Le isole avamposti militari della Cina

Tyler Durden Zerohedge 17/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraMAP_1_Paracel_and_Spratly_island_chains_slideshowLa scorsa settimana, abbiamo notato l’ironia esilarante del presidente Obama secondo cui la Cina “usava grandezza e forza per subordinare gli altri Paesi“. Naturalmente, un quadro perfetto della politica estera USA e quindi la dichiarazione del presidente è effettivamente un atto d’accusa delle azioni di Washington. Le osservazioni di Obama riguardavano le “attività” della Cina nel Mar Cinese Meridionale; le azioni di Pechino nelle acque contestate da Filippine, Vietnam, Malesia, Brunei e Taiwan. In sostanza, la Cina costruisce isole in cima al rilievo Fiery Cross nell’arcipelago delle Spratly, che secondo alcuni saranno utilizzate per scopi militari. Il NY Times riassume: “La costruzione sul Fiery Cross Reef è parte di un ampio progetto di bonifica cinese che coinvolge decine di draghe in almeno cinque isole nel Mar Cinese Meridionale. La Cina converte piccoli scogli, poco visibili sull’acqua, in isole abbastanza grandi per ospitare materiale e personale militare e strutture ricreative per i lavoratori. Le immagini satellitari delle bonifiche appaino costantemente negli ultimi mesi, dove i Paesi più piccoli con pretese sulle isole della zona hanno espresso preoccupazione per le costruzioni della Cina, mentre gli Stati Uniti intensificano le critiche… La Cina reclama l’80 per cento del Mar Cinese Meridionale, sostenendo che la “linea dei nove trattini“, tracciata sullo specchio d’acqua alla fine degli anni ’40, è conforme al diritto. Nessun altro Paese riconosce la validità della linea e molti temono che le attività di bonifica della Cina rientrano in un piano per creare il fatto compiuto della sovranità cinese. Ora, una serie di immagini satellitari conferma la costruzione di una pista di 3000 metri sulla barriera corallina, suggerendo che la Cina programmi di farvi atterrare aerei militari, come dei caccia, sulle isole bonificate. Qui, le immagini ad alta risoluzione accompagnate da didascalie dell’Asia Maritime Transparency Initiative (ennesima iniziativa di Soros. NdT):

FieryCross1Fotografia satellitare che individua tre cementifici operanti sull’isola.

FieryReef2La Cina ha già costruito oltre 60 edifici semi-permanenti o permanenti.

FieryReef3Almeno 20 strutture sono visibili sul lato meridionale dell’isola (compreso un eliporto).

FieryReef4La Cina costruisce una pista di atterraggio sull’isola, probabilmente abbastanza grande per farvi atterrare quasi qualsiasi aeromobile cinese.

FieryReef5Le immagini scattate l’11 aprile mostrano la pista per più di un terzo completata.

FieryReef6Pechino installa anche impianti portuali a cui possono attraccare navi cisterna militari.

FieryReef7Il rapporto interattivo dell’AMTI completo è disponibile qui.

Ecco altre note del NY Times su ciò che può significare dal punto di vista militare e geopolitico: “La pista, che dovrebbe essere di circa 3000 metri, abbastanza per ospitare aerei da combattimento, è una svolta nella competizione tra Stati Uniti e Cina sul Mar Cinese Meridionale, ha detto Peter Dutton, docente di studi strategici presso il Naval War College di Rhode Island. “E’ un grande passo strategico“, ha detto. “Per controllare il mare è necessario controllare l’aria...” Col tempo, secondo Dutton, la Cina installerà radar e missili che potrebbero intimidire Paesi come le Filippine, alleato degli USA, e il Vietnam, che reclamano le Spratly, dove riforniscono modesti presidi militari. Più in generale, la capacità della Cina di usare il rilievo Fiery Cross come pista per aerei da caccia e sorveglianza espanderà di molto la competizione con gli Stati Uniti nel Mar Cinese meridionale… “Pensiamo che sia assolutamente per gli aerei militari, ma naturalmente, una pista di atterraggio è una pista di atterraggio, vi può atterrare di tutto se è abbastanza lunga”, ha detto James Hardy, redattore per l’Asia-Pacifico del Jane’s Defense Weekly… La questione principale è cos’altro vi atterrerebbe?“. “A meno che non prevedano di trasformarli in resort, cosa improbabile vista anche la dichiarazione del Ministero degli Esteri della scorsa settimana. Poi aerei militari sono gli unici che dovrebbero atterrarvi“. Altro anche dalla Reuters: “Il senatore John McCain, presidente della Commissione Forze Armate del Senato USA, definisce le mosse cinesi “aggressive” e ha detto che è emersa la necessità, per l’amministrazione Obama, di agire sui piani per spostare altre risorse militari nell’economicamente importante regione asiatica e rafforzare la cooperazione con i Paesi preoccupati dalla Cina. McCain si riferisce a una valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti di febbraio secondo cui la modernizzazione militare della Cina è volta a contrastare le forze armate USA, e ha detto che Washington deve lavorare molto per mantenere il vantaggio militare nella regione Asia-Pacifico. Quando una nazione riempie 600 ettari di terreno e vi costruisce piste, e molto probabilmente adotta altre capacità militari in ciò che sono acque internazionali, chiaramente minaccia l’economia mondiale, ieri, oggi e nel prossimo futuro”, ha detto in una conferenza al Congresso. Un portavoce del dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha detto che le dimensioni di bonifica e costruzioni cinesi alimentano le preoccupazioni regionali sulla Cina che intenderebbe militarizzare i propri avamposti, e sottolineava l’importanza della libertà di navigazione. “Gli Stati Uniti hanno forte interesse nel conservare pace e sicurezza nel Mare cinese meridionale. Non credo che le grandi bonifiche per militarizzare gli avamposti su territori contesi sia coerente con il desiderio di pace e stabilità nella regione“.
Ciò avviene in un momento interessante per le relazioni tra Pechino e Washington. La recente mossa della Cina per evacuare cittadini stranieri dall’assediata città portuale yemenita di Aden segna la prima volta in cui la nascente superpotenza partecipa al soccorso internazionale. La stessa settimana, la televisione di Stato ha indicato che il Paese inizierà la prima missione dei propri sottomarini nucleari entro la fine dell’anno. Nel frattempo, la Banca asiatica degli investimenti infrastrutturali della Cina segna il cambio economico dal dopoguerra, con l’istituzione multilaterale che cercherà di tappare i buchi lasciati dal FMI dominato dagli Stati Uniti e dall’ADB influenzata dal Giappone, mentre posiziona lo yuan per fargli svolgere un ruolo più importante in quello che diventa rapidamente il nuovo ordine economico mondiale caratterizzato dal dominio del renminbi e dal declino dei sistemi tradizionali che hanno sostenuto l’egemonia del dollaro quale petrovaluta mercantile. Se non è chiaro esattamente quanto l’ambiziosa Pechino speri di trasformare le Spratly in avamposto militare, gli sforzi dello sviluppo della Cina evidenziano quanto il Paese non sia timido nel sostenere i propri interessi di fronte alle minacce occidentali.YEMEN-ADEN HARBOR-CHINESE CITIZENS-WITHDRAW
Pechino sciocca gli USA con l’incredibile progresso dell’aeroporto nel Mar Cinese Meridionale
Sputnik, 17/04/2015

Nuovo immagini satellitari mostrano l’estensione della costruzione di isole artificiali cinesi nel Mar Cinese Meridionale. Fiery Cross Reef potrebbe presto essere una pista militare nell’oceano. E nonostante la presenza militare nella regione, gli Stati Uniti sono in preda al panico.

1021028956Dragando sabbia dal fondo marino, il governo cinese continua la costruzione di isole artificiali in cima alle scogliere sommerse dell’arcipelago delle Spratly. In parte, le isole saranno utilizzate per rafforzare gli interventi di emergenza nella regione. Ma secondo Pechino le isole saranno utilizzate come avamposti della difesa, preoccupando Washington, che lo é di già per la crescente influenza cinese. Le immagini di IHS Jane’s Defense Weekly avute dall’Airbus Difesa e Spazio mostrano quanto sia rapida la crescita dell’isola. Avviata la costruzione solo l’anno scorso, Fiery Crosse Reef è ora sede della prima pista di atterraggio cinese nel Mar Cinese Meridionale. Con 503 metri già pavimentati, la pista potrebbe essere lunga più di 3000 metri, una volta completata, abbastanza da ospitare aerei da trasporto pesanti e aerei da combattimento, secondo il Centro degli studi strategici e internazionali di Washington. La pista dell’Aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese sarebbe lunga da 2700 a 4000 metri. Le immagini satellitari mostrano anche che una seconda pista di atterraggio 3000 metri potrebbe essere in costruzione sul Subu Reef, un’altra isola artificiale dell’arcipelago. Fiery Cross ospiterà anche un grande porto sull’estremità sud-ovest dell’isola. Immagini mostrano una gru galleggiante che consolida dighe con il cemento. Negli Stati Uniti, già preoccupati dalla costruzione dell’isola, l’esistenza di piste rinvigoriscono le paure. “Gli Stati Uniti hanno forte interesse a conservare pace e sicurezza nel Mar Cinese Meridionale“, ha detto un portavoce del dipartimento di Stato secondo la Reuters. “Non crediamo che la grande bonifica con l’intento di militarizzare avamposti su territori contesi sia coerente con il desiderio di pace e stabilità nella regione“. Nonostante tale presunto interesse per la “pace”, l’esercito statunitense ha costantemente aumentato la propria presenza nella regione. A febbraio, l’US Navy ha inviato il suo aereo spia più avanzato, P-8A Poseidon, nelle Filippine per monitorare la regione. Washington ha anche organizzato una serie di esercitazioni con gli alleati nel Mar Cinese Meridionale. All’inizio di aprile, Stati Uniti e Indonesia hanno partecipato alle esercitazioni militari congiunte, mossa vista da alcuni quale avvertimento all’espansione cinese. Un’altra serie di esercitazioni di Stati Uniti e Filippine inizierà la prossima settimana, conosciute come Balikatan, è “volta ad aumentare la nostra capacità di difendere il Paese da aggressioni esterne“, come ha detto alla Reuters il portavoce militare, tenente-colonnello Harold Cabunoc.
Mentre denuncia pubblicamente la costruzione delle isole cinesi come “aggressiva”, il senatore statunitense John McCain, presidente della Commissione Forze Armate del Senato, ha invitato l’amministrazione Obama ad inviate altre risorse militari nel Pacifico. Parlando a un seminario a Washington, Cui Tiankai, ambasciatore cinese negli Stati Uniti, ha difeso il diritto di Pechino d’installare difese sul proprio territorio dicendo che “sarebbe illusorio che qualcuno possa imporre alla Cina lo status quo unilaterale” o “violare impunemente e ripetutamente la sovranità della Cina“. Ha anche osservato che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, vieta agli Stati Uniti di condurre “ricognizione intensiva e ravvicinata sulla zona economica esclusiva di altri Paesi“. Il Mar Cinese Meridionale è un specchio d’acqua molto contestato attraverso cui 5000 miliardi di dollari di merci passano ogni anno. Mentre la Cina reclama la maggior parte della zona quale proprio territorio, Filippine, Malesia, Vietnam, Taiwan e Brunei vi avanzano propri reclami.

SpratlyMap2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sistema di sorveglianza della NATO è coperto dall’esercito russo

Oltre lo scudo ABM statunitense in Europa, anche il sistema di sorveglianza terrestre della NATO AGS è coperto dall’esercito russo
Valentin Vasilescu Reseau International 19 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraLuftwaffe_99-01_RQ-4B_EuroHawk_ILA_2012_1Nel 2012, 12 membri della NATO (Germania, Estonia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Italia, Bulgaria e Romania) con gli Stati Uniti decidevano al vertice di Chicago di realizzare il sistema di sorveglianza terrestre AGS (Alliance Ground Surveillance), basato sui velivoli senza pilota da ricognizione strategici RQ-4 Global Hawk (Tier II+ HALE UAV: High Altitude, Long Endurance conventional UAV).

Quali sono le caratteristiche del RQ-4 Global Hawk?
Nel luglio 2007 16 velivoli RQ-4 Global Hawk furono assegnati al 9.no Gruppo da Ricognizione strategica dell’esercito statunitense a Beale. Nel 2011, i nuovi droni da ricognizione furono assegnati al 348.mo squadrone dell’US Air Force nella base aerea di Grand Forks, North Dakota. Dall’aprile 2010, l’RQ-4 Global Hawk è utilizzato nelle operazioni dell’USCENTCOM, responsabile della zona compresa tra Medio Oriente, Asia e Nord Africa. Decollando dalla California, sorvolando Canada, Alaska e Asia, gli RQ-4 cercano i loro obiettivi in Afghanistan e Iraq. La Germania, parte del sistema di sorveglianza terrestre AGS, gestisce da cinque anni i propri RQ-4 Global Hawk del 52.mo Reggimento da ricognizione aerea. Il velivolo RQ-4B ha sensori elettro-ottici e ad infrarossi (gli aerei della NATO non hanno tali funzioni), un radar del tipo SAR (radar ad apertura sintetica), un sensore di movimento GMTI che rileva bersagli mobili a terra dalla velocità minima di 3 km/h e sensori SIGINT che intercettano e registrano le comunicazioni civili e militari. L’RQ-4B sorveglia su scala globale aree spesso distanti 3/5000 km dalla base, volando a una quota di 15/18000 m per 4-5 ore. In una missione di 10/20 ore, possono creare una mappa digitale dalla superficie equivalente alla Romania, con tutti i sistemi d’arma presenti. In sostanza, quattro aerei (più uno di riserva) possono coprire un teatro comprendente diversi Stati di un continente.

Quanto costa il sistema AGS?
Un contratto da 1,2 miliardi di euro è stato firmato con la società statunitense Northrop Grumman per 5 RQ-4B Block-40, l’elemento chiave del sistema di monitoraggio terrestre AGS. Il costo totale del programma AGS raggiungerà i 6 miliardi. Il bilancio annuale per gestire il sistema AGS sarà di 79 milioni di euro, corrispondenti a 3000 ore di volo del Global Hawk. Nel 2015 il primo RQ-4B Global Hawk sarà consegnato nella base statunitense di Sigonella (AGS Command Center) e nel 2017-2018 il sistema AGS sarà operativo. La Romania ha pagato 25,28 milioni per l’attuazione del programma e contribuirà ogni anno con 1 milione di dollari per le spese operative. Romania, Bulgaria, Estonia, Lituania e Lettonia non hanno partecipato allo sviluppo dei progetti di ricerca o alle operazioni di valutazione dei voli da ricognizione. Questi elementi sono coordinati dal SACEUR (il comandante delle forze alleate in Europa) cioè dal generale statunitense Philip Breedlove. Di conseguenza, il ruolo dei partner degli Stati Uniti nella NATO è proteggere gli aeroporti di decollo ed atterraggio, accogliere le squadre statunitensi di servizio dei velivoli e provvedere alla locazione dei sistemi di comunicazione e radar a terra.

architectureCosa chiedono i russi?
Il 16 aprile 2015, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate della Russia, Generale Valerij Gerasimov, ha detto che i Paesi europei che ospitano i sistemi della difesa missilistica della NATO saranno gli obiettivi principali della Russia. Il comando russo ha detto che il sistema di sorveglianza terrestre AGS è una componente dello scudo antimissile balistico in Romania e Polonia e del sistema AEGIS sulle navi statunitensi nel Mar Nero. Il loro ruolo è rilevare gli obiettivi da colpire in territorio russo con missili da crociera Tomahawk (che possono essere lanciati dai sistemi VLS Mk-41 a Deveselu e in Polonia e sulle navi da guerra degli Stati Uniti nel Mar Nero). I russi dicono che gli Stati Uniti avevano pianificato Euromaidan e la guerra civile in Ucraina dal 2010 (anno in cui, al vertice NATO di Lisbona, si decise di porre lo scudo ABM degli Stati Uniti a Deveselu) e tutti gli sviluppi successivi della NATO, volti esclusivamente a creare le condizioni per attaccare la Russia. Secondo i militari russi, due aerei RQ-4B opereranno sulla Russia occidentale e settentrionale: Mar Baltico, Polo Nord, costa del Mare di Barents, Mare di Kara e pianure della Siberia occidentale (Enisej). Tali aerei saranno di competenza dell’USEUCOM, in coordinamento con Germania, Estonia, Lituania, Lettonia e Norvegia. Altri due aeromobili RQ-4B opereranno nel settore centrale della Russia. Saranno sotto la responsabilità dell’esercito degli Stati Uniti, in coordinamento con Italia, Bulgaria e Romania. Tali piani riguardano il territorio russo fino al confine con Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e territorio iraniano. Un quinto aeromobile sarà di riserva.

Come reagiscono i russi?
Facendo riferimento alle azioni sempre più aggressive degli Stati Uniti verso la Russia, gli ufficiali dell’esercito russo dicono che negli ultimi cinque anni si sono concentrati su progettazione, sviluppo ed equipaggiamento del loro Esercito di più efficaci sistemi missilistici antiaerei a grande gittata e capacità balistiche (S-400/500). I russi sostengono inoltre che questi sistemi rappresentano l’antidoto agli attacchi con i missili da crociera Tomahawk. Per potenziarli, questi sistemi sono associati ai sistemi d’interferenza della serie Richag-AV con le varianti L-175B Khibinij per gli aerei da combattimento, Krasuha-2 e 1L267 Moskva-1 per l’esercito russo. Gli esperti dicono che i russi possono offuscare e neutralizzare il controllo dei droni RQ-4B che compiono missioni da ricognizione sullo spazio aereo della Russia. Questi sistemi di disturbo russi permettono di “accecare” i radar AN/SPY-1D, e i sistemi di inseguimento e puntamento del complesso missilistico antiaereo AEGIS in Polonia e Romania, oltre a quelli similari dei cacciatorpediniere ed incrociatori AEGIS statunitensi, su cui si basano. La difesa missilistica antiaerea a lungo raggio che protegge Deveselu dovrebbe teoricamente coprire gran parte del territorio della Romania, con una garanzia dell’87%. Ma in realtà, verrebbe facilmente neutralizzato dalle interferenze, dicono i russi, sostenendo che hanno già sperimentato con successo sul Mar Nero tale sistema di disturbo, il 10 aprile 2014. Il nuovo pod da guerra elettronica L-175B Khibinij, appeso su due velivoli Su-24, avrebbe gravemente compromesso l’operatività del radar del cacciatorpediniere USS Donald Cook, scelto come bersaglio.

mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

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Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

12 aprile – Giornata nera per la Storia dell’aviazione degli Stati Uniti

Nikolaj Malishevskij Strategic Culture Foundation 12/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora45-a-128046813Ci sono due ragioni per cui il 12 aprile è considerato un giorno nefasto nella storia dell’aviazione degli Stati Uniti. E’ il giorno in cui la capsula Vostok guidata dal cosmonauta Jurij Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio, completò un’orbita attorno alla Terra nel 1961. L’altro evento non fu molto noto. Esattamente dieci anni prima del volo di Gagarin, gli assi sovietici al comando di Ivan Kozhedub, tre volte Eroe dell’Unione Sovietica e comandante della 324.ma Divisione caccia, dissipò il mito dell’invulnerabilità del B-29 Superfortress, bombardiere pesante quadrimotore. Il B-29 sganciò le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki e faceva parte dei piani per attaccare decine di città sovietiche (secondo i piani operativi nucleari Totality, Pincher, Dropshot, Broiler/Frolic, Charioteer, Halfmoon/Fleetwood, Trojan, Off-Tackle e altri che regolarmente si succedevano dal 1945, le cui missioni cambiavano con l’aumentare del potenziale nucleare statunitense). In un giorno i piani furono frustrati con la nascita dell’espressione “Mig Alley” o “Giovedì Nero”. L’evento ebbe luogo il 12 aprile 1951 durante la guerra in Corea. Quel giorno tre squadroni di B-29 Superfortress (36 aerei) protetti da un centinaio di caccia F-80 Shooting Star e F-84 Thunderjet furono attaccati da MiG sovietici. Gli statunitensi erano sicuri della loro invulnerabilità e vittoria finale. I piloti sovietici trovarono il modo di contrastare la superarma volante che annichilì Hiroshima. I piloti dei MiG poterono assaltare le formazioni statunitensi con attacchi coordinati da diverse direzioni, utilizzando sia la quota che l’alta velocità in loro favore. Una tangenza alta e una velocità di ascesa superiore diedero ai MiG un vantaggio su tutte le versioni dei Sabre permettendo di colpire dall’alto. La tattica fu utilizzata solo una volta, ma fu abbastanza. L’effetto superò tutte le aspettative. 12 su 21 Superfortress furono abbattute. Le restanti nove, considerate invulnerabili prima, rientrarono danneggiate e con perdite. Qualcuno in ogni equipaggio fu ucciso o ferito. Anche quattro caccia degli Stati Uniti furono colpiti. Se gli statunitensi non si fossero ritirati, o se fossero stati inseguiti dai caccia sovietici oltre la linea che non era permesso attraversare, le perdite sarebbero state superiori. I MiG sovietici non subirono perdite. Gli statunitensi, storditi, non compirono missioni nei tre giorni successivi. Poi fecero decollare tre B-29 con una forte scorta per una missione di sondaggio. Tutti gli aerei furono abbattuti. Successivamente le Superfortress volarono solo di notte. Con 170 Superfortress perdute, il B-29 non fu più utilizzato.sergei-kramarenkoEcco come lo scontro fu descritto dall’asso Maggiore-Generale Sergej Kramarenko, veterano della Grande Guerra Patriottica (andò al fronte nell’agosto 1942, lui e i suoi gregari abbatterono 13 aerei tedeschi e un pallone utilizzato per la sorveglianza e la guida. Durante la guerra di Corea compì 149 sortite dall’aprile 1951 al febbraio 1952, abbattendo 13 aerei nemici). Si ricorda, “stavo guardando giù. Stavamo sorvolando i bombardieri. I nostri MiG aprirono il fuoco contro le “Superfortezze volanti”. Una perse un’ala, l’aereo cadeva a pezzi. Tre o quattro aerei presero fuoco. Gli equipaggi lasciavano gli aerei. Decine di paracaduti apparvero in aria. L’impressione fu che uno sbarco aereo fosse in atto. Il combattimento era appena iniziato… alcuni equipaggi si catapultarono, altri rientrarono. Altre quattro “fortezze volanti” caddero, non riuscendo a rientrare, altri si schiantarono cercando di atterrare. Circa 100 piloti statunitensi furono fatti prigionieri. Dopo lo scontro, fori di proiettili furono trovati su tutti gli aerei. Un aereo aveva un centinaio di buchi. Ma non c’era nessun danno serio, non un solo proiettile colpì la cabina di pilotaggio. Gli statunitensi chiamarono il 12 aprile “Giovedi Nero” e non volarono nei tre mesi successivi. Tentarono una sortita, ma persero 12 B-29 nel primo combattimento e 16 nel secondo. In tutto gli Stati Uniti persero 170 bombardieri B-29 durante la guerra di Corea, e persero la maggior parte della loro aviazione strategica nel teatro di operazioni sud-orientale. Non volarono di giorno passando alle operazioni notturne. Ma subirono perdite anche di notte. Gli statunitensi ne furono scioccati per molto tempo. Gli aerei che sembravano essere così potenti e invulnerabili divennero impotenti contro i caccia sovietici. I militari sovietici iniziarono a chiamare le “fortezze volanti” “granai volanti”, perché prendevano subito fuoco bruciando assai brillantemente”.MiG 15 derriba un B-29 - Valery PetelinPer la prodezza che Sergej Kramarenko dimostrò in questo combattimento e la riuscita esecuzione delle missioni assegnategli, il Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS lo nominò Eroe dell’Unione Sovietica conferendogli l’ordine di Lenin e la Stella d’Oro il 10 ottobre 1951.

namsiroutetotarget0917019La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo scudo ABM degli Stati Uniti in Romania

Valentin Vasilescu – Reseau International 6 aprile 2015mda_aegisIn un’intervista a una pubblicazione danese, Mikhail Vaeli, ambasciatore russo a Copenaghen, ha detto che tutti i Paesi che entreranno a far parte del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa, diverranno automaticamente bersaglio dei missili balistici russi. Gli Stati membri della NATO che hanno accolto sul proprio territorio elementi del sistema ABM degli USA sono Turchia (radar d’allerta AN/TPY-2), Spagna (ospitando presso la base navale di Rota tre cacciatorpediniere AEGIS degli USA), Polonia e Romania (sistemi missilistici balistici). In apparenza la rabbia del russo sembrava ingiustificata dato che, secondo le dichiarazioni dei funzionari statunitensi, i sistemi antimissile balistico statunitensi in Europa avrebbero scopo difensivo. Sergej Rjabkov, Viceministro degli Esteri russo, è di diverso avviso sostenendo che i sistemi antimissile che verranno installati in Romania e Polonia violano il trattato sulle Intermediate Nuclear Forces (INF). Il trattato firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica nel 1987 portò all’eliminazione dei missili balistici a corto e medio raggio (500-5000 km), così come dei missili da crociera terrestri. Con il trattato, gli Stati Uniti ritirarono da Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Germania e smantellarono 846 missili con testate nucleari Pershing-1b, Pershing-2 e BGM-109G Tomahawk. Lo stesso avvenne con i 1846 missili balistici sovietici TR-1, OTR-23 e R-12 (presenti in Polonia, Cecoslovacchia, Germania e Bulgaria), R-14 (3700 km) e RSD-10 (5500 km).

1. Cosa vogliono i russi?
Dopo 28 anni, con il pretesto del cosiddetto scudo ABM, gli statunitensi truffano reintroducendo in Romania e Polonia missili da crociera in terrestri BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca e altri obiettivi nella parte europea della Russia. Questo tipo di missili fu rimosso dall’Europa, secondo il Trattato INF. Lo scudo ABM statunitense situato a Deveselu, in Romania, che sarà operativo entro la fine del 2015, è un complesso AEGIS composto da un radar AN/SPY-1D da rilevamento, inseguimento e puntamento e un sistema di lancio dei missili a celle verticali VLS Mk-41. Il centro di comando e controllo è collegato alla rete satellitare e alla rete dei radar navali, terrestri ed AWACS delle forze armate statunitensi. Sulle celle di lancio verticale di Deveselu, gli esperti militari russi dicono che solo 24 saranno utilizzate per lanciare missili antibalistici SM-3. Le cellule rimanenti saranno usate per lanciare missili da difesa aerea e 8 missili da crociera Tomahawk.

MK-41-Family-o-Launchers2. Il sistema AEGIS delle navi da guerra degli Stati Uniti
Il binomio radar AN/SPY-1 – cellule verticali Mk-41 di Deveselu è identico a quello degli incrociatori della classe Ticonderoga e dei cacciatorpediniere classe Arleigh Burke degli Stati Uniti. Il sistema di lancio Mk-41 è costituito da diversi moduli, ciascuno con 5-8 lanciatori verticali singoli, montato sul ponte dei caccia (90 celle) e degli incrociatori (122 cellule). Il sistema di lancio verticale VLS Mk-41 è prodotto dalla Lockheed con la possibilità di scegliere tipo di missile: antinave, anti-som, superficie-superficie o da crociera, incapsulato nei contenitori per il sistema di lancio, consentendo rapida e continua reazione a varie minacce. Possono essere lanciati a caldo, con l’immediata accensione del motore del missile, o a 20-30 metri dopo l’espulsione dal sistema di lancio, avviando poi il motore del missile. La sezione della difesa antiaerea del sistema di lancio verticale VLS Mk-41 sulle navi degli Stati Uniti (composto da 30-40 celle) è armato con tre tipi di missili: RIM-174/Standard Missile-6 ERAM (370 km di gittata), RIM-156A/Standard Missile-2 (190 km di gittata) e RIM-7 Sea Sparrow (19 km di gittata). La sezione balistica del sistema è armata di missili balistici RIM-161/Standard Missile-3/1b derivati dal RIM-156A/SM-2, con un peso di 1500 kg, lunghezza di 6,6 m, diametro di 34 cm, gittata di 500 km e quota di 160 km. La sezione antisom e d’attacco strategico è armata con missili-siluro antisom RUM-139 ASROC (22 km di gittata), missili da crociera Tomahawk e missili superficie-superficie RGM-165/Standard Missile-4 con gittata di 280 chilometri a Mach 3,5.VLS_MK41_Canister_Types3. Missile Tomahawk
E’ armato con testate nucleari in miniatura W80 da 50 kt, pesa 1500 kg e ha lunghezza di 6,6 m, diametro di 34 cm, gittata di 1300-2500 km, velocità di crociera di 880 km/h e costa 1,2 milioni di dollari. Nei primi 5-10 secondi, lo stadio a combustibile solido lancia e accelera il missile, dopo di che le ali vengono dispiegate e la propulsione fornita da un motore a reazione, come per gli aerei. Il microprocessore integrato provvede alla navigazione inerziale a 50-100 m con correzioni via GPS del modulo di memoria TERCOM (Terrain Contour Matching), consentendo la mappatura del terreno sorvolato e di confrontarlo con i dati di volo utilizzando un radioaltimetro. La testata del missile con guida di precisione ha un mini-radar che permette al missile, una volta giunto sul bersaglio, di rilevarlo, identificarlo e distinguere gli ostacoli

4. Quali sono i rischi e i benefici per la Romania?
A che serve lo scudo ABM degli USA nel territorio della Romania, sapendo bene che esiste il rischio di esporre la popolazione a rappresaglie convenzionali o nucleari dalla Russia? La mia opinione è che la Romania non ha modo di violare il Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF), per il semplice motivo che non ne fa parte. Anche il Viceprimo ministro della Russia Dmitrij Rogozin, ex-ambasciatore russo presso la NATO ed esperto, ha ammesso che lo status della base USA di Deveselu permette a malapena ai soldati di entrarvi. Anche il Capo di Stato Maggiore Generale dell’esercito romeno, un esercito della NATO, non potrà mai visitare il centro di comando e controllo, semplicemente perché la base di Deveselu è una base statunitense, non della NATO. D’altra parte, a causa della situazione internazionale e della cattiva gestione delle risorse economiche, umane e finanziarie dei governi succedutisi in Romania negli ultimi 25 anni, dopo la caduta di Nicolae Ceausescu, migliaia di industrie sono state smantellate e rottamate, e parte della ricchezza nazionale è finita all’estero. In tali circostanze, il bilancio della difesa non ha permesso l’acquisto di armi moderne in questi anni. Così, la difesa aerea della Romania si basa su circa 20 batterie di missili sovietici a corto e medio raggio, e 20-24 aerei da combattimento MiG-21, tutti vecchi 44 anni. L’efficacia di questi missili ed aeromobili, in una situazione di grande presenza di aerei moderni che operano con intensi disturbi elettronici, è zero. Al contrario, lo scudo ABM degli Stati Uniti di Deveselu, attraverso la sua sezione da difesa antiaerea, coprirà gran parte del territorio della Romania con missili di nuova generazione.

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Il nuovo radar SBX degli USA è un fallimento
La difesa missilistica USA sarebbe destinata a proteggerci dagli ‘Stati canaglia’, ma gli analisti russi credono che in realtà si volta contro la Russia
TASS 5/4/2015 – Russia Insider

20140222_USD001_0Il radar navale in banda X, sviluppato e progettato dal Pentagono e che dovrebbe divenire l’elemento centrale del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, si rivela inefficace secondo il Los Angeles Times. “Se la Corea democratica lanciasse un attacco a sorpresa, il Sea-Based X-Band Radar, SBX in breve, dovrebbe individuare i missili, inseguirli e guidare i missili-intercettori degli Stati Uniti per distruggerli“, secondo il giornale. “In realtà, il gigantesco radar galleggiante è un flop da 2,2 miliardi di dollari, secondo un’indagine del Los Angeles Times. Anche se può rilevare oggetti lontani, il suo campo visivo è così stretto che sarebbe di scarsa utilità contro ciò che gli esperti considerano l’attacco più probabile: una serie di missili intervallati da esche”, afferma l’articolo. “SBX avrebbe dovuto essere operativo dal 2005. Al contrario, è stato quasi sempre sotto naftalina a Pearl Harbor, nelle Hawaii” secondo il Los Angeles Times. Tuttavia, “non solo il progetto è uno spreco di denaro dei contribuenti, ma ha creato un vuoto nella difesa della nazione“, osserva il giornale. La Missile Defense Agency statunitense ha speso circa 10 miliardi di dollari per programmi inefficaci, negli ultimi anni, secondo il giornale. Almeno altri tre progetti si sono rivelati inutili come il laser aeroportato per distruggere missili nemici subito dopo il lancio (progetto chiuso nel 2012 e costato 5,3 miliardi dollari), l’Intercettore a energia cinetica (chiuso nel 2009 dopo sei anni di lavori costati 1,7 miliardi dollari) e il Multiple Kill Vehicle (programma accantonato dopo quattro anni di lavori costati 700 milioni di dollari).

img_2850Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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