Russia e India verso un’importante svolta commerciale

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 15.04.2018Russia ed India sono partner di lunga data con una ricca storia di cooperazione reciprocamente vantaggiosa. I due Paesi hanno un grande potenziale commerciale. Tuttavia, commercio e cooperazione economica russo-indiani non possono ancora essere definiti molto attivi. Questa situazione non è accettabile ed ora Russia ed India lavorano per sviluppare le relazioni economiche. Per molti anni i due Paesi hanno collaborato in settori cruciali come Industria della Difesa, energia nucleare e tecnologie spaziali. Tuttavia, gli scambi sono ancora relativamente piccoli. Inoltre, negli ultimi anni, il volume degli scambi ha iniziato a diminuire, costringendo la leadership di Russia e India a prestare particolare attenzione al problema. Grazie agli sforzi congiunti nel 2017, una crescita costante è finalmente iniziata. Nel periodo gennaio-novembre 2017, il commercio russo-indiano superava gli 8 miliardi di dollari, oltre il 21% in più degli scambi dello stesso periodo del 2016. Anche il 2018 è iniziato con successo: gli scambi nel gennaio 2018 superavano gli indicatori simili del 2017 del 55 percento. Si prevede che la crescita continui e che nel 2018 il commercio russo-indiano superi i 10 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo gli esperti russi e indiani, queste cifre potrebbero essere molto più alte se il potenziale commerciale russo-indiano fosse pienamente realizzato. Nel marzo 2018, i media riferivano dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico russo Maksim Oreshkin e il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano Suresh Prabhu. Durante i colloqui, i ministri discussero dei vari ostacoli alla cooperazione economica tra Russia e India. Tali ostacoli furono riscontrati nella sfera finanziaria, nella legislazione doganale e in vari altri settori. Di conseguenza, fu adottato un piano per rimuoverli; col successo dell’attuazione del piano, il commercio russo-indiano potrebbe raggiungere i 30 miliardi di dollari entro il 2025.
Un altro passo importante nello sviluppo delle relazioni commerciali tra Russia e India potrebbe essere la creazione di una zona di libero scambio tra India ed Unione economica eurasiatica (UEE), in cui la Russia svolge un ruolo di primo piano. Nel gennaio 2018 si svolsero consultazioni preliminari tra i rappresentanti dell’UEE e la leadership indiana a Nuova Delhi. Si prevede che entro la fine del 2018 le parti procederanno a negoziati a tutti gli effetti. Mentre la cooperazione su vasta scala su vari beni e servizi tra Russia e India va ancora raggiunta, da tempo è ad alto livello in settori come la tecnologia militare. L’India è da tempo un importante acquirente di equipaggiamento militare russo. Il progetto missilistico russo-indiano BrahMos è un successo. Tra le ultime notizie sulla cooperazione tecnico-militare tra i due Paesi, va notato il desiderio dell’India di acquisire sistemi di difesa aerea russi S-400 Triumf. Si prevede che il contratto sarà firmato entro la fine del 2018. L’India è anche interessata alle tecnologie russe per scopi pacifici. Ad esempio, nel febbraio 2018 fu firmato un memorandum per la cooperazione tra United Shipbuilding Corporation (USC, RF) e la più grande società di costruzioni navali indiane, la Cochin Shipyard Limited. Conformemente al documento, le parti intendono progettare e costruire insieme navi moderne per la navigazione interna e costiera. L’elenco delle navi che le compagnie russe e indiane costruiranno congiuntamente comprende petroliere, navi da carico secco, navi passeggeri e hovercraft. Inoltre, l’USC prenderà parte alla costruzione di infrastrutture per le costruzioni e riparazioni navali nello stato indiano dell’Andhra Pradesh. Inoltre, Russia e India considerano molti altri progetti congiunti relativi ad industria petrolifera, aeronautica, elettronica, farmaceutica e informatica. Una task force sui progetti d’investimento prioritari, creata dalla commissione intergovernativa russo-indiana diversi anni fa, ne discute. La riunione programmata del gruppo si tenne nel settembre 2017. Tra le questioni discusse c’era l’imminente apertura del Centro per la formazione di specialisti nei settori dell’energia e dell’ingegneria pesante, che inizierà i lavori in India nel 2018. La creazione del centro è il risultato del lavoro congiunto tra associazione scientifica e produttiva russa TsNIITMASH e società indiana Heavy Engineering Corporation Ltd. Oltre alla task force per i progetti d’investimento, ci sono anche task force russo-indiani per scienza e tecnologia, prodotti farmaceutici, turismo e cultura, energia, promozione dei pagamenti in valute nazionali e così via.
Nonostante il lavoro dei funzionari, il miglioramento della legislazione e l’impegno degli ambienti economici, il principale problema che ostacola il commercio russo-indiano è il fattore geografico. Russia e India non confinano e tra esse si trovano le distese di Cina ed Asia centrale. La maggior parte (oltre l’80%) del traffico tra i due Paesi avviene lungo la rotta marittima da San Pietroburgo che attraversa il Canale di Suez. È una rotta lunga e difficile che difficilmente permetterà il pieno potenziale commerciale russo-indiano, indipendentemente dalle condizioni favorevoli che i due Paesi creano. Pertanto, un importante passo verso la cooperazione commerciale su vasta scala tra India e Russia include l’istituzione di un corridoio per il trasporto internazionale (ITC) chiamato “Nord-Sud”, sul quale operano Federazione Russa, India, Iran e Azerbaigian. Il progetto ITC prevede la creazione di una vasta rete di strade e ferrovie che collega Russia e Iran. Un ramo va dalla Russia all’Iran attraverso l’Azerbaijan; l’altro termina nel Mar Caspio, nel porto di Astrakhan. Lì, il carico passa al trasporto marittimo seguendo le coste iraniane e quindi continuando su ferrovia. Il terzo ramo passa da Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan. Passando per l’Iran, queste strade dovrebbero finire sulle rive del Golfo Persico, nel porto di Bandar Abbas, da dove possono raggiungere il più grande porto indiano, Mumbai. Pertanto, l’ITC “Nord-Sud” dovrebbe ridurre al minimo il segmento marittimo della rotta tra Russia e India. Il lavoro sul progetto è già al primo decennio; l’interesse per l’ITC si attenuò e poi riapparve. Ma alla fine, negli ultimi anni, i Paesi partecipanti intensificano gli sforzi e il progetto “Nord-Sud” inizia rapidamente ad avvicinarsi alla realizzazione. Va completandosi il ramo più conveniente dell’ITC dal punto di vista logistico, che attraversa l’Azerbaigian. Dopo il completamento dei restanti 180 km di ferrovia tra Iran e Azerbaigian, sarà istituito un servizio ferroviario diretto tra questi Paesi e la Russia. Ciò significa che le comunicazioni tra Russia e India aumenteranno significativamente.
Si può concludere che Russia e India lavorano seriamente sullo sviluppo della cooperazione economica. Dato l’enorme potenziale per entrambi i Paesi, ci si può aspettare che i lavori portino presto risultati molto tangibili.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La guerra commerciale degli USA avvicina Mosca e Beijing

Sputnik 05.04.2018Il Ministro della Difesa cinese Wei Fenghe conclude il viaggio in Russia, che includeva la partecipazione alla VII Conferenza sulla Sicurezza Internazionale di di Mosca. Parlando a Sputnik, gli osservatori della politica internazionale illustrano i fattori che motivavano la visita del Generale Wei e qual è la posta in gioco per la sicurezza globale.
Wei iniziava la visita in Russia il 1° aprile ed era pronto a tornare in Cina dopo il secondo giorno della Conferenza della Sicurezza di Mosca. Si ritiene che le discussioni a porte chiuse di Wei con le controparti russe abbiano incluso questione nucleare nordcoreana ed elaborazione della risposta congiunta russo-cinese alla strategia statunitense che classifica apertamente le due potenze come avversari degli USA. Entrato in carica il mese scorso, Wei non esitava a rivelare lo scopo del viaggio, dicendo che era un “segnale” a Washington sugli “stretti legami tra le Forze Armate di Cina e Russia, specialmente in questa situazione“. “Siamo venuti a sostenervi“, dichiarava Wei dopo aver incontrato il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. Il Ministro della Difesa russo ricambiava dicendo che la visita “sottolinea il carattere speciale delle relazioni tra Russia e Cina“.
