Il piano “Blair-Erdogan-Mishal” su Gaza e le implicazioni in Siria

Nasser Kandil “60 minuti con Nasser Kandil” 25 agosto 2015 – Reseau International
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-NakhalCE5alSHWgAA7LQCI – Cosa succede dietro le quinte dei negoziati di Tony Blair per togliere il blocco di Gaza?
Egypt-Gaza-Israel-border--001 Data che la costante strategica occidentale è la sicurezza e la supremazia d’Israele, propongo di esporre ciò che accade contro la Palestina storica e soprattutto il progetto sul futuro di Gaza. Una lettura personale, ma basata su fatti che cominciano ad invadere la stampa, alcuni parlando di colloqui semplici, altri di negoziati diretti o indiretti tra Hamas e Israele [1] [2] [3]. Un progetto in corso di sistemazione il cui padrino è il burattinaio Tony Blair, il promotore è Tayib Rajab Erdogan, e il complice dichiarato Qalid Mishal (capo del Politburo di Hamas) senza poter presumere in che misura convincerà gli altri capi di Hamas, tra cui quelli di al-Qasam (ala militare di Hamas). Il tempo lo dirà, ma in ogni caso potrebbe spiegare il motivo per cui Israele ha accusato il movimento del Jihad islamico palestinese di aver lanciato il 20 agosto razzi sulle alture siriane del Golan occupate e l’adiacente Galilea [4] [5] quando si sa che non c’è nulla. In altre parole, il raid israeliano del 21 agosto nel sud della Siria, presso al-Qunaytra, in rappresaglia al lancio dei razzi, è un messaggio al Jihad islamico nella Striscia di Gaza e non nel Golan. Ci torneremo (…). Va notato che secondo il mito sionista è la Cisgiordania (Giudea e Samaria), da Tulqarim a Qalil (Hebron) che farebbe parte della terra promessa, non Gaza, sempre sotto la tutela egiziana, o Haifa, Jaffa o le coste sul Mediterraneo. Ecco perché non ho mai creduto che Israele avrebbe accettato una soluzione pacifica che richiede di restituire i territori occupati nel 1967 per accontentarsi dei confini del 1948. Nessun leader israeliano avrebbe il coraggio di accettarlo, così come nessun leader palestinese oserebbe firmare l’unica alternativa dell’autonomia, qua e là, sotto il controllo dell’occupante. Hillary Clinton non accettò il rifiuto pungente di Netanyahu alla proposta di spostare 25000 coloni da Tulqarim a Gerico? Da qui l’idea di uno Stato palestinese a Gaza, (una striscia di terra lunga 41 km e larga 6-12 km, da cui Israele ha unilateralmente ritirato l’esercito e 9000 coloni nel 2005), con l’apertura di valichi di frontiera, porto, aeroporto, passaporto, luce, acqua, ricostruzione, elezioni, legislatura, ecc…; la Turchia garantiva che Gaza non minacciasse mai la sicurezza d’Israele; Hamas parlava di “tregua a lungo termine” con la speranza di liberare il resto dei territori occupati con la sola forza dei negoziati politici (sic). Ciò significa che con lo slogan “Il vostro Stato palestinese di Gaza”, Israele si prepara ad eliminare l’Autorità palestinese e perseguire lo Stato ebraico colonizzando Cisgiordania e Gerusalemme al prezzo di sofferenze e stermini che supereranno quelli sopportati dal popolo palestinese nel 1948 (…). Non è più una teoria a lungo pensata da certuni, ma il piano affidato a Erdogan. Erdogan è bloccato in una situazione disperata fino alle elezioni legislative anticipate del 1° novembre, quando coloro che l’hanno votato perché pensavano che fosse il più forte potrebbero cambiare idea e coloro che non hanno votato per l’opposizione perché pensavano che avrebbe perso, gli voteranno contro. Due mesi in cui gli Stati Uniti devono assolutamente dargli via libera, e gli europei chiudere gli occhi in modo che possa spezzare il collo ai curdi, tanto da non osare nemmeno pensare di votare per l’opposizione; sapendo che solo il 2% dei voti andrà in suo favore, rispetto alle ultime elezioni, basterebbe per garantirgli i 65 seggi necessari per la vittoria. Questo è il prezzo affinché Israele non sia contrario alla firma dell’accordo sul nucleare iraniano ed anche ad offrire servigi al governo degli Stati Uniti per farlo accettare a chi si oppone e all’opinione pubblica statunitensi: “Gaza è il futuro Stato palestinese, date a Erdogan ciò che chiede in Turchia!”. Così si forma il trio “Turchia-Israele-Fratelli Musulmani”, quest’ultimo con lo Stato di Gaza sotto la bandiera di Hamas. Che si tratti di successo o fallimento è un altro problema. Ciò che è certo è che gli israeliani studiano seriamente la revoca del blocco di Gaza, a condizione dell’uscita di Hamas dal campo della resistenza palestinese, sfruttando la carta vincente di sempre: la preoccupazione umanitaria per la popolazione di Gaza che tanto soffre…

II – Cosa succede nel Golan siriano?
