La Cina testa armi che raggiungeranno gli USA in 14 minuti

ZerohedgeUna galleria del vento ipersonica segreta, soprannominata “Hyper Dragon“, aiuta gli esperti a rivelare molti fatti che gli statunitensi ignorano“, secondo un ricercatore cinese in un documentario… Stephen Chen del South China Morning Post riferisce che la Cina sta costruendo la galleria del vento più veloce del mondo per simulare il volo ipersonico fino a velocità di 12 chilometri al secondo. Il velivolo ipersonico che vola a questa velocità dalla Cina potrebbe raggiungere le coste occidentali degli Stati Uniti in meno di 14 minuti. Zhao Wei, scienziato che lavora al programma, ha detto che i ricercatori mirano ad attivare la struttura entro il 2020 per soddisfare la pressante richiesta del programma di sviluppo di armi ipersoniche della Cina. “Potenzierà l’applicazione ingegneristica della tecnologia ipersonica, principalmente nei settori militari, replicando l’ambiente dei voli ipersonici estremi, in modo che i problemi possano essere scoperti e risolti subito“, affermava Zhao, Vicedirettore del Laboratorio di Stato per la Gasdinamica ad Alta Temperatura presso l’Accademia delle Scienze di Pechino. I test ridurranno in modo significativo il rischio di fallimento quando inizieranno i voli di prova dell’aeromobile ipersonico. La galleria del vento più potente al mondo attualmente è la struttura LENX-X di Buffalo, nello stato di New York, che opera a velocità massima di 10 chilometri al secondo, 30 volte la velocità del suono. Velivoli ipersonici sono definiti i velivoli che volano a Mach 5, cinque volte la velocità del suono o più.
L’esercito statunitense ha testato l’HTV-2, un velivolo senza pilota da Mach 20 nel 2011, ma il volo ipersonico durò pochi minuti prima che il velivolo si schiantasse nell’Oceano Pacifico. A marzo, la Cina ha condotto sette voli di prova riusciti dell’aliante ipersonico WU-14, noto anche come DF-ZF, alla velocità tra Mach 5 e Mach 10. Altri Paesi, come Russia, India e Australia, hanno anche testato dei primi prototipi di velivoli che potrebbero essere utilizzati per armare missili, anche con testate nucleari. “Cina e Stati Uniti hanno iniziato la corsa ipersonica“, affermava Wu Dafang, professore presso la Scuola di Scienza ed Ingegneria Aeronautica della Beihang University di Pechino, che ha ricevuto il premio tecnologico nazionale per l’invenzione di un nuovo scudo termico utilizzato dai velivoli ipersonici nel 2013. Wu ha lavorato allo sviluppo dei missili da crociera ipersonici, un velivolo orbitale, droni ad alta velocità e altre possibili armi per l’Esercito di Liberazione Popolare. Ha detto che vi sono numerosi tunnel del vento ipersonici nella Cina continentale che contribuiscono all’alto tasso di successo nei test delle armi ipersoniche. La nuova galleria del vento sarà “una delle più potenti e avanzate strutture di collaudo per velivoli ipersonici nel mondo“, affermava Wu, che non è interessato al programma. “Questa è sicuramente una buona notizia. Non vedo l’ora che sia completata“, aggiungeva.
Nel nuovo tunnel ci sarà una camera di prova per modelli di aerei relativamente grandi dall’apertura alare di quasi tre metri. Per generare un flusso d’aria dalla velocità estremamente elevata, i ricercatori faranno detonare diverse valvole contenenti una miscela di ossigeno, idrogeno ed azoto per creare una serie di esplosioni che producano un gigawatt di potenza in una frazione di secondo, secondo Zhao. Cioè più della metà della potenza della centrale nucleare di Daya Bay nel Guangdong. Le onde d’urto, incanalate nella camera di prova attraverso un tunnel metallico, avvolgeranno il prototipo del veicolo e aumenteranno la temperatura della cellula a 8000 gradi Kelvin, o 7727 gradi Celsius, secondo Zhao. Quasi il 50% più caldo della superficie del Sole. Il velivolo ipersonico deve quindi essere coperto di materiali speciali con sistemi di raffreddamento estremamente efficienti nella cellula per dissipare il calore, altrimenti potrebbe facilmente deviare dalla rotta o disintegrarsi durante il volo a lunga distanza. Il nuovo tunnel sarà utilizzato anche per testare lo scramjet, un nuovo tipo di motore a reazione progettato specificamente per i voli ipersonici. I motori a reazione tradizionali non possono gestire flussi d’aria a tali velocità. Secondo Zhao, la costruzione della nuova struttura sarà guidata dallo stesso team che ha costruito il JF12, uno shock tunnel a denotazione iperveloce di Pechino, in grado di replicare le condizioni di volo a velocità che vanno da Mach 5 a Mach 9 e ad altitudini tra 20 e 50 chilometri. Jiang Zonglin, capo sviluppatore del JF12, ha vinto l’annuale Ground Test Award rilasciato dall’American Institute of Aeronautics and Astronautics lo scorso anno, per l’avanzamento di “modernissime strutture di test per l’ipersonicità su larga scala“. Il progetto del JF12 di Jiang “non utilizza parti mobili e genera test dalla durata maggiore e un flusso di energia più elevato rispetto ai tunnel tradizionali“, secondo l’istituto statunitense. Secondo i resoconti dei media il tunnel JF12 funziona a piena capacità con un nuovo test ogni due giorni dal completamento nel 2012, poiché il ritmo dello sviluppo delle armi ipersoniche è aumentato significativamente negli ultimi anni.
In un articolo pubblicato sulla rivista National Science Review il mese scorso, Jiang scriveva che l’impatto dei voli ipersonici sulla società potrebbe essere “rivoluzionario”. “Con pratici aeroplani ipersonici sarà possibile un volo di due ore verso qualsiasi parte del mondo”, mentre il costo dei viaggi nello spazio potrebbe essere ridotto del 99% con la tecnologia riutilizzabile dei velivoli spaziali. “Il volo ipersonico è, e nel prossimo futuro sarà, l’avanguardia della sicurezza nazionale, trasporto civile e accesso allo spazio“, aggiungeva. La velocità di fuga, o velocità minima necessaria per lasciare la Terra, è di 11 chilometri al secondo. Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Cancellare l’Unione Sovietica

L’attacco nucleare statunitense contro l’URSS programmato durante la Seconda guerra mondiale
Prof. Michel Chossudovsky, Global Research, 4 novembre 2017

Secondo un documento segreto datato 15 settembre 1945, “il Pentagono aveva previsto il bombardamento dell’Unione Sovietica con un attacco nucleare coordinato diretto contro le grandi aree urbane. Tutte le principali città dell’Unione Sovietica furono incluse nell’elenco di 66 obiettivi “strategici”. Le tabelle seguenti classificavano ogni città secondo l’area in miglia quadrate e il corrispondente numero di bombe atomiche necessarie per annientare e uccidere gli abitanti di queste aree urbane. Sei bombe atomiche dovevano essere utilizzate per distruggere ognuna delle grandi città come Mosca, Leningrado, Taskent, Kiev, Kharkov, Odessa. Il Pentagono stimò che sarebbe state necessarie in totale 204 bombe per “cancellare l’Unione Sovietica”.” Gli obiettivi dell’attacco nucleare erano sessantacinque grandi città. La bomba atomica sganciata su Hiroshima causò la morte immediata di 100000 persone in sette secondi. Immaginate cosa sarebbe successo se 204 bombe atomiche venivano sganciate sulle grandi città dell’Unione Sovietica come descritto dal piano segreto statunitense formulato durante la Seconda guerra mondiale. Il documento che illustra tale diabolica agenda militare fu stilato nel settembre 1945, appena un mese dopo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945) e due anni prima dell’inizio della Guerra fredda (1947). Il piano segreto datato 15 settembre 1945 (due settimane dopo la resa del Giappone, il 2 settembre 1945, sulla Missouri), tuttavia era già stato formulato in precedenza, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando USA e Unione Sovietica erano stretti alleati. Va notato che Stalin fu informato per la prima volta ufficialmente da Harry Truman del famoso progetto Manhattan, alla Conferenza di Potsdam il 24 luglio 1945, appena due settimane prima del bombardamento di Hiroshima. Il progetto Manhattan fu avviato nel 1939, due anni prima dell’ingresso degli USA nella Seconda guerra mondiale nel dicembre 1941. Il Cremlino era pienamente consapevole del progetto segreto Manhattan già nel 1942.Il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki dell’agosto 1945 fu voluto dal Pentagono per valutare il bombardamento dell’Unione Sovietica con 204 bombe atomiche? “Il 15 settembre 1945, poco più di due settimane dopo la resa del Giappone e la fine della Seconda guerra mondiale, Norstad inviò una copia della stima al generale Leslie Groves, a capo del progetto Manhattan e che comunque a breve sarebbe divenuto responsabile della produzione delle bombe volute dall’USAAF. Come immaginabile, la classificazione di questo documento fu massima: “TOP SECRET LIMITED”, il massimo durante la Seconda guerra mondiale“. (Alex Wellerstein, Prime stime della riserva atomica (settembre 1945)).
Il Cremlino sapeva del piano del 1945 per bombardare sessantacinque città sovietiche. Se gli Stati Uniti avessero deciso di non sviluppare armi nucleari da utilizzate contro l’Unione Sovietica, la corsa agli armamenti non ci sarebbe stata. Né Unione Sovietica né Repubblica Popolare Cinese avrebbero sviluppato la deterrenza nucleare. L’Unione Sovietica perse 26 milioni di persone durante la Seconda guerra mondiale, e sviluppò la sua propria bomba atomica nel 1949, in risposta ai rapporti d’intelligence sovietici del 1942 sul progetto Manhattan. “Finiamola. Quante bombe atomiche erano richieste dall’USAAF in generale, quando c’era forse materiale fissile per una o due bombe a portata di mano? Ne voleva almeno 123. Idealmente 466. Questo un mese dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Naturalmente, in modo burocratico, tracciò un grafico su carta” (Alex Wellerstein, op cit).
La lista iniziale del 1945 di sessantacinque città fu aggiornata nel corso della Guerra fredda (1956) arrivando a circa 1200 città dell’URSS e del blocco sovietico dell’Europa orientale (cfr. Documenti seguenti). “Secondo il piano del 1956, le bombe H dovevano essere utilizzate contro gli obiettivi prioritari della “Potenza aerea” in Unione Sovietica, Cina ed Europa orientale. Le principali città del blocco sovietico, compresa Berlino, furono in cima alla “distruzione sistematica” con le bombe atomiche”. Lista di 1200 bersagli del Blocco sovietico, “dalla Germania orientale alla Cina”, di William Burr.Nell’epoca post-guerra fredda, sotto Fuoco e furia di Donald Trump, la guerra nucleare contro Russia, Cina, Corea democratica e Iran è “prevista”.
Cosa distingue la crisi dei missili dell’ottobre 1962 alla realtà odierna:
1. Il presidente Donald Trump non ha idea delle conseguenze della guerra nucleare.
2. Le comunicazioni tra Casa Bianca e Cremlino oggi sono al minimo. Al contrario, nell’ottobre 1962, i leader di entrambe le parti, John F. Kennedy e Nikita S. Khrushjov, erano ben consapevoli dei pericoli dell’estinzione nucleare e collaborarono per evitare l’impensabile.
3. La dottrina nucleare era completamente diversa durante la Guerra fredda. Washington e Mosca capirono le realtà della distruzione reciprocamente assicurata. Oggi le armi nucleari tattiche dalla potenza da un terzo a sei volte la bomba di Hiroshima sono classificate dal Pentagono come “innocue per i civili perché l’esplosione è sotterranea“.
4. È in corso un programma nucleare da oltre un trilione di dollari, iniziato da Obama.
5. Le bombe termonucleari di oggi sono più di 100 volte più potenti e distruttive della bomba di Hiroshima. Stati Uniti e Russia hanno diverse migliaia di armi nucleari. Inoltre, la guerra totale contro la Cina è prevista dal Pentagono come indicato da una relazione della RAND Corporation commissionata dall’esercito degli Stati Uniti.

“Fuoco e furia”, da Truman a Trump: la follia della politica estera statunitense
C’è la lunga storia della follia politica statunitense volta a dare un volto umano ai crimini contro l’umanità degli Stati Uniti. Il 9 agosto 1945, il giorno in cui la seconda bomba atomica fu sganciata su Nagasaki, il presidente Truman, parlando alla radio, concluse che Dio è con l’America sull’uso dell’arma nucleare, e ciò “Ci può guidare ad usarla nei modi e scopi appropriati”. Secondo Truman: Dio è con noi, deciderà se e quando usare la bomba: “Dobbiamo preparare i piani per il futuro controllo della bomba. Chiedo al Congresso di cooperare fino alla fine per controllarne produzione ed uso, e che la sua potenza possa influenzare in modo straordinario la pace mondiale. Dobbiamo avere il monopolio di questa nuova forza, per evitarne l’uso improprio e metterla al servizio dell’umanità. È una nostra terribile responsabilità. Ringraziamo Dio che le armi nucleari siano nostre anziché dei nostri nemici; e preghiamo che ci possa guidare nell’usarle nei modi e scopi appropriati”.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Cina e Russia minacciano il potere occidentale

Le manovre militari aggressive deagli Stati Uniti continuano a creare il rischio di conflitti
Shane Quinn, The Duran 21 ottobre 2017Mentre entriamo nel XXI secolo, l’egemonia statunitense affronta nuove e crescenti minacce al suo status globale. Con Cina e Russia che guadagnano forza e audacia, il potere statunitense viene sfidato come mai prima. Gideon Rachman, opinionista del Financial Times, si chiede: “Per quanto tempo un Paese (Stati Uniti) che rappresenta meno del 5% della popolazione mondiale e del 22% dell’economia globale, rimarrà potenza militare e politica dominante sul mondo?” Gli USA sono di gran lunga la più grande potenza militare sulla Terra, e questo non finirà presto. Tuttavia, il dominio militare e la volontà statunitensi di avventurarsi su tale strada, possono durare fino a un certo punto. Ad esempio, Cina e Russia possiedono armi nucleari. Gli Stati Uniti non entrerebbero in guerra con esse per riconquistare il potere perduto. Ma a causa della bellicosità statunitense, c’è sempre la possibilità di un incidente planetario. Rachman delinea che, “fin dalla guerra fredda, la forza schiacciante delle forze armate statunitensi era al centro della politica globale. Ora… quel potere è sfidato, le potenze rivali ne testano la risolutezza e gli Stati Uniti considerano quando e se rispondere”. Oggi la Cina si afferma nei mari che recano il suo nome. Con molta irritazione e sgomento degli statunitensi, si potrebbe aggiungere. Come osa la Cina ignorare gli avvertimenti statunitensi eseguendo esercitazioni a migliaia di chilometri da Washington? Si può supporre che la reazione statunitense sia ancora più rabbiosa se la Cina svolgesse esercitazioni militari nei Caraibi. Fortunatamente, le intenzioni cinesi sono più realistiche. Due mesi prima, l’USS John S McCain navigò pericolosamente vicino a un’isola artificiale cinese nel Mar Cinese Meridionale. Disturbata dall’apparizione della nave da guerra statunitense, lunga 175 metri, una fregata cinese le inviò almeno 10 avvertimenti radio. Anche se raramente menzionati, tali incidenti recano la minaccia della guerra nucleare. Lamentando l’episodio, un ufficiale statunitense disse: “gli abbiamo detto che eravamo una nave statunitense che svolgeva operazioni di routine in acque internazionali“, descrivendo le interazioni come “sicure e professionali“. Tuttavia, il Ministero degli Esteri cinese dichiarò: “Le azioni degli Stati Uniti violano le leggi cinesi e internazionali, oltre a violare seriamente sovranità e sicurezza della Cina“. In disaccordo, il portavoce del Pentagono Chris Logan rispose: “Gli Stati Uniti sorvolano, navigano e operano ovunque vigano i diritti internazionali“. Traduzione, “diritto internazionale” significa “diritto statunitense”. Meno di due settimane dopo l’episodio del 21 agosto, l’USS McCain fu speronato da una petroliera liberiana al largo di Singapore. Dieci marinai morirono. Fu solo uno dei vari incidenti che coinvolgono navi da guerra statunitensi in Asia, quest’anno. Né tali episodi si limitano alle navi da guerra statunitensi. Gli aerei statunitensi sono visti regolarmente sorvolare il Mar Cinese Meridionale, conducendo esercitazioni in “libertà di navigazione”. In realtà, tali pericolose provocazioni sono un avvertimento alla Cina sulla forza militare statunitense. La Cina sembra immune a tali avvertimenti. La sua influenza si diffonde, come la BBC segnalava a luglio con “la Cina rivendica sovranità su quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, contestata dagli Stati Uniti“. Il Mar Cinese Meridionale parte dall’Oceano Pacifico bagnando Vietnam, Filippine, Malesia, Borneo e Singapore, ed è una delle rotte commerciali più importanti del mondo. A luglio, 2 B-1B Lancer statunitensi volarono assieme ad aerei giapponesi sul Mar Cinese Orientale e sul Mar Cinese Meridionale. Una dichiarazione del Comando del Pacifico delle Forze armate degli Stati Uniti affermava che l’operazione doveva “dimostrare la solidarietà tra Giappone e Stati Uniti nella difesa da azioni provocanti e destabilizzanti nel teatro del Pacifico“. Teatro del Pacifico? Sarebbe perdonabile se fossimo ancora nel 1944. Pochi sembrano chiedersi perché gli statunitensi mantengano una presenza nell’altro lato del mondo più di 70 anni dopo. Infatti, gli Stati Uniti hanno trattato l’Oceano Pacifico come “lago americano” da allora. I tempi sono chiaramente mutati. A maggio, la Cina pianificò dettagliatamente la costruzione della versione moderna da 900 miliardi di dollari della vecchia Via della Seta, antica rete di rotte commerciali. Per circa 1600 anni, la vecchia Via della Seta collegò la Cina ad est con penisola coreana e Giappone, e ad ovest con Europa ed Africa. La vecchia Via della Seta sparì a metà del XV secolo, soprattutto a causa della diffusione di malattie lungo essa, come l’antrace e la peste bubbonica. La Cina perse metà della popolazione nel 14° secolo, con l’Europa che ne perse un terzo. Il cancelliere inglese Philip Hammond dichiarò che la nuova Via della Seta coprirebbe “65 Paesi in quattro continenti, potendo aumentare il tenore di vita del 70% della popolazione mondiale“, definendo il progetto “veramente tosto“.
Altrove, l’influenza statunitense viene contestata da una Russia in ripresa. Nel 2014, la regione idilliaca della Crimea fu reintegrata nel territorio russo. La Crimea era parte della terra russa e sovietica da più di due secoli (1783-1991), cosa mai menzionata. Il reintegro della Crimea fu un’altra dimostrazione di forza; la Russia è definitivamente contraria a sopportare ancora la distruttiva influenza occidentale. Questo dopo la guerra dell’Ossezia del Sud del 2008 che, come scrisse il Prof. Richard Sakwa dell’Università del Kent, “fu in effetti la prima delle guerre per fermare l’espansione della NATO“. Sei anni dopo, il ritorno della Crimea in Russia era la risposta al vigoroso colpo di Stato occidentale in Ucraina. Nel 2015, Barack Obama ammise pubblicamente il coinvolgimento statunitense in un’ignorata intervista della CNN. Il putsch ucraino sprofondò il Paese, dalla lunga storia di sfruttamento occidentale, in un altro abisso. Il regime di Kiev è in realtà un governo di estrema destra guidato dal miliardario Petro Poroshenko. A giugno fu riferito che avesse l’approvazione dell’1% del pubblico, secondo Kiev Post. L’amministrazione Poroshenko è la più corrotta in Europa, con collegamenti diretti con gruppi neonazisti che combattono nelle regioni orientali dell’Ucraina, come Donetsk e Donbas. Virtualmente alcuno di tali fatti indesiderati viene segnalato al pubblico occidentale. Invece, la Russia continua ad essere vergognosamente insultata per aver cercato di proteggere le frontiere da ulteriori aggressioni. In risposta alla reintegrazione della Crimea, le manovre della NATO alle frontiere della Russia sono aumentate per dimensioni e minacce. La NATO riceve il 75% dei finanziamenti dagli Stati Uniti e le sue politiche sono da tempo una minaccia alla sicurezza globale. Infatti, la NATO, formata nel 1949, avrebbe dovuto essere smantellata decenni fa. Il generale Dwight D. Eisenhower, il primo comandante supremo della NATO, scrisse nel 1950 che “se entro 10 anni le truppe statunitensi stanziate in Europa per la difesa nazionale non ritorneranno negli Stati Uniti, allora questo piano (la NATO) avrà fallito“. Inoltre, l’intervento della Russia in Siria che sconfigge i terroristi filo-occidentali sottolinea anche la fine del controllo statunitense sul Medio Oriente. Tale risultato sarebbe stato impensabile un decennio fa. I disastrosi interventi statunitensi in Medio Oriente hanno comportato anche un significativo declino della loro influenza.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Russia e Cina uniscono le forze per l’esplorazione spaziale

Peter Korzun SCF 29.08.2017Cina e Russia hanno intenzione di firmare un accordo storico ad ottobre sull’esplorazione spaziale nel 2018-2022, inviando per la prima volta missioni sulla Luna. L’accordo bilaterale coprirà cinque settori, tra cui esplorazione lunare e cosmica, sviluppo di materiali speciali, collaborazione nei sistemi satellitari, telerilevamento terrestre e ricerca di detriti spaziali. Questo è il primo accordo bilaterale per una partnership di cinque anni. Dovrebbe essere firmato sullo sfondo della gara spaziale che gli Stati Uniti cercano di vincere, per cui i due partner hanno deciso di unire gli sforzi. A febbraio, l’amministrazione Trump chiese alla NASA di esaminare la possibilità di presumere una missione con un vettore pesante da lanciare nel 2018, impostando la prima fase per il ritorno sulla Luna. L’operatore spaziale Glavkosmos lavora con i partner cinesi su esperimenti congiunti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Cina era interessata all’acquisto dei potenti motori a razzo RD costruiti da Energomash, mentre Russian Space Systems ha mostrato interesse per la tecnologia elettronica cinese. Il primo modulo della stazione spaziale cinese dovrebbe essere lanciato nel 2018. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2022. Secondo i piani, una missione cinese verrà inviata su Marte nel 2020 per farvi sbarcare un veicolo robotizzato per la ricerca scientifica. L’anno scorso, Pechino attivava il più grande radio telescopio al mondo da mezzo chilometro di diametro. Nel 2014, la Cina raggiunse la Russia avendo lanciato lo stesso numero di satelliti, 117 (più 72% nel 2011-14). La Russia 118 (aumentando del 20% nello stesso periodo).
La Cina prevede d’inviare astronauti sulla Luna prima del 2036. A marzo annunciava piani per lanciare una sonda spaziale per riportare i campioni dalla Luna, prima della fine dell’anno, che i media indicavano concorrenziali con le ambizioni del presidente Donald Trump per rivitalizzare l’esplorazione spaziale degli USA. La sonda Chang’e-5 è in fase di prova finale e dovrebbe attendere il lancio, che coinvolgerà nuove sfide per la Cina nella raccolta dei campioni, scendendo sulla Luna e rientrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, rendendola “una delle missioni spaziali più complicate e difficili della Cina”, secondo Hu Hao, funzionario del Programma di Esplorazione Lunare. Il Presidente Xi Jinping ha chiesto alla Cina di diventare una potenza dell’esplorazione spaziale. “Non molto tempo fa l’amministrazione Trump rivelava l’ambizione di ritornare sulla Luna. Il nostro Paese ha anche annunciato una serie di piani di esplorazione spaziale“, dichiarava il quotidiano ufficiale della scienza e tecnologia. Le sonde lunari cinesi Chang’e 4, Chang’e 5 e Chang’e 6 hanno molto in comune con le russe Luna 26, Luna 27 e Luna 28. Riunire i progetti faciliterà notevolmente il progresso. La Russia ha grande esperienza e tecnologia all’avanguardia da condividere. La Cina ha proprie tecnologie e risorse finanziarie enormi. È difficile esplorare lo spazio da soli, per cui unire gli sforzi è naturale. Entrambi hanno molto da offrire. Negli anni ’90, il progetto della Stazione Spaziale Internazionale era impensabile senza la Russia, così gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali l’accolsero. La Russia collabora con l’occidente nell’esplorazione spaziale negli ultimi 25 anni, ma le sanzioni e il generale deterioramento delle relazioni portano a un’altra direzione. Per Mosca, Pechino è un partner di fiducia. Visitando il forum OBOR di Pechino (14-15 maggio), il Presidente Putin dichiarava: “Collaboriamo con successo nello spazio e ci sono tutte le possibilità che avanzeremo in questa cooperazione. La fornitura dei nostri motori a razzo alla Cina è all’ordine del giorno. Un motore ad alto potenziale è all’ordine del giorno e questo ci offre l’opportunità di implementare l’idea del nostro velivolo a lungo raggio con i partner cinesi. Ci sono tutte le possibilità per farlo”. Russia e Cina collaborano nel formato BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per creare un sistema unificato di telerilevamento terrestre. Anche Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Iran e altri Paesi sono candidati all’adesione alla ricerca spaziale internazionale.
Non si tratta solo di ricerca spaziale civile. È in corso la corsa agli armamenti spaziali con armi in fase di sviluppo o negli arsenali di Cina, Russia e USA, dotate di jammer satellitari, cannoni laser e a microonde ad alta potenza. I piani statunitensi per l’armamento spaziale e la difesa missilistica globale (BMD) sono ben noti. La Cina ha testato il missile antisatellite DN-3 a fine luglio. Il test fallì ma il programma continua. La Russia ha l’S-500 Prometej, l’arma più efficace del mondo, l’unica in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e spaziali, missili ipersonici da crociera e aeroplani che volano ad oltre Mach 5. Russia e Cina collaborano per impedire la militarizzazione dello spazio, ma gli Stati Uniti li hanno sempre ostacolati. Il primo progetto di Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia od uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT) fu ideato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei loro mezzi spaziali, nonostante il trattato affermasse esplicitamente il diritto all’autodifesa. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa “Alcun primo collocamento di armi nello spazio“. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici Paesi che rifiutarono di sostenere l’iniziativa russa. Per anni, Russia e Cina hanno sostenuto la ratifica di un trattato statunitense vincolante che vietasse le armi spaziali, che i funzionari ed esperti degli Stati Uniti hanno ripetutamente rifiutato come interessato impedimento. Gli Stati Uniti non presentarono alcuna iniziativa propria. Piazzare armi nello spazio per avere la supremazia globale è al vertice dell’agenda dell’amministrazione attuale. Si ritiene generalmente che finora sistemi d’arma non siano presenti nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate col Trattato Spaziale del 1967. Ma non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non è stato raggiunto alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio, a causa dell’obiezione di certi Stati guidati dagli Stati Uniti. Con tutte le piroette in politica estera, il presidente Trump ha una politica spaziale dettagliata e ambiziosa. I sistemi BMD basati a terra, la navetta spaziale X-37B e le piattaforme del Geosynchronous Space Situational Awareness Programme (GSSAP) potrebbero divenire strumenti bellici nello spazio. Il segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha chiesto maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Riferendosi alle armi antisatellite e antimissile nello spazio, il congressista Doug Lamborn dichiarava: “Alcune questioni tecniche su questi concetti vanno concluse, ma ci sono molte opzioni interessanti”. Il progetto di autorizzazione per la difesa nazionale del bilancio 2018 prevede maggiore enfasi sui sistemi di difesa missilistica e l’intensificazione degli sforzi nell’esplorazione spaziale. La militarizzazione dello spazio interferirà con gli strumenti del controllo degli armamenti esistenti. Può scatenare una cosa agli armamenti devastante. Quest’anno è il 50° anniversario del Trattato Spaziale del 1967. E’ piuttosto simbolico che entrasse in vigore in ottobre, il mese in cui l’accordo d’esplorazione spaziale russo-cinese dovrebbe essere firmato. Sarebbe giusto che le nazioni lancino dei colloqui sulla prevenzione della militarizzazione spaziale. È qui che Russia, Cina e Stati Uniti devono collaborare, mettendo da parte le differenze. Questo sarebbe un contributo cruciale nel prevenire l’erosione del controllo degli armamenti attuale. Nel frattempo, Russia e Cina entrano in una nuova fase della cooperazione reciprocamente vantaggiosa, in ciò che un giorno potrebbe diventare l’azione internazionale spaziale guidata da queste due nazioni che si scambiano alta tecnologia ottenendo risultati tangibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia lavora sui caccia spaziali

La Russia lavora su aerei da caccia ultraveloci con capacità di volo spaziale. Il nuovo intercettore pesante viene progettato dal MiG Bureau per sostituire i MiG-31
Russia FeedIl rinomato Ufficio Mikojan, che al fianco all’Ufficio Sukhoj è dagli anni ’50 il principale centro di progettazione degli aerei da combattimento della Russia, ha confermato che dal 2013 lavora sul sostituto dell’intercettore pesante a lungo raggio MiG-31, secondo il programma PAK- DP (“complesso aereo prospettico per un intercettore a lungo raggio”). Fin dagli anni ’60 l’Ufficio Mikojan produce due distinte e diverse linee di aerei da combattimento. Una sono velivoli austeri e relativamente economici, i caccia “leggeri” destinati ad integrare gli aeromobili “pesanti” più avanzati e costosi prodotti dall’Ufficio Sukhoj. Questi sono i “caccia MiG” noti al pubblico, che l’associano al nome MiG e che hanno svolto un ruolo importante nei conflitti regionali durante la Guerra Fredda. Esempi di tali MiG “leggeri” sono i famosi caccia MiG-21, MiG-23 e MiG-29. L’ultima della serie è il nuovo MiG-35. L’altra linea sono invece gli intercettori ultra-veloci, molto potenti e sofisticati, e finora ve ne sono stati solo due: il MiG-25, entrato nel servizio nel 1970, e il MiG-31, operativo dal 1981. L’intercettore pesante PAK-DP sarà un velivolo in questa serie. Qui è importante dire qualcosa sul ruolo degli intercettori, completamente diverso da quello di qualsiasi altro aereo da combattimento progettato e costruito altrove dalla fine della seconda guerra mondiale. MiG-25, MiG-31 e PAK-DP non sono caccia tattici o per superiorità aerea destinati ad impegnare altri caccia nei combattimenti aerei. La loro missione è la difesa aerea del vasto territorio della Russia, specialmente dei grandi spazi vuoti nell’Artico russo, una zona immensa in cui le condizioni climatiche sono dure e le basi militari poche, richiedendo aerei molto grandi e potenti con sistemi radar molto avanzati, in grado di operare su grandi distanze e a velocità molto elevate, in modo da intercettare e distruggere obiettivi aerei come missili da crociera e bombardieri prima che penetrino profondamente nelle aree popolate russe. Questa specifica determina la natura di questi velivoli, anche se va detto che possono anche essere molto diversi, in quanto evolvono per contrastare diverse minacce. Ad esempio, anche se MiG-25 e MiG-31 sembrano simili perché condividono le stesse dimensioni e disegno, sono in realtà aeromobili completamente diversi, progettati per missioni piuttosto diverse.
Il MiG-25 è un velivolo molto veloce in grado di volare a quote molto alte a tre volte la velocità del suono (Mach 3), rendendolo l’aereo da combattimento più veloce mai entrato in servizio. La sua missione è intercettare velivoli veloci e aerei da ricognizione che operano a quote elevate. Il MiG-31 invece ha una velocità più ridotta, ma ancora elevata, e un raggio d’azione più ampio, e a differenza del MiG-25 può volare a velocità supersoniche a bassa quota. Il compito principale è intercettare e distruggere missili da crociera. Dato che i missili da crociera tendono a volare in gruppi, il MiG-31 è dotato di un radar gigantesco ed estremamente potente: il primo radar a scansione elettronica passiva (“PESA”) montato su un aereo da combattimento, in grado di osservare e seguire contemporaneamente più bersagli aerei (ossia i missili da crociera) e puntarvi i missili aria-aria R-33, molto avanzati, per distruggerli. Non è chiaro quale sia il ruolo preciso del PAK-DP, i russi non hanno fornito molte informazioni. Tuttavia i rapporti dicono che potrà volare quattro volte la velocità del suono (Mach 4), rendendolo molto più veloce anche del MiG-25, e che potrà raggiungere e operare nello spazio, diventando in effetti uno spazioplano. I concetti che combinano aeromobile e velivolo spaziale nell’aerospazioplano esistono fin dagli anni ’60. Tuttavia, se le relazioni sono vere, il PAK-DP è il primo serio tentativo di avere tale velivolo. Lo sviluppo dei missili ipersonici (missili in grado di raggiungere la velocità di Mach 5), utilizzando motori aspiranti come i ramjet, ha recentemente compiuto progressi drammatici, con la Russia al primo posto in tale sviluppo, ad esempio con il nuovo missile ipersonico antinave Tzirkon. Non sorprende che questa tecnologia sia ora utilizzata per costruire intercettori che, se non ipersonici, saranno ancora più veloci di qualsiasi altro aereo militare finora entrato in servizio. I motori disegnati per aspirare l’aria, come i ramjet, ovviamente non possono funzionare nello spazio. Tuttavia sono stati proposti vari altri tipi di motori, con la possibilità di un motore-razzo a ciclo combinato. L’Ufficio Mikojan ha esperienza nei voli spaziali grazie ai test del MiG-105 Spiral degli anni ’70 e del BOR-5 degli anni ’80. Supponendo che l’Ufficio Mikojan possieda ancora i dati da questi test, cosa certa, allora senza dubbio li usa per sviluppare il PAK-DP. Rimane una grande incertezza su questo velivolo. Sebbene la velocità di Mach 4 e una capacità spaziale siano certamente raggiungibili con la tecnologia di oggi, non è chiaro quale sia lo scopo o il tipo di armamento destinato a un tale velivolo. Forse l’affermazione che l’aereo potrà operare nello spazio è esagerata e ciò che è realmente significato è che l’aeromobile, come il MiG-25, opererà a quote altissime.
Prima di concludere, si possono trarre altri punti:
1) Vi sono suggerimenti che questo non sia un vero progetto ma uno studio dell’Ufficio Mikojan. Tuttavia il fatto che il programma abbia una denominazione ufficiale, PAK-DP, dimostra che ciò è sbagliato e che è sicuramente un programma del Ministero della Difesa, previsto per produrre in seguito un vero aereo;
2) Sebbene l’aereo avrà prestazioni estreme, non è un velivolo di sesta generazione che segue il Su-57 di quinta generazione. Piuttosto è un intercettore specializzato della serie MiG-25/MiG-31 che, come tutti questi aeromobili, non si adatta al concetto di generazione ora applicato per gli aeromobili da combattimento;
3) Un aereo in grado di volare quattro volte la velocità del suono e possibilmente di operare nello spazio ovviamente non può essere furtivo. Alcun intercettore pesante MiG-25/MiG-31 è furtivo. Dato che sono destinati ad operare quasi interamente sul territorio russo, la necessità di essere furtivi per eludere le difese aeree nemiche ovviamente non sussiste;
4) Come intercettore l’aereo non è principalmente progettato per il combattimento con altri aerei da caccia. L’aereo progettato per questo ruolo è il Su-57. Come MiG-25 e MiG-31, il PAK-DP non è né furtivo né manovrabile, come il Su-57. Naturalmente il sistema d’arma altamente avanzato che il PAK-DP trasporterà gli permetterà di affrontare altri caccia nei combattimenti aerei, se necessario, come nel caso dei MiG-25 e MiG-31 in varie occasioni. Tuttavia questo non è il suo compito principale;
5), Sebbene il PAK-DP segua il MiG-31 nella serie degli intercettori pesanti MiG, iniziata negli anni ’70 con il MiG-25, l’Ufficio Mikojan insiste sul fatto che non sia una versione del MiG-31, ma un aereo completamente nuovo. Ovviamente è vero. Se questo velivolo è veramente capace di raggiungere Mach 4 e operare nello spazio, allora non può essere uno sviluppo del MiG-31, che non può fare queste cose;
6) La designazione “MiG-41” che i media hanno assegnato è per il momento puramente speculativa. È improbabile che il Ministero della Difesa abbia ancora dato un nome formale all’aereo. Questo è ovviamente un programma top secret che non ha ancora raggiunto la fase dei prototipi. Tuttavia il fatto che i russi ne parlino apertamente suggerisce che un prototipo possa essere costruito. Probabilmente con la fine dei test del Su-57, che presto entrerà in servizio, per questo programma sono stati liberati altri fondi, che possono cominciare a fluire. Se e quando un prototipo di questo aereo apparirà, sarà possibile abbandonare le speculazioni per i fatti. Nel frattempo tutto ciò che si può dire con sicurezza è che questo è un vero e proprio programma, e che le specifiche del velivolo che s’intende produrre sono estremamente ambiziose per qualsiasi standard.

Caccia orbitale: cosa aspettarsi dal futuro intercettatore russo MiG-41
Sputnik 27.08.2017Gli intercettatori russi MiG-31 sono famosi per la capacità di accelerare alla velocità incredibile di 3000 chilometri all’ora e volare a quote superiori ai 20 chilometri. Nei prossimi dieci anni, gli intercettori a lungo raggio MiG-41, ancora più avanzati, che distruggeranno bersagli nello spazio, li sostituiranno.
Gli intercettori russi MiG-31, definiti “Foxhound” in occidente, sono unici e non hanno ancora concorrenti. Copriranno i confini aerei della Russia per i prossimi dieci anni fino alla radiazione. La prossima generazione di MiG-41 li sostituirà quali intercettori principali della Russia. Andrej Stanavov di RIA Novosti ha esplorato le nuove caratteristiche dell’intercettore MiG-41, confrontandole con i MiG-31.

Dominatori dei cieli
La questione della ripresa della produzione del MiG-31 o sviluppare un nuovo intercettore ad alta quota fu discussa nel parlamento russo nel 2013. Fu la prima volta nella storia che la camera dei deputati russa dedicasse un’intera sessione al destino di un’arma specifica mentre la NATO si espande ad est. Il MiG-31 è davvero un aereo molto interessante, nonostante sia stato sviluppato nei primi anni ’70. I suoi motori spingono un velivolo da 40 tonnellate a velocità quasi ipersoniche. L’aereo è dotato di un cannone a sei canne da 23 millimetri e di sei piloni per una serie di missili aria-aria. Il carico bellico massimo è di nove tonnellate. Il MiG-31BM aggiornato individua gli obiettivi a una distanza di 320 chilometri e li raggiunge con i missili da una distanza di 280 chilometri. Quattro intercettori in volo possono avere il controllo dei cieli per un ampiezza di 1200 chilometri. L’aereo può intercettare missili balistici e da crociera, così come satelliti orbitanti a bassa velocità. La produzione del MiG-31 terminò nel 1994; la Russia ne dispone attualmente di oltre 250 in varie versioni. Il comandante delle forze aerospaziali russe Viktor Bondarev respinse l’idea di riprenderne la produzione, dicendo che sia meglio investire in un nuovo progetto. Fu deciso di aggiornare gli aerei esistenti nella versione MiG-31BM e cercare nuove soluzioni. Poi, i colloqui sul possibile successore iniziarono, l’intercettore a lungo raggio PAK-DP.

Spazio
I rapporti precedenti suggerivano che l’aeromobile del progetto PAK-DP verrebbe chiamato MiG-41. Allo stesso tempo, l’intercettore non sarà il completo ammodernamento del MiG-31, ma un “aereo completamente nuovo”. Il Direttore generale della MiG Ilja Tarasenko dichiarò che le consegne degli intercettatori MiG-41, già noti come PAK-DP, inizieranno a metà del 2020. “Il PAK-DP è lo sviluppo logico dei nostri MiG-31. Una volta contattati dal Ministero della Difesa, seguiremo questo progetto e penso che le consegne inizieranno a metà del 2020“, dichiarava Tarasenko. Non si sa molto del MiG-41 perché l’aereo, come tutti i progetti militari moderni, rimane classificato. Anche se il MiG-31 è l’aereo più veloce, dovrà infine lasciare il posto a nuovi e più avanzati aerei. Il MiG-41 sarà ipersonico (velocità stimata in 4500 km/h) e armato di missili ipersonici. È anche progettato per l’Artico e potrebbe divenire un drone. Il direttore generale della MiG disse in precedenza al canale Zvezda TV che l’aereo avrà capacità operative uniche, in particolare sarà invisibile ai radar nemici e potrà volare nello spazio. Non forniva ulteriori dettagli. È noto solo che alcuni MiG-31 modificati possono già di lanciare piccoli satelliti intorno la Terra. Secondo il pilota di test e veterano dell’URSS, l’Eroe Anatolij Kvochur, la velocità e il raggio d’azione, non la manovrabilità, sono le caratteristiche principali di un intercettore ad alta quota, e secondo lui tali aeromobili potranno essere utilizzati anche per scopi pacifici, ad esempio, eliminare i detriti spaziali su orbite basse. “Questi aerei non sono stati progettati per manovrare (…), devono fornire una grande spinta agli oggetti che trasportano, è una loro caratteristica: raggiungere elevate altitudini è importante, introno al pianeta vi sono centinaia di satelliti, alcuni non più controllati e considerati detriti spaziali. In particolare, tali aeromobili possono essere usati per raccoglierli e distruggerli“, affermava Kvochur a RIA Novosti. Va inoltre rilevato che, oltre all’eliminazione di velivoli da ricognizione e bombardieri nemici, gli obiettivi degli intercettori ad alta quota rimangono ricerca e distruzione di missili balistici e da crociera nell’ambito della difesa aerea. Hanno già dimostrato efficacia nel compito. In estate, un MiG-31 abbatteva un missile che volava a 12 chilometri di quota a una velocità tre volte quella del suono.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora