I piani militari degli Stati Uniti contro la Russia

La Russia viene etichettata ‘potenza revisionista’ che viola l’ordine mondiale esistente
Aleksej Fenenko Russia Direct, 10 luglio 2015 – Russia Insider700_bzb0cjw3vsicdhozeia0rewqkmgeblswMentre la segretaria dell’aeronautica degli Stati Uniti Deborah James descrive la Russia “lamaggiore minaccia” agli interessi statunitensi, l’8 luglio l’ultima versione della “Strategia Nazionale Militare degli Stati Uniti” sembra riecheggiarla. Il documento ha già generato un’ondata di commenti. In Russia, l’attenzione dei media è puntata su due disposizioni, in particolare quella che definisce la Russia “potenza revisionista”. La nuova strategia militare degli Stati Uniti in primo luogo si propone di contrastare le “potenze revisioniste” che violano le norme dell’ordine mondiale. In secondo luogo, pretende di contrastare le organizzazioni estremiste che, come dimostra lo Stato Islamico dell’Iraq e Grande Siria (ISIS), possono creare unità armate. Entrambi i postulati sono accompagnati da discussioni sulla necessità di migliorare flessibilità, mobilità e tecnologia a disposizione delle Forze Armate degli Stati Uniti. Tali disposizioni sono state ripetute innumerevoli volte nei documenti della pianificazione militare di USA. Il maggiore interesse è la nuova strategia militare nazionale suggerire che il pensiero strategico delle élite degli Stati Uniti (indipendentemente dal partito di appartenenza) si basi su una combinazione di due tendenze. La leadership statunitense vuole preservare le regole della cooperazione internazionale istituite dal 1991. Allo stesso tempo, la Casa Bianca percepisce che i meccanismi esistenti sono insufficienti per la sua protezione.

La “nuova” strategia militare degli Stati Uniti può essere fatta risalire al 1991
Tornando alla fine degli anni ’80, gli esperti statunitensi sbandierarono quattro idee che costituirono la base della politica estera statunitense, tutte esposte nella Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti del 1991:
– La fine della guerra fredda non ha portato al raggiungimento dell’obiettivo fondamentale degli Stati Uniti: il potenziale militare sovietico non fu distrutto sul modello della Germania e del Giappone dopo la seconda guerra mondiale;
– Nel prossimo futuro la Russia resta l’unico Paese al mondo con la capacità tecnica di distruggere il potenziale strategico degli Stati Uniti;
– Washington ha bisogno di giustificare la presenza delle sue forze armate sul territorio degli alleati, come Paesi della NATO, Giappone e Corea del Sud;
– Gli Stati Uniti devono condurre la lotta alle “minacce non tradizionali”, tra cui il terrorismo transnazionale.
Questi punti furono in ultima analisi sanciti nella Strategia Militare Nazionale degli Stati Uniti del 1995, che stabiliva che il dipartimento della Difesa statunitense doveva contrastare gli Stati che tentano di modificare l’ordine mondiale post-1991. Per raggiungere tali obiettivi, gli Stati Uniti dovevano mantenere la superiorità militare, dare garanzie di sicurezza agli alleati e dimostrare di essere disposti a usare la forza in proporzione alla natura della minaccia. Quest’ultimo punto fa sì che Washington si riservi il diritto di usare la forza anche contro grandi potenze come Russia e Cina. Ma il discorso era meno un confronto diretto e più un intervento accurato di Washington su un potenziale conflitto con Russia, Cina o loro vicini. Da allora, la politica militare degli Stati Uniti ha continuato a svilupparsi in tale quadro.

