Le nuove regole d’ingaggio della Russia in Siria

Un ‘Baluardo’ volante appare in Siria
Il Ministero della Difesa della Russia si prepara ai combattimenti aerei con la Turchia?
Interpolit SouthfrontScreenshot_1L’aereo di sorveglianza e controllo radar (AWACS) A-50, basato sull’Il-76, può essere utilizzato dalla VKS (Forze Aerospaziali) della Russia in Siria. Un rappresentante dell’United Instrument Manufacturing Corporation, sviluppatore del velivolo, l’ha detto alla TASS il 14 gennaio. Secondo la fonte dell’agenzia, il compito principale dell’aereo è rilevare ed inseguire aerei e navi di superficie, notificare ai centri di comando la situazione aerea e in superficie, e guidare caccia e aerei d’attacco sugli obiettivi in aria, terra e mare. Questo centro di comando volante può tracciare fino a 300 bersagli contemporaneamente. La fonte ha anche chiarito che il velivolo può rilevare aerei a una distanza di 650 km, e oggetti a terra a 300 km di distanza. Inoltre, la fonte ha sottolineato che il velivolo russo supera anche gli AWACS statunitensi in varie caratteristiche. Si noti che in precedenza, il 12 gennaio, l’autorevole rivista “Jane’s Defense Weekly” riportava che la Russia già utilizza gli AWACS A-50 (classificazione NATO: Mainstay, “Baluardo”) nel cielo sulla Siria per sostenere le operazioni del gruppo aereo russo nel Paese. Secondo la pubblicazione del Ministero della Difesa della Gran Bretagna, gli aerei A-50 sono apparsi sulla Siria alla fine di dicembre. Così, il 27 dicembre, un velivolo, volando sulla rotta tipica degli AWACS, fu notato da Flightradar24.com, su cui i segnali dei transponder vengono visualizzati in tempo reale. Il velivolo, che non aveva alcun segnale di chiamata aperta, volava ad una quota di circa 6 km sul nord-ovest della Siria per quattro ore, nota “Jane’s Defense Weekly“. Non ci sono prove che gli A-50 siano sulla base aerea di Humaymim. La fonte inglese giunge alla conclusione che gli aerei molto probabilmente decollano da basi in territorio russo, possibilmente dalla base aerea di Mozdok, dalla quale decollano anche i bombardieri a lungo raggio Tu-22?3 utilizzati per bombardare obiettivi in Siria. Una fonte del Ministero della Difesa della Gran Bretagna ha osservato che gli aerei A-50 russi non tentavano d’illuminare gli aerei della Royal Air Force o di altri Paesi della coalizione occidentale che volano nello spazio aereo siriano. Secondo essa, “eliminando situazioni di conflitto aereo tra aeromobili russi ed occidentali, secondo i centri di coordinamento a terra russi e statunitensi“. Si noti che già il 3 dicembre, l’ex-capo del Primo Direttorato della Cooperazione militare internazionale del Ministero della Difesa della Russia (1996-2001), Colonnello-Generale Leonid Ivashov, commentando le informazioni secondo cui la Federazione russa lavorava in Siria, dopo Humaymim, a una seconda base aerea a Shayrat, nei pressi di Homs, osservò che l’AWACS A-50 probabilmente si era unito agli Il-20M che sorvolano la Repubblica araba siriana. Il ricercatore del Centro di Analisi delle Strategie e Tecnologie, caporedattore della rivista Eksport Vooruzhenij Andrej Frolov, suggeriva che l’aereo AWACS A-50U forse decollava da un aeroporto iraniano (su internet sono apparse già le immagini dei Su-34 delle Forze Aerospaziali russe nella 3.za base aerea tattica iraniana di Hamadan).
Cosa significa la comparsa nel cielo della Siria degli aerei AWACS A-50U (molto probabilmente, la discussione riguarda la versione moderna del velivolo dotata di un nuovo complesso radar di sorveglianza basato sullo Shmel)? E’ significativo il fatto che il sistema d’inseguimento radar A-50U (questa versione del velivolo completò il primo volo nel 2011) ha migliorato le capacità di rilevamento di oggetti quasi impercettibili, anche se volano a bassa quota e sono del tipo “elicottero”. Il fatto è che i mass media curdi hanno riportato più di una volta che la Turchia riunisce Stato islamico e Jabhat al-Nusra contro l’intervento della Russia e le Forze Democratiche della Siria (SDF), utilizzando elicotteri per trasferire i terroristi nella città di Azaz, controllata da al-Nusra. Alla fine di dicembre vi erano informazioni sulla riassegnazione di circa 850 terroristi da Dara ad Azaz, completata in quel modo. Così, con la partecipazione diretta dei militari turchi, c’è il continuo rischieramento coordinato dei terroristi che avevano subito notevoli perdite da parte delle Forze aerospaziali russi e degli attacchi delle SDF. L’esperto militare Vladimir Sherbakov osserva che quando la Russia ha aumentato l’uso delle Forze Aerospaziali in Siria, gli aerei occidentali vi operavano attivamente, si capì subito che un aereo di sorveglianza radar a lunga distanza (AWACS) doveva essere presente. “Inizialmente la dimensione delle operazioni fu minima e, a giudicare dal dispiegamento, in quel momento il comando non aveva ancora deciso il volume delle attività necessarie. Ricordo che in origine il gruppo aereo includeva 32 velivoli (aerei d’attacco Su-25SM, bombardieri di prima linea Su-24M e Su-34, caccia Su-30SM, ed elicotteri d’attacco Mi-24 e multiuso Mi-8 dell’esercito). Tuttavia, il numero di aerei è poi aumentato a 69 unità: oltre ad Humaymim, è stato aggiunto un gruppo aereo nel territorio della Federazione Russa. 4 Su-27SM, 8 Su-34 e anche 5 Tu-160, 6 Tu-95MS e 14 Tu-22?3 furono aggiunti. E se ad ottobre il numero di voli era piccolo, il Ministero della Difesa riferiva quotidianamente gli attacchi aerei e pubblicava foto e video di quasi ogni bomba sganciata; ora nei primi 10 giorni nel 2016 ci sono state 311 sortite che hanno colpito più di 1097 obiettivi in diverse province siriane. Naturalmente, è possibile scegliere gli obiettivi senza l’AWACS, ma è meglio che l’A-50 lo faccia lo stesso. Dopo tutto, questo aereo è stato progettato per rilevare bersagli aerei e terrestri, e inviare informazioni ai centri di comando, dove gli esperti s’impegnano in ulteriori elaborazioni dei dati. L’aereo da ricognizione elettronica Il-20M può condurre un numero considerevole di compiti specializzati, ma gli AWACS sono gli aerei che “seguono” dall’aria la situazione in prossimità delle operazioni di combattimento e dirigono le operazioni aeree. E non c’è niente di più terribile che decolli da Mozdok”.
1032931855 Ricordiamo l’attività nelle operazioni statunitensi in Afghanistan, quando bombardavano al-Qaida e i taliban, degli AWACS imbarcati meno adatti ai voli a distanza (in particolare a terra), i Grumman E-2C Hawkeye che decollavano da una portaerei nel Golfo Persico, sorvolavano l’Afghanistan e poi atterravano su una delle basi aeree controllate dagli eserciti alleati, dove si rifornivano e cambiavano l’equipaggio, quindi l’E-2C ripartiva. Riguardo l’A-50, da Mozdok alla Siria non c’è molta distanza, e l’aereo è progettato per lunghi voli. Poiché il sistema A-50 viene utilizzato per gestire aerei da combattimento e d’attacco, e guidarli sugli obiettivi terrestri e aerei, svolge anche il ruolo di centro di comando volante, e l’apparizione in Siria significa che l’operazione delle forze armate della Federazione russa si amplia, secondo il Vicedirettore dell’Istituto di analisi politica e militare Aleksandr Khramchikhin. “In sostanza, lo scopo principale dell’aereo (soprattutto nelle condizioni siriane) è rivelare bersagli aerei. A mio avviso, si può dire che una volta che il Ministero della Difesa valuta la possibilità di combattimenti aereo, si tratta di guerra. Contro chi? Possibilmente la Turchia”. Nei cieli siriani, i numerosi aeromobili di diversi Paesi e lo spazio aereo vanno gestiti in tempo reale. Tanto più che la Turchia si avvicina sempre più alle operazioni di terra, nota l’esperto Anatolij Nesmjan (el-Murid), “In caso d’invasione militare su larga scala delle forze terrestri turche in Siria, questa sarà accompagnata dal cielo mediante l’uso concentrato di aeromobili. Se tale invasione accedesse, e non può essere escluso dato che Erdogan finora non ha respinto l’idea di creare una zona cuscinetto, allora certamente accadrà in quel territorio, dove le Forze Aerospaziali russe della Federazione operano attivamente. In precedenza i turchi suggerirono di risolvere i problemi creando tale zona attraverso gruppi di turcomanni sotto il loro controllo e i militanti in generale, ma questi vengono ora schiacciati attivamente, e Ankara infatti non ha scelta. Ma la ragione dell’intervento su larga scala (truppe speciali turche sono già attive in territorio siriano da tempo) può trovarsi. Ad esempio, accusando lo SI di qualsiasi attentato e quindi far entrare l’esercito con tale scusa. Dopo tutto, molti Paesi sono ora presumibilmente in guerra contro lo SI, anche se il “Califfato” è una loro risorsa… All’inizio di gennaio i mass media inglesi riferirono che i combattenti dello Stato islamico potrebbero presumibilmente utilizzare sistemi missilistici terra-aria, dopo aver imparato ad usare le batterie termiche dei missili superficie-aria e averne progettato le testate… Questo è difficilmente possibile dal punto di vista tecnico. È possibile che sia una copertura per future possibili consegne di sistemi di difesa aerea. Naturalmente come si suol dire, ciò non regge, ma d’altra parte, perché non sarebbe vero? Quasi le stesse formazioni paramilitari Huthi nello Yemen utilizzano le armi dell’esercito e lanciano missili Scud sulle truppe saudite in modo piuttosto preciso”.
Il corrispondente della RARAN e Dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov, dice che l’A-50 in Siria è necessario, almeno perché i turchi hanno già abbattuto un nostro bombardiere di prima linea Su-24M. “Dopo che il velivolo turco ha abbattuto l’aereo russo al confine con la Siria, il Ministero della Difesa ha schierato ad Humaymim lo ZRS S-400 Triumf, che insieme al complesso Fort dell’incrociatore lanciamissili Moskva garantisce la sicurezza dei voli del gruppo aeronautico russo. L’A-50 è necessario anche per questo scopo, dato che è problematico per il “400” trovare bersagli aerei ad oltre 400 km, specialmente quelli a bassa quota. Perché vola da Mozdok (se realmente avviene)? Molto probabilmente non vogliono sottoporre un velivolo così costoso al fuoco dei terroristi. Non è probabile che Humaymim non abbia una pista di atterraggio sufficiente per utilizzare l’aereo, dato che aerei pesanti vi sono basati. Ma francamente non ho dubbi sul fatto che l’A-50 sia già stato notato sulla Siria. Come dicono gli inglesi, il velivolo rilevato non ha cercato d’illuminare il velivolo della coalizione occidentale, i funzionari della NATO potrebbero facilmente confondere l’A-50 con l’Il-76 su cui si basa”.

