Gli statunitensi affondarono il Kursk

Aleksandr Artamonov, Pravda.ru – Novorossia, 13 agosto 201610584010Agosto è sicuramente un brutto mese per la Marina russa. Il 12 agosto 2000 affondò in alto mare il Kursk. Il 30 agosto 2003 un altro sottomarino nucleare russo affondò: era il K-159. Il 7 agosto 2005, al largo della penisola di Kamchatka, un batiscafo russo evitò il peggio. Eppure è il Kursk che continua ad interessare: non possiamo ancora capire il vero scenario del disastro. Un anno dopo la perdita del sottomarino, Pravda fu la prima a pubblicare la versione peggiore tra quelle considerate: un gruppo di scienziati seppe, secondo loro, che il sottomarino venne attaccato da un altro sottomarino, forse di origine statunitense. Secondo le nostre fonti, questa informazione fu considerata al massimo livello. Alcuna risposta ufficiale fu data comunque. Fino ad oggi, questa versione non è ancora esclusa. Va ricordato che il sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione nucleare K-141 Kursk apparteneva alla classe Proekt 949 Antej. Fu impostato a Sevmash nel 1992 e varato il 30 dicembre 1994 aderendo formalmente alla Marina russa. Tra il 1995 e il 2000 il Kursk era nelle coste del nord della Russia, nel porto di Vidiaevo. Affondò nel Mare di Barents, a 175 chilometri da Severomorsk, ad una profondità di 108 metri, il 12 agosto 2000. Tutti i 118 membri dell’equipaggio a bordo morirono. Fu il secondo maggiore incidente sottomarino della Russia dal 1945, dopo l’esplosione subacquea del B-37 causata dalla detonazione della munizioni a bordo. Subito dopo il disastro, diversi ammiragli e personalità dei vertici evocarono l’ipotesi che il Kursk fosse stato affondato da un sottomarino degli USA. Quindi tale versione scomparve a favore di una più formale rilasciata dalle autorità. Gli ammiragli furono costretti a rimanere in silenzio. Tuttavia, il regista Jean-Michel Carré girò un documentario dal titolo “Kursk, sottomarino nel torbido“, tramesso il 7 gennaio 2005 dalla televisione francese. Affermava che il Kursk fu silurato dal sottomarino d’attacco nucleare statunitense Memphis. Secondo Jean-Michel Carré, il Kursk effettuava un’esercitazione di lancio del nuovo siluro Shkval, quando due SSN degli Stati Uniti, Memphis e Toledo, l’aggredirono. Va notato, tuttavia, che tale situazione non ha nulla straordinario perché per prassi i sommergibilisti russi e quelli della NATO controllano le reciproche manovre nel contesto di missioni di routine. Tale processo consente ai professionisti di condurre un’esercitazione in condizioni vicine a quelle reali. Ma la presenza della flotta “nemica” viene normalmente considerata secondo le norme di sicurezza.
preview.phpIl Toledo avvicinò pericolosamente al Kursk, essendo “coperto” dal rumore dell’elica del Memphis. A un certo punto i due battelli entrarono in collisione (lo scafo del Kursk sul fondo del mare lo testimonia, perché era squarciato su tutta la lunghezza). Per impedire il lancio del Kursk contro il Toledo (il segnale del suono della valvola del tubo lanciasiluri che veniva aperta sarebbe perfettamente udibile su un nastro audio), il Memphis lanciò un siluro Mk-48 colpendo il Kursk. Questa versione ha il sostegno di numerosi tecnici di alto livello, ora in pensione. Va anche detto che se un giorno si saprà la verità, questo purtroppo non sarà domani. In ogni caso, il Kursk era l’elemento più pericoloso per gli Stati Uniti e la loro flotta. Non sorprende! Solo l’anno prima della perdita, il Kursk terrorizzò la NATO! Tra agosto e ottobre 1999, il battello soprannominato dalla NATO “killer di portaerei” partecipò a una missione nell’Atlantico e nel Mediterraneo. Poco prima della manovra i risultati dei suoi lanci di missili furono notati dal comandante della Marina. Superando furtivamente Gibilterra, l’SSGN s’infiltrò nel Mediterraneo. “Fu un’impresa straordinaria!” disse a Pravda l’ex-comandante della Flotta del Nord russa Ammiraglio Popov. Il Kursk fu incaricato d’inseguire nel Mediterraneo le forze navali della Sesta Flotta degli Stati Uniti, il cui nucleo era la portaerei Theodore Roosevelt, i cui aerei bombardarono la Serbia nell’operazione della NATO contro la Jugoslavia. Durante la missione, il Kursk effettuò 5 attacchi contro obiettivi reali. Dopo il rientro 72 membri dell’equipaggio furono decorati. In realtà, il Kursk poté intervenire al largo delle coste jugoslave impedendo l’operazione della NATO contro la Jugoslavia. Ad ogni modo, riuscì ad ostacolare le manovre della NATO. L’improvvisa apparizione dell’ultra-sofisticato killer di portaerei nel Mediterraneo terrorizzò la Marina degli Stati Uniti. Tutti i Paesi membri della NATO che si affacciano sul Mediterraneo furono chiamati ad inseguire il Kursk che “setacciava” le coste di Italia e Francia. Infine, l’SSGN russo disperse i nemici ferendo l’orgoglio statunitense. I russi si comportavano come una nave fantasma navigando di propria iniziativa! Era proprio insopportabile!