Il Dr. Wu Enyuan, direttore dell’Istituto di studi russi, dell’Europa orientale e dell’Asia centrale presso l’Accademia delle scienze sociali cinese, ritiene che la visita del Ministro della Difesa cinese fosse volta in primo luogo a dimostrare la solidarietà di Pechino a Mosca nell’attuale frenesia russofoba occidentale. “Tenendo conto dell’attuale situazione internazionale e dell’attacco collettivo occidentale alla Russia, credo che la Cina, in quanto grande potenza, illustri una posizione ben definita”, affermava l’accademico. “In particolare, la posizione della Cina afferma che fin quando un’indagine dettagliata (sull’avvelenamento di Skripal) verrà effettuata e siano chiarite tutte le circostanze, non è appropriato classificare la Russia come attore criminale. Inoltre, tale antagonismo collettivo è un fenomeno raro nella comunità internazionale, è la strada alla Guerra Fredda che la Cina rifiuta“, aggiungeva.
Da parte sua, il Maggior-Generale Pavel Zolotarev, direttore degli Studi Politico-Militari dell’Istituto Stati Uniti e Canada di Mosca, afferma che vi erano diversi argomenti chiave, tra cui la questione nucleare nordcoreana, probabilmente discussa durante la visita di Wei in Russia. Secondo l’analista, Washington affronta una situazione difficile sulla Corea, poiché Pyongyang già crede di aver raggiunto gli obiettivi dei propri programmi nucleari e missilistici ed è pronta ad aperture verso Seoul per migliorare le relazioni. Ciò preoccupa gli Stati Uniti, secondo l’analista, e Washington si ritrova senza potersi coordinare con la Cina sulla questione. Altri due argomenti importanti quasi certamente affrontati nei colloqui di Wei con le controparti russe erano la strategia della difesa degli Stati Uniti e la sicurezza nucleare, secondo Zolotarev. “Gli Stati Uniti hanno designato Cina e Russia sfidanti di Washington nei documenti dottrinali, dettagliando le accuse a Pechino nella regione indo-pacifica. Gli statunitensi cercano di aumentare la loro proiezione di potenza nella regione per contenere la Cina. Questo, naturalmente, non è un problema a cui la Russia può rimanere indifferente. Qui, in una certa misura, gli interessi russi e cinesi coincidono“.
Vladimir Evseev, analista militare e vicedirettore dell’Istituto CIS, ritiene che sia significativo il fatto che il viaggio di Wei in Russia avvenga in un momento in cui l’occidente fa pressioni su Mosca, mentre Washington provoca la Cina con una guerra commerciale. “Nelle condizioni della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, e la crescente pressione militare USA su Pechino nella regione Asia-Pacifico, la decisione di Wei di visitare per prima la Russia da Ministro della Difesa è assolutamente naturale. Sotto molti aspetti, Russia e Cina affrontano minacce comuni e sono pronte ad un’azione congiunta“, aggiungeva l’analista. Secondo Evseev, Russia e Cina hanno molte opportunità d’espandere la cooperazione militare, anche nella difesa antimissile, nelle questioni militari spaziali e nella creazione di nuovi sistemi missilistici ipersonici. L’analista ritiene che i piani di alcuni geostrateghi statunitensi d’inserire un cuneo nelle relazioni russo-cinesi si siano dimostrati fallimentari. Allo stesso tempo, “l‘irrigidimento delle sanzioni anti-russe da parte occidentale, così come la disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti, espandono ancora più attivamente le relazioni russo-cinesi“. In definitiva, Evseev osservava che la cooperazione russo-cinese nella difesa “è una garanzia che consente a entrambi i Paesi di continuare a perseguire una politica estera indipendente di fronte alla crescente pressione estera”.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Ministro della Difesa cinese mostra agli USA la forza della cooperazione militare tra Cina e Russia

In particolare, dopo che Mattis aveva dichiarato Cina e Russia minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti
Frank Sellers, The Duran 4 aprile 2018Il Ministro della Difesa cinese Wei Fenghi, insieme al Consigliere di Stato e al Ministro degli Esteri Wang Yi, sono attualmente a Mosca per incontrare gli omologhi russi. La visita è una dimostrazione di forza verso Washington per mostrare la vicinanza delle Forze Armate russe e cinesi, nonché mostrare sostegno alla Russia nella 7.ma Conferenza di Mosca sulla Sicurezza Internazionale. RT riportava: “Il Ministro della Difesa cinese Wei Fenghe ha espresso forte sostegno alla Russia nei colloqui con l’omologo russo Sergej Shojgu. Sottolineando “la posizione unita” sulla scena internazionale, il ministro affermava che uno degli obiettivi principali della visita era inviare un messaggio alle potenze occidentali. “La Cina fa sapere agli statunitensi degli stretti legami tra le Forze Armate russe e cinesi”, dichiarava Wei. È il primo viaggio all’estero del Generale Wei da quando è stato nominato a capo del Ministero della Difesa cinese. La scelta della destinazione non è casuale, ma sottolinea il “carattere speciale” della partnership bilaterale, secondo Shojgu. Russia e Cina sono coinvolte in scontri politici ed economici con l’occidente. La Russia è oggetto di diverse sanzioni ultimamente, mentre Russia e Stati Uniti si scontrano sulla crisi siriana, e Washington continua a sostenere che il Cremlino abbia influenzato le elezioni presidenziali statunitensi del 2016 attraverso social media e annunci pagati in rubli, mentre Washington ha espulso decine di diplomatici russi in solidarietà col Regno Unito sul caso Skripal, in cui il governo inglese sostiene che il Cremlino ordinò l’assassinio dell’ex-spia usando gas nervino proibito. Gli Stati Uniti inoltre vendono armi alle nazioni europee ostili alla Russia per contenerla militarmente, presumibilmente per l’annessione della Crimea. Nel frattempo, gli Stati Uniti accusano la Cina di “aggressione economica” e “furto di proprietà intellettuale” di ditte statunitensi per accedere al loro mercato, così come la posizione cinese nel Mar Cinese Meridionale. Tali accuse hanno scatenato una guerra commerciale tra i due partner mentre gli Stati Uniti hanno emesso un pacchetto di dazi doganali sulle merci importate dalla Cina, insieme ad ulteriori dazi della Cina, che probabilmente saranni seguiti da un altro giro del genere, come l’ultimo pacchetto di dazi degli Stati Uniti. L'”aggressione economica” della Cina viene considerata dall’occidente manifestazione della nuova One Road One Initiative cinese, e sarà probabilmente applicata al nuovo mercato dei futures petroliferi cinesi aperto a Shanghai proprio la scorsa settimana.
In particolare, Cina e Russia sono definite minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti nell’ultima Revisione della postura nucleare del Pentagono, e dove i vertici militari esortavano il Congresso degli Stati Uniti a prepararsi alla guerra con le due nazioni. Nel frattempo, l’US Naval Institute documentava la cooperazione militare sino-russa negli anni, e l’anno scorso pubblicava un rapporto incentrato sulle esercitazioni militari Russia-Cina e sulla vendita di armi: “Cina e Russia sono sempre più vicine militarmente attraverso una serie di esercitazioni sempre più complesse e la vendita di armi avanzate che potrebbero creare difficoltà alla sicurezza di Stati Uniti e loro alleati, secondo un nuovo rapporto del governo USA. Il rapporto della Commissione di riesame economico e della sicurezza USA-Cina delinea il modello di cooperazione tra i due rivali internazionali alla sicurezza statunitense che potrebbe esacerbare le tensioni dall’Europa orientale al Mar Cinese Meridionale, un modello di cooperazione che si è visto crescere negli ultimi anni”.
La delegazione potrebbe anche aprire la strada a un incontro tra il Presidente Vladimir Putin e il Presidente Xi Jinping. Putin dovrebbe visitare la Cina per il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Qingdao di giugno. Inoltre, Cina e Russia esprimono l’intenzione di “cooperare strettamente” per risolvere le tensioni nella penisola coreana, riferendosi a un possibile accordo di pace con la Corea democratica.Il Ministro della Difesa cinese dice ai russi di sostenerli contro gli Stati Uniti
Un’inedita dimostrazione del sostegno cinese: “Siamo venuti per mostrare agli statunitensi gli stretti legami tra Russia e Cina. Siamo venuti per supportarvi

Tom O’Connor, News Week 4 aprile 2018

La leadership militare cinese ha promesso sostegno alla Russia, mentre le tensioni tra Mosca e occidente si deteriorano ulteriormente con isolamento diplomatico, sanzioni economiche e duelli di esercitazioni. Nella prima visita in Russia, il nuovo Ministro della Difesa cinese Wei Feng partecipava alla Settima conferenza internazionale sulla sicurezza di Mosca, accompagnato da una delegazione di altri ufficiali. Sottolineando che il viaggio era coordinato direttamente col Presidente Xi Jinping, Wei affermava di avere due messaggi importanti per la Russia in un momento in cui entrambe le nazioni modernizzano le forze armate e rafforzano la presenza negli affari globali nonostante i timori degli Stati Uniti. “Visito la Russia da nuovo Ministro della Difesa della Cina per mostrare al mondo l’alto livello delle nostre relazioni bilaterali e la ferma determinazione delle nostre Forze Armate nel rafforzare la cooperazione strategica“, dichiarava Wei incontrando il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, secondo l’agenzia TASS. “In secondo luogo, per sostenere la Russia nell’organizzazione della Conferenza internazionale sulla sicurezza di Mosca, la Cina mostra agli statunitensi gli stretti legami tra le Forze Armate di Cina e Russia, specialmente in questa situazione. Siamo venuti per sostenervi“, aggiungeva. “La Cina è pronta ad esprimere alla Russia le nostre preoccupazioni comuni e la posizione comune su importanti problemi internazionali, anche nelle sedi internazionali“. In risposta alla visita di Wei, la controparte russa sottolineava le migliori relazioni tra i due Paesi, che un tempo formavano l’alleanza comunista più grande e potente del mondo prima di decadere negli anni ’60. Con Putin e Xi rieletti il mese scorso, i due presidenti consolidano il potere nei rispettivi Paesi. “Grazie agli sforzi dei leader dei nostri Paesi, i legami tra Russia e Cina raggiungono un livello inedito, divenendo fattore importante per garantire pace e sicurezza internazionale“, dichiarava Shojgu, secondo il Ministero della Difesa russo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Qatar rafforza i legami militari e commerciali con la Russia

Firas al-Atraqchi, The BRICS Post, 26 marzo 2018Segnalando la crescente influenza di Mosca in Medio Oriente, per la seconda volta in due anni, l’emiro del Qatar incontrava il Presidente Vladimir Putin per discutere di cooperazione bilaterale e sforzi congiunti per affrontare le crisi nel mondo, nonché vedere le vie per cooperare nei mercati dell’energia. La visita dell’emiro Tamim bin Hamad al-Thani a Mosca coincide con il trentesimo anniversario dell’istituzione dei legami Qatar-Russia e arriva nel momento in cui il Qatar cerca di uscire dall’isolamento regionale in seguito alla rottura dei rapporti con Bahrayn, Egitto, Libia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Yemen. Lo sceicco Tamim sottolineava il ruolo significativo e strategico che la Russia svolge nel mondo arabo e in Medio Oriente “Avete relazioni storiche coi Paesi del mondo arabo… notiamo il ruolo che svolgete nel risolvere i problemi di certi nostri Paesi”, aveva detto Tamim nel primo incontro con Putin. I rapporti tra i due Paesi sono notevolmente migliorati negli ultimi due anni; funzionari di diversi ministeri si sono scambiate le visite in entrambi i Paesi numerose volte. Prima, Qatar e Russia ebbero aspri contrasti sul conflitto in Siria. Il Qatar dichiarò pubblicamente di voler rimuovere il Presidente Bashar al-Assad, mentre la Russia appoggiava il leader siriano diplomaticamente, economicamente e militarmente. Si prevede che Putin discuterà della fine diplomatica della guerra in Siria con la controparte del Qatar. Il peso della Russia nel Golfo Persico è in ascesa. Il Qatar ultima i negoziati per l’acquisto di avanzati sistemi di difesa antimissile russi S-400 e i due Paesi hanno discusso di cooperazione militare. Una mossa cruciale per la Russia, in quanto il Qatar ospita la più grande base militare degli USA all’estero, il Centcom. Mentre la Russia potrebbe vedere il Qatar come partner nel porre fine alla guerra in Siria, Doha probabilmente cercherà aiuto da Mosca per porre fine all’isolamento nel Golfo. Mosca è rimasta finora neutrale nella disputa araba, ma ha forti relazioni con Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. I due Paesi hanno anche lavorato su una posizione comune sui mercati del petrolio e del gas dopo il drastico calo del 2014 dei prezzi del petrolio.

Embargo arabo
Sebbene i sei Paesi arabi citassero presunti legami del Qatar con le reti terroristiche per la rottura diplomatica, ciascuno l’ha fatto per ragioni diverse. Il governo yemenita appoggiato dall’Arabia Saudita ha dichiarato di aver deciso di rompere i rapporti col Qatar perché aveva legami con “gruppi” che sostengono gli sciiti huthi. Gli esperti dicono che col termine “gruppi” ci si riferisce al sostegno dell’Iran agli huthi. Da parte sua, l’Egitto ha a lungo accusato il Qatar di sostenere il gruppo bandito dei Fratelli musulmani, sostenendo sia dietro a molti attentati nel Paese. Gli Emirati Arabi Uniti hanno anche accusato il Qatar di appoggiare la Fratellanza musulmana, che hanno classificato come minaccia alla sicurezza. Nel febbraio 2014, l’infuocato religioso islamista Yusuf al-Qaradawi, ospite della TV al-Jazeera, attaccò verbalmente agli Emirati Arabi Uniti per il sostegno al governo egiziano dopo la cacciata del presidente dei Fratelli musulmani Muhamad Mursi. Gli Emirati Arabi Uniti chiesero al Qatar di esiliare il religioso, ma Doha si rifiutò. Negli stessi anni, forse quale presagio del futuro, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrayn ritirarono i loro ambasciatori da Doha dopo che il Qatar non onorò l’accordo di sicurezza comune del novembre 2013 che includeva l’impegno a cessare il sostegno alla Fratellanza musulmana e a non ospitare figure dell’opposizione nel Golfo.

L’asso nella manica della Russia
Le ambizioni del Qatar di diventare attore regionale e globale furono domate negli ultimi anni. L’approccio “soft power” al controllo del Medio Oriente gli si è ritorto contro nei Paesi da secoli esperti nell’arte machiavellica della costruzione imperiale e della manipolazione dei delegati. Allo stesso tempo, l’aggressivo arrivo della Russia nel disordine mediorientale alterava non solo la narrativa regionale, ma anche le realtà sul campo. Le forze anti-Assad persero terreno contro Esercito arabo siriano ed Hezbollah, e le aree occupate da al-Qaida e Stato islamico furono ridotte a meno del sei per cento del Paese. Mentre la Russia distrugge le armi acquistate da Qatar e Arabia Saudita, gli Stati Uniti sembrano ritirarsi dal pantano siriano, nonostante le proteste sunnite. Come allo stesso sceicco Tamim bin Hamad al-Thani piace sottolineare, il Qatar è un membro pacifico delle nazioni che collaborerà cogli alleati statunitensi e occidentali per allontanare il Medio Oriente dall’orlo del caos e del collasso, accusando la comunità internazionale di non sostenere i giovani arabi nella ricerca di democrazia, giustizia e sicurezza economica. Un rimprovero a Stati Uniti ed occidente per non aver fatto di più per abbattere il regime di Assad. Nel frattempo, il Qatar spera di attirare la Russia con lucrosi accordi energetici, permettendo alle società russe di stipulare accordi per lo sviluppo del gas e volendo che i produttori russi investano sempre più nel Qatar.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Le espulsioni dei diplomatici russi segnalano la grettezza delle intenzioni occidentali

Global Times, 27/3/2018

Il 26 marzo, Stati Uniti, Canada e i Paesi dell’Unione Europea espellevano diplomatici russi da rispettivi ambasciate e consolati per rappresaglia al presunto avvelenamento dell’ex-agente doppio Sergej Skripal e sua figlia. Al momento, 19 Paesi, tra cui 15 Stati membri dell’UE, hanno dimostrato sostegno al Regno Unito applicando tali misure. Il 4 marzo, Skripal e la figlia Julija furono portati in ospedale dopo essere stati trovati svenuti in un parco di Salisbury. In seguito fu riferito che erano entrati in contatto con un oscuro agente nervino. Funzionari del governo inglese dissero che gli Skripal furono attaccati col “Novichok”, potente agente nervino usato dai militari sovietici. Il governo inglese non fornì prove che collegassero la Russia al crimine ma sapeva fin dall’inizio che non ci sarebbe stata altra “spiegazione ragionevole” al tentato omicidio. Il Regno Unito era talmente convinto della propria teoria sulla Russia, che non perse tempo a prendere l’iniziativa imponendo sanzioni al Paese, espellendo diplomatici russi da Londra. Poco dopo, i funzionari della capitale inglese contattarono NATO ed alleati europei che diedero sostegno immediato. Le accuse dei Paesi occidentali alla Russia si basano su ulteriori motivi, simili a ciò che i cinesi dicono con l’espressione “forse è vero” per cogliere l’opportunità desiderata. Da una prospettiva terza, principi e logica diplomatica di tali drastici sforzi sono imperfetti, per non dire che espellere diplomatici russi contemporaneamente è una forma di grossolanità. Tali azioni hanno poco impatto se non aumentare ostilità ed odio tra Russia e controparti occidentali. Il governo inglese dovrebbe condurre un’indagine indipendente sull’avvelenamento degli Skripal da parte di rappresentanti della comunità internazionale. Uno sforzo tale fornirebbe risultati abbastanza forti da consentire a chi segue il caso di decidere su chi va o non va accusato del crimine. Ora, la maggioranza di chi sostiene la conclusione unilaterale del Regno Unito è membro di NATO ed UE, mentre altri si sono schierati col Regno Unito per via di relazioni di vecchia data. Il fatto che le grandi potenze occidentali possano entrare in conflitto e “condannare” un Paese senza seguire le stesse procedure che altri Paesi rispettano e secondo i principi fondamentali del diritto internazionale, è agghiacciante. Durante la Guerra Fredda, alcuna nazione occidentale avrebbe osato tale provocazione, eppure oggi viene portata avanti con disinvoltura. Tali azioni non sono altro che una forma di bullismo occidentale che minaccia pace e giustizia globali.
Negli ultimi anni lo standard internazionale è stato falsificato e manipolato in modi mai visti prima. La ragione fondamentale di tale riduzione degli standard globali è radicata nelle disparità del potere post-guerra fredda. Gli Stati Uniti, e i loro alleati, conficcarono le loro ambizioni negli standard internazionali così che le loro azioni, che dovevano seguire una serie di procedure e protocolli standardizzati, non sono altro che opportunità di approfittare dei piani che avvantaggiavano solo essi stessi. Le nazioni occidentali si sono attivate con piattaforme per la formazione totale dell’opinione pubblica e con agenzie mediatiche per difendere e giustificare tali privilegi. Negli ultimi tempi, altri Paesi sono stati vittime della retorica occidentale e di misure diplomatiche insulse. Alla fine, i leader di queste nazioni furono costretti ad indossare il cappello con slogan come “opprimere la propria gente”, “autoritario” o “pulizia etnica”, indipendentemente dall’innocenza. È oltraggioso come Stati Uniti ed Europa abbiano trattato la Russia. Le loro azioni rappresentano frivolezza e incoscienza arrivate a caratterizzare l’egemonia occidentale che sa solo contaminare le relazioni internazionali. Questo momento è perfetto per le nazioni non occidentali per rafforzare l’unità e la collaborazione tra esse. Queste nazioni devono essere indipendenti dall’influenza occidentale, spezzando le catene delle dichiarazioni monopolizzate e dei pregiudizi, valutando con le proprie capacità di giudizio. È già chiaro che compiere tali sforzi collettivi internazionali è più facile a dirsi che a farsi, poiché richiedono un sostegno fondamentale prima che possa accadere. Fin quando non emergerà una nuova alleanza, le associazioni multinazionali come BRICS o persino Shanghai Cooperation Organization, devono dare valore alle nazioni non occidentali e crearvi attivamente alleanze.
Ciò che la Russia vive ora potrebbe riflettere ciò che le altre nazioni non occidentali potranno aspettarsi in un futuro non troppo lontano. Espellere i diplomatici russi contemporaneamente non scoraggia la Russia. Nel complesso, è una tattica intimidatoria emblematica delle nazioni occidentali e inoltre tali misure non sono supportate dal diritto internazionale e quindi sono ingiustificate. Ancora più importante, la comunità internazionale dovrebbe avere strumenti e mezzi per controbilanciare tali azioni. L’occidente è solo una piccola parte del mondo e non è neanche lontanamente vicina a rappresentarla come una volta pensava essere. Le minoranze silenziate nella comunità internazionale devono rendersene conto e dimostrare quanto profonda sia la loro comprensione dimostrandola al mondo con l’azione. Con il caso Skripal, il grande pubblico non sa la verità, e il governo inglese deve ancora fornire uno straccio di prova che giustifichi le accuse alla Russia. Siamo fermamente convinti che accuse mosse da un Paese all’altro che non siano i risultati finali di un’indagine approfondita e professionale non vadano incoraggiate. Espellere simultaneamente i diplomatici è una forma d’inciviltà che va abolita immediatamente.Traduzione di Alessandro Lattanzio