La Russia è ora la prima minaccia
La novità della Strategia Militare Nazionale del 2015 è definita dalle priorità. La prima delle possibili minacce è la Russia. Il documento afferma che Mosca “ha più volte dimostrato disprezzo per la sovranità dei vicini e la volontà di usare la forza per raggiungere i suoi obiettivi”. Poi viene l’Iran accusato di sviluppare armi nucleari e destabilizzare il Medio Oriente. Al terzo posto la Corea democratica, egualmente criticata per la produzione di armi nucleari e missili balistici e di minacciare gli alleati regionali degli USA Giappone e Corea del Sud. Al quarto posto c’è la Cina, descritta come minaccia alla sicurezza regionale, in particolare nel Mar Cinese Meridionale. Solo dopo la lotta alle organizzazioni terroristiche viene menzionata. Inoltre, Russia e Cina sono citate assieme a Iran e Corea democratica. Quasi tutte le amministrazioni statunitensi segregarono questi Paesi sottolineando che Iran e Corea democratica fossero “Stati canaglia”. Ora l’amministrazione Obama mette tutti e quattro i Paesi in un unico contesto. Ciò significa che l’attuale amministrazione statunitense ha messo Russia e Cina nella categoria degli “Stati canaglia”? Un altro segnale allarmante è quando dice che la comunità internazionale coordina gli sforzi nella lotta contro tali quattro le minacce. Il fatto che Iran e Corea democratica siano esclusi dalla “comunità internazionale” secondo gli Stati Uniti, è considerato fatto reale. Ma se sono escluse anche Russia e Cina, la situazione assume una nuova dimensione. O Washington riconosce che il mondo è sostanzialmente diviso, o conta su un marcato indebolimento delle risorse russe e cinesi nel prossimo futuro. Il terzo problema è il ritorno della Russia a principale avversario. Non c’è nulla di fondamentalmente nuovo in ciò. Anche l’US Nuclear Posture Review del 1994 indicava Mosca principale avversario per la parità nucleare con Washington. Tuttavia, nella sua retorica pubblica la Casa Bianca cercava di non focalizzare l’attenzione su ciò. (A livello semi-ufficiale si ipotizzava che la Cina fosse la nuova Unione Sovietica). Ora la retorica ufficiale sembra emergere con capacità tecnico-materiali. La Cina rimane l’ultima delle potenziali minacce. A prima vista ciò sembra strano, dato che già nel 2009 Obama annunciava il suo “pivot in Asia”. Forse l’attuale amministrazione democratica nutre ancora la speranza di negoziare con Pechino. O forse gli statunitensi eseguono solo un’altra svolta in politica estera. La crisi ucraina ha messo sotto i riflettori la priorità della regione Baltica-Mar Nero. Nel frattempo, la regione Asia-Pacifico tornerà alla ribalta quando gli Stati Uniti prepareranno le retrovie necessarie e creato la situazione desiderata nella Cina meridionale o Mar Cinese Orientale (la regione esatta non è così importante).

Gli Stati Uniti preparano la recrudescenza delle guerre tra grandi potenze
La nuova strategia militare nazionale menziona regolarmente il crescente pericolo di guerra con “attori statali”, più precisamente una guerra con grandi potenze. Vista sezione precedente, non ci può essere alcun dubbio su chi siano gli avversari. Di maggiore interesse è che la “strategia” sottolinea costantemente che gli Stati Uniti hanno meccanismi troppo deboli nel contrastare le altre potenze nelle guerre regionali. Dietro ciò si cela un problema strategico serio. Nell’ultimo secolo la strategia degli Stati Uniti fu ispirata dalle idee del generale italiano Giulio Douhet sulla superiorità incondizionata del potere aereo. In guerra, il controllo dell’aria costringe il nemico a capitolare. Questo postulato fu la base della logica della deterrenza nucleare, con la minaccia di spazzare via città e infrastrutture nemiche. Ma nessuno spiegò cosa sarebbe successo se, invece di capitolare il nemico adottava la ritorsione. La struttura militare statunitense fu preoccupata vedendo sempre più difficile trovare i soldati per le operazioni a terra. A differenza della Guerra Fredda, i suoi alleati non hanno alcuna fretta di fornire la fanteria alla “copertura aerea” degli Stati Uniti. Per gli autori della Strategia Militare Nazionale, la soluzione è la costruzione di infrastrutture militari regionali. Non a caso primo obiettivo di un conflitto ipotetico per contrastare gli obiettivi primari dell’aggressore. Ciò è possibile solo avendo forze statunitensi sul terreno in aree problematiche (per Washington). In un certo senso, gli statunitensi pensano di perfezionare i loro mezzi tecnici in vista dello scopo. Ma allo stesso tempo, la diffusione di infrastrutture degli Stati Uniti al confine di Russia e Cina allarma Mosca e Pechino. Già negli anni ’70 una grande guerra fra Unione Sovietica e Stati Uniti era irta di difficoltà tecniche. Con la comparsa di infrastrutture militari degli Stati Uniti vicino Russia e Cina (tra cui vari sistemi di difesa antimissile regionali), ciò diventa tecnicamente più fattibile. A medio termine, la prospettiva di un tale conflitto indurrà i politici statunitensi in tentazione?

Final rehearsal of military parade to mark 70th anniversary of Victory in 1941-1945 Great Patriotic WarTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo velivolo ipersonico segreto russo violerà qualsiasi difesa antimissile

Sputnik 28/06/2015zmmIAL’estremamente maneggevole, ultra-veloce e sfuggente velivolo ipersonico Ju-71 può violare qualsiasi sistema di difesa missilistica, secondo gli esperti militari. La Russia ha già effettuato quattro test. La Russia testa il nuovo aereo ipersonico d’attacco capace di trasportare testate nucleari e di penetrare i sistemi di difesa missilistica, secondo i media statunitensi che citano un rapporto del Jane’s Information Group. Lo sviluppo del velivolo Ju-71 avviene da diversi anni e la Russia avrebbe condotto l’ultimo volo di prova il 26 febbraio, con un missile SS-19 che l’ha posto in orbita. Il nuovo aereo ipersonico rientra nei piani di Mosca per modernizzare le Forze strategiche missilistiche. Lo Ju-71 è un programma segreto missilistico dal nome in codice Proekt 4202, che probabilmente vola a 11200 km/h ed è estremamente maneggevole, rendendolo un’arma incredibilmente pericolosa e sfuggente. Grazie a velocità e traiettoria imprevedibile lo Ju-71 può eludere i sistemi di difesa missilistica del nemico. “Questo darà alla Russia la capacità di attaccare con sicurezza un bersaglio determinato. Assieme alla capacità di penetrare le difese missilistiche, Mosca conserverebbe anche la possibilità di lanciare un riuscito attacco con un solo missile“. Gli autori del rapporto danno per scontato che la Russia metta in servizio 24 aerei nucleari capacità tra 2020 e 2025. Inoltre, a quel punto la Russia avrà sviluppato il Sarmat, il nuovo ICBM che trasporterà il nuovo velivolo ipersonico. Il rapporto ha anche detto che la prossima generazione di bombardieri strategici stealth PAK-DA della Russia trasporterà missili da crociera ipersonici.
Anche la Cina ha testato il suo velivolo ipersonico d’attacco Wu-14 almeno quattro volte da gennaio 2014, allarmando seriamente il Pentagono, mentre il velivolo potrebbe neutralizzare lo scudo antimissile statunitense. Gli Stati Uniti programmano il sistema similare AHW (Advanced Hypersonic Weapon), nel programma di Prompt Global Strike non coperto dal nuovo Trattato START 2010 con la Russia. Gli esperti di Jane prevedono che Mosca possa utilizzare il nuovo aereo ipersonico come asso nella manica nei colloqui sul controllo degli armamenti con Washington.19127

Gli USA incapaci di sconfiggere le difese di Russia, Cina e Iran
Sputnik 28/06/2015

51T6_in front of DON 2P_photoshop DON-2N retouchedL’esercito statunitense ha sovra-investito in armi impiegabili per attaccare Paesi come Iraq, Afghanistan e Siria, ma sono del tutto inefficaci con Paesi come Russia e Cina, riferisce Flight Global. L’esercito statunitense ha sovra-investito nell’acquisto di armi a corto raggio e sotto-investito in quelle a lungo raggio, stealth e di precisione. Perciò gli Stati Uniti non possono sconfiggere le difese di Paesi come Russia, Cina e Iran. Questa è la conclusione degli esperti del Centro per le valutazioni strategiche e di bilancio, secondo Flight Global. La relazione sottolinea che nel 2001-2014 il dipartimento della Difesa statunitense ha acquistato 304750 armi d’azione diretta con un raggio inferiore a 80,47 km, rappresentando il 96% di tutte le armi acquistate. Nello stesso periodo furono acquistate solo 7109 armi a lungo raggio, con un raggio fino a 643,74 km. Gli esperti hanno concluso che le armi a corto raggio sono efficaci solo quando l’aeromobile può avvicinarsi al bersaglio, ma è impossibile effettuare grandi operazioni contro un nemico dotato di armi ad alta precisione. La relazione, infatti, conferma ciò che i generali degli USA hanno detto negli ultimi anni, secondo cui l’investimento militare degli Stati Uniti era volto a sostenere le operazioni in Paesi come Iraq, Afghanistan e ora Siria, dove “gli aerei possono volare e bombardare senza conseguenze“, scrive Flight Global. Nello stesso tempo, tali armi sono inefficaci per ipotetiche operazioni contro Russia, Cina e Iran.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia riprende la produzione dei bombardieri strategici Tu-160

