Russia e India: 70 anni insieme

Vladimir Putin, The Times of India, 30 maggio 2017KremlinQuest’anno celebriamo l’anniversario di un evento veramente storico. Settant’anni fa, il 13 aprile 1947, i governi dell’URSS e dell’India annunciavano la decisione d’istituire missioni ufficiali a Delhi e a Mosca. Questo passo da parte nostra logicamente seguiva il nostro corso nell’aiutare l’India nella strada verso la liberazione nazionale e contribuì a rafforzarne l’indipendenza. Nei decenni seguenti, la nostra partnership bilaterale s’è ulteriormente intensificata e rafforzata, senza mai essere oggetto di opportunismi. Le relazioni uguali e mutualmente vantaggiose dei due Stati si sono sviluppate costantemente. Questo è abbastanza naturale. I nostri popoli hanno sempre avuto reciproca simpatia e rispetto per i rispettivi valori spirituali e culturali. Oggi possiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto. Con l’assistenza tecnica e finanziaria della Russia, si crearono i pionieri dell’industrializzazione indiana: i complessi metallurgici di Bhilai, Visakhapatnam e Bokaro, l’impianto minerario di Durgapur, la centrale termoelettrica di Neyveli, l’impianto elettromeccanico di Korba, quelli per gli antibiotici di Rishikesh e farmaceutico di Hyderabad. Gli scienziati e gli accademici sovietici e poi russi parteciparono alla creazione di centri di ricerca e istruzione in India, come l’Istituto Indiano di Tecnologia di Bombay e gli istituti di ricerca dell’industria petrolifera di Dehradun e Ahmedabad. Siamo orgogliosi dei nostri specialisti che contribuirono a sviluppare il programma spaziale dell’India. Grazie a questa feconda cooperazione bilaterale, nel 1975 fu lanciato il primo satellite dell’India, Aryabhata, e il cittadino indiano Rakesh Sharma andò nello spazio nel 1984 come membro dell’equipaggio della Sojuz T-11.
Nell’agosto 1971 i nostri Paesi firmarono il Trattato di pace, amicizia e cooperazione, definendo i principi fondamentali delle relazioni bilaterali, come il rispetto della sovranità e degli interessi, il buon vicinato e la convivenza pacifica. Nel 1993 la Federazione Russa e la Repubblica dell’India confermarono l’inviolabilità di questi principi fondamentali nel nuovo Trattato di pace, amicizia e cooperazione. La Dichiarazione sul partenariato strategico firmato nel 2000 prevede un coordinamento stretto negli approcci per garantire pace e sicurezza internazionali e la soluzione dei pressanti problemi globali e regionali. I vertici annuali sono pratica consolidata nelle relazioni bilaterali indiano-russe che permettono di discutere tempestivamente sugli sforzi per conseguire i nostri obiettivi e fissare obiettivi a lungo termine. A inizio giugno, avremo un altro vertice con il Primo ministro Narendra Modi a San Pietroburgo e dovrebbe partecipare al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in cui l’India parteciperà per la prima volta come partner. Il quadro giuridico comprende più di 250 documenti aggiornati regolarmente. Un lavoro efficace è svolto nelle commissioni intergovernative sulla cooperazione nel commercio e nell’economia, nella scienza e nella tecnologia, nonché nella cultura e nel settore militare-tecnico. I ministeri degli Esteri, gli uffici del consiglio di sicurezza e i ministeri interessati mantengono un dialogo continuo. I legami interparlamentari e interregionali, nonché i contatti commerciali e umanitari si sviluppano attivamente. Viene inoltre rafforzata la cooperazione militare: le manovre congiunte terrestri e navali si svolgono regolarmente.
La cooperazione nell’uso pacifico dell’energia atomica è una delle componenti fondamentali del rapporto tra India e Russia. La costruzione della centrale nucleare di Kudankulam con la nostra assistenza è un progetto di punta in questo campo. Nel 2013 fu attivato il primo reattore nucleare. Nell’ottobre 2016, la seconda unità fu consegnata agli indiani ed iniziò la costruzione delle terza e quarta unità. Tutto ciò contribuisce all’attuazione dei piani di sviluppo dell’energia nucleare in India che prevedono la costruzione di almeno 12 unità entro il 2020. Tali obiettivi sono definiti da un documento congiunto, la Visione strategica per rafforzare la cooperazione India-Russia sull’uso pacifico dell’energia atomica. Abbiamo intenzione di condividere ulteriormente con l’India tecnologie più avanzate in questa importante industria e contribuire a migliorarne la sicurezza energetica. La collaborazione nel settore energetico convenzionale si sviluppa con successo. L’acquisto delle azioni della società russa “Vankorneft” effettuato da un consorzio indiano è il maggiore accordo bilaterale nel settore petrolifero. Attualmente sono considerate le possibilità di partecipazione delle imprese indiane ai progetti congiunti di esplorazione e produzione di idrocarburi nei fondali dell’Artico russo. Ci sono anche buone prospettive per la cooperazione nell’energia solare, nella modernizzazione delle centrali elettriche esistenti e nella costruzione di nuove nel territorio dell’India. Grandi progetti vengono realizzati nelle industrie metalmeccanica, chimica e mineraria, aeronautica, farmaceutica e medica. Una delle priorità è promuovere il commercio e migliorarne la struttura, nonché stimolare l’attività economica delle nostre comunità imprenditoriali. Mi riferisco al miglioramento della cooperazione industriale e all’aumento delle forniture di prodotti ad alta tecnologia, creando un ambiente migliore per gli affari e gli investimenti, utilizzando sistemi di pagamenti in valute nazionali. La decisione di avviare i negoziati su un accordo di libero scambio tra Unione economica eurasiatica e India, adottata nel dicembre 2016, è particolarmente importante. Sono state esplorate le possibilità di creare il corridoio internazionale dei trasporti nord-sud. Tutti questi fattori dovrebbero promuovere lo sviluppo della nostra cooperazione bilaterale e regionale. Per favorire l’afflusso reciproco di capitali, è stato istituito un gruppo di lavoro sui progetti d’investimento prioritari nell’ambito della commissione intergovernativa sul commercio, la cooperazione economica, scientifica, tecnologica e culturale. Sono stati scelti i 19 progetti più promettenti. La Russia s’è impegnata a partecipare nel programma a lungo termine “Make in India” avviato dal Primo ministro Narendra Modi. I nostri Paesi collaborano intensamente alla produzione di armi multiruolo ed equipaggiamenti militari. La coproduzione del missile supersonico da crociera “BrahMos” è il nostro orgoglio. Dal 1960, il valore complessivo dei contratti nel quadro della cooperazione militare e tecnica ammonta ad oltre 65 miliardi di dollari, mentre il portafoglio ordini nel 2012-2016 superava i 46 miliardi di dollari.
India e Russia sono partner paritari negli affari internazionali. I nostri Paesi sostengono l’istituzione di un sistema democratico multipolare nelle relazioni internazionali basato sul rigoroso rispetto dei principi del diritto e del ruolo centrale dell’ONU. Siamo disposti ad affrontare congiuntamente sfide e minacce del XXI secolo, promuovendo l’agenda unica e contribuendo a mantenere la sicurezza globale e regionale, interagendo efficacemente nei BRICS, associazione che grazie ai nostri sforzi collettivi aumenta di peso e influenza. A giugno, l’India aderirà a pieno titolo alla Shanghai Cooperation Organization, potenziandola notevolmente. India e Russia collaborano anche nel G20 e in altri formati internazionali. Vorrei anche rilevare che i nostri Paesi coordinano strettamente le posizioni su questioni complesse come la soluzione della situazione in Siria e la stabilità nella regione del Medio Oriente e Nord Africa, contribuendo in modo significativo al processo di riconciliazione nazionale in Afghanistan.
Sono convinto che l’enorme potenziale della cooperazione tra le due grandi potenze sarà ulteriormente esplorato a beneficio dei popoli di India e Russia e della comunità internazionale in generale. Abbiamo tutto il necessario per raggiungere questo obiettivo: volontà politica delle parti, vitalità economica e priorità globali condivise. Tutto questo si basa sulla gloriosa storia dell’amicizia indiano-russa. Sfruttando questa opportunità, vorrei trasmettere i migliori auguri ai cittadini dell’amica India.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ha costruito la NATO eurasiatica?