capture-d_c3a9cran-2013-09-08-c3a0-18-57-42_risultato Per capirlo va analizzato il comportamento d’Israele mentre si cercano soluzioni. Abbiamo già discusso la relazione di DEBKAfile secondo cui “Russia e Stati Uniti corteggiano i sauditi per salvare Assad, mettendo in pericolo Israele e Giordania...”[6]; rapporto che ci porta a prevedere che Israele farà di tutto per silurare il riavvicinamento siriano-saudita sponsorizzato dalla Russia [7] Ciò permesso dalla ritirata del ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr, alla conferenza stampa integrale con Lavrov. [8] Infatti, tale rapporto va compreso come avvertimento all’alleato saudita che non può sperare di giocare da solo, a questo punto, anche se gli alleati Stati Uniti potrebbero essere d’accordo sul principio della priorità alla lotta al terrorismo (…). Infatti dato che Stati Uniti, Arabia Saudita e Iran si sarebbero uniti alla Russia per trovare una soluzione in Siria e Yemen, in modo che l’Arabia Saudita salvasse la faccia, come Israele avrebbe voce in capitolo realizzando il piano “Blair-Erdogan-Mishal” a Gaza? Come, se non con una chiara azione sul campo e l’attivazione di gruppi armati sotto il suo comando nel sud della Siria? Di qui l’incursione su al-Qunaytra nel Golan siriano. Azione speciale che non dimostra che Israele sia pronto alla guerra (…) ma invia il messaggio aggiuntivo trasmesso da DEBKAfile: “Siamo qui! Non abbiamo covato e permesso ai gruppi armati di occupare il sud della Siria per permettere una soluzione alle nostre spalle. Inoltre i gruppi armati e la Giordania sono nelle nostre mani, non in quelle dell’Arabia Saudita che ha Zahran al-Lush (capo di Fronte islamico e Jaush al-Islam). Fin quando è così, siamo noi a decidere“. In altre parole, tale ennesimo raid avverte: Israele è ora l’unico giocatore nel sud della Siria, la Turchia nel nord; se si deve solo lottare contro il terrorismo ci si concentri solo sullo Stato islamico e dimenticate al-Nusra e tutti gli altri gruppi terroristici che Israele e Turchia sostengono; l’Arabia Saudita non ha nulla a che fare con la Siria, Israele scommette sulla Turchia.

III – Perché puntare sulla Turchia?
Israele scommette sulla Turchia, così come contro Stato siriano, Resistenza libanese, Resistenza palestinese ed Autorità palestinese. Ciò perché Erdogan risolverebbe i suoi problemi se riuscisse ad incassare il prezioso assegno della “carta palestinese” a favore della sicurezza d’Israele, aiutando l’occidente a concedergli il gran premio atteso, in Siria e altrove, per non dover lambiccarsi nel cercare di garantire la continuità geografica tra Gaza e i brandelli della presunta soluzione dei due Stati. Per non parlare della realizzazione della proposta di alleanza tra occidente e Fratelli musulmani, con capitale Gaza, che faciliterebbe il loro ritorno al potere in Egitto, di condividere il potere in Libia e possibilmente consolidare Ghanushi in Tunisia e portare Ansarullah a partecipare al futuro governo dello Yemen. Tutto ciò perché la vittoria di Gaza è stata venduta da Turchia e Qatar [9].

IV – Perché ora?
Ciò che unisce i fronti nel sud della Siria da al-Qusayr, a Yabrud, Zabadani, Qunaytra è che la vittoria di Siria ed Hezbollah a Zabadani significherebbe la fine della guerra nel Qalamun, eliminando i gruppi terroristici al confine siriano-libanese, e il prossimo passo sarebbe la pulizia di Qunaytra. Quindi, facendosi coinvolgere in questo modo, Israele avverte che sarà una questione molto diversa e molto più complicata di Zabadani, perché i gruppi terroristici come al-Nusra, ramo di al-Qaida in Siria, saranno supportati e protetti dagli aerei israeliani. Israele non permetterà la sconfitta di al-Nusra o il fallimento del piano per Gaza. Il messaggio israeliano è stato ricevuto. Dobbiamo aspettarci un’escalation nei prossimi due mesi, sapendo che la risposta arriverà in tempo, come i raid su Joumraya 1 e 2 (…).

Qalamun5015Note:
[1] Tregua a Gaza: Israele nega ogni trattativa con Hamas
[2] Negoziati Israele-Hamas: una hudna in cambio del blocco
[3] Vincitori e vinti nei colloqui tra Hamas e Israele
[4] Tensione sul Golan siriano, attacco aereo israeliano mortale
[5] Iran, Hezbollah, Israele: la spirale di vendette e risposte
[6] Russia e Stati Uniti corteggiano i sauditi per salvare Assad, anche se mettono Israele e Giordania sotto la minaccia dalla Siria
[7] Iniziativa di Putin: è possibile una riconciliazione siriano-saudita?
[8] Lavrov: i tentativi di rovesciare Assad porteranno al potere il SIIL in Siria
[9] Gaza: Vittoria venduta da Turchia e Qatar!

Nasser Kandil è l’ex-vice direttore di TopNews Kandil-Nasser, e direttore del quotidiano libanese al-Bina

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia attua il Piano “Settembre di Guerra” mentre 90000 truppe ucraine preparano l’invasione

What Does It Mean

41d45572c4f545fe0bd8Un rapporto veramente apocalittico del Ministero della Difesa (MoD) che circola al Cremlino, afferma che i piani di battaglia strategici vengono attuati da tutte le forze armate e dai comandi speciali in risposta alla prevista invasione delle truppe ucraine guidate dagli USA della regione separatista della Repubblica popolare di Donetsk (RPD) e della Repubblica autonoma di Crimea, in vista di ciò che sarebbe il “colpo tipo Armageddon” per le capitali finanziarie occidentali, il 23 settembre.
Soprannominata “guerra di settembre” dai pianificatori della Difesa della Federazione, la relazione rileva che il 23 settembre l’Ucraina dovrà pagare 500 milioni di dollari in buoni del Tesoro, cosa che non è in grado di fare… causando il default anche sui 3 miliardi di buoni del Tesoro della Russia che dovrebbe pagare subito. Piuttosto che far crollare l’economia ucraina, già a pezzi, rischiando il default dell’Ucraina, il rapporto spiega che le capitali occidentali, guidati dal regime di Obama, “architettano” in questa situazione già pericolosa, una guerra contro la Russia per distogliere l’attenzione della popolazione dalla devastazione delle proprie economie. Nikolaj Patrushev, Segretario del Sicurezza Consiglio ha avvertito l’occidente contro la guerra affermandol’Ucraina e le forze che attualmente guidano il Paese dall’estero devono rendersi conto che la ripresa delle ostilità causerà ulteriore declino dell’economia ucraina, maggiore ostilità, distruzione delle infrastrutture e inciderà negativamente sulla situazione regionale ed internazionale“, e inoltre ha rilevato che le unità di Kiev in Ucraina orientale ammontano oggi a 90000 uomini e ufficiali, 450 carri armati, 203 lanciarazzi e 5 complessi missilistici Tochka-U. Eduard Basurin del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk ha cupamente preso atto del “piano” che l’Ucraina userà per lanciare la “guerra di settembre”, affermando: “Abbiamo notizie su piani futuri dell’esercito ucraino da una fonte dello Stato Maggiore Generale ucraino e, per quanto strano possa sembrare, vi sono ancora veri agenti che non vogliono combattere contro il proprio popolo. Kiev prevede di sferrare due colpi convergenti in direzione del villaggio di Uspenka per sconfiggere la RPD e avanzare sul confine con la Russia e successivamente impedire ai civili di raggiungere il territorio russo. Inoltre due gruppi (delle forze di Kiev) devono lanciare un’offensiva in direzione di Donetsk, a nord e a sud, verso Ilovajsk, accerchiando la capitale della repubblica e circondare la città. Inoltre, operazioni offensive saranno lanciate in direzione di Lugansk, con l’obiettivo di avanzare sul confine della Russia“.
