Nazipiddini, Paccoquotidiano e Ucraina

Alessandro Lattanzio, 17/4/2015

Mentre in Ucraina il governo golpista fa assassinare decine di oppositori e si prepara ad aggredire la Novorossija, ancora una volta, il partito nazihollywoodiano della CIA, il Partito Democratico, e il suo braccio partigianesco di Gladio, l’ANPI, accolgono a braccia aperte uno dei massimi responsabili degli attuali crimini ed assassini politici in Ucraina.

Il nazista Avakov ospite del PD e dell'ANPI, enti nazikollabos agli ordini di CIA e Mossad

Il nazista Avakov ospite del PD e dell’ANPI, enti nazikollabos agli ordini di CIA e Mossad

Mentre il Ministro della Difesa greco Panos Kammenos, esponente di destra, definisce fascista il governo ucraino, dicendo che “La popolazione greca in Crimea è stata molestata dal governo fascista ucraino, la protezione alle famiglie greche è stata data dalla presenza delle forze russe. Ieri ho discusso la questione con il patriarca Kirill: condividiamo la Chiesa, crediamo negli stessi valori ed era impossibile non difendere i Greci dal governo fascista ucraino“, il ministro degli Interni Angelino Alfano s’incontrava con il ministro golpista degli Interni ucraino Arsen Avakov. Un criminale che guida la persecuzione e l’omicidio degli oppositori al governo nazigolpista di Gladio, nonché presiedere l’aggressione alla popolazione novorussa. Il “ministro” ucraino e quello italiano hanno deciso di collaborare per riformare le strutture territoriali e creare prefetture in Ucraina. Il nazigolpista Arsen Avakov, nel 2012, fu arrestato a Frosinone su mandato di cattura dell’Interpol per abuso d’ufficio e appropriazione indebita quando era governatore della regione di Kharkov, in Ucraina. Avakov era un tirapiedi della corrotta prima ministra Julija Timoshenko. Matteo cazzulani ne Ukraine1 protesta6La Corte d’appello di Roma respinse l’estradizione di Avakov denunciando “il rischio di atti discriminatori per motivi politici”. A su difesa si era mosso l’apparato di propaganda e disinformazione del Partito Democratico, soprattutto nella figura del sicario nazi-atlantista Matteo Cazzulani, agente d’influenza degli statunitensi e convinto sostenitore della repressione e dello sterminio della popolazione novorussa. Avakov fu eletto nel parlamento ucraino per garantirgli l’immunità e una volta nominato ministro degli Interni, ha proceduto ad integrare i paramilitari neonazisti di piazza Maidan nelle forze di sicurezza, dopo aver dissolto il corpo speciale Berkut. Tutto ciò non scandalizza il PD, summa di ogni putrefazione: morale, ideologica, culturale, politica, umana, sempre pronto a menare il ditino su democrazia, diritti umani, lotta all’illegalità e altra merda. Ne è emblematico il succitato nazipiddino Matteo Cazzulani, che vive a Filadelfia, negli USA, e che si spaccia per analista di questioni energetiche ed internazionale del fantomatico centro di studi globali “Strategia XXI”, di cui non si trova traccia se non nel suo blog di propaganda neobanderista; e che collabora con il settimanale neo-banderista ucraino “Dzerkalo Tyzhnya” (Specchio settimanale), un foglio di disinformazione e propaganda russofoba finanziato da “anonime” ONG tedesche e statunitensi (Interternational Charity Promotion Foundation con conti bancari a New York e Francoforte) e che sostiene l’assassinio degli oppositori al golpe di Gladio, oltre alla guerra di sterminio contro la Novorossija.

I nazipiddini Gianni Pittelli e Matteo Cazzulani con Tatjana Chornovol, giornalista banderista legata al nazibattaglione Azov.

I nazipiddini Gianni Pittella e Matteo Cazzulani con Tatjana Chornovol, giornalista banderista legata al nazibattaglione Azov.

Il nazipiddino Matteo Cazzulani e il banderista russofobo (http://www.romagnanoi.it/news/rimini/1214221/Urla-al-convegno---Siete.html) Massimiliano di Pasquale. mentre disquisiscono di Ucraina.

Il nazipiddino Matteo Cazzulani e il neo-italo-banderista russofobo Massimiliano Di Pasquale. mentre disquisiscono di Ucraina. No, non è rosso-brunismo perchè, come insegnano gli squallidissimi burocrati dell’ANPI, i rosso-bruni combattono e sostengono gli operai  e i contadini del Donbas, al contrario di questi due eroi nazi-hollywoodiani.

Il 'saggista' Di Pasquale, o meglio, agiografo del nazismo banderista galiziano, dedica un suo libretto a un giovane fan della democrazia ucraina.

Il ‘saggista’ Di Pasquale, o meglio, agiografo del nazismo banderista galiziano, dedica un suo libretto a un giovane fan della democrazia ucraina.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov, era a pochi metri di distanza da Di Pasquale, e a poche ‘idee’ di distanza da Cazzulani.

Francesco Saverio Fontana, Stan per gli amici Voerzio e Biloslavo, in vacanza a Londra.

Francesco Saverio Fontana, Stan per gli amici Voerzio e Biloslavo, in vacanza a Londra.

I nazisti di Kiev e ilpaccoquotidiano

Roberta Zunini, reporter de Ilfattoquotidiano, entusiata sostenitcie del golpe di Gladio a Kiev e della guerra contro la Noovrossija. Qui fotografata con un suo fidanzatino di Pravij Sektor.

Roberta Zunini, reporter de Ilfattoquotidiano, entusiasta sostenitrice del golpe di Gladio a Kiev e della guerra contro la Novorossija. Qui fotografata con un suo fidanzatino di Pravij Sektor.

A Kiev, il ministro dell’Economia Ivaras Abromavicius (“di origine lituana e naturalizzato a dicembre 2014″) confermava che: “Il governo ucraino ha scelto la banca Lazard come consulente per ristrutturare il proprio debito, attualmente scambiato a 50 centesimi per 1 dollaro” (TASS). Ora, perché il Fatto quotidiano sostiene entusiasticamente il golpe di Gladio a Kiev? Un nome, Guido Roberto Vitale, costui è tra gli azionisti di ChiareLettere e de ilfattoquotidiano, ma nel 1997-2001 è stato presidente della banca Lazard per l’Italia. 2+2=5 no?

Guido Roberto Vitale si prepara per l'Ucraina

Guido Roberto Vitale si prepara per l’Ucraina

Per illustrare l’animo delicato e la sensibilità democratica e dirittumanitaria di tali sostenitori del golpe majdanista di Kiev, si consideri un esempio tra i tanti, quello del leader del Partito dei Lavoratori d’Ucraina, caporedattore del quotidiano Classe Operaia e deputato alla Rada Aleksandr Bondarchuk, arrestato il 18 marzo per aver diffuso informazioni “antigovernative” e “propaganda indiretta del separatismo”. Il sensibile animo democratico del nazista Di Pasquale, l’intraprendenza informativa della fidanzatina padellaro-pravosektorista Zunini e lo spirito garantista del putto di Julija Timoshenko, appunto il nazipiddino Cazzulani, non s’é risentito per nulla per tale repressione della libertà di espressione. L’importante è che ciò sia condannato solo laddove l’indicano la CIA e le ONG che foraggia e per cui lavorano i nazisti Di Pasquale e Cazzulani. Non essendo un mafioso corrotto come Timoshenko, né una spia della CIA come Avakov, Bondarchuk può essere processato e condannato per il reato di libertà di espressione, secondo tali aedi della democrazia colorata. PD, Di Pasquale, Cazzulani e sopratutto i miserabili burocratelli dell’ANPI in effetti avranno di che felicitarsi con il freedom fighter Arsen Avakov, ministro degli Interni della junta banderista-atlantista di Kiev.

Aleksandr Bondarchuk

Aleksandr Bondarchuk

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In Ucraina arriva la democrazia dell'ANPI e del PD

In Ucraina arriva la democrazia dell’ANPI e del PD

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Assassinio ucraino: NATO, Gladio e Italia

Alessandro Lattanzio, 17/4/21021053356

CyberBerkut pubblica la lista degli istruttori occidentali in Ucraina
DNRThe Saker, 16 aprile 2015

1428954738_in_article_a7db464bd1Istruttori militari di Stati Uniti, Danimarca, Polonia, Germania e altri Paesi arrivano in Ucraina per sostenere Kiev. Gli hacker-attivisti ucraini hanno pubblicato la lista degli istruttori occidentali, che pianificherebbero provocazioni nel sud-est dell’Ucraina. “Noi, CyberBerkut, avvertiamo il popolo del Donbas e informiamo il popolo dell’Ucraina: nel prossimo futuro il governo criminale dell’Ucraina intende adottare delle provocazioni al confine delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. Inoltre, la junta di Kiev programma l’escalation del conflitto nel sud-est dell’Ucraina. Questo è ciò che i nostri agenti segnalano da Kiev: dal 12 aprile al 6 maggio un gruppo di istruttori militari occidentali arriva in Ucraina per iniziare attività anti-nazionali”, indica il rapporto citato da RIA Novosti. Come si può vedere dalle scansioni dei documenti, il regime golpista di Kiev è supportato da esperti militari provenienti da diversi Paesi: Stati Uniti, Polonia, Estonia, Finlandia, Turchia, Norvegia, Lettonia, Francia, Danimarca, Austria, Spagna, Albania, Portogallo, Croazia, Islanda e Slovacchia. La maggior parte proviene dagli Stati Uniti”.

Da: Ministero degli Affari Esteri
A: Schieramento delle Guardie di frontiera dell’Ucraina
Ministero degli Affari Interni
Servizio di Sicurezza dell’Ucraina
Capi delle regioni

Il 12 aprile – 6 maggio il gruppo di controllo multinazionale di esperti militari guidati dagli Stati Uniti arriva in Ucraina per condurre missioni di osservazione secondo le norme dell’Accordo di Vidensko riguardanti fiducia e sicurezza. Lo scopo della è osservare e controllare lo sviluppo del nostro Paese e attuare le raccomandazioni per una soluzione pacifica della crisi. Quindi chiediamo al Dipartimento dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine di fornire alla missione di osservazione un convoglio con veicoli blindati del Ministero delle Forze Armate. Chiediamo inoltre di fornire al gruppo diritto di accesso ai servizi della guardia di frontiera e alle unità delle truppe del Ministero degli Interni nelle aree ispezionate. Nel caso di indirizzare il gruppo e i membri della missione di osservazione ai rappresentanti di Ministero degli Interni, SBU, Guardia di frontiere nelle regioni e aree, chiediamo di coordinarvi con il capo del convoglio e discutere le possibilità di briefing sulle prospettive di sviluppo in tali aree. Avendo incontri con i rappresentanti stranieri chiediamo di procedere dal fatto che, secondo le norme dell’accordo con Biden, tutti gli osservatori stranieri avranno status diplomatico e di tener conto dei requisiti di cui all’articolo 6, protocollo 10, relativo alla reazione agli eventi di Crimea e Sebastopoli siglati dal Segretario del SNBO Parubij (N429 del 04/04/2014)
In caso di rivelazione di attività insolite presso i confini dell’Ucraina, nonché di qualsiasi attività volta a violare l’ordine dello Stato, chiediamo d’informare immediatamente il capo del convoglio tenente-colonnello Vladislav Sergeevich Ponomarjov (cellulare 0974699474) o l’ufficiale d’ordinanza del Dipartimento dello Stato Maggiore delle forze armate ucraine (telefono/fax +444830724).

VI Nedopas
Vicedirettore del Dipartimento della Sicurezza internazionale

8d81a909e6c3dbcf47ee408f7e43876cLista
1 Thomas Miller -Svezia
2 Ian Almgerd – Svezia
3 Von Rozenzveig – Germania
4 Matias Kraimer – Germania
5 Raimondas Ivanauscas – Lituania
6 Zulonas Zbignevas – Lituania
7 Kari Ahrnberg – Finlandia
8 Kari Marti – Finlandia
9 Timathy Brown – Gran Bretagna
10 Richard Moris  – Gran Bretagna
11 Ach Gabor – Ungheria
12 Tamosh Vegvery – Ungheria
13 Brendon Pressley – USA
14 Jozef Przhevalskiy – USA
15 Patrick Jozef McDaniel – Irlanda
16 Korhan Karakoe – Turchia
17 Ruslan Getman – Estonia
18 Raizo Saremat – Estonia
19 Tomashic Erchi – Polonia
20 Martin Chervinsky – Polonia
21 Tore C. Bade – Norvegia
22 Hamo Dalevic – Norvegia
23 Ivars Ercums – Lettonia
24 Marita Brid-Alex – Lettonia
25 James Mackines – Canada
26 Robert Martin – Canada
27 Kolman Richard – Francia
28 Pinzhon Du Sel Erac – Francia
29 Bruni Valter – Italia
30 Santarpia Isidoro – Italia
31 Ivan Bela – Slovacchia
32 Martin Joskak – Slovacchia
33 Jozef Hvoltz – Austria
34 Kim Guldbeh – Danimarca
35 Henrick Hansen  – Danimarca
36 Bel Ian Williams – Paesi Bassi
37 Molen van der Guisebertus – Paesi Bassi
38 Ishir Anton – Austria
39 Niculasson – Islanda
40 Garcia Arribas – Spagna
41 Valliet Doka – Albania
42 Berdify Leonard  – Albania
43 Robert Ierubino – USA
44 Horhe Zilhao – Portogallo
45 Rui Firmosinho – Portogallo
46 Drago Bitench – Slovenia
47 Ales Chenta – Slovenia
48 Igor Predovchec  -Croazia
49 Vlasta Brklacich – Croazia
50 Ucsel Basaran – Turchia
51 Hans Georg Luber  – Svizzera
52 Flavien Shaller – Svizzera
53 Fjodotov Igor – Ucraina
54 Ponomarjov Vladislav – Ucraina
55 Gomenko Aleksej – Ucraina
56 Pljushev Aleksej – Ucraina
57 Dumler Constantin – Ucraina
58 Gorovetskij Aleksandr – Ucraina

1d004c922da81cc757776f4ac971a9c4(Nota: questi nomi sono stati tradotti dall’ucraino all’inglese così l’ortografia potrebbe non essere corretta)
Avvertiamo che l’occidente non pensa mai a pace e cessate il fuoco in Ucraina. L’occidente cerca solo di continuare guerra, escalation, strage dei popoli slavi e slavofoni, russo e altri.
Siamo il CyberBerkut! Non dimentichiamo! Non perdoniamo!”

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Brandon Pressley, Raimondas Ivanauskas e Zbignevas Zulonas

I lituani Raimondas Ivanauskas e Zbignevas Zulonas (5 e 6 nella lista), e lo statunitense Brandon Pressley (13 nella lista), svolsero un ruolo significativo nella preparazione del golpe a Kiev, e durante la sovversione di piazza Majdan erano attivamente impegnati a “consultare” i manifestanti. Inoltre, il tenente-colonnello Ivanauskas e Presley sono ufficiali della 1.ma Divisione di cavalleria delle forze armate degli Stati Uniti, Zulonas è un ufficiale delle forze speciali delle forze armate della Lituania. Tali figuri abbandonarono Kiev per riapparire il 5 marzo 2014 come osservatori dell’OSCE per spiare e comunicare ai majdanisti i dati delle postazioni federaliste della Novorossija. Il tenente-colonnello Von Rosenzweig (3 nella lista), dell’esercito tedesco e il tenente-colonnello dell’esercito ungherese Gabor Ach (11 nella lista), nel 2014 tentò con un gruppo di osservatori dell’OSCE d’infiltrarsi in Crimea, ma il gruppo fu respinto avendo all’interno dei mercenari che raccoglievano informazioni per conto del comando delle forze armate ucraine. Raizo Saremat, (18 nella lista) è un ufficiale delle forze speciali dell’Estonia. Nel 2012, il commando di Saremat del battaglione da ricognizione delle forze armate estoni vinse il wargameLanding in Atria“, che ricostruiva uno scontro del 1919 tra 400 soldati estoni e 600 volontari finlandesi, sul fiume Atria, contro l’Armata Rossa. Va ricordato che il consigliere del ministero degli Interni ucraino Anton Gerashenko si era recato in Estonia per studiarne il sistema di difesa e sicurezza: “Sono attualmente a Tallin, capitale della Repubblica di Estonia, su invito del consigliere del Ministro dell’Economia dell’Ucraina e del centro estone della partnership orientale (della NATO) per studiare difesa e sicurezza di questo piccolo Paese baltico con una popolazione 30 volte inferiore alla popolazione dell’Ucraina. Ad esempio, il sistema estone di addestramento militare-patriottico dei volontari dell’organizzazione paramilitare “Kaitseliit” (Lega della difesa), aveva scritto su facebook. Gerashenko era giunto assieme a 20 “volontari ucraini” per dei corsi di addestramento finanziati da imprenditori e altri “amici estoni dell’Ucraina”.” L’organizzazione paramilitare “Kaitseliit” fa parte del ministero della difesa dell’Estonia, ed è l’animatrice del wargame “Landing in Atria“, nell’ambito dei giochi militari “Erna“, dal nome dei gruppi nazisti estoni che nel 1941 sbarcarono dalla Finlandia nelle paludi dell’Estonia settentrionale, dove furono distrutti. I lettoni Ivars Erkums e Marita Brid-Aleks, 23 e 24 nella lista, svolgono compiti di propaganda antirussa. Vlasta Brklacich (49 nella lista), croato, nell’ottobre 2014 visitò le scuole della regione di Lvov, dove tentava di reclutare immigrati provenienti da Crimea, Donetsk e Lugansk. Yuksel Basaran, turco, 50 nella lista, nel dicembre 2014 era a Marjupol, assistette ai bombardamenti ucraini contro le proprie posizioni e la città, ma finse di non ricordarsene per incolparne i federalisti. Il tenente-colonnello canadese Robert Martin (26 nella lista) vicecapo delle operazioni del NORAD, il comando di difesa aerospaziale nordamericano. Nel 2010 partecipò alle esercitazioni anti-terrorismo “Golden Eagle” di Russia, Stati Uniti e Canada e il colonnello Drago Bitenc (46 nella lista), comandante del Centro di Verifica dello Stato Maggiore Sloveno, altro Stato membro della NATO.
Gli italiani (29 e 30 nella lista) sono il tenente-colonnello Valter Bruni dell’esercito, probabilmente specializzato nelle trasmissioni, anche lui della ‘Cavalleria’, e il maresciallo distaccato presso lo Stato Maggiore dell’aeronautica militare italiano (AMI) Isidoro Francesco Santarpia, che su facebook si presenta quale ‘simpatizzante’ della Russia, partecipando agli strani quiz geografici dell’AMI:CrimeaAMINotare l’invito ad “andare nella speciale Crimea”. Tra l’altro tale missione, che vede la presenza di due militari italiani, non viene segnalata dal sito del ministero della Difesa italiano. Un altro contributo dell’Italia al regime nazigolpista di Kiev, oltre alle missioni operative della NATO e a quelle speciali dei Voerzio, Fontana, Attanasio, Adinolfi (in Chiesa), Cazzulani-Pittella-Mogherini e altro pattume, è l’auto utilizzata dagli assassini del giornalista anti-golpista ucraino Oles Buzina, che rinvenuta mostra una targa italiana…1610197Il giornalista e scrittore ucraino Oles Buzina veniva assassinato a Kiev il 16 aprile, preceduto e seguito dall’assassinio di altri oppositori del regime nazi-golpista di Kiev. “Liquidato nel cortile di casa a Kiev il 16 aprile 2015”, scriveva il sito della NATO “Peacemaker”. Oles Buzina è stato ucciso nei pressi dell’abitazione da due uomini, poi fuggiti a bordo di una Ford blu scuro con targa italiana. Buzina Si era appena dimesso da direttore del quotidiano Segodnja, dell’oligarca tartaro-ucraino Rinat Akhmetov, per protesta contro la censura imposta dai majdanisti, gli era era stato anche vietato di comparire sui media, su pressione di un gruppo di “giornalisti” ucraini della CIA, denominato “Stop Censura“, che l’aveva identificato quale “agente del Cremlino”. Poche ore dopo l’omicidio di Buzina, veniva assassinato a Kiev il giornalista Sergej Sukhobok, definito filo-russo dalla propaganda di Gladio. Tra i numerosi omicidi di dissidenti antigolpisti, vi è anche quello di Olga Moroz, direttrice del  Neteshinskij Vestnik, trovata morta nel suo appartamento. Moroz lavorava sulla deforestazione praticata dalla società del marito dell’ex-governatrice di Lvov Irina Sech, coinvolta nell’esportazione illegali di legname e il cui denaro è stato utilizzato per finanziare Svoboda, partito neo-nazista vicino al Front National, alla Fiamma Tricolore e al British National Party, oltre che organizzatore di Majdan e del golpe di Gladio a Kiev.

Federica Mogherini, confidente della CIA nel PD, era a Kiev alla vigilia del golpe, quando diede l'assenso all'assalto contro il governo e all'aggressione contro la popolazione russofona. I suoi poteri di commissaria dell'UE per gli affari esteri e di sicurezza sono stati ridotti, proprio per la su a appartenenza alla rete spionistica della CIA.

Federica Mogherini con il suo vero capo, il segretario di Stato degli USA John Kerry. Mogherini, confidente della CIA nel PD, era a Kiev alla vigilia del golpe, dove diede l’assenso all’assalto contro il governo ucraino di Janukovich e all’aggressione contro la popolazione russofona. I suoi poteri di commissaria dell’UE per gli affari esteri e di sicurezza sono stati ridotti, proprio per la sua appartenenza alla rete spionistica della CIA.

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Oles Buzina

Difatti, l’omicidio di Oles Buzina e Sergej Sukhobok rientra nella sanguinaria campagna terroristica di Gladio (NATO) contro i dissidenti antigolpisti ucraini. Un’altra vittima di tale operazione terroristica è Oleg Kalashnikov, assassinato 24 ore prima di Buzina:

Oleg Kalashnikov

Oleg Kalashnikov

Oleg Kalashnikov, deputato del Partito delle Regioni ucraino, è stato assassinato il 15 aprile nei pressi della propria residenza a Kiev. Kalashnikov era stato minacciato per le sue idee politiche, in particolare per l’appello a celebrare degnamente il 70.mo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale e per aver organizzato una protesta contro l’ambasciata USA. Il 7 aprile, due blogger, Svetlana Naboka e Marina Zhavoronkova, venivano sequestrate dal SBU per ‘propaganda filo-russa’, scomparendo nel lager di piazza Kulikovo, a Odessa. Numerosi oppositori al golpe nazi-atlantista di Kiev sono stati assassinati in circostanze analoghe, nel silenzio complice delle varie organizzazioni di disinformazione e propaganda della NATO che, anche in Italia, si travestono da associazioni pacifiste e perfino ‘antimperialiste’ (Centri sociali, ONG, la rete sionista-islamo-fascista coperta da famiglia wahhabita (ex-cristiana), associazioni dirittumaniste, antifa o antirazziste; PCL, Utopia Rossa, Militant e vari altri culti settari, russofobi e atlantisti).

Oles Buzina

Oles Buzina

Il sito majdanista “Peacemaker” pubblica l’elenco di “separatisti”, “sostenitori del mondo russo” e altri nemici del regime golpista di Kiev. Ad esempio il 13 aprile, l’utente “404” pubblicava sul sito i dati personali di Oleg Kalashnikov. E dopo il suo omicidio, il twitter di “Peacemaker” si congratulava con “l’agente 404″: “Per l’attività completata dall’agente”404″, oggi gli è stato assegnato un rank speciale e consegnato un prezioso regalo“.

aa101Il 14 aprile, sempre l’utente “404” pubblicava i dati personali di Olesja Buzina. Dopo l’omicidio di Buzina, il twitter ufficiale di “Peacemaker” si complimentava nuovamente con “l’agente 404″: “L’agente 404 ha colpito di nuovo. Per la corretta esecuzione della missione di combattimento di oggi, ha avuto una breve licenza“.

aa202Il sito “Peacemaker” viene utilizzato come “bacheca” per condannare a morte gli oppositori ai golpisti neonazisti messi al potere da Gladio. Il sito “Peacemaker” è sostenuto dal già citato consigliere del ministro degli Interni dell’Ucraina, il deputato Anton Gerashenko, che il 15 dicembre 2014 chiedeva di finanziare scrivendo che pubblicare i dati personali non è una violazione della legge e che chiunque condivida tali dati, “fa una maestosa cosa giusta, aiutando a combattere terrorismo e separatismo. … E’ anche interessante il fatto che, dopo la presentazione del sito “Peacemaker”, CIA, FBI, intelligence e controspionaggio europei vi si sono interessati“.

Anton Gerashenko, agente nazista della CIA, consigliere nel governo golpista di Kiev.

Anton Gerashenko, agente nazista della CIA, consigliere nel governo golpista di Kiev.

Una ricerca sul sito “Peacemaker” produce i seguenti risultati:
6b04f74c60845df27c5449936e675a99Il sito “Peacemaker” è ospitato da un server della NATO, HPWS/2.1  e gli altri siti ospitati dal medesimo server sono:
1. operativ.info, un sito ucraino per denunce anonime contro presunti federalisti
2. informnapalm.org, sito di disinformazione antirusso
Tutti i siti sono ospitati negli USA, in Texas, probabilmente dallo stesso datacenter. Difatti, la rete a cui aderisce il sito Peacemaker è quella della NATO (dominio nato.int):f4208e5faac08821b94de7f0f2876ad3ukrscreen4Quindi, psb4ukr.nato.int fa parte della rete nato.int, la rete internet della NATO utilizzata nella guerra delle informazioni contro Russia e Novorossija. Grazie alle notizie riguardanti il seminario svoltosi a Riga il 19 febbraio 2015, presso il Centro per le Comunicazioni Strategiche della NATO, è noto che la NATO collabora strettamente con l’esercito ucraino nella guerra dell’informazione e alcuni progetti su internet. Tali omicidi hanno per obiettivo controllare il Paese in crisi economica e politica, secondo lo stile seguito dagli Stati Uniti.

xxDopo alcune ricerche, infine si scopre che “psb4ukr.org” è registrato a nome di Vladimir Kolesnikov, 98 Lenin St, Velyka Oleksandrivka, Kiev Oblast, Ucraina, che ha registrato diversi altri siti su Limestone Networks, Inc a Dallas, Texas, come Operativ.info, dove s’invoca l’eliminazione di “sabotatori” e “terroristi”, e informnapalm.org portale nazista.

ukrscreen5logogladioRiferimenti:
The Guardian
Strategic Culture
Slavyangrad
Russia Insider
RIN
Oriental Review
Moon of Alabama
Fort Russ
Fort Russ
Cassad
Cassad
Cassad

Appena pubblicato quest'articolo i nazisti di Gladio si sono subito fiondati, monitorano tutti i riferimenti al loro lercio sito di killer.

Appena pubblicato quest’articolo, i nazisti di Gladio si sono subito fiondati, monitorando tutti i riferimenti al loro lercio sito di killeraggio.

Chi ha paura del cattivone S-300?

Eric Draitser New Eastern Outlook 16/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora Iran-Russia-China_MapL’ordine esecutivo emesso dal presidente russo Vladimir Putin, che toglie il divieto di esportazione dei sistemi d’arma in Iran, è stato accolto dalla tagliente condanna d’Israele e dall’ammonimento dagli Stati Uniti. Mentre Mosca deve ancora prendere una decisione definitiva su se e quando fornire i missili della difesa aerea S-300 all’Iran, che Teheran acquistò con un contratto del 2007 inadempiuto dalla Russia per l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite, è chiaro che solo la possibilità segna un cambio significativo nella geopolitica regionale. Da un lato, le difese aeree iraniane sarebbero notevolmente aggiornate con un sistema d’arma avanzato come l’S-300 che, anche se non proprio nuovo, è ancora molto efficace nel difendere lo spazio aereo del Paese da un eventuale attacco israeliano o statunitense. D’altra parte, la possibile consegna degli S-300 è un passo simbolico verso l’integrazione dell’Iran nell’ampia architettura della sicurezza non-NATO che prende forma sotto la guida di Russia e Cina. Mentre i BRICS pongono la parola d’ordine del multipolarismo, la Shanghai Cooperation Organization (SCO) emerge quale alleanza militare, di sicurezza e d’intelligence, oltre ad essere un forum economico-politico per le relazioni sino-russe. La possibilità di fare aderire l’Iran all’alleanza sia partecipando ai vertici della SCO che con contratti militari e non, nonché altre forme di cooperazione, è uno spartiacque per l’Iran e il mondo non-occidentale. Se pochi anni fa, gli Stati Uniti e i loro alleati potevano dettare i termini delle relazioni tra l’Iran e gli altri Stati, oggi semplicemente non possono, accordo sul nucleare o no. Gli S-300 sono solo la punta dell’iceberg.

Cosa significa ciò per l’Iran e la regione
16611 In primo luogo, l’Iran ha la possibilità di avere, almeno in una certa misura, condizioni di parità a livello internazionale. Anche se non sono ancora chiare le specifiche dell’accordo concluso, compreso l’odioso regime di sanzioni e la misura in cui verranno effettivamente tolte, ciò che è certo è che l’Iran avrà un più ampio margine di manovra per perseguire la cooperazione economica con potenziali partner internazionali. Naturalmente, i vari propagandisti di Washington e Tel Aviv hanno colto l’opportunità di usare la mossa russa per revocare il divieto, come segnale della “disastrosa” politica di “appeasement” dell’amministrazione Obama. Commentando la decisione della Russia, il ministro degli affari strategici e dell’intelligence israeliano Yuval Steinitz ha detto che è, “Il risultato diretto della legittimità che l’Iran riceve dall’accordo nucleare che si prepara, e la prova che la crescita economica iraniana dopo la revoca delle sanzioni sarà sfruttata per armarsi e non per il benessere del popolo iraniano… Invece di chiedere all’Iran di desistere dalle attività terroristiche in Medio Oriente e nel mondo, gli è consentito dotarsi di armi avanzate che non faranno che aumentarne l’aggressività”. Tali osservazioni sono forse molto più rivelatrici di quanto Steinitz possa capire. L’ammissione palese nella dichiarazione è che Israele vede la crescita economica iraniana come sua vera minaccia (leggi egemonia d’Israele). In netta contraddizione con la propaganda sull’Iran che vuole “cancellare Israele dalla carta geografica”, Steinitz qui giustamente anche se forse inavvertitamente, ammette che il potenziale economico iraniano è ciò che ne fa una minaccia regionale. Mentre include gli obbligatori riferimenti alle “attività terroristiche” e all'”aggressione” iraniane, Steinitz illustra il pensiero dei pianificatori strategici israeliani che vedono nell’Iran un potenziale motore economico che attrae investimenti occidentali e non allo stesso modo, non ultimo quelli delle compagnie energetiche occidentali. Come Bloomberg ha osservato a fine marzo, alla vigilia dell’accordo quadro, “(l’Iran) emerge di nuovo come possibile premio per le compagnie petrolifere occidentali come BP, Royal Dutch Shell Plc, Eni SpA e Total SA. I cinesi potrebbero gareggiarvi, mentre le compagnie statunitensi più gravate da sanzioni ed eredità, saranno svantaggiate...” L’Iran è il primo premio… La dimensione delle risorse è molto interessante. “Da tale prospettiva, Stati Uniti e Israele sono i principali perdenti dell’accordo nucleare e all’Iran è permesso avere investimenti cruciali dai partner internazionali. Ma il problema non sono solo gli investimenti, perché se così fosse Israele e Stati Uniti potrebbero probabilmente controllare il discorso. Invece, la possibile consegna dalla Russia degli S-300 cambia i calcoli strategici di Washington e Tel Aviv, con la loro leva principale, la minaccia dell’uso della forza dagli attacchi aerei limitati alla guerra totale, notevolmente indebolita se non annullata. Infatti, mentre Steinitz e altri parlano di “armi avanzate che non faranno che aumentare l’aggressività (iraniana)“, sanno perfettamente che gli S-300 sono armi difensive la cui funzione è proteggere l’integrità dello spazio aereo di un dato Paese da missili e aerei. Così Israele e Stati Uniti sono molto più preoccupati di perdere il vantaggio strategico che non da qualche atteggiamento aggressivo dell’Iran. C’ ancora più da preoccuparsi per Stati Uniti e Israele, cioè l’Iran potrebbe avere maggiore cooperazione militare e tecnologica con la Russia, fornendo all’Iran la possibilità di fornire maggior sostegno materiale e tecnico a Siria e Hezbollah nella lotta contro SIIL e al-Qaida nella regione. Questo, naturalmente, sarebbe disastroso per l’agenda del cambio di regime di USA-NATO-GCC-Israele in Siria che, nonostante più di quattro anni di guerra terroristica orchestrata e sostenuta a livello internazionale, non mostra segni di capitolazione. Insomma, gli S-300 simbolicamente e concretamente altererebbero l’equilibrio di potere nella regione.

Il significato geopolitico
Bisogna stare attenti a non sottovalutare l’importanza della mossa della Russia. A parte l’importanza strategica evidente di tale sistema d’arma per un Paese assediato come l’Iran, vi è l’importanza simbolica internazionale. Secondo ogni indicazione Russia e Iran si avvicinano parecchio, come dimostra il recente accordo di cooperazione militare firmato dai ministri della Difesa dei due Paesi. Russia e Iran hanno numerosi interessi reciproci, dalle questioni relative al conflitto in Siria, a risorse e sicurezza nella regione del Caspio alle esportazioni energetiche sui mercati mondiali. Tali complesse questioni internazionali richiedono non solo una stretta collaborazione, ma una comprensione reciprocamente vantaggiosa in vari ambiti; precisamente ciò che preoccupa Stati Uniti e Israele soprattutto. Ma purtroppo per Washington e Tel Aviv, l’integrazione dell’Iran in un ordine multipolare non-occidentale è molto più profonda. Il potenziale emergente dall’ingresso dell’Iran nella SCO guidata da Russia-Cina muterebbe radicalmente l’equilibrio di potere in Asia, in particolare alla luce anche della crescente propensione di Pakistan e India a partecipare alla SCO. Un tale sviluppo potrebbe vedere un nuovo blocco di potenze asiatiche, comprendente le potenze economiche e militari di Cina e Russia, con l’emergente potenza economia dell’India e, in misura minore, del Pakistan: due potenze militari proprie. E’ evidente il grado di minaccia che tale alleanza rappresenta, per non parlare del contrappeso, per l’egemonia della NATO e i suoi vecchi ascari. Assieme all’emergere delle istituzioni economiche connesse con i BRICS, Banca di sviluppo dei BRICS e Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), che fornirebbero l’alternativa tanto necessaria a FMI e Banca mondiale dominati da USA-UE, i contorni di un nuovo ordine economico e militare diventano più evidenti. Mentre naturalmente tutti questi importanti sviluppi sono ben oltre la semplice revoca del divieto di esportare l’S-300 all’Iran, ne sono collegati. Infatti, con l’Iran che diventa partner militare e commerciale effettivo della Russia, s’integra nel sistema politico ed economico globale. Oggi può semplicemente essere un sistema missilistico di difesa, ma domani le possibilità sono illimitate. I pianificatori di Mosca e Teheran lo capiscono, così come quelli di Tel Aviv e Washington. Perciò gli S-300 sono molto più dei missili: sono il simbolo di un futuro multipolare.

image3Eric Draitser è un analista geopolitico indipendente di New York City, fondatore di StopImperialism.org e editorialista di RT, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

Type 022 (Houbei Class)
Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Grecia aderirà all’Unione Eurasiatica?

F. William Engdahl New Eastern Outlook 16/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraputin_tsipras_rtr_imgPer lo meno il nuovo governo greco si rende conto che deve partecipare asimmetricamente a un gioco di potere mortale sul futuro della nazione. La cosiddetta troika di Commissione UE, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, esige sangue da una rapa quando si tratta della Grecia. Così, dopo aver sbattuto contro un muro di granito appellandosi a facilitare l’austerity per permettere la crescita economica greca ed avviarne la solvibilità, il governo del primo ministro greco Alexis Tsipras guarda ad ogni opzione. L’ultima mossa è guardare ad est, a Mosca e poi a Pechino. La crisi greca, iniziata nell’ottobre 2009 è a un bivio cruciale. Nel 2007-2008, prima che la crisi del debito immobiliare dei sub-prime negli USA scoppiasse, il debito pubblico greco era circa il 100% del PIL, superiore alla media UE, ma non ingestibile. Nel 2014 il debito era salito al 175% del PIL, superiore anche a quello dell’Italia. Il Paese ha dovuto prendere 240 miliardi di euro dalla Troika per evitare il default del debito, un passo che avrebbe portato le banche tedesche e francesi in possesso di titoli greci a un probabile default. All’inizio della crisi greca, le obbligazioni greche erano possedute principalmente dalle banche dell’UE, che trovavano attraenti i tassi di interesse più elevati. Quando la crisi bancaria in Germania e Francia minacciava per il default greco, i governi di UE, FMI e Banca centrale europea assunsero oltre l’80% del debito sovrano greco, salvando le banche private ancora una volta a spese dei contribuenti greci e europei.

Né l’euro né il dollaro funzionano
La Grecia è letteralmente il tallone d’Achille dell’euro e Washington e Wall Street l’hanno colpito con una ferocia che non si vedeva dalla crisi in Asia e del default sovrano della Russia nel 1997-1998. Quando la Grecia implose alla fine del 2009, il dollaro era la moneta principalmente minacciata di abbandono. I cinesi rimproverarono apertamente il governo degli Stati Uniti per aver lasciato i propri deficit e debiti esplodere ben oltre il trilione di dollari all’anno. La risposta di Divisione guerra finanziaria del Tesoro USA, Federal Reserve, Wall Street e agenzie di rating fu lanciare un contrattacco all’euro per “salvare” il dollaro. Ha funzionato e alcuni ingenui politici di Berlino, di certo non Schauble, né Merkel, ebbero l’idea di quanto sia sofisticato l’arsenale bellico valutario di Washington. Lo stavano scoprendo. Le agenzie di rating degli Stati Uniti, guidate da Standard & Poors e Moody, fecero il passo inaudito di declassare il debito pubblico greco di tre gradi in un giorno dell’aprile 2010, mentre i governi europei decisero un piano di salvataggio della Grecia. Tale degradazione a spazzatura significava che i fondi pensione e le compagnie di assicurazione di tutto il mondo furono immediatamente costretti a scaricare i titoli greci per legge, costringendo i tassi d’interesse che la Grecia doveva pagare per i prestiti, se ancora poteva, a livelli inesigibili. La cricca dei detentori di hedge fund di New York, guidati da George Soros, si riunì per coordinare gli attacchi speculativi alla Grecia, peggiorando crisi e costi dei contribuenti greci. Cosa ha fatto la Grecia per avere il nuovo debito? Un’austerity sanguinosa dettata dall’UE guidata dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble, le cui richieste di austerità fanno apparire Heinrich Bruening, nel 1931, un angelo della misericordia. La disoccupazione salì a livelli di depressione, al 27% della popolazione, scendendo al 25,7% nel gennaio 2015, salutato da Bruxelles e Berlino come “segno” che la loro austerità funziona! La disoccupazione giovanile raggiunse ben oltre il 60%. Il FMI, come sempre, impose massicci tagli a dipendenti pubblici, servizi sanitari e d’istruzione per “risparmiare”, facendo soltanto declinare le entrate fiscali. Tutto questo dimostra ciò che i tedeschi sanno dolorosamente bene dal 1930, e cioè che l’austerità non ferma la crisi del debito, ma solo la crescita economica reale.
Il partito di sinistra di Tsipras, Syriza, evolutosi dal Partito Comunista di Grecia dal crollo dell’Unione Sovietica, è stato eletto a gennaio da un elettorato disperato e stufo della depressione infinita tipo austerity di Weimar. Il mandato di Tsipras è avere un migliore futuro economico per i greci. L’unica possibilità, a questo punto, è scegliere di uscire dall’euro e forse anche da UE e NATO. Il Telegraph riferiva il 2 aprile, una settimana prima del probabile mancato pagamento del prestito FMI alla Grecia, che essa elaborava piani drastici per nazionalizzare il sistema bancario del Paese e introdurre una moneta parallela per pagare le bollette, a meno che la zona euro si adoperi per disinnescare la crisi latente e ammorbidire le richieste. Fonti vicine a Syriza dissero che il governo è deciso a mantenere i servizi pubblici e pagare le pensioni mentre i fondi quasi si esauriscono. Il Telegraph citava un alto funzionario greco: “Siamo un governo di sinistra. Se dobbiamo scegliere tra il default con il FMI o il default del nostro popolo, è un gioco da ragazzi. Potremmo avviare un silenzioso processo di uscita dal FMI. Ciò causerà furore nei mercati e l’orologio inizierà a girare assai più velocemente“, aveva detto la fonte al Telegraph. Non riuscendo ad ottenere un euro e un autentico sgravio da Schauble e dall’Unione europea, con la prospettiva del default sul rimborso di 458 milioni di euro al FMI o sulle pensioni statali, Tsipras volava a Mosca per incontrare Putin. Nonostante la Grecia abbia ripagato 458 milioni di euro al Fondo monetario internazionale il 9 aprile, la vera domanda è se la Grecia potrà pagare nelle prossime settimane di aprile, ed ulteriori 7,75 miliardi di dollari a maggio e giugno, mentre fatica a pagare impiegati e pensionati.bad_boys_tsipras_putin__marian_kamenskyLa Grecia nodo energetico russo?
L’incontro Putin-Tsipras prepara possibili passi futuri che potrebbero alterare il futuro non solo della Grecia, ma dell’UE. Il Presidente Putin ha annunciato, dopo i suoi colloqui dell’8 aprile, che Tsipras non ha chiesto alla Russia aiuti finanziari. Ciò di cui hanno discusso era potenzialmente molto più significativo per la Grecia. Hanno parlato dei progetti energetici, tra la cui proposta del Turkish Stream di Putin per fornire il gas russo alla Turchia invece che all’UE dopo che Bruxelles, spinta da Washington, ha sabotato il progetto gasifero russo del South Stream. Turkish Stream propone di fornire gas fino al confine greco-turco. Il ministro dell’Energia greco Panagiotis Lafazanis ha detto che Atene supporta il previsto progetto Turkish Stream della Russia, così come l’estensione della rotta alla Grecia. Russia e Turchia hanno firmato un memorandum d’intesa per la costruzione del gasdotto sul Mar Nero, nel dicembre 2014. La Grecia sarebbe poi diventata il centro di distribuzione del gas ai consumatori dell’Europa meridionale, tra cui l’Italia, in alternativa al defunto South Stream. Putin ha sottolineato dopo i colloqui con Tsipras, alla conferenza stampa congiunta a Mosca dell’8 aprile, “Naturalmente, abbiamo discusso le prospettive per realizzare il grande progetto infrastrutturale che chiamiamo Turkish Stream, un progetto chiave per fornite gas russo ai Balcani e forse Italia e Paesi dell’Europa centrale. Il nuovo percorso provvederà ai bisogni energetici degli europei, e potrebbe consentire alla Grecia di diventare uno dei principali centri di distribuzione energetici del continente, contribuendo ad attrarre investimenti significativi per l’economia greca. La Grecia potrebbe anche guadagnare con le tariffe di transito del gas centinaia di milioni di euro l’anno, se aderisse al progetto del gasdotto Turkish Stream“. A sua volta, Tsipras ha detto che Atene è interessata ad attrarre investimenti per la costruzione del gasdotto sul suo territorio, per gestire il gas del Turkish Stream. Secondo i media, Putin e Tsipras si concentreranno anche su eventuali sconti sul gas russo per la Grecia. Inoltre la Russia ha discusso l’investimento in joint venture con il governo greco. I primi progetti da esplorare comprendono una società greco-russa pubblica, investimenti russi sul porto di Salonicco, che le richieste del FMI vogliono privatizzare, e una partecipazione ferroviaria. Dopo i colloqui con il ministro dell’Energia russo Aleksandr Novak e il CEO della compagnia energetica russa Gazprom Aleksej Miller, Lafazanis ha detto che Atene aveva chiesto una riduzione del prezzo del gas naturale russo.

Russia ed Eurasia?
Putin ha chiesto che siano ripristinate le relazioni commerciali tra Russia ed Unione europea, anche della Grecia. Ha detto che avevano discusso “varie forme di cooperazione e grandi progetti energetici. Con questi piani potremmo fornire prestiti di favore per i progetti”, ha detto Putin, aggiungendo che non era questione di aiuti. Uno di questi progetti è il gasdotto denominato “Turkish Stream” per convogliare gas naturale al confine turco-greco in Grecia. Da parte sua Tsipras ha chiarito che il suo governo si oppose ad eventuali nuove sanzioni alla Russia, cosa di cui Washington non è affatto contenta, con gli editoriali multimediali degli Stati Uniti che attaccano la Grecia di essere il mitico cavallo di Troia della Russia e di tornare nell’orbita dell’UE. Rispondendo con il suo umorismo tipicamente buffo, il presidente russo ha detto alla BBC, “Quale mitologia e cavalli di Troia ecc.: la questione sarebbe valida se io ero andassi ad Atene. Noi non costringiamo nessuno a fare nulla“. I recenti sondaggi mostrano che oltre il 63% dei greci è positivo verso una Russia alleata, mentre solo il 23% lo è verso l’UE. I due Paesi, Russia e Grecia, condividono l’ortodossia e storicamente sono vicini. Costas Karamanlis, il primo ministro greco conservatore nel 2004-09 perseguì la “diplomazia dei gasdotti”, vedendo la Grecia come via del petrolio e gas russi per l’Europa. Washington e Bruxelles erano furiose. Karamanlis fu sfiduciato in circostanze sospette un anno dopo aver firmato l’accordo sul gas con il Presidente Putin, poco prima della crisi finanziaria. Dopo aver perso le elezioni nel 2009, si scoprì che l’agenzia di sicurezza della Russia FSB aveva avvertito l’omologo greco EYP di un complotto per assassinare Karamanlis nel 2008, per fermarne l’alleanza energetica con Mosca. Cavalli di Troia, Talloni di Achille e il ricco patrimonio della mitologia greca non risolvono per nulla la crisi della Grecia che, in realtà, è la crisi generale della civiltà europea. Nessuno a Berlino, Parigi o Roma ha il coraggio di affrontare la realtà, e cioè che i Paesi dell’Unione europea stanno morendo. Demograficamente, economicamente e moralmente sono in una spirale agonizzante. O rompono definitivamente con il mondo in bancarotta del dollaro di Washington e la NATO Atlantista, e puntano il proprio destino sull’Unione economica eurasiatica guidata dalla Russia quale nuova regione dalla vitale prosperità economica, insieme alla Cina e ai progetti per la ferrovia ad alta velocità della Nuova Via della Seta in Eurasia, o in quattro o cinque anni al massimo l’UE soffocherà nel proprio debito e nella depressione economica come la Grecia oggi. L’unica altra alternativa oggi, l’opzione dello status quo dei poteri finanziari, fu sperimentata da Germania nazista, Francia di Vichy e Italia di Mussolini negli anni ’30. Non abbiamo bisogno di provarli di nuovo.Balkany-obsudyat-s-Turtsiey-svoe-uchastie-v-Turetskom-potokeF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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