Come Russia e Cina distruggeranno gli aerei stealth degli USA

Zachary Keck The National InterestRussia Insider09512IC0-0All’inizio dell’anno apparvero le prime foto del nuovo UAV High Altitude Long Endurance (HALE) Aquila Divina cinese che gli osservatori credono progettato per rilevare ed eliminare gli aerei stealth nemici lontano dal continente cinese. Come Jeffrey Lin e PW Singer hanno scritto a maggio: “L’Aquila Divina a lungo raggio ha capacità anti-stealth contro velivoli come il bombardiere B-2, e navi da guerra come il cacciatorpediniere DDG-1000. Utilizzando l’Aquila Divina per la sorveglianza, l’aeronautica cinese potrebbe intercettare rapidamente aerei, missili e navi furtivi nemici ben prima che mettano sotto tiro la terraferma. Volando in alto, l’Aquila Divina potrebbe anche rilevare sistemi di missili antinave e antiaerei a terra, preparando l’offensiva cinese“. La Russia sembra progettare un sistema simile, secondo Flight Global. Mentre era al MAKS di Mosca, questa settimana, Flight Global ha parlato con Vladimir Mikheev, il primo vicedirettore generale del produttore dei sistemi elettronici KRET, del nuovo UAV mostrato allo show, di cui KRET è subappaltatrice. Nell’intervista, Mikheev detto che il nuovo (finora l’UAV è senza nome) è simile all’Aquila Divina della Cina che utilizza un radar a bassa frequenza per rilevare aerei stealth come F-35, F-22 e B-2. Gli aerei stealth furono creati per eludere i sistemi radar ad alta frequenza. L’UAV russo fa un passo avanti integrando un sofisticato sistema di guerra elettronica sul velivolo. Secondo Flight GlobalMikheev dice che KRET fornisce un sistema di guerra elettronica profondamente integrato che non solo protegge elettromagneticamente il velivolo per contrastare i missili aria-aria, ma protegge anche dai radar“. Così, se è vero, il nuovo UAV russo potrebbe rilevare aerei stealth statunitensi senza essere rilevato. Potrebbe essere una combinazione letale. Alcuni militari degli Stati Uniti già prevedono il giorno in cui la furtività sarà obsoleta. Come The National Interest già nota, quando si parla come saranno i jet da combattimento di sesta generazione statunitensi, a febbraio il Capo delle Operazioni Navali Ammiraglio Jonathan Greenert disse che la furtività sarebbe sopravvalutata. “Si può solo andare più veloce, e voi sapete come la furtività sia sopravvalutata… Ammettiamolo, se qualcosa vola veloce, distrugge molecole ed emette calore e non importa quanto si possa raffreddare il motore, sarà sempre rilevabile. Così la penso”. Non era la prima volta che Greenert s’interrogava sulla redditività a lungo termine della tecnologia stealth. In un articolo del 2012, per esempio, disse che una migliore potenza di calcolo minarà notevolmente il valore dello stealth. “Questi sviluppi non preannunciano la fine degli stealth, ma ne mostrano i limiti, avvicinandosi alle piattaforme abbastanza da usare armi a corto raggio“, scrisse Greenert sul Navy Times. “E’ il momento di concentrarci dalle piattaforme esclusivamente stealth a quelle che includono anche concetti per operazioni a lungo raggio usando armi stand-off e sistemi senza pilota, o che utilizzano carichi da guerra elettronica per confondere o disturbare i sensori piuttosto che eluderli”.
Dave Majumdar ha osservato su The National Interest che “Russia e Cina già lavorano su nuove reti di difese aere assieme a nuovi radar operanti sulle bande UHF e VHF, minacciando di neutralizzare i massicci investimenti degli Stati Uniti sui caccia di quinta generazione. I caccia stealth sono ottimizzati solo contro i radar del controllo del tiro ad alta frequenza che operano nelle bande Ku, X, C e S“. Non tutti sono d’accordo, però. Ad esempio, in risposta alle osservazioni di Greenert sulle capacità furtive del futuro caccia di sesta generazione statunitense, il Generale Hawk Carlisle, Capo dell’Air Combat Command, ha detto che la furtività continuerà ad essere “estremamente importante“. “Lo stealth è meraviglioso, ma è necessario averne di più“, ha detto Carlisle secondo l’Air Force Times. “Bisogna combinarli, è necessario disporre di diverse capacità su tutta la gamma. Sarà estremamente importante e non sarà l’unico attributo chiave, non come oggi“.2927330A00000578-3101268-image-a-2_1432835426996Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina liquida i buoni del Tesoro USA, avvertendo Washington

Tyler Durden Zerohedge 27/08/2015

ChinaUSTHoldingsCi siamo chiesti cosa accadrebbe se i mercati emergenti della Cina si sbarazzassero dei buoni del Tesoro statunitensi. Per mesi abbiamo documentato la liquidazione della PBoC della gran quantità di carta degli Stati Uniti. A luglio, per esempio, notammo che la Cina aveva scaricato ben 143 miliardi di dollari in buoni del Tesoro USA in tre mesi via Belgio, lasciando la Goldman senza parole per una volta. Abbiamo seguito tutto ciò, questa settimana, osservando che grazie al nuovo regime FX (che, in ogni caso in teoria, avrebbe dovuto richiedere minor intervento), la Cina ha probabilmente venduto da qualche parte circa 100 miliardi di buoni del Tesoro USA nelle ultime due settimane, e solo come operazioni FX aperte per stabilizzare lo yuan. In parole povere, con la svalutazione della Cina e i successivi tentativi di contenerla, la Cina s’è liberata di una quantità epica di buoni del Tesoro USA. Ma anche con il gatto fuori dal sacco per i lettori di Zerohedge e anche, mescolando metafore varie, il genio uscito dalla bottiglia da metà agosto, la Cina, grazie al rifiuto netto di far galleggiare lo yuan, continuerà a vendere lentinaia di miliardi di USTS, e il mondo lentamente si sveglia su cosa in realtà implichino gli interventi FX della Cina, quando accadono due cose: i) Bloomberg, citando l’ufficio dei redditi FIX di New York, ha osservato una “pressione alla vendita sostanziale” degli USTS a lungo termine proveniente dall'”estremo oriente”, e ii) Bill Gross s’è chiesto, in un tweet, se la Cina vende buoni del Tesoro. Con certezza, abbiamo avuto la conferma di ciò che abbiamo descritto in modo esauriente per mesi. Ecco Bloomberg: “La Cina ha ridotto le sue dotazioni di titoli del Tesoro USA questo mese raccogliendo i dollari necessari per sostenere lo yuan dopo la svalutazione di due settimane fa, secondo persone vicine alla vicenda. Canali per tali operazioni di vendita diretta della Cina, sono agenti in Belgio e in Svizzera, ha detto una fonte anonima, poiché l’informazione non è pubblica. La Cina ha comunicato alle autorità statunitensi le vendite, ha detto un’altra fonte. Non hanno rivelato le dimensioni delle disposizioni. Gli ultimi dati disponibili del Tesoro e stime strategiche suggeriscono che la Cina controlla 1480 miliardi di dollari di debito pubblico degli Stati Uniti, secondo i dati compilati da Bloomberg. Compresi 200 miliardi di dollari detenuti tramite il Belgio, che Nomura Holdings Inc. dice sia la patria dei conti protetti cinesi. La PBoC ha venduto almeno 106 miliardi di attività di riserva nelle ultime due settimane, buoni compresi, secondo una stima della Société Generale SA. La cifra si basa sul calcolo della banca sulla liquidità aggiunta al sistema finanziario cinese dalla riduzione dei tassi d’interesse e dai requisiti di riserva richiesti ai creditori. Il presupposto è che la banca centrale si propone di ricostituire i fondi drenati quando comprava yuan per stabilizzarli”. Ora che ciò che è lampante da almeno sei mesi, è l’approvazione ufficiale basata sui fatti, e cosa esattamente significa il via libera alla speculazione dilagante per la politica monetaria degli USA. Ecco di nuovo Bloomberg: “La Cina vende titoli del Tesoro “non è una sorpresa, ma forse non è pienamente valutata”, ha detto Owen Callan, stratega FIX a Dublino presso Cantor Fitzgerald LP. “Cambierebbe la prospettiva sui buoni un bel po’, se iniziano a scontare abbastanza sulla liquidazione delle riserve nei prossimi sei mesi, o sulle intenzioni di come gestiranno lo yuan a qualsiasi livello”. “Con la vendita di titoli del Tesoro a difesa del renminbi, impediscono il ribasso dei rendimenti del Tesoro, nonostante il forte calo del mercato azionario“, ha detto a Bloomberg Television David Woo, a capo della Ricerca tassi globali e valute della Bank of America Corp. “La Cina impatta direttamente sui mercati globali tramite i tassi statunitensi“. Come avevamo detto, se facciamo una revisione della letteratura accademica esistente, come intrapresa da Citi, si ha idea di cosa significhi la liquidazione della riserva estera FX per i buoni del Tesoro USA (USTS). “Supponiamo che EM e Paesi in via di sviluppo, che detengono 5491 miliardi di riserve, riducano le partecipazioni del 10% in un anno, ciò equivale a 3,07% del PIL degli Stati Uniti e a un’ascesa decennale dei tassi del Tesoro per l’enorme cifra di 108 miliardi“, secondo Citi, in una nota d’inizio settimana. In altre parole, per ogni 500 miliardi di riserve valutarie cinesi liquidate, corrispondono 108 miliardi di pressione al rialzo decennale. Ricordate che, grazie alla minaccia dell’incombente aumento dei tassi della FED, e altri fattori tra cui il precipitare dei prezzi delle materie prime e rischi politici idiosincratici, le valute dei mercati emergenti sono in caduta libera, il che significa che non è solo la Cina a liquidare beni in dollari USA.
E’ chiaro che ci sia notevole pressione al rialzo dei rendimenti dei buoni del tesoro USA e che sia una situazione decisamente indesiderabile per la FED, che dovrà affrontarla a settembre. Avevamo riassunto la situazione così: “uno dei catalizzatori dei deflussi EM è l’incombente balzo della FED che, assieme a quanto sopra, indica che se il FOMC alza i tassi, quasi sicuramente accelererà la pressione sugli EM, innescando ulteriore uso degli FX di riserva (cioè svendita di buoni del tesoro USA), con conseguente notevole pressione sul rialzo dei rendimenti e un’inversione politica immediata, forse anche un QE4“. Bene, ora che la Cina liquida con frenesia i buoni del Tesoro USA, a un ritmo tale da non poterlo nascondere o minimizzare come irrilevante, e ora che Bill Dudley ha ufficialmente aperto la porta a un “ulteriore allentamento quantitativo“, sembrerebbe che l’unico modo per evitare che Cina ed EM liquidino i buoni del Tesoro USA, come indica Citi, “sia soffocare il mercato immobiliare degli USA” ed imporre una restrizione, tramite il canale di emissione degli UST, del FOMC avviando il QE4.20150826_EMFXTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il piano “Blair-Erdogan-Mishal” su Gaza e le implicazioni in Siria

Nasser Kandil “60 minuti con Nasser Kandil” 25 agosto 2015 – Reseau International
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-NakhalCE5alSHWgAA7LQCI – Cosa succede dietro le quinte dei negoziati di Tony Blair per togliere il blocco di Gaza?
Egypt-Gaza-Israel-border--001 Data che la costante strategica occidentale è la sicurezza e la supremazia d’Israele, propongo di esporre ciò che accade contro la Palestina storica e soprattutto il progetto sul futuro di Gaza. Una lettura personale, ma basata su fatti che cominciano ad invadere la stampa, alcuni parlando di colloqui semplici, altri di negoziati diretti o indiretti tra Hamas e Israele [1] [2] [3]. Un progetto in corso di sistemazione il cui padrino è il burattinaio Tony Blair, il promotore è Tayib Rajab Erdogan, e il complice dichiarato Qalid Mishal (capo del Politburo di Hamas) senza poter presumere in che misura convincerà gli altri capi di Hamas, tra cui quelli di al-Qasam (ala militare di Hamas). Il tempo lo dirà, ma in ogni caso potrebbe spiegare il motivo per cui Israele ha accusato il movimento del Jihad islamico palestinese di aver lanciato il 20 agosto razzi sulle alture siriane del Golan occupate e l’adiacente Galilea [4] [5] quando si sa che non c’è nulla. In altre parole, il raid israeliano del 21 agosto nel sud della Siria, presso al-Qunaytra, in rappresaglia al lancio dei razzi, è un messaggio al Jihad islamico nella Striscia di Gaza e non nel Golan. Ci torneremo (…). Va notato che secondo il mito sionista è la Cisgiordania (Giudea e Samaria), da Tulqarim a Qalil (Hebron) che farebbe parte della terra promessa, non Gaza, sempre sotto la tutela egiziana, o Haifa, Jaffa o le coste sul Mediterraneo. Ecco perché non ho mai creduto che Israele avrebbe accettato una soluzione pacifica che richiede di restituire i territori occupati nel 1967 per accontentarsi dei confini del 1948. Nessun leader israeliano avrebbe il coraggio di accettarlo, così come nessun leader palestinese oserebbe firmare l’unica alternativa dell’autonomia, qua e là, sotto il controllo dell’occupante. Hillary Clinton non accettò il rifiuto pungente di Netanyahu alla proposta di spostare 25000 coloni da Tulqarim a Gerico? Da qui l’idea di uno Stato palestinese a Gaza, (una striscia di terra lunga 41 km e larga 6-12 km, da cui Israele ha unilateralmente ritirato l’esercito e 9000 coloni nel 2005), con l’apertura di valichi di frontiera, porto, aeroporto, passaporto, luce, acqua, ricostruzione, elezioni, legislatura, ecc…; la Turchia garantiva che Gaza non minacciasse mai la sicurezza d’Israele; Hamas parlava di “tregua a lungo termine” con la speranza di liberare il resto dei territori occupati con la sola forza dei negoziati politici (sic). Ciò significa che con lo slogan “Il vostro Stato palestinese di Gaza”, Israele si prepara ad eliminare l’Autorità palestinese e perseguire lo Stato ebraico colonizzando Cisgiordania e Gerusalemme al prezzo di sofferenze e stermini che supereranno quelli sopportati dal popolo palestinese nel 1948 (…). Non è più una teoria a lungo pensata da certuni, ma il piano affidato a Erdogan. Erdogan è bloccato in una situazione disperata fino alle elezioni legislative anticipate del 1° novembre, quando coloro che l’hanno votato perché pensavano che fosse il più forte potrebbero cambiare idea e coloro che non hanno votato per l’opposizione perché pensavano che avrebbe perso, gli voteranno contro. Due mesi in cui gli Stati Uniti devono assolutamente dargli via libera, e gli europei chiudere gli occhi in modo che possa spezzare il collo ai curdi, tanto da non osare nemmeno pensare di votare per l’opposizione; sapendo che solo il 2% dei voti andrà in suo favore, rispetto alle ultime elezioni, basterebbe per garantirgli i 65 seggi necessari per la vittoria. Questo è il prezzo affinché Israele non sia contrario alla firma dell’accordo sul nucleare iraniano ed anche ad offrire servigi al governo degli Stati Uniti per farlo accettare a chi si oppone e all’opinione pubblica statunitensi: “Gaza è il futuro Stato palestinese, date a Erdogan ciò che chiede in Turchia!”. Così si forma il trio “Turchia-Israele-Fratelli Musulmani”, quest’ultimo con lo Stato di Gaza sotto la bandiera di Hamas. Che si tratti di successo o fallimento è un altro problema. Ciò che è certo è che gli israeliani studiano seriamente la revoca del blocco di Gaza, a condizione dell’uscita di Hamas dal campo della resistenza palestinese, sfruttando la carta vincente di sempre: la preoccupazione umanitaria per la popolazione di Gaza che tanto soffre…

II – Cosa succede nel Golan siriano?
capture-d_c3a9cran-2013-09-08-c3a0-18-57-42_risultato Per capirlo va analizzato il comportamento d’Israele mentre si cercano soluzioni. Abbiamo già discusso la relazione di DEBKAfile secondo cui “Russia e Stati Uniti corteggiano i sauditi per salvare Assad, mettendo in pericolo Israele e Giordania...”[6]; rapporto che ci porta a prevedere che Israele farà di tutto per silurare il riavvicinamento siriano-saudita sponsorizzato dalla Russia [7] Ciò permesso dalla ritirata del ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr, alla conferenza stampa integrale con Lavrov. [8] Infatti, tale rapporto va compreso come avvertimento all’alleato saudita che non può sperare di giocare da solo, a questo punto, anche se gli alleati Stati Uniti potrebbero essere d’accordo sul principio della priorità alla lotta al terrorismo (…). Infatti dato che Stati Uniti, Arabia Saudita e Iran si sarebbero uniti alla Russia per trovare una soluzione in Siria e Yemen, in modo che l’Arabia Saudita salvasse la faccia, come Israele avrebbe voce in capitolo realizzando il piano “Blair-Erdogan-Mishal” a Gaza? Come, se non con una chiara azione sul campo e l’attivazione di gruppi armati sotto il suo comando nel sud della Siria? Di qui l’incursione su al-Qunaytra nel Golan siriano. Azione speciale che non dimostra che Israele sia pronto alla guerra (…) ma invia il messaggio aggiuntivo trasmesso da DEBKAfile: “Siamo qui! Non abbiamo covato e permesso ai gruppi armati di occupare il sud della Siria per permettere una soluzione alle nostre spalle. Inoltre i gruppi armati e la Giordania sono nelle nostre mani, non in quelle dell’Arabia Saudita che ha Zahran al-Lush (capo di Fronte islamico e Jaush al-Islam). Fin quando è così, siamo noi a decidere“. In altre parole, tale ennesimo raid avverte: Israele è ora l’unico giocatore nel sud della Siria, la Turchia nel nord; se si deve solo lottare contro il terrorismo ci si concentri solo sullo Stato islamico e dimenticate al-Nusra e tutti gli altri gruppi terroristici che Israele e Turchia sostengono; l’Arabia Saudita non ha nulla a che fare con la Siria, Israele scommette sulla Turchia.

III – Perché puntare sulla Turchia?
Israele scommette sulla Turchia, così come contro Stato siriano, Resistenza libanese, Resistenza palestinese ed Autorità palestinese. Ciò perché Erdogan risolverebbe i suoi problemi se riuscisse ad incassare il prezioso assegno della “carta palestinese” a favore della sicurezza d’Israele, aiutando l’occidente a concedergli il gran premio atteso, in Siria e altrove, per non dover lambiccarsi nel cercare di garantire la continuità geografica tra Gaza e i brandelli della presunta soluzione dei due Stati. Per non parlare della realizzazione della proposta di alleanza tra occidente e Fratelli musulmani, con capitale Gaza, che faciliterebbe il loro ritorno al potere in Egitto, di condividere il potere in Libia e possibilmente consolidare Ghanushi in Tunisia e portare Ansarullah a partecipare al futuro governo dello Yemen. Tutto ciò perché la vittoria di Gaza è stata venduta da Turchia e Qatar [9].

IV – Perché ora?
Ciò che unisce i fronti nel sud della Siria da al-Qusayr, a Yabrud, Zabadani, Qunaytra è che la vittoria di Siria ed Hezbollah a Zabadani significherebbe la fine della guerra nel Qalamun, eliminando i gruppi terroristici al confine siriano-libanese, e il prossimo passo sarebbe la pulizia di Qunaytra. Quindi, facendosi coinvolgere in questo modo, Israele avverte che sarà una questione molto diversa e molto più complicata di Zabadani, perché i gruppi terroristici come al-Nusra, ramo di al-Qaida in Siria, saranno supportati e protetti dagli aerei israeliani. Israele non permetterà la sconfitta di al-Nusra o il fallimento del piano per Gaza. Il messaggio israeliano è stato ricevuto. Dobbiamo aspettarci un’escalation nei prossimi due mesi, sapendo che la risposta arriverà in tempo, come i raid su Joumraya 1 e 2 (…).

Qalamun5015Note:
[1] Tregua a Gaza: Israele nega ogni trattativa con Hamas
[2] Negoziati Israele-Hamas: una hudna in cambio del blocco
[3] Vincitori e vinti nei colloqui tra Hamas e Israele
[4] Tensione sul Golan siriano, attacco aereo israeliano mortale
[5] Iran, Hezbollah, Israele: la spirale di vendette e risposte
[6] Russia e Stati Uniti corteggiano i sauditi per salvare Assad, anche se mettono Israele e Giordania sotto la minaccia dalla Siria
[7] Iniziativa di Putin: è possibile una riconciliazione siriano-saudita?
[8] Lavrov: i tentativi di rovesciare Assad porteranno al potere il SIIL in Siria
[9] Gaza: Vittoria venduta da Turchia e Qatar!

Nasser Kandil è l’ex-vice direttore di TopNews Kandil-Nasser, e direttore del quotidiano libanese al-Bina

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La lista degli ospiti alla parata della Vittoria in Cina ha un significato

MK Bhadrakumar Indian Punchline, 26 agosto 20151026067462I Paesi occidentali hanno l’idea sbagliata che se non si concedono a un evento internazionale, perde importanza. E’ sbornia colonialista. Ma poi, la vanità ha dei limiti e c’è anche il fatto che molto denaro è in gioco. Mentre i Paesi occidentali si sminuiscono a vicenda per l’adesione alla Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) della Cina, i “membri fondatori” sono una legione. L’AIIB è istintivamente vista come una cassa libera cinese e alcuna persuasione statunitense potrebbe tenerli lontano dal vaso di miele. Gran Bretagna e Germania detengono poco peso nell’AIIB in confronto all’India, ma sono prone alla spina commerciale derivanti dai programmi d’investimento. Ahimè, non ci sono soldi nelle celebrazioni della Cina per il 70° anniversario della seconda guerra mondiale. Non ci sarà David Cameron alla cerimonia, a Pechino, il 3 settembre. I media occidentali insistono che sia un ‘affronto’, considerando che la Cina dica di non insistere sull’invito, ma lascia gli invitati rispondere da soli. In ogni caso, perché un qualsiasi Paese riterrebbe un ‘affronto’ la Cina che celebra la splendida vittoria sul fascismo? Non ci fu alcun Olocausto nel teatro asiatico, ma l’esercito giapponese predone commise non meno orribil crimini di guerra della Germania nazista. La Cina non era l’aggressore nella seconda guerra mondiale. Non fu versato sangue anglosassone. La partecipazione della Cina prese la forma della lotta di liberazione contro l’imperialismo giapponese. Senza dubbio, l’impatto della seconda guerra mondiale sulla regione asiatica fu storica. Fondamentalmente, la guerra galvanizzò i movimenti nazionali in tutta la regione e l’Asia poté scuotersi dal giogo coloniale, finalmente. Ma in termini geopolitici, il singolo maggiore beneficiario furono gli Stati Uniti. La guerra al Giappone, e l’uso deliberato di armi atomiche, permise agli Stati Uniti di finalmente integrarsi nella regione asiatica ed oggi sostengono di essere un ‘potenza asiatica’. D’altra parte, il maggior perdente fu l’impero inglese poiché il suo declino a potenza di secondo rango iniziò quando pensò che trattenere la colonia indiana non fosse più sostenibile. Naturalmente, l’indipendenza dell’India nel 1947 è attribuibile alla seconda guerra mondiale.
Comunque, le presenze a Pechino la prossima settimana sono interessanti per tre motivi. Primo, la presenza del Presidente russo Vladimir Putin a Pechino il 2-4 settembre afferma, senza ombra di dubbio, che la quasi-alleanza tra le due grandi potenze è sempre più forte e la politica e il sistema internazionale mondiali saranno profondamente influenzati dalla partnership strategica sino-russa. Secondo, l’assenza dei Paesi occidentali alle celebrazioni sottolinea che sono lungi dall’accettare la Cina come partner strategico e, inoltre, al momento critico, il sangue si rivelerà più denso dell’acqua e gli europei doverosamente si schiereranno con gli Stati Uniti in ogni confronto con la Cina. Germania e Gran Bretagna non possono fare a meno del mercato cinese per mantenere a galla le loro economie, ma vedere la Cina come potenza è intrinsecamente contraddittorio nell’ordine mondiale. La loro preoccupazione per l’ascesa della Cina è aggravata dalla consapevolezza acuta del declino dell’occidente dopo un lungo dominio globale dalla Rivoluzione Industriale. Terzo, la presenza della presidentessa sud-coreana Park Geun-hye, nonché l’assenza del Primo ministro giapponese Shinzo Abe e del leader nordcoreano Kim Jong Un, saranno un esempio dei riallineamenti emergenti politici nell’Estremo Oriente. Cina e Corea del Sud si sono avvicinate molto come partner economici, mentre la presenza di Park a Pechino sottolinea le preoccupazioni condivise dai due Paesi sull’avanzata del militarismo nel Giappone di Abe. Significativamente, mettendo da parte le speculazioni, Park ha deciso di partecipare alla parata militare. (Soldati e diplomatici marciano a Tiananmen in Cina). Quanto ad Abe, capisce che l’evento a Pechino della prossima settimana avverte che la Cina ha iniziato inesorabilmente a superare il Giappone quale potenza globale ed è praticamente impossibile invertire tendenza. La conseguente rettifica che il Giappone dovrà fare sarà estremamente dolorosa, perché mai prima nella storia moderna ha dovuto vivere all’ombra della superiore potenza della Cina. Infatti, l’assenza di Kim proclama semplicemente una cosa: Cina e Corea democratica non sono più ‘vicine quanto le labbra ai denti’, richiamando l’attenzione sul carattere mutevole del rapporto tra i due vicini, prevedendo il passaggio difficile da alleanza a partnership contorta. L’affinità ideologica e strette relazioni personali a livello di leadership cedono il passo. In essenza, ciò che rimane è il calcolo per la sicurezza della Cina e la ricerca di una cooperazione pragmatica per far leva politica su Pyongyang.1385285Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Fulmine disarmato contro il Flanker

Rakesh Krishnan Simha RBTH 25 agosto 2015

Un nuovo rapporto della Rete per la sicurezza nazionale statunitense conferma che il caccia stealth F-35 non ha partita con i velivoli della serie Su-27 e neanche con i più vecchi MiG-29 della Russia.su-35Il caccia stealth statunitense F-35 Lightning (Fulmine) II diverrebbe carne da cannone per i Sukhoj russi, suggerisce una rapporto dalla Rete statunitense per la sicurezza nazionale (NSN) dell’agosto 2015. In ‘Tuono senza fulmini: gli elevati costi e i benefici limitati del programma F-35“, l’analista politico Bill French e il ricercatore Daniel Edgren del think tank dicono che l’F-35 rischia di essere “superato” e “disarmato” dai suoi “prossimi” come la serie di caccia russi Su-27 Flanker. Il rapporto sostiene ciò che numerosi esperti aeronautici indipendenti dicono, l’F-35 è un velivolo inutile che farà da bersaglio per una forza aerea seria. “Le prestazioni dell’F-35 sono sfavorevoli se si confrontano con i caccia stranieri di 4.ta generazione già operativi, come i russi MiG-29 Fulcrum e Su-27 Flanker in servizio con forze aeree in tutto il mondo“, dice il rapporto. “Questi sono i velivoli che l’F-35 molto probabilmente affronterebbe negli scontri aria-aria con un avversario potente. Rispetto a Su-27 e MiG-29, l’F-35 è inferiore per carico alare (tranne l’F-35C), accelerazione transonica e rapporto spinta-peso. Tutte le versioni dell’F-35 hanno anche una velocità massima significativamente più bassa, Mach 1,6, rispetto a Mach 2,2 del Su-27 e Mach 2,3 del MiG-29“. Simulazioni dei combattimenti aerei dipingono un quadro più preoccupante. “Nel 2009, analisti di US Air Force e Lockheed Martin indicavano che dall’F-35 ci si poteva aspettare solo un rapporto di 3 a 1 di abbattimenti contro i più vecchi MiG-29 e Su-27, nonostante i vantaggi stealth e avionici“. I risultati delle altre simulazioni furono di gran lunga peggiori. “In una simulazione subappaltata alla RAND Corporation, l’F-35 ha subito sconfitte in rapporto di 2,4 a 1 contro i Su-35 (dell’aeronautica cinese). Cioè, più di due F-35 andarono persi per ogni Su-35 abbattuto. Mentre queste simulazioni tengono conto di una serie di altri fattori e includono ipotesi sul contesto operativo, tuttavia sottolineano un doveroso scetticismo sulle capacità aria-aria dell’F-35“.

Lo svantaggio nel duello aereo
Il rapporto è d’accordo con la filosofia del combattimento aereo russa dove i piloti si preparano ai combattimenti ravvicinati piuttosto che contare interamente sui missili aria-aria oltre il raggio visivo (BVR) per gli abbattimenti. “Per avere successo nei ruoli aria-aria, l’F-35 molto probabilmente dovrà affrontare aerei nemici nell’ingaggio entro il raggio visivo (WVR), cioè nei duelli aerei”, dice il rapporto. Tuttavia, l’F-35 sarà gravemente limitato nei duelli con aerei nemici, che richiedono agilità e manovrabilità“. Ma l’F-35 non ha tali caratteristiche e nei test ha dimostrato manovrabilità inferiore a quella degli aerei da caccia di 4.ta generazione statunitensi come F-16, F-15 e F-18, che dovrebbe sostituire. “I dati disponibili indicano l’F-35 meno maneggevole dei caccia avanzati stranieri. Mentre l’F-35 è progettato per il combattimento BVR, in cui la manovrabilità è chiaramente meno significativa, la storia dimostra che il duello aereo è una caratteristica persistente dei combattimenti aerei. Nonostante la preferenza del progettista dell’F-35 “per il combattimento a lungo raggio, evitare i duelli aerei risulterà difficile“. Le forze armate indiane l’hanno riassunto magnificamente dopo un’esercitazione aerea contro piloti inglesi a Waddington nel 2007: Secondo il Ministero della Difesa indiano, essendoci molte contromisure e contro-contromisure a disposizione, “si rendono ridondanti le pretese sui parametri inevitabili dei missili moderni, utilizzando ‘chaff’ e altre misure di attive/passive, ‘abbattere con il cannone’ è certamente un colpo sicuro“. I piloti occidentali che non affinano l’abilità nel combattimento ravvicinato avranno brutte sorprese se affrontassero una potente forza aerea, come quelle di Russia, India o Cina.

Problemi di carico utile
L’F-35 è un grosso aereo, ma la maggior parte del suo spazio interno è occupato dal carburante. E’ un doppio smacco per il Fulmine. Prima di tutto, c’è ben poco spazio per trasportare bombe e missili. In secondo luogo, se i missili sono disposti sui piloni esterni, si annulla qualsiasi pretesa furtiva. “Oltre a scarsa manovrabilità, l’F-35 è limitato nel carico di armenti nei vani interni. Una capacità di carico carente ha conseguenze significative sulla capacità del velivolo di condurre missioni contro bersagli aerei e di superficie. Negli ingaggi aria-aria, l’F-35 sarà disarmato rispetto ai caccia stranieri che possono trasportare un maggior numero di missili e colpi di cannone. Né l’aereo può trasportare abbastanza missili a lungo raggio per poter combattere in modo efficace e affidabile negli scontri BVR. Nell’ingaggio contro bersagli di superficie, lo scarso carico utile dell’F-35 indica che potrà distruggere un minor numero di obiettivi per sortita, mantenendo una configurazione furtiva. Tale problema si aggrava con la limitata capacità dell’F-35 di compiere sortite, cioè compiere missioni per colpire più volte bersagli durante le operazioni“. D’altra parte, i Flanker russi hanno 10 punti esterni per trasportare missili aria-aria o altro. Alcuni, come il Su-35 Super-Flanker, ne hanno 12. E’ un enorme vantaggio per i piloti dei Flanker perché possono sparare diverse salve nel combattimento aria-aria. Rispetto all’arsenale di missili a corto, medio e lungo raggio che i Flanker trasportano, l’F-35 è praticamente disarmato. French ed Edgren citano il Maggiore Richard Koch, capo del ramo dominio aereo del Comando operativo dell’US Air Force, “Mi sveglio sudando freddo al pensiero dell’F-35 che usa solo due missili per il dominio aereo“. Ma l’aereo è ancora disarmato anche quando trasporta un massimo di quattro missili.f-35Missili che fanno cilecca
Secondo Edgren e French, il piano per utilizzare l’F-35 come piattaforma per i combattimenti a distanza, con i missili BVR, viene fatalmente incrinato perché i missili aria-aria statunitensi non registrano favolosi successi. “Durante la guerra fredda, i missili a guida radar avevano una probabilità del 6,6 per cento di abbattere negli scontri BVR. Nei conflitti caratterizzati da scontri BVR, la maggiore probabilità di abbattere fu raggiunta da Israele nella guerra del Libano nel 1982, ottenendo un tasso del 20 per cento. Nel dopo-Guerra Fredda, l’efficacia dei missili BVR migliorò. Fino al 2008 gli Stati Uniti ebbero la probabilità di abbattere del 46 per cento, con l’AIM-120AMRAAM (il pilastro dell’arsenale BVR degli USA), anche se tali risultati si basano su un campione di soli 6 duelli“. Tuttavia, avverte il rapporto, i suddetti vantaggi in termini di efficacia missilistica non vanno applicati nei conflitti contro “concorrenti quasi pari”, presumibilmente Russia, Cina e India, così come Paesi dotati di avanzati aerei da guerra russi. “Secondo l’analisi della RAND, i dati dell’AIM-120 sono pesantemente ponderati da circostanze che favoriscono il lanciatore: alcun abbattimento avvenne contro avversari che avevano missili BVR; i piloti abbattuti non impiegavano contromisure elettroniche, in alcuni casi erano in fuga senza manovrare e senza radar; e un caso (sui sei) fu fuoco amico. Gli aerei statunitensi godevano sempre inoltre di parità o superiorità quantitativa“. Tali circostanze non caratterizzerebbero gli ingaggi BVR tra Stati Uniti e un avversario avanzato. “Per esempio, la presenza di contromisure elettroniche probabilmente ridurrebbe notevolmente la probabilità di abbattere aerei da combattimento russi e cinesi, che impiegano contromisure elettroniche utilizzanti inganni basati sulla Memoria delle frequenza radio digitale (DRFM), ostacolando in modo significativo l’efficacia dei missili a guida radar. Gli Stati Uniti non perseguono da anni metodi appropriati per contrastare la guerra elettronica” un alto ufficiale dell’US Air Force dalla vasta esperienza sugli F-22 (il più costoso caccia stealth degli USA) ha detto a The Daily Beast. “Così, se siamo furtivi avremo difficoltà a rispondere all’attacco elettronico del bersaglio, come (gli aerei di costruzione russa) Su-35, e i nostri missili troveranno difficile abbatterli“. Le contromisure DRFM sugli aerei russi e cinesi “effettivamente memorizzano i segnali radar in entrata e li ritrasmettono al mittente, ostacolando seriamente le prestazioni dei radar amici. Peggio, questi nuovi disturbatori essenzialmente accecano i piccoli radar a bordo di missili aria-aria come il Raytheon AIM-120 AMRAAM, l’arma a lungo raggio principale di tutti gli aerei da combattimento di Stati Uniti ed alleati”.

Fine dei giochi
Il rapporto conclude: “Nonostante i piani per sostituire la maggior parte degli aerei da combattimento e d’attacco degli Stati Uniti con l’F-35, la piattaforma mal si adatta a un confronto con eserciti stranieri quasi pari. L’aereo non ha manovrabilità, carico utile, capacità di sortita e raggio d’azione per competere efficacemente contro avversari quasi pari, nonostante i suoi costi di manutenzione da 1,4 trilioni di dollari. La sopravvivenza del velivolo dipende in gran parte dalle caratteristiche stealth, già a rischio di obsolescenza contro avversari che nei prossimi 50 anni continueranno ad aggiornare i propri sistemi radar e di rilevamento agli infrarossi… Date le carenze cruciali del programma F-35 e i suoi costi esorbitanti, il velivolo va considerato una scommessa persa. Quindi, procedere all’acquisto del programma completo di quasi 2500 unità, o a qualsiasi grande acquisizione simile, va evitato“. Le conclusioni del think tank presagiscono gravi implicazioni per la sicurezza degli USA. “Rimanendo pienamente impegnati sul programma F-35, gli Stati Uniti investono risorse inaudite su un aereo sbagliato, al momento sbagliato e per le ragioni sbagliate“, dice. Se gli Stati Uniti procederanno alla piena produzione programmata per il 2019, l’F-35 potrebbe rivelarsi il maggiore disastro nella storia militare, mettendo a rischio statunitensi e alleati.sukhoi-su-35-free-flying

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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