Il grande blackout negli USA, manovra di Gotham Shield?

Alessandro Lattanzio, 23/4/2017Il 22 aprile 2017 si è avuto il più grande balck out della rete elettrica statunitense della storia. San Fransisco, New York e Los Angeles sono state le aree più colpite. Ognuna ha subito l’arresto delle attività commerciali e delle infrastrutture di base come telecomunicazioni, trasporti e reti elettriche. L’energia elettrica a San Francisco è fornita dalla Pacific Gas and Electric, a Los Angeles dal Department Water and Power e dalla Southern California Edison, e a New York City dalla ConEdison. Tali reti sono molto distanti e per nulla collegate. Le metropolitane di New York e San Francisco si sono bloccate così come altri sistemi di trasporto pubblico. A Los Angeles anche l’aeroporto internazionale ne è stato afflitto. Governo federale degli USA e media mainstream rimanevano in silenzio sulle cause di tale incidente.
Va ricordato che è in corso negli USA l’esercitazione Gotham Shield, che simula un attacco nucleare negli Stati Uniti, tra cui gli effetti EMP (impulso elettromagnetico) connessi con l’esplosione nucleare. Tali effetti bloccano e disattivano reti elettriche, elettrodomestici, apparati elettronici, sistemi di comunicazione commerciali, reti internet, di telefonia cellulare, TV, ecc. Gotham Shield deve testare la capacità di risposta del governo statunitense a una detonazione nucleare e alla situazione conseguente, suaccennata. Secondo un documento ufficiale della FEMA, l’Operazione Gotham Shield ha per scopo “valutare l’intero sforzo della comunità nel prevenire, proteggere, rispondere e pianificare il ripristino iniziale dopo gli effetti di un attacco improvviso con dispositivi nucleari usando le esercitazioni decise per raggiungere gli obiettivi nelle aree di missione e capacità pertinenti. GS17 valuterà le capacità regionali e nazionali di gestione e di supporto negli incidenti, inclusa detonazione e recupero pre e post-nucleare di ordigni”.
Se così fosse, il blackout che ha colpito le principali città statunitensi simulerebbe gli effetti EMP che si verificano con le esplosioni nucleari.Fonti:
The Duran
The Duran
Zerohedge

La farsa mediatica sulla Corea democratica

Le truppe russe che si schierano al confine della Corea democratica sono reali quanto la bacchetta magica di Harry Potter. La “crisi” nordcoreana è una bufala
Russia Insider, 22/4/2017

Continuiamo ad avvertirvi ma non ascoltate mai, vero? “L’escalation” con la Corea democratica non esiste. È una distrazione. Gli stessi media che dicevano che una potente armata statunitense era ancorata al largo della Penisola coreana, affermano che la Russia ammassa truppe al confine della Corea democratica e caccia cinesi sono in allerta compiendo “manovre inusuali”. Panzane spettacolari ed esilaranti. La “crisi” della Corea democratica è talmente falsa da rimbambire. Cominceremo con l’affermazione che i russi preparano qualcosa di grande al confine con la Corea democratica. Citando video sgranati, twitter, tabloid ed altri prestigiosi media, si sostiene che le truppe russe si preparano agli sconvolgimenti nella Corea democratica. Un esempio:
Bene. In realtà, Interfax citava Aleksandr Gordeev, portavoce del Distretto Militare dell’Estremo Oriente, che affermava che il movimento di armi pesanti, descritto dai social media, faceva parte di “esercitazioni assolutamente programmate”. Gordeev aveva detto che il materiale militare rientrava dalle esercitazioni e negava ogni connessione con le tensioni sul programma nucleare della Corea democratica. Secondo l’Associated Press, il Vicepresidente del comitato di difesa del Consiglio Federale Frants Klintsevich aveva detto a RIA Novosti che il movimento era programmato e respinse le notizie che suggerivano che la Russia si preparava a un possibile attacco statunitense sulla Corea democratica. Proprio come sull’invasione dell’Ucraina, se la Russia inviasse l’esercito al confine con la Corea democratica, fidatevi, lo sapreste.
I bombardieri cinesi in allerta che compiono “manovre insolite”? Probabile allo 0%. Il solito sospetto, un anonimo ufficiale statunitense, aveva detto ai media che la Cina ha temporaneamente messo i bombardieri lanciamissili in “stato di allerta”.Poco dopo, Donald Trump annunciava che la Cina si preparava a qualcosa di grande e che “aveva fatto alcune mosse assai insolite nelle ultime due-tre ore“. Sono passate più di tre ore da quando l’ha detto e fidatevi, non c’è alcuna guerra con la Corea democratica. Come ha riferito un corrispondente dell’ABC: “Perché ha parlato di tali nuove mosse nelle ultime due o tre ore? L’abbiamo chiesto allo staff della Casa Bianca, al Pentagono, al dipartimento di Stato. Nessuno ha potuto dircelo”. Sono forse stronzate? Permetteteci di segnalarvi questo, però:Ecco uno scambio interessante da un briefing per la stampa del Ministero degli Esteri cinese:
D: Ieri, il presidente Trump ha elogiato la Cina per le mosse insolite sulla questione nucleare nella penisola. Potreste dirci quali sono? I funzionari del ministero della Difesa degli Stati Uniti hanno dichiarato che numerosi bombardieri cinesi avevano compiuto manovre insolite. Sapete cosa significa?
R: Risponderò per primo alla seconda domanda. Non ne ho sentito parlare, e v’invito a chiedere al Ministero della Difesa. Sulla prima domanda, i presidenti cinese e statunitense hanno avuto una discussione approfondita sulla questione nucleare nella penisola coreana, durante la riunione a Mar-a-Lago in Florida. Vi abbiamo anche informato sulla situazione pertinente. Vorrei ancora ribadire che sulla questione nucleare nella penisola la Cina è impegnata nella denuclearizzazione, preservando pace e stabilità della penisola e risolvendo correttamente la questione con il dialogo e la consultazione. La comunità internazionale riconosce gli sforzi per la pace che la Cina ha compiuto dall’inizio della questione per una buona sistemazione. Abbiamo scoperto che dopo una comunicazione approfondita tra le parti a vari livelli, anche ai vertici, gli Stati Uniti hanno ora una comprensione più completa e accurata delle politiche e posizioni della Cina, nonché una migliore comprensione degli sforzi compiuti dalla Cina. A proposito, il Ministero della Difesa cinese ha negato qualsiasi “manovra insolita”.
Ci permettiamo di ripetere ciò che Pechino ha detto 10000 volte: non esiste un'”opzione militare” nel “trattare” con la Corea democratica. Ci ripetiamo come un registratore. Un pensiero finale su tale farsa. Alcuni giorni prima i media spacciarono la storia delle navi russe e cinesi che seguivano la potente armata statunitense in viaggio verso la Corea. Possiamo ora dire con nettezza che tale storia non è per nulla vera, considerando che la flotta statunitense è solo a 6500 km di distanza. Tale storia, di aria fritta, fu spacciata per prima dal Japan Times per poi diffondersi come un incendio. Finitela di ascoltare i media occidentali sulle disposizioni militari russa e cinese. Sono merda.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gotham Shield: il governo USA simulerà un’esplosione nucleare su Manhattan

Zerohedge, Strogo Sekretno 21 aprile 2017

Qualcosa suscita l’interesse degli statunitensi… forse un evento troppo “utile”, indicando che i governativi saltano con lo squalo? Qual è il motivo per cui, dopo aver scoperto il Project Gotham Shield, Mac Slavo di SHTFplan avvisa che ora è attivo un osservatorio sulle false flag. L’allarme generale riguarda qualcosa d’importante nell’immediato futuro. Speriamo che sia solo un altro falso allarme, invece di un’altra falsa bandiera. Comunque, un pericolo è vicino. Tenuto conto di tutto ciò che succede nel mondo, è davvero strano scoprire che il governo federale ancora insceni disastri fasulli che ricordano in modo inquietante gli attuali eventi mondiali.
Tra pochi giorni, il 24-26 aprile, inizierà l’operazione Gotham Shield. Nel calendario compaiono esercitazioni congiunte inter-agenzie con FEMA, sicurezza nazionale e una miriade di agenzie dell’ordine e militari. Armi di distruzione di massa, unità chimiche e biologiche saranno presenti nel test di risposta a una detonazione nucleare “simulata” nel centro urbano più importante degli Stati Uniti, nell’isola iconica e densamente popolata di Manhattan e nelle vicine sponde del New Jersey. La possibilità che la più esplosiva falsa bandiera metta fuori controllo, dirotti e ‘converta’ le azioni simulate, è fin troppo reale. Ciò è strettamente legato al meccanismo che molti ricercatori ritengono sia all’opera dall’11 settembre, annidando un attacco sotto falsa bandiera nelle grandi esercitazioni che evocano poteri d’emergenza ed attentati simulati in località effettivamente colpite.
Secondo Voice of Reason: “Dal 18 aprile al 5 maggio 2017, le organizzazioni statali, locali e federali pianificano l’operazione Gotham Shield 2017, esercitazione su una detonazione nucleare nella zona di New York-New Jersey e al confine tra USA e Canada. Tale esercitazione riguarda 4 ordigni nucleari, di cui 2 resi “sicuri” durante l’esercitazione Vital Archer del dipartimento della Difesa USA (DoD), uno da 10kiloton che esplode nella zona di NYC/NJ e uno più piccolo che esplode al confine Stati Uniti-Canada“.
Tra le organizzazioni interessate vi sono:
– Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DoE)
– Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD)
– Ufficio Nazionale per la Rivelazione Nucleare degli Stati Uniti (DNDO)
– Federal Bureau of Investigation (FBI)
– Agenzia federale di gestione delle emergenze statunitensi (FEMA)
– Comando nordamericano (NORTHCOM)
– Ufficio Direzione dell’Emergenza dello Stato di New Jersey
– Ufficio Direzione dell’Emergenza dello Stato di New York
– Ufficio Direzione dell’Emergenza della Città di New York
Il seguente documento viene fornito dal Nevada National Security Service. Il compito primario del governo è garantire la sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi alleati sostenendo la gestione del deterrente nucleare, fornendo la risposta alle emergenze e creando e contribuendo alle iniziative di non proliferazione e controllo degli armamenti.Un’operazione congiunta, dal nome in codice Gotham Shield, è prevista per il 24 e 25 aprile. La premessa di questa crisi simulata sarà la detonazione di un ordigno nucleare di 10000 tonnellate sul nord-est del New Jersey. L’impulso elettromagnetico (EMP) causato dalla detonazione dell’ordigno provocherà la disattivazione della maggior parte degli apparecchi telefonici, internet e di altri dispositivi elettronici in un raggio di 20 chilometri dal sito di detonazione. L’operazione Gotham Shield è un’esercitazione congiunta di Servizio di Emergenza Radio Amatoriale (ARES),  Servizio Radio Ausiliario Militare (MARS), Dipartimento della Difesa (Dod), Federal Emergency Management Agency (FEMA) e Croce Rossa in NY e NJ. MARS ha sede a Fort Huachuca, in Arizona, sede centrale del Network Enterprise Technology Command dell’esercito statunitense (NETCOM). Strogo Sekretno

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MOAB, la bomba dei perdenti

Alessandro Lattanzio, 17/4/2017Il 13 aprile, le forze statunitensi affermavano la loro “vittoria” in Afghanistan, dopo soli 16 anni di occupazione militare, sganciando l’arma convenzionale più grande in loro possesso sul villaggio di Achin, occupato dallo Stato islamico al confine tra Afghanistan e Pakistan. Era la prima volta che tale bomba veniva utilizzata in combattimento. Il villaggio si trovava sulle montagne Safed Koh, dove furono costruiti dei tunnel finanziati dalla Central intelligence Agency (CIA), negli anni ’80, quando sosteneva i jihadisti contro l’Unione Sovietica.
La designazione ufficiale dell’arma è Guided Bomb Unit – Massive Ordnance Air Blast (MOAB), definita anche la “madre di tutte le bombe”. L’arma venne sperimentata nel marzo 2003, e deriva dalla BLU-82B Daisy Cutter, una bomba da 6800 kg usata in Vietnam e in Iraq. L’ultima delle 225 BLU-82 costruita fu demolita nel 2008. La GBU-43B MOAB pesa poco più di 10000 kg ed è caricata con esplosivo H6, 1,35 volte più potente del TNT. La bomba è lunga 10 metri per 1 metro di diametro e può essere trasportata solo da aerei da trasporto C-130 appositamente modificati, gli MC-130 Combat Talon. La MOAB esplodendo comprime l’aria creando una pressione volta a far crollare non tunnel o bunker, come riferito, ma trincee aperte o campi minati, o a spazzare via soldati nemici allo scoperto entro il raggio dell’esplosione, che è di 150 metri, e non di 1,5 km. La MOAB viene costruita dalla Dynetics in collaborazione con l’US Air Force. Il Pentagono ne ha ordinate 20 al modico prezzo di 314 milioni di dollari (16 milioni al pezzo).
Secondo Greg Mello del Los Alamos Study Group, l’impiego della bomba “E’ una dimostrazione di forza, essendo stata utilizzata poche ore dopo che il Pentagono ammise che uno dei propri attacchi aerei in Siria aveva erroneamente ucciso 18 cosiddetti nostri ribelli. E’ un’arma psicologica”, essendo la MOAB una variante della bomba BLU-82 progettata per abbattere foreste senza lasciare crateri, in modo che gli elicotteri potessero atterrarvi. “Sarebbe più efficace usare bombe più piccole, e molte. Ma si tratta di propaganda“, osservava Mello, “E’ un mostro militare, ma la MOAB è una bomba obsoleta ed inefficace. Non credo spaventi la Corea democratica, non credo faccia paura a nessuno“. La bomba viene praticamente spinta dal portellone di carico sul retro del C-130 mentre sorvola la zona su cui scende agganciata a un paracadute, “E’ un’arma da usare contro Paesi indifesi”.Nel 2003 la Russia creò la propria bomba a compressione AVBPM, testata nel 2007. E’ quattro volte più potente e ha il doppio del raggio di azione della bomba statunitense.Fonti:
Analisis Militares
Global Research
Sputnik
Sputnik

Trump: geopolitica del fallimento

Alessandro Lattanzio, 13 aprile 2017Mentre il 12 aprile il comandante dell’USS Ross, Russell Caldwell, che aveva supervisionato l’attacco missilistico dell’US Navy contro la base aerea siriana di al-Shayrat, dopo solo 18 mesi di comando della nave veniva “promosso” a supervisionare la stesura di manuali sulla guerra di superficie a San Diego, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarava che la sua amministrazione non designa più la Cina come manipolatore di valuta e si lamentava di come il dollaro USA sia troppo forte, rimangiandosi le dichiarazioni fatte in campagna elettorale, quando accusò la Cina di manipolare la propria valuta per aumentare le esportazioni, “Credo che il nostro dollaro sia diventato troppo forte, e in parte questo è colpa mia perché la gente ha fiducia in me, ma è un male… alla fine“, aveva detto Trump; miracolo dovuto al lancio dell’agenzia di stampa dello Stato cinese Xinhua, che definiva l’attacco alla Siria l’azione di un politico debole che aveva bisogno di mostrare i muscoli. In sostanza, Xinhua aveva detto che Trump ordinò l’attacco per superare l’accusa di essere “filo-russo”. Xinhua menzionò gli attacchi missilistici statunitensi sulla Libia nel 1986 e l’Iraq nel 1998, e rimproverò gli Stati Uniti per non aver raggiunto i propri “obiettivi politici” in quei casi, “E’ la tipica tattica degli Stati Uniti inviare un forte messaggio politico attaccando altri Paesi utilizzando aerei militari avanzati e missili da crociera”. “Gli analisti cinesi, il cui consiglio è a volte ricercato dal governo su questioni di politica estera, erano sprezzanti sull’attacco, vedendovi un Paese potente attaccare una nazione che non poteva reagire”. L’analista cinese Shen Dingli affermava, “Se gli Stati Uniti s’infognano in Siria, come può Trump rendere ancora grande l’America? Di conseguenza, la Cina potrà avere un’ascesa pacifica. Anche se diciamo di opporci al bombardamento, nel profondo del cuore ne siamo felici”. Tra l’altro, anche lo stupido tentativo dell’amministrazione Trump di creare una frattura tra Mosca e Beijing non tiene nemmeno conto dei dati della realtà economica mondiale: “Per la prima volta in assoluto, le esportazioni di macchinari della Cina in Russia hanno superato quelle della Germania, secondo i dati del 2016 dell’Associazione dell’industria metalmeccanica tedesca (VDMA). La Cina inviò macchinari del valore di 4,9 miliardi di euro (5,2 miliardi di dollari) in Russia lo scorso anno, a fronte di ordini dalla Germania per un totale di 4,4 miliardi di euro. L’inversione di tendenza era prevista date le sanzioni economiche dell’UE nei confronti della Russia per il presunto ruolo nel conflitto ucraino e l’adesione della Crimea. “I fornitori cinesi sono chiaramente in vantaggio in questo momento”, aveva detto un comunicato della VDMA. “Non sono alle prese di alcuna sanzione e, quando necessario, provvedono proprie offerte di finanziamento per le consegne”.”
Negli ultimi 16 anni, mentre gli USA minacciavano Iran, Siria e Russia, la Cina ha continuato a rafforzasi alleandosi con la Russia e l’Iran. E l’amministrazione Trump, trascinando gli Stati Uniti nella guerra in Siria non farà altro che rafforzare questa dinamica. “Non c’è da stupirsi se dei cinesi siano “entusiasti” a tale prospettiva”. Inoltre, l’ultimo vertice USA-Cina è stato un fallimento, dato che i cinesi non hanno fatto concessioni agli USA, né sul piano geopolitico, né su quello commerciale. Infatti la Cina non solo non apre ulteriormente i propri mercati alle aziende statunitensi, ma gli imprenditori statunitensi, che si aspettavano anche che i cinesi annunciassero investimenti negli Stati Uniti, creando posti di lavoro e compensando lo squilibrio commerciale degli USA con la Cina, rimanevano a bocca asciutta. Xi Jinping non ha proposto nulla di ciò. E’ stata una debacle per Trump “giunto alla Casa Bianca spacciandosi da grande affarista. La sua idea sarebbe stata ‘ammorbidire’ l’avversario con minacce e spacconate, per strappargli concessioni, mentre puntava all”affare’ più vantaggioso per gli Stati Uniti. Tale approccio può funzionare nel mondo del commercio. Ma come i cinesi gli hanno dimostrato, e come i russi glielo dimostreranno, il mondo della diplomazia internazionale non funziona così”.
E difatti, la Casa Bianca di Trump insisteva su tale approccio pubblicando tre pagine e mezza di accuse contro i governi di Siria e Russia. Si tratta di mere pagine senza intestazione o note, senza data, classificazione o declassificazione, senza indicazione dell’agenzia responsabile e senza firme. Non si capisce chi l’abbia scritte. Se i media occidentali lo definiscono rapporto declassificato sull’attacco con armi chimiche, in realtà non è nulla del genere. Inizia con “Gli Stati Uniti ritengono che il governo siriano abbia effettuato un attacco chimico…” Gli Stati Uniti non sono “certi”, non “sanno”, non hanno “prove”, ma “ritengono” soltanto. Il documento afferma che “abbiamo intelligence elettronica e geospaziale”, per poi aggiungere che “non possiamo rilasciare pubblicamente tutta l’intelligence disponibile su tale attacco per la necessità di proteggere fonti e metodi”. Il testo comprende sette paragrafi di un presunto “Sommario delle valutazioni della comunità d’intelligence degli Stati Uniti”, seguiti da altri otto paragrafi che tentano di confutare le affermazioni russe e siriane. Solo fuffa politica. Infatti, per tracciare una “valutazione dei servizi segreti”, un National Intelligence Assessment per cui tutte le diciassette agenzie d’intelligence statunitensi devono essere ascoltate, sono necessarie tre settimane di tempo, e una valutazione completa richiede almeno due mesi. Tale documento è ufficiali e viene emesso dal direttore della National Intelligence. La valutazione diffusa dalla Casa Bianca invece non è nulla del genere, semmai è l’appunto di qualcuno del Consiglio di Sicurezza Nazionale. E tale appunto afferma “Riteniamo che Damasco abbia lanciato questo attacco chimico in risposta ad un’offensiva dell’opposizione nella provincia di Hama che minacciava un’infrastruttura chiave“. Ma tale offensiva era fallita due settimane prima, e l’Esercito arabo siriano aveva liberato le aree occupate da al-Qaida, le infrastrutture non furono mai minacciate ed oltre 2000 terroristi furono eliminati in quelle operazioni. L’attacco su Hama, pianificato e diretto dal capo di al-Qaida in Siria (Jabhat al-Nusra) al-Juliani, era già fallito giorni prima dell’incidente chimico di Qan Shayqun, città tra l’altro lontana dal fronte. Il documento della Casa Bianca infatti si basa su “segnalazioni open source” che “indicano” qualcosa. Ciò significa che la Casa Bianca basa le proprie accuse su foto e video diffusi dalla propaganda collegata ad al-Qaida, i cui agenti sono gli unici che possono agire a Qan Shayqun, occupata dal liwa al-Aqsa, gruppo terroristico collegato ad al-Qaida e Stato islamico. In tali video appare il cosiddetto “Dr. Shajul Islam”, medico radiato nel Regno Unito ed incriminato per il sequestro di due giornalisti occidentali in Siria, tra cui James Foley, decapitato dallo Stato islamico. Tale “valutazione d’intelligence” definisce ufficialmente al-Qaida “opposizione siriana”. Va ricordato che il generale neocon David Petraeus invocò un’alleanza tra Stati Uniti e al-Qaida nel 2015, e il consigliere della sicurezza nazionale di Trump, generale McMaster, è un protetto di Petraeus, di cui era il braccio destro in Iraq. Il passo successivo di tale strategia sarebbe l’alleanza dichiarata degli Stati Uniti con lo Stato islamico. L’editorialista del New York Times Thomas Friedman già lo sostiene: “Potremmo semplicemente far marcia indietro nella lotta allo SIIL in Siria e farne solo un problema per Iran, Russia, Hezbollah e Assad. Dopo tutto, loro sono sovraestesi in Siria, non noi. Farli combattere una guerra su due fronti, i ribelli moderati da un lato e SIIL dall’altro. Se sconfiggiamo lo SIIL in Siria ora, ridurremo solo la pressione su Assad, Iran, Russia ed Hezbollah, e gli consentiremo di dedicare tutte le risorse a schiacciare gli ultimi ribelli moderati ad Idlib, per non condividere il potere con loro. In Siria, Trump dovrebbe lasciare che lo SIIL sia una preoccupazione per Assad, Iran, Hezbollah e Russia, e l’incoraggi come si fece con i mujahidin che colpirono la Russia in Afghanistan”. I “ribelli moderati a Idlib” non esistono, ci sono solo al-Qaida e Ahrar al-Sham, che s’ispirano ai taliban.

Il professore emerito del MIT Theodor Postol, ex-consigliere scientifico dell’US Navy ed esperto di missili, analizzando le “prove” della Casa Bianca, affermava in una lettera, “Caro Larry, rispondo alla tua richiesta su ciò che ho capito della dichiarazione della Casa Bianca che sostiene la scoperta dell’intelligence sull’attacco con gas nervino del 4 aprile 2017 a Qan Shayqun, in Siria. La mia comprensione dalla nota è che sia una sintesi d’intelligence della Casa Bianca resa pubblica l’11 aprile 2017. Ho rivisto il documento con attenzione, e credo che si possa dimostrare, senza ombra di dubbio, che non fornisce la benché minima prova che il governo degli Stati Uniti abbia prove concrete che il governo della Siria sia responsabile dell’attacco chimico a Qan Shayqun, Siria, tra le 6 e le 7 del mattino del 4 aprile 2017. In realtà, elemento principale di prova citato nei punti del documento è che l’attacco fu eseguito da individui a terra, non da un aereo, la mattina del 4 aprile. Tale conclusione si basa su un presupposto della Casa Bianca quando cita il punto di lancio del Sarin e le relative fotografie. La mia valutazione è che il sito molto probabilmente sia stato manomesso o fabbricato, in modo che alcuna conclusione seria possa trarsi dalle fotografie citate dalla Casa Bianca. Tuttavia, se si assume, come fa la Casa Bianca, che il sito di rilascio del Sarin sia questa posizione e che non sia stata manomessa, la conclusione più plausibile è che il Sarin fuoriuscì da un dispositivo di dispersione improvvisato fabbricato con un segmento di razzo da 122 millimetri riempito con sarin e chiuso su entrambi i lati. Gli unici fatti indiscutibili riportati nel rapporto della Casa Bianca è l’affermazione che l’attacco chimico con agente nervino si è verificato a Qan Shayqn, Siria, quella mattina. Anche se la dichiarazione ripete ciò in molti passaggi della relazione, il rapporto non contiene assolutamente alcuna prova che questo attacco sia dovuto a munizione aviolanciata. In realtà, il rapporto non contiene assolutamente alcuna prova che possa indicare chi sia l’autore di tale atrocità. Il rapporto ripete invece le osservazioni degli effetti fisici subiti dalle vittime che, con pochi dubbi, indicano avvelenamento da gas nervino. L’unica fonte del documento che cita una prova del fatto che l’attacco sia opera del governo siriano è il cratere che si afferma di aver individuato su una strada a nord di Qan Shayqun. Ho individuato tale cratere utilizzando Google Earth e non c’è assolutamente alcuna prova che sia opera di una munizione progettata per disperdere Sarin dopo esser stata sganciata da un aereo… I dati citati dalla Casa Bianca sono più coerenti con la possibilità che la munizione sia stata usata a terra piuttosto che da un aereo. Questa conclusione presuppone che il cratere non sia stato manomesso prima di essere fotografato. Tuttavia, facendo riferimento alla munizione per il cratere, la Casa Bianca indica che esso sia la fonte errata usata per concludere che la munizione sia stata sganciata da un aereo siriano”.
Il documento della Casa Bianca, quindi, sosteneva che l’intelligence degli Stati Uniti avesse le prove dell’uso di gas Sarin da parte dell’Aeronautica militare siriana. Ma inizialmente gli analisti statunitensi affermarono di non poter tracciare la presenza eventuale di aerei da guerra sulla sito del sospetto attacco chimico, ma poi, secondo una fonte interna, affermarono che un drone avrebbe sganciato la bomba. Gli analisti cercarono d’identificare tale drone, arrivando a credere che provenisse dalla Giordania, da una base delle forze speciali saudita-israeliana che supporta i terroristi in Siria. Secondo una fonte dell’intelligence statunitense, tale azione aveva lo scopo di creare un incidente che facesse cambiare rotta all’amministrazione Trump, che a fine marzo annunciava di non voler più rimuovere il Presidente Bashar al-Assad. Il 6 aprile, prima dell’attacco missilistico, oltre venti ex-ufficiali dell’intelligence militare degli USA stilarono una nota secondo cui il gas fu emesso a seguito del bombardamento di un deposito di armi chimiche di al-Qaida, nella provincia di Idlib. Gli ex-ufficiali dei servizi segreti degli Stati Uniti inviarono una nota al presidente Trump esortandolo ad intraprendere un’attenta indagine dell’incidente, prima di esacerbare le relazioni tra USA e Russia. Secondo la nota “i nostri contatti nell’esercito degli Stati Uniti in zona” misero in discussione la tesi ufficiale dell’attacco con armi chimiche. “Invece, un aereo siriano ha bombardato un deposito di munizioni di al-Qaida in Siria, che si è rivelato pieno di sostanze chimiche nocive, e un forte vento soffiò la nube chimica su un villaggio vicino, dove molti morirono di conseguenza”.

Intanto, nella bianca Casa delle ombre, parlando con Michael Goodwin del New York Post, Trump sembrava disposto a licenziare Steve Bannon da consigliere del presidente. Goodwin dice di aver chiesto a Trump se avesse ancora fiducia in Bannon, che viene indicato collegato al genero di Trump Jared Kushner. E Trump rispose, “Mi piace Steve, ma bisogna ricordare che non partecipò alla mia campagna che molto tardi. Avevo già battuto tutti i senatori e tutti i governatori, e non lo conoscevo. Io sono il mio stratega, e non volevo cambiare strategia perché affrontavo la squinternata Hillary”. Bannon e Kellyanne Conway diressero la campagna elettorale di Trump, che poi assunse Bannon come suo principale consigliere politico alla Casa Bianca, al fianco di Reince Priebus. “Steve è un bravo ragazzo, ma gli ho detto di raddrizzarsi o lo farò io”, concluse Trump.
Alla trasmissione ‘Sessanta minuti’ della TV Rossija-1, il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennadij Zjuganov, affermava che Trump era ormai in balia della mafia che dirige gli USA da ben prima dell’ascesa al potere, con tutto il suo fervore anti-russo. Zjuganov osservò anche che Trump sembrava leggere da un gobbo con voce tremolante ed emozionata. Al Sunday Evening Show, invece il Generale Evgenij Buzhinskij affermava, riguardo all’attacco missilistico su al-Shayrat, “Ci sono diverse linee di comunicazione tra di noi. C’è quella tra i Capi di Stato Maggiore, molto veloce. Non fu usata. Invece usarono la linea istituita dal Memorandum d’intesa per il deconflitto, nel 2015, a livello regionale, tra gli statunitensi in Giordania e i russi in Siria. L’avvertimento sull’attacco imminente fu inviato al comando statunitense in Giordania in piena notte e l’ufficiale addetto non ebbe fretta di trasmetterlo alla controparte russa in Siria. L’ufficiale di servizio l’inviò a Mosca, al Ministero della Difesa, che non rispose né lo passò subito ai siriani. Risultato: le due ore furono bastarono appena ai russi prendere le misure cautelari necessarie. Il ministero russo era furioso”. Infine, Yakov Kedmi, israeliano ex-cittadino sovietico, recatosi in Israele alla fine degli anni ’70 e persona non grata in Russia fino al 2014, dichiarava alla stessa trasmissione che “parlando dell’attacco alla base siriana, gli statunitensi non identificarono alcun bunker o ubicazione delle armi chimiche. Sembra che lo stiano ancora cercando. Ciò dimostra che si tratta di un falso. Quanto al governo israeliano, dice qualunque stupidità gli statunitensi dicano. Questa è la situazione del nostro Paese. Amen”.
Il 10 aprile, 22 capi dei gruppi terroristici di Ahrar al-Sham venivano eliminati durante una loro riunione da un raid aereo russo nella provincia di Idlib, a Jisr al-Shughur. L’attacco fu la prima risposta agli attacchi missilistici statunitensi su al-Shayrat, oltre agli aerei da guerra siriani che, decollati dalla stessa base aerea, distruggevano un enorme deposito di armi e munizioni di Jabhat al-Nusra ad al-Qasaniyah, presso Jisr al-Shughur, a sud di Idlib. Fonti:
Consortium News
Global Times
Moon of Alabama
Russia Insider
Russia Insider
Sic Semper Tyrannis
South Front
Stripes
The Duran
Washington Post