Poiché 90000 ucraini guidati dagli USA si preparano ad avviare la terza guerra mondiale per proteggere i “bankster” occidentali contro 40000 combattenti separatisti, continua la relazione del MoD, la NATO ha “comicamente” avvertito la RPD dal conquistare altro terreno, mentre allo stesso tempo, in modo “altrettanto comico”, il segretario della Difesa Ash Carter avvertiva il Pentagono che la Russia è ormai una “minaccia esistenziale” per gli USA. Come la Russia sia una “minaccia esistenziale” per gli Stati Uniti, questa relazione osserva, non viene mai spiegato dal regime di Obama, la cui spesa militare è di quasi 600 miliardi di dollari all’anno (rispetto alle Russia che spende 70-80 miliardi)… e il Presidente Putin avvertiva a giugno: “Pubblicate una mappa e segnatevi tutte le basi statunitensi. Vedrete la differenza tra Stati Uniti e Russia“. Anche il rispettato CounterPunch ha notato la pura follia della guerra che il regime di Obama vuole contro la Russia, nota questo rapporto, con l’articolo intitolato “La stampa occidentale istiga mortalmente la guerra in Ucraina” affermando: “La redazione del (Washington) Post se ne esce con uno stratagemma. Kiev non ha rispettato una singola clausola di Minsk-2 e i sostenitori stranieri del regime, anche nelle redazioni della quasi totalità dei media occidentali, mantengono una cappa di silenzio sull’argomento. Quindi fermiamoci un attimo a riflettere. Il Washington Post (e altri media mainstream) pubblica articoli e racconti fotografici di giornalisti nell’Ucraina orientale controllata da Kiev. Ma i giornalisti del Post non riescono a indicare come “le forze russe continuano a bombardare le posizioni ucraine ogni giorno”. Sicuramente, se la situazione è grave, mancherebbero esempi da illustrare ai lettori? E sicuramente il governo degli Stati Uniti fornirebbe immagini satellitari ai media mainstream dei “9000 soldati russi” in Ucraina orientale, così come altri esempi dell’intervento russo? A meno che… tutto, o quasi, serva a far credere. Nell’Ucraina orientale dei ribelli non mancano esempi dei truci bombardamenti delle forze armate ucraine, appoggiate dalla NATO. Ahimè, e non a caso, tali relazioni mai, mai appaiono sui media occidentali“. E mentre il “truce bombardamento quotidiano” di civili da parte delle forze ucraine a guida USA prosegue, nei media occidentali regna il silenzio; anzi la relazione nota l’ironia del falco di destra statunitense Henry Kissinger e del capo laburista socialista Jeremy Corbyn, unirsi nell’avvertire l’occidente sulla follia nel lanciare la “guerra di settembre”… e Kissinger ha effettivamente dichiarato di cosa si tratta veramente, “Spezzare la Russia è l’obiettivo degli Stati Uniti” .
Anche se non previsto nel presente rapporto del MoD, va notato che anche il sito politico di sinistra statunitense Vox Media avverte su questa “guerra di settembre”, con l’agghiacciante affermazione nell’articolo intitolato “Come la terza guerra mondiale è diventata possibile”: “L’Europa di oggi è inquietantemente simile all’Europa di 100 anni fa, alla vigilia della prima guerra mondiale, con un groviglio di alleanze militari e promesse di difesa, alcune poco chiare e quindi più facili da attivare. I suoi capi danno segnali vaghi su ciò che porterebbe o meno alla guerra. Le tensioni politiche sono diventate escalation militari. Le nazioni sono sull’orlo della destabilizzazione del potere, a stento tenute insieme da un’alleanza della Guerra fredda che non durerà per molto“. Che i popoli statunitense ed europeo si sveglieranno prima che la guerra inizia non c’è traccia alcuna; la stragrande maggioranza di essi è ancora addormentata della propaganda piena di volgari notizie sulle celebrità… ma presto lo farà, senza dubbio, scossa dal rumore davanti casa.1931277214Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin sigla l’Ordine “Settembre di guerra”, autorizzando l’attacco nucleare alla NATO

What Does It Mean

0,,16367673_303,00Il Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che il regime di Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea. Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo. Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“.  Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale. Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel “maldestro tentativo” di forzare la Federazione a difendere solo quest’ultima, invece della prima. Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l’Unione europea (UE) sull’imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente. I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono “molto più seri” con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massiccio dispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato. La relazione del MoD rileva inoltre che l’ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l’Ucraina orientale, che dovrebbe anch’essa combattere in guerra.