Oleg Dgorov, RBTH, 18 maggio 2017

Nel maggio 2017, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collegiata (CSTO), l’alleanza militare-politica dei Paesi post-sovietici diretti dalla Russia, compie 15 anni. Durante la sua esistenza l’organizzazione non ha partecipato a combattimenti reali ma, secondo gli esperti, fa molto per proteggere l’Asia centrale dal terrorismo.Nel 2017, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) celebra un strano “doppio” anniversario. L’accordo dell’alleanza militare-politica dei Paesi post-sovietici, firmato 25 anni fa nel 1992, ma per 10 anni dalla validità discutibile. Negli anni ’90 il quadro post-sovietico era devastato dai conflitti: guerra nel Nagornij-Karabakh (1992-1994), guerra civile in Tagikistan (1992-1997), guerra georgiano-abkhaza (1992-1993), nonché violenti combattimenti nel territorio ceceno della Russia (1994-1996 e 1999-2000). La situazione si stabilizzò all’inizio del 2000, contribuendo a costruire un’organizzazione internazionale nell’ambito dell’accordo del 1992: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan e Tagikistan crearono la CSTO nel 2002. Gli obiettivi indicati nell’organizzazione si conservano ad oggi: “Rafforzamento della pace, sicurezza internazionale e regionale, protezione collettiva dell’indipendenza, integrità territoriale e sovranità degli Stati aderenti“.

L’ombra dell’Afghanistan
Anche prima dell’istituzionalizzazione della CSTO, nel 2001 i Paesi aderenti crearono un contingente militare congiunto: la Forza di reazione rapida collettiva (CRRF). Gli esperti osservano che la ragione principale per organizzare la forza di difesa congiunta fu la diffusione del terrorismo in Asia centrale dall’Afghanistan, dal 1996 al 2001 governato dai taliban. “Se la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti non avesse iniziato le attività in Afghanistan, i Paesi CSTO avrebbero dovuto respingere collettivamente gli attacchi degli estremisti dall’Afghanistan“, scrive Julija Nikitina, collaboratrice del Centro di Studi post-sovietici del MGIMO in un articolo per il Consiglio degli affari internazionali russo. “Ecco perché era importante creare la forza collettiva“.

Addestramento antiterrorismo
Ma le cose andarono diversamente. L’operazione della coalizione internazionale iniziò in Afghanistan e le repubbliche post-sovietiche evitarono un grande attacco degli estremisti. Tuttavia, la CSTO come organo di sicurezza collettiva si è progressivamente sviluppata. Nel 2009 apparve un gruppo congiunto più ampio del CRRF, la CORF (Forza di Reazione Operativa Collettiva). Oggi CRRF e CORF comprendono 25000 soldati. La CSTO non ha partecipato a veri conflitti. Tuttavia, ogni anno organizza manovre militari congiunte per sviluppare le competenze per contrastare i terroristi e pianificare operazioni anticrimine. Nel 2017 l’organizzazione terrà grandi esercitazioni coinvolgendo CRRF, CORF e unità di mantenimento della pace. Julija Nikitina osserva che dal punto di vista militare l’attività della CSTO è certamente utile: le esercitazioni congiunte non solo aiutano a sviluppare piani d’azione per eventuali conflitti, ma anche i soldati. D’altra parte, secondo Aleksej Malashenko del Carnegie Moscow Center, la forza reale della CSTO è sconosciuta poiché l’organizzazione non ha mai partecipato a veri conflitti. “Nessuno ha mai visto questa organizzazione in azione. L’addestramento congiunto è buono, ma è sempre diverso dal combattimento reale“.

Perché è necessario la CSTO?
Allo stesso tempo, gli esperti ritengono che già l’esistenza della CSTO eviti i conflitti. “Quindici anni fa, molti esperti predissero un’ondata di scontri violenti, ad esempio in Asia centrale, che non ebbe luogo“, dice Sergej Karaganov, decano del Dipartimento di Politica mondiale dell’HSE. “In una certa misura la Russia e gli altri Paesi interagirono rafforzando le proprie forze armate“. Da questo punto di vista l’alleanza è molto efficace, aggiunge Karaganov. Il Vicedirettore dell’Istituto dei Paesi della CSI Vladimir Zharikhin è d’accordo, la CSTO fu creata come blocco difensivo ed adempie ai propri compiti con successo. Oltre alla guerra al terrore, Zharikhin parlava di un altro compito della CSTO: “Con l’aiuto dell’organizzazione, la Russia fornisce agli alleati della CIS l'”ombrello nucleare” aumentando la stabilità nei Paesi della CSTO“. In altre parole, l’obiettivo non ufficiale della CSTO è opporsi alle “rivoluzioni colorate” nei Paesi aderenti, spiega Zharikhin.

“La NATO della Russia”
Nei media occidentali la CSTO è talvolta paragonata alla NATO. Tuttavia, aggiungono che tale paragone non è corretto. Così, nell’articolo “Perché l’alleanza militare della Russia non è la prossima NATO“, l’analista di Stratfor Eugene Chausovsky sottolinea che spesso non esiste accordo nella CSTO su questioni politiche. I governi di Bielorussia e Kazakistan, per esempio, possono esibire indipendenza da Mosca e costruire proprie relazioni con l’occidente. Pertanto, non si può parlare di una sola posizione politica nella CSTO. Gli esperti russi vedono un’altra differenza tra CSTO e NATO. “L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico fu creata come blocco difensivo, soprattutto dai Paesi occidentali, per contenere il comunismo. Ora gli obiettivi e le responsabilità sono cambiati e la NATO va oltre l’Europa divenendo un’alleanza espansionista” afferma Vladimir Zharikhin. A suo parere, la CSTO rimane rigorosamente un’organizzazione difensiva, preservando l’obiettivo per cui fu istituita 15 anni fa.Traduzione di Alessandro LattanzioSitoAurora

Il divario tra i paradigmi orientale e occidentale si amplia

Covert Geopolitics 16 maggio 2017Il divario tra i paradigmi orientali e occidentali non è mai stato più ampio. Mentre la Cina incoraggia tutti a partecipare costruttivamente alla creazione di un mondo multipolare, i media dello Stato profondo continuano a oscurare il “progetto del secolo” etichettandolo come mossa per combattere il potere geopolitico occidentale, mentre le componenti militari, cioè intelligence, media, industria e militari mirano a continuare a soddisfare i propri desideri con guerre perpetue. Anche se il progetto è in corso da 10 anni, lo sviluppo della grande Eurasia continuava ad essere un tema oscuro fino a questa settimana, quando Xi annunciava ulteriori finanziamenti da tre banche di sviluppo per sostenere l’ambizioso progetto economico del suo Paese, che non ha eguali in occidente. L’OBOR della Cina è relativamente semplice nel concetto e nell’attuazione, ma punta ad avere un significato profondo per il futuro del mondo, cercando di sfruttare la forza di ogni nazione aderente, dando la possibilità a ciascuno di questi Paesi di condividere questa forza con gli altri e trarne benefici economici. Ecco perché il Pakistan spinge per l’attuazione anche se forze oscure fanno tutto il possibile per ritardarla.
Il Pakistan crea una forza speciale per la sicurezza dei tecnici del CPEC
Il Pakistan istituirà una forza speciale di circa 10000 soldati per proteggere lavoratori e imprese cinesi lungo il Corridoio Economico Cina-Pakistan, dichiarava l’agenzia cinese Xinhua, secondo cui il Pakistan costituirà una forza speciale di sicurezza per i progetti di investimenti da 46 miliardi di dollari e gli interessi della Cina. I dipartimenti militari chiave formano il personale per combattere in situazioni diverse. Circa 14000 tecnici e ingegneri cinesi lavorano su circa 210 progetti in Pakistan. Contingenti della forza speciale di sicurezza saranno impiegati per proteggerli. Il Presidente cinese Xi Jinping e il Primo ministro Nawaz Sharif firmarono un accordo per investimenti da 46 miliardi di dollari, il 20 aprile 2015, sul Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC)”. News Pakistan
L’esperienza ha dimostrato che una volta che i diversi popoli s’impegnano nella concorrenza economica aperta, esiste anche un parallelo scambio di culture e tradizioni che favorisce una maggiore comprensione. In breve, la pace è intrinseca all’OBOR, a differenza del dogma della nobiltà nera di usare la guerra per imporre la pace eliminando la concorrenza, “Fuori dal Caos, l’Ordine”. Molte personalità di alto profilo sono cadute nella trappola dell’eccitazione e della soddisfazione orgasmica quando la gente comune gli chiede misericordia. Per la Cina, il modo migliore per sostenere la propria posizione economica è creare consumatori dei propri prodotti, rafforzandone il potere d’acquisto attraverso infrastrutture economiche e consumando i prodotti primari d’esportazione di questi ultimi. Ciò si chiama soluzione win-win dai mutuo vantaggio e progresso. Al contrario, l’oligarchia occidentale cerca solo di distruggere gli altri in modo che alla fine sia l’unica a vivere. In generale, la cultura orientale è fondata sul guadagno del rispetto e dell’onore estendendoli per prima cosa, mentre la cultura occidentale dominante ricorre a continue minacce ed intimidazioni per mascherare il proprio fallimento. Quest’ultima è così orgogliosa della capacità di trasformare gli esseri umani in automi senza cervello, pronti e disposti a servire ottusamente anche i più oltraggiosi o mondani compiti. La leadership della Cina sa bene che se si concentra solo sullo sviluppo dell’economia interna della Cina, impiegando strategie monopolistiche, potrebbe certamente permettersi più efficienza di quanto l’occidente possa mai avere, per via del potere politico altamente concentrato, ma richiamerebbe i lupi ai confini. Nessuno sa esattamente i veri dati dei progetti OBOR in corso e previsti, ma la Cina ha già speso 1 trilione di dollari. La stima è che i membri dell’OBOR potrebbero avere bisogno di 5 trilioni di dollari entro il 2022 e di 26 trilioni di dollari per i progetti infrastrutturali entro il 2030, compresi finanziamenti per la costruzione di una complessa rete di strade, ferrovie, oleogasdotti, porti, aeroporti e zone economiche speciali. I trilioni di dollari che la Cina detiene possono anche essere utilizzati per finanziare i progetti infrastrutturali in America, se quest’ultima volesse. Sì, non solo la Cina ha un eccesso di prodotti industriali, ma anche trabocca di fondi. Si ricordano ancora i suoi centri urbani vuoti? Le città fantasma del futuro.
L’esperienza filippina della Cina negli ultimi 10 mesi è fondamentalmente positiva. Il Paese aveva l’infinita speranza che l’occidente ne finanziasse il lebbrosario per decenni. Ma quando l’attuale governo Duterte annunciava l’abbandono del paradigma a somma zero occidentale, una delegazione della Banca di Cina si recò subito nelle Filippine per informare il governo che i fondi erano già disponibili e che le parti dovevano solo firmare. Non fu mai necessario stabilire condizioni preliminari per i progetti stimati in 24 miliardi di dollari. I turisti cinesi che arrivano nelle Filippine saranno un milione entro la fine dell’anno, mentre l’occidente diffondeva consigli di viaggio nei giorni scorsi per dissuadere il Paese dal guadagnarci dall’afflusso di turisti a maggio. Ciò che non vogliono dire è che gli ultimi due terroristi di Abu Sayaf della CIA, che tentavano di disturbare il vertice ASEAN di Bohol, sono morti ieri nelle operazioni di rastrellamento. L’agricoltura inoltre riavvia le piantagioni di banane e riprende a rifornire la Cina, mentre studi di fattibilità sono in corso sui ponti per collegare le isole. Chi sarebbe costretto alfare la guerra per questo? Per 70 anni, l’occidente ha ritardato la crescita economica del Paese sfruttandone il lavoro a basso costo e alimentando l’oligarchia per controllarlo a lungo. Qualsiasi tentativo di allontanarsi dal suo potere subiva colpi di Stato e procedure d’impeachment. Quindi, mentre Duterte partecipava al vertice OBOR in Cina, l’occidente tentava di decapitarne il governo con un caso d’impeachment presentato da un congressista dello Stato profondo, Gary Alejano, che per inciso non riusciva a farsi seguire dai membri del Comitato sulla giustizia del Congresso che respingevano le accuse come inconsistenti, anche se alcuni le riterrebbero ancora più squallide. Alejano ora minaccia di portare la causa al Tribunale penale internazionale. Con lo stesso motivo, i fantocci dello Stato profondo nell’Asia del Sud-Est cercano di sabotare la via per la pace e la prosperità di tutti, mentre sia il segretario alla Difesa James Mattis che il Consulente per la Sicurezza Nazionale HR McMaster promuovono certi impegni a lungo termine degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq e Siria. I piani dovrebbero essere sottoposti a Trump, con la proposta per l’Afghanistan, prima del vertice della NATO a Bruxelles del 25 maggio. Porter ne ha discusso con Manila Chan di RT.
RT: Trump ha già detto che gli Stati Uniti non possono essere il poliziotto del mondo. Tuttavia, il Pentagono e la leadership militare statunitense parlano di tale impegno apertamente. Pensa che Trump seguirà i suoi consiglieri?
Gareth Porter: Prima di tutto, parliamo di guerra permanente in corso da diversi anni. La burocrazia bellica ha chiarito che è sua intenzione avere una guerra di durata generazionale in Medio Oriente. Ciò di cui parliamo è: come gestire la prossima generazione di iniziative politiche del Pentagono in tre Paesi, Siria, Afghanistan e Iraq. Ognuno di questi è diverso, in un certo senso, a causa della diversa politica interna e delle relazioni tra i governi e gli Stati Uniti. Due di essi, però, sono simili in un certo senso, la politica verso la Siria e verso l’Iraq. La burocrazia bellica ora non solo invia altre truppe a combattere lo SIIL, ma inoltre ne propone il soggiorno a lungo termine nei Paesi che comporteranno operazioni di stabilizzazione”. Accidenti! Un altro livello di eccezionalismo, proprio lì. Se la rimozione degli uomini forti non riguarda la democrazia, cosa allora? Distruggere la pace e ritardare i progressi che l’occidente pensa rafforzino i popoli di questi Paesi, che ne minaccerebbero l’esistenza un giorno, proprio come la Russia oggi. Una cosa è certa, se l’élite occidentale non è disposta a cambiare drasticamente mentalità verso un futuro pacifico per tutti, rimarrà solo davanti al veloce sviluppo dell’Eurasia. Non sarebbe la soluzione perfetta per la libertà individuale, e certamente la rotta che segue porta a tale fine. Lungo la strada, tutti i popoli del mondo devono affermare nei termini più concreti la propria visione di ciò che è buono per la specie umana e finirla di farsi annichilire.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nuova Via della Seta, integrazione dell’Eurasia ed emarginazione degli USA

Alessandro Lattanzio, 15/5/2017Il Presidente cinese Xi Jinping annunciava, all’inaugurazione del Forum per la cooperazione internazionale Fascia e Via di Pechino, altri 100 miliardi di yuan (14,5 miliardi di dollari) di investimenti per il Fondo Nuova Via della Seta, mentre ospitava i leader dei 110 Paesi che partecipavano al Forum sull’Iniziativa Fascia e Via di Beijing. La Cina finanzierà per 60 miliardi di yuan (8,7 miliardi di dollari) i Paesi e le organizzazioni internazionali che partecipano all’Iniziativa Fascia e Via, avviandovi vari progetti infrastrutturali. Xi ribadiva che “Dovremmo creare congiuntamente un ambiente che faciliti apertura e sviluppo, istituisca un sistema equo e trasparente di norme internazionali su scambi ed investimenti e promuova il flusso ordinato dei fattori produttivi, l’allocazione efficiente delle risorse e l’integrazione del mercato. Dovremmo costruire una piattaforma aperta alla cooperazione e sostenere e far crescere un’economia mondiale aperta”. Beijing ha impegnato nell’Iniziativa per la Nuova Via della Seta 250 miliardi di yuan in prestiti della China Development Bank, 130 miliardi di yuan in prestiti dall’Export-Import Bank of China, 2 miliardi di yuan di aiuti alimentari e 1 miliardo di dollari per il fondo di cooperazione Sud-Sud. L’Iniziativa Fascia e Via ha per obiettivo creare una moderna cintura economica lungo la Via della Seta del XXI secolo, che attraverso l’Eurasia partendo dalla regione del Xinjiang in Cina e, passando per l”Asia centrale e il Kazakistan, arriva in Iraq, Iran, Siria e Turchia da dove poi giungerà in Europa. La controparte marittima, la Via della Seta Marittima, parte dal Fujian in Cina e terminerà a Venezia. La rete, la cui costruzione è iniziata nel 2014, comprenderà ferrovie, autostrade, oleodotti, gasdotti, reti elettriche, reti internet, collegamenti marittimi e infrastrutturali.Alla cerimonia di apertura del Forum per la Cooperazione Internazionale dell’Iniziativa Fascia e Via a Pechino del 14-15 maggio, il Presidente russo Vladimir Putin salutava la “grande” Iniziativa Fascia e Via della Cina e chiedeva un maggior partenariato eurasiatico. Definendo l’Iniziativa un esempio di cooperazione su infrastrutture, trasporti e industria, il presidente russo dichiarava che il suo Paese sostiene l’iniziativa dall’inizio. Il Presidente Vladimir Putin dichiarava, all’apertura del Forum internazionale di Pechino, “Non dimentichiamo le minacce che derivano dai conflitti regionali. In Eurasia esistono ancora ambiti di disaccordi incombenti. Per eliminare tali conflitti, prima di tutto dobbiamo abbandonare retorica ostile, accuse e rimproveri reciproci che aggravano soltanto la situazione. Complessivamente, alcuno dei vecchi approcci alla risoluzione dei conflitti va usato per risolvere i problemi moderni. Abbiamo bisogno di idee nuove e non di stereotipi. Ritengo che l’Eurasia possa elaborare e proporre un’agenda costruttiva e positiva sulle questioni relative su sicurezza, ampliamento delle relazioni tra Stati, sviluppo economico, cambiamenti sociali, amministrazione e ricerca di nuove forze che dirigano la crescita. Per la comunità globale dobbiamo essere l’esempio di un futuro collettivo, innovativo e costruttivo basato su giustizia, uguaglianza e rispetto della sovranità nazionale, del diritto internazionale e dei principi inconfondibili delle Nazioni Unite. Tuttavia, desiderio e sola volontà non bastano ad attuare l’agenda. Sono necessari strumenti efficaci per questo tipo di collaborazione. Questi possono essere creati attraverso l’integrazione. Oggi ci sono molti programmi d’integrazione fiorenti in Eurasia. Noi li sosteniamo e siamo impegnati nel loro ulteriore sviluppo. Molti sono consapevoli del fatto che Russia e partner costruiscono l’Unione economica eurasiatica. Le parti dell’UEE hanno opinioni analoghe sull’integrazione eurasiatica ed è molto importante che i leader di Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan partecipino a questo forum. Accogliamo con favore l’Iniziativa Fascia e Via cinese. Proponendo questa iniziativa, il Presidente Xi Jinping ha dimostrato un approccio creativo verso la promozione dell’integrazione su energia, infrastrutture, trasporti, industria e collaborazione umanitaria, di cui ho parlato a lungo. Ritengo che combinando le potenzialità dei formati dell’integrazione come UEE, OBOR, SCO e ASEAN, possiamo costruire le basi per un grande partenariato eurasiatico. Questo è l’approccio che, secondo noi, va applicato all’ordine del giorno proposto oggi dalla Repubblica popolare cinese. Vorremmo accogliere con favore il coinvolgimento dei nostri colleghi europei dell’UE in questa partnership. Ciò la renderebbe ancor più concorsuale, equilibrata e completa, e ci permetterà di realizzare un’occasione unica per creare il quadro comune cooperativo dall’Atlantico al Pacifico e per la prima volta nella storia. È necessario che già oggi s’inizi ad agire secondo la strategia per sviluppare la grande partnership euroasiatica. Pertanto, possiamo decidere l’obiettivo ambizioso di rendere possibile il flusso di merci più opportuno, conveniente e senza ostacoli. Proprio ora, nel suo discorso, il Presidente Xi Jinping ha detto di togliere le barriere burocratiche ai flussi commerciali tra Cina e Kazakistan. Possiamo vedere che ciò accade su altre linee. Vorrei inoltre sottolineare che la Russia non è solo disposta ad essere un partner commerciale affidabile, ma cerca anche d’investire nella creazione di joint venture e nuove capacità produttive negli Stati partner, su impianti industriali e servizi. Inoltre è necessario eliminare le restrizioni infrastrutturali all’integrazione, soprattutto creando un sistema di trasporto moderno e ben connesso. La Russia con la sua posizione geografica unica è disposta ad impegnarsi in questa attività congiunta. Rafforziamo costantemente le nostre infrastrutture marittime, ferroviarie e stradali, ampliando la capacità della linea ferroviaria Bajkal-Amur e della transiberiana, investendo risorse significative nei miglioramenti della linea nord-est, divenendo un’arteria dei trasporti globalmente competitiva. Se esaminiamo il quadro generale, i progetti infrastrutturali dell’UEE e dell’OBOR, in collaborazione con il Passaggio Nord-Est, si può riconfigurare completamente il trasporto nel continente eurasiatico, cruciaele per esplorare nuovi territori ed intensificare gli investimenti economici e nelle risorse. Tracciamo insieme queste strade verso lo sviluppo e la prosperità. Ci aspettiamo che le istituzioni finanziarie di nuova costituzione come la Banca di Sviluppo dei BRICS e l’Asian Infrastructure Investment Bank offrano un sostegno agli investitori privati e, ovviamente, l’integrazione della qualità è possibile solo con il sostegno di un forte capitale umano, di professionisti qualificati, di tecnologie avanzate e della ricerca. Con una nota finale, vorrei sottolineare che la Russia non vede semplicemente il futuro del partenariato eurasiatico come mera costituzione di nuovi legami tra Stati ed economie. Questa partnership deve mutare il quadro politico ed economico del continente e portare in Eurasia pace, stabilità, prosperità e nuova qualità della vita. Comprensibilmente i nostri cittadini hanno bisogno di sicurezza, fiducia nel futuro e possibilità di essere produttivi e migliorare ricchezza e benessere delle proprie famiglie. Sono nostri dovere e responsabilità comune garantire che abbiano queste opportunità. A tal proposito, la grande Eurasia non è un accordo geopolitico astratto ma, senza esagerare, un progetto di vera civiltà che guarda al futuro. Credo che mantenendo lo spirito di cooperazione possiamo raggiungere quel futuro”.La Cina ha quindi investito 480 miliardi di yuan per la Nuova Via della Seta, mentre l’altro grande partner dell’iniziativa cinese, la Russia, già dal 2015 ha superato l’Arabia Saudita a primo esportatore di greggio per la Cina, orientando i mutui rapporti commerciali sul cambio rublo/yuan, abbandonando il dollaro statunitense. Le esportazioni russe in Cina sono più che raddoppiate negli ultimi 7 anni, con oltre 550000 barili di greggio russo esportati in Cina ogni giorno e che continueranno a crescere con l’attivazione dell’oleodotto della Siberia orientale (ESPO). “Lentamente ma costantemente, i mercati globali commerciali e monetari sono sempre meno concentrati sul dollaro. Le precedenti valute marginali come yuan cinese, rupia indiana e persino rublo russo, ora occupano un posto sullo scenario finanziario mondiale da concorrenti seri del dominio del dollaro statunitense. Il giorno in cui l’USD non sarà più l’unica riserva valutaria, forse gli USA seguiranno un cammino democratico mentre ci si accanisce sempre più a spacciare il nostro sanzionato marchio unipolare quale “giusta vita dell’uomo””.Fonti:
The BRICS Post
Russia Insider
Russia Insider
Global Times

Lo Stato profondo continua a subire sconfitte in diversi fronti

Covert Geopolitics 9 maggio 2017Fatta eccezione del successo dell’élite all’elezione francese 2017, lo Stato profondo continua a subire sconfitte nei principali fronti della terza guerra mondiale. Innanzitutto, il ritiro del principe Filippo non va celebrato. La monarchia inglese esiste ancora e il saccheggio della ricchezza sovrana dei suoi “comuni” continua. Ma i seguenti eventi possono darci una certa speranza per il pianeta.

Le zone sicure siriane entrano in vigore
Le zone sicure russe proposte in Siria, dove non è permesso alcun combattimento tra governo ed opposizione, entravano in vigore alle 21:00 del 5 maggio. Le zone di sicurezza o di de-escalation in Siria sono descritte quali misure temporanee che saranno applicate nei prossimi sei mesi con la possibilità di estenderle per altri sei mesi. Le zone di sicurezza sono state concordate dagli Stati garanti, Russia, Iran e Turchia, durante i negoziati nella capitale kazaka Astana. Tutte le parti hanno espresso la speranza che l’iniziativa porti alla soluzione del conflitto. Il documento, scritto in inglese, è stato pubblicato dal Ministero degli Esteri russo.

4 zone
Le quattro zone sicure sono nel Governatorato Idlib e in parti delle province limitrofe di Lataqia, Aleppo e Hama; nel settentrione della provincia di Homs; nel quartiere di Damasco del Ghuta orientale e in alcune zone a sud nelle province di Dara e Qunaytra che confinano con la Giordania. Le forze governative siriane e l’opposizione armata non potranno combattere ed effettuare attacchi aerei sulle zone sicure tramite zone di sicurezza, punti di controllo e posti di osservazione controllati dagli Stati garanti. (RussiaToday)

L’istituzione delle quattro zone sicure siriane da parte di Russia, Iran e Turchia non è destinata a soddisfare o accogliere gli interessi degli Stati Uniti, vale a dire diversi da quelli che gli Stati Uniti volevano quando proposero per la prima volta le zone sicure volte a suddividere la Siria come piano B all’espansione fallita del Grande Israele, a causa dell’intervento decisivo russo del 30 settembre 2015. La creazione di quattro zone sicure in Siria da parte di Russia, Iran e Turchia non va vista come “concessione” a Washington, osserva l’analista politico di Vzglyad Evgenij Krutikov, aggiungendo che l’influenza statunitense sui gruppi ribelli in Siria chiaramente svanisce. Nei colloqui di riconciliazione di Astana del 4 maggio, Russia, Iran e Turchia hanno firmato un memorandum sulla creazione delle quattro zone sicure o di de-escalation della tensione. Inoltre, dalla mezzanotte del 1° maggio, la Russia ha smesso di utilizzare le forze aerospaziali nelle zone definite dal documento. “A partire dalle ore 00 del 1° maggio, l’uso di aeromobili delle forze aerospaziali russe in aree corrispondenti alle zone di de-escalation definite dal memorandum è stato interrotto“, dichiarava il capo del Primo direttorato operativo russo Colonnello-Generale Sergej Rudskoj. (Sputnik)
Cooperando all’istituzione delle zone sicure siriane, la Turchia avrà grande beneficio con la ripresa della costruzione del gasdotto TurkStream da parte di Gazprom. Questo metterà il gas russo in una posizione migliore sui prezzi verso gli Stati dell’UE, sconfiggendo efficacemente le sanzioni occidentali. “Il gigante energetico Gazprom ha cominciato a posare il gasdotto presso le coste turche sul Mar Nero, secondo il dott. Aleksej Miller, direttore di Gazprom dopo l’incontro di Sochi tra i leader turchi e russi. “Oggi abbiamo avviato l’attuazione del gasdotto TurkStream: posa di tubature della sezione offshore. Il progetto è avvito in conformità con il piano”, secondo Miller in una dichiarazione, aggiungendo che “entro la fine del 2019, i nostri consumatori turchi e europei avranno una nuova fonte affidabile d’importazione di gas russo”… il primo dei rami, dalla capacità di 15,75 miliardi di metri cubi, fornirà gas russo direttamente alla Turchia, mentre il secondo dovrà fornire gas ai clienti europei. Il tanto atteso annuncio arriva dopo l’incontro tra il Presidente russo Vladimir Putin e l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan, nella città turistica di Sochi sul Mar Nero il 3 maggio. Il progetto TurkStream, firmato nell’accordo di Putin e Erdogan a Istanbul dell’ottobre 2016, era uno dei punti chiave dell’agenda della riunione”. (RussiaToday)
Il complesso industriale militare dello Stato profondo, d’altro canto, deve permettere che le azioni di Raytheon e altri guadagnino, ed è inoltre disposto a beneficiare del piano del Pentagono di aumentare la presenza militare in Asia, dopo l’incursione armata degli Stati Uniti nella penisola coreana ponendo le dovute basi per affrontare la minaccia nordcoreana. “Il dipartimento della Difesa degli USA (DoD) prevede di aumentare la propria presenza in Asia assegnando quasi 8 miliardi di dollari all’ammodernamento dell’infrastruttura militare, aumentando le manovre e sfruttando i rinforzi nella regione. La mossa avviene mentre i rapporti di Washington con la Corea democratica sono sempre più tesi. I sostenitori dell’iniziativa del Pentagono, svelati dal Wall Street Journal, probabilmente lo considerano come un segnale dell’impegno di Washington verso l’Asia”. (Sputnik)
La bellezza dell’impresa bellica è che gli utenti finali spenderanno tanto non solo per le armi, ma anche per le munizioni, come l’inchiostro per la stampante, e questi bellicisti non vi moriranno.La penisola coreana
Il punto d’attrito della Corea democratica era improvvisamente all’avanguardia quando apparve chiaro al Pentagono che la guerra occulta nel Mar Cinese del Sud andava sospesa quando Duterte visitò la Cina l’anno scorso. Dopo che l’ASEAN ignorava il verdetto UNCLOS dell’Aja, favorevole degli interessi statunitensi nelle Filippine, le esercitazioni militari congiunte tra Filippine e Stati Uniti furono eliminate dal Mar Cinese Meridionale passando sulle coste orientali della Filippine e tutte le attività furono limitate alle operazioni di ricerca e salvataggio. Come se non bastasse, il governo filippino organizzava esercitazioni militari con le controparti cinesi, dopo la recente visita di tre navi da guerra cinesi a Mindanao. Queste esercitazioni navali saranno effettuate nel Mare di Sulu, dove i resti del terrorismo del gruppo Abu Sayaf organizzato dalla CIA ancora permangono. Così, la penisola coreana va incendiata ancora una volta, e Corea del Sud e Giappone devono spendere di più per l'”autodifesa”.

La “demolizione controllata” del settore finanziario
Oltre alle sconfitte in Medio Oriente e in Asia Orientale, gli Stati Uniti subiscono sconfitte anche a Puerto Rico, riflettendo il vero stato interno di Washington DC. Il crollo imminente è stato etichettato da altri analisti come “demolizione controllata” degli Stati Uniti, gestita da Donald Trump. Non preoccupatevi, naturalmente, si prepara al compito da tempo. “Con la nomina di un ex-dirigente della Goldman Sach per la campagna Trump, che ha lavorato anche per la Soros Fund Management, dovrebbe essere chiaro che la Goldman&Company sarà inevitabile. Dopo tutto, Donald Trump è un noto artista dei fallimenti. Ne ha almeno quattro (forse 5) nel medagliere e quindi è molto pratico per il BIG ONE. Il “più grande di tutti i tempi”, ovviamente il fallimento dell’US Corporation, Inc., effettivamente in bancarotta a causa della pratica inesorabile della Federal Reserve del Quantitative Easing (nota anche come stampa di denaro dal nulla)”. (State of the Nation 2012) Oltre alla “demolizione controllata”, il noto agente di Rothschild George Soros viene preso a schiaffi con una causa federale da 10 miliardi di dollari per il solito crimine d'”influenza politica”. La causa da 10 miliardi di dollari contro George Soros accusa l’autoproclamato umanitario d’intrusione nella politica di un Paese africano a proprio vantaggio, un’accusa che i critici del miliardario dicono rifletterne il solito modus operandi. “L’investitore 86enne, che controlla una rete nonprofit internazionale oltre al vasto impero finanziario, ha fatto pressione sul governo della Guinea per congelare alla società israeliana BSG Resources i contratti lucrosi sul minerale di ferro, secondo la causa presentata il mese scorso al Tribunale Federale di New York dalla BSG Resources. “Soros fu motivato esclusivamente dalla malizia, in quanto non aveva interessi economici in Guinea”, afferma BSGR nei documenti giudiziari. “Gli statunitensi non capiscono la misura in cui Soros alimenta questa agenda anti-costituzionale e antiamericana”, diceva J. Christian Adams, ex-procuratore del DoJ. Un portavoce di Soros, che supporta regolarmente i governi democratici nell’Europa dell’Est e in Africa, ha dichiarato che il filantropo ha l’interesse permanente ad aiutare le nazioni impoverite ed ha solo sostenuto un’indagine sulla BSG per corruzione. Qualunque sia il risultato del caso, non è la prima volta che Soros viene accusato d’istigare cambi politici per profitto personale. I critici da tutto il mondo, inclusi negli Stati Uniti e nell’Ungheria, ci dicono che il finanziatore liberale, spesso mascherato da umanitario, manipola il panorama politico”. (Fox News)
Speriamo che non sia solo un’altra sceneggiata tra le due facce dello Stato profondo. Nella stessa offensiva contro la minaccia di Soros, il governo filippino ha spaventato l’agente di Soros travestita da Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite Agnes Callamard, dopo la visita nelle Filippine, dove ha pubblicamente criticato la campagna anti-droga del Presidente Rodrigo Duterte e le violazioni dei diritti umani. Il senatore Alan Peter Cayetano, co-presidente della delegazione filippina a Ginevra, ha detto che qualsiasi filippino che avesse visto tweets e dichiarazioni di Callamard contro il governo, non avrebbe pensato che sia imparziale e giusta.
Le droghe non hanno alcun effetto sul cervello? Quindi, perché ne manifesti i sintomi?
Infatti, storceva i denti quando parlava alla commissione filippina per i diritti umani. “Nel discorso alla commissione sui diritti dell’uomo filippina, la relatrice speciale dell’ONU Agnes Callamard dichiarava: “Nell’aprile 2016, l’assemblea generale del governo mondiale ha riconosciuto esplicitamente che la guerra contro le droghe non funziona”. Mentiva. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha mai fatto tale dichiarazione, esplicitamente o implicitamente. La risoluzione di 11000 parole dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Documento UN/RES/S-30/1), pubblicata il 19 aprile, intitolata “Il nostro impegno comune per affrontare e contrastare efficacemente il problema della droga mondiale”, non ha nemmeno utilizzato il termine “guerra alla droga” e ancora meno detto che “non funziona”.” (Manila Times) Autorità e cittadinanza filippine rettificano la narrazione negativa della guerra contro la narcopolitica, anche se i media occidentali non la seguono adeguatamente. Ciò significa che anche piccoli Paesi come le Filippine attuano una grande offensiva contro la continua oppressione da parte di forze estere, in ogni arena a disposizione. Quindi, mentre l’occidente prosegue ilo proprio declino partecipando ai grossolani riti democratici dello Stato profondo, l’Alleanza Orientale si riunirà nuovamente questo mese per parlare dell’espansione della copertura del grande sviluppo della “Fascia e Via” nella regione eurasiatica. Anche se molti hanno chiesto di partecipare al summit, solo 80 avevano la possibilità di farlo.
C’è molto da fare nell’iniziativa Fascia e Via (conosciuta anche come OBOR) che il presidente cinese Xi Jinping presentò nel 2013 durante un viaggio di Stato in Kazakistan.
Tom McGregor – Pechino s’è impegnata a spendere più di 1 trilione di dollari per costruire grandi progetti infrastrutturali per i Paesi firmatari da Asia, Africa, Medio Oriente, Europa, Oceania e Asia centrale. L’iniziativa aiuterà gli Stati partecipanti poiché la Cina ne aiuterà i governi sovrani a costruire snodi logistici, strade, ferrovie, porti, ponti e aeroporti, zone industriali ed energetiche con centrali elettriche e nuovi centri finanziari. I progetti sono costosi e potrebbero richiedere decenni per costruirli, ma è una vittoria per le aziende mondiali del commercio e degli investimenti. Ci sarà maggiore flusso di merci, le persone potranno muoversi con maggiore convenienza e avranno meno difficoltà nel cambiare valute estere firmando accordi commerciali internazionali.

Pechino ne beneficia di più, ma meritatamente
Le imprese cinesi ne trarranno profitto, soprattutto perché Pechino può ridurre la sovraproduzione di acciaio e gli imprenditori cinesi avranno la priorità nella costruzione delle infrastrutture chiave in altri Paesi. Ma considerando che Pechino è l’investitore maggiore della Fascia e Via, merita il diritto di stabilire le regole generali, a patto che gli altri Paesi ne accettino i termini. E se c’è disaccordo, allora il progetto sarà costruito in un altro Paese più disponibile. É pragmatico, perché la Cina investe così pesantemente nei progetti infrastrutturali globali e prevede un ritorno dall’investimento. Ad esempio, il CPEC (Corridoio Economico Cina-Pakistan) prevede un piano audace per aprire nuove fabbriche, centrali elettriche e centri medici in Pakistan. Le imprese cinesi riceveranno generosi tassi d’interesse a lungo termine e basse imposte per i prossimi 30 anni.

Nuova era per gli affari sugli aiuti esteri
Tuttavia, i nazionalisti economici del “Pakistan First” hanno denunciato l’accordo come occupazione della Cina, ma affrontano il semplice fatto che senza CPEC, il Pakistan non avrà investimenti diretti esteri sufficienti a cambiarne le condizioni economiche stagnanti in vero sviluppo a lungo termine. Di conseguenza, la costruzione del CPEC rimane bloccata da inutili ritardi burocratici e sembra improbabile che si attivi presto. Pechino impara la dura lezione che alcuna buona opera resta impunita… Questo mese, il governo cinese ospiterà il Forum Fascia e Via, invitando governanti e leader economici da tutto il mondo. Il Presidente russo Vladimir Putin dovrebbe parteciparvi. I rappresentanti del potere e alti funzionari governativi discuteranno vantaggi e rischi della cosiddetta Nuova Via della Seta, mentre Pechino affronta le preoccupazioni che il progetto si stato lanciato per motivi disonesti. I cospirazionisti anti-cinesi non cambieranno mai opinione negativa, ma altri governi più neutrali parteciperanno al forum, scoprendo che l’OBOR è la giusta soluzione. E quando ci si pensa, l’OBOR pone una semplice domanda: volete che i cinesi costruiscano ferrovie ad alta velocità nel vostro Paese o no?” (Sputnik)
Il governo filippino ha scelto la concessione dei piani infrastrutturali ai cinesi per almeno 3 lunghi ponti che colleghino alcune isole nell’ambito dei progetti economici da 24 miliardi di dollari della Cina, invece di continuare a servire i deliri degli Stati Uniti. Non sorprende che Duterte sia stato invitato a partecipare al Forum Fascia e Via di questo mese. Sebbene una certa quantità di investimenti cinesi venisse versata alle compagnie aeronautiche occidentali come Boeing, può darsi fosse solo segno del riferimento agli investimenti effettivi nell’ambito aeronautico nazionale, la grande domanda si pone: gli statunitensi continueranno ad aspettare che la “demolizione controllata” avvenga nel sonno? Oppure, prenderanno le necessarie azioni prima che i conflitti per il cibo richiedano l’imposizione della legge marziale? Non ci si inganni. Questa “demolizione controllata” non è direttamente causata dall’alleanza orientale, Le dimissioni in massa sono iniziate… ma solo l’effetto della risposta decisiva al fallimento dell’oligarchia occidentale nel rispettare la sua parte del contratto, l’uso corretto della tecnologia finanziata dai Conti Collaterali Asiatici a beneficio dell’umanità. Questo effetto è necessario affinché la popolazione occidentale si ribelli ai padroni coloniali satanici. Deve essere degna del cambiamento se crede veramente di meritarlo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora