Rispondere alle minacce degli Stati Uniti: “La Russia deve tenere nel mirino gli USA”

Generale Leonid Ivashov, Global Research, 17 gennaio 2015

La dottrina militare della Russia può essere aggiornata e modificata seguendo la natura mutevole delle minacce. Pravda.ru ha intervistato il presidente del Centro Internazionale per l’Analisi geopolitica, Dottore in Scienze storiche Leonid Ivashov, sullo stato attuale della dottrina militare della Federazione russa.

1011863606“La parte conclusiva della dottrina militare dal 2010 stabilisce che le sue disposizioni possono essere regolate in conformità con la natura mutevole di pericoli e minacce militari. Chi e che cosa oggi è una minaccia per la Russia? “
“La dottrina militare non è né un ordine, né una direttiva. È solo un piano d’azione, la visione della sicurezza militare di uno Stato. Naturalmente, la visione cambia cambiando la situazione militare-politica. La dottrina viene poi utilizzata quale base per creare regole sull’uso delle forze armate, ordini del caso, direttive e così via. La dottrina, approvata nel 2010, si basava su condizioni più o meno tranquille per la Russia, in termini militari, politici e militari-strategici. Leadership militare e politica della Russia credeva che le nostre relazioni con l’occidente fossero generalmente cordiali. Eravamo solo preoccupati dall’espansione della NATO. Tale aspetto veniva delicatamente designato nella dottrina. La dottrina è chiaramente di natura difensiva. Il testo della dottrina russa del 2010 non contiene una parola come “offensiva”, per non parlare di “scontro in battaglia”. Ha una posizione puramente difensiva, ma se succede qualcosa all’improvviso, siamo pronti. Le nostre capacità nucleari sono la garanzia della sicurezza della Russia. Ciò ha permesso di distruggere le forze convenzionali e portare a termine le riforme che Serdjukov (ex-ministro della Difesa della Russia, ndr) conduceva distruggendo l’esercito e la marina della Russia come organizzazioni militari. Il tutto era garantito dal fatto che abbiamo le armi nucleari. Il nostro scudo nucleare è il fattore primario della deterrenza nucleare. Tuttavia, questa deterrenza non garantisce la sicurezza, perché non vediamo una situazione in cui premere il tasto dell’attacco di rappresaglia. Gli statunitensi hanno cambiato radicalmente strategia militare e dottrina nucleare nei primi anni 2000. Hanno messo le armi nucleari in secondo piano. Non hanno aggiornato un solo missile balistico e non ne costruiscono di nuovi. Ciò che fanno è creare una nuova forza d’attacco che deciderà l’esito delle battaglie future. Il 18 dicembre 2003 firmarono una direttiva sul concetto di rapido attacco globale, secondo cui attaccheranno lanciando migliaia di missili ad alta precisione da diverse direzioni strategiche, tra cui missili da crociera lanciati da aerei e navi, missili strategici e droni. Con il primo attacco programmano di disabilitare le nostre basi dei sottomarini lanciamissili balistici e persino i missili nei silos. In tale situazione, se la Russia reagisse userebbero il sistema di difesa missilistica, la cui componente principale non è la difesa missilistica europea, ma quella marina. Gli Stati Uniti hanno 93 navi equipaggiate con sistemi AEGIS. Un AEGIS abbatté un satellite statunitense nel 2008 su un’orbita a 247 chilometri di altitudine. Così, gli statunitensi programmano di distruggere i nostri missili balistici superstiti in fase di decollo. A tal fine, hanno creato tale difesa missilistica. In seguito, i sistemi AEGIS disabiliterebbero le testate dei missili lanciati. Gli statunitensi fanno del loro meglio per svalutare il potenziale missilistico nucleare russo. E possono avere successo. Se accadesse, e possiamo già vederlo, vedremo un comportamento completamente diverso degli Stati Uniti. Neutralizzando le forze nucleari strategiche della Russia, gli statunitensi possono dichiarare di non riconoscere né la rotta del Mare del Nord, né le creste Mendeleev e Lomonosov come acque russe. Gli Stati Uniti li proclamerebbero proprie o internazionali, e per loro ‘internazionale’ significa ‘americani’. Possiamo affrontare una situazione del genere, e che cosa farebbe la Russia? Lanciare missili balistici nucleari? No, certo che no.
La dottrina militare ha un’altra posizione piuttosto precaria, che chiamo mossa della disperazione. Si dice che se potenze non nucleari aggredissero la Russia, minacciandone esistenza e integrità territoriale, dovremmo preventivamente usare armi nucleari. Sembra corretto, ma vediamo: contro quali nostri vicini possiamo usare armi nucleari tattiche, le armi del campo di battaglia? Contro la NATO? È sotto l’ombrello nucleare statunitense, come il Giappone. Si dà il caso che siano solo Mongolia e Finlandia i Paesi contro cui possiamo usare le armi nucleari, se ci minacciassero. La situazione è cambiata radicalmente, e noi siamo sull’orlo di una guerra, non fredda ma reale. Pertanto, oggi la Russia attua frettolosamente sforzi per ricostruire la capacità difensiva delle forze armate e modificare la dottrina militare. I progressi russi sono lenti, un passo in avanti, un passo o due indietro. Dopo tutto, le forze spaziali esistevano ai tempi dell’Unione Sovietica. Tuttavia, si è pensato allora che non avessimo nemici nello spazio, e le truppe furono sciolte. Oggi lavoriamo su questo terreno incolto. Secondo il piano dei probabili nemici, i satelliti di navigazione e ricognizione che ci permettono l’uso dei missili da crociera e balistici, devono essere distrutti per primi. La prima fase del possibile attacco avrebbe per obiettivo il gruppo spaziale, in modo da accecarci. Sarebbe difficile per l’aeronautica raggiungere gli obiettivi senza il sistema GLONASS. Oggi la Russia adotta le misure per correggere tale errore”.

“L’aviazione strategica a lungo raggio russa celebra i 100 anni dalla fondazione. Qual è il suo ruolo oggi?”
Qualsiasi Stato normale crea un complesso di sistemi d’arma. Viviamo ancora dei resti del sistema di Ustinov, quando tutto era interconnesso e lavorava di concerto. Quando stavamo costruendo la triade navale, terrestre ed aerea vi furono molte controversie, ma ci fu un posto per l’aeronautica a lungo raggio. Questo posto è unico, perché i missili terrestri sono collegati a una certa base. Un sottomarino naviga negli oceani, ma rimane comunque legato a una base, ed azioni e movimenti sono tracciabili. L’aeronautica è molto più mobile, può cambiare rotta e quota. Oggi, quando gli statunitensi costruiscono il sistema di difesa contro i missili balistici russi, l’aeronautica dovrebbe salire alla ribalta nella triade. A peggiorare le cose, l’utilizzo di missili ingombranti come Bulava, Topol e Voevoda in versione convenzionale non ha senso, perché i costi sono enormi e l’effetto può essere minimo. Inoltre, l’aeronautica strategica a lungo raggio russa può utilizzare missili da crociera di precisione convenzionali. Può anche cambiare la potenza delle testate. Penso che sia stata dimenticata ingiustamente. I velivoli a lungo raggio devono essere ripristinati urgentemente. I nostri “Cigni Bianchi” possono decollare e atterrare da qualsiasi punto a media distanza dagli Stati Uniti, forse in America Latina. Bingo, possono tenere nel mirino il territorio degli Stati Uniti, ed è ciò che essi più temono, investendo molto denaro nella difesa missilistica, pur di non scatenare guerre sul proprio territorio. Saranno felici d’inscenarle ovunque ma non sul proprio territorio. Dobbiamo avere la forza di creare un gruppo che possa, in caso di aggressione alla Russia, agire sul territorio degli Stati Uniti. Oggi sarebbe un fattore di deterrenza. Si dice che lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Federazione Russa e il Ministero della Difesa russi già ci lavorino”.

“Quali sono le deterrenze convenzionali più efficaci in questo momento?”
Si dovrebbe tenere il territorio degli Stati Uniti nel mirino, agendo immediatamente sul loro territorio. Il gruppo dovrebbe colpire la Federal Reserve, scherzo, naturalmente. Eppure c’è qualcosa di vero perché, di regola sono gli oligarchi finanziari che avviano le guerre. La deterrenza non nucleare dovrebbe includere potenti agenzie governative, in particolare il Ministero degli Esteri. Le agenzie economiche dovrebbero esservi coinvolte infliggendo danni con mezzi economici. Ciò dovrebbe essere considerato una missione di combattimento. Pianificare i rifornimenti di idrocarburi e altre merci strategiche deve necessariamente prevedere la possibilità di uno speciale periodo bellico.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La spartizione delle sfere d’influenza: NATO in Nord Europa, Russia nel bacino del Mar Nero

Valentin Vasilescu ACS-RSS, 17 gennaio 2015 – Global Researche4d0787d86Nei primi mesi del 2014, la vittoria di Euromaidan accese l’immaginazione degli strateghi della NATO che speravano che l’Ucraina divenisse membro dell’alleanza nei prossimi anni. Alla fine dello stesso anno, mentre l’interesse per l’Ucraina scompare per la NATO a causa della perdita di due punti chiave presi di mira in questo territorio, con la Crimea riunitasi alla Russia e la sorprendente sconfitta dell’esercito ucraino nella guerra secessionista nel Donbas. Pertanto, nei primi mesi del 2015 sembra che i giochi strategici in Europa siano mutati. Gli Stati Uniti concentrano la loro attenzione sulla fortificazione militare di ciò che hanno sotto controllo, vale a dire i Paesi baltici, inviandovi carri armati, blindati e obici semoventi. Sembra quindi che tra le due grandi potenze mondiali vi sia una sorta di tacito consenso ed equilibrio di potere. Soprattutto perché la Russia ha ora mano libera facendo avanzare ulteriormente la preparazione per la supremazia assoluta aeronavale nel bacino del Mar Nero, per il 2016. Nella cerimonia svoltasi il 31 dicembre 2014, il sottomarino d’attacco Rostov-na-Donu entrava in servizio nella 4.ta Brigata indipendente di Novorossijsk, appartenente alla 30.ma Divisione navale (Flotta del Mar Nero). È il secondo sottomarino diesel-elettrico della classe Varshavjanka (Projekt 636.3), ad entrare nella Flotta del Mar Nero, nel 2014, dopo il Novorossijsk. Il terzo sottomarino, Starij Oskol, vi entrerà nel 2015. Nel 2016, la Flotta del Mar Nero avrà sei sottomarini della classe Varshavjanka, due fregate furtive classe Admiral Gorshkov (Projekt 22350) e due fregate polivalenti della nuova classe Steregushij.1505506Il sottomarino Rostov-na-Donu è armato con siluri e missili da crociera K-560 Kalibr da 1800- 2500 km di gittata (come gli RGM/UGM-109E Tomahawk dei sottomarini d’attacco nucleari statunitensi) o missili anti-nave P-800 Oniks (meno di 300 km). Il sottomarino Rostov-na-Donu è il più silenzioso del mondo e può operare senza essere individuato nelle acque costiere, sbarcando o recuperando di nascosto gruppi di commando della fanteria di marina russa, appositamente attrezzati con la nuova armatura galleggiante Corsar MP. Sempre nel 2016, quando i sei sottomarini classe Varshavjanka opereranno nella Flotta russa nel Mar Nero, si concluderanno le operazioni di consolidamento e prolungamento della pista e la costruzione dei rifugi di cemento e di altre opere infrastrutturali della base aerea di Belbek in Crimea. L’aeroporto sarà la base operativa di un reggimento di 36 bombardieri supersonici a geometria variabile e a lungo raggio Tu-22M3. Il velivolo ha un raggio d’azione di 4000 km e trasporta 24 tonnellate di bombe o missili. Il Tu-22M3 può essere armato con 10 missili da crociera: 6 tipo Kh-15 (velocità Mach 5, e gittata di 250 km) nel lanciatore rotante carenato nella fusoliera, e 4 tipo Kh-22/27 (velocità Mach 4, gittata di 500 km) o Kh-55 (2000 chilometri) sotto la fusoliera o sui piloni alari. Il sistema di difesa russa in Crimea dal 2015 includerà i missili Iskander-M (gittata di 500 km).

Tupolev-Tu-22M-BackfireACS-RSS – Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto 59 nuovi aerei multiruolo e 120 elicotteri

Valentin Vasilescu ACS-RSS 3 gennaio 2015 – Reseau International392093Nel 2014, gli impianti aeronautici russi hanno fornito all’aeronautica militare russa diversi nuovi velivoli da combattimento (di 4.ta++ generazione), in numero superiore a tutti i Paesi della NATO. È vero che l’aeronautica russa aveva anche ricevuto, nel 2013, 67 aerei da combattimento, ma 12 di essi erano Jak-130 da addestramento avanzato per il programma sul passaggio dei piloti agli aerei di 4.ta++ generazione. Il 15 ottobre 2014, un secondo lotto di 6 cacciabombardieri Su-34 fu consegnato lo stesso anno alla base aerea 6980 di Cheljabinsk, nella Russia centrale. In totale, nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto 16 velivoli Su-34 dopo averne ricevuti 32 nel 2013. Va menzionato che 15 Su-34 sono in organico presso la base aerea 6970 di Morozovsk (nella regione di Rostov sul Don, presso l’est dell’Ucraina). Il velivolo Su-34 ha tra le sue missioni principali l’interdizione aerea (bombardamento per l’interruzione in profondità delle linee di rifornimento del nemico). Il Su-34 adatto a pattugliamento marittimo, lotta antisommergibile e l’attacco a raggruppamenti navali a grande distanze dalle coste. L’armamento dell’equipaggiamento Morskaja Zmeja del Su-34 è composto dall’avionica necessaria per la rilevazione delle anomalie magnetiche generate dai sottomarini immersi. Per le missioni di ricerca, sono montati sotto la fusoliera il contenitore M400 con sensori infrarossi Raduga, fotocamere panoramiche AP-403 e AP-404, fotocamere oblique AK-108FM o un contenitore M402 Pika tipo SLAR (side-looking airborne radar). Il Su-34 può anche essere usato, come i velivoli statunitensi EA-6B o EF-18G, come piattaforma per la guerra elettronica nell’area operativa coprendo la penetrazione delle formazioni d’attacco proprie o scortate sull’obbiettivo sotto la protezione del disturbo elettronico. Perciò viene installato sul Su-34 un contenitore da guerra elettronica di grande potenza L175V/KS418 dotato di DRFM (memoria digitale RF).Su-30SM (5)Nel 2014, l’aeronautica russa ha ricevuto anche 21 caccia Su-30SM (biposto con ugelli vettoriali) in grado di trasportare 6 missili aria-aria e 6 missili aria-terra o 6 bombe laserguidate o 8500 kg di bombe di diversi tipi. Il Su-30SM è equipaggiato con un radar AESA e un rilevatore ad infrarossi OLS-30. Una pattuglia composta da 4 Su-30SM opera dalla base aerea di Belbek in Crimea, a fianco di 12 Su-27M. Conformemente al contratto con l’impianto di Irkutsk della Sukhoj, nel 2015 saranno consegnati altri 30 Su-30SM alle forze aeree della Russia. Sempre nel 2014 l’aeronautica militare russa ha ricevuto altri 22 caccia Su-35. Il primo contratto con l’azienda Sukhoj includeva 48 Su-35, di cui 12 aeromobili consegnati nel 2013 e 14 lo saranno nel 2015. I velivoli Su-35S sono equipaggiati, come il Su-30SM, con il radar tipo AESA Belka N036 (A+B+C) con un raggio di scoperta senza eguali nella NATO.

1505700Valentin Vasilescu – ACS-RSS Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina testa ancora il nuovo velivolo ipersonico

Sputnik 5/12/2014

La Cina ha compiuto il terzo test del suo nuovo Velivolo Ipersonico (HGV) d’attacco, che vola ad otto volte la velocità del suono ed evita il sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti. Il test è stato monitorato dai servizi segreti statunitensi.17450588La Cina ha condotto l’ennesima prova del suo nuovo Hypersonic Glide Vehicle (HGV) soprannominato dal Pentagono WU-14, secondo il sito web Washington Free Beacon. Il test è il terzo del nuovo velivolo iper-veloce capace di volare ad otto volte la velocità del suono e di evitare il sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti, dopo i due precedenti lanci del 9 gennaio e 7 agosto. Il test è stato monitorato dalle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti. “Sappiamo di segnalazioni relative a questa prova e monitoriamo le attività della difesa straniera“, afferma il Washington Free Beacon citando il tenente-colonnello dei Marine Corps Jeff Pool, “Tuttavia, non commentiamo le nostre intelligence e valutazioni dei sistemi d’arma stranieri“, ha aggiunto. Il tenente-colonnello Jeff Pool ha anche osservato che il Pentagono incoraggia la Cina ad adottare una maggiore trasparenza sugli investimenti per la difesa e gli obiettivi militari, al fine di “evitare errori di calcolo”.
Le precedenti prove del velivolo hanno dimostrato che il WU-14 può trasportare testate nucleari ad una velocità superiore a Mach 10, o 12360 chilometri all’ora. Il HGV è destinato a resistere alle contromisure antimissile balistico più dei veicoli di rientro convenzionali. I veicoli di rientro normali attraversano l’atmosfera con una traiettoria balistica prevedibile, ma le loro velocità elevate ne rendono estremamente difficile l’intercettazione. Ma alla fine degli anni ’80, tuttavia alcuni Paesi iniziarono a sviluppare missili intercettori progettati per distruggere tali veicoli di rientro balistico. L’aliante ipersonico HGV potrebbe manovrare rientrando nell’atmosfera e avvicinandosi all’obiettivo con una traiettoria relativamente bassa, diminuendo il tempo per essere rilevato, abbattuto, o (se l’attacco iniziale fallisse) rintracciato. Il volo manovrato lo rende più maneggevole e ne amplia la gittata. Un velivolo come il WU-14 può essere usato da vari missili balistici cinesi, come il missile a medio raggio DF-21 e i missili balistici intercontinentali DF-31 e DF-41, estendendone la gittata da 2000 km a 3000 km e da 8000 km a 12000 km rispettivamente.
La seconda prova del velivolo fu un fallimento, in quanto si frammentò subito dopo il lancio.

 

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Il velivolo d’attacco ipersonico cinese può infrangere lo scudo antimissile degli USA
Sputnik 5/12/2014

L’esperto di tecnologia della difesa Igor Korotchenko ha detto a Sputnik che il successo del test del velivolo d’attacco ipersonico cinese può influenzare la sicurezza nazionale degli USA.

China_has_conducted_second_flight_test_of_of_its_new_WU-14_hypersonic_glide_vehicle_HGV_640_001Igor Korotchenko, direttore del Centro analisi del commercio mondiale delle armi, ha detto a Sputnik che il riuscito test del velivolo d’attacco ipersonico (HGV) cinese dimostra il potenziale cinese nell’influenzare seriamente la sicurezza nazionale statunitense. “L’ansia degli USA s’incentra sul fatto che la Cina sperimenta attivamente armi ipersoniche, quasi impossibili da intercettare con i sistemi di difesa missilistica attualmente disponibili negli Stati Uniti“, ha detto Korotchenko a Sputnik. In precedenza era stato riferito che la Cina aveva condotto un altro test del HGV, soprannominato WU-14 dal Pentagono, un velivolo ad ultra-alta velocità che vola anche ad otto volte la velocità del suono. I test precedenti del velivolo avevano dimostrato la capacità di trasportare testate nucleari ad una velocità superiore a Mach 10, o 12359 km/h. L’arma sperimentale, che mira a contrastare le contromisure antibalistiche, attacca l’obiettivo con un volo a quota relativamente bassa, riducendo la probabilità di rilevamento e contromisure di un qualsiasi nemico. La produzione in serie di tale vettore potrebbe inoltre estenderebbe di un terzo la gittata dei missili balistici intercontinentali cinesi. Korotchenko ha osservato che la creazione di tali sistemi da parte della Cina “dimostra la capacità del Paese di produrre la tecnologia necessaria per influenzare (negativamente) la sicurezza nazionale degli USA“. “Allo stato attuale, l’industria della difesa della Cina riconosce il concetto che gli Stati Uniti sono il principale nemico del Paese. I cinesi sviluppano piani militari e configurano le forze e la volontà del Paese nel costruire una flotta di portaerei, e ciò nel quadro della rivalità con gli Stati Uniti“, ha detto Korotchenko. “Pertanto, i commenti negativi sui media statunitensi riflettono il fatto che gli Stati Uniti comprendono la portata della crescita militare della Cina, e ne sono allarmati“, ha aggiunto l’esperto.
Korochenko ha notato anche che la Russia lavora attivamente allo sviluppo della tecnologia ipersonica, con il recente ‘scongelamento’ degli sviluppi, fermati negli anni ’80 dal crollo dell’Unione Sovietica. Tra le aziende che lavorano su ciò vi è l’azienda statale Tactical Missiles Corporation JSC.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Nucleari Strategiche della Russia sono più avanzate di quelle degli Stati Uniti

Pravda 14 novembre 2014Red SquareIl 1° settembre 2014 il dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblicava un rapporto in cui si afferma che, per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica, la Russia ha raggiunto la parità con gli Stati Uniti nel campo delle armi nucleari strategiche. Così, Washington ha ammesso che Mosca ha riacquistato lo status che l’Unione Sovietica aveva dalla metà degli anni ’70 e che poi perse. Secondo il rapporto del dipartimento di Stato, la Russia ha 528 vettori strategici con 1643 testate nucleari. Gli Stati Uniti ne hanno 794 con 1652 testate nucleari. Si dà il caso che oggi, le forze nucleari strategiche della Russia (SNF) siano ancora più avanzate di quelle degli Stati Uniti, in quanto garantiscono la parità delle testate con un numero significativamente inferiore di vettori strategici. Tale divario tra Russia e Stati Uniti potrebbe solo crescere in futuro, dato che i funzionari della Difesa russi promettono di riarmare le SNF della Russia con missili di nuova generazione. Il progresso è reso possibile dal trattato sulla limitazione delle armi nucleari, nota anche come START-3. Il trattato venne firmato da Dmitrij Medvedev e Barack Obama l’8 aprile 2010 a Praga (entrato in vigore il 5 febbraio 2011). In conformità con il documento, le testate nucleari delle due parti devono essere ridotte a 1550 entro il 2021. Il numero di vettori (missili balistici intercontinentali, missili balistici lanciati da sottomarini e bombardieri pesanti) dovrebbero essere ridotti a 700 unità. E’ stato il primo accordo strategico, dal tradimento dei democratici, in cui la Russia strappa vantaggi significativi. Nel trattato gli statunitensi, per la prima volta nella storia, s’impegnano a ridurre il loro arsenale nucleare strategico, mentre la Russia ha la possibilità di aumentarlo. Inoltre, il nuovo trattato rimuove importanti limitazioni presenti nei precedenti trattati START 1 e 2 che vanno dall’aumento delle dimensioni delle aree per schierare gli ICBM mobili, al numero di missili balistici intercontinentali a testata multipla alla possibilità di costruire missili balistici intercontinentali ferroviari. La Russia non ha fatto alcuna concessione. Dopo aver escluso Mosca quale serio rivale geopolitico, volando sulle ali dell’inaccessibile superiorità militare e tecnologica, Washington è caduta in una trappola da cui non vede via d’uscita neanche a medio termine.
Ultimamente, molto è stato detto a proposito delle cosiddette “guerre di sesta generazione” e delle armi a lungo raggio ed alta precisione che dovrebbero garantire la vittoria sul nemico senza entrare in contatto diretto con le sue forze armate. Tale concetto è molto discutibile (gli Stati Uniti non sono riusciti a vincere né in Iraq né in Afghanistan). Tuttavia, questo è il punto in cui anche la Russia acquisisce parità. La prova sono i missili da crociera a lunga gittata di nuova generazione che presto saranno schierati sui sottomarini della Flotta del Mar Nero e le navi della flottiglia del Caspio. Nella Russia di oggi molti trovano difficile crederlo. Si tratta di una credenza comune in molti di coloro che ancora, con entusiasmo, sono prigionieri dei miti sulla “debolezza” assoluta della Russia e sulla “superiorità” assoluta dell’occidente. Il mito fu costruito negli anni ’90 sotto l’influenza di Boris Eltsin e del relativo tradimento degli interessi nazionali russi. Bisogna ammettere che in quel periodo il mito era reale, se così si può dire. Ma i tempi sono cambiati e si può facilmente capire la nuova situazione. Ad esempio, prendiamo in considerazione il potenziale delle armi convenzionali di Russia e occidente nel teatro delle operazioni europeo (ETO). In questa zona in genere si ritiene che la NATO sia molto più forte della Russia. Tuttavia, un primo incontro con la realtà distrugge tale miscredenza. Come è noto, la forza d’attacco principale, il nucleo della forza combattente delle forze di terra, sono i carri armati. Al crollo dell’Unione Sovietica, le forze armate russe avevano circa 20000 carri armati nell’ETO. Gli statunitensi a loro volta schieravano 6000 carri armati Abrams sul territorio degli alleati. Nonostante ciò, la potenza combinata delle forze NATO in Europa era ancora significativamente inferiore al potenziale sovietico. Per compensare lo squilibrio gli strateghi della NATO furono costretti a ricorrere alle armi nucleari tattiche (TNW). Nella prima metà degli anni ’50, la NATO condusse una ricerca sul tipo di forze del blocco che avrebbero dovuto mostrare resistenza affidabile a una grande offensiva di terra delle superiori forze dell’ex Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. I calcoli mostrarono la necessità di almeno 96 divisioni complete per tale scopo. Tuttavia, il costo dell’armamento di ognuna di tali divisioni superava il miliardo di dollari. Inoltre, erano necessari due o tre miliardi di dollari per mantenere un così grande gruppo di truppe e costruirne infrastrutture adeguate. Tale onere chiaramente andava oltre la forza economica occidentale. La soluzione fu trovata schierando un gruppo di armi nucleari tattiche statunitensi sul continente, subito attuato. Nei primi anni ’70, l’arsenale di armi nucleari tattiche degli Stati Uniti contava circa 7000 munizioni. Il culmine fu la creazione di armi ad azione selettiva, come testate ai neutroni (per cannoni da 203 mm e 155 mm, e missili Lance) con una potenza da 1 a 10 kilotoni. Le testate erano ritenute cruciali per combattere i soldati delle forze di terra, in particolare i carristi sovietici. Dato il fattore nucleare contro l'”aggressione sovietica”, la NATO ritenne di schierare 30 invece che 96 divisioni.
Come opera tutto ciò oggi? Nei primi mesi del 2013 gli statunitensi ritirarono l’ultimo gruppo di carri armati Abrams dall’Europa. Nella NATO, negli ultimi 20 anni, ogni nuovo carro armato ne sostituiva 10-15 vecchi, ma ancora efficienti. Allo stesso tempo, la Russia non mise fuori servizio i suoi carri armati. Di conseguenza, oggi la Russia è leader assoluto in questo campo. A metà del 2014 l’arsenale del Ministero della Difesa contava ben 18177 carri armati (400 T-90, 7144 T-72B, 4744 T-80, 4000 T-64, 689 T- 62 e 1200 T-55). Naturalmente, solo poche migliaia di carri armati sono schierati in allerta permanente e la maggior parte resta nelle basi della riserva. Ma anche nella NATO. Pertanto, la superiorità decisiva dei carri armati russi non è scomparsa dai tempi dell’URSS. Ecco un’altra sorpresa, nelle armi nucleari tattiche la superiorità della moderna Russia sulla NATO è ancora più forte. Gli statunitensi ne sono ben consapevoli. Erano convinti che la Russia non sarebbe mai risorta, ma oggi è troppo tardi. Finora la NATO ha solo 260 armi nucleari tattiche nell’ETO. Gli Stati Uniti hanno 200 bombe per una potenza totale di 18 megatoni, che si trovano in sei basi aeree in Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia. La Francia ha 60 bombe atomiche, circa. La Russia, secondo stime prudenti, ha 5000 armi nucleari tattiche di diverse classi, dalle testate degli Iskander a siluri, bombe aeree e proiettili d’artiglieria! Gli Stati Uniti hanno 300 bombe tattiche B-61 sul proprio territorio, ma ciò non cambia la situazione dello squilibrio. Gli Stati Uniti non possono miglioralo, avendo distrutto l'”eredità della guerra fredda” come missili nucleari tattici, missili da crociera Tomahawk a testata nucleare a terra e sul mare.
10150755Come può la Russia, il Paese che ha perso la guerra fredda, essere superiore alla NATO militarmente? Si dovrebbe riesaminare la storia del problema per capirlo. Si ritiene che all’inizio del 1991 l’URSS avesse circa 20-22000 armi nucleari tattiche. Si trattava di testate nucleari per bombe aeree, missili tattici Luna, Tochka e Oka, armi antisommergibile della flotta, missili del sistema di difesa aerea, mine nucleari e proiettili di artiglieria nucleari delle Forze di Terra. Quest’imponente arsenale era il risultato di quarant’anni d’intensa corsa agli armamenti. Da notare che non fu la “totalitaria” URSS ad iniziare la corsa agli armamenti, ma gli Stati Uniti liberaldemocratici che iniziarono a sviluppare e testare vari tipi di armi nucleari tattiche nei primi anni ’50. Il primo esemplare di testata di tale classe fu testata da un cannone da 280mm e aveva una potenza di 15 kilotoni. La testata fu testata nel maggio del 1953. In seguito, le testate nucleari sarebbero state prodotte con dimensioni più ridotte, determinando in tal modo la creazione di testate per obici semoventi da 203 mm e 155 mm che avevano una potenza da uno a dieci kilotoni. Fino a poco prima erano nell’arsenale delle truppe statunitensi in Europa. In seguito, le Forze Armate degli Stati Uniti ricevettero i seguenti missili tattici a testata nucleare: Redstone (gittata 370 km), Corporal (125 km), Seargent (140 km), Lance (130 km) e molti altri. A metà degli anni ’60, gli Stati Uniti completarono lo sviluppo dei missili tattici Pershing-1 (740 chilometri). A sua volta, la leadership militare e politica sovietica decise che l’equipaggiamento delle forze statunitensi in Europa con armi nucleari tattiche mutasse radicalmente l’equilibrio di forze. L’URSS prese misure decisive creando e schierando altri tipi di armi nucleari tattiche sovietiche. Già nei primi anni ’60, missili tattici T-5, T-7, Luna entrarono in servizio. In seguito, l’arsenale nucleare non strategico fu ampliato con missili a medio raggio RSD-10, P-12, P-14, bombardieri a medio raggio Tu-22 e Tu-16 così come con missili tattici OTR-22, OTR-23, P-17, Tochka e artiglieria nucleare da 152mm, 203mm e 240mm, aeromobili dell’aviazione tattica Su-17, Su-24, MiG-21 e MiG-23. Da notare che la dirigenza sovietica aveva ripetutamente offerto ai capi occidentali d’avviare negoziati sulla riduzione delle armi nucleari tattiche. Eppure la NATO respinse sempre le proposte sovietiche. La situazione cambiò notevolmente solo quando l’Unione Sovitica si dissolse in conseguenza della “perestrojka” di Gorbaciov. Fu il momento in cui Washington decise di approfittarne per indebolire e disarmare il suo principale rivale geopolitico.
Nel settembre 1991, il presidente statunitense George H. Bush lanciò l’iniziativa su riduzione e persino eliminazione di alcuni tipi di armi nucleari tattiche. Gorbaciov, a sua volta, annunciò l’intenzione di ridurre radicalmente tali armi dell’URSS. Successivamente, i piani furono accelerati con la dichiarazione del presidente russo Boris Eltsin “Sulla politica della Russia per limitare e ridurre gli armamenti” del 29 gennaio 1992. La dichiarazione sottolineava che la Russia smetteva di produrre proiettili di artiglieria e testate nucleari per missili terrestri e s’impegnava a distruggere la scorta di tali armi. La Russia promise di rimuovere le armi nucleari tattiche da navi di superficie, sottomarini d’attacco ed eliminarne un terzo. Anche metà delle testate per missili antiaerei e per gli aerei doveva essere distrutta. Dopo tale riduzione, gli arsenali nucleari tattici di Russia e Stati Uniti dovevano mantenere 2500-3000 testate nucleari tattiche. Tuttavia, si scoprì il contrario. L’illusione della supremazia mondiale giocò uno scherzo crudele a Washington. Gli strateghi statunitensi ignorarono la Russia “democratica” post-URSS. Allo stesso tempo, durante la guerra del Golfo, le armi ad alta precisione degli Stati Uniti conclusero con successo diverse grandi operazioni in precedenza previste per le armi nucleari tattiche. Ciò spinse Washington a puntare tutto sul vantaggio tecnologico, portando alla creazione di armi “intelligenti” sempre più costose. Gli USA gradualmente ridussero la produzione di armi nucleari e le armi ad alta tecnologia della NATO si rivelarono assolutamente insufficienti per le grandi operazioni contro un nemico approssimativamente pari all’occidente sul piano tecnologico. Nel frattempo in Russia, gli esperti si sono affrettati a concordare sul fatto che, sullo sfondo della situazione geostrategica post-sovietica, la riduzione e l’eliminazione delle armi nucleari tattiche era inaccettabile. Dopo tutto, si tratta di armi nucleari tattiche che equilibravano universalmente le forze, privando la NATO del suo vantaggio militare. In queste circostanze, la Russia ha semplicemente preso in prestito la tesi della NATO sulla necessità di compensare la superiorità del nemico nelle armi convenzionali schierando l’arsenale nucleare tattico sul teatro delle operazioni europeo.
La situazione s’è sviluppata secondo tale scenario per oltre due decenni. L’occidente, dopo aver ignorato la Russia, riduceva i suoi carri armati e distruggeva le sue armi nucleari tattiche. La Russia, risentendo della propria debolezza, manteneva tutti i carri armati e le armi nucleari tattiche. Di conseguenza, la Russia superata l’inerzia del collasso iniziava a far rivivere la propria potenza, mentre l’occidente, cullato da dolci sogni ad occhi aperti sulla liberale “fine della storia”, castrava le sue forze armate al punto da esser buone per guerre coloniali contro nemici deboli e arretrati. L’equilibrio delle forze in Europa così cambiava in favore della Russia. Quando gli statunitensi se ne resero conto, era troppo tardi. Nel dicembre 2010, la sottosegretaria per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, Rose Gottemoeller, diede l’allarme. I russi avevano più sistemi nucleari tattici degli Stati Uniti, disse. Secondo lei, la riduzione delle armi nucleari tattiche doveva essere il passo successivo. Nel 2010, gli europei, con i ministri degli Esteri di Polonia e Svezia in prima linea, con insolenza chiesero alla Russia di costituire essa sola due zone non-nucleari, a Kaliningrad e Penisola di Kola, i territori di primo schieramento delle armi nucleari tattiche russe. Le regioni sono le principali basi delle flotte del Mar Baltico e del Nord. Nel caso della Flotta del Nord, la regione ospita le basi della maggior parte delle SNF russe. Da allora, gli statunitensi hanno ripetutamente offerto alla Russia di seguire la via sbagliata nel risolvere il “problema delle armi nucleari tattiche”. Ostinatamente insistono sul raggiungimento di un accordo per eliminare le disparità nell’arsenale delle armi nucleari tattiche. Hanno anche cercato d’imporre condizioni per l’attuazione del trattato START-3. Così, in accordo all’emendamento del senatore Lemieux (emendamento 4/S.AMDN.4908), lo START-3 entrerà in vigore dopo che i russi accetteranno di avviare i negoziati per la cosiddetta liquidazione dello squilibrio delle armi nucleari tattiche tra Russia e Stati Uniti. Il 3 febbraio 2011, Barack Obama scrisse in una lettera a diversi senatori dicendo che gli Stati Uniti avviavano i negoziati con la Russia per affrontare disparità tra armi nucleari tattiche della Federazione russa e degli Stati Uniti, riducendo il numero delle armi nucleari tattiche in modo verificabile. Purtroppo, nel 2012, Putin tornò al Cremlino e le speranze occidentali d’ingannare la Russia con un disarmo unilaterale decadevano.

1656368Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

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