesso multifunzionale Borisoglebsk-2 è un’unità tattica appositamente progettata per l’automazione integrata del C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, intelligence ed interoperabilità), assicurandone la supremazia nella guerra radio-elettronica (Electronic Warfare). Il Borisoglebsk-2 è stato creato dagli specialisti della Rostec per eseguire la scansione ad ampio spettro e raccogliere informazioni con cui attuare le misure da guerra elettronica per sopprimere le comunicazioni. Un’altra caratteristica del complesso Borisoglebsk-2 è la protezione dei sistemi di navigazione aerea dell’Aeronautica russa e la protezione contro la sorveglianza satellitare del nemico. I suoi obiettivi sono principalmente i radar a terra o aerei (AWACS), e le reti radio e di telefonia mobile. Nel campo della protezione, il complesso Borisoglebsk-2 (raggio stimato in 100-150 km) può neutralizzare le bombe intelligenti a guida GPS sganciate dagli aerei nemici. Inoltre, il Borisoglebsk 2 controlla automaticamente gli oggetti in movimento sul campo con il sottosistema Treker (che opera con la rete GLONASS/GPS). Questo sottosistema riceve informazioni in tempo reale dagli aerei senza pilota russi e tramite una linea dati. L’apparecchiatura Borisoglebsk 2 consente un elevato grado di precisione nel rilevare la posizione di qualsiasi trasmettitore, mentre aumenta la frequenza di rilevazione e ottimizza il monitoraggio di tutto lo spettro delle frequenze. La caratteristica principale del sistema Borisoglebsk-2 è che può funzionare senza alcun problema in un ambiente estremamente ostile, ad esempio in condizioni di forte interferenza creata dai più sofisticati mezzi della guerra radioelettronica. Il complesso Borisoglebsk-2 è composto da un posto di comando R-330KMV dove si svolge la gestione delle missioni e si coordinano le varie attrezzature di monitoraggio, protezione e scrambling (R-378BMV, R-330BMV, 934BMV-R, R-325UMV, ecc). I suoi componenti sono montati su 9 blindati ruotati o cingolati.85409-1-fIl giornale svedese “Svenska Dagbladet” pensa che la NATO si preoccupi che gli aerei “invisibili” F-35 e F-22 siano inutili verso i nuovi sistemi di guerra elettronica russi, perché i loro radar sarebbero disturbati come i loro sistemi di puntamento delle armi di bordo. Dall’agosto 2015, 10 sistemi Borisoglebsk 2 sono stati consegnati alle forze armate russe. Tra i beneficiari, c’è l’enclave di Kaliningrad sul Mar Baltico e il Comando Strategico meridionale (comprendente la Flotta del Mar Nero e le difese della Crimea). 14 altri sistemi saranno consegnati all’esercito russo nel 2016.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia testa nuove armi in Siria

Valentin Vasilescu, ZiaruldegardaReseau International 13 ottobre 2015mi28-2Secondo la rivista Asian Defense News, una nuova squadriglia di 12 elicotteri d’attacco russi Mi-28NE è appena comparsa in Siria. Allo stesso tempo, è stato notato sui blindati dell’offensiva corazzata nella Siria occidentale e centrale, il nuovo sistema optronico russo Shtora-1. S’è anche visto come i russi avevano lanciato dal Mar Caspio 26 missili da crociera 3M-14T Kalibr che, dopo aver percorso 1500 km, colpivano gli obiettivi in Siria.
L’elicottero blindato Mi-28NE è il rivale russo del noto elicottero statunitense AH-64D, dal costo pari al 50% del prezzo di un aereo da caccia (25 milioni di dollari). L’elicottero ha un peso massimo al decollo di 11 tonnellate e può trasportare 2,5 tonnellate di armi. Come armamento, l’elicottero ha sotto il muso un cannone da 30 mm (automaticamente puntato dalla vista dell’operatore dell’arma). Ha anche 16 missili anticarro e 40 razzi S-8 o S-13. La velocità massima è di 320 km/h, la quota pratica di 5700 m e l’autonomia di 1100 km. L’equipaggio del Mi-28 è composto da due componenti: il pilota sul sedile posteriore e l’operatore dei sistemi d’arma sul sedile anteriore. Dallo scorso anno, la Russia ha sostenuto l’Iraq nella lotta allo SIIL consegnandogli parte dei 56 elicotteri Mi-28 ordinati dal Paese, rinunciando agli elicotteri AH-64D di cui gli Stati Uniti avevano posticipato la consegna. In un precedente articolo, ho dettagliato l'”arma segreta” più sofisticata che ha permesso alla Russia di avere la supremazia in Siria nella guerra radio-elettronica (Electronic Warfare – EW). Pertanto, a seguito delle misure attuate nella guerra radio-elettronica dalla Russia, i ribelli islamici “moderati” non possono ricevere informazioni via satellite dai loro sponsor statunitensi, in particolare sui movimenti dell’esercito siriano. L’esercito potrebbe concentrare, in segreto, truppe su Lataqia, Idlib (a nord di Lataqia) e sull’asse Hama-Lataqia (est di Lataqia) e Lataqia-Homs, dove avviava l’offensiva con i blindati contro i ribelli per riprendere il controllo del segmento Idlib-Hama-Homs dell’autostrada M5 che collega Damasco ad Aleppo. Fino alla comparsa dei bombardieri russi in Siria, l’Esercito nazionale siriano aveva subito pesanti perdite dai ribelli islamici “moderati”, armati con i missili anticarro BGM-71 TOW forniti dagli Stati Uniti.
Lo Shtora-1 è un sistema optronico russo per la protezione attiva dei blindati, specificamente progettato per neutralizzare il principale missile anticarro delle forze armate statunitensi, il BGM-71 TOW. La Russia ha iniziato a schierarne una quantità impressionante presso l’esercito siriano. Lo Shtora-1 disturba il sistema di puntamento laser o a infrarossi del missile facendogli mancare il bersaglio. Disturba anche i telemetri laser, impedendo così di effettuare la corretta misurazione della distanza dai bersagli. L’apparecchiatura è montata su carri armati russi T-90MS, veicoli da combattimento per la fanteria BMP-3M e altri blindati dell’esercito russo. Ogni apparecchiatura ha quattro coppie di sensori infrarossi e laser che coprono i 360 gradi di visuale. La rilevazione dell’origine del puntamento del missile anticarro viene determinata con una precisione di 3 gradi. Quattro emittenti di contromisure creano impulsi volti a disturbarlo, poi, quando viene rilevato il sistema di guida dell’arma anticarro, avviene il lancio dei missili in risposta. Inoltre, l’apparecchio è dotato di lanciagranate fumogeni che schermano dai sistemi di puntamento laser ed infrarossi. Le granate sono lanciate a 50-70 m creando uno schermo di protezione. Lo Shtora-1 è supportato da un microprocessore che riceve informazioni dai sensori d’allerta ed attiva le contromisure.T-90S_ShtoraTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il segreto della supremazia russa nella guerra elettronica in Siria

Valentin Vasilescu, ZiaruldegardaReseau International, 12 ottobre 2015krasukha-4La Russia sapeva fin dall’inizio che i sistemi di sorveglianza aerospaziali della NATO possono controllare le attività aeree russe in Siria. Grazie agli aerei da ricognizione statunitensi RC-135, agli aerei inglesi Sentinel R1, ai velivoli AWACS e ai droni da ricognizione Predator schierati ai confini della Siria, è possibile intercettare il traffico radio russo, numero e tipo di aeromobili, rotte, armi usate, obiettivi dei ribelli e loro posizione. Tanto più che la maggior parte dei gruppi ribelli in Siria sono armati e sostenuti dagli Stati Uniti e possono essere avvertiti su ogni operazione. I media hanno ampiamente presentato i bombardieri russi che operano in Siria, le armi in dotazione usate negli attacchi aerei ed i risultati di tali attacchi. L'”arma segreta” più sofisticata con cui i russi impongono la supremazia nella guerra elettronica (EW – Electronic Warfare), resta avvolta nel mistero, come anche il formidabile sistema russo di raccolta ed elaborazione delle informazioni. Entrambi fanno parte del complesso automatico C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni ed interoperabilità) che i russi hanno creato in Siria, permettendogli l’identificazione degli obiettivi dei bombardamenti e loro assegnazione ai diversi aerei, evitando che la NATO scopra qualcosa del modus operandi dei russi. In assenza di un minimo di informazioni, la NATO non può scatenare efficaci contromisure elettroniche (ECM) contro i russi in Siria. I mezzi della guerra elettronica terrestre, navale e aerea che la Russia ha dispiegato nel teatro operativo in Siria per monitorare l’intero spettro elettromagnetico, individuano i trasmettitori nemici e li confondono. La guerra elettronica s’estende oggi al disturbo di comunicazioni e sorveglianza radar ed elettro-ottica. Le strutture moderne per generare contromisure nello spettro visibile, infrarossi o laser impiegano sistemi di sorveglianza elettro-ottici (IMINT) aerospaziali per contrastare i russi nell’annientamento dello SIIL. Per proteggersi dai mezzi di sorveglianza della NATO, i russi dispiegano in Siria diversi Krasukha-4. I velivoli russi Su-24, Su-25 e Su-34 sono dotati di gondole di disturbo SAP-518/SPS-171 e gli elicotteri Mi-8AMTSh del Richag-AV. A ciò si aggiunge la nave Prjazove (della classe Vishnja), della Flotta del Mar Nero russa e schierata nel Mar Mediterraneo, al largo delle coste siriane. La nave è specializzata nel disturbo e raccolta delle informazioni SIGINT e COMINT (intercettazione di tutte le reti di telecomunicazione).
Il Krasukha-4 è un’apparecchiatura a banda larga mobile, montata su telaio 8×8 BAZ-6910-022, che disturba i radar di sorveglianza dei satelliti militari, i radar terrestri, degli aerei AWACS e montati sui velivoli senza pilota (droni). Il Krasukha-4 è l’unico sistema in grado di disturbare i satelliti-spia statunitensi della serie Lacrosse/Onyx. Tali satelliti volano su orbita bassa e sono dotati di SAR (Synthetic Aperture Radar) permettendogli di penetrare nubi, terreno o edifici con una risoluzione di 20 cm. Quali sono le conseguenze delle misure da guerra radioelettronica prese dai russi in Siria? Le apparecchiature Krasukha-4 poste sulla base aerea russa di Humaymim (Governatorato di Lataqia) creano uno scudo invisibile agli oggetti aerei e terrestri per un raggio di 300 km. Il Krasukha-4 è in grado di “accecare” i radar di ricerca e puntamento dei missili antiaerei MIM-104 Patriot al confine con la Turchia, e anche i radar degli aerei da caccia turchi F-16C sulla base di Incirlik, contribuendo a creare una “no fly zone” sulla Siria. La base aerea di Incirlik si trova vicino la città di Adana, 140 km a nord di Lataqia. Sotto la protezione del Krasukha-4 e di altri sistemi jamming, decine di aerei russi non furono rilevati dalla NATO, quando sorvolarono e atterrarono in Siria, che pochi giorni dopo l’arrivo sulla base aerea di Humaymim. Grazie alle misure da guerra elettroniche applicate dai russi, i ribelli islamici “moderati”, dal 2013 informati dagli Stati Uniti sui movimenti dell’Esercito siriano, non ricevevano più dati sul segreto concentramento di truppe siriane sull’asse Idlib-Lataqia (a nord di Lataqia), Hama-Lataqia (est di Lataqia) e Lataqia-Homs. Ciò ha consentito all’esercito siriano, appoggiato dai cacciabombardieri russi, di avviare l’offensiva con i blindati contro i ribelli per riprendere il controllo del segmento Idlib-Hama-Homs dell’autostrada M5 che collega Damasco ad Aleppo.
Ricordiamo che in Siria l’esercito russo ha creato un sistema di sorveglianza avanzato in cui raccolta ed elaborazione delle informazioni avviene su più livelli. Il primo livello è progettato per le unità di sicurezza informatica negli acquartieramenti delle truppe russe in Siria (aeroporto di Lataqia e porto di Tartus), assicurato da 4-6 minivelivoli e minielicotteri senza pilota (UAV) del tipo ZALA, leggero e silenzioso, propulso da un motore elettrico e con un raggio di 30 km. Per rilevare gli obiettivi per le missioni di bombardamento a media raggio, i russi usano 36 aerei senza pilota Jakovlev Pchela-1T e Orlan-10, e per il monitoraggio del territorio siriano usano droni da ricognizione Dozor 600 o Altjus, simile all’MQ-1B Predator degli USA. Per il monitoraggio del territorio siriano, i russi schierano anche aerei da ricognizione ELINT Il-20M1 dotati del radar Kvalat-2, in grado di rilevare aeromobili, veicoli terrestri e artiglieria ad una distanza di 300 km. L’Il-20M1 è inoltre dotato di un sistema di intercettazione e disturbo delle comunicazioni militari, dei radar e della telefonia mobile, così come di una telecamera ad alta risoluzione (A-87P).

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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