Valentin Vasilescu Reseau International 26 giugno 2015216028Abbiamo visto che il dispiegamento di armamenti pesanti e missili balistici statunitensi ai suoi confini costringono la Russia, mentre congela il programma sul velivolo di quinta generazione T-50 per gli effetti delle sanzioni economiche di Stati Uniti e Unione europea, a trovare nuove soluzioni per difendersi. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per riprendere la produzione dei bombardieri Tu-160 Tupolev nell’impianto aeronautico di Kazan. La decisione ha lo scopo di ridurre il divario tra Stati Uniti e Russia sul numero di bombardieri strategici. Gli Stati Uniti hanno 159 bombardieri strategici (62 B-1B, 78 B-52H e 19 B-2), mentre la Russia solo 70 (55 Tu-95 e 15 Tu-160). Inoltre vi sono proposte di riassegnazione dal Pentagono di bombardieri nucleari strategici e missili balistici a medio raggio degli Stati Uniti in Europa e Asia.
Il Tupolev Tu-160 è stato costruito in 35 esemplari ed entrò in servizio nel 1987. Il bombardiere ha un peso massimo al decollo di 275 tonnellate e può trasportare un carico di 40 tonnellate di bombe guidate di diverse dimensioni o 24 missili da crociera. Il Tu-160 ha un’ala geometria variabile, una velocità massima di 2230 chilometri all’ora (Mach 2) e un’autonomia di 13900 km (15 ore di volo continuo). La Russia prevede di produrre oltre 50 nuovi Tu-160 modernizzati. Questi nuovi velivoli raggiungeranno la flotta di bombardieri Tu-160 ereditata dall’Unione Sovietica al suo crollo ed in fase di aggiornamento. Per aggiornare gli attuali 15 bombardieri Tu-160, la Russia ha deciso di sostituire le apparecchiature di epoca sovietica con sistemi moderni. La modernizzazione viene effettuata in due fasi. La prima, completata nel 2008, ha sostituito i sistemi di navigazione (installazione del dispositivo di localizzazione satellitare basato sulla rete russa GLONASS) e installato nuovi sistemi d’arma multiruolo per l’impiego di armi nucleari e convenzionali (missili da crociera NPO Raduga Kh-555 e Kh-101, bombe laserguidate). La seconda fase prevede sostituzione e riparazione dei motori, sostituzione di unità radar, sistemi di comunicazione e rivestimento con pannelli compositi con maggiore grado d’invisibilità ai radar. Il primo volo del Tu-160M completato con i nuovi sistemi si ebbe nel novembre 2014. Il completamento dell’aggiornamento è previsto per il 2019. In base alle nuove condizioni, la modernizzazione degli equipaggiamenti esistenti sarà parallela alla costruzione dei nuovi velivoli. La ripresa della produzione dei bombardieri Tu-160 è un processo difficile perché strettamente legato alla redditività della linea di produzione della Kuznetsov di Samara, che produce i quattro motori NK-32 che spingono il velivolo. Una nuova variante del motore NK-32 da 24900 kg/s, con minor consumo specifico, estende il volo senza rifornimento a 16000 km. A differenza del NK-32, i motori General Electric F101-GE-102 che spingono il bombardiere strategico supersonico statunitense B-1B sviluppano solo 13800 kg/s per una velocità massima di 1335 km/h. La Kuznetsov ritiene una redditività minima con un ordine annuale di 30/40 motori, perciò il Ministero della Difesa russo ha deciso di finanziare la produzione di 50 velivoli Tu-160M in 5-6 anni. Secondo il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, la ripresa della produzione del Tu-160 non pregiudica la progettazione del bombardiere di quinta generazione PAK-DA, che sarà condotta dalla compagnia Tupolev, e il cui primo volo è previsto per il 2019. Il PAK-DA sostituirà la flotta di 55 bombardieri strategici turboelica Tu-95.
I voli di pattugliamento nello spazio aereo internazionale dei Tu-160 furono rilevati nel 2007, dopo 15 anni di sospensione su richiesta di Washington. Il 10 giugno 2010, 2 bombardieri Tu-160 decollati dalla base aerea di Engels, stabilirono il record mondiale di volo continuo di 23 ore. All’inizio del 2009, un Tu-160 volò per 21 ore senza interruzione. I bombardieri completarono un volo di 18000 chilometri, con soste, volando intorno ai confini russi e su Oceano Artico e Pacifico.

112013Gli Stati Uniti suggeriscono di schierare in Europa e Asia missili nucleari
Valentin Vasilescu – Reseau International 25 giugno 2015

988748Nella riunione del G7 in Baviera, oltre a mantenere le sanzioni economiche alla Russia e al dispiegamento di armi pesanti ai suoi confini, gli Stati Uniti avrebbero proposto il ritorno alla situazione prevalente durante la Guerra Fredda. In altre parole, spostare vettori nucleari degli Stati Uniti in Europa. L’Associated Press ha poi pubblicato parte di un rapporto segreto preparato dal capo di Stato Maggiore degli eserciti degli Stati Uniti che considera la possibilità di schierare armi nucleari in Europa, in risposta a una presunta violazione di Mosca del Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF). Secondo il rapporto, il Pentagono proporrebbe le seguenti misure:
1. Installazione un Europa di sistemi antimissile per abbattere i missili balistici intercontinentali russi subito dopo il lancio.
2. Contrastare la possibilità di un attacco nucleare da parte della Russia con attacchi preventivi a silos e rampe mobili dei missili nucleari russi. Ciò significa il dispiegamento di missili a raggio breve, medio e intermedio, bombardieri strategici e missili da crociera statunitensi in Asia e in Europa. Sul primo punto i sistemi antimissile che saranno installati in Romania e Polonia non possono intercettare i missili balistici intercontinentali russi. Per la semplice ragione che i silos dei missili nella parte europea della Russia sono fuori dalla loro portata (500 km) e la loro rotta sugli obiettivi negli USA, ad est degli Urali, passa sul Polo Nord. Al contrario, lo scudo degli Stati Uniti in Romania e Polonia è del tipo AEGIS terrestre che, dal punto di vista della Russia, è una flagrante violazione del trattato Intermediate Nuclear Forces (INF) firmato da Stati Uniti e URSS nel 1987, in quanto i lanciatori VLS Mk-41 in Romania e Polonia contengono missili da crociera con testate nucleari BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca. In precedenza, 846 missili BGM-109G Tomahawk e Pershing-2 furono ritirati da Regno Unito, Belgio, Olanda, Italia, Germania, Stati Uniti secondo il trattato INF. Questo è ciò che fa ritenere ai russi che il primo punto sia una cortina di fumo per nascondere il secondo punto. C’è un terzo punto concernente un piano d’azione per migliorare la capacità nucleare degli Stati Uniti nel distruggere la capacità di rappresaglia nucleare russa. Ma ancora una volta la Russia non è stata presa alla sprovvista. Distribuirà MiG-31 capaci d’intercettare missili balistici e da crociera.
Possiamo quindi supporre che gli Stati Uniti intendono schierare sistemi di lancio nucleari con l’obiettivo di sorprendere la Russia, colpendo da direzioni in cui non ha mezzi contro i missili balistici o da crociera. Una possibile nuova sede sarebbero i sultanati salafiti del Golfo. Il Pentagono potrebbe schierare missili tattici a testata nucleare ATACMS MGM-168 (da 500 km) nei Paesi baltici, Polonia e Romania. La Polonia ha acquistato 40 missili da crociera AMG-158 JASSM che possono essere dotati di testate nucleari per i suoi F-16 block 52 ed è in trattative per comprare missili da crociera Tomahawk. In Corea del Sud gli Stati Uniti hanno un deposito sotterraneo a Kunsan, contenente testate nucleari. Da lì potrebbero schierare 24 bombardieri nucleari strategici B-52 e B-1, insieme a 2 B-2 stealth. La Gran Bretagna ha approvato la presenza sul suo territorio di altri 3 bombardieri strategici nucleari statunitensi B-52 e 2 B-2 nella base aerea di Fairford. Gli inglesi studiano la possibilità di schierare missili nucleari a raggio intermedio statunitensi sul proprio territorio.