Subito dopo i fatti, diversi alti ufficiali della Marina, tra cui il capo della difesa anti-sommergibile di Gibilterra, furono messi nella riserva. Il Kursk era ormai percepito come il nemico numero uno della flotta degli Stati Uniti. Il comandante dell’SSGN Capitano Gennadij Ljachin ebbe la massima decorazione militare, il titolo di Eroe della Russia. Ma a causa della morte nel suo sottomarino, non poté mai partecipare alla cerimonia. Nell’ultimo anno del ventesimo secolo, il Capitano Ljachin preparava l’equipaggio a una nuova lunga crociera, questa volta non da solo ma con una potente flotta. La Russia si preparava ad entrare in forze nel Mediterraneo, dopo l’implosione sovietica.

USS Toledo

USS Toledo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia muta l’equilibrio del potere nel Mediterraneo

Alexander Mercouris, The Duran 15/8/2016

L’accordo prevede diritti per la base permanente della Russia in Siria, mettendo in discussione il dominio strategico degli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale.635788050722858190-syria-sat-image-russian-baseAnche se c’è stata scarsa discussione sui media occidentali, la Russia acquisiva in silenzio per la prima volta una vera e propria base permanente nel Mediterraneo. A seguito dei negoziati tra il governo siriano e la Russia l’accordo del 2015 veniva ratificato mutando la base aerea russa di Humaymim in Siria in base permanente. In altre parole, la Russia manterrà la base di Humaymim oltre la conclusione del conflitto siriano, e la sua presenza è appena divenuta permanente. Che il governo siriano volesse concedere la base alla Russia in modo permanente era noto da qualche tempo. Dal punto di vista siriano, la base russa non garantisce solo il sostegno della Russia all’attuale governo siriano, ma fornisce alla Siria un’inedita protezione dalle incursioni aeree israeliane, che furono continue per decenni non avendo la Siria la capacità d’impedirle. I russi hanno questa capacità e i siriani sperano che grazie alla presenza della base la Siria sarà protetta dalle incursioni aeree israeliane. Come suggeriscono le notizie, le incursioni israeliane dello spazio aereo siriano sono finite da quando le forze aerospaziali russe si sono dispiegate in Siria, con gli israeliani attenti ad informare i russi dei loro voli. Mentre il governo siriano ha subito concesso alla Russia la base permanente, i russi finora ne erano meno sicuri. La creazione di una base permanente in Siria è per i russi un passo al di fuori dalla precedente politica militare di schiacciante attenzione alla difesa del territorio russo, piuttosto che proiettare potenza militare oltre i confini della Russia. Alcuni ufficiali russi avrebbero messo in dubbio l’utilità di una base in Siria, sottolineando che il Mediterraneo orientale, dove si trova la base, rientra nella gittata dei missili balistici e da crociera russi. È importante sottolineare che, a giudicare dai commenti dello scorso dicembre, uno dei più scettici non era altri che lo stesso Putin:
Sulla base le opinioni divergono, sapete. Alcuni in Europa e Stati Uniti hanno più volte detto che i nostri interessi sarebbero stati rispettati, e che la nostra base può rimanervi, se vogliamo. Ma non so se ne abbiamo bisogno. Una base militare implica notevoli infrastrutture e investimenti. Dopo tutto, vi abbiamo oggi i nostri aerei e strutture temporanee, una caffetteria e dei dormitori. Possiamo impacchettarli in due giorni, caricare tutto a bordo degli aerei da trasporto Antej e tornarcene a casa. Mantenervi una base è diverso. Alcuni credono, anche in Russia, che dobbiamo avervi una base. Non ne sono così sicuro. Perché? I miei colleghi europei mi hanno detto che probabilmente alimento tali idee. Ho chiesto perché, e mi hanno detto: per poter controllare le cose lì. Perché dovremmo desiderare di controllarle lì? Questa è una domanda importante. Abbiamo dimostrato che non abbiamo alcun missile a medio raggio. Li abbiamo distrutti tutti, perché tutto ciò che avevamo erano missili a medio raggio basati a terra. Gli statunitensi hanno distrutto i loro missili a medio raggio basati a terra come i Pershing. Tuttavia, hanno mantenuto i loro Tomahawk su navi e aerei. Non avevamo questi missili, ma ora sì, il missile navale Kalibr da 1500 chilometri di gittata e quello aerolanciato Kh-101 con gittata di 4500 chilometri. Allora, perché avremmo bisogno di una base lì? Se dovessimo raggiungere qualcuno, lo faremmo senza quella base. Potrebbe avere senso, non ne sono sicuro. Dobbiamo ancora pensarci. Forse potremmo aver bisogno di una base temporanea, ma mettervi radici e farci pesantemente coinvolgere non ha senso, credo. Ci penseremo“.
Queste osservazioni, pur lasciando accuratamente le opzioni aperte, suggeriscono netta mancanza di entusiasmo all’idea di una base permanente, e un dibattito sul tema nella leadership russa. Presumibilmente erano questi dubbi e questo dibattito che hanno sospeso la ratifica dell’accordo per la base per tanto tempo. E’ chiaro che il dibattito s’è concluso e l’accordo finalmente ratificato, decisione che rende Humaymim una base permanente. Va detto chiaramente che si tratta di un grande cambiamento. La Russia zarista aveva basi navali nelle isole greche e in Piemonte nel XIX secolo, e l’URSS negoziò strutture navali e aeree con Albania, Jugoslavia, Siria ed Egitto che però non furono mai vere basi permanenti. L’URSS cercò alla fine della seconda guerra mondiale un accordo con gli occidentali per una base in Libia, ma non sorprende che fu rifiutato. Tali progetti si dimostrarono effimeri od inefficaci, con tutte le disposizioni temporanee che i russi negoziarono con le varie potenze del Mediterraneo sempre violate ogni volta che esse si allinearono all’occidente. L’unica eccezione fu la struttura navale russa nel porto siriano di Tartus, del 1971. Anche se ha attirato enorme attenzione durante il conflitto siriano, come tutte le altre strutture che l’URSS acquisì nel Mediterraneo durante la guerra fredda, non è per nulla una base. Come anche la BBC fu costretta ad ammettere, l’impianto di Tartus è al massimo una stazione di rifornimento per le navi russe nel Mediterraneo, troppo piccolo per ospitare navi da guerra russe come fregate e unità maggiori, privo dei servizi per ospitare numerosi marinai o personale russo, come una vera e propria base dovrebbe fare. La realtà militare è che dal 1943 l’US Navy, insieme agli alleati (principalmente Gran Bretagna e Francia) era la potenza militare dominante nel Mediterraneo. Dalla Seconda guerra mondiale il Mediterraneo è stato in termini militari un lago statunitense.
La base di Humaymin però è diversa da tutto ciò che l’ha preceduta. Non solo ospita una forza aerea d’attacco formidabile equivalente a quella di un gruppo di portaerei dell’US Navy, ma è fortemente difeso da sistemi di difesa aerea formidabili come S-400, Buk e Pantsir e dispone di vari radar e impianti da guerra elettronica e di comando. E’ anche difesa da una formidabile forza di terra russa delle dimensioni di un battaglione. Inoltre, si afferma che la base sarà notevolmente ampliata per poter ospitare aerei d’attacco pesanti, forse i Tu-22M3. Humaymim fa anche parte di ciò che diventa un potente complesso di basi e strutture militari russe in Siria tra cui, ovviamente, l’impianto navale di Tartus (che può anche essere ampliato) e una postazione d’ascolto top secret russa che da tempo esisterebbe nella provincia di Lataqia. Insomma si tratta di un complesso di basi che i russi non hanno mai avuto prima nel Mediterraneo, e che diverrà permanente. La base russa in Siria non può sfidare la supremazia della Marina degli Stati Uniti nell’area mediterranea. Tuttavia può mutare drasticamente le percezioni politico-militari nella metà orientale. Vi è la prospettiva che caccia russi sorvolino il Mediterraneo orientale con pattugliamenti regolari, monitorando navi e aerei da guerra statunitensi nella zona, e rendendo evidente la presenza della Russia nella zona come mai prima. E’ una cosa sapere in astratto che i missili balistici e da crociera russi possono raggiungere questa zona, ma è piuttosto diverso vedere gli aerei militari russi fisicamente presenti. L’impatto psicologico e politico sui Paesi che si affacciano sul Mediterraneo orientale (Grecia, Turchia, Cipro, Libano e Israele) e sull’US Navy (in una zona dove da tempo era abituata a navigare incontrastata) non può essere sottovalutato, e sarà tremendo. Tutto questo, naturalmente, dipende dal risultato del conflitto in Siria. Creandovi una base permanente la Russia alza la posta in gioco, un fatto che spiega senza dubbio l’intensità del conflitto.bf783f663b614f1382050cbf83209ae7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

USA e Regno Unito affondarono il Kursk

Anatolij Miranovskij, Pravda, 08/12/201610402013Il sottomarino “Kursk” fu affondato nel 2000 dagli statunitensi. Questa teoria discussa in Russia e all’estero è stata nuovamente ripresa dal polacco Wprost, riferendosi a informazioni che avrebbe ricevuto da un ufficiale dello Stato Maggiore russo, il “Tenente-Colonnello Andrej”. Secondo gli autori, la moderazione dei russi evitò la guerra nucleare. Il fatto che il Kursk affondasse per l’esplosione di un siluro divenne la teoria ufficiale in Russia. La relazione del Procuratore generale della Russia del 2002 dichiarò che il siluro da esercitazione esplose a seguito della detonazione di munizioni. Quasi subito dopo l’incidente, un paio di ammiragli e degli ufficiali affermarono che il Kursk venne silurato da un sottomarino statunitense di stanza nella zona delle esercitazioni. Inoltre, alcuni ufficiali dichiararono che il sottomarino nucleare russo entrò in collisione con un sottomarino straniero. La prima informazione di un qualsiasi evento inaspettato che poi riceve una descrizione ufficiale, di regola, è la più vicina alla verità. La stessa teoria fu ripresa dal regista francese Jean-Michel Carré nel film “Kursk: Sottomarino in acque torbide“, (2005). Secondo il film, il sottomarino russo fu avvistato dai due sottomarini statunitensi Memphis e Toledo. Il Toledo si avvicinò pericolosamente. Per impedire l’attacco del sottomarino russo al Toledo, il Memphis blogger-image-762217836avrebbe lanciato un siluro Mk-48 contro il Kursk. Secondo il Canale televisivo di storia canadese, durante l’inseguimento del Kursk, il Toledo cercò di avvicinarsi, ma si scontrò col sottomarino nucleare russo che probabilmente eseguiva una manovra. Il capitano del Memphis, pensando che il Kursk avesse attaccato il Toledo (presumibilmente la ricezione di un segnale acustico che apriva le serrature dei tubi lanciasiluri), sparò contro il sottomarino russo. Secondo il “Tenente-Colonnello Andrej”, “il piccolo sottomarino AS-15 (a quanto pare il Kashalot (Proekt 1910)) scoprì il Kursk subito dopo l’incidente, ma tuttavia non vi era alcuna decisione sulle operazioni di salvataggio. Anche se, secondo le prime affermazioni, vi erano dei subacquei a bordo capaci di operare fino a 200 metri di profondità. Il Kursk giaceva ad una profondità di 108 metri. Il Kashalot è tra i più segreti sottomarini della Marina russa. Fino ad oggi non si sa se dipende dal comando della Marina. Almeno fino al 1986 (quando il primo sottomarino di questo tipo era utilizzato da tre anni), dipendeva dal GRU. “Pensammo che l’equipaggio fosse stato ucciso, non c’era alcun contatto con loro“, continua il tenente-colonnello. “Il telefono squillò, Korabelnikov rispose ed impallidì mormorando: “Gli Stati Uniti (…) hanno affondato la nave, ci sarà una guerra“, avrebbe detto. Naturalmente, gli statunitensi respinsero queste teorie. In tale contesto, la presenza del battello inglese Splendid nella zona fu dimenticata. Nel 1986 si scontrò con il sottomarino sovietico Simbirsk e nel 1999 bombardò la Serbia dal Mediterraneo, e presumibilmente fu spaventato dal Kursk che emergeva. Dopo l’esplosione del sottomarino Kursk, si recò per riparazioni in una base della NATO.maxresdefaultLa presenza di due battelli nella zona dell’affondamento, assieme all’armonizzazione forzata delle posizioni tra Mosca, Washington e Londra, come previsto causarono ritardi nell’operazione di salvataggio dei marinai russi. È interessante notare che fu possibile rintracciare la rotta degli statunitensi dopo l’incidente, ma la situazione del sottomarino nucleare inglese non fu chiarita. L’idea di un possibile coinvolgimento dello Splendid nella fine del Kursk è degli inglesi. Wikipedia inglese nella pagina dedicata al battello ha fatto un voltafaccia grave, sostenendo che il sottomarino inglese non aveva nulla a che fare con la fine di quello russo. “Anche se le accuse erano infondate, i teorici della cospirazione le hanno diffuse per molto tempo“, dice Wikipedia. Infatti, nel 2000, Nezavisimaja Gazeta pubblicò il parere di uno dei sommozzatori, secondo cui rottami del sottomarino Splendid erano vicino al Kursk sul fondo del Mare di Barents, e furono fatti esplodere nell’operazione per recuperare il sottomarino russo. L’autore suggerisce che subito dopo seppe del ritiro del sottomarino. 6328849_origNell’ottobre 2000, secondo la BBC, 12 sottomarini nucleari (compresi i sottomarini Swiftsure) sarebbero stati radiati dal servizio a causa di una perdita nel sistema di raffreddamento del reattore nucleare di un battello classe Trafalgar. Non è noto il numero di battelli poi tornati in servizio. Secondo il catalogo Jane, il battello fu smantellato nel 2004, anche se era l’ultimo e più recente della classe Swiftsure (in totale sei), fu il primo ad essere rottamato. Sembra che nel 2003 tale battello, secondo fonti inglesi che si basano esclusivamente su due brevi notizie della BBC, “operarono” contro obiettivi in Iraq. Per inciso, uno di tali materiali presentava una foto interessante: la foto di un marinaio con il Jolly Roger sopra un chiaramente lesionato Splendid.
Un’altra storia oscura e tragica è collegata all’assenza o presenza del sottomarino nel Golfo Persico durante la guerra contro l’Iraq. La mattina del 4 ottobre 2003, James Forlong, ex-giornalista di Sky News, fu trovato morto a casa nell’East Sussex. Fu licenziato da Sky TV dopo aver preparato materiale falso sulla partecipazione del sottomarino Splendid nei combattimenti in Iraq. Il personale occhiuto della BBC scoprì che il sottomarino Splendid all’epoca, presumibilmente, fosse in porto, e che Forlong aveva utilizzato un video d’archivio. L’uso di immagini d’archivio è usuale in televisione. Ma questa volta Forlong, a quanto pare, era molto turbato e decise di suicidarsi. Non disse mai perché preparò un video falso sulla partecipazione dello Splendid nella guerra all’Iraq.

James Forlong

James Forlong

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La portaerei russa va nel Mediterraneo

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 05/07/2016Anv5PUeLa portaerei (classificazione formale, incrociatore pesante portaerei lanciamissili – TAVKR), Admiral Kuznetsov, fiore all’occhiello della Marina russa, parteciperà alla battaglia contro i gruppi terroristici in Siria. Secondo l’agenzia TASS, la nave partirà per il Mediterraneo in ottobre e fungerà da piattaforma per gli attacchi aerei contro i terroristi almeno fino al febbraio 2017. Dopo la missione, la nave tornerà nei cantieri navali Sevmash di Severodvinsk, nel nord della Russia, per ampi aggiornamenti. L’Ammiraglio (in pensione) Vladimir Komoedov, a capo del Comitato della Difesa della Duma di Stato russa ed ex-comandante della Flotta del Mar Nero russo, ha detto che l’equipaggio verrà sostituito durante la missione. L’Admiral Kuznetsov fu varata nel 1985 e divenne operativa nel 1995. Venti anni fa, la nave si trovava al largo del porto di Tartus, in Siria, in occasione del 300° anniversario della Marina russa celebrato nel 1996. Dopo la nave fu schierata diverse volte nel Mediterraneo. L’Admiral Kuznetsov è la più grande nave mai costruita in URSS o Russia, con un dislocamento di 58600-67500 tonnellate, lunga 305 m, larga 72 m e pescaggio di 11 m. La velocità massima è 29 nodi (54 km/h) e l’autonomia alla massima velocità è di 3800 miglia nautiche (7000 km). A 18 nodi (33 km/h), l’autonomia massima è di 8500 miglia nautiche (15700 km). La nave può restare in mare per 45 giorni. Impiega un trampolino sul ponte di volo inarcato di 12 gradi, per far decollare gli aeromobili ad ala fissa (trampolino di decollo). A bordo gli aeromobili accelerano verso il trampolino decollando con i postbruciatori. Ciò comporta che l’aeromobile lasci il ponte ad un angolo e un’elevazione assai più elevati sul ponte rispetto alle piattaforme dotate di catapulte. Il ponte di volo è dotato di cavi d’arresto all’atterraggio.
ka-52kL’unica portaerei della Marina russa, l’Admiral Kuznetsov, sarà schierata nel Mar Mediterraneo con una nuova configurazione della componente aerea, trasportando 15 caccia ognitempo da superiorità Sukhoj Su-33, caccia multiruolo Mikojan MiG-29K/KUB e 10 elicotteri Kamov Ka-52K, Ka-27 e Ka-31. Nelle specifiche di progetto originali, la nave dovrebbe trasportare33 velivoli ad ala fissa e 12 elicotteri. Questa è la prima volta che il nuovo Ka-52K, versione navalizzata del Ka-52, sarà testato in condizioni di combattimento. La differenza principale dall’elicottero d’attacco Ka-52 Alligator sono le pale del rotore principale pieghevoli e le alette ripiegabili. La nuova versione sarà inoltre adattata all’uso navale con una maggiore protezione dalla corrosione e un sistema d’aria condizionata regolabile. I Ka-52K (Hokum-B) riceveranno una speciale suite avionica per consentire l’atterraggio strumentale sul ponte della nave. Il sistema di supporto dell’equipaggio verrà aggiornato per permettere ai piloti di lavorare con tute d’immersione. Il Ka-52K ha una stazione elettro-ottica girostabilizzata e radar a onde millimetriche, con raggio di rilevamento di 25 km. Il pacchetto di armi include un cannone automatico da 30mm 2A42, razzi, missili anticarro laser o radio-guidati o un sistema di difesa aerea. La versione Ka-52K sarà un aggiornamento della versione base del velivolo già consegnato alle forze armate russe. Russia Helicopters attualmente ha un contratto con le Forze Aerospaziali per consegnare 146 Ka-52 entro il 2020. Questo tipo entrò in servizio nel 2011 come elicottero da ricognizione e combattimento. I piani dei militari richiedono la sostituzione di parte di questi elicotteri con la versione Ka-52K.
L’aviogetto MiG-29K è un altro caso speciale, non è mai stato schierato operativamente dalla Flotta russa. Il MiG-29K è una versione molto migliorata dell’originale MiG-29 Fulcrum. Nella versione imbarcata ha cellula e carrello rinforzati per sopportare l’appontaggio sulla portaerei. E’ inoltre dotato di ali pieghevoli e di gancio d’arresto. La struttura del velivolo dispone anche di misure per la riduzione di quattro volte della firma radar dell’aviogetto, che inoltre è dotato di più potenti ed economici motori Klimov RD-33MK, tutti dotati di controlli a piena autorità digitali del motore (FADEC). Nel complesso, le nuove centraline sono molto più affidabili e di facile manutenzione rispetto ai vecchi RD-33K. A differenza degli originali MiG-29, il nuovo Fulcrum-D è dotato di un sistema fly-by-wire digitale. L’avionica dei nuovi Fulcrum si basa sul radar ad impulsi Doppler Zhuk-ME, in grado di seguire dieci bersagli e d’ingaggiarne quattro contemporaneamente. E’ inoltre dotato di un nuovo sistema di ricerca ed inseguimento ad infrarossi multicanale (IRST). L’avionica si basa sull’onnipresente architettura standard MIL-STD-1553B aperta agli aggiornamenti più rapidi. Il velivolo può trasportare una serie di armi guidate aria-aria e aria-terra come il missile antinave Kh-35E. Le forze armate russe hanno ordinato due dozzine di nuovi aviogetti per eventualmente sostituire il Su-33 in servizio nella Marina russa. L’aereo dovrebbe essere consegnato alla Flotta russa entro la fine dell’anno.
289 Il ruolo d’incrociatore è facilitato dall’adozione nell’Admiral Kuznetsov di 12 missili da crociera a lungo raggio antinave P-700 Granit (classificazione NATO SS-N-19 Shipwreck), a differenza delle portaerei della NATO che non trasportano armamento. La presenza di questi considerevoli missili antinave ne determina la denominazione formale d’incrociatore portaerei. La nave è dotata di 24 lanciatori verticali (192 missili) dei sistemi ognitempo a bassa a media quota 3K95 Kinzhal (SA-N-9 Gauntlet), un sistema missilistico a corto raggio antiaereo progettato per colpire aerei, elicotteri, missili da crociera, bombe guidate, velivoli senza equipaggio e missili balistici a corto raggio (anti-munizioni). Per la difesa aerea a corto raggio, la nave è dotata di 8 sistemi d’arma da supporto ravvicinato (CIWS) Kashtan, ognuno dotato di 2 lanciamissili antiaerei 9M311 accoppiati ai cannoni rotanti da 30mm GSh-30 e a una centralina di tiro Radar/Optronica. Vi sono anche 6 cannoni rotanti singoli da 30mm AK-630. La nave è dotata di un sistema anti-sottomarino UDAV-1 con 60 razzi antisom, che protegge le navi di superficie deviando e distruggendo i siluri in arrivo. Il sistema protegge da sottomarini e sistemi di sabotaggio subacquei. L’UDAV-1 è dotato dieci canne ed è in grado di sparare proiettili di profondità 111SG, mine 111SZ e sistemi d’inganno 111SO. La portata del sistema è 3000 metri e la profondità d’ingaggio di un sottomarino è 600 m. Va notato che la Russia è l’unico Paese al mondo con una portaerei così pesantemente armata: le portaerei degli altri Paesi sono essenzialmente delle mere basi aeree galleggianti che hanno bisogno di navi di scorta anche se non tanto quanto le portaerei degli Stati Uniti. Con tali armi, la nave può difendersi contro una vasta serie di minacce ed impedire al nemico di avvicinarsi troppo, dal cielo o da sott’acqua. La nave ha un sistema di controllo del tiro ed acquisizione bersagli di superficie (passivo a scansione elettronica) in banda D/E, un radar di ricerca di superficie in banda F, un radar di sorveglianza aerea in banda G/H, un radar per la navigazione in banda I, e quattro radar in banda K per i CIWS Kashtan. Ha un sonar di ricerca e attacco a media e bassa frequenza montato nello scafo. Gli elicotteri ASW hanno un radar di ricerca di superficie, un sonar ad immersione, boe sonore e un Magnetic Anomaly Detector. L’Admiral Kuznetsov è propulsa da otto caldaie a gas che alimentano quattro turbine a vapore, ognuna delle quali produce 50000 cv (37 MW), trasmessi via quattro alberi alle eliche a passo fisso.
Il viaggio dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo dimostra le proiezione di potenza crescente della Russia, che non dipenderà dell’aviazione tattica basata a terra. Ha una nave da combattimento per operazioni aeree che agirà da base aerea d’altura. I nuovo aeromobili ad ala fissa e rotante verranno testati in battaglia combattendo il terrorismo nel loro primo dispiegamento operativo. La Marina russa ha bisogno di questa esperienza, mentre si progetta la costruzione di una nuova portaerei russa intorno al 2025. “E’ molto probabile che avverrà entro la fine del 2025. Abbiamo tre progetti proposti dal Centro di ricerca Krylov. Nel complesso, non sono male”, aveva detto il Viceministro della Difesa Jurij Borisov alla mostra degli elicotteri HeliRussia-2016 di Mosca. La Russia ha avuto notevole successo nel sviluppare un’avanzata marina oceanica sempre più potente grazie a un arsenale sofisticato. Il dispiegamento dell’Admiral Kuznetsov dimostra una grande capacità di proiezione di potenza che poche altre marine al mondo possono eguagliare.admiral-kuznetsov-russian-navy-su-1642268-2892x1928La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I nuovi cacciatorpediniere Lider amplieranno la proiezione di potenza della Russia

Andrej Akulov 01/07/2016BqeobMfLa United Shipbuilding Corporation (USC) russa dovrebbe firmare un contratto con le Forze Armate russe per costruire una nuova e potente classe di navi da guerra, le Proekt 23560 Lider. Il progetto della nave dovrebbe essere completato quest’anno. Il progetto rientra nel programma di sviluppo navale della Russia per il 2050. Si prevede che il cacciatorpediniere capo-classe entri in servizio e sostituisca i cacciatorpediniere classe Sovremennij e classe Udaloj, così come gli incrociatori classe Slava. In realtà, sarà una nave completa che sostituirà cacciatorpediniere, grandi navi antisom e incrociatori lanciamissili. La nave multiruolo avrà capacità antiaerea, anti-superficie e antisom e un ruolo d’attacco strategico. Dovrà sostituire altri cacciatorpediniere e incrociatori divenendo la principale unità di superficie della Marina russa. Il Presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto per perpetuare la memoria di Evgenij Primakov, per cui la prima nave della classe Lider avrà il nome del famoso statista e accademico. Evgenij Primakov ebbe molti alti incarichi nel governo e fu Primo Ministro della Russia nel 1998-1999. Era anche un accademico e membro del Presidium della Accademia Russa delle Scienze. Secondo il documento firmato da Vladimir Putin: “tenendo conto del contributo di Primakov nella formazione dello Stato russo e nelle riforme economiche, si raccomanda che il governo ponga una lapide commemorativa sulla casa dove visse, ed istituisca una Borsa di studio. Una nave della Marina russa avrà il suo nome”.
ob_0fbf97_krilov-lider Il progetto generale del cacciatorpediniere fu presentato la scorsa estate alla mostra della Difesa “Army 2015”. La nave lunga 200 metri e larga 20 metri dislocherà 17500 tonnellate. Navigherà ad una velocità massima di 32 nodi, con un’autonomia di 90 giorni. L’equipaggio sarà formato da 300 uomini. Non è ancora chiaro se i cacciatorpediniere saranno propulsi da turbine a gas o nucleari. I Lider dovrebbero essere dotati di missili antinave, antisom e anti-superficie Kalibr-NK e di missili da crociera supersonici antinave P-800 Oniks con gittata di oltre 300 chilometri. I missili ipersonici Tzirkon potrebbero essere imbarcati. I nuovi missili raggiungono la velocità di circa Mach 5-6 e sono in fase di test prima di andare in produzione nel 2018. La nave sarà dotata del sistema di difesa aerea S-500 in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e veicoli spaziali, missili da crociera e aerei che volano a velocità superiori a Mach 5. L’S-500 può rilevare e attaccare contemporaneamente 10 testate di missili balistici a 600 km di distanza che volano alla velocità di 8000 metri al secondo. Possono ingaggiare bersagli alla quota di circa 200 km, come missili balistici in arrivo dallo spazio a 500 km di distanza. Armati di non meno 200 missili, i Lider saranno le navi da guerra di superficie più grandi del mondo, dopo gli incrociatori a propulsione nucleare da 28000 tonnellate Proekt 1144 Orlan (classe Kirov). L’armamento del Lider comprenderà circa 60 missili da crociera antinave, 128 missili superficie-aria e 16-24 missili anti-sottomarino. La nave sarà dotata di sistemi di lancio verticali e l’armamento comprenderà anche un cannone da 130 mm polifunzionale dotato di sistema di gestione in combattimento integrato con ACS (sistemi automatizzati di comando) tattici ed operativo-tattici. La nave avrà una piattaforma di atterraggio per 2 elicotteri Kamov Ka-27 o Kamov Ka-32. La costruzione è prevista dal 2018-2019, con l’obiettivo di 12 navi in servizio suddivise tra le Flotte del Nord e del Pacifico.
Soprannominate classe Lider, queste navi da guerra avranno la potenza e il massiccio armamento nucleare degli incrociatori da battaglia sovietici Kirov. Le navi da 28000 tonnellate della classe Kirov hanno tre volte il dislocamento e il doppio dell’armamento delle controparti dell’US Navy, gli incrociatori AEGIS”, scrive il giornalista Ben Hernandez nel suo articolo su National Interest. La versione a propulsione nucleare ne farebbe il terzo cacciatorpediniere a propulsione nucleare al mondo dopo gli statunitensi USS Truxtun (DLGN-35) e USS Bainbridge (DLGN-25). I cacciatorpediniere classe Lider sono nuove navi che sovrasteranno le più grandi navi di superficie nella Marina degli Stati Uniti trasportando circa il doppio dei tubi lanciamissili di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Il sistema di propulsione nucleare consentirebbe alle nuove navi da guerra di navigare in tutto il mondo senza la necessità delle navi da rifornimento ausiliarie o alcun obbligo di effettuare una sosta nei porti, facendone un potente strumento di proiezione di potenza, un’arma della politica estera.
Gli ultimi anni hanno visto la rinascita della potenza navale della Russia. La Russia ha intrapreso un programma d’investimento massiccio per sostituire le vecchie piattaforme sovietiche. I grandi cantieri navali della Russia ora attuano a pieno regime l’ambizioso programma navale per fare della Marina russa seconda a nessuno nel mondo. Con i Lider in servizio, la Marina russa avrà fortezze galleggianti armate di missili e artiglieria e a propulsione nucleare per garantire la presenza permanente navale globale della Russia.Project+22350+DDGLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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