Con decine di migliaia di truppe occidentali in Spagna per l’esercitazione Trident Juncture 2015, che la NATO definisce le “più ambiziose” nella “storia moderna”, gli esperti del MoD dicono nel rapporto che l’ultima settimana di settembre si avvierebbe una provocazione bellica senza precedenti per “scatenare” la guerra in Ucraina. Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense, Generale Ray Odierno, ha affermato la scorsa settimana che la Russia è la prima minaccia militare agli Stati Uniti, afferma la relazione; sarebbe curioso saperne il perché, dato che gli USA spendono in militarismo e guerre più di tutti gli altri Paesi del mondo combinati. Mentre gli Stati Uniti hanno condotto una serie di esercitazioni militari segrete d’estate, i cui risultati preoccupano i funzionari della difesa e delle forze armate statunitensi sul loro Paese impreparato a una guerra prolungata contro la Russia, gli analisti del MoD in questa relazione notano che il regime di Obama sarebbe pronto ad iniziarla comunque, preparandosi all’apocalisse economica imminente del mese prossimo. E su quanto catastrofica sarà l’apocalisse economica di settembre, il sito dissidente InfoWars ha anche avvertito, questa settimana che il “panico totale” ha sopraffatto coloro che sanno cosa sta arrivando.

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La portaelicotteri Mistral arriverà in Russia attraverso Egitto o Arabia Saudita?

Valentin Vasilescu, Reseau International 15 agosto 20157775941731_le-navire-mistral-vladivostok-le-15-novembre-2014-a-saint-nazaireAlla cerimonia per l’ampliamento del Canale di Suez a Ismailia, il presidente francese ha annunciato che le due portaelicotteri Mistral che si è rifiutato di consegnare alla Russia, potrebbero essere vendute all’Egitto, ma l’Egitto non ne ha bisogno e non ha i soldi per comprarle. L’Arabia Saudita aveva offerto al governo del Generale Abdalfatah al-Sisi, in un momento difficile, l’assistenza finanziaria per 3,7 miliardi di euro. Immediatamente l’Egitto ha firmato un contratto da 1 miliardo di dollari per acquistare 4 corvette francesi Gowind da 2500 tonnellate. Successivamente, nel febbraio 2015, l’Egitto ha siglato un accordo per l’acquisto da Parigi di 24 Rafale e una fregata FREMM. E’ possibile che l’Egitto sia usato come facciata dell’Arabia Saudita per acquistare le portaelicotteri Mistral? E in questo caso, la domanda è: l’Arabia Saudita ne ha bisogno? La nave da guerra degli Stati Uniti HSV-2 Swift (velocità di 80 kmh) ha partecipato, il 15 luglio 2015, al conflitto nello Yemen sotto bandiera degli Emirati Arabi Uniti. Questa nave ultra veloce può caricare 500 tonnellate e ha due piattaforme per gli elicotteri MH-60. Hanno usato tale stratagemma dato che Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita non hanno navi da sbarco per la fanteria di Marina. Fino al 3 agosto la nave ha trasportato e sbarcato ad Aden in due settimane una brigata di fanteria meccanizzata degli Emirati Arabi Uniti composta da un battaglione corazzato con 45 carri armati Leclerc, un battaglione di fanteria meccanizzata (40 APC BMP-3M), un battaglione di artiglieria con pezzi autopropulsi Denel G6 da 155mm e un battaglione delle forze speciali di 350 soldati. Dal punto di vista operativo, i marines sauditi dotati di 140 APC spagnoli (BMR-600P) non hanno i mezzi necessari per un gruppo d’assalto basato su una nave d’assalto anfibio (portaelicotteri), perché mancanti degli elementi fondamentali. Il compito principale della nave portaelicotteri d’assalto anfibio è imbarcare, schierare e proiettare all’estero un corpo di spedizione della fanteria di Marina con elicotteri da trasporto, hovercraft e mezzi da sbarco classici. L’Arabia Saudita non ha né hovercraft né mezzi da sbarco convenzionali. Come missione secondaria, la portaelicotteri assicura la superiorità aerea sulla zona dello sbarco e supporto aereo durante lo sbarco, grazie agli elicotteri d’attacco a bordo. La marina saudita non è dotata di elicotteri d’attacco imbarcati. Per proteggere la portaelicotteri e fornire tiro di supporto nella zona dello sbarco, il corpo di spedizione ha bisogno di due cacciatorpediniere con missili mare-terra, mare-mare, mare-aria e di cannoni. La Marina saudita non ne ha. I cacciatorpediniere vanno integrati con due fregate con lo stesso armamento. L’Arabia Saudita ha 3 fregate costruite in Francia della classe al-Riyadh (Lafayette) armate con missili da crociera SCALP EG, missili anti-nave Exocet MM40 Block II, missili antiaerei Aster 15 (30 km di raggio) e cannoni da 100mm e 20mm. Possiamo aggiungere quattro fregate male armate della classe al-Madinah costruite in Francia negli anni ’80. Queste navi non hanno la potenza di fuoco necessaria per supportare le portaelicotteri. Un altro tipo di mezzo d’appoggio essenziale per il gruppo d’assalto anfibio è il sottomarino, per neutralizzare un possibile attacco dei sottomarini nemici. L’Arabia Saudita non ne ha.
La Russia ha ricevuto dall’Armenia 200 milioni di dollari e sta per consegnarle missili Iskander-M. L’Arabia Saudita vuole rafforzare le relazioni con la Russia in tutti i campi, anche militare, ha detto il ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr durante la visita a Mosca ad agosto. Era giunto con la proposta d’investire 10 miliardi di dollari nell’economia russa. Allo stesso tempo, l’Arabia Saudita ha avuto diversi negoziati con la Russia per l’acquisto di missili Iskander. Il missile Iskander ha una quota di crociera di 50000 m, rendendosi invulnerabile alla maggior parte dei sistemi terra-aria. Inoltre, vola a 7/9000 km/h eseguendo manovre d’evasione in volo. I missili da crociera, anche con tecnologia “stealth” e volando a 800 km/h, possono essere rilevabili a 80 km (anteriormente) e a 145 km (posteriormente) dai velivoli con rilevatori ad infrarossi (IRT). Per decenni i piloti russi del Comando Caccia si addestrarono alle procedure per intercettare e distruggere missili da crociera, ciascuno con almeno quattro tiri reali all’anno presso il poligono di Astrakhan contro aeromobili telecomandati che volavano a bassa quota e di notte, simulando perfettamente il profilo di volo dei Tomahawks.