Maggiori dettagli sul velivolo A-50
La produzione di massa del complesso aereo A-50, o prodotto “A”, entrato in servizio nel 1985, avviene nell’impianto aeronautico Chkalov di Tashkent. Nelle forze armate ha ricevuto il soprannome di “Fungo” o “Disco volante”, per l’aspetto caratteristico del radar installato sulla fusoliera. E fino al 1990 questi velivoli volavano di routine, partecipando alle manovre aeree in URSS e nei Paesi del Patto di Varsavia. Nel 1991, durante la guerra nel Golfo Persico, gli A-50 pattugliavano lo spazio aereo sul Mar Nero, tracciando i movimenti degli aeromobili della coalizione anti-Iraq, che decollavano dagli aeroporti della Turchia. Ma l’A-50 ha ricevuto il suo primo “battesimo del fuoco” sul proprio territorio, nel 1994 in Cecenia, fornendo sorveglianza radar continua in modo, come dicono gli esperti, d’impedire dall’estero i rifornimenti via aerea ai militanti. Va soprattutto notato che il 21 aprile 1996, l’A-50 su cui furono installate apparecchiature per intercettare i segnali dei telefoni satellitari, intercettò il dispositivo di Dzhokhar Dudaev, inviandovi contro 2 aerei d’attacco Su-25, che quando trovarono il bersaglio gli lanciarono 2 missili. Gli A-50 sono stati utilizzati anche nel 1999 per monitorare le operazioni degli aerei della NATO in Jugoslavia. Attualmente le Forze Aerospaziali della Russia hanno circa 20 velivoli A-50 e A-50U. Il nuovo A-100 “Premiere“, piattaforma modificata basata sui velivoli Il-76MD-90A, è stato scelto per sostituirli.2016-02-02-16_14_21-Cирийская-война-«плаща-и-кинжала»Peso al decollo: 190 tonnellate;
Autonomia nel pattugliamento senza rifornimento: oltre 9 ore;
Motori: 4 turbogetti D-30KP da12 tonnellate di spinta;
Equipaggio : 5 persone, più 10-11 tenici.C9CmeFmI supermanovrabilli caccia Su-35S iniziano le missioni di combattimento in Siria
L’avanzato supermanovrabile caccia multiruolo Su-35S iniziava le missioni di combattimento in Siria, secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo
Sputnik 02/01//2016

I supermanovrabili caccia Su-35S hanno iniziato a svolgere compiti militari la scorsa settimana“, dichiarava il Maggiore-Generale Igor Konashenkov ai giornalisti, osservando che tutti gli aerei militari russi conducono le operazioni con la protezione obbligatoria fornita dai caccia russi e siriani come dai moderni sistemi di difesa aerea, tra cui l’S-400 Trjumf. Citando una fonte militare, il quotidiano Kommersant ha riferito che la Russia si preparava a testare i caccia di nuova generazione Su-35S in Siria per la prima volta. La Russia ha avviato l’operazione militare contro i terroristi in Siria su richiesta del presidente Bashar Assad, il 30 settembre. I caccia Su-35 di 4.ta++ generazione hanno supermanovrabilità e caratteristiche da aerei di 5.ta generazione. I caccia hanno avionica nuova, un radar moderno e motori avanzati. Possono compiere manovre incredibili senza decelerare e volare a 2400 chilometri orari superando tutti i rivali pariclasse. L’aereo è armato con un cannone da 30 mm e un enorme numero di missili e razzi. Tali caratteristiche rendono i Su-35S aerei capaci di fornire superiorità aerea e sostenere l’Esercito arano siriano mentre libera il Paese, riprendendo il territorio.CaNAmNmWcAAURCZIl Su-35S al meglio: l’avanzato caccia ha iniziato le missioni in Siria
La Russia invia l’avanzato supermanovrabile caccia multiruolo Su-35S in Siria per testarlo in un ambiente operativo per la prima volta; gli esperti di aviazione spiegano l’unicità dell’aereo

