Missione compiuta: la portaerei Admiral Kuznetsov torna a casa

Alexander Mercouris, The Duran  6/172016

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo la portaerei della Marina russa Admiral Kuznetsov rientra in Russia per un esteso aggiornamento. Una volta completato, la Kuznetsov sarà schierata in Mediterraneo in modo semi-permanente.
Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo il Ministero della Difesa russo confermava che la flotta russa inviata nel Mediterraneo orientale in autunno, tra cui la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, rientravano in Russia. Questi erano i piani. Non c’è mai stato alcun suggerimento che lo schieramento non fosse temporaneo. La parte che la flotta russa ha giocato nella battaglia di Aleppo è difficile da valutare. Tuttavia è improbabile che sia stata decisiva o significativa. Il dispiegamento della flotta sembra volta a fornire esperienza alla flotta russa sulle operazioni di combattimento imbarcate, una cosa completamente nuova per la Russia, mentre rafforzava le difese aerea russe in Siria nel momento della battaglia decisiva in Siria, quando c’erano minacce da certi ambienti d’interferire nelle operazioni stabilendo una no-fly zone. In altre parole, la missione della flotta era una combinazione di esercitazione e di deterrenza, ed ha avuto successo su entrambi gli aspetti. I media russi già prima dello schieramento dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale suggerivano che dopo aver completato la missione sarebbe stata sottoposta ad importanti modifiche, comportanti la sostituzione dei motori poco efficienti e la sistemazione dei vari problemi dei sistemi che affliggono la nave da sempre. Soprattutto certi noti problemi come, ad esempio, i sistemi di riscaldamento e idrici, e i russi ora sono consapevoli degli ulteriori problemi dei cavi di arresto (che hanno causato almeno due incidenti) e senza dubbio di altri problemi di cui non sappiamo nulla.
I russi ora sanno di risolverli, come avevano pianificavano per dopo lo schieramento. Il risultato sarà una nave da guerra più potente ed efficiente, una volta completato l’aggiornamento, ma ci vorranno anni. Una volta completati i lavori, vi è la possibilità che l’Admiral Kuznetsov sia schierata nel Mediterraneo in una base semi-permanente. L’Admiral Kuznetsov, essendo una portaerei convenzionale di medie dimensioni, si adatta meglio alle condizioni del Mediterraneo che non a quelle del Nord Atlantico. Nel Mediterraneo è un potente simbolo della volontà politica e della forza navale russa, mentre nel Nord Atlantico è un nano data l’inferiorità numerica verso le molto più potenti e numerose superportaerei nucleari della marina degli Stati Uniti, dove il suo ruolo è meno evidente. I russi hanno affermato che l’impianto di riparazione nel porto siriano di Tartus, attualmente in fase di ampliamento come base navale effettiva, potrà ospitare portaerei. Probabilmente l’Admiral Kuznetsov vi sarà basata.9z4yd1e

La Cina schiera la sua prima portaerei, avvertendo gli Stati Uniti
Alexander Mercouris, The Duran 6/1/2016