Non è escluso che l’Arabia Saudita riceva la portaelicotteri Mistral invece dell’Egitto per poi cederla alla Russia in cambio dei sistemi missilistici Iskander. Se accedesse, ci sarebbero due ipotesi al lavoro. La prima riguarda il sistema di guida dei nuovi missili Iskander, con probabile deviazione di 2-5 m su una gittata di 500 km. Gli Stati Uniti, desiderosi di entrare in possesso di questo sistema, potrebbero ottenerlo dall’Arabia Saudita. Per gli Stati Uniti, il fatto che le due portaelicotteri Mistral da 21000 t e 16 elicotteri a bordo, finiscano in Russia non pone alcun pericolo, perché gli Stati Uniti hanno 8 navi d’assalto anfibio classe Wasp da 41335 t, ognuna dotata di 12 elicotteri da trasporto CH-46 Sea Knight, 6 aerei d’attacco al suolo a decollo e atterraggio verticale AV-8B, 4 elicotteri d’attacco AH-1W Super Cobra, 9 elicotteri antisom CH-53 Sea Stallion e 4 elicotteri di soccorso UH-1N Huey. La seconda ipotesi contesta l’equilibrio di potere in Medio Oriente. Forse l’Arabia Saudita prevede la sostanziale avanzata del ruolo della Russia nel Golfo nel prossimo futuro, supportando l’Iran che sfrutta enormi risorse energetiche. La cooperazione russo-iraniana sarebbe esponenziale per la crescita economica e militare dell’Iran, colpendo gravemente i Paesi della penisola arabica. Stati Uniti ed Israele non possono contrastare questa tendenza. Successivamente, l’Arabia Saudita (il più grande esportatore di petrolio al mondo e terzo di gas naturale) sarebbe costretta a cercare protezione volgendosi alla Russia (seconda per riserve di petrolio e prima per riserve di gas naturale). I due Paesi formerebbero un nuovo cartello del petrolio a scapito dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio), a cui la Russia non appartiene. L’OPEC è subordinata agli interessi dell’occidente, così, imponendo le sanzioni economiche alla Russia, il prezzo del petrolio è sceso artificialmente da 100 a 42 dollari. Ricordiamo che il 14 febbraio 1945 il presidente Franklin Delano Roosevelt incontrò re Abdulaziz bin al-Saud sull’incrociatore USS Quincy, nel Mar Rosso. L’incontro si svolse in segreto e pose le condizioni per una collaborazione che garantisse la stabilità nel Medio Oriente del dopo-guerra. Gli Stati Uniti garantivano la sicurezza dell’Arabia Saudita e un seggio alle Nazioni Unite, e l’Arabia Saudita diveniva, per sempre, alleata degli Stati Uniti, consentendogli ogni speculazione sul mercato del petrolio.RIMPAC 2004Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina avverte la Russia dello “Stato di Guerra” con gli USA

What Does it Mean 4 luglio 2015the_daily_edit_05.10.15_11Il Ministero degli Esteri (MoFA) riporta oggi che la Federazione è stata informata dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare della Cina (PRC) dello stato “di Guerra” de facto esistente tra la nazione asiatica e gli Stati Uniti d’America. Secondo questo rapporto, a seguito di “disposizioni e protocolli” dell’Accordo russo-cinese sulla cyber-sicurezza dell’8 maggio 2015, che dichiara che un firmatario del patto che prevede le ostilità deve informare immediatamente la controparte in modo che provveda “ai preparativi di guerra” necessari per proteggere le infrastrutture critiche, quindi la PRC ha informato la Federazione che “ora esistono tali condizioni”. A portare a tale grave avvertimento della Repubblica popolare cinese, spiega la relazione, è stata la perdita catastrofica di oltre 3700 miliardi di dollari sui mercati azionari cinesi in due settimane, che hanno visto un crollo di oltre il 30% e portato il panico tra investitori finanziari e semplici cittadini. Sulle cause di tale devastante crollo, continua la relazione, gli esperti della RPC hanno dichiarato che “malvagie” forze di mercato erano vicine a rovinare l’economia cinese, sospettando “predatori” di investimenti occidentali in agguato dietro a disordini, citando anche il gigante bancario degli Stati Uniti Morgan Stanley. Inoltre, questa relazione rileva che cinque importanti professori universitari della Cina hanno ampiamente diffuso una lettera pubblica, il 2 luglio, sulle sinistre forze di mercato che sfruttano le debolezze del sistema finanziario cinese per profitto, paragonando la situazione in cui il “burattinaio” del presidente Obama, il finanziere George Soros, e altri, scommisero contro le valute asiatiche orientali durante la crisi finanziaria asiatica del 1997-1998.
3472788141Ciò che ha precipitato tale devastante attacco finanziario alla PRC da parte del regime Obama, secondo gli esperti del MOFA per la presente relazione, fu specificato il mese scorso dal Washington Post News Service che diceva: “Gli hacker che lavorano per lo Stato cinese hanno violato il sistema informatico della direzione del personale a dicembre, hanno detto funzionari statunitensi (il 4 giugno), e l’agenzia informava circa 4 milioni di attuali ed ex dipendenti federali che i loro dati personali erano compromessi. L’hackeraggio è stato la più grande violazione dei dati dei dipendenti federali negli ultimi anni. La seconda grande intrusione nella stessa agenzia da parte della Cina in meno di un anno, e la seconda significativa violazione estera delle reti governative statunitensi negli ultimi mesi“. Sulla saggezza del regime Obama di attaccare i mercati finanziari della RPC in rappresaglia per il presunto hackeraggio dei server del governo degli Stati Uniti, la relazione continua, sembra essere “infantile” ed “affrettata” avendo la Cina una partecipazione di oltre 4000 miliardi di dollari in riserve estere, in confronto ai 121 miliardi di dollari degli Stati Uniti… mentre i cittadini cinesi hanno un sconcertante risparmio di 21000 miliardi di dollari rispetto ai soli 614 miliardi di dollari delle controparti statunitensi… molto più con cui preparare una risposta. Rendendo la situazione ancora più pericolosa, gli esperti del MoFA in questo rapporto avvertono che come ulteriore risposta agli attacchi del regime Obama, due alti ufficiali cinesi hanno invitato l’Esercito di Liberazione del Popolo a rafforzare la propria capacità navale e la prontezza al combattimento davanti a maggiori rischi di “una guerra alle porte”. In un articolo di 5000 parole pubblicato sul Quotidiano del Popolo, giornale di punta del Partito comunista, il Generale Cai Yingting, comandante della regione militare di Nanjing, e il suo commissario politico Generale Zheng Weiping, avvertivano che l’EPL doveva apprendere le lezioni della guerra con il Giappone, conclusa 70 anni fa. I generali cinesi inoltre dichiaravano: “Ci sono profonde dispute territoriali alla periferia del nostro Paese, competizione geopolitica tra grandi potenze e attriti etnico-religiosi. Le tensioni nei circostanti punti caldi aumentano, e il rischio di caos e guerra alle nostre porte è aumentato. Dovremmo essere più vigili… e prepararci mentalmente al combattimento“. Su come il regime di Obama “risponde/prepara” la guerra con la Cina, tuttavia questa relazione nota che la Terza Guerra Mondiale è la prima notizia calda al Pentagono mentre il Wall Street Journal ha appena recensito “The Ghost Fleet” di Peter Singer e August Cole. Singer, “preminente futurologo degli Stati Uniti” ora è “nelle sale del Pentagono a presentare un sinistro avvertimento ai capi militari statunitensi: la terza guerra mondiale con la Cina è imminente“. In realtà, Singer avvertiva anche che i nuovi avanzati jet da combattimento F-35 possono essere “spazzati via dai cieli avendo microchip di fabbricazione cinese, che gli hacker cinesi possono facilmente infiltrarsi nei servizi d’intelligence militari… e l’esercito cinese un giorno potrebbe occupare le Hawaii “. Speculazione? No, Dion Nissenbaum del Wall Street Journal ha ricordato ai lettori che gli hacker cinesi hanno già preso i “computer della Casa Bianca, i piani dell’industria della difesa e milioni di file segreti governativi degli Stati Uniti“. Inoltre è importante notare, la relazione continua, che la Cina ha superato gli Stati Uniti quale prima economia del mondo e come, forse meglio ne scrive Vanity Fair News Service: “Quando la storia del 2014 sarà scritta, si dovrà notare che grandi fatti hanno ricevuto poca attenzione: il 2014 è stato l’ultimo anno in cui gli Stati Uniti potevano pretendersi la più grande potenza economica del mondo. La Cina entra nel 2015 al vertice, dove probabilmente rimarrà per molto tempo se non per sempre. Così ritorna nella posizione che ha avuto per la maggior parte della storia umana“.
E su chi vincerà una guerra tra Repubblica popolare cinese e Stati Uniti, questa relazione conclude che Market Watch News Service nell’articolo intitolato “Fuochi del 4 luglio: la terza guerra mondiale con la Cina si avvicina“, riassume meglio scrivendo: “Quando la Rand pubblicò un rapporto nel 2000 descrivendo il potenziale esito di un conflitto sino-statunitense su Taiwan, gli Stati Uniti vincevano facilmente. Nove anni dopo, il think tank nonpartisan rivide l’analisi, assegnando a Pechino l’aggiornamento della forza aerea, l’attenzione sulla guerra cibernetica e la capacità di usare missili balistici per eliminare i satelliti statunitensi. La conclusione della Rand nel 2009 fu: “Gli Stati Uniti finirebbero per perdere la guerra aerea, e il conflitto generale sarebbe più duro e costoso di quanto molti avevano immaginato“.cuw3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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