Stalin, la Flotta Rossa e le portaerei

Alessandro Lattanzio, 10/8/20150_871f5_1362db5e_origNel 1925, in URSS si pensò di convertire lo scafo dell’incrociatore da battaglia Izmajl o di ricostruire la Frunze, quarta nave da battaglia classe Gangut devastata da un incendio nel 1919, in portaerei capaci d’imbarcare 50 aerei. La nave portaerei avrebbe avuto un dislocamento di 22000 tonnellate, una velocità di 27 nodi e imbarcato 27 caccia, 12 aerosiluranti e 11 ricognitori. L’armamento sarebbe stato composto da 8 cannoni da 130mm, 8 da 102mm antiaerei e 16 da 40mm antiaerei. Ma i lavori non iniziarono mai e l’Izmajl e la Frunze furono demoliti.

Frunze

Frunze

Nel 1927, la risoluzione del Consiglio militare rivoluzionario permetteva la ristrutturazione della nave scuola Komsomolets (ex-Okean) come portaerei, avrebbe ricevuto le caldaie Yarrow dell’incrociatore da battaglia Izmajl e un'”isola” a tribordo. Dopo i lavori la portaerei avrebbe dovuto dislocare 12000 tonnellate e avere una velocità di 15 nodi. Il gruppo aerei imbarcato doveva comprendere 26 caccia e 16 aerei d’attacco. L’artiglieria sarebbe stata composta da 16 cannoni da 102mm e 10 cannoni antiaerei da 40mm. La mancanza di fondi per i lavori di ristrutturazione della nave, così come l’assenza di volontà politica, portò ad abbandonare tale progetto, costruendo una flotta secondo il concetto di Small Navy, escludendo qualsiasi possibilità di costruire una portaerei.

Komsomolets

Komsomolets

Alla metà degli anni ’30 s’iniziò a lavorare sui piani per costruire una grande flotta moderna da parte dell’Ufficio delle Forze Navali dell’Armata Rossa guidato da V. M. Orlov e I. M. Ludrij e, in parallelo, dallo Stato Maggiore dell’Armata Rossa guidato da A. I. Egorov. La prima versione del piano, del 1936, prevedeva due portaerei per la Flotta del Nord e quattro per la Flotta del Pacifico. Nel 1937 il nuovo piano navale sviluppato da L. M. Galler e da I. S. Isakov, previde un “Grande Programma di costruzioni navali” con due portaerei oceaniche.

Incrociatore-portaerei, progetto del 1935

Incrociatore-portaerei, progetto del 1935

Nella riunione dello Stato Maggiore della Marina, dell’aviazione navale e dell’Accademia Navale sovietiche del 7-14 ottobre 1940, si discusse delle portaerei e della necessità della copertura aerea delle navi in mare. Il Generale dell’Aviazione S. E. Stoljarsk, l’unico che aveva esperienza sulle portaerei, propose di “costruire una portaerei per addestrare i piloti e lavorare sui velivoli”. In un primo momento si previde la costruzione di una nave ibrida tra la corazzata e la portaerei. Si trattava del progetto del 1935 proposto dall’ufficio TSKBS-1. La nave avrebbe avuto un dislocamento di 29800 tonnellate, una velocità di 35 nodi, sarebbe stata armata con 9 cannoni da 305mm, 16 da 130mm e 18 da 45mm antiaerei, dotata di 60 aerei, la corazzatura verticale sarebbe stata di 200mm e quella del ponte di 125mm. Ben presto fu chiaro che l’industria cantieristica sovietica non poteva costruire una tale nave e inoltre vi erano dubbi sull’idea di nave ibrida.
Nel programma per costruire la “Grande Flotta Rossa” del 1938, erono previste 8 portaerei leggere e 4 di squadra, basate sugli scafi degli incrociatori Proekt 68 e Proekt 69. I progettisti sovietici quindi lavorarono al progetto di una portaerei convenzionale e nel 1939 fu presentata la Proekt 71, da 11300 tonnellate di dislocamento, motori da 126500 CV, 33 nodi di velocità e armata con 8 cannoni da 100mm antiaerei, 16 da 37mm antiaerei e 20 mitragliatrici da 12,7mm. La Proekt 71 avrebbe imbarcato 10 bombardieri-siluranti e 20 caccia da lanciare con due catapulte. Il cantiere scelto per la costruzione era l’impianto 199 di Komsomolsk-on-Amur, e l’inizio della costruzione doveva avvenire nel 1942.CVPr71Proekt 71: lunghezza 195m, larghezza alla linea di galleggiamento 18,7m, ponte di volo 215m x 24m; ponte di volo corazzato da 90mm; dislocamento 13150 t; motori da 110000 CV e velocità di 35 nodi; velivoli imbarcati 20 caccia e 10 aerosiluranti; 2 catapulte; armamento 8 cannoni da 100mm, 16 da 37mm antiaerei.

Nel 1939-1940, la Commissione diretta dal commissario ai cantieri I. T. Tevosjan espresse interesse per la portaerei tedesca Graf Zeppelin.