Mentre salgono le tensioni, i media cinesi avvertono gli Stati Uniti sulla gara navale 50ennale per il controllo del Pacifico, mentre la Cina schiera la sua prima portaerei nel Mar Cinese Meridionale.e5447d360adfMentre la portaerei russa Admiral Kuznetsov rientra dopo l’impiego operativo nel conflitto in Siria, la portaerei gemella cinese Liaoning (ex-Varjag) compie la prima crociera. Il Ministero della Difesa cinese ha descritto lo scopo della crociera della Liaoning come “ricerca scientifica, sperimentazione e formazione“. In altre parole, si tratta soprattutto di addestramento destinato a familiarizzare i cinesi con le operazioni aeronavali in vista delle molto più grandi portaerei cinesi in costruzione. Non solo questo però. I cinesi hanno volutamente schierato la Liaoning nel Mar Cinese Meridionale, punto di tensioni con gli Stati Uniti. La sua presenza ha ovviamente lo scopo di rivendicare ai cinesi il Mar Cinese Meridionale e ricordare a Stati Uniti e altre potenze navali del Pacifico la realtà della potenza cinese in questo settore. I cinesi usano la Liaoning come manifestazione politica ed hanno maggiori piani per quella che è, per ora, la loro unica portaerei; ciò è confermato da un editoriale del quotidiano cinese Global Times, noto per riflettere le opinioni della dirigenza cinese.
Il ruolo della Liaoning non si limiterà ai test tecnologici militari. Va anche verificato il ruolo geopolitico delle portaerei cinesi e la risposta delle grandi potenze al rafforzamento della Marina militare della Cina. Le portaerei sono strumenti strategici che dovrebbero essere usati per mostrare al mondo la forza della Cina e modellare l’atteggiamento del mondo nei confronti di essa. E non sono costruite solo per la guerra, ma le portaerei cinesi devono partire per un lungo viaggio. Gli interessi fondamentali della Cina sono principalmente sugli oceani, l’azione delle portaerei va al di là delle aree limitrofe. La rivalità va estesa nelle aree più ampie in modo da allentare la pressione al largo della Cina. Pur avendo nella flotta una sola portaerei, la Cina ora dovrebbe avere la capacità e il coraggio di proiettarsi sugli oceani. Dovrebbe non solo superare la prima catena di isole, ma anche la seconda e operare in acque dove la flotta cinese non ha mai incrociato. La flotta cinese navigherà nel Pacifico orientale, prima o poi. Quando la flotta di portaerei della Cina apparirà al largo degli USA, un giorno, si penserà in modo intenso sulle regole marittime. La navigazione oceanica della flotta di portaerei cinese non ha per scopo provocare gli Stati Uniti o ridisegnare la struttura strategica marittima. Ma se la flotta potrà entrare nelle aree in cui gli Stati Uniti hanno interessi fondamentali, la situazione con cui gli Stati Uniti fanno unilateralmente pressioni sulla Cina cambierà. La Cina dovrà accelerare il varo delle nuove portaerei, in modo da attivarle per il combattimento. Inoltre, la Cina deve pensare ad istituire punti di rifornimento per la Marina in Sud America, in questo momento. I cinesi amano la pace, ma i militari cinesi devono essere risoluti. La Cina non è facilmente irritabile, ma una volta che lo sarà, adotterà contromisure. La Liaoning e la sua flotta parteciperanno a una competizione geopolitica spietata e diverranno portabandiera della Marina militare cinese”.
Questo è un avvertimento diretto della volontà cinese ad affrontare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti navali nel Pacifico, con la Marina militare cinese pronta a sfidare quella degli Stati Uniti, mai messa in discussione dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Inoltre i cinesi discutono apertamente di stabilire punti logistici per la loro Marina militare in Sud America (ci si chiede in quali Paesi) in un modo che alcun altra potenza, neanche URSS o Giappone, hanno mai fatto prima. Nonostante le garanzie della redazione che la Cina “non mira a provocare gli Stati Uniti” con queste mosse, è impossibile immaginare altra sfida geopolitica e militare-strategica che rischi di provocare di più gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia moderna, gli Stati Uniti affronterebbero una sfida militare diretta al largo delle loro coste e nel proprio cortile di casa. Vi è ampio dibattito sull’utilità militare delle portaerei, con l’affermazione spesso fatta che siano oggi militarmente obsolete essendo sempre più vulnerabili ai missili antinave. Mentre ciò sembra essere una forzatura, ha probabilmente una verità nella vasta area del Pacifico, dove le flotte hanno maggiori probabilità di essere schierate oltre la gittata dei missili antinave terrestri e aerei. Fu dopo tutto contro il Giappone, nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e non contro la Germania o l’URSS nell’Atlantico nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda, che la portaerei ebbe il suo maggiore impiego. Infatti il principio che i militari spesso si preparano sull’ultima guerra, piuttosto che su quella successiva, è una critica forse valida della Marina degli Stati Uniti, costruita su una flotta di portaerei durante la guerra fredda, più adatta alla guerra contro uno Stato insulare dipendente dal commercio come il Giappone che contro l’autosufficiente superpotenza continentale sovietica a cui in realtà si contrappose. Mentre la minaccia del rafforzamento navale cinese nel Pacifico è la sfida probabilmente più vicina a quella cui la Marina degli Stati Uniti si è preparata a combattere, c’è una differenza cruciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le le risorse industriali e tecnologiche del Giappone si ridussero. Oggi, al contrario, la Cina, rivale degli Stati Uniti nel Pacifico, ha risorse industriali superiori quelle degli Stati Uniti. Ovviamente a causa dell’enorme vuoto da colmare, l’equilibrio navale nel Pacifico ancora favorisce enormemente gli Stati Uniti. Tuttavia, in un successivo editoriale, il Global Times chiariva la decisione della Cina nel costruire le proprie forze navali nel Pacifico, per raggiungere una posizione navale dominante, anche se richiedesse cinquant’anni. “La Liaoning è utilizzata per la ricerca scientifica e prepararsi per la portaerei interamente di fabbricazione cinese in costruzione. La Cina ha una lunga strada da percorrere per costruire una propria difesa su portaerei. Per almeno mezzo secolo, la Cina non smetterà la costruzione della propria difesa. E’ chiaro che nel 21° secolo l’ascesa della Cina è la nuova normalità”.
Date le maggiori, e crescenti, risorse della Cina, questa è una sfida che gli Stati Uniti nel tempo semplicemente non potranno vincere, e i cinesi lo sanno. Vi è naturalmente un forte postura in tutto questo. Proprio mentre Donald Trump si avvicina a Taiwan per spingere la Cina a fare concessioni, gli avvertimenti cinesi sulla corsa agli armamenti navali nel Pacifico sono un monito agli Stati Uniti a venire a patti o affrontarne le conseguenze. In effetti lo stesso editoriale del Global Times dice tanto, “La Cina è diventata uno dei Paesi più potenti del Pacifico occidentale, ma non chiede più diritti. Gli interessi fondamentali della Cina non si sono ampliati, ed è aperta a negoziati su tutte le controversie. La Cina non affronterà l’alleanza USA-Giappone in acque oceaniche, mentre essi non sfideranno gli interessi fondamentali della Cina. La Cina infliggerà un duro colpo a chi agisse arbitrariamente nelle sue zone marittime”. Mentre la Cina e gli USA di Trump si preparano ad affrontarsi, vi è l’avvertimento appena velato che nel guanto di velluto cinese c’è un pugno di ferro. Donald Trump, autore dell’Arte degli affari, si spera comprenda e ne prenda nota.china-liaoning-2016-1-a

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Intanto, Washington a fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei...