v_dmitrenko_savasleyka_06Qual è il concetto d’impiego in Europa dei nuovi corazzati russi?
Valentin Vasilescu, Reseau International 23 giugno 2015

1092792Lo schieramento di equipaggiamento militare pesante dagli Stati Uniti ai confini della Russia contraddice gli accordi Russia-NATO del 1997. Perciò la Russia ha dovuto rivedere le proprie strategie di difesa e schierare truppe in questa regione europea, con particolare attenzione all’impiego dei nuovi blindati presentato alla parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa.
L’Operazione Tempesta nel Deserto del febbraio 1991 ha dimostrato che una difesa preparata in anticipo, come fecero gli iracheni che avevano molti blindati può essere perforata o bypassata da truppe con maggiore mobilità e protette dalle armi anticarro dai blindati di ultima generazione. Le unità statunitensi con carri armati M1A1 Abrams coordinati dai veicoli della fanteria M2 Bradley riuscirono ad avanzare per 150-250 km al giorno nel deserto. Così, nelle brecce prodotte, poterono  infiltrare massicciamente blindati da trasporto truppa LAV-50 dei marines degli Stati Uniti. Dalle lezioni del conflitto, la missione delle nuove unità di carri russi T-14 è creare un ampio e profondo corridoio nelle difese nemiche, che verrebbe attraversato dalla fanteria motorizzata a bordo dei nuovi veicoli Bumerang e dai nuovi blindati da combattimento di fanteria Kurganets-25. La riserva di carburante del T-14 Armata gli permette di avanzare per 500 km a una velocità massima di 90 km/h. Il carro armato T-14 è dotata di una torretta telecomandata sul cui è montato un cannone da 125mm 2A82-1M, che può sparare proiettili e lanciare missili anticarro a guida laser. Ma dato che un proiettile da 125mm pesa 5,6 kg, il T-14 ne ha solo 42. Pertanto, il T-14 sceglierà gli obiettivi prioritari come carri armati da neutralizzare e artiglieria del nemico da distruggere sul campo di battaglia. Per la distruzione del restante 70% degli obiettivi nemici, cioè supporto della fanteria, gruppi di artiglieria, linee anticarro, blindati leggeri tipo Humvee o Stryker, i carri armati T-14 opereranno congiuntamente con i veicoli pesanti della fanteria T-15 Armata. Ruolo chiave dei due tipi di carri armati russi è colpire i convogli in profondità dello schieramento nemici. Il T-15 ha lo stesso scafo del T-14 ma è dotato di una torretta universale telecomandata Epoch della Almaty, la stessa del nuovo cingolato corazzato da 25 t, Kurganets-25 e del blindato 8×8 Bumerang. La torretta Epoch dell’Almaty è armata con un cannone da 30mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62mm e un lanciamissili con con 2 missili a guida laser Kornet/Kornet-EM (gittata da 8-10 km). Il cannone  automatico 2A42 da 30mm spara 550-800 colpi al minuto. Il peso di un proiettile è di 300-400 g. T-15 Armata, Kurganets-25 e Boomerang trasportano ciascuno 500 proiettili da 30 mm. Come nel caso di T-14 Armata, la blindatura del T-15 è composta da materiale ceramico, acciaio e lega di titanio. Il carro armato T-14 e il blindato T-15 Armata hanno anche pannelli RHA (blindatura laminata omogenea). Il terzo tipo di protezione è la corazza reattiva Afganit progettata per contrastare i puntatori dei proiettili e dei missili anticarro. Il sistema di contromisure elettroni dei T-14 e T-15 Armata è composto da laser d’interferenza. Dopo aver individuato il puntatore dei missili anticarro nemici, emette un raggio laser che acceca il sistema di guida ottica (telemetro laser, visori notturni, telecamere diurne e infrarossi).
Confrontandolo al carro armato tedesco Leopard 2, a quello statunitense M1A2 Abrams, al francese AMX-56 Leclerc e all’inglese Challenger 2, il russo T-14 Armata ha un rapporto di 4/1 a favore. Sugli carri armati nei Paesi ex-comunisti diventati membri della NATO, come la Romania, il rapporto è di 10/1. Ecco perché la Russia non ha bisogno di acquisire più di 2300 T-14 carri armati Armata. Alcun esercito europeo e neanche degli Stati Uniti ha qualcosa di equivalente. L’esercito russo sarà quindi dotato di 3/4000 blindati T-15 che saranno le piattaforme per armi come mortai o sistemi missilistici antiaerei, oppure essere utilizzati per recuperare carri armati danneggiati, ecc. Con questi veicoli, l’esercito russo avrà anche 4000 Kurganets-25.
TEHNIKA_PARAD_150504_02Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo programma navale russo

Alessandro Lattanzio, 22/6/2015

Proekt Lider

Proekt 23560 Lider

Sergej Vlasov dell’ufficio progettazione Nevskij, ha dichiarato che la prima unità di nuova classe di navi d’assalto anfibio per la Marina russa potrà essere costruito nel 2020, e dislocherà 16000 tonnellate e potrà sbarcare un battaglione di fanteria della Marina e trasportare una squadriglia di elicotteri. Queste navi saranno costruite con il denaro restituito dalla Francia per la mancata consegna delle Mistral. Si tratta delle unità Classe Lavina e Classe Priboj, che saranno armate con due tipi di CIWS (cannoni antimissile): 3 Palma e sulla sovrastruttura 2 Pantsir-M, che costituiranno la difesa di punto di forza nell’ambito della difesa a strati fornita da unità più potenti come i cacciatorpediniere Proekt 23560.
Le navi d’assalto anfibio Priboj avranno una lunghezza di 165 m e una larghezza di 25 m, un dislocamento di 14000 t, una velocità di 20 nodi, un’autonomia di 60 giorni; trasporteranno 500 fanti di Marina, 8 elicotteri Kamov Ka-27 o Ka-52K, 60 automezzi, 4 mezzi da sbarco Proekt 11770M e 2 hovercraft Proekt 12061M. Le navi d’assalto anfibio Priboj, che saranno l’alternativa alle portaelicotteri francesi Mistral, sono state presentate al forum Army-2015 di Mosca Kubinka. “Questa è la nostra risposta alle Mistral. I disegni della nave indicano le caratteristiche del progetto, permettendoci di ritenere che le Priboj potranno affrontare con successo i compiti inerenti alle operazioni di trasporto e anfibie“, dichiarava ad Interfax-AVN il portavoce della Marina russa.buque lavina perfil
Le navi Classe Lavina, progettate dall’Istituto Centrale di Ricerca Scientifica Krylov, invece avranno una lunghezza di 218 m, un dislocamento di 24000 t, una velocità di 22 nodi, un’autonomia di 5000 miglia, un equipaggio di 320 effettivi; trasporteranno 500 fanti di Marina, 16 elicotteri Kamov Ka-27 da trasporto e Ka-29 e Ka-52K Shok d’attacco, 50 autoveicoli, 6 mezzi da sbarco Proekt 11770 Chamois, 6 mezzi da sbarco Proekt 03160 Raptor, e saranno dotate dei cannoni AK-176M, 2 complessi CIWS AK-630M-2 Duet/Pantsir-M e 3 CIWS Palma.

Proekt Lavina

Proekt Lavina

La Marina russa prevede anche di avviare nel 2019 la costruzione dei nuovi cacciatorpediniere Proekt 23560 Classe Lider, progettati dall’istituto Krylov, secondo il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov. La nave avrà un dislocamento di 17500 tonnellate, una lunghezza di 200 metri e una larghezza di 20 metri, sarà armata con 76 missili antinave e 128 missili antiaerei, avrà una velocità di 30 nodi e un’autonomia di 90 giorni. Il Capitano Vladimir Trjapichnikov dichiarava a sua volta che “Il lavoro per creare una portaerei non ha mai smesso. La Marina ha la rigorosa esigenza per una portaerei, ma finora non vediamo nulla nelle richiesta che non possiamo realizzare. Prevediamo d’iniziarne la costruzione non prima del 2025“. La nuova nave, che affiancherà alla Admiral Kuznetsov, l’unica portaerei della Marina russa (dal 14 maggio 2015 in riparazione presso il cantiere 82 di Rosljakovo), sarà costruita nell’ambito del programma di costruzione navali per il 2050. Si tratta delle unità Proekt 23000 Classe Shtorm, da 100000 tonnellate di dislocamento, con una lunghezza di 330 m e una larghezza di 40 metri, una velocità di 32 nodi, un’autonomia di 120 giorni e un equipaggio di 4500 effettivi. Sarà dotata di 2 Sky Jump e 2 catapulte elettromagnetiche per far decollare 90 aeromobili.

Proekt Shtorm

Proekt 23000 Shtorm

Inoltre, la Marina russa prevede di aggiornare 10 sottomarini nucleari con i più recenti sistemi d’arma e navali. Secondo l’Ammiraglio Viktor Chirkov, “La modernizzazione è prevista per una decina di sottomarini nucleari Proekt 971 e Proekt 949 nello stabilimento Zvezdochka di Severodvinsk e nell’impianto Zvezdochka nel Primorskij Kraj. Si tratta di una profonda modernizzazione, che alla fine ci darà dei sottomarini quasi nuovi con i più recenti sistemi d’arma e navigazione“. Infatti, il cantiere Sevmash di Severodvinsk avviava gli investimenti per aggiornare le infrastrutture volte ad affrontare i nuovi programmi di costruzione navale, come la modernizzazione degli incrociatori nucleare Proekt 1144. Verrà aggiornata la piattaforma per le riparazioni di navi di grandi dimensioni, ricostruendo il bacino di carenaggio N° 50 ed installando un nuovo sistema di movimentazione dei grandi carichi e le gru destinate alla modernizzazione dell’incrociatore Admiral Nakhimov. La modernizzazione del cantiere Sevamsh di Severodvinsk permetterà la costruzione dei sottomarini nucleari di 5.ta e 6.ta generazione così come della nuova classe di portaerei.sevmashLa Russia attualmente ha un programma da 325 miliardi di dollari per il rinnovamento delle proprie forze armate entro il 2020.

admiral_makhimov_cruiser_sevmashNote
Analisis Militares
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I missili Pershing ritornano in Europa?

Vladimir Kozin (Russia) Oriental Review 19 giugno 2015raduga_kh555Il 4 giugno parte della relazione del generale Martin Dempsey, presidente dell’US Joint Chiefs of Staff, è stata declassificata, sostenendo che Washington va considerando lo schieramento di missili da crociera a testata nucleare in Europa in risposta alle presunte “violazioni” della Russia del trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio o INF, a cui Stati Uniti e Unione Sovietica aderirono nel 1987. Quattro giorni dopo una dichiarazione simile è stata fatta dal ministro degli Esteri inglese Philip Hammond, annunciando la volontà di Londra di accettare ancora una volta missili nucleari degli Stati Uniti, rimossi dalle basi inglesi nel 2006. In tal modo il Regno Unito si unisce a coloro che criticano Mosca per una “violazione” che non ha mai commesso. Il fatto è che il nuovo missile da crociera tattico russo R-500, di cui si parla nei documenti militari statunitensi, non rientra in alcuna delle categorie elencate nell’INF. Quel trattato richiese la distruzione di due classi di missili: missili balistici e da crociera terrestri a “gittata intermedia e media”, cioè 1000-5500 km e 500-1000 km rispettivamente. Il nuovo missile da crociera russo in questione ha una gittata massima di meno di 500 km. I russi non hanno rilasciato ufficialmente altre informazioni sulla sua gittata. Né gli statunitensi ne hanno ufficialmente rilasciate. Inoltre, la delegazione degli Stati Uniti non ha depositato alcuna lamentela specifica sul missile nelle consultazioni speciali USA-Russia sul controllo degli armamenti dello scorso autunno e scorsa primavera. Affermarono solo che i russi avevano testato “un tipo di missile e sanno di cosa abbiamo parlato…” Ma ciò non è un discorso serio. Come il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha osservato il 9 giugno, “Siamo pronti ad esaminare qualsiasi prova concreta che dia agli statunitensi motivo di pensare che abbiamo violato qualcosa“. Il missile balistico intercontinentale nucleare russo di nuova generazione, citato dagli Stati Uniti (RS-26 o Rubezh), ha una gittata superiore a 5500 km e non è soggetto all’INF, dato che quel trattato non si applica ai missili balistici intercontinentali nucleari con gittata di oltre 5500 chilometri. Il numero di questi missili viene ridotto principalmente attraverso altri accordi, come i trattati per le riduzioni strategiche offensive. Washington ha lanciato un’ampia campagna propagandistica, pochi anni fa, per screditare la Russia in risposta a certe “violazioni” dell’INF, ma sempre senza fornirne alcuna prova. Questa era la situazione a gennaio, luglio e novembre dello scorso anno, quando funzionari statunitensi espressero accuse infondate in tal senso contro Mosca. E lo stesso scenario si gioca anche quest’anno. La domanda sorge spontanea: perché Washington crea un dramma manifestamente controproducente su alcune pseudo-violazioni dell’INF dai russi, in particolare ricorrendo a minacce così roboanti?
La ragione principale è che gli Stati Uniti cercano d’impedire alla Russia di sviluppare due efficaci “antidoti” al sistema d’intercettazione dei missili balistici e da crociera degli USA: Mosca sviluppa un nuovo missile da crociera e un missile balistico intercontinentale nucleare di nuova generazione in grado di sconfiggere le infrastrutture high-tech della difesa antimissile degli USA. Washington vuole poter colpire con un primo attacco nucleare Russia, Cina, Iran e altri Stati senza timore di rappresaglie, puntando a creare un futuro ordine mondiale. Dopo tutto, il Pentagono ha ancora le stesse dottrine offensive che consentono un primo attacco nucleare preventivo. La seconda ragione del perché Washington ha deciso di uscirsene con tali accuse improbabili sulle “violazioni” dell’INF della Russia, è che l’hanno già più volte violato e continuano a violarlo utilizzando missili balistici e da crociera a “raggio breve, medio e intermedio” come bersagli per testare i propri sistemi di difesa missilistica. In particolare, i missili-bersaglio utilizzati sono ERA (con gittata di 1100-1200 km), MRT-1 (1100 km) e LRALT (2000 km). Un altro esempio di violazione di Washington del trattato saranno i missili da crociera terrestri installati sui sistemi di lancio dalla difesa missilistica statunitense in Romania e Polonia (che saranno operativi nel 2015 e 2018 rispettivamente) e che saranno dotati di 48 missili (24 ciascuno). L’Associated Press ha giustamente osservato che il possibile ritorno dei missili a medio raggio statunitensi in Europa, come ha ricordato il generale Martin Dempsey, richiama i giorni più bui della guerra fredda. Ciò è vero se si tiene conto del fatto che, come sottolinea AP, la Casa Bianca considera tre opzioni militari come risposta alle “violazioni” dell’INF della Russia: sviluppare la difesa, cioè i sistemi antibalistici; lanciare un “attacco controforza” preventivo contro tutte le armi che violano il trattato; e uso di “armi nucleari per distruggere obiettivi militari” in territorio nemico, cioè in Russia. Ma sarebbero violazioni dirette del trattato da parte degli Stati Uniti.
Come dovrebbe procede la Russia, considerando che sono gli Stati Uniti in realtà a violare l’INF? Dovrà decidere di usare “armi nucleari per distruggere obiettivi militari” in territorio nemico? Come dovrebbe rispondere la Russia se Washington continua a mantenere un significativo arsenale nucleare offensivo strategico e che per preservare il proprio “potenziale” include la Russia nella lista dei Paesi che possono essere sottoposti al primo colpo nucleare? Quale risposta la Russia ha il diritto d’impiegare se gli Stati Uniti si rifiutano di rimuovere le armi nucleari tattiche dall’Europa o di smantellarne le infrastrutture, essendo l’unico Paese al mondo che schiera continuamente armi nucleari tattiche in altri Stati dai primi anni ’50? Cosa la Russia dovrebbe fare per rafforzare la propria sicurezza e dei suoi alleati, se gli Stati Uniti continuano a stendere sul mondo la rete di armi offensive e strumenti d’intelligence del suo sistema di difesa antimissile combinata a missili nucleari e armi convenzionali? Come dovrebbe rispondere la Russia quando il potenziale militare combinato della componente europea della difesa missilistica degli Stati Uniti è molte volte superiore a quello necessario per neutralizzare eventuali minacce missilistiche, esistenti o potenziali, per i Paesi europei? Fin dalla creazione della difesa missilistica, gli USA violano i trattati INF e New START (2010), naturalmente la Russia ha il diritto di rispondere schierando nuove armi che neutralizzino il sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti. Come la Russia deve agire se Stati Uniti ed alleati annullano qualsiasi iniziativa volta ad impedire l’introduzione di armi nello spazio?
I russi potrebbero legittimamente pretendere risposte da Washington a molte domande del genere. Potrà facilmente presentare almeno un’altra dozzina di lamentele del genere. E’ del tutto evidente che Mosca dimostra la volontà di agire nel caso di violazione dell’INF degli Stati Uniti, oltre che rispondere prontamente e adeguatamente all’approccio distruttivo degli statunitensi, risolvendo molti altri problemi sul controllo degli armamenti. Allo stesso tempo, è significativo che Mosca affermi di essere ancora disposta a un dialogo onesto, non mere parole, dissipando eventuali preoccupazioni sul controllo degli armamenti. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov l’ha ribadito alla conferenza stampa del 9 giugno, “la Russia non ha alcuna intenzione di violare questo trattato“. ABM_MDA_Missile_Defense_SystemsProf. Vladimir Kozin è il principale esperto russo di questioni su disarmo e stabilità strategica, in esclusiva per Oriental Review.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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