274767_html_12d7ace4Nel gennaio 1943, lo Stato Maggiore della Marina sovietica emise una direttiva operativa preliminare per la progettazione di varie classi di navi, tra cui portaerei con 30, 45 o 60 aerei e sola artiglieria antiaerea composta da 8-12 cannoni B-2U da 130mm, 16 90-K da 85mm, 12 da 37mm e 24 da 23mm. Sala motori, hangar e ponte di volo avrebbero avuto blindatura contro proiettili da 130mm. La velocità massima sarebbe stata di 30 nodi. Allo stesso tempo si sviluppavano le teoria sulla guerra navale presso l’Accademia Navale, all’epoca evacuata a Samarcanda. Nel 1944 l’Accademia svolse un grande programma di ricerca sulle portaerei e le “tendenze sulle navi da guerra”. Il Viceammiraglio prof. L. G. Goncharov ebbe l’incarico sulla ricerca per identificare le tendenze nello sviluppo delle portaerei, a cui parteciparono studiosi di spicco dell’Accademia delle Scienze dell’URSS come il contrammiraglio ingegner Papkovich, il viceammiraglio ingegnere A. P. Shershov e il Capitano di Vascello ingegner N. A. Zaleskij. I loro studi portarono alla progettazione della nave Proekt 71B, così come i materiali sulla portaerei tedesca Graf Zeppelin furono alla base degli studi di Kostromitinov, che progettò una portaerei lunga 300 metri e con un dislocamento di 50000 tonnellate. L’armamento doveva consistere in 16 cannoni da 152mm, 12 da 100mm antiaerei, 32 da 37mm antiaerei. La portaerei infine avrebbe imbarcato 66 caccia e 40 bombardieri. Sempre nel 1944-1945, il Commissario del popolo della Marina N. G. Kuznetsov propose di costruire 6 portaerei, poi ridotte a 2 leggere per la sola Flotta del Nord.Pr.KostromitinovKostromitinov: lunghezza 280m, larghezza alla linea di galleggiamento 33m, ponte di volo 300m x 35m, ponte di volo corazzato da 50mm; dislocamento 51200 tonnellate; velivoli 66 caccia e 40 aerosiluranti; armamento 16 da 152mm, 12 da 100mm, 32 da 37mm, 44 da 23mm; 2 catapulte; velocità di 32 nodi;

71б - копия_0Proekt 71B: lunghezza 230m, larghezza alla linea di galleggiamento 28m, ponte di volo 250m; ponte di volo corazzato da 50mm, dislocamento 30600 tonnellate; motori da 210000 CV e velocità di 31,5 nodi; velivoli imbarcati 30 caccia e 40 aerosiluranti; 2 catapulte; armamento 16 cannoni da 130mm, 16 da 37mm antiaerei.

Nel novembre 1944, fu emessa una direttiva per lavorare sulla nuova portaerei, la Proekt 72, poi respinta dalla Marina. La nave portaerei Proekt 72 avrebbe avuto un dislocamento di di 28800 tonnellate, motori da 144000 cv e velocità di 30 nodi; ponte di volo corazzato da 30mm; avrebbe imbarcato 62 velivoli e un armamento composto da 16 cannoni da 130mm, 16 cannoni antiaerei da 85 mm, 24 cannoni antiaerei da 37mm, 48 cannoni antiaerei da 25 mm e due catapulte.Pr72Proekt 72: lunghezza 251m, larghezza alla linea di galleggiamento 31,4m, ponte di volo 273,5m x 33,5m; ponte di volo corazzato da 30mm; dislocamento 37390 tonnellate; motori da 210000 cv e velocità di 30 nodi; velivoli imbarcati 62; 2 catapulte; armamento 16 da 130mm, 16 da 85mm, 24 da 37mm e 48 da 23mm.

404Così, nel gennaio 1946, per ordine del commissario del popolo della Marina Kuznetsov, fu creato un comitato con il compito di elaborare proposte per selezionare le future navi da guerra per la Marina sovietica. La commissione sulle portaerei era guidata dal Contrammiraglio Chernyshev, e il risultato del lavoro fu un documento intitolato “Considerazioni per la scelta delle portaerei per la Marina”, che affermò che nelle attuali condizioni marittime non vi è quasi nessun alcun problema che posa essere risolto senza la partecipazione delle portaerei. Nonostante la forte presenza di velivoli terrestri, la distanza dalle coste non risolveva efficacemente i problemi, soprattutto nel caso degli aerei da caccia, che sarebbero stati sistematicamente “in ritardo” nelle operazioni navali. Le “Considerazioni” sottolineavano che la flotta dotata di soli aerei costieri sarebbe stata sempre in svantaggio rispetto alla flotta con portaerei. Date le condizioni geografiche dei vari teatri e di fronte ai compiti per la flotta sovietica, la Commissione riconosceva la necessità di costruire portaerei leggere da difesa aerea e lotta antisommergibile per la Flotta del Baltico e la Flotta del Mar Nero, dotate di 32 velivoli pronti e 12 smontati. Per la prima volta si chiese che il ponte di volo fosse dotato di dispositivi per il volo notturno. La portaerei di squadra dovevano avere 3 ascensori e quelle leggere 2, su un ponte di volo protetto dalle bombe da 250 kg. L’artiglieria formata da cannoni da 130mm e 45mm sarebbe stata asservita a dispositivi di controllo del tiro, radar per la rilevazione dei bersagli di superficie e aerei, stazioni radar del controllo del tiro e stazioni idroacustiche Tamir. Il 19 gennaio 1945, il Vicecommissario popolare della Marina Ammiraglio J. S. Isakov, il Vicecapo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra S. G. Kucherov e il presidente della Commissione, Contrammiraglio Chernyshev proposero di costruire un modello di ponte di portaerei a terra per l’addestramento dei piloti e la sperimentazione dei nuovi aeromobili; d’inviare rappresentanti della Marina a partecipare ai combattimenti sulle portaerei di Stati Uniti e Regno Unito; di trasformare in portaerei da addestramento una nave tipo Liberty; di comprare o affittare due portaerei degli Stati Uniti per la Flotta del Pacifico. L’ammiraglio Isakov espresse dubbi sulla possibilità di acquisire portaerei degli Stati Uniti. La Commissione proseguì i lavori a Leningrado, e concluse che le portaerei leggere dovevano essere dotate di caccia per proteggere i velivoli anti-sommergibile, mentre le portaerei di squadra avrebbero avuto dei caccia per la difesa e aerei multiruolo (bombardieri-siluranti e shturmovik). Le portaerei di squadra avrebbero avuto cannoni adatti a rispondere agli attacchi di cacciatorpediniere e incrociatori leggeri nemici, e corazzatura tale da resistere a un colpo diretto dei cannoni degli incrociatori leggeri. La Commissione presentò 33 opzioni di portaerei: 24 di scorta, 3 leggere, 4 di squadra e 2 pesanti. La Commissione raccomandò, data la mancanza di esperienza nella costruzione di portaerei, d’iniziare immediatamente la progettazione e la costruzione di portaerei leggere. Per quanto riguarda la componente aerea imbarcata, il caccia imbarcato doveva essere una versione navale dello Jak-9K. Nella primavera 1944 un caccia Spitfire veniva lanciato dalla catapulta dell’incrociatore Molotov sul Mar Nero, per rafforzarne la difesa dagli attacchi aerei. Furono formulate nuove tattiche e tecnologie, come una catapulta per lo Jak-9K.
Nelle riunione della commissione del 12 marzo e del 27 novembre 1945 fu approvato il programma navale militare 1946-1955, ma non vi erano portaerei. Il comando della Marina fece un ulteriore tentativo di dotarsi di una portaerei. Il primo passo fu acquisire le portaerei tedesche Graf Zeppelin e lo scafo dell’incrociatore pesante Seydlitz. La Graf Zeppelin fu recuperata, essendo semiaffondata. Una Commissione Speciale ispezionò la nave e concluse che valeva completarla. Il Commissario del popolo per la Marina N. G. Kuznetsov voleva far utilizzare le due navi ex-tedesche per l’addestramento dei piloti. Così furono accordati ai cantieri del Baltico i lavori necessari per sistemare il Seydlitz come portaerei. Il Seydlitz era semisommerso a Konigsberg e il 25 maggio 1945 fu recuperato. Ma alla fine, date le difficoltà per completarle come navi portaerei e le priorità assegnate all’industria pesante sovietica, si decise di smantellare la Graf Zeppelin e il Seydlitz. I cantieri navali di Nikolaev, che andavano sgombrati, ospitavano ancora lo scafo dell’incrociatore Molotovsk, mentre i cantieri di Leningrado erano occupati nella costruzione dell’incrociatore pesante Proekt 69 Kronshtadt, il cui scafo si pensò di convertire in portaerei, nell’ambito del Proekt 69AV, che avrebbe trasportato 76 velivoli e sarebbe stata dotata di 16 cannoni da 130mm e 32 da 37mm antiaerei.

Proekt 69AV

Proekt 69AV

Si ritiene che Stalin sottovalutasse il ruolo delle portaerei nella guerra navale, portando al rigetto della loro costruzione. Non fu proprio così. La costruzione della Marina richiese sforzi costosi e coordinati nel tempo e Stalin non prese decisioni senza una previa chiarificazione di tutte le circostanze relative al problema. La Marina sovietica aveva unanimità di vedute sulle portaerei sia prima che dopo la guerra. Voleva disporre di portaerei navi per coprire le navi da guerra sui teatri oceanici, ma la cantieristica era in ritardo di anni e le portaerei dalla Seconda Guerra Mondiale subirono varie modifiche, come maggiore potenza, artiglieria e apparecchiature elettroniche complesse, aviogetti. E prima di spendere fondi per costruire nuove navi, andavano colmate le lacune; in URSS non c’era alcuna società specializzata nella progettazione di portaerei. Così Stalin seguì le reali possibilità dell’industria e della Marina sovietica.
Nel 1952 fu studiato il progetto per due portaerei di squadra Proekt 82 Stalingrad e Moskva, sviluppo dei progetti di Kostromitinov. Avrebbero avuto un dislocamento di 50000 tonnellate e imbarcato un centinaio di aerei: glia aviogetti da caccia MiG-15K o La-17 e il velivolo anti-som Tupolev Tu-91 a turboelica.

Proekt 82

Proekt 82

Nel 1953 Kuznetsov emise la direttiva per sviluppare una portaerei leggera, la Proekt 85. A fine 1954 l’ufficio TSNIIVK presentò la versione preliminare: si trattava di una nave portaerei dotata di un ponte di volo angolo, catapulte a vapore e cavi d’arresto, dal dislocamento di 28400 tonnellate, motori dalla potenza di 144000 cavalli e una velocità di 32 nodi. L’armamento era composto da 16 cannoni da 100mm, 24 cannoni antiaerei da 57mm, 16 cannoni antiaerei da 25mm, 40 caccia, 6 aerei antisom Tu-91 e 2 elicotteri Ka-25. Secondo il piano di costruzione navale 1956-1965, si sarebbero dovute costruire 5 navi Proekt 85 per le Flotte del Nord e del Pacifico. Dopo la sostituzione di Kuznetsov al comando della Marina con S.G. Gorshkov, i lavori sulla Proekt 85 furono sospesi nel dicembre 1955.

Proekt 85

Proekt 85

Fonti:
Avianostsij SSSR Tolko Tekst
Military Russia
TNU
TopWar
War Files

La spartizione delle sfere d’influenza: NATO in Nord Europa, Russia nel bacino del Mar Nero

Valentin Vasilescu ACS-RSS, 17 gennaio 2015 – Global Researche4d0787d86Nei primi mesi del 2014, la vittoria di Euromaidan accese l’immaginazione degli strateghi della NATO che speravano che l’Ucraina divenisse membro dell’alleanza nei prossimi anni. Alla fine dello stesso anno, mentre l’interesse per l’Ucraina scompare per la NATO a causa della perdita di due punti chiave presi di mira in questo territorio, con la Crimea riunitasi alla Russia e la sorprendente sconfitta dell’esercito ucraino nella guerra secessionista nel Donbas. Pertanto, nei primi mesi del 2015 sembra che i giochi strategici in Europa siano mutati. Gli Stati Uniti concentrano la loro attenzione sulla fortificazione militare di ciò che hanno sotto controllo, vale a dire i Paesi baltici, inviandovi carri armati, blindati e obici semoventi. Sembra quindi che tra le due grandi potenze mondiali vi sia una sorta di tacito consenso ed equilibrio di potere. Soprattutto perché la Russia ha ora mano libera facendo avanzare ulteriormente la preparazione per la supremazia assoluta aeronavale nel bacino del Mar Nero, per il 2016. Nella cerimonia svoltasi il 31 dicembre 2014, il sottomarino d’attacco Rostov-na-Donu entrava in servizio nella 4.ta Brigata indipendente di Novorossijsk, appartenente alla 30.ma Divisione navale (Flotta del Mar Nero). È il secondo sottomarino diesel-elettrico della classe Varshavjanka (Projekt 636.3), ad entrare nella Flotta del Mar Nero, nel 2014, dopo il Novorossijsk. Il terzo sottomarino, Starij Oskol, vi entrerà nel 2015. Nel 2016, la Flotta del Mar Nero avrà sei sottomarini della classe Varshavjanka, due fregate furtive classe Admiral Gorshkov (Projekt 22350) e due fregate polivalenti della nuova classe Steregushij.1505506Il sottomarino Rostov-na-Donu è armato con siluri e missili da crociera K-560 Kalibr da 1800- 2500 km di gittata (come gli RGM/UGM-109E Tomahawk dei sottomarini d’attacco nucleari statunitensi) o missili anti-nave P-800 Oniks (meno di 300 km). Il sottomarino Rostov-na-Donu è il più silenzioso del mondo e può operare senza essere individuato nelle acque costiere, sbarcando o recuperando di nascosto gruppi di commando della fanteria di marina russa, appositamente attrezzati con la nuova armatura galleggiante Corsar MP. Sempre nel 2016, quando i sei sottomarini classe Varshavjanka opereranno nella Flotta russa nel Mar Nero, si concluderanno le operazioni di consolidamento e prolungamento della pista e la costruzione dei rifugi di cemento e di altre opere infrastrutturali della base aerea di Belbek in Crimea. L’aeroporto sarà la base operativa di un reggimento di 36 bombardieri supersonici a geometria variabile e a lungo raggio Tu-22M3. Il velivolo ha un raggio d’azione di 4000 km e trasporta 24 tonnellate di bombe o missili. Il Tu-22M3 può essere armato con 10 missili da crociera: 6 tipo Kh-15 (velocità Mach 5, e gittata di 250 km) nel lanciatore rotante carenato nella fusoliera, e 4 tipo Kh-22/27 (velocità Mach 4, gittata di 500 km) o Kh-55 (2000 chilometri) sotto la fusoliera o sui piloni alari. Il sistema di difesa russa in Crimea dal 2015 includerà i missili Iskander-M (gittata di 500 km).

Tupolev-Tu-22M-BackfireACS-RSS – Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mistral, passaggio sotto bandiera russa?

Louis-Benoit Greffe, PoliticvisioNovorossia
VLADIVOSTOK
Con grande sorpresa dei sostenitori della violazione del contratto sulle Mistral, senza alcuna cerimonia ufficiale a Saint-Nazaire, e senza la presenza della delegazione russa, il 14 novembre mattina la BPC (Nave Appoggio Assalto Anfibio) Vladivostok passava sotto bandiera russa e cambiava il proprio numero d’immatricolazione MMSI francese con uno russo. L’MMSI è regolato internazionalmente dall’autorità delle comunicazioni di Ginevra ed è usato per identificare ogni singola nave. La BPC Vladivostok passa da 227022600, sotto bandiera francese, a 273549920 sotto bandiera russa. Il primo numero era valido fino al 13 novembre. Il 14 novembre mattina, la Russia annunciava di aver concesso una quindicina di giorni alla Francia per decidere, altrimenti riterrà il contratto rescisso e richiederà il versamento di una penalità di 3/10 miliardi di euro. La DCNS ha già smentito la consegna della nave, accusando dell’errore la società Veritas del cambio di bandiera, che avrebbe agito prematuramente. Tuttavia, tale smentita non sembra convincere, perché è impensabile che la decisione di mutare l’MMSI sia stata presa senza il consenso dell’Eliseo. Così sembra che la Francia, seguendo la strana esitazione di Valls, rischi d’irritare sia la Russia che i suoi alleati occidentali, nel rispettare i propri impegni.

VLADIVOSTOK2International AIS indica la prima Mistral russa
News Twenty4seven

Il sistema d’identificazione internazionale AIS (sistema di identificazione automatica) per la prima volta ha segnato la nave classe Mistral, Vladivostok, come trasferita ai russi secondo Interfax. In precedenza, la portaelicotteri Vladivostok, costruita presso il cantiere STX di Saint-Nazaire, in Francia, era designata come nave della Marina francese, conservando l’identificativo francese. La fonte di Interfax per la difesa ha osservato che “le questioni procedurali per la consegna della portaelicotteri alla Russia possono svolgersi senza pubblicità“. Il 14 novembre, sul trasferimento della nave alla Russia vi furono numerose notizie dall’industria francese, indicando la presenza della delegazione di Rosoboronexport alla cerimonia (alla fine non avvenuta). Il 12 novembre fonti della cooperazione tecnico-militare russa avevano detto che i francesi non li avevano contatti sul trasferimento della nave. Lo stesso giorno, il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian aveva detto che la consegna della Vladivostok verrebbe attuato nel prossimo futuro, ma la data deve essere ancora decisa. Rosoboronexport e la società francese DCNS firmarono un contratto di 1,2 miliardi di euro per la costruzione di due portaelicotteri classe Mistral nel giugno 2011. Secondo il contratto, la data di consegna della prima nave era il 1 novembre 2014, ma con l’accordo delle parti veniva spostata di 30 giorni, senza penale. In caso di mancanza assolvimento del contratto, l’importo di sanzioni e multe raggiungerebbe i tre miliardi di euro. Causa l’annessione della Crimea alla Russia e la situazione nell’Ucraina orientale, gli Stati Uniti hanno ripetutamente invitato la Francia a rescindere il contratto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Per la Crimea, il mondo è stato sull’orlo della guerra nucleare

Evgenij Chernikh, KP Novorossia

Negli anni ’60, una situazione simile si ebbe durante la crisi dei missili cubani. Il direttore del Centro per lo studio applicato dei problemi sociali, colonnello della riserva Aleksandr Zhilin, e il colonnello della riserva della Direzione Generale dello Stato Maggiore della Federazione Russa, Grigorij Vanin, hanno espresso interessanti analogie storiche al giornalista di “Komsomolskaja Pravda”.

10012452Sebastopoli da tempo era ambita dalla NATO come base militare
Era così grave?
Zhilin: Sì. La domanda “chi è il più forte” si pone in modo inequivocabile. La Russia, con alla testa Putin, ha dovuto superare l’esame della maturità Statuale.

La crisi dei missili di Cuba scoppiò nel 1962 perché l’Unione Sovietica posizionò missili nucleari a Cuba in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti. In qualsiasi momento poteva iniziare una guerra nucleare. E oggi?
Zhilin: Precisiamo, all’epoca l’URSS fu costretta a schierare missili a Cuba in risposta alle minacce degli Stati Uniti. Già nel 1961 gli statunitensi disposero 15 missili “Jupiter” con testate nucleari in Turchia, presso Izmir, in grado di raggiungere Mosca e altre città sovietiche. Oggi gli yankees avevano l’intenzione, né più né meno, di cacciare la nostra flotta militare dalla Crimea per schierarvi i propri missili nucleari. Da un punto di vista militare sarebbe stata una sconfitta militare senza la guerra. Già alla fine del 2014 la penisola doveva diventare la base centrale della NATO nella regione o, per usare le parole usate dagli stessi statunitensi, divenire la loro “portaerei inaffondabile stazionante al confine russo”. Dallo scorso anno iniziarono ad operare clandestinamente per riattivare determinati siti dove schierare militari, comandi, depositi e altre infrastrutture della NATO. Mentre la Russia, ci tengo a sottolinearlo, è stata costretta ad affrontare il problema della Crimea, così come l’URSS con Cuba, per difendere gli interessi della propria sicurezza.

L’operazione speciale “compagna per un angelo”
Tornando al 1962. In risposta ai missili nucleari degli Stati Uniti in Turchia, Khrushjov propose di “infilare un nostro riccio nelle mutande degli americani” creando una nostra base missilistico-nucleare che avesse gli Stati Uniti nel mirino. Chi ha deciso “di prendere un riccio americano?
Vanin: La probabilità che un giorno si scopra chi e quando negli Stati Uniti si decise di fare della Crimea una base NATO è quasi zero. Ma non importa. Si deve capire una cosa: occupare la Crimea era il compito più importante per gli Stati Uniti. Anche Majdan era secondaria. La cosa partì quando la dipendente del dipartimento di Stato Katerina Shumachenko sposò Jushenko. Fu la classica operazione “compagna per un angelo“. Shumachenko, figlia di immigrati ucraini, “per caso” si trovò in business class accanto a Jushenko. Nel corso di quel lungo viaggio attraverso l’oceano si conobbero. Affascinato, Jushenko abbandonò moglie e figli. La nuova moglie prese il potere in Ucraina. Con l’aiuto del ministro degli Esteri Jatsenjuk e della prima ministra Julija Timoshenko. La sorella di Jatsenjuk per molti anni ha vissuto a Santa Barbara, California, sposata con uno statunitense. Mentre Julija Timoshenko fu arruolata dagli yankees dopo il caso clamoroso dell’ex- primo ministro ucraino Lasarenko, imprigionato negli Stati Uniti da più di 8 anni “per appropriazione indebita in Ucraina“. Lasarenko contribuì decisamente agli affari di Julija. Ma gli yankees la salvarono dal processo. Queste sono le persone che hanno preso il potere consegnando gli interessi nazionali e la difesa dell’Ucraina alla NATO.

Il riavvicinamento occulto tra Ucraina e NATO può essere dimostrato?
Vanin: dopo l’irruzione di truppe statunitensi, avrebbe firmato un accordo di cooperazione militare comprendente la clausola: “Gli Stati Uniti hanno il diritto di ricorrere alle armi in caso di minaccia all’esercito statunitense schierato in Ucraina“. Tutto questo è dettagliato nei documenti della presidenza Jushenko, supplemento “al decreto del Presidente dell’Ucraina No.289/2008 del 1° aprile 2008. Il piano focale Ucraina-NATO 2008 nel quadro del piano d’azione Ucraina-NATO“. C’è anche un documento riservato “Nota analitica sull’attuazione del piano focale Ucraina-NATO per il primo semestre 2008“. (Questi documenti, così come la nota analitica di Grigorij Vanin e Aleksandr Zhilin: “Perché la questione dell’annessione della Crimea alla Russia fu decisa in modo impetuoso“, sono disponibili sul sito kp.ru). Nell’agosto 2008 l’Ucraina superò un esame sanguinoso: quando Saakashvili iniziò la guerra in Ossezia del Sud (o, più precisamente contro la Russia, perché tutti capirono che Mosca non avrebbe abbandonato Tskhinvali), Washington doveva capire se gli ucraini sarebbero entrati in guerra contro i russi. Non il presidente Jushenko, ma il corpo degli ufficiali, carne della carne russa poiché gli ufficiali furono istruiti nelle scuole militari russe. Kiev consegnò sistemi missilistici “Buk” alla Georgia con equipaggi ucraini. Questi spararono agli aerei russi ed abbatterono un bombardiere Tu-22. Washington esultò di gioia: l’aspetto antirusso dell’Ucraina impressionò! Gli slavi sono divisi fino all’odio!

1912369Il D-Day era previsto per il 15 maggio 2014
L’avvento di Janukovich chiuse l’avvicinamento?
Vanin: Molte persone lo credono. In realtà Janukovich si barcamenava, a voler essere troppo maliziosi. Prendeva il nostro denaro e stava per consegnare la Crimea agli statunitensi, al miglior offerente, dimenticandosi la posta. Quando l’autunno scorso gli Stati Uniti organizzarono euromaidan in Ucraina, tutti pensarono che punissero Janukovich per aver rifiutato all’ultimo momento di firmare l’accordo sull’associazione con l’Unione europea. Questo rifiuto non era la scusa. In effetti, gli yankees decisero di punire Janukovich per aver cercato di frenare l’occupazione della Crimea da parte delle forze statunitensi, su pressione di Putin. Mentre allo stesso tempo Janukovich riteneva che la Russia sarebbe stata costretta a concedergli gas a miglior prezzo tramite tali concessioni agli statunitensi (il futuro accordo con l’UE!) E così via.
Zhilin: Obama decise di accelerare l’occupazione politica dell’Ucraina cambiando il potere a Kiev con un governo filo-statunitense. Il 15 maggio 2014, il nuovo primo ministro Jatsenjuk aveva già annunciato la risoluzione del contratto sulla flotta russa e di chiederne il ritiro in territorio russo.

Da dove provengono queste informazioni?
Vanin: “Fonti confidenziali affidabili di Kiev” come si è soliti dire in questi casi. Ai militari ucraini non aggrada la NATO.

Ma l’accordo con l’Ucraina sulla flotta russa non terminava nel 2017. E doveva essere esteso automaticamente per 25 anni, incassando lo sconto sul gas russo. Come potevano denunciarlo così?
Vanin: Molto semplicemente. In una situazione in cui qualsiasi coalizione internazionale antirussa sostenesse Kiev, anche violando alcune disposizioni dell’accordo, un ultimatum avrebbe permesso di chiuderlo prematuramente. Avrebbero potuto creare condizioni insopportabili ai nostri impianti in Crimea. Immaginate affittarle alle navi militari degli Stati Uniti. Sotto la copertura di “Pravy Sektor“, assaltare ogni giorno e terrorizzare i nostri siti militari. Ciò era già accaduto con Jushenko quando i nazionalisti cercarono d’irrompere nelle nostre unità militari. Avrebbero potuto organizzare altre provocazioni, facile… Così saremmo stati costretti ad andarcene di nostra spontanea volontà.
Zhilin: Il problema della Crimea doveva essere risolto senza ulteriori ritardi. Gli abitanti della Crimea rischiavano l’imminente eliminazione fisica. Gli esperti del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti avevano già in programma, il 17 gennaio, la possibilità di utilizzare mercenari delle SMP, e se ciò non avesse funzionato come previsto, i soldati dell’esercito regolare avrebbero occupato la Crimea. Putin ha agito apertamente. Spiegò in modo inequivocabile la sua posizione a Obama sulla Crimea, affermando che non avrebbe permesso alla NATO di dominare i confini russi. La Russia alla fine di febbraio, come sappiamo, organizzò manovre militari su larga scala. Il Washington Times all’inizio di marzo ne parlò riferendosi a una fonte del Pentagono. “L’esercitazione ha suscitato preoccupazione al Pentagono e al comando europeo delle forze USA, essendo le più importanti degli ultimi 20 anni e che prevedono di migliorare la prontezza al combattimento delle forze nucleari russe. Si sostiene che le manovre coinvolgano il 12.mo Primo Direttorato del Ministero della Difesa della Russia, incaricato delle armi nucleari“. Tuttavia, il Comitato dei Capi di Stato Maggiore della NATO assicurò i capi politici che il Cremlino stava solo cercando di spaventare e non avrebbe osato agire contro la volontà degli Stati Uniti. Gli yankees continuavano in tutta tranquillità i preparativi di base per l’occupazione della Crimea.

Si predestinava agli abitanti della Crimea il destino del Kosovo
Il Cremlino è stato davvero costretto ad agire subitaneamente?
Vanin: Sì. Il fattore tempo valeva oro. Per neutralizzare il patriottismo del popolo di Sebastopoli e della penisola, gli yankees stavano preparandosi a riprodurre in Crimea lo scenario del Kosovo. Secondo le loro intenzioni, i tartari della Crimea avrebbe dovuto svolgere il ruolo degli albanesi in Kosovo dichiarando la sovranità ed eliminando i patrioti russi dalla Crimea. L’operazione di Putin per garantire stabilità nella penisola, tra l’indizione del referendum e la sua attuazione, fu unica e senza precedenti, secondo molti criteri.
Zhilin: Alla vigilia del referendum in Crimea, Jatsenjuk arrivò negli Stati Uniti per un colloquio d’emergenza con Obama. Ma non riuscì ad affossare il referendum. “Gli uomini cortesi” non permisero alcuna provocazione. L’intelligence militare degli Stati Uniti: gli agenti segreti, la ricognizione aerea, marittima, radio statunitensi, ecc., in Crimea subirono un fiasco totale! É una cosa inaudita oggi, quando ogni centimetro di terra è controllato, che nessuno si accorga di nulla! Non una parola fu pronunciata via radio, e tutti i movimenti delle unità si svolsero nella massima riservatezza. Esperti stranieri credono che la Russia abbia fatto ricorso a mezzi tecnologici, per la copertura dei preparativi dell’operazione militare, che nessun altro possiede.

Più spazio per ritirarsi
Perché ci teniamo tanto alla penisola? Capisco che sia un luogo sacro. Ma dal punto di vista militare?
Vanin: Perdendo le nostre basi in Crimea avremmo perso il Mar Nero. I missili degli Stati Uniti sulla penisola sarebbero stati l’inizio della fine della Russia. Non potevamo tornare indietro.
Zhilin: Data la mostruosa mancanza di tempo, il nostro presidente ha svolto il compito brillantemente. La Crimea veniva reintegrata alla Russia in modo così travolgente. Putin ha dimostrato che il mondo unipolare non esiste più. La Russia non seguirà più il penoso tracciato della politica statunitense. Da qui l’odio che suscita a Bruxelles e Washington.
Lezioni della storia e documenti riservati: Chrushjov e Kennedy sapevano di essersi fermati a un passo dalla guerra nucleare globale. Il Cremlino ritirò i suoi missili da Cuba. La Casa Bianca promise di non attaccare Cuba. L’accordo prevedeva un’altra clausola riservata. Gli USA ritiravano i loro missili nucleari dalla Turchia, ma noi passammo sotto silenzio i missili in Turchia su richiesta di Kennedy, che non voleva perdere la faccia di fronte al suo “giro”, perciò sembrammo i perdenti che avrebbero avuto paura degli statunitensi! Chrushjov agì con saggezza nel dare tale concessione a Kennedy. Il fatto che la guerra nucleare venisse evitata era più importante della propaganda. Il presidente Obama sembra mancare di questa saggezza, così cerca di mettere la Russia con spalle al muro.

Map_of_the_CrimeaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’incrociatore lanciamissili Admiral Nakhimov punta di diamante della Marina russa

Aleksej Ramm, RIR, 7 novembre 2014

L’incrociatore pesante Admiral Nakhimov riceverà nuovi sistemi d’arma, superando l’attuale ammiraglia, l’incrociatore lanciamissili Pjotr Velikij (Pietro il Grande).

ship_566L’incrociatore nucleare russo Admiral Nakhimov riceverà i nuovi sistemi antimissili a lungo raggio S-400 e quelli a medio raggio Poliment-Redut, così come i missili da crociera Kalibr, nell’ambito del continuo ammodernamento della flotta. Secondo Vladimir Spiridopoulo, direttore generale del Severnoe Design Bureau e sviluppatore del progetto dell’incrociatore, dopo la modernizzazione l’Admiral Nakhimov sarà più potente rispetto al suo ‘gemello’, l’incrociatore pesante lanciamissili nucleare Pjotr Velikij, attualmente ammiraglia della Flotta del Nord.

Ampia modernizzazione Oltre l’Admiral Nakhimov, un’altra nave dello stesso progetto, l’Admiral Lazarev, potrebbe subire una modernizzazione simile. L’Admiral Lazarev, componente della Flotta del Pacifico, è in manutenzione in un cantiere navale. “Anche prima dell’inizio del processo, la Marina russa discuteva sul tipo di armamenti da installare sull’Admiral Nakhimov”, dice l’esperto militare indipendente e redattore-capo del progetto internet Militaryrussia Dmitrij Kornev. “Secondo gli annunci del Comando della Marina, si è anche considerato di dotare l’incrociatore del nuovo sistema antimissili S-500“. Kornev ritiene che i costruttori navali conservino i sistemi d’arma originali dell’incrociatore, ma aggiornati alle esigenze moderne. “L’S-400 sostituirà l’S-300F, installato sull’incrociatore in precedenza, il Poliment-Redut sostituirà l’Osa-M e i missili da crociera Kalibr sostituiranno i missili da crociera antinave supersonici P-700 Granit“, nota Kornev, aggiungendo che con tali armamenti l’incrociatore sarà sicuramente la più potente nave della flotta russa. Mentre prima i missili da crociera supersonici antinave P-700 Granit installati sul Nakhimov potevano colpire solo obiettivi sul mare ora, dopo l’installazione dei nuovi Kalibr, “l’incrociatore potrà colpire non solo sull’acqua, ma anche obiettivi terrestri, aumentandone notevolmente il potenziale di combattimento, senza dubbio“, dice.

I Kalibr saranno supersonici I missili da crociera Kalibr, sviluppati dal Novator Design Bureau (dell’Almaz-Antej Corporation), sono ora in fase d’installazione sui nuovi sottomarini Projekt 885 classe Jasen e le piccole navi lanciamissili Bujan-M. Secondo i dati ufficiali, i missili da crociera possono colpire bersagli a una distanza di 300 chilometri. Fonti dei media russi dicono anche che presto i Kalibr potranno colpire bersagli a una distanza di almeno 1000 chilometri. È possibile che questi missili siano anche supersonici. “Nella Marina sovietica le navi Projekt 1144 classe Orlan (la classe a cui appartiene l’Admiral Nakhimov – RIR] erano le navi più importanti dei cosiddetti Gruppi navali di superficie”, dice Dmitrij Boltenkov, esperto militare indipendente, storico militare e autore di libri sulla storia della Marina sovietica. “In tempi di pace erano responsabili della sorveglianza delle flotte dei Paesi della NATO, in particolare statunitensi”.

Le missioni di combattimento sono le stesse Secondo Boltenkov, a giudicare dai sistemi d’arma installati sull’incrociatore in corso di modernizzazione, le sue missioni non cambieranno molto. “Allo stesso tempo, è possibile che con l’installazione dei nuovi sistemi di comunicazione e controllo automatizzati, il Nakhimov possa facilmente diventare l’ammiraglia della squadra“, dice Boltenkov. “Oltre a distruggere le navi nemiche, utilizzando i Kalibr, l’incrociatore può rappresentare una seria minaccia per le infrastrutture terrestri del nemico, così come per i suoi obiettivi strategici“. Per il momento la questione rimane ancora: cosa faranno i costruttori navali del complesso sistema sonar Polin installato su tutte le navi Projekt 1144 Orlan? E’ possibile che il Polin sia completamente modernizzato o sia sostituito con un totalmente nuovo sistema sonar. Dal 1980 al 1998, quattro incrociatori pesanti lanciamissili nucleari Projekt 1144 Orlan sono entrati nella Marina sovietica e poi russa. Il primo fu il Kirov nel 1980 e l’ultimo il Pjotr Velikij, che entrò nella flotta nella primavera del 1998.

02167002Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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