Intanto, Washington ha fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria
Analisis Militares 2 gennaio 2017

t_90v_sirii_88888Più o meno abbiamo visto che i russi hanno testato sul campo alcuni sistemi d’arma non testati, ma quando oggi viene annunciato che 162 lo sono stati, molti rimarranno stupiti dalla cifra. Raccogliendo dati sui nuovi sistemi d’arma che si è potuto vedere, si completerà la lista aggiornata il più possibile sui 162 annunciati.
Ecco la lista di nuove armi russe testate in Siria preparata al volo e che va completata.

Aviazione:
Cacciabombardiere Sukhoj Su-30SM
Cacciabombardiere Sukhoj Su-33
Bombardiere Sukhoj Su-34
Caccia Sukhoj Su-35S
Cacciabombardiere MiG-29KR
Cacciabombardiere MiG-29KUBR
Bombardiere Tupolev Tu-160
Bombardiere Tu-95MS
Bombardiere Su-24M2 con SVP-24
Bombardiere Tu-22M3 con SVP-24-22
Aeromobile per la guerra elettronica Tupolev Tu-214R
Elicottero Mil Mi-8AMTSh
Elicottero da combattimento Mi-28N Mil
Elicottero da Combattimento Mil Mi-35M
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52K
Elicottero da combattimento Ka-29
Elicottero Kamov Ka-31
Elicottero Kamov Ka-31SV
Elicottero da ricerca e soccorso Kamov Ka-27PS
Elicottero ASW Kamov Ka-27PL
Drone Orlan 10
Drone Forpost
Drone Eleron 3SV
Drone Ptero
Drone Inspektor 402
Drone ZALA 421-16E
Sistema difensivo Vitebsk/Prezident-S
Sistema di guerra elettronica Khibinij
Missile aria-aria R-77
Missile aria-aria RVV-MD
Missile da crociera stealth Kh-101
Missile da crociera Kh-555
Missile Kh-35
Bomba guidata KAB-500S
Bomba guidata KAB-250
Bomba guidata KAB-1500LG
Bomba container RBK-500
Submunizioni di proiettili perforanti SPBE-D
Palloni frenati1042420732Marina:
Portaerei Proekt 11345 Admiral Kuznetsov
Incrociatore lanciamissili nucleare Proekt 1144
Incrociatore lanciamissili Proekt 1164
Cacciatorpediniere Proekt 1155
Fregata Proekt 11356M
Fregata Proekt 11661
Corvette Proekt 21631
Sottomarino Proekt 636.3
Mezzo d’assalto Proekt 03160 Raptor
Nave oceanografica Proekt 22010 Jantar
Sistema Bastion-P
Sistema Kalibr-NK
Sistema Kalibr-PL
Missile da crociera 3M-14
Missile da crociera 3M55в ангаре макеты вертолетовTerrestre:
Carro armato T-90
Autocarro Tajfun-K
Blindato BTR-82A
Blindato BMP-97 Vystrel
Autoveicolo GAZ Tiger-M
IVECO LMV
Robot per sminamento Uran-6
Sistema di sminamento UR-77
Rivelatore IMP-2S
Rivelatore PIPL
Rivelatore INVU-3M
Dispositivi di protezione OVR-2
Attrezzature individuale Ratnik
Fucile d’assalto AK-74M3
Visualizzatore IWT 336 Tsiklop
Sistema di difesa aerea Pantsir-S1
Ssistema di difesa aerea S-300V
Sistema di difesa aerea S-400
Radar 96L6
Radar Kasta 2
Complessi di riconoscimento tattico (KRUS) Strelets
Sistema di comunicazione Acquedotto
Sistema da guerra elettronica Krasukha-4
Sistema da guerra elettronica RP-337VM1cdi7c7-vaaekzjnPertanto, chi pensa che ci sia qualcosa non presente nella lista me lo dica, lo controlleremo, e se è risulta, l’aggiungeremo per completare le informazioni mancanti.13

Intanto in Siria…
Analisis Militares 4 gennaio 2017

Non so se si ha la stessa impressione, ma caduta Aleppo la campagna mediatica dei terroristi ha perso così tanta forza che appena compare nei notiziari. Con la fine dell’anno ci sono i saldi e i russi presentano alcuni dati. Così, durante l’intervento militare in Siria hanno distrutto:
circa 35000 terroristi
204 capi di terroristi
725 campi di addestramento
405 fabbriche per armi
448 carri armati e blindati
57 Lanciarazzi multipli
418 lanciarazzi singoli
410 mortai
28000 altre armi
Liberando:
12360 kmq di territorio siriano
499 persone ostaggio dei terroristi
Nelle operazioni di sminamento hanno:
Smantellato 26853 ordigni esplosivi
Bonificato 1420 ettari di terreno
Inoltre hanno anche consegnato decine di migliaia di tonnellate di aiuti umanitari ai civili siriani.
Nelle ultime ore Igor Konashenkov affermava una cosa che molti pensano, che gli Stati Uniti hanno avuto una posizione molto sospetta verso Stato islamico e Siria. Nessuno pensi che Konashenkov sia venuto alla ribalta con no… no, no, Konashenkov è venuto alla ribalta per rispondere a una dichiarazione del direttore della CIA, John Brennan, con cui criticava l’azione russa in Siria accusandola della morte di migliaia di siriani, cosa, Brennan aggiungeva, che gli Stati Uniti non fanno. E aggiungo, che faccia è necessaria avere affinché un rappresentante degli Stati Uniti dica le cose del genere dette da Brennan nelle ultime ore.