Sputnik 01/02//20161032931855Il Ministero della Difesa russo ha confermato che gli avanzati supermanovrabili caccia multiruolo Su-35 hanno iniziato le missioni operative in Siria. Gli aerei da guerra probabilmente saranno impiegati per coprire i bombardieri Su-24 che attaccano i terroristi dello SIIL in Siria, compito simile a quello svolto dagli aviogetti Sukhoj Su-30SM, secondo l’esperto Vladimir Karnozov, che lavora per la rivista on line Aviation Explorer.E’ importante notare che il Su-35S è un caccia monoposto, mentre l’aereo biposto è più adatto agli attacchi aerei. E’ assai improbabile che sia utilizzato come aereo d’attacco, piuttosto l’obiettivo è pattugliare i cieli“, riferiva a Gazeta.ru. Il nuovo caccia è armato con un cannone automatico da 30mm GSh-301 con cadenza di tiro di 1500 colpi al minuto. Può trasportare missili aria-aria, antinave, antisom, missili da crociera aria-superficie e bombe guidate. Il carico bellico distingue i caccia di quarta generazione dai caccia di quinta generazione, secondo l’esperto. Il Su-35S si pone tra i due parametri, quindi è definito caccia di 4.ta++ generazione. “Gli aviogetti di quinta generazione hanno una serie di vantaggi tecnologici sui caccia di quarta generazione. L’aereo da guerra di quinta generazione può trasportare armi sia all’esterno che nei vani interni. In secondo luogo, può volare a velocità supersonica senza utilizzare i postbruciatori, cosa difficilissima trasportando le armi all’esterno“, spiega Karnozov. Il sistema radar del Su-35 può rilevare bersagli a distanze di 400 chilometri, e inseguirne fino a otto contemporaneamente. Il Sukhoj Su-35S deve tale operatività al nuovo sistema di controllo del radar a scansione digitale Irbis. L’avanzato sistema permette al Sukhoj Su-35S di rilevare rapidamente e tracciare contemporaneamente 4 bersagli terrestri o 30 bersagli aerei, così come ingaggiarne 8 aerei contemporaneamente. Inoltre, il sistema di controllo del radar ha il sistema d’identificazione amico-nemico dei bersagli aerei e marittimi, individuandone classe e tipo, e può riprendere immagini aeree della superficie. Il sistema può essere utilizzato in qualsiasi condizione atmosferica, in qualsiasi momento del giorno ed è efficace contro le interferenze naturali o create da sistemi di guerra elettronica nemici. L’oscillatore con potenza di picco di 20 chilowatt utilizzato dal radar passivo a scansione digitale Irbis fa del sistema di controllo radar il più potente del mondo. Ciò pone il sistema radar del Sukhoj Su-35S tra i più avanzati del mondo, superiore alla maggior parte dei radar a scansione digitale attivi e passivi europei e degli Stati Uniti.

Khibinij: terrore dei cacciatorpediniere
1034074423I Su-35S inviati in Siria sono dotati anche di un avanzato sistema di guerra radioelettronica. Il relativamente piccolo contenitore a forma di siluro viene montato sulle estremità alari degli aviogetti, rendendoli invulnerabili ai moderni mezzi di difesa e ai caccia nemici. Dopo che l’equipaggio viene avvisato di un attacco missilistico, il Khibinij entra in azione e copre il caccia con una protezione radio-elettronica che impedisce al missile di colpire il bersaglio, deviandolo dalla rotta. Il Khibinij aumenta la sopravvivenza del velivolo di 25-30 volte. E’ il sistema di cui si parla nel caso del famigerato incidente dell’USS Donald Cook, nel Mar Nero, avvenuto il 12 aprile 2014. Allora, illazioni sui media suggerirono che un Sukhoj Su-24 russo equipaggiato con il nuovissimo sistema di jamming avesse paralizzato nel Mar Nero l’avanzatissimo sistema di gestione del combattimento statunitense Aegis, installato sul cacciatorpediniere USS Donald Cook. L’uso della forte spinta dei motori è un altro fattore significativo che distingue il Sukhoj Su-35 dal predecessore Su-27. I nuovi motori sono stati sviluppati dalla NPO Saturn, una società controllata dall’UEC e noti con la designazione 117S. I nuovi motori sono un importante aggiornamento del motore AL-31F utilizzando tecnologie di quinta generazione. L’aggiornamento ha aumentato la spinta del motore del 16%, a 14500 kg/s con i postbruciatori, e a 8800 kg/s di spinta massima asciutta. Il motore ha una vita significativamente prolungata (di 2 – 2,7 volte) rispetto all’AL-31F: da 500 a 1000 ore tra le riparazioni (e 1500 ore di funzionamento prima della prima revisione), con una vita totale che passerebbe da 1500 a 4000 ore.FzkoQB4Nuove regole d’ingaggio sul campo di battaglia e nell’arena diplomatica
Elia J. Magnier, Fort Russ, 1 febbraio 2016

557168_risultatoUna fonte, un alto ufficiale del comando operativo congiunto tra Siria, Russia, Iran ed Hezbollah, ha detto che “la Russia ha deciso nuove regole d’ingaggio sul confine siriano-turco, rafforzando Aeronautica ed Esercito della Siria. La Russia ha ristrutturato e aggiornato i MiG-29SMT siriani per proteggere le squadriglie russe, con il chiaro ordine di abbattere gli aerei turchi che entrano nello spazio aereo siriano“. La fonte continua dicendo ad al-Rai che, “L’accordo precedentemente concluso con la Turchia, durante la presidenza del defunto Hafiz Assad, nel 1998, secondo cui alcuna unità aerea siriana doveva avvicinarsi a meno di 15 km dal confine turco-siriano (accordo con cui la Siria espulse il leader curdo Abdullah Ocalan, dopo che la Turchia aveva schierato 10000 soldati minacciando d’invaderla). L’accordo prevede, inoltre, che alcun battaglione dell’esercito va schierato e che solo ufficiali e personale di controllo alle frontiere sono ammessi; ma questo è andato in malora“, aggiungendo “è passato il tempo in cui si evitava l’affermazione che “Isqandarun sarà liberata” dai libri di scuola, è passato anche il tempo in cui la Turchia abbatteva velivoli siriani. Il sogno turco di creare una zona di sicurezza è morto, e con esso le linee di rifornimento in uomini e armi ai turcomanni siriani per minare Damasco. Dopo l’intervento diretto della Russia in Siria vi sono cambiamenti drastici, soprattutto dopo l’abbattimento del bombardiere Sukhoj Su-24 russo nel novembre scorso ad opera di un F16 turco, rendendo questo aereo il più costoso del genere, causando perdite strategiche ed economiche ad Istanbul”. La fonte spiega inoltre “che la Russia, dall’abbattimento del suo aereo, ha inviato i Sukhoj Su-30 che daranno ai russi la supremazia aerea prima mancante e inoltre, schierando il sistema missilistico antiaereo S-400, la Russia ha dispiegato ulteriori armi d’assalto pesanti, riguadagnando la maggior parte del governatorato di Lataqia, spezzando le milizie turcomanne considerate un braccio armato della Turchia, e soprattutto dando all’EAS una spinta morale, dopo aver aggiornato i MiG-29 nei MiG-29SMT installandovi il radar Zhuk-M capace d’inseguire 10 bersagli e di agganciarne 4 contemporaneamente, a 120 km di distanza; rendendoli capaci lanciare i letali missili R-77, anch’essi installati su questi velivoli assieme ad altri gadget come un dispositivo di disturbo radio e un aggiornamento che consente di usare altri missili e bombe avanzati come la KAB-500S-E. Questi aggiornamenti rendono il MiG-29SMT il più avanzato aereo di quarta generazione“.
La fonte conferma che “La Russia ha chiesto alla Siria di condurre pattugliamenti continui sul confine siriano-turco, per garantire la sicurezza dei bombardieri russi. La Russia ha stabilito nuove regole d’ingaggio, autorizzando l’Aeronautica siriana, in particolare la squadriglia di MiG-29SMT, ad impegnare tutti gli obiettivi turchi che violino lo spazio aereo siriano o tentino di violarlo. In questo modo la Russia ha dato alla Siria la sovranità in parte persa nel 1998, e completamente perduta dal 2011, all’inizio della rivolta in Siria, e da oggi l’Aeronautica siriana ha il diritto di rispondere a qualsiasi violazione senza conferme dal comando generale, dando sua volta ai siriani una spinta morale, tanto più che il mandato arriva da una superpotenza come la Russia, fisicamente presente in Siria“. Inoltre, “Sul campo di battaglia vi sono molte notizie da media e social media, così come rapporti dell’intelligence, che concludono che gli insorti si scontrano tra di loro per le sconfitte subite dall’EAS, accusandosi a vicenda di tradimento e senza supportare i tanti fronti persi per mano di Hezbollah ed EAS a Lataqia, Hama, Aleppo e Dara. Si prevede che diverse unità di al-Nusra e Jayh al-Fatha (al-Qaida) diserteranno. D’altra parte, i volontari di EASe NDF aumentano con numerose forze governative addestrate e avanzanti, mentre al contrario il numero di ribelli che si unisce alla causa è in costante diminuzione, dato che Amman ha smesso di aiutarli sul fronte meridionale; ciò è accaduto quando la Russia ha raggiunto un accordo con i giordani. È intenzione della Russia chiudere i confini porosi con Turchia e Giordania, impedendo eventuali rinforzi agli insorti; e anche nella regione ad ovest dell’Eufrate, russi e siriani bombardano le rotte dei rifornimenti ostacolando qualsiasi tipo di aiuto militare o non militare. La Russia ha preso l’iniziativa in Siria, ponendosi su una posizione dominante su tutto il Paese. Politicamente, a Ginevra, i russi sono decisi a non concedere nulla all’opposizione che metta in pericolo le avanzate sul campo di battaglia, e a non accettare chi era o è ancora vicino ai jihadisti salafiti (al-Nusra, Ahrar al-Sham e chi gli ha giurato fedeltà o combatte nelle loro fila). Inoltre, la Russia non fermerà le avanzate nel corso dei colloqui di Ginevra, come indicato nella risoluzione delle Nazioni Unite, soprattutto ora che Damasco e il Cremlino hanno tutte le carte“.1vHSKNmTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia modernizza l’Aeronautica della Siria

Valentin Vasilescu Reseau International 27 gennaio 20161029784662Negli anni 2014 e 2015 le operazioni dell’Aeronautica siriana erano quasi impercettibili per mancanza di pezzi di ricambio, le poche basi aeree con centri di assistenza controllati dall’Esercito arabo siriano e dall’usura di quattro anni di guerra civile. Paradossalmente, gli aerei più utilizzati erano 52 MiG-21MF/Bis, 24 Su-22M4 e 36 L-39 che non furono aggiornati ed erano i più vecchi delle forze armate siriane. Un contratto del 2010 permise d’inviare nell’impianto aeronautico russo No. 514 ARZ di Rzhev i 24 bombardieri Su-24MK siriani, sostituendone i motori nello standard Su-24M2. I Su-24M2 siriani sono dotati del sistema integrato di navigazione e puntamento armi (NSP-M) come quelli russi che operano dalla base aerea di Humaymim. Tutti i 21 Su-24M2 sono attualmente operativi in Siria. Questi bombardieri saranno estremamente utili per le future operazioni dell’Esercito arabo siriano perché hanno un ampio raggio d’azione e possono trasportare 8 tonnellate di bombe o missili. Dopo la firma dell’aiuto militare tra Russia e Siria il 26 agosto 2015, un distaccamento di ingegneri e tecnici russi, così come attrezzature e mezzi della società Mikojan fur dispiegato via aerea sulla base per le riparazioni di Mazah, a sud-est di Damasco. La Russia forniva alla Siria motori nuovi o riparati, kit di aggiornamento e parti di sottoinsiemi di diversi tipi di aeromobili delle forze siriane. La base di riparazione di Mazah aveva riparato un primo lotto di vecchi MiG-21, Su-22M4 e L-39, estendendone l’operatività. La Siria ha 34 k3LLz9eMiG-29A/B, mai modernizzati e riportati nella base per riparazioni di Mazah, dove gli esperti russi li hanno modernizzati sostituendone l’avionica obsoleta. Dopo la distruzione del bombardiere Su-24 russo da parte di un F-16 turco, gli appena aggiornati MiG-29A siriani iniziavano a scortare i bombardieri Su-25, oltre ai 16 aerei Su-30SM russi schierati nella missione in Siria. Alla fine del 2013, la Siria firmò con la Russia un contratto da un miliardo di dollari che prevedeva l’acquisto di 24 nuovi aerei MiG-29SMT o M/M2. I primi 9 MiG-29SMT arriveranno in Siria nel primo trimestre del 2016, il resto nel 2017. Il MiG-29SMT è un caccia multiruolo, il cui radar N019MP rileva bersagli ad una distanza di 150 km e genera la mappa digitale dei bersagli terrestri sul terreno sorvolato. Si può quindi impiegarlo per attaccare bersagli terrestri utilizzando bombe intelligenti e missili. Nel 2012, la Siria firmò un contratto da 550 milioni di dollari per 36 nuovi aerei Jak-130. Lo Jak-130 è un velivolo d’addestramento avanzato per passare ai caccia della generazione 4++, con una tangenza di 12500 metri e una velocità massima di 1050 km/h. Lo Jak-130 ha l’avionica dei Su-35 e sotto la fusoliera viene montato un contenitore Platan per guidare armi intelligenti, permettendogli di effettuare missioni di attacco al suolo. Può trasportare tre tonnellate di bombe intelligenti (da due a tre volte rispetto a MiG-21 e MiG-23), missili aria-terra e missili aria-aria. Secondo il contratto, gli Jak-130 avrebbero dovuto essere consegnati alla Siria dal 2014, ma furono conservati presso lo stabilimento d’Irkutsk in Russia, su richiesta degli Stati Uniti. Lo Jak-130 è un nuovo tipo di aeromobile, con l’avvio dei bombardamenti in Siria i russi lo testano in condizioni di combattimento reali, e sono decisi a consegnare l’intero lotto di 36 aerei nella prima metà del 2016. Il caccia MiG-23 e la sua versione d’attacco al suolo MiG-27 sono equipaggiati con motori Tumanskij R-29-300 dalla spinta di 12500 kg/s (il motore dell’F-16 ne sviluppa 10800 kg/s). Nel 2015 la Russia consegnò motori e componenti all’Aeronautica siriana per riattivare 64 MiG-23ML/MLD. Fonti russe affermano che colloqui si sono svolti per modernizzare questi aeromobili allo standard MiG-23-98, una versione per l’esportazione in Angola del 2013. Il radar di bordo, RP-23 Sapfir, che ha un raggio di rilevamento di 40/60 km e un peso di 500 kg, viene sostituito dal Moskit-23, con un raggio di rilevamento esteso a 90/100 km . La versione da caccia ha i missili aria-aria R-77 e R-27 (range 80-120 km). Il MiG-23-98 ha anche attrezzature OLS-M, classe LANTIRN, che permettono la navigazione notturna, di rilevare con gli infrarossi bersagli a terra e guidare armi intelligenti utilizzate dai bombardieri russi in Siria. Non è chiaro se gli aerei siriani inviati nella base di riparazione Mazah siano solo stati riparati o siano stati aggiornati allo standard MiG-23-98, ma sono tornati a volare alla fine di dicembre 2015 compiendo missioni di attacco al suolo presso Damasco. Sempre nel dicembre 2015, la Russia trasferiva all’Aeronautica siriana una grande quantità di missili e bombe, comprese munizioni intelligenti. Sotto la supervisione di piloti istruttori russi, i siriani effettuarono il primo bombardamento con armi intelligenti. [1]. Negli ultimi 30 giorni, l’Aeronautica siriana è diventata sempre più attiva, eseguendo 481 missioni, durante le quali colpiva 1662 obiettivi a terra dei jihadisti.
blogger-image--1600646868In un precedente articolo ho spiegato che il bombardamento dell’Aeronautica russa e l’avanzata delle forze di terra siriane, negli ultimi tre mesi, hanno creato le condizioni per lanciare un’offensiva generale in Siria che potrebbe essere avviata ai primi di marzo 2016 [2]. Un’operazione di terra su larga scala in Siria richiederebbe il doppio delle missioni giornaliere dei bombardieri russi, attualmente di stanza nella base aerea di Humaymim. La Russia ha trovato una soluzione ingegnosa per evitare di dover aumentare il numero dei bombardieri in Siria con l’ammodernamento della flotta di aeromobili dell’Esercito arabo siriano. Così ora la Russia può contare su una flotta supplementare di 66-130 velivoli siriani modernizzati (9 MiG-29SMT, 21 Su-24M2, 36 Jak-130 e probabilmente 64 MiG-23-98) oltre ai 64 aerei da combattimento russi schierati nella base aerea di Humaymim nel Governatorato di Lataqia (24 Su-24M2, 12 Su-25, 12 Su-34 e 16 Su-30SM). Inoltre, la Russia può contare su altri 112 aeromobili MiG-21, Su-22M4 e L-39 non ancora modernizzati, ma riparati e pronti. Un altro vantaggio è che le basi aeree siriane sono meno congestionate di Humaymim, da ciascuna delle quali possono operare 24-36 aeromobili. L’Aeronautica siriana ha 10 basi in vari governatorati: Homs (basi aeree di al-Qusayr, Tiyas e Shayrat), Hama (base aerea di Hama), Damasco (basi aeree di Sayqal, Nasirya, al-Dumayr e Marj Ruhayil) e Suwayda (basi aeree di Thalah e Qalqalah).rt3[1]. Le munizioni “intelligenti” utilizzate dalla Russia alla Siria.
[2]. La situazione militare in Siria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia schiera missili antiaerei in Siria, e gli aerei della NATO scompaiono

Daniel Fielding Russia Insider, 6/1/2016

I media inglesi confermano che la campagna aerea inglese in Siria è completamente ferma. I media statunitensi confermano che la campagna aerea degli USA sul nord della Siria si è fermata dopo che i russi hanno installato missili antiaerei.9M317_surface-to-air_missile_of_Buk-M2EQualche settimana fa ho scritto un pezzo dicendo che tutto il fuoco e i tuoni in Gran Bretagna per la decisione del governo Cameron di bombardare la Siria era inutile, perché il contributo militare inglese nella guerra in Siria sarebbe stato militarmente irrilevante. Gli eventi mi hanno pienamente dato ragione. Il coinvolgimento totale militare inglese in Siria ammonta a tre missioni di attacco, effettuati a cinque giorni dall’approvazione parlamentare. Sembra che non più di 19 bombe siano state gettate, meno di un Tu-22M russo in un solo attacco. Probabilmente sottovalutando anche la differenza tra le bombe che può trasportare il Tu-22M, di gran lunga più pesanti delle bombe che un bombardiere inglese Tornado può trasportare. Tutte le bombe sono state sganciate su un obiettivo solo, il giacimento Umar, già bombardato un mese prima dagli Stati Uniti. Un articolo del Daily Telegraph espone l’entità del fiasco, e conferma che non ci sono stati bombardamenti inglesi in Siria dal 6 dicembre 2015. Il fatto che i tre attacchi inglesi furono sul giacimento Umar, per inciso significa che non possono essere stati gli aerei inglesi a bombardare la base siriana di Dair al-Zur. Il governo inglese non ha spiegato l’assenza di un qualsiasi serio bombardamento dello Stato islamico in Siria dall’inizio teorico della campagna di bombardamenti inglese. La verità è che, date le dimensioni militari inglesi, e quelle francesi e tedesche, che scompaiono di fronte a Stati Uniti e Russia, l’eventuale contributo inglese è stato e sempre sarà simbolico. Tuttavia la dimensione francamente patetica dei bombardamenti inglesi suggerisce che ci sia qualcos’altro. L’articolo del Daily Telegraph conferma non solo che i bombardamenti inglesi in Siria si sono virtualmente fermati. L’articolo conferma anche che tra il 1° e il 22 dicembre 2015, la coalizione statunitense aveva effettuato solo 148 raid aerei in Siria. Li si confronti alle 164 sortite svolte dai russi in tre giorni a dicembre (dal 25 al 28 dicembre 2015) e alle oltre 5200 sortite condotte dai russi dall’inizio della loro campagna di bombardamenti in Siria, il 30 settembre 2015. Il Daily Telegraph sostiene che tale assenza di sortite da parte di USA e alleati in Siria sia causata dalla presunta preoccupazione di evitare vittime civili, e dall’assenza di obiettivi. Nonostante le smentite prevedibili, la spiegazione più probabile è l’enorme aggiornamento delle difese aeree russe e siriane, avutosi dall’abbattimento turco del Su-24 a novembre. Non solo i russi hanno schierato il sistema missilistico antiaereo S-400 in Siria, ma sembra che abbiano fornito all’Esercito arabo siriano avanzati sistemi missili antiaerei Buk, aggiornando in modo significativo le difese aeree della Siria. E’ probabile che “consiglieri” russi “aiutino” i siriani a gestire questi sistemi. Un articolo di Bloomberg implica che i sistemi Buk (denominazione NATO del “SAM-17”) siano controllati dai russi. Bloomberg dice che aerei da bombardamento statunitensi in Siria sono stati monitorati (“illuminati”) dai radar associati al sistema Buk, spingendo gli Stati Uniti a fermare del tutto i bombardamenti sulla Siria settentrionale. Se è così, allora potrebbe spiegare perché i bombardamenti inglesi siano sospesi. Essendo politicamente imbarazzante per gli inglesi, e gli statunitensi, ammettere che la presenza russa in Siria impedisce i loro bombardamenti in Siria, è comprensibile il motivo per cui i rappresentanti degli Stati Uniti, consultati dal Daily Telegraph, non parlino tirando fuori invece la traballante scusa di essere a corto di obiettivi. Indipendentemente dal vero motivo del fallimento della campagna di bombardamenti inglesi e statunitensi, ora è più chiaro che mai che gli unici che realmente combattono lo Stato islamico e i vari altri gruppi terroristi in Siria, siano russi, siriani e loro alleati, e nessun altro.
L’articolo è apparso originariamente sul Daily Telegraph:
La controversa campagna aerea della Gran Bretagna in Siria è stata bollata “insignificante”, dopo che è emerso che la RAF ha effettuato un solo attacco nel Paese nelle ultime quattro settimane. Da quando i parlamentari hanno votato per la guerra in Siria il 1° dicembre, più di un mese fa, Tornado e Typhoon della RAF hanno svolto solo tre missioni di attacco, tutte nei primi cinque giorni di operazioni. Alcun attacco della RAF su un qualsiasi bersaglio in Siria dal 6 dicembre, 28 giorni fa, può essere notato. L’unico ulteriore attacco avvenne a Natale con un aereo telecomandato, un drone Reaper, portando il numero totale di missioni di attacco inglesi a quattro. I dati diffusi dal Comando Centrale indicano che nelle loro missioni, Tornado e Typhoon possono aver sganciato minimo 19 bombe. Le rivelazioni mettono in dubbio le affermazioni del segretario alla Difesa Michael Fallon, che all’inizio dell’operazione in Siria il Regno Unito “incendiava il tempo” con un “fuoco intenso” colpendo le infrastrutture. Dicendo che ciò che chiamava “assalto” della RAF avrebbe messo la Gran Bretagna dalla “periferia” al “centro” della campagna aerea. Fallon inoltre affermò che le missioni con equipaggio nella prima settimana di dicembre erano stati un “successo” infliggendo “un serio colpo” allo SIIL. Di fatto, però, tutte le missioni con equipaggio della RAF furono contro un bersaglio, il giacimento di Umar, che già subiva l'”incapacità a lungo termine” per opera di un molto più grande raid statunitense del 21 ottobre, sei settimane prima, secondo un portavoce militare statunitense, Maggiore Michael Filanowski, nella conferenza stampa del giorno seguente. La Gran Bretagna ha effettuato una serie di ulteriori missioni di ricognizione sulla Siria, e ha continuato a compiere attacchi aerei su obiettivi dello SIIL in Iraq, effettuati prima che i parlamentari votassero il mese scorso. “C’è uno scollamento quasi completo tra l’acceso dibattito politico inglese sulla Siria e quello che il governo ha effettivamente fatto“, ha dichiarato Jon Lake, esperto di aeronautica militare. “La campagna aerea della Gran Bretagna in Siria finora è fondamentalmente insignificante, o può avere avuto poco, nel caso, impatto sull’equilibrio di potere sul campo“. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario della Difesa Ash Carter a Washington, l’11 dicembre, Fallon affermava che la RAF avrebbe svolto “più attacchi di precisione contro le infrastrutture chiave”, tra cui “pozzi petroliferi, depositi di munizioni, logistica, comando e controllo, rotte tra Siria e Iraq“. Tuttavia non è successo, anche perché entrambe le nazioni, che operano secondo regole rigorose per impedire vittime civili, in gran parte hanno esaurito gli obiettivi siriani.
Il 1° dicembre, il giorno in cui la Gran Bretagna aderiva alla campagna aerea sulla Siria, il principale portavoce degli Stati Uniti, Colonnello Steve Warren, disse che non vi furono bombardamenti quella settimana perché, “non abbiamo avuto obiettivi negli ultimi due giorni, o non abbastanza“. Tra il 1° e il 22 dicembre, secondo i dati del Comando Centrale (CENTCOM), che dirige le operazioni aeree, la coalizione anglo-statunitense ed altri effettuò 148 attacchi aerei sulla Siria, una media di appena 7 al giorno o 49 alla settimana, meno del tasso già molto basso di attacchi alla Libia nel conflitto del 2011, meno della metà del numero di attacchi aerei nella campagna aerea sul Kosovo e una piccola frazione dell’intensità vista nelle precedenti campagne in Iraq. Il Generale Mark Welsh, Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force, dichiarava: “Non assomiglierà mai alla prima campagna aerea della Guerra del Golfo. È il solo intento della strategia decisa, che si sia d’accordo o no“. Dei 148 attacchi aerei sulla Siria tra 1 e 22 dicembre, gli Stati Uniti ne effettuarono 127 e il “resto della coalizione” 21, secondo i dati del CENTCOM. È noto che i velivoli francesi hanno effettuato due attacchi in quel periodo, il che significa che non più di 19 attacchi furono effettuati dalla RAF. Un “attacco” significa che almeno una bomba fu sganciata o un missile sparato. Il ministero della Difesa inglese segnala tre missioni di attacco della RAF in Siria, dicendo di aver colpito almeno 17 obiettivi. L’attacco del drone del 25 dicembre vide il lancio di un solo missile Hellfire su un posto di blocco dello SIIL a sud di Raqqa. Il ministero della Difesa ha detto che il contributo della RAF nella ricognizione sulla Siria è più significativo, con alcuni rapporti indicare il 60 per cento della ricognizione tattica della coalizione. Ma non ha voluto specificare il numero delle missioni da ricognizione, però.1525999_-_mainTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Abbattendo il Su-24 russo, la Turchia salva l’Iran

Valentin Vasilescu Reseau International 10 dicembre 2015s300pmu2esquema1twNel 2014-2015 l’esercito iraniano s’è dotato di due radar a lungo raggio (1100 km) Qadir, con un campo d’apertura di 240°. Il primo si trova vicino la città di Garmsar, nel centro del Paese, il secondo nell’Iran occidentale, al confine con il Quwayt e la città irachena di Bassora. Nel marzo 2016 entrerà in servizio il terzo radar a lungo raggio a Khatam al-Anbiya, sulle rive del Golfo Persico, che rileverà bersagli aerospaziali a 3000 km. [1] Così l’Iran ha una rete di radar che rilevano bersagli aerei oltre i confini, ma non ha missili antiaerei a lungo raggio e gestione automatizzata delle sue componenti che consentano la resistenza contro jamming e missili anti-radar. E’ una delle ragioni per cui Russia e Iran firmarono un contratto nel 2007, da oltre 800 milioni di dollari, per fornire cinque battaglioni di sistemi a lungo raggio S-300PMU-1. Nell’autunno del 2010, il contratto fu concluso e poi fu ripreso nel 2015 con la revoca delle sanzioni imposte all’Iran. Per precauzione, l’aviazione israeliana organizzò in collaborazione con quella greca INIOXOS-2015, svoltasi dal 20 al 30 aprile 2015. Dieci F-16I Sufa avevano simulato attacchi ai sistemi S-300PMU-1 importati dalla Grecia nel 1997. In questa occasione, gli israeliani scoprirono la vulnerabilità del sistema S-300PMU-1. L’attacco al cacciabombardiere russo Su-24 da un F-16 turco ha avuto un impatto negativo sulle trame di Stati Uniti e vicini ostili ad Iran e Siria, costringendo la Russia a schierare in Siria i più moderni sistemi antiaerei a lungo raggio (S-400) [2]. Gli S-400 hanno una gittata di 400 km che copre la Turchia meridionale e quasi tutto il territorio d’Israele. L’atto di aggressione della Turchia ha avuto l’effetto di limitare notevolmente la libertà di movimento degli aerei da guerra israeliani, costringendo Israele a rispettare la regola a limitarsi allo spazio aereo nazionale, per evitare incidenti.
Quattro aerei della coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti colpivano, il 7 dicembre, con nuovi missili aria-terra la base militare Sayqa, vicino la città di Ayash nella provincia di Dair al-Zur. L’attacco ha provocato la morte di tre soldati siriani e il ferimento di altri 13. In seguito all’incidente, la Russia potrebbe accogliere la richiesta della Siria di fornire i sistemi missilistici S-300PMU-2 per impedire qualsiasi attacco aereo alle sue truppe. Anche a seguito dell’attacco al bombardiere russo, l’Iran, che sostiene l’Esercito arabo siriano e collabora con la Russia in Siria, potrebbe diventare un possibile bersaglio dell’aviazione turca. Pertanto, alla fine di novembre, la Russia ha deciso di avviare la prima consegna dei sistemi di difesa aerea S-300 all’Iran, come annunciato dal consigliere del presidente russo sulla cooperazione militare Vladimir Kozhin, e confermato da Mehdi Sanayee, ambasciatore iraniano in Russia. Il primo sistema S-300 è stato trasportato in treno dalla fabbrica di Nizhnij Novgorod (nei pressi di Mosca) alle rive del Mar Caspio, dove è stato caricato su una nave e trasportato in Iran. Altri sistemi S-300 arriveranno in Iran in poco più di due mesi. Anche se inizialmente ci si aspettava che la Russia consegnasse la seconda generazione dei sistemi S-300, S-300PMU-1 o S-300VM (esportato in Venezuela e Egitto), l’Iran ha convinto i russi a fornirgli il sistema S-300 di terza generazione, cioè il PMU-2. L’S-300PMU-2 è in grado di distruggere aerei e missili da crociera che volano a bassa quota. Le vulnerabilità dell’S-300PMU-2, una variante molto più avanzata dell’S-300PMU-1, non sono note a israeliani, statunitensi e turchi. E ‘questo particolare che crea problemi insolubili per gli aerei che intendano violare lo spazio aereo iraniano. Una batteria di S-300PMU-2 ha un radar di sorveglianza dello spazio aereo (raggio di rilevazione di 300 km) e di puntamento per i 12 lanciatori mobili e 48 missili pronti al lancio. Un battaglione di S-300PMU-2 ha diverse batterie e un centro C3I (comando, controllo, comunicazioni, informazioni) tipo Almaz 83M6 che le coordina. L’S-300PMU-2 utilizza diversi tipi di missili dalla gittata di 200 km, tangenza di 30 km e velocità di 1,6 km/s (6000 km/h). I missili statunitensi più simili sono i MIM-104 Patriot. Durante i test condotti nel poligono Ashuluk, nei pressi di Astrakhan, missili balistici sono stati abbattuti mentre volavano alla velocità di 4,5 km/s. I sistemi S-300PMU-2 dell’Iran potrebbero ricevere le informazioni dalla rete di monitoraggio e allerta precoce della Russia, che include il radar 77Ja6 Voronezh-DM di Armavir (150 km a nord di Sochi) sul Mar Nero. Infatti, il Voronezh ha un raggio di rilevazione di circa 6000 km, controllando Mediterraneo, Nord Africa e l’intero Medio Oriente.

[1]. Cosa ha spinto Washington a revocare le sanzioni imposte all’Iran?
[2]. I dettagli dell’attacco all’aereo Su-24 russo

S300-Iran-halfLa difesa antiaerea/antimissile russa in Siria
Analisis Militares

b1529d7e5e88d284504fe06e022780ffDopo le manovre navali russe nel Mediterraneo orientale, l’incrociatore lanciamissili Moskva rimaneva al largo delle coste siriane, supportando l’attuazione della difesa aerea russa della zona costiera della Siria (Lataqia e Tartus). Altre navi parteciparono alle esercitazioni nel Mar Nero di pochi giorni prima. L’apparizione della nave dotata del sistema di difesa aerea S-300F Fort, versione navale dell’S-300, alterava l’equilibrio di forze regionale perché comportava il dispiegamento di un sistema di difesa aerea/antimissile di teatro molto più avanzato di quello solitamente visto in questo taetro negli ultimi decenni. L’S-300F Fort non è la versione navale più avanzata dell’S-300. Ma di per sé è un significativo cambio qualitativo nella regione e minaccia potenziali aggressori. Mentre compariva l’incrociatore lanciamissili Moskva, diventava chiaro che la base aera di Humaymim, nell’aeroporto Basil al-Assad di Lataqia, erano presenti sistemi di difesa aerea a corto raggio (SHORAD) Pantsir-S1, offrendo questo tipo di copertura. Questa volta, i sistema missilistici S-300F Fort del Moskva e il dispiegamento ad Humaymim dei sistemi da combattimento Pantsir-S1, costituivano una formazione più potente di quella di solito presente nella difesa antiaerea/antimissile della regione. Se vi si aggiungono i Su-30SM che la VVS ha schierato a Humaymim, appare chiaro che lo schieramento di Pantsir-S1, S-300F e Su-30SM è una piccola forza, ma molto potente ed avanzata, che preoccupa di certo i vicini, poco abituati ad affrontare sistemi avanzati. Se necessario, il Sukhoj Su-34 potrebbe anche svolgere compiti di difesa aerea. Quando i Paesi confinanti erano abituati, più o meno, a fare ciò che volevano in Siria perché avevano una schiacciante superiorità tecnologica rispetto all’Aeronautica o in generale alle Forze Armate siriane, la comparsa in questo scenario di mezzi tecnologicamente avanzati che minacciano i protagonisti, suscita ripensamenti. Questo è ciò che hanno causato, assieme ai sistemi di difesa aerea, quelli da guerra elettronica (EW) che i russi hanno schierato, come il Krasukha-4. Non è questione di ridurre le cose ai “sistemi russi sono migliori”, ma piuttosto di chiedersi del divario tecnologico tra la difesa aerea siriana e quella dei Paesi circostanti (Turchia e Israele in particolare) che si riduce quando entra nella regione la difesa aerea russa, indipendentemente dalla quantità. Questa è la ragione per cui Turchia e Israele sono così sconvolti dallo schieramento russo in Siria. Fonti russe citate da Interfax parlano del dispiegamento per la difesa della base aerea russa di Humaymim, Lataqia, in Siria, di altri mezzi antiaerei oltre a quelli citati nell’articolo, come i sistemi di difesa aerea Buk-M2E. Dopo l’abbattimento del cacciabombardiere Sukhoj Su-24M russo ad opera di un F-16 turco, il Ministero della Difesa russo annunciava, tra l’altro, l’impiego degli S-400 nella base aerea di Humaymim. Gli intercettori del sistema di difesa aerea S-400 raggiungono i 250 km di gittata, fornendo un copertura simile a quella mostrata nella seguente tabella (in verde):siria crucero moscú y pantsirAl termine delle esercitazioni navali russo-indiane INDRA-15 l’incrociatore lanciamissili Varjag della Marina militare russa sostituirà il Moskva al largo delle coste siriane, nei compiti nell’ambito del dispiegamento militare russo nella regione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I russi schierano elicotteri d’attacco nella base aerea siriana di Tiyas (T4)

Valentin Vasilescu, Reseau International, 13 novembre 2015maxresdefaultSecondo fonti militari israeliane, 4-6 elicotteri d’attacco Mi-24V già operano nella base aerea Tiyas-T4 [1]. La base si trova al centro della Siria, 50 km ad est di Homs e 60 km a ovest di Palmira. Il comandante del gruppo aereo russo in Siria ha scoperto che se lo SI lanciava un’offensiva a sud di Homs, vi era il rischio d’interrompere la prima via di comunicazione dell’esercito siriano, il segmento Homs-Damasco dell’autostrada M5, privandolo delle riserve. Lo SI è stato costretto a ritirare parte dei suoi combattenti nella zona di Palmyra. L’esercito siriano è stato incoraggiato dai russi a creare un sistema di difesa a sud di Homs e a lanciare l’offensiva nella zona di Palmyra. A causa della breve distanza della base da Homs e Palmyra, gli elicotteri Mi-24V hanno per missione sostenere l’offensiva a terra dell’esercito siriano in entrambe le direzioni (Homs e Palmyra). I Mi-24V sono arrivati direttamente dalla Russia o sono stati trasferiti dalla base aerea di Humaymim (Siria occidentale). Il dispiegamento degli elicotteri d’attacco russi presso la base aerea Tiyas-T4 mira a ridurre i tempi d’intervento contro i ribelli islamici. In una conferenza stampa presso la base aerea di Humaymim, il Generale Igor Konashenkov confermava che il bombardamento pesante degli ultimi due giorni da parte di aerei Su-24M e Su-25SM ed elicotteri d’attacco Mi-24V nella regione di Hama e Homs, sventava il piano offensivo dei terroristi islamisti. La base aerea Tiyas-T4 è la sede delle squadriglie 5 e 827 dell’Aeronautica siriana dotate di 22 aerei (caccia MiG-25PDS, MiG-25RBT da ricognizione tattica e cacciabombardieri Su-22M-4). La base aerea ha una difesa antiaerea composta da batterie di missili antiaerei S-75 e S-125. I radar di sorveglianza dello spazio aereo attorno la base aerea sono i russi P-12/18 e P-35/37. Per il volo di precisione in condizioni climatiche difficili e di notte, è utilizzato un radar RSP-7.
L’elicottero Mi-24V spesso usa come armamento 6 lanciarazzi UB-32, ognuno con 32 razzi S-5M, e il cannone di bordo. Per la capacità di sorprendere volando a bassissima quota e alta velocità (300 km/h), il Mi-24V è quasi impossibile da abbattere con le armi utilizzate dalla fanteria, per via della blindatura. Inoltre, contro i missili superficie-aria portatili (MANPADS) [2] è dotato di lanciatori di trappole termiche. Il Mi-24V è in grado di condurre operazioni di combattimento notturne. Per la navigazione notturna, rilevazione di bersagli a terra e puntamento dei propri sistemi d’arma, il Mi-24V dispone di sensori FLIR montati nel naso dell’elicottero. Le apparecchiature optoelettroniche hanno due elementi distinti che consistono in una telecamera diurna, con un telemetro laser per guidare le armi, e un’altra telecamera che cattura l’impronta termica, utilizzata di notte.

[1]. L’avanzata militare russa in Siria: altri elicotteri e primi “volontari”
[2]. L’elicottero Mi-24 crea il panico tra i ribelli in Siria

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I veri eroi: i piloti siriani sono in concorrenza nelle missioni
Sputnik 12/11/2015

La Siria dispiega i leggendari caccia sovietici Mikojan-Gurevich MiG-21 e MiG-23, ma i piloti dicono che questi vecchi aerei da guerra sono affidabili ed estremamente efficienti.1019460092-1728x800_cGiornalisti russi di recente sono riusciti a dare un’occhiata da vicino alle operazioni della Syrian Arab Air Force dalla base di Hama, presso l’omonima città. La base aerea è d’importanza strategica. Gli aerei militari che operano dalla base aerea di Hama svolgono missioni su tutto il Paese: a nord, sulle province di Idlib e Hama, nella parte orientale, sulla capitale del sedicente califfato Raqqa e la base aerea assediata di Dair al-Zur, e nel sud dove si trova la famosa Palmyra. I terroristi hanno ripetutamente cercato di catturare la base aerea di Hama. Spesso bombardavano la zona. Mentre erano nella base, giornalisti russi e siriani hanno sentito un’esplosione e visto fumo nero. Gli ufficiali siriani hanno agito come se niente fosse, ma sembrava l’esplosione di una mina o un razzo. I soldati siriani raccolgono i mortai fatti in casa e i fucili che i terroristi usano per attaccare la base aerea e mostrano tali “regali” all’ingresso della base. Hama è una delle 15 basi aeree militari in Siria. Cinque sono nelle mani dei terroristi. Una base, a Dair al-Zur, è operativa ma assediata da tre anni. La base aerea militare di Quwayris, vicino Aleppo, era teatro di aspri combattimenti tra terroristi ed Esercito arabo siriano (EAS). All’inizio della settimana, le forze di Damasco riuscivano a liberarla. La base aerea di Humaymim è famosa per ospitare gli aerei militari russi. La base aerea di Hama, fra colline artificiali utilizzate come hangar, sembra un villaggio Hobbit de Il Signore degli Anelli. I siriani non hanno bisogno di costruire capannoni riscaldati in questo clima caldo. Mantengono e riparano gli aerei in un capannone sotterraneo che può sopportare i bombardamenti. 992862Una “collina” ospita un solo MiG-21 o MiG-23, i leggendari velivoli sovietici entrati in servizio negli anni ’50 e ’60. Un pilota locale, che chiama il suo aereo “persona cara”, elogiava il Mikojan-Gurevich MiG-21 come macchina estremamente affidabile, potente e sicura. Svolge due – quattro sortite al giorno a seconda dei compiti d’adempiere. “Voliamo in missione dopo che riceviamo dati dall’intelligence su posizioni dei terroristi e dei loro depositi di munizioni, materiali bellici o mortai”, spiegava. “Il nostro compito principale è colpire i taqfiri wahabiti e fermare la distruzione del nostro Paese“. I piloti siriani sono sicuri se volano a quote superiori a 4,5 chilometri, ma spesso rischiano la vita a quote più basse per una maggiore precisione. “I nostri piloti sono veri eroi”, osservava il comandante. Il 4 novembre, un aereo siriano dalla base aerea di Hama veniva abbattuto durante un volo a bassa quota su un’area occupata dai terroristi. Il pilota è riuscito a mantenere il velivolo in volo finché poté, ma non riuscì ad arrivare alla base. I soldati siriani poi trovavano il relitto e il corpo. I piloti siriani si coordinano sempre nelle azioni antiterrorismo con le controparti russe attraverso un Centro unito di condivisione delle informazioni. Gli obiettivi sono ripartiti tra i piloti russi e siriani. Se un pilota russo e uno siriano operano nella stessa area, volano a quote diverse. Ogni bersaglio viene attentamente esaminato in modo che le infrastrutture civili non siano colpite. Quando la base aerea di Hama riceve un bersaglio, i piloti siriani sono in concorrenza su chi compirà la missione. Negli ultimi giorni la Syrian Arab Air Force effettuava quasi 100 sortite colpendo obiettivi nelle province di Hama, Homs, Idlib, Aleppo, Dair al-Zur, Raqqa e presso Damasco, dichiarava il portavoce dell’EAS Brigadier-Generale Ali Mayhub. Hanno distrutto 5 basi, 3 centri comando, decine di autoveicoli, così come depositi di munizioni dei terroristi.CTNQ_SQXAAAZ2jkTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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