L’aeronautica navale russa ha distrutto 1252 obiettivi dei terroristi in Siria in 2 mesi
South Front 06/01/2017

Gli aerei da guerra russi dell’incrociatore pesante lanciamissili portaerei Admiral Kuznetsov avevano distrutto 1252 obiettivi dei terroristici in Siria in 2 mesi, affermava il comandante del gruppo militare russo in Siria Colonnello-Generale Andrej Kartapolov. “Nel corso di due mesi, i piloti dell’aviazione navale hanno effettuato 420 sortite (di cui 117 di notte). Quasi tutte le sortite sono state accompagnate da condizioni meteo gravi. 1252 obiettivi terroristici in Siria sono stati distrutti“, aveva detto Kartapolov. La Marina Militare russa fa rientrare l’Admiral Kuznetsov e il suo gruppo tattico dal Mediterraneo nella base di Severomorsk in Russia, annunciava il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. La mossa avviene quando la Russia inizia a ridurre la presenza militare in Siria. Il Presidente Vladimir Putin ordinava il ritiro parziale delle forze militari dalla Siria dopo l’annuncio del cessate il fuoco in Siria nel dicembre 2016.russian-aircraft-carrier-admiral-kuznetsov-kuznetsov-class-type-1143-5-aircraft-carrier-su-33-k-mig-29k-pak-fa-landing-takoff-deck-10

La coalizione degli USA non bombarda gli impianti petroliferi dello SIIL
South Front

Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo Generale Igor Konashenkov, la potenza aerea della coalizione guidata dagli USA non ha mai effettuato attacchi aerei sugli impianti petroliferi occupati dai terroristi dello Stato islamico (SIIL) in Siria.
La coalizione guidata dagli USA non ha mai attaccato gli impianti di produzione petrolifera sequestrati dal gruppo terroristico Stato islamico sul territorio della Repubblica araba siriana, affermava il portavoce del Ministero della Difesa russo, Generale Igor Konashenkov. “Miracolosamente, solo i campi petroliferi catturati dallo SIIL, che consentivano ai terroristi di guadagnare decine di milioni di dollari ogni mese con il contrabbando di petrolio e reclutare mercenari da tutto il mondo, non sono finiti sotto i bombardamenti degli Stati Uniti“, aveva affermato Konashenkov. Inoltre, commentava la dichiarazione del direttore della Central Intelligence Agency (CIA) John Brennan, secondo cui la Russia fa “terra bruciata in Siria, portando a devastazione e migliaia e migliaia di morti inermi“, mentre “non è qualcosa che gli Stati Uniti avrebbero mai fatto in questi conflitti militari“.
Vorrei anche ricordare che le guerre internazionali degli ultimi decenni scatenate dagli Stati Uniti grazie alle falsità della CIA in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e Libia, sono tutte iniziate, continuate, e finite con le infrastrutture economiche distrutte in questi Stati dall’US Air force“, dichiarava il Maggior-Generale, aggiungendo che era “una dubbia coincidenza” che le aziende statunitensi, vicine a CIA e Pentagono ottenessero “sempre” i contratti per ricostruire le infrastrutture danneggiate. “John Brennan sa perfettamente dei veri risultati delle azioni della Russia in Siria. Specialmente CIA e servizi speciali, avendoglieli annunciati nell’ultima riunione del consiglio del Ministero della Difesa russo“, sottolineava Konashenkov.
A dicembre, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu disse che le Forze Armate siriane e i loro alleati avevano liberato più di 12300 chilometri quadrati di territori siriani, tra cui quasi 500 aree popolate. Inoltre, aggiunse che 71000 attacchi aerei alle infrastrutture dei terroristi, che avevano eliminato 1500 mezzi bellici, 725 campi di addestramento e 405 fabbriche di armi, furono effettuati dalle Forze Aerospaziali russe dall’inizio delle operazioni in Siria. Secondo il Ministro della Difesa russo, 35000 terroristi furono eliminati e altri 9000 avevano deposto le armi. “Ma il risultato più importante, raggiunto senza l’attuale amministrazione degli Stati Uniti (o meglio, senza il coinvolgimento della CIA), insieme a Iran e Turchia, è l’accordo con le forze dell’opposizione siriana entrato in vigore il 30 dicembre, per cessare le ostilità e prepararsi ai negoziati di Astana per la soluzione del conflitto siriano“, concludeva Shojgu.1689901Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Invece della Kuznetsov, è la NATO a farsi rimorchiare a destinazione

Alexander Mercouris, The Duran 24 novembre 201614568178Dopo settimane di storie sui problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, a rompersi è l’apparato motore di uno dei più avanzati cacciatorpediniere Type 45 della Gran Bretagna, costringendo la nave ad essere rimorchiata in porto. Mentre la flotta russa veniva schierata nel Mediterraneo orientale, i ben noti problemi dei motori della portaerei Admiral Kuznetsov ricevevano eccessiva attenzione. Ho già detto delle ragioni di questi problemi. In breve, l’Admiral Kuznetsov, quando fu costruita negli anni ’80, non solo fu la più grande nave da guerra che la Marina sovietica abbia mai ordinato, ma le 60000 tonnellate ne facevano una nave due volte più pesante delle precedenti grandi navi da guerra dell’URSS/Russia, gli incrociatori da battaglia lanciamissili classe Kirov, che utilizzano una combinazione di reattori nucleari e turbine a gas. I russi non avevano mai sviluppato in precedenza i motori, nucleari o convenzionali, per navi da guerra così grandi e pesanti, e la disposizione deriva dalla complessità dell’apparato formato da turbine a vapore e caldaie a turbo-pressione, inaffidabili sotto sforzo con mare difficile. La nave successiva alla Kuznetsov e alla gemella Varjag doveva essere la portaerei Uljanovsk (mai completata), che avrebbe avuto un apparato motore più efficiente con quattro reattori nucleari. Si noti, tuttavia, che avrebbe avuto comunque il doppio dei reattori nucleari rispetto ai due potenti reattori nucleari Westinghouse utilizzati dalle molto più grandi e pesanti portaerei classe USS Nimitz, ulteriore indicazione dell’assenza di motori completamente idonei e sufficientemente potenti nell’URSS/Russia, nucleari o convenzionali, per navi di queste dimensioni. Come detto in precedenza, i russi sono consapevoli dei problemi dell’apparato motore della Kuznetsov, e li avrebbero quasi certamente risolti se la Kuznetsov non fosse entrata in servizio in un momento di crisi politica ed economica estrema nella Russia della metà degli anni ’90. Così, la Kuznetsov dovrà intraprendere un aggiornamento completo nel 2018, durante il quale gli attuali motori inaffidabili saranno sostituiti. L’eccessiva enfasi sui problemi dell’apparato motore della Kuznetsov, che non condizionano il comportamento della nave nella missione in Siria, ha comunque dato l’impressione che tali problemi siano comunque gli unici. Ciò è molto diverso dal caso che si ricorda leggendo il rapporto del Comitato per la Difesa della Camera dei Comuni della Gran Bretagna sulla situazione della Royal Navy, pubblicato quattro giorni fa.
Le navi da guerra più avanzate della Royal Navy sono i cacciatorpediniere Type 45 Daring, descritti da certuni come le navi più avanzate al mondo. Dal 2009, quando il primo entrò in servizio nella Royal Navy, era afflitto da problemi di affidabilità dell’apparato motore. Ecco cosa descrive la relazione della Commissione Difesa: “75. Il cacciatorpediniere Type 45 è la nave più moderna della flotta inglese e parte fondamentale del progetto innovativo è il sistema di propulsione. Tuttavia, poco dopo l’entrata in servizio, il sistema di propulsione soffriva di gravi problemi. Tra il varo della capoclasse (HMS Daring) nel febbraio 2006 e dell’ultima (HMS Duncan) nell’ottobre 2010, circa 50 modifiche al progetto furono necessari. Nonostante i lavori di riparazione, i Type 45 continuano a soffrire di problemi di affidabilità, come gravi cali di potenza. Ci sono stati miglioramenti e il rateo dei guasti è ormai un terzo di quelli subiti nel 2010. Tuttavia, come ha osservato Sir Mark Stanhope, rimane un “rischio inerente” usare il Type 45“. Tuttavia, forse la più straordinaria rivelazione è che i motori non funzionano correttamente in acque calde, come Mediterraneo e Golfo Persico. Ecco cosa la relazione della commissione Difesa ha da dire su ciò: “84. Un secondo problema all’apparato motore è l’inaffidabilità dei Type 45 quando operano in zone ad alta umidità e temperatura marina. Quando abbiamo chiesto a Tomas Leahy, della Rolls Royce, come ciò sia possibile, ha detto che il motore “risponde alle specifiche per i Type 45 (decise dal Ministero della Difesa) e che il sistema ha incontrato tali specifiche”. Tuttavia aggiungeva: “Le condizioni del Golfo sono in linea con tali specifiche? No. L’apparato deve operare in condizioni molto più gravose di quanto inizialmente richiesto da tali specifiche“. Dato che la Royal Navy svolge significative operazioni nel Golfo da decenni, ciò appare un errore sorprendente. “85. John Hudson, della BAES, ha detto che l’industria ha evidenziato al Ministero della Difesa che ci sarebbe un limite massimo nelle temperature ambientali e che avevano cercato di produrre un progetto che si sarebbe “degradato leggermene (sic) oltre quelle temperature”. In altre parole, l’apparato motore avrebbe la capacità di funzionare, seppur non in modo ottimale, comportando “un qualche scadimento” della velocità massima. Tuttavia, non era questo il problema. L’Ammiraglio Jones riconosce che il difetto chiave nella specifica era che il WR-21 non poteva operare efficacemente a temperature calde e che, invece di un “gradevole degradazione”, i motori “degradano catastroficamente”. 86. E’ sorprendente che la specifica per i Type 45 non includa l’obbligo per le navi di operare a pieno regime e per periodi prolungati in zone calde come il Golfo. La permanenza del Regno Unito nel Golfo dovrebbe essere un requisito chiave per i motori. Il fatto che sia così, è una mancanza imperdonabile e non va ripetuta nei programmi Type 26 e GPFF. La mancata garanzia di ciò metterebbe il personale e le navi della Royal Navy in pericolo, con conseguenze potenzialmente pericolose“.
Alla luce di ciò, non sorprende che ora invece di riferire dell’Admiral Kuznetsov trainata in combattimento dal rimorchiatore di scorta, si parli dell’HMS Duncan, cacciatorpediniere Type 45 della Gran Bretagna che ombreggiava la Kuznetsov, ora in panne e costretto ad essere rimorchiato in porto. Inutile dire che i media occidentali, che abbondavano di storie sui problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, non seguano questo incidente.js114503929_type-45-destroyer-news-large_trans

Il “super-cacciatorpediniere” dell’US Navy bloccato a Panama per guasti
South Front
zumIl nuovissimo cacciatorpediniere lanciamissili USS Zumwalt (DDG-1000) si è guastato nel Canale di Panama a causa di una nuova falla meccanica. Il 21 novembre sera, il nuovo USS Zumwalt (DDG-1000) si è guastato mentre attraversava il Canale di Panama, secondo il sito USNI, citando ufficiali dell’US Navy. Secondo USNI News, “la nave ha perso potenza su un albero portaelica, durante il transito, e l’equipaggio ha visto infiltrazioni di acqua in due dei quattro cuscinetti che  collegano l’asse portaelica con gli Avanzati Motori Asincroni (AIM) dello Zumwalt“. Il sito ha spiegato che gli AIM sono “enormi motori elettrici alimentati dalle turbine a gas della nave e che a loro volta forniscono l’elettricità ai sistemi e agli assi portaelica della nave“. Il cacciatorpediniere, che rientrava a San Diego, è ora fermo per riparazioni presso l’ex-US Naval Station Rodman, afferma il portavoce della III Flotta, comandante Ryan Perry. Secondo Perry, il periodo per le riparazioni va determinato. Nel frattempo, un altro ufficiale ha detto che le “riparazioni potrebbero richiedere dieci giorni“. Prima dell’incidente, la nave doveva giungere San Diego, entro la fine dell’anno, e cominciare ad attivare i sistema d’arma, prima di divenire operativo presso la flotta nel 2018.
Il cacciatorpediniere lanciamissili aveva lasciato i cantieri il 7 settembre, ma aveva già dato  problemi. A settembre si seppe di una “fuga di acqua marina nell’olio lubrificante del motore ausiliario di uno degli alberi del sistema di propulsione della nave“, mentre ad ottobre l’USS Zumwalt subiva altri problemi tecnici in Florida. Tuttavia, tali guasti non sono l’unico problema della nave. I LRLAP (Long Range Land-Attack Projectile), munizioni intelligenti da 155mm sviluppate per i cannoni delle navi della classe DDG 1000 Zumwalt, si sono rivelati troppo costosi. Un solo proiettile costa circa 800000 dollari, mentre la nave è costata 4,4 miliardi di dollari. Come già riferito, l’US Navy ha ridotto i cacciatorpediniere Zumwalt da 28 navi a 3. L’USS Zumwalt (DDG-1000) ha ufficialmente aderito alla Marina degli Stati Uniti il 15 ottobre. La nave è una delle più costose nella storia della Marina degli Stati Uniti.
160908-n-px557-090Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NATO ha tentato di sabotare l’Admiral Kuznetsov?

Alexander Mercouris, The Duran 10/11/2016

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I russi rivelano che un sottomarino olandese classe Walrus s’è avvicinato alla portaerei Kuznetsov nel Mediterraneo orientale, suggerendo più di una semplice missione di spionaggio.
I rapporti del Ministero della Difesa russo rivelano lo strano incidente che ha coinvolto la squadra della flotta russa nel Mediterraneo orientale della portaerei Admiral Kuznetsov e dell’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij. I russi dicono che un sottomarino olandese classe Walrus ha cercato di avvicinarsi alla squadra con manovre pericolose, ed è stato scacciato. I russi dicono che il sottomarino era a meno di 20 km dall’Admiral Kuznetsov, ma veniva osservato e monitorato dagli elicotteri antisom della flotta dopo essere stato notato da due cacciatorpediniere antisom della squadra. Le navi in questione erano i cacciatorpediniere classe Udaloj che fanno parte della squadra della flotta. L’incidente è più interessante e più strano di quanto dicano i media. Prima di tutto, non vi è alcun dubbio che l’incidente sia effettivamente accaduto. La NATO e la Marina olandese non negano i rapporti russi, segno sicuro di autenticità. In secondo luogo, è interessante notare che i russi sollevano un enorme polverone, è pratica standard delle Marine russa e della NATO vigilarsi a vicenda e in apparenza nulla suggerisce che fosse diverso ciò che il sottomarino olandese facesse. Tuttavia alcuni ufficiali russi definiscono l’incidente più serio. Ad esempio, la TASS riporta Mikhail Nenashev, presidente del movimento pan-russo a sostegno della Flotta, fare osservazioni molto interessanti: “I marinai olandesi creavano una situazione pericolosa per la navigazione, ostacolando le nostre navi nell’adempimento dei loro compiti nella lotta ai terroristi. Seguendo gli ordini del loro comando, avrebbero cercato un pretesto per poter accusare le manovre dei russi di essere pericolose“. Ciò che i rapporti russi mostrano è che i sonar navali russi sono sofisticati e abbastanza sensibili da rilevare e tracciare i sottomarini classe Walrus della Marina olandese. Questo è importante perché i sottomarini classe Walrus olandesi sono tra i pochi sottomarini diesel-elettrici oceanici rimasti alle marine NATO. I sottomarini diesel-elettrici sono più silenziosi dei sottomarini nucleari, e vengono regolarmente utilizzati dalle grandi potenze per lo spionaggio. I sottomarini classe Walrus sarebbero particolarmente silenziosi e questo assieme al fatto di essere tra i pochi sottomarini diesel-elettrici oceanici della NATO significa che vengono regolarmente utilizzati dalla NATO per spiare le operazioni.
Consideriamo per esempio queste note su Wikipedia sui sottomarini classe Walrus, “I sottomarini furono molto richiesti dalla NATO durante la guerra fredda, in quanto combinavano un equipaggio altamente qualificato con un battello molto silenzioso. All’epoca la maggior parte dei sottomarini della NATO era costiera o nucleare, e la classe Walrus era tra i pochi sottomarini diesel-elettrici oceanici in servizio. Dopo la Guerra Fredda, furono incaricati di molte operazioni di raccolta di informazioni altamente confidenziali (ancora classificate) su Jugoslava, Iran, Iraq e Caraibi, spesso su richiesta degli alleati, come gli Stati Uniti“. A meno che la posizione del sottomarino della classe Walrus che spiava la squadra russa fosse stata segnalata per errore dell’equipaggio, cosa possibile, l’incidente del Mediterraneo dimostra che i sonar russi possono rilevare e monitorare questi sottomarini, nel qual caso la loro sicurezza è compromessa. Al contrario delle storie circolanti nel 2007 su un sottomarino diesel-elettrico cinese classe Song penetrato con successo lo schermo antisom di una portaerei della Marina degli Stati Uniti, prima di ritirarsi volontariamente; o la spesso espressa preoccupazione sui media militari occidentali per la silenziosità leggendaria dei sottomarini classe Kilo della Russia, rinominati dalle Marine militari della NATO “buco nero”. E’ difficile evitare l’impressione che il motivo per cui i russi abbiano pubblicizzato l’incidente è perché, in un momento di tensione internazionale acuita, sia far intendere al mondo, e non solo alla NATO, che possono rilevare e monitorare i sottomarini diesel-elettrici della NATO che si avvicinano alla loro flotta, mentre le Marine della NATO tentando di fare la stessa cosa dei sottomarini russi e cinesi. L’aggressività di certe frange estremiste dei media militari alternativi occidentali della NATO, che pretendono il deliberato sabotaggio sottomarino dell’Admiral Kuznetsov, per impedirne la missione, coprendosi con i problemi esagerati dell’apparato motore della Kuznetsov, potrebbe anche provocare la reazione russa, e quindi questa sarebbe la ragione per cui vi assegnano tanta pubblicità.
Indipendentemente dalle motivazioni dei russi e dalla verità su tale strano incidente, il fatto che i russi possano rilevare e monitorare i sottomarini spia diesel-elettrici preoccuperà la NATO.kuznetsov3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le esercitazioni militari Russia-Egitto: espansione della presenza in Medio Oriente

Peter Korzun Strategic Culture Foundation 22/10/ 201653ea2223611e9b86298b459eL’operazione per liberare Aleppo, l’offensiva su Mosul, la situazione in Iraq, la guerra nello Yemen e le ostilità tra sunniti e sciiti, questi e molti altri eventi sono sotto i riflettori dei media mondiali. Il Medio Oriente è diventato una regione instabile con alleanze e interessi mutevoli. In questo contesto, Russia ed Egitto danno il buon esempio di cooperazione costruttiva mutualmente vantaggiosa. L’Egitto per molto fu un satellite degli Stati Uniti, ma quei giorni sono passati. Le priorità internazionali di Cairo mutano a favore di una politica estera indipendente. Le relazioni USA-Egitto sono notevolmente peggiorate dal 2013, quando il governo militare del Presidente Abdal al-Sisi salì al potere rimuovendo il fratello musulmano Muhamad Mursi sostenuto dall’amministrazione Obama. Per esempio, gli Stati Uniti hanno riallocato più di due terzi degli aiuti non militari stanziati per l’Egitto, quest’anno, “per la crescente frustrazione verso Cairo”. Secondo al-Monitor, un funzionario del dipartimento di Stato ha detto in una dichiarazione via e-mail che, “Il governo degli Stati Uniti ha reindirizzato 108 milioni di dollari dagli aiuti previsti per l’Egitto ad altri Paesi per i continui ritardi del governo egiziano che ostacolano l’effettiva attuazione di diversi programmi”. Secondo la fonte, la riallocazione delle precedenti riserve indica l’impazienza di Washington verso il rifiuto del governo egiziano di collaborare con organizzazioni degli Stati Uniti. A maggio, un gruppo di rappresentanti scrisse una lettera al segretario di Stato John Kerry, chiedendogli di riprogrammare 20 milioni di aiuti dall’Egitto alla Tunisia. Secondo il rapporto del Governement Accountability Office del febbraio 2015, 460 milioni di dollari in aiuti economici all’Egitto rimasero inutilizzati per le restrizioni degli Stati Uniti. L’aiuto militare degli Stati Uniti all’Egitto fu temporaneamente sospeso dopo il cambio di governo nel 2013, per essere ripreso nell’aprile 2015. Fu riferito che all’Egitto sono ancora negati certi aiuti militari nella lotta allo Stato islamico (IS). La decisione ha influenzato negativamente le relazioni bilaterali. Nel settembre 2015, il presidente Obama rifiutò d’incontrare il presidente egiziano alla 70° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La politica degli Stati Uniti ha spinto l’Egitto a sviluppare la cooperazione con altri partner internazionali.
L’Egitto ha firmato accordi su armi con la Russia per 5 miliardi di dollari nel 2015, tra cui 50 aerei da combattimento MiG-29M, sistemi di difesa aerea a lungo raggio Buk-M2E e Antej-2500 e 50 elicotteri Ka-52K per le nuove navi d’assalto Mistral che l’Egitto ha acquistato in Francia. Le navi anfibie furono costruite per la Russia, ma l’accordo su sospeso dalla Francia nel settembre 2015. La Russia fornirà attrezzature e la versione navale degli elicotteri d’attacco Ka-52K per armare le Mistral egiziane. Istruttori e personale russi saranno in Egitto per operare elicotteri e aerei da combattimento. I due Paesi hanno firmato diversi accordi per la ristrutturazione degli impianti di produzione militare dell’Egitto. Un protocollo è stato firmato per concedere all’Egitto l’accesso al GLONASS, il sistema di posizionamento satellitare globale russo. A settembre, il Ministro della Difesa Sadqy Sobhy visitava la Russia per discutere su più strette relazioni sulla sicurezza a lungo termine. Questo mese l’Egitto ospita unità di paracadutisti russi per un’esercitazione militare congiunta (15-26 ottobre). Soprannominata “Protettori di amicizia-2016”, comprende 500 soldati, 15 aerei ed elicotteri e 10 mezzi militari. I militari affinano l’abilità nel respingere la minaccia terroristica nel deserto. L’esperienza sarà utile per l’Egitto che combatte i terroristi nel Sinai. È la prima volta che paracadutisti russi con veicoli da combattimento saranno aerolanciati sul deserto arabo. L’esercitazione s’inserisce nel quadro del piano delle esercitazioni congiunte della Russia per il 2016-2017, con 30 manovre in 20 Paesi arabi e africani. Nel 2015 si ebbe la prima esercitazione navale congiunta nel Mediterraneo, comprendente l’incrociatore lanciamissili Moskva, ammiraglia della Flotta del Mar Nero russa. Secondo il quotidiano Izvestija, la portaerei Admiral Kuznetsov, attualmente in rotta per la Siria, avrà esercitazioni congiunte con la Marina egiziana nel 2017. Le Izvestija riferivano anche che la Russia è in trattative per aprire una base aerea in Egitto. Se avranno successo, la base di Sidi Barani sarà operativa già nel 2019. Finora, questa informazione non è stata confermata da altre fonti. Ma non c’è solo la cooperazione militare.
Nel febbraio 2015, l’Egitto firmava un accordo importante per la creazione di una zona di libero scambio con l’Unione economica eurasiatica della Russia. La cerimonia ebbe luogo durante la visita ufficiale del Presidente russo Vladimir Putin a Cairo. Il Presidente Abdalfatah al-Sisi visitò Sochi nell’agosto 2014, la sua prima visita internazionale dall’insediamento. Nel 2015, i Paesi firmavano un accordo nucleare. La Rosatom intende costruire quattro centrali nucleari, creando l’industria elettronucleare dell’Egitto. Il progetto dovrà essere completato entro il 2022. Date le sanzioni occidentali, la Russia ha cercato di diversificare e intensificare i legami economici con i Paesi al di fuori dell’orbita di Stati Uniti e Unione europea. L’Egitto è un importante partner commerciale della Russia con il raffreddamento delle relazioni tra Washington e Cairo. L’8 ottobre, l’Egitto sosteneva la risoluzione russa sulla Siria al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Era un’espressione molto importante di sostegno politico da un Paese che fa parte del tentativo internazionale di gestire il conflitto in Siria. L’Egitto sapeva che supportando la misura russa, si sarebbe messo in contrasto con l’occidente e l’Arabia Saudita. Il gigante petrolifero Saudi Aramco informava Cairo che non avrebbe rifornito l’Egitto di prodotti agevolati ad ottobre, un duro colpo per l’economia egiziana. Ma il governo egiziano si oppone alle pressioni esterne, sfidando Stati Uniti ed Arabia Saudita, rifiutando di farsi coinvolgere nel conflitto nello Yemen e ospitando i rappresentanti del movimento yemenita Ansarullah, nel 2015. La Russia è una fonte vitale per le località turistiche del Mar Rosso in Egitto, fornendo un flusso solido di entrate. I due Paesi negoziano la ripresa dei voli turistici, dopo l’attentato rivendicato dallo Stato islamico che abbatté un aereo russo sulla penisola del Sinai nell’ottobre del 2015.
Russia ed Egitto hanno l’occasione di coltivare una relazione molto stretta, collaborando e cooperando in molte aree, come la gestione della crisi in Siria. L’operazione in Siria ha segnato il ritorno spettacolare della Russia nel Medio Oriente da attore importante, mentre l’influenza degli Stati Uniti declina per la scadente politica dell’amministrazione Obama. Il riavvicinamento tra Russia ed Egitto offre la buona opportunità di influenzare gli eventi regionali in modo positivo.1046663917

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora