La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese

Cosa costruisce la Cina nel Mar Cinese Meridionale?
Tyler Durden Zerohedge 23/02/2015ColeFMapNov11Nel Mar Cinese Meridionale vi sono i territori tra i più contesi del pianeta. Sei Paesi, Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei competono sui diritti nel mare. La disputa si concentra sul contestato arcipelago delle Spratly, un miscuglio di isolotti e scogliere quasi al centro del Mar Cinese Meridionale. Tutti, tranne il Brunei, vi hanno costruito avamposti militari, e tutti questi Paesi, meno la Cina, vi hanno costruito piste di atterraggio. La Cina, arrivata in ritardo nell’occupare le Spratly, ha potuto occupare pienamente otto scogliere. Con così poca terra da utilizzare, la Cina ha iniziato a recuperare da allora. Nell’ultimo anno, gli avamposti della Cina nelle Spratly sono stati sistematicamente sottoposti a un processo di “bonifica”, dove le draghe prelevano sedimenti dal mare scaricandoli sulle scogliere sommerse per farne delle isole. La Cina ha già costruito cinque isole con la bonifica, e almeno due isole sono avviate. La Cina non è la prima a ricorrere alla bonifica, il rilievo Rondine della Malesia e diverse isole vietnamite sono state artificialmente costruite o ampliate, ma la bonifica della Cina avviene su scala più ampia rispetto a qualsiasi progetto precedente. L’isola artificiale costruita sulla scogliera Fiery Cross eclissa l’isola Taiping di Taiwan come maggiore delle Spratly, ed edifici sono in costruzione in diverse altre scogliera cinesi. Mentre i nuovi avamposti militari diventano operativi, è imperativo comprendere cosa la Cina costruisce nel Mar Cinese Meridionale.

Scogliera Fiery Cross
Scogliera Fiery Cross (nota anche come isola Yongshu) era completamente immersa fino ad agosto 2014 quando le draghe cinesi hanno cominciato a scavare il sedimento circostante. Prima della costruzione, la presenza cinese era costituita da un unico bunker di cemento sulla punta sud-ovest del rilievo, ma l’isola da allora è divenuta la più grande delle Spratly, misurando circa 2,3 kmq. La nuova isola è quasi lunga due miglia e sembra essere il futuro sito di un aeroporto.

11Fiery Cross 6 febbraio 2015

21Fiery Cross 14 novembre 2014

Tra novembre 2014 e gennaio 2015, il sud-ovest del rilievo venne bonificato collegando l’aeroporto alla struttura in cemento armato originale e allargando la superficie della barriera corallina. Le attività di dragaggio non sono cessate, e la terra è ancora in espansione. Le fotografie recenti dei media filippini mostrano che le fondamenta di una grande costruzione a nord-est dell’isola.

Scogliera Johnson South
La Scogliera Johnson South ha subito una delle più straordinarie trasformazioni delle Spratly. Le foto pubblicate dal ministero degli Esteri filippino mostrano che la bonifica era iniziata nei primi mesi del 2014, e le nuove foto indicano che la costruzione è ancora in corso.

31Johnson South

All’inizio di settembre 2014 diverse notizie furono diffuse da IHS Janes e BBC sull’avvio di una grande costruzione. Non è chiaro esattamente quando sia iniziata, ma le foto scattate ai primi di dicembre 2014 mostrano chiaramente un edificio considerevole, forse alto più di dieci piani, in costruzione sulla nuova isola.

41Johnson South

Le fotografie scattate e diffuse dall’agenzia vietnamita Thanh Nien News mostrano una serie di cantieri, tra cui ciò che potrebbe essere un centro di controllo del traffico aereo. I media filippini affermano che la Scogliera Johnson South un giorno ospiterà una pista di atterraggio, ma le foto non provano tale affermazione. La barriera corallina è lunga circa 6 kmq, e l’isola circa 0,16 kmq, lasciando ampio spazio per ulteriori bonifiche.

Scogliera Cuarteron
La Scogliera Cuarteron è l’avamposto più occidentale e più meridionale della Cina nelle Spratly. Le bonifiche sulla barriera corallina sembrano essere iniziate nel marzo 2014. Da gennaio 2015 la Cina ha costruito 0,3-0,4 kmq di nuovo territorio. L’isola ospita una diga foranea, un piccolo avamposto militare, un elicottero, un porto artificiale e un molo. Foto satellitari mostrano delle costruzioni in corso, ma non sono abbastanza chiare per capire cosa si stia costruendo.

51Cuarteron

Scogliere Gaven
Le Scogliere Gaven ospitano un progetto di bonifica medio, che realizzato un’isola artificiale di circa 0,08 kmq. Tra giugno e agosto 2014 quest’isola s’è ampliata da piccolo avamposto al bastione di oggi. Le foto mostrano che la nuova isola ospita una caserma per operai e militari, container usati come rifugi temporanei, un porto artificiale e armi antiaeree. Secondo IHS Janes l’isola ospita radar e missili antinave.

6Gaven

Scogliera Hughes
Le bonifiche sulla Scoglier Hughes sembrano iniziate nel marzo 2014. Le foto satellitari suggeriscono che sia in corso sull’isola una nuova costruzione. I rapporti indicano che la nuova isola ospita un faro e di un avamposto militare.

7Hughes

Scogliera Subi
La Scogliera Subi, l’avamposto più settentrionale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, è la più recente bonifica. Le foto satellitari dei primi di febbraio 2015 mostrano una significativa presenza di draghe che lavorano in due punti a sud-est e sud-ovest della barriera corallina. Il dragaggio a Subi apparve nelle foto satellitari scattate il 26 gennaio 2015, mostrando due draghe che avevano cominciato a lavorare sulla punta sud-ovest di Subi. Prima dell’inizio della bonifica, Subi ospitava un elicottero e un piccolo avamposto in calcestruzzo utilizzato da truppe di passaggio.

8Subi 8 febbraio 2015

9Subi 26 gennaio 2015

Scogliera Mischief
La Scogliera Mischief è l’avamposto più orientale della Cina nelle Spratly. Foto satellitari di fine gennaio indicano che la bonifica è appena iniziata. Queste foto mostrano la presenza di draghe a sud dell’isola, così come nuove terre separate da una struttura in calcestruzzo. Il rilievo Mischief è a meno di 200 miglia dall’isola filippina di Palawan (meno di 150 miglia in alcuni punti), mettendo così la barriera corallina all’interno della zona economica esclusiva della Filippine. Com’era prevedibile, l’avvio della bonifica nella Scogliera Mischief è stato accolto da ampie proteste delle Filippine.

10Mischief 26 gennaio 2015

111Mischief 26 gennaio 2015

Scogliera Eldad
La Scogliera Eldad ospita un banco di sabbia a forma di lacrima a nord. Dimensioni e forma del banco di sabbia sono coerenti nelle foto scattate tra gennaio 2012 e novembre 2013. Le foto più recenti mostrano un leggero aumento delle dimensioni del banco di sabbia, indicando una possibile bonifica elementare in corso sulla barriera Eldad. Queste foto non riprendono draghe e possono semplicemente mostrare cambiamenti naturali, ma intelligence e media filippini sostengono che Eldad sia in realtà obiettivo della bonifica cinese. La situazione sul Eldad è ambigua, e dovremmo continuare ad osservarla per notare un recupero.

12Eldad

Sulla base di fotografie satellitari e rapporti d’intelligence è chiaro che la Cina attualmente bonifica almeno sette delle sue otto scogliere; Fiery Cross, Johnson South, Gaven, Hughes, Cuarteron, Subi, e Mishcief, e che una bonifica sarebbe iniziata anche su Eldad. I lavori su Johnson South, Gaven, Hughes e Cuarteron iniziarono nei primi mesi del 2014, la bonifica di Fiery Cross iniziava nell’agosto 2014, su Subi e Mischief a fine gennaio 2015. Bonifiche su Eldad potrebbe esser iniziate nel dicembre 2014. Le foto mostrano grandi costruzioni in corso sulle neo-isole Fiery Cross e Johnson South, mentre meno estese, ma sempre grandi costruzioni sono in corso a Hughes, Gaven e Cuarteron. Data la misura in cui il futuro controllo delle rotte nel Mar Cinese Meridionale influenzerà l’equilibrio di potere globale, la costruzione delle isole cinesi è degna di attenzione.

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La Russia potrebbe fare del Mar Cinese Meridionale un lago cinese
Forse non è una grande idea per gli Stati Uniti mettersi contro la Russia?
Harry J. Kazianis The National Interest 25 febbraio 2015 – Russia Insider

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Ciò che Robert Kaplan ha così elegantemente soprannominato “Calderone dell’Asia”, il Mar Cinese Meridionale, potrebbe ribollire di nuovo. Ma il vero spunto è chi potrebbe accendere con la ‘massima’ fiamma tale caldaia virtuale: nientemeno che il presidente russo Vladimir Putin. Eventi a migliaia di chilometri di distanza, in Ucraina, potrebbero innescare una reazione a catena che potrebbero vedere la Cina dominare incontrastata questo grande specchio d’acqua grazie ad una grande infusione di armi e tecnologia russe, se l’occidente iniziasse ad armare l’Ucraina. Ma prima di arrivare ai succosi dettagli di come la Cina potrebbe diventare il “Master and Commander” del Mar Cinese Meridionale grazie all’assistenza russa, facciamo un doveroso passaggio dell’ultimo dramma in questo tormentato specchio d’acqua. Le tensioni sono aumentate nella regione Asia-Pacifico, la Cina continua a cambiare i fatti sul campo (“sull’acqua” potrebbe essere un termine migliore), continuando a lavorare su diversi enormi progetti di bonifica delle isole che molti analisti ritengono creeranno nelle maggiori isole abitate aeroporti, porti, stazioni radar e forse anche batterie di missili antinave. La motivazione è abbastanza ovvia, Pechino probabilmente dominerà il Mar Cinese Meridionale, se utilizza queste isole rivendicandone la sovranità. Nulla parla di “sovranità indiscutibile” che agendo da sovrano, come pattugliare il territorio rivendicato e farvi rispettare le leggi. Le basi nel Mar Cinese Meridionale, disponendosi su 9 o 10 famigerate linee tratteggiate, più che dei grandi segni su una mappa a Pechino, potrebbero realizzarlo.

Le nuove basi nella Cina meridionale + A2/AD = un incubo per USA ed alleati
Per le capacità militari cinesi molto è stato fatto negli ultimi anni, con la crescente capacità della RPC di negare a un avversario tecnologicamente avanzato (si pensi a Stati Uniti e/o Giappone) la capacità d’intervenire in diversi possibili scenari presso i suoi confini (Taiwan e/o Mar Cinese orientale e meridionale). Nei prossimi anni, tali capacità evolveranno e miglioreranno grazie alle innovazioni tecnologiche. Combinando probabili progressi tecnologici cinesi come missili da crociera più precisi e dalla maggiore autonomia e nuove basi nelle isole bonificate nel Mar Cinese Meridionale, a dir poco saranno l’incubo dei pianificatori di Stati Uniti e alleati, che fanno di tutto per garantirsi l’accesso alle regioni vitali dell’Asia-Pacifico. Denominato A2/AD dalla maggior parte degli specialisti militari occidentali, la Repubblica popolare cinese lentamente crea le condizioni in cui Stati Uniti, Giappone e altre forze alleate soffrirebbero pesanti perdite se un conflitto esplodesse sulla prima catena di isole, e in futuro, anche sulla seconda catena di isole. Attraverso diversi campi d’ingaggio (terra, mare, aria, informatica e spazio), le forze cinesi hanno perseguito un robusto programma di sviluppo di una serie di sistemi d’arma unici che sfruttano le debolezze specifiche delle forze di USA ed alleati. Mentre queste capacità sono già abbastanza robuste, e Washington ed alleati stendono piani per neutralizzare l’impatto di tale strategia (vedasi il il dibattito sul concetto Air-Sea Battle/JAM-GCC), qualcosa di ampiamente ignorato in molte recensioni sul problema è che Pechino già opera per acquisire la prossima generazione di piattaforme per armi A2/AD, oltre a sviluppare tattiche e strategie corrispondenti. La Cina negli ultimi anni ha sviluppato prototipi di caccia di 5° generazione, piattaforme per missili balistici antinave e missili da crociera a lungo raggio sempre più sofisticati. Tali sistemi non sono facili da produrre da una qualsiasi nazione. Se Pechino dovesse trovare un partner disponibile, potrà già avere tale tecnologia, compiendo il salto di qualità necessario per disporre di tali piattaforme avanzate per armi A2/AD anni prima di quando i produttori nazionali possano fare da soli. La Russia, in cerca di vendetta per la crisi in Ucraina, potrebbe fornire tale assistenza.

Come la Russia potrebbe aiutare la Cina: armi e tecnologia
Immaginate questo scenario: l’occidente decide che è il momento di armare l’Ucraina. La Russia decide che deve reagire e non solo in Europa. Il Presidente Putin tira fuori il mappamondo e cerca un luogo dove la potenza russa potrebbe meglio colpire gli Stati Uniti. I suoi occhi si illuminano su una zona che potrebbe non solo rafforzare i legami con un partner potenziale, ma danneggiare seriamente gli sforzi statunitensi per il “perno” su quella parte del mondo: il Mar Cinese Meridionale.

A2/AD vola alto: arriva il Su-35 russo
La Cina cerca di migliorare la sua capacità anti-accesso nel dominio dell’aria, con il tanto vociferato acquisto di Su-35 dalla Russia, acquisizione che potrebbe formalizzarsi se l’occidente arma l’Ucraina. Con un raggio d’azione maggiore rispetto agli attuali Su-27/J-11 della PLAAF, il Su-35 darebbe alla Cina la possibilità di schierare caccia avanzati per maggiori periodi sui Mari Cinesi orientale e meridionale, migliorando l’efficacia dei pattugliamenti nella recente Air Defense Identification Zone (ADIZ) sul Mar Cinese Orientale ed eventualmente aiutare Pechino a creare una ADIZ sul Mar Cinese Meridionale. L’aereo sarebbe probabilmente superiore alla maggior parte dei caccia in Asia (ad eccezione di F-22 e F-35) colmando il vuoto fin quando presumibilmente i velivoli furtivi nazionali di 5.ta generazione saranno operativi. Se la Cina dota gli aerei di armi antinave avanzate e li basa nei nuovi aerodromi sulle barriere Johnson e Fiery, una nuova e potente arma antiaccesso comparirebbe, con solide capacità di respingere le forze alleate in acque più sicure.

1458451A2/AD 2.0 sul mare: sottomarini e sonar
Nell’oceano, grazie ancora alla possibile collaborazione con la Russia, la Cina potrebbe cercare di migliorare le proprie capacità sottomarine con possibili nuovi sottomarini. Ciò si collega ad ulteriori notizie sulla possibile vendita di Su-35 negli ultimi anni. Mentre i rapporti variano sulla serietà dei negoziati, confermati e negati più volte, nuovamente si comprendono le tendenze cinesi nel rafforzare le proprie capacità A2/AD con l’aiuto russo. La nuova  tecnologia sottomarina sarebbe di vitale importanza per la Cina, non solo per la possibilità di schierare sottomarini più potenti, ma anche perché Pechino potrebbe potenzialmente trarre nuove tecnologie da questi mazzi. Ciò potrebbe includere motori AIP, tecnologie furtive e avanzate armi antinave dei russi talvolta venduti con i sottomarini. La PRC sembra interessata a migliorare la tecnologia anti-sottomarini (ASW), un punto debole tradizionale di Pechino. In un articolo per Proceedings dello scorso anno, i collaboratori della TNI Lyle Goldstein e Shannon Knight analizzavano le recenti opere cinesi suggerendo che Pechino “ha schierato nell’oceano reti acustiche fisse al largo delle sue coste, presumibilmente con l’intento di monitorare le attività sottomarine straniere nei mari vicini“. Citando altri saggi di provenienza cinese, la ricerca sembra confermare l’incursione di Pechino in questo importante settore della tecnologia militare. Mentre non vi è stata alcuna menzione specifica di un accordo sui sottomarini tra Russia e Cina, Mosca ha sicuramente l’esperienza per aiutare Pechino in questo senso. Considerando che gli sforzi degli Stati Uniti per mantenere l’accesso agli spazi eventualmente contestati dalla A2/AD cinese dipendono soprattutto dai sottomarini furtivi, una tale collaborazione in questo settore potrebbe rafforzare considerevolmente i piani A2/AD cinesi.

Perché la Russia potrebbe pensarci due volte: l’accordo del Su-27
Mentre la crisi ucraina certamente sarebbe un potente catalizzatore per la collaborazione tecnologica nella difesa sino-russa, per tali trasferimenti in passato Mosca ha pagato un prezzo pesante. La Russia farebbe certamente meglio a rivedere il passato, avendo indizi sul perché una vendita alla Cina potrebbe essere una sfida nel lungo termine. L’ultimo importante accordo aeronautico tra Mosca e Pechino, negli anni ’90, riguardava l’ancora molto ricercato aereo di 4.ta generazione Su-27 Flanker. A quel tempo la Russia non vendeva armamenti tecnologicamente avanzati a Pechino dalla frattura cino-sovietica, quando l’aumento delle tensioni scatenò scontri di confine. Quando l’URSS crollò, alla fine del 1991, l’industria bellica russa lottava per rimanere a galla. La Russia traboccava di armi che avrebbero aiutato i cinesi a un salto di diverse generazioni nella tecnologia militare, quindi una partnership sembrava avere senso. Per la Cina, l’accesso a tecnologia militare avanzata era cruciale e nel 1991 Pechino riteneva tale ricerca rilevante. Gli strateghi cinesi erano attoniti dalla velocità con cui gli Stati Uniti poterono sopraffare le forze armate irachene nella prima guerra del Golfo. I pianificatori militari cinesi si resero conto che gran parte delle loro armi era obsoleta di fronte a munizioni di precisione, bombardieri invisibili e aerei da combattimento guidati da sistemi di comando e controllo avanzati. La tecnologia russa, anche se non così avanzata come quella degli USA, diede la spinta tanto necessaria alla modernizzazione. Nel 1991 Mosca vendette a Pechino un lotto di 24 Su-27 per 1 miliardo di dollari. Nel 1995, la Cina acquistò altri 24 Su-27 dalla Russia, consegnati nel 1996. Nello stesso anno, Cina e Russia approfondirono la partnership quando Pechino comprò per circa 2,5 miliardi di dollari la licenza per la fabbricazione di altri 200 Su-27 presso la Shenyang Aircraft Company. Il contratto imponeva che l’importante versione cinese del Su-27 dotata di avionica, radar e motori russi, non potesse essere esportata. La Russia era preoccupata a che la Cina potesse conoscere abbastanza il Su-27 da poter un giorno venderlo a terzi, facendo perdere alla Russia potenzialmente miliardi di dollari nella vendita del caccia. Purtroppo per la Russia, l’accordo fu quasi un disastro. Dopo aver costruito circa 100 jet, la Cina annullò il contratto nel 2004. Pechino disse che gli aerei non soddisfacevano più le sue specifiche. Tre anni dopo, la Cina rigettò completamente l’accordo quando sviluppò il nuovo caccia J-11. L’aereo sembrava la copia esatta del Su-27. La Cina nega di aver copiato il Su-27, spiegando che l’aereo utilizza parti per lo più locali ed avionica e radar sviluppati nazionalmente.

Riflessioni
Mentre il dibattito si scalda a Washington sui modi per sanzionare la Russia per le sue azioni in Ucraina, Mosca ha più modi di reagire se l’occidente armasse l’Ucraina. Infatti, quanto sopra è solo una delle molte possibilità. Mosca potrebbe seguire l’azione descritta con la Cina, fornendo armi e tecnologia che potrebbero esacerbare la tendenza della Cina verso sud e in altre contese future. Tuttavia, la Russia ha molti altri modi di creare difficoltà all’occidente; per esempio nei colloqui sul nucleare Iran o ingraziarsi altre nazioni in rotta con l’occidente come Corea democratica, Venezuela e varie altre. E la Russia, naturalmente, ha la capacità di alzare drammaticamente la posta in Ucraina fornendo ai separatisti armi più avanzate per contrastare le possibili armi occidentali.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Operazione Gladio, Fethullah Gülen e governo mondiale

William Engdahl BFP 10 febbraio 2015cemaat-cia-isbirligi-h14045Ciò che segue è la traduzione di un colloquio tra William Engdahl e il giornalista Deniz Ulkutekin di Cumhuriyet:
1. Come ho letto hai iniziato la ricerca sul Cemat di Gulen quando sei venuto in Turchia per una conferenza. Qual è stata la cosa che ha attirato l’interesse su Gulen e i suoi seguaci?
WE: sono un ricercatore geopolitico e autore ormai da più di trent’anni. Il mio interesse principale è la geopolitica o come il potere è organizzato nel nostro mondo e a cosa punta. Quando fui invitato in Turchia per delle conferenze su uno dei miei libri, un giornalista turco, da allora mio amico fidato, mi suggerì che se volevo capire cosa succede in Turchia, un Paese della NATO che da tempo considero avere una ruolo assai positivo, dovevo studiare la Cemat di Gülen. Iniziando un lungo processo, iniziai a capire il vero scopo dietro la facciata del progetto Rumi di Gulen e seguaci.

2. Sappiamo innanzitutto che Gulen ha combattuto il comunismo tramite una fondazione (un programma della NATO in effetti). Quindi potremmo dire che il rapporto tra Gulen e la CIA iniziò molto tempo fa?
WE: Sì, tutte le prove suggeriscono che le reti turche di Gladio della NATO scelsero Gulen quale possibile agente anni fa. Dato che gli scopi sono cambiati con il crollo dell’Unione Sovietica, il ruolo di Gulen cambiò, aprendoglisi le porte per giocare tale ruolo. Quindi, in un certo senso si può dire che la Cemat di Gulen non è altro che la proiezione di un’idea dal quartier generale della CIA di Langley in Virginia, da parte di persone essenzialmente stupide che credono di poter usare ed abusare della religione quale copertura per avanzare il loro piano di dominio globale, che David Rockefeller chiama Governo Mondiale. A differenza dei jihadisti della CIA come Hekmatyar in Afghanistan o Naser Oric in Bosnia, la CIA decise di dare a Fethullah Gulen un’immagine radicalmente diversa. Non un agghiacciante, tagliagola jihadista cannibale. No, Fethullah Gulen fu presentato quale uomo di “pace, amore e fratellanza”, riuscendo anche a farsi fotografare con papa Giovanni Paolo II, foto che Gulen espone sul suo sito. L’organizzazione di Gulen negli Stati Uniti assunse uno dei più costosi esperti d’immagine di Washington, l’ex-direttrice della campagna di George W. Bush, Karen Hughes, per trasmettere la sua immagine di Islam “moderato”. Idee e manipolazioni della CIA e del dipartimento di Stato crollano ovunque oggi, ma sono accecati dall’arroganza. Basta guardare il casino assurdo creato con i neo-nazisti in Ucraina.

3. Essendo argomento molto conflittuale, come fai ad esser certo che Gulen e CIA collaborino?
WE: Non è solo una mia idea, ma di molti analisti turchi e persino dell’ex-capo del MIT turco Osman Nuri Gundes, dell’ex-traduttrice dell’FBI turco-statunitense Sibel Edmonds ed altri che hanno documentato i suoi profondi legami con i vertici della CIA, come Graham Fuller. Quando Gulen fuggì dalla Turchia per evitare il processo per tradimento nel 1998, scelse di non andare in uno qualsiasi dei Paesi islamici che gli avrebbero potuto offrire asilo. Scelse invece gli Stati Uniti, con l’aiuto della CIA. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti cercò di bloccare un particolare “visto scelto per uno straniero di straordinaria capacità nell’istruzione“, un visto permanente per Gulen, sostenendo che fosse fondamentalmente una frode, dato che aveva la licenza elementare e alcuna particolare conoscenza dell’Islam. Nonostante le obiezioni dell’FBI, del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e del dipartimento dell’Homeland Security, tre ex-agenti della CIA intervennero e riuscirono ad ottenere una carta verde e la residenza permanente negli Stati Uniti per Gulen. Intervennero tre agenti, in servizio o “ex”, della CIA, George Fidas, ex-ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia ed ex-vicedirettore della CIA; Morton Abramowitz, descritto come “informale” della CIA e l’agente della CIA che aveva vissuto in Turchia Graham E. Fuller. Diedero a Gulen asilo a Saylorsburg, Pennsylvania. Ciò suggerisce certamente un forte legame, per lo meno.

4. Il rapporto tra Gulen e CIA ha avvantaggiato entrambi? Se sì, quali? Come la CIA ha aiutato Gulen nel sviluppare la sua fondazione?
WE: Sì, chiaramente. La Cemat Gülen ebbe il permesso di creare un vasto impero commerciale, ottenendo sempre più influenza ponendo i suoi segaci nella polizia, nei tribunali e nel ministero dell’Istruzione. Poté istituire le sue scuole di reclutamento in tutta l’Asia centrale con il supporto della CIA. Negli Stati Uniti e in Europa, i media influenzati dalla CIA come la CNN gli fecero molta pubblicità gratuita per abbattere l’opposizione all’apertura delle sue scuole negli USA. Per la CIA era uno strumento in più per distruggere non solo l’indipendente e laica Turchia kemalista, ma per ampliare il narcotraffico afghano nel mondo e utilizzare la gente di Gulen per destabilizzare i regimi avversari di cui la rete della CIA a Washington, lo “Stato profondo”, voleva sbarazzarsi. Sibel Edmonds, ex-traduttrice turca dell’FBI e “whistleblower”, indicò Abramowitz, insieme a Graham E. Fuller, come elementi di una cabala nel governo degli Stati Uniti che scoprì usare le reti in Turchia per promuovere i piani criminali dello “Stato profondo” nel mondo turcofono, da Istanbul alla Cina. Documentò come la rete rientrasse significativamente nel traffico di eroina dall’Afghanistan. Ritiratosi dal dipartimento di Stato, Abramowitz fece parte del consiglio del National Endowment for Democracy (NED), finanziato dal Congresso degli Stati Uniti, e fu co-fondatore con George Soros dell’Internetional Crisis Group. Sia NED che ICG sono implicati nelle “rivoluzioni colorate” sostenute dal governo degli USA fin dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1990, da Otpor in Serbia alla rivoluzione arancione nel 2004 e al colpo di Stato del 2013-14 in Ucraina, alla rivoluzione verde in Iran nel 2009, alla rivoluzione del loto del 2011 in piazza Tahrir, Egitto. Graham E. Fuller partecipava alle attività della CIA per dirigere mujahidin e altre organizzazioni islamiche politiche dagli anni ’80. Per 20 anni è stato agente della CIA in Turchia, Libano, Arabia Saudita, Yemen e Afghanistan, era uno dei primi sostenitori nella CIA dell’uso di Fratelli musulmani e organizzazioni islamiste simili, come la Cemat di Gülen, per sostenere la politica estera statunitense.

5. Come la CIA usa le scuole di Gulen in Asia centrale?
WE: In primo luogo va osservato che la Russia rapidamente vietò le scuole di Gülen quando la CIA iniziò il terrore in Cecenia negli anni ’90. Negli anni ’80, quando lo scandalo Iran-Contra esplose a Washington (uno schema ideato da Fuller per la CIA), andò “in pensione” per lavorare al think-tank RAND finanziato da CIA e Pentagono. Lì, sotto la copertura della RAND, Fuller fu determinante nel sviluppare la strategia della CIA per la costruzione del movimento Gulen quale forza geopolitica per penetrare l’Asia centrale ex-sovietica. Tra le carte della RAND, Fuller scrisse studi sul fondamentalismo islamico in Turchia, Sudan, Afghanistan, Pakistan e Algeria. I suoi libri lodano generosamente Gulen. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, i quadri di Fetullah Gulen furono inviati ad istituire scuole di Gulen e madrase negli Stati dell’ex Unione Sovietica, da poco indipendenti in Asia centrale. Fu un’occasione d’oro per la CIA, con la copertura delle scuole religiose di Gulen, per inviare centinaia di agenti della CIA nell’Asia centrale per la prima volta. Nel 1999 Fuller sostenne, “La politica per guidare l’evoluzione dell’Islam e aiutarlo contro i nostri avversari ha funzionato meravigliosamente bene in Afghanistan contro i russi. Le stesse dottrine possono ancora essere utilizzate per destabilizzare ciò che resta della potenza russa, e soprattutto contrastare l’influenza cinese in Asia centrale“. Gulen fu descritto da una ex-fonte autorevole dell’FBI come “una delle figure principali delle operazioni della CIA in Asia centrale e nel Caucaso“. Negli anni ’90 le scuole di Gulen si diffusero in tutta l’Eurasia, fornendo a centinaia di agenti della CIA la copertura da “insegnanti di madrelingua inglese”. Osman Nuri Gundes rivelò che il movimento Gulen “riparò 130 agenti della CIA” presso le sue scuole in Kirghizistan e Uzbekistan solo nel 1990.

6. Gulen emigrò dalla Turchia agli Stati Uniti d’America nel 1999, 3 giorni dopo che il capo terrorista curdo Abdullah Ocalan venisse rapito e portato in Turchia. Cosa significa? Gulen avrebbe cooperato meglio con la CIA una volta trasferitosi negli USA?
WE: Penso che la CIA temesse che Gulen finisse in prigione e che potesse essere molto più utile in un santuario negli USA, dove potevano migliorarne l’immagine migliore e pomparne l’aura. Ora chiaramente Gulen teme di tornare in Turchia, anche se legalmente. Questo la dice lunga.

7. Quali vantaggi la fondazione di Gulen porta alla CIA in Turchia e Medio-Oriente?
WE: Richiederebbe una discussione molto più lunga. Ciò che trovo interessante è come sia emersa in Turchia una profonda e aspra frattura tra il Cemat di Gulen e il presidente Recep Tayyip Erdogan. Credo che Erdogan abbia cominciato a perseguire la propria agenda, scontrandosi con quella del dipartimento di Stato e della CIA, sul ruolo della Turchia nel mondo.

8. Il governo turco dell’AKP attua una vasta operazione di polizia contro i membri dell’organizzazione di Gulen nella giustizia e nella polizia, d’altra parte, il pubblico è scettico su ciò dato che AKP e Gulen erano alleati prima dello scandalo sulla corruzione del 17 novembre. Quindi potremmo dire che AKP, Tayyip Erdogan e CIA erano alleati una volta?
WE: La Turchia è un membro della NATO, così ad alcun governo turco era consentito essere troppo indipendente dalla NATO, cioè da Washington, come sapete. Quando Erdogan iniziò a seguire la propria strada, le reti degli Stati Uniti cominciarono a demonizzarlo nei media di tutto il mondo, e i media di Gulen l’hanno attaccato ferocemente. Credo che la frattura tra Erdogan e Gülen sia nata molto prima degli scandali del 17 novembre. Chi c’era dietro la diffusione di tali accuse? Cosa fece l’ambasciatore statunitense Francis Ricciardone in proposito? Domande interessanti per qualcuno.

9. Tu dici che la CIA è al fianco di Gulen nella lotta all’AKP. Come potrebbero fermare Erdogan e AKP?
WE: La mia opinione è che gli scandali servivano ad impedire l’elezione di Erdogan a presidente, ma fallirono. Si ricordi che lo “scandalo” era su Erdogan che avrebbe violato le sanzioni petrolifere degli USA all’Iran, così gli scandali erano destinati a spezzarne i legami commerciali, un obiettivo di Washington.

10. Qualcosa da aggiungere…
WE: Credo che la Turchia oggi può svolgere un ruolo molto positivo nel mondo nuovo che emerge sostituendo il mondo di guerre, terrore e caos della CIA. La Turchia è un crocevia geopolitico che può svolgere un ruolo molto positivo nel sistema eurasiatico emergente di Cina e Russia, Paesi dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, e nel realizzare le emergenti infrastrutture ferroviarie ed energetiche. Da sola, la Turchia sarà isolata e spezzata, come l’Ucraina, dalle stesse persone. Con un’alleanza economica e politica con Russia e Cina, può svolgere un ruolo cardine nella costruzione di un nuovo mondo libero dal debito del sistema del dollaro al collasso, che comprende anche un’Europa stagnante. La Turchia ha l’opportunità di collaborare con la Russia e di cambiare l’equilibrio del potere mondiale. Ciò richiede molta volontà. Ma se fatto apertamente, la Turchia potrà godere di una prosperità come mai prima ed essere un vero e proprio “buon vicino”.

Graham E. Fuller

Graham E. Fuller

William Engdahl è autore di A Century of War: Anglo-American Oil Politics in the New World Order, scrive per BFP e può essere contattato tramite il suo sito Engdahl dove questo articolo è stato originariamente pubblicato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esercito iracheno abbatte 2 aerei inglesi che rifornivano il SIIL

Fars News Agency Global Research, 24 febbraio 2015

usa-isis-1L’esercito iracheno avrebbe abbattuto 2 aerei inglesi che trasportavano armi ai terroristi del SIIL nella provincia di al-Anbar, rivela un parlamentare. “Il Comitato di Sicurezza Nazionale e Difesa del Parlamento iracheno ha avuto accesso alle foto degli aerei inglesi schiantatisi mentre trasportavano armi al SIIL“, ha detto il capo del comitato Haqim al-Zamali, secondo il Centro informazioni del Consiglio Supremo islamico iracheno. Ha detto che il parlamento iracheno ha chiesto a Londra spiegazioni al riguardo. Il deputato iracheno inoltre ha svelato che il governo di Baghdad riceve rapporti quotidiani da persone e forze di sicurezza nella provincia di al-Anbar su numerosi aerei della coalizione, a guida USA, che lanciano armi e rifornimenti al SIIL nelle aree che controlla. Il deputato iracheno ha inoltre rilevato la causa di tali aiuti occidentali al gruppo terroristico, spiegando che gli Stati Uniti preferiscono una situazione caotica nella provincia di Anbar, vicino le città di Qarbala e Baghdad, perché non vuole che la crisi del SIIL finisca. Proprio oggi, un alto funzionario della provincia irachena s’è scagliato contro i Paesi occidentali e i loro alleati regionali per il sostegno ai terroristi taqfiri in Iraq, rivelando che armi di Stati Uniti e Israele sono state scoperte nelle zone sgombrate dai terroristi del SIIL. “Abbiamo scoperto armi prodotte negli Stati Uniti, Paesi europei ed Israele nelle aree liberate dal controllo del SIIL, nella regione di al-Baqdad”, il sito al-Ahad citava il responsabile del Consiglio Provinciale di al-Anbar Qalaf Tarmuz, che osservava come armi di fabbricazione europea e israeliana fossero state scoperte nella parte orientale di Ramadi. Al-Zamali aveva rivelato a gennaio che gli aerei della coalizione anti-SIIL avevano lanciato armi e alimentari al SIIL presso le province di Salahudin, al-Anbar e Diyala. Al-Zamali ha sottolineato che la coalizione è la principale causa dell’esistenza del SIIL in Iraq. “Ci sono le prove degli aiuti militari della coalizione guidata dagli USA ai terroristi del SIIL aviolanciati (carichi sganciati)“, aveva detto a FNA a gennaio. Ha osservato che i membri del suo comitato hanno già dimostrato che gli aerei statunitensi avevano sganciato armi avanzate, comprese armi antiaeree, al SIIL, e che aveva istituito una commissione d’inchiesta per indagare sulla questione. “Gli Stati Uniti sganciano armi al SIIL con la scusa di non conoscerne le posizioni e cercano di distorcere la realtà con le loro accuse”. Ha osservato che la commissione aveva raccolto dati e prove fornite da testimoni oculari, tra cui ufficiali dell’esercito iracheno e forze popolari, e disse: “Questi documenti sono stati consegnati alla commissione d’inchiesta… e verranno intraprese le misure necessarie per proteggere lo spazio aereo iracheno“.
Inoltre a gennaio, un altro deputato ribadiva che la coalizione degli Stati Uniti è la principale causa della sopravvivenza del SIIL in Iraq. “La coalizione internazionale è solo un pretesto per proteggere il SIIL aiutando il gruppo terrorista con attrezzature e armi“, aveva detto Juma Diwan, membro del blocco al-Sadr nel parlamento iracheno. Aveva detto che il sostegno della coalizione al SIIL è ormai evidente a tutti, continuando: “La coalizione non ha preso di mira le principali posizioni del SIIL in Iraq“. A fine dicembre, il parlamentare del Comitato di Sicurezza Nazionale e Difesa del Parlamento iracheno aveva rivelato che un aereo statunitense aveva rifornito l’organizzazione terroristica SIIL di armi e munizioni nella provincia di Salahudin. Il deputato Majid al-Gharawi dichiarò che le informazioni disponibili sottolineavano che gli aerei statunitensi rifornivano l’organizzazione SIIL non solo nella provincia di Salahuddin, ma anche in altre province, segnalava Iraq tradelink. Aggiunse che gli Stati Uniti e la coalizione internazionale “non combattono seriamente l’organizzazione SIIL, perché hanno il potere tecnologico per determinare la presenza di uomini armati del SIIL e distruggerli in un mese“. Gharawi aggiunse che “gli Stati Uniti cercano di prolungare la guerra contro il SIIL per avere garanzie dal governo iracheno sul possesso di basi nelle province di Mosul e Anbar“. La commissione sulla sicurezza di Salahudin aveva anche rivelato che “aerei sconosciuti lanciavano armi e munizioni agli uomini armati del SIIL a sudest di Tiqrit“. Anche alla fine di dicembre, un parlamentare iracheno sollevò dubbi sulla serietà della coalizione anti-SIIL guidata dagli Stati Uniti, e disse che il gruppo terrorista riceveva aiuti sganciati da velivoli non identificati. “La coalizione internazionale non è seria sugli attacchi aerei ai terroristi del SIIL e cerca anche di non far combattere le forze popolari (volontari) contro i taqfiri, in modo che il problema con il SIIL rimanga irrisolto nel prossimo futuro“, aveva detto Nahlah al-Hababi a FNA. “I terroristi del SIIL continuano a ricevere aiuti da aerei da aerei non identificati in Iraq e Siria”, aggiunse. Hababi disse che gli accurati attacchi aerei della coalizione vengono lanciati solo in quelle aree in cui sono presenti le forze curde Peshmarga, mentre gli attacchi militari in altre regioni non sono così precisi. A fine dicembre, la coalizione degli Stati Uniti lanciò aiuti ai taqfiri in una zona a nord di Baghdad. Fonti sul campo in Iraq dissero ad al-Manar che gli aerei della coalizione internazionale lanciavano aiuti ai terroristi a Balad, nella provincia di Salahudin, a nord di Baghdad. A ottobre, un comandante iraniano rimproverò gli Stati Uniti per aver lanciato aiuti al SIIL, aggiungendo che quando gli Stati Uniti sostennero che le armi furono erroneamente paracadutate al ISIL, mentivano. “Gli Stati Uniti e la pretesa coalizione anti-SIIL, che hanno lanciato la campagna contro tale gruppo terrorista e criminale, lo riforniscono di armi, cibo e medicine nella regione di Jalula (una città nel governatorato di Diyala, Iraq). Ciò dimostra esplicitamente la falsità delle pretese della coalizione e statunitensi“, disse il Vicecapo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane Generale di Brigata Masud Jazayeri. Gli Stati Uniti affermarono di aver paracadutato armi e aiuti medici ai combattenti curdi in lotta con il SIIL a Kobani, al confine tra Turchia e nord della Siria. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti disse di aver paracadutato 28 carichi di armi e rifornimenti, ma uno di loro non arrivò ai combattenti curdi. I video poi comparsi indicavano che armi paracadutate dagli Stati Uniti erano state prese dai militanti del SIIL. Il comandante iraniano insisteva sul fatto che gli Stati Uniti avevano l’intelligence necessaria sulla presenza del ISIL nella regione e che le loro pretese di avergli erroneamente riforniti erano improbabili quanto false.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Giulietto Chiesa e il Reich di Gladio

Ucraina, Chiesa e neofascisti
Alessandro Lattanzio, 22/2/2015

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“si disumanizzano i nemici”

Sul fronte falso, su quello degli psicotici e degli esibizionisti, dei falliti e dei segaioli c’è cagnara, ci sono odio, insolenza, bassezza, spirito e anima da canaglia partigiana. S’insozzano i combattenti, s’insinuano volgarità, si demonizzano e si disumanizzano i nemici, se ne invoca la morte, si esulta quando vengono decimati nelle imboscate, anche e soprattutto da parte dei “nostri”, quando i caduti sono camerati. C’è il più infero e bestiale accanimento contro dei nemici che non si conosceranno mai perché il war game da tastiera non lo consente“. Gabriele Adinolfi, il guru-in-capo del neofascismo (Gladio) italiano, così celebra le eroiche gesta dei suoi amatissimi camerati di Pravij Sektor e del mercenario neonazista Francesco Saverio Fontana, ‘combattenti’ distintisi nelle stragi di Odessa, Kiev e Marjupol, e nel bombardamento di Donestk e Lugansk (poi piagnucola su Dresda).

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“se ne invoca la morte”

“Mio nonno mi ha insegnato una frase di voi italiani – Meglio vivere un giorno da leoni che cento anni da pecora! – very fascist indeed!” Come insegna la Storia, Mussolini abolì l’italiano e lo sostituì con l’inglese…

In realtà, aldilà del dozzinale lirismo da ‘lupo mannaro e uovo di drago’ del Gandalf evolesco, i soldati-operai del Donbas riconoscono nei nemici che affrontano sul campo, la totale bestialità dell’ideologia che li guida e li rappresenta, e come tali doverosamente li trattano, punto.

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“il più infero e bestiale accanimento contro dei nemici”

Mentre Gabriele Adinolfi si eccita per la possibilità di nuovo bagno di sangue a Kiev, istigato dai suoi camerati ‘combattenti’, il divino Giulietto Chiesa, onorato dalle recenti stimmate della vittima guadagnate sul campo di Tallin, allegramente partecipa a una manifestazione ‘culturale’ (mooolto culturale) sulla Politica internazionale e la Geopolitica, confrontandosi, sul piano delle ‘idee’ ovvio, con il suddetto guru dei neonazisti italiani, galiziani e transumanti (come Francesco Saverio Fontana).

10689539In relazione a ciò, Giulietto Chiesa è stato oggetto di rimprovero dalla solita congrega di stupidi settari anarco-sinistri (non si possono qualificare in altro modo), ma questa volta con diverse ragioni, a tali rimproveri, Chiesa ha risposto così:
“…Il mio obiettivo è quello di infliggere un colpo, il più duro e il più vasto possibile, alla sorgente della guerra. Questa sorgente inquinata è la NATO…. …In ogni caso la mia strada non è quella di coloro che mi attaccano perché starei intaccando i “loro” valori. Se li tengano. Non sono i miei. Il mio antifascismo non è il loro. La mia lotta contro la guerra non è la loro. La mia analisi della crisi mondiale non è la loro. Né io pretendo, firmando insieme a loro lo stesso documento per l’uscita dell’Italia dalla NATO, che loro seguano le mie direttive. …. Io parlo con tutti. Vediamo se e fino a che punto la caccia alle streghe dei “duri e puri” delle varie sinistre si estenderà anche contro di me. Conosco per esperienza le loro conventiones ad excludendum (a Genova nei tardi anni ’70?). Dovunque servivano a isolarmi e escludermi. Dovunque sono fallite. Esisto e continuo a operare. Qualche milione di italiani mi conosce e mi segue. Una raccolta firme contro la NATO che si proponesse di “escludermi” si condannerebbe al ridicolo…”
L’ultimo passaggio è la chiara manifestazione del narcisismo mediatico del personaggio. Qualche milione di italiani lo conosce, e quindi? E grazie a chi o cosa il qualche milione di italiani lo conosce? Sì, la TV, il sistema mediatico ed editoriale che Chiesa a parole disprezza, ma che nei fatti vi si crogiola, montando il suo ego narcisistico. Non è un caso che il ‘nemico’ della NATO sia sempre ospite graditissimo dei peggiori programmi disinformativi e propagandistici di Mediset e RAI, o che venga pubblicato da case editrici che dire ambigue è poco, come Piemme o peggio, i neocon di Guerini&Associati. Sono solo affari, senza dubbio. Il divino Giulietto combatte con le armi che può, con gli alleati che trova: Forza Nuova, Lega Nord, Casapound e Gabriele Adinolfi… lasciando da parte i neo-russofili della 25.ma ora Salvini e Fiore (e quindi tangenzialmente Casapound*), il cui opportunismo miserabile ben s’incastra con il narcisismo pompato dell”unico’ sostenitore in Italia della Russia (come Chiesa andava spacciandosi qualche mese fa), resta da capire l’enigma dell’incontro con Gabriele Adinolfi, de facto il rappresentante pubblico di Pravij Sektor in Italia, aedo della macelleria neo-banderista a Kiev, Odessa e Donbas, esaltando e celebrando le virtù ‘guerriere’ dei suoi camerati, come quel Francesco Saverio Fontana, la starlette mediatica italiana in arte ‘francesco f.’ o ‘stan’, che ha partecipato in prima persona alla strage di Odessa e all’aggressione contro il Donbas. In sostanza, un giorno Chiesa rende omaggio alle vittime della strage di Odessa, e il giorno dopo filosofeggia di geopolitica con il sodale e guru ideologico dei criminali che hanno perpetrato quel massacro. Quindi, di quale alleanza anti-NATO va blaterando Chiesa, facendo iniziative con tali esponenti, prossimi a Gladio? Attivissima in Ucraina come dimostra questo passo:
mccain-con-nazis-ucranianos-300x224 “L’ambasciatore ucraino in Germania, Andrej Melnik, affermava che i battaglioni neonazisti erano parte delle forze armate ucraine dal regime filo-occidentale di Kiev, “Queste unità (neo-naziste) combattono con il nostro esercito, con la Guardia Nazionale e altre unità, e sono coordinate e controllate da Kiev. Ecco perché non esiste il pericolo che facciano qualcosa per conto proprio, senza coordinarsi con i comandanti dell’esercito”. Ma proprio quello stesso giorno, Semenchenko, comandante del nazibattaglione Donbass, annunciava la creazione del comando indipendente di 13 nazibattaglioni, per contrastare lo Stato Maggiore dell’esercito regolare ucraino. Secondo Evgenij Chudnetsov, miliziano del nazibattaglione ‘Azov‘, catturato a Shirokino, nel battaglione “Azov” operavano diversi consiglieri stranieri: georgiani, svedesi, francesi, un serbo e statunitensi. In particolare, gli svedesi insegnavano le tattiche di combattimento, gli statunitensi fornivano kit medici della NATO e facevano vedere come utilizzarli. Inoltre i mercenari stranieri attivi nel nazibattaglione “Azov” svolgevano compiti come cecchini, specialisti in comunicazione ed impiego dei droni, spie e sabotatori per missioni speciali, ma non partecipavano alle operazioni sul campo. Tali mercenari, che non conoscevano la lingua russa o ucraina, erano presenti anche presso gli altri battaglioni di volontari neonazisti. Secondo Chudnetsov “Molti di tali combattenti hanno un sogno: venire a Kiev e sostituire il Presidente con un militare. Viene discusso da tempo, ed ho la sensazione che le parole diverranno presto fatti”. Combattenti addestrati da stranieri e militari stranieri svolgevano principalmente operazioni speciali indipendenti dalle forze armate ucraine, e sarebbero stati pronti a rovesciare Poroshenko”.
Non è un caso che nel sito di Chiesa non compaiono mai notizie e informazioni provenienti dai siti filo-novorussi (Cassad, Novorossiya.info, la pagina su NationPresse di Jacque Frére**, Histoire et Societé, Saker, Castel, Slavyangrad, Fort-Russ, ecc.), ma in compenso abbondino gli strali contro i fantomatici ‘rosso-bruni’ rei di sostenere la Libia jamahiriyana o la Siria baathista (mentre Chiesa dava del ‘cane morto’ al presidente siriano Bashar al-Assad).

Ma qui resta la confusione, apparente, sull’iniziativa a Latina tra Giulietto Chiesa e Gabriele Adinolfi. Finora oltre all’annuncio non c’è altro, non si capisce se ci sia stata o meno tale iniziativa; ma lo stesso Chiesa, che ha pubblicizzato sulla sua pagina FB, il 7 febbraio, tale incontro, riconosce e legittima il maggiore sostenitore pubblico italiano dei neonazisti ucraini. In seguito, Chiesa non ne ha fatto più cenno: hanno ‘secretato’ la conferenza? Non c’è andato? Hanno rinunciato? O cos’altro? E’ evidente che per qualcuno tale ‘confronto culturale’ è abbastanza imbarazzante. Tanto quanto può essere imbarazzante, per questa polena di una presunta alleanza anti-NATO, venire citato su un manuale dell’US Army che nel 1997 studiava gli scenari di Washington per uno scontro con la Russia:
“… As Giulietto Chiesa observed, in Russia the question is not whether individuals are engaged in corruption, but to what degree.21 Organized crime maintains its deep penetration of Russian state and society and, according to one estimate, generated more than U.S. $900 million in revenues in 1996. …”
Pagina 10 del testo Russia’s Future as a World Power, di Peter J. Stavrakis, December 8, 1997 This monograph was prepared for the U.S. Army War College Annual Strategy Conference.
Si, il documento in .pdf è stato rimosso, ma l’ho scaricato e conservato:
Chiesa1aSì, Chiesa può fare quel che vuole, vedere chi vuole, parlare con chi vuole, ma non può arrogarsi il ruolo di ‘nemico numero uno della NATO,’ o di rappresentante ‘unico’ dell’antimperialismo (parola che in realtà non usa mai), o di unico rappresentante italiano della lotta del popolo novorusso; non lo è in nessuno dei casi, e forse non lo è comunque del tutto.

I capi dei nazibattaglioni ucraini, celebrati dal senatore USA John McCain e dal banderista italiano Gabriele Adinolfi, con cui Giulietto Chiesa vorrebbe costruire un fronte anti-NATO...

I capi dei nazibattaglioni ucraini, celebrati dal senatore USA John McCain e dal banderista italiano Gabriele Adinolfi, con cui Giulietto Chiesa vorrebbe costruire un fronte anti-NATO…

I capi dei nazibattaglioni ucraini, celebrati dal senatore USA John McCain e dal banderista italiano Gabriele Adinolfi, con cui Giulietto Chiesa vorrebbe costruire un fronte anti-NATO...

Il capo del nazibattaglione ucraino Donbass Semjon Semenchenko (ovvero Konstantin Grishin), nella sede dell’IRI, l’istituto internazionale del Partito repubblicano degli USA, guidato dal senatore John McCain. Semenchenko è un altro eroe celebrato dal banderista italiano Gabriele Adinolfi, con cui Giulietto Chiesa vorrebbe costruire un fronte anti-NATO…

Note
* i cui ducetti finiscono a Bruxelles, con la proletarissima qualifica di portaborse a nostre spese di Salvini. Senza trascurare l’impresa di Crimea, con il tentativo di creare un focolaio di tensioni etniche promuovendovi l’identarismo ‘italiano’ contro la componente demografica maggioritaria russa della Crimea, sulla scia del revanscismo slavofobo istriano-dalmata contro la Jugoslavia. Un microimperialismo straccione e allineato alla NATO come lo è il neofascismo italiano, straccione e allineato alla NATO (Gladio), che lo promuove.
** che sebbene sia un giornalista del Fronte nazionale francese, non ha problemi nel definire Kiev, un regime fascista e nazista, al contrario dei ‘neorussofili’ della 25.ma ora, che ci tengono a fare ‘distinzioni’ tra i fascisti ‘veri e buoni’ (loro) e gli ‘pseudo-fascisti’ (i banderisti di Kiev); un marketing politico scadente, buono per gonzi e opportunisti.

Qui, Francesco Saverio Fontana, in arte stan, sodale di Gabriele Adinolfi, su una pagina del forum neofascista Vivamafarka  si vanta di aver poartecipato al massacro di Odessa.

Qui, Francesco Saverio Fontana, ‘Stan Ruinas’, sodale di Gabriele Adinolfi, su una pagina del forum neofascista Vivamafarka si vanta di aver partecipato al massacro di Odessa.

logogladioMentre Chiesa disquisisce su un preteso fronte unitario anti-NATO con i sostenitori italiani del golpe di Gladio a Kiev, la Gladio in Ucraina imbastiva una nuova provocazione: il 22 febbraio, A Kharkov, mentre circa 500 sostenitori del golpe a Kiev manifestavano e raccoglievano ‘aiuti’ per l’esercito ucraino, un’esplosione colpiva la manifestazione uccidendo due persone. Subito dopo il servizio di sicurezza ucraino (SBU) arrestava un ‘sospetto’. Infatti spuntava un “testimone credibile” dire che poco prima dell’esplosione, un individuo era andato via su un’auto con il nastro di San Giorgio. Subito dopo l’attentato ‘false flag’, Turchinov annunciava il lancio di un “operazione antiterrorismo” a Kharkov. Intanto già comparivano le foto di quattro persone arrestate, che secondo Turchinov sarebbero state russe. Ma tali foto furono scattate di notte, e poi pubblicate sul sito neonazista censor.net alle 17:08 del giorno dopo, 4 ore dopo l’attentato. I “colpevoli” furono arrestati prima dell’attentato… Il blogger Igor Golikov sosteneva che sul video che mostra l’esplosione, apparisse l’agente dell’SBU Igor Rassokha conversare amichevolmente con l’autore del video stesso. Rassokha organizza unità paramilitari per reprimere i sospettati di tendenze “separatiste”. Intanto i deputati della Rada chiedevano l’arresto del sindaco di Kharkov, Kernes, che non ha mai mostrato entusiasmo per la junta. Il sindaco di Kharkov Gennadij Kernes aveva annunciato pochi giorni prima che la sua autorità non avrebbe finanziato i ‘volontari’ che si preparavano per la ‘difesa’ della città. ‘I volontari e attivisti che prepareranno rifugi, posti di blocco, lo faranno con fondi del bilancio‘, aveva annunciato un attivista alla riunione del Consiglio Comunale, chiedendo di destinare a tale scopo il 2% del bilancio della città. ‘Noi non consideriamo Kharkov zona ATO (operazioni anti-Novorossija)’, aveva risposto Kernes. Non puntiamo alle divisioni. Apriremo la città ai profughi e privilegiamo le famiglie con molti bambini e gli studenti. E’ nostro compito principale. I militari proteggono Kharkov’, ha detto Kernes. Tra l’altro, sempre Kernes, il 18 febbraio aveva dichiarato che la Russia non ha mai aggredito l’Ucraina. Nei giorni precedenti i media majdanisti diffondevano attivamente allarmismo su un’offensiva delle FAN su Kharkov e Marjupol. (Fort Russ)

Come già detto, gli interlocutori di Giulietto Chiesa, nella costruzione del suo fantomatico fronte anti-NATO (magari con la benedizione di Gorby e di qualche magnate statunitense sostenitore della riduzione violenta della popolazione mondiale), comprendono attivi sostenitori italiani di Pravij Sektor, una banda di sicari sempre presente nelle stragi perpetrate in Ucraina contro gli oppositori dei golpisti di Gladio a Kiev: “Il 20 febbraio 2014, una banda di nazisti bestiali di Pravij Sektor assaltò un convoglio di 8 autobus della Crimea presso Korsun, perpetrando una strage tra gli oppositori del colpo di Stato nazionalista. Gli autobus rientravano da una manifestazione a Kiev di Antimaidan. Vicino Korsun, a Shevchenkovskij, nell’oblast di Cherkassij, il convoglio fu assalito da teppisti armati di Pravij Sektor; i nazisti conoscevano i movimenti del convoglio e gli tesero l’agguato. Gli autobus presi furono bruciati, i loro passeggeri brutalmente torturati, picchiati e umiliati. Diverse persone picchiate a morte e uccise. Una testimonianza di una delle vittime, Oksana, apparve online: “Stavamo andando a casa da Kiev su un bus. A un posto di blocco cominciarono a spararci e a lanciarci molotov. Quando sono uscito, fui colpito, poi iniziarono a sparare ai ragazzi“. Sull’autobus c’era anche un ferito, per il quale l’ambulanza era stata chiamata. “Iniziarono a pestare ragazzi, ragazze, indiscriminatamente”, ricorda Oksana, “Quindi presero gli uomini, che ritornarono mezzi nudi. E li costrinsero ad inginocchiarsi su cocci di vetro e cantare l’inno ucraino, gridare “Gloria agli eroi”. Presero cellulari, passaporti, e li picchiarono portandoli via. Ci lasciarono sul bus per nove ore, e poi ci rilasciarono. Ora mi piace la situazione in Crimea. All’epoca, quando eravamo in difficoltà, nessun militare o poliziotti ci soccorse. A nessuno fregava niente. Quando ci hanno lasciato andare, ci dissero che sarebbero arrivati presto in Crimea, e sarebbe stato molto peggio che a Kiev. Sono contento che qualcuno oggi ci protegge“. (Fort Russ)

Casapound: alleata di Pravij Sektor e di Giulietto Chiesa...

Casapound: alleata di Pravij Sektor e di Giulietto Chiesa…

Che c’è da dire, nulla. Chiesa è quello che è, ovvero un narcisista che si presenta per quello che non é. Non è un marxista, ma un malthusiano dichiarato secondo cui la popolazione umana dovrebbe stabilizzarsi sui 1,7 miliardi di persone (non chiedetemi il perché, sarà un numero scaramantico); nonostante parli contro questa società consumista (scagliandosi soprattutto contro i tabelloni pubblicitari, come fece una volta in un suo intervento-conferenza cui assistetti), il suo sito Megachip trabocca di pubblicità; non è anti-imperialista, perché celebrare la scientificità del Club di Roma, vantarsi dell’amicizia con Gorbaciov (oltre che aver fatto fallire il ‘golpe di agosto’ 1991) e fare conferenze al Centro Kennan, del dipartimento di Stato degli USA, difficilmente possono accreditarlo come tale. In compenso, non è poi così amico della Russia, forse di certi tipi di russi, dato che lui stesso, nel ‘lontanissimo’ marzo 2012 (un’era geologica, no?), sostenne i moti di piazza a Mosca, finanziati dall’ambasciata degli USA, per protestare contro la rielezione alla presidenza di Vladimir Putin, affermando che aveva organizzato dei brogli e quindi auspicandone la sostituzione con qualche leader ‘democratico’, o che apparisse tale appunto presso il Centro Kennan del dipartimento di Stato degli USA:

Si presti attenzione a ciò che Giulietto Chiesa dice, in questa intervista radiofonica, soprattutto alla fine dell’intervento, e lo si colleghi a quanto qui di seguito riportato dallo studioso esperto di Russia, Jean Geronimo: “In questo contesto, il golpe propedeutico per controllare la grande regione dell’ex-Unione Sovietica ha giustificato una strategia manipolativa basata su una disinformazione continua per compattare l’opinione pubblica internazionale e, soprattutto, sostenere un processo “rivoluzionario” ispirato al modello siriano, nella sua fase iniziale. L’obiettivo era far precipitare la caduta del presidente in carica Viktor Janukovich, fornendone una legittimazione confermata dall’assegno in bianco occidentale. In ciò, il colpo di Stato nazional-liberale, ufficialmente avvenuto il 22 febbraio 2014, rientra nella logica degli scenari “colorati” degli anni 2000 costruiti dall’occidente nello spazio post-sovietico con le sue proiezioni locali ed ONG “democratiche” basate sulle potenti reti politiche delle élite oligarchiche e dei principali oppositori al potere filo-russo di turno. Al momento, tali “manifestazioni” furono interpretate dal Cremlino come segnali di un’offensiva globale volta, infine, contro la Russia e le cui premesse, via interferenza occidentale, furono osservate nelle ultime elezioni russe (presidenziali) nel marzo 2012. Secondo una certezza inquietante e nonostante l’assenza di prove reali, l’ONG Golos, finanziata dagli USA (!) accusò Putin di “massicci brogli elettorali”. L’obiettivo di Golos era fomentare il malcontento nelle piazze per creare, in ultima analisi e invano, un’effervescenza “rivoluzionaria” per destabilizzare il nuovo “zar rosso”. Con una ridondanza mediatica, continua e manipolatrice, osservata poi durante Majdan”. (Histoire et Societé)
Tra l’altro, l’opposizione di Giulietto Chiesa verso Putin non è un caso, essendo un notorio grande amico e grande estimatore della ‘genialità’ del globalista Mike Gorby, il quale ha una posizione nettamente contraria alla costruzione di Putin di un polo geopolitico anti-atlantista e di un mondo mulitpolare.

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Gorbaciov, premiato con la Medal of Freedom degli USA, per aver distrutto l'URSS (e con un piccolo aiuto di Chiesa stesso).

Gorbaciov, premiato con la Medal of Freedom degli USA dallo stesso Bush il vecchio, per aver distrutto l’URSS (con un piccolo aiuto di Chiesa stesso).

Tra l’altro, mentre la Russia allaccia solidi rapporti con la Repubblica Democratica Popolare di Corea, e Obama e l’ignobile apparato propagandistico di Hollywood rilanciano la campagna mediatica per denigrare Pyongyang, Giulietto Chiesa ci teneva a prendere le distanze dalla Corea democratica, diritto legittimo, ma ricorrendo ad argomentazioni insulse e insultanti verso la Corea, il suo popolo e la loro Storia, ripescando a piene mani la fetida feccia disinformativa della peggiore disinformazione made in USA. Chiesa ciancia di “ghirigori della Storia” definendo la Corea Democratica, “buco nero demenziale e schiavista lontano dalla nostra civilità”. La civiltà di chi? Quella di Huntington e altri guerrieri freddi neocon a cui Chiesa s’ispira chiaramente mentre definisce la Corea democratica pedina di Washington? (Si tratta del peggiore complottismo statunitense, quello dell’estrema destra goldwateriana). I “ghirigori”, di cui farnetica Chiesa, sono una guerra terrificante, che nel 1950-53 quasi sterminò la popolazione nordcoreana, e la politica adottata da Pyongyang negli ultimi 25 anni per evitare di fare la fine di Libia, Iraq o dell’URSS dell’amato Mike Gorby.

Perciò, da questo punto di vista, non sorprende tale convergenza tra Chiesa e Adinolfi, nonostante le rispettive verbosità pro-russe, o pseudo-tali, il nemico costoro lo indicano apertamente: sono appunto la Russia, la Cina, i BRICS, il Blocco eurasiatico in via di formazione (un blocco che non ha nulla a che fare con bizzarri misticismi allucinati, ma con concretissimi, materialissimi, legami economico-politico-strategici tra le grandi e meno grandi potenze della regione eurasiatica), ecc. ecc. Difatti, mentre Giulietto Chiesa disquisirà di finezze geopolitiche, tra il disintegrato e l’apocalittico, con il giullare nazista della NATO Adinolfi, il vate italiano di Pravij Sektor che lirizza sui crimini di Gladio in Ucraina, i camerati di Adinolfi (e indiretti disquisitori di Chiesa) continuano tranquillamente a combattere la ‘loro’ guerra, l’unica che sappiano fare, bombardando i civili nel Donbas:


“Sul fronte falso, su quello degli psicotici e degli esibizionisti, dei falliti e dei segaioli c’è cagnara, ci sono odio, insolenza, bassezza, spirito e anima da canaglia partigiana”.

Ustascia croati in Ucraina. Le armate di Gandalf si radunano nel Reich di Gladio in Galizia

Ustascia croati in Ucraina. Le armate di Gandalf si radunano nel Reich di Gladio in Galizia

Mentre il forbito interlocutore di Chiesa, Adinolfi, delira di ferree armate di legionari europei, ovvero le bande di neonazisti organizzate da Gladio composte da mercenari provenienti da USA, Italia, Paesi della NATO, Svezia, Croazia, Paesi Baltici, ecc., per combattere nel Reich galiziano di Gladio contro i lavoratori del Donbas, la popolazione ucraina “vota con i piedi” sul governo di Pravij Sektor, Svoboda, Gladio e altri luminosi eroi del tristo buffone evolesco. Alex Christoforou si domanda, “La Russia invade l’Ucraina o l’Ucraina invade la Russia? Cerchereste rifugio nelle braccia del vostro “nemico? L’ultima volta che ho controllato 1000 soldati russi invasero l’Ucraina, poi erano 9000 o 7000. Ho perso il conto, come fanno gli autori di Obama, Psaki, Porky e Yats (Jatsenjuk). Ecco dati che potrebbero scioccare certi zombie europei e statunitensi…
20.000 uomini ucraini che in una settimana si sono rifugiati in Russia, per evitare la mobilitazione di Porky.
1193000 ucraini in età di leva restano in Russia.
2,5 milioni di cittadini ucraini (rifugiati) sono curati (alimenti, vestiti, ecc.) in Russia.
Secondo la TASS “Circa 2,5 milioni di cittadini ucraini, tra cui 1193000 uomini in età di leva, restano nel territorio della Russia. Oltre 850000 persone sono arrivate dalle regioni del sud-est dell’Ucraina. Circa 440000 persone, costrette a lasciare il sud-est dell’Ucraina, hanno richiesto lo status di rifugiato, rifugio temporaneo o permesso di soggiorno temporaneo”. La Russia ha 531 centri di accoglienza temporanea nel proprio territorio per 27000 rifugiati ucraini. Se questo non è votare con i piedi (letteralmente) non so cosa sia! Questi numeri dovrebbero aiutare ogni persona con mezzo cervello a capire chi sia il vero aggressore, e chi sia l’attuale invasore/destabilizzatore. Quindi chiedo di nuovo… cerchereste rifugio nelle braccia del vostro “nemico”? Quanti rifugiati ucraini sono curati da europei e statunitensi? Quanti centri per rifugiati ha creato la Polonia? Dimenticavo, l’Europa orientale predilige i centri comando della NATO piuttosto che i centri di accoglienza”. (Fonte) Anche i neonazisti italiani e i loro furbi camerati di viaggio prediligono i centri comando, se non le sale conferenze di Langley, quartier generale della CIA.00-the-return-of-the-living-dead-its-alive-fascism-rises-from-the-tomb-1Il Gandalf evolesco dei miserabili, Gabriele Adinolfi, qui, troverà motivo di ulteriore lirismo dannunziesco-marinettesco, celebrando l”onorevole’ compito di difendere la ‘Civiltà’ e la ‘Tradizione’ europeesche (leggasi III Reich/Gladio/NATO) macellando civili, famiglie, scolari, ricoverati in ospedale, operai, minatori e prigionieri. Il tutto, di sicuro, sollazzerà l’ego narcisistico dell”oppositore’ mediatico (virtuale) con i baffoni.

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nemici che non si conosceranno mai perché il war game da tastiera non lo consente

Infine, mentre Chiesa starnazza come un ossesso per la sua espulsione da parte della notoriamente ferocissima polizia dell’Estonia quale ‘persona non grata’, esercitando un diritto riconosciuto a qualsiasi Stato, titolo di cui si fregia quale vittima del sistema comparendo sulle TV del sistema e scrivendo articoli per i più efferati giornali del sistema, il giornalista inglese Graham Phillips, un vero amico della Novorossia, riceveva una lettera minatoria dal Ministero degli Esteri del Regno Unito, “Siamo stati avvisati da una serie di aggiornamenti sui social media che hanno spinto alcuni a sollevare domande circa la vostra presenza in Ucraina in qualità di giornalista. Le particolarità che hanno sollevato preoccupazioni sono le sue foto mentre indossa uniformi militari, insegne separatiste o tiene armi da fuoco. Siamo molto preoccupati che possa trovarsi in pericolo con tali attività che potrebbero essere viste come offuscamento della linea tra giornalismo e partecipazione attiva al conflitto. Il ministero degli Esteri del Regno Unito raccomandava i cittadini inglesi di non recarsi in Crimea, Donetsk, Lugansk e neanche Kharkov. Come abbiamo detto in precedenza, raccomandiamo che i cittadini inglesi lascino queste zone”. Graham Phillips ha risposto, “accetto che i miei metodi di lavoro possano apparire non convenzionali. Tuttavia è facilmente spiegabile, indosso camuffamenti durante le riprese da posizioni in prima linea, in modo da non attirare l’attenzione su coloro che sono con me, o su me stesso. I militari ucraini sono altrettanto inclini a sparare ai giornalisti quanto ai combattenti. In primo luogo, un fatto, non sono in Ucraina ma sono in Nuova Russia, che ha votato la secessione dall’Ucraina nel referendum dell’11 maggio scorso, dopo la rivoluzione violenta di Euromaidan che ha imposto un governo illegittimo di estrema destra. Indosso ‘insegne separatiste’ perché penso che la Nuova Russia sia un Paese bellissimo. Ho preso parte ad esercitazioni per mia esperienza e comprensione da corrispondente di guerra. Apprezzo il sostegno del mio Paese, diplomaticamente, e spero che il mio lavoro illumini i nostri cittadini sulla situazione reale qui, piuttosto che essere afflitti da travisamenti tristemente perpetrati da gran parte dei media inglesi e dalla posizione sbagliata del governo”. (Cassad)

ukraine-deport-rt-contributorMa perché questa puntualizzazione?
Sazio della partecipazione alle aborrite (da lui) trasmissioni di disinformazione delle nostrane TV atlantiste, e di spazi concessi sui giornali nazionali che, come la Stampa e il Fatto quotidiano, da sempre sono schierati con il golpe a Kiev, con entusiasmo supportano il massacro nel Donbas, e che infine propalano un’accesa disinformazione strategica contro Russia, Iran, Venezuela, ecc., il divino Giulietto vuol disquisire di tematiche iperboliche con il Gandalf dei gollum neonazisti attuali, italiani e galiziani. Ciò mentre nella città di Donetsk, le forze di sicurezza arrestavano e interrogavano l’ennesima criminale stragista, attivista aderente al tanto amato, da Adinolfi, Pravij Sektor (e non è forse lo stragismo segno distintivo di Gladio?):

1506033Marija Varfolomeeva, qui interrogata, si era infiltrata nella città di Donestk, con un compito specifico: riferire all’artiglieria ucrofascista gli effetti dei suoi tiri sulla città, e comunicare i dati per correggere il tiro e renderlo più efficace, centrando con pochi colpi i bersagli nella città: fabbriche, ospedali, stazioni elettriche, stazione ferroviaria, centri umanitari, centri di distribuzione degli aiuti, ecc. Quando le dicono: ‘hai aiutato delle persone che hanno ucciso donne e bambini’, abbassa lo sguardo e si mette a piangere.

Possiamo dire che Varfoloomeva sia la Chris Kyle di Adinolfi e Chiesa? Io dico di sì. Certo, qualcuno chiederà clemenza umanitaria per tale assassina, e Adinolfi la beatificherà ‘santa combattente’ dell’allucinante, questo sì, immaginario Reich di Gladio in Galizia. Non sarà solo, come evidenzia il caso di un’altra ‘martire’ scelta dai nazipiddini dell’ANPI, la pilota ucraina Savchenko. E Chiesa, tranquillo, continui pure a usare l’11 settembre 2001 e la Russia per alimentare il suo narcisimo sconfinato. Nauseante.

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Nadezhda Savchenko, pilota, torturatrice e nazista ucraina, agli arresti in Russia per i crimini commessi nel Donbas. Eletta a ‘vittima perseguitata dalla brutalità russa’ dal variegato fronte filo-golpista: PD, ANPI, nazisti, sionisti, ecc.

Non ci si illuda, non c’è solo Giulietto Chiesa che corre a legittimare i neonazisti di Gladio, qui e in Galizien. Alla conferenza ROMA – TERZA ROMA, del 27 novembre 2014, cui partecipava Irina Osipova, presidente del movimento RIM dei giovani Italo-‘Russi’, assai vicina alla Lega di Matteo Salvini e soprattutto a Casapound, organizzazione neofascista italiana coinvolta nelle attività dei neofascisti ucraini, soprattutto a Lvov (centro geografico del banderismo galiziano) e in Crimea, era presente anche il Gandalf del neonazismo italo-galiziano. Una presenza risultata graditissima agli organizzatori ‘pro-russi’, con tanto di complimenti reciproci. Strano rapporto tra l’attivista ‘russa’ e certi filo-‘russi’, che sosterrebbero i diritti della popolazione russofona, e il massimo propagandista ideologico di Pravij Sektor in Italia.

Gabrile Adinolfi, alla conferenza ROMA – TERZA ROMA

Gabriele Adinolfi, alla conferenza ROMA – TERZA ROMA

Conferenza ROMA – TERZA ROMA

Conferenza ROMA – TERZA ROMA, con Irina Osipova

Osipova a Mosca con Matteo Salvini segretario della Lega Nord, il presidente dell'associazione culturale Lombardia Russia Gianluca Savoini e Claudio D'Amico.

Osipova a Mosca con Matteo Salvini segretario della Lega Nord, il presidente dell’associazione culturale Lombardia Russia Gianluca Savoini e Claudio D’Amico.

Infine, i colleghi di Chiesa, ovvero i giornalisti di RAI e Mediaset, trasmettevano sottoforma di ‘servizio giornalistico’ materiale propagandistico del battaglione neonazista Azov:

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La popolazione ucraina, checché ne dica il nazista Adinolfi, non vuole uccidere e morire per gli oligarchi mafiosi e i loro tirapiedi neonazisti.

Qualcuno, diciamo tutti, in Novorossija, di 'amici' come Chiesa, Osipova e affini, non si fida comunque.

Qualcuno, diciamo tutti, in Novorossija di ‘amici’ come Chiesa, Osipova e affini, non si fida comunque.

L’esercito ucraino riceve carri armati dalla NATO?

Steven Laack, Indymedia, 02/02/2015

Francia e Germania premono per il cessate-il-fuoco tra Ucraina e Novorossija, su istigazione di Washington, perché le forze armate ucraine seno esaurite e la NATO non può intervenire, fisicamente. A Parigi e a Berlino, Washington ha affidato il compito di salvare sia il governo golpista di Gladio a Kiev, che l’immagine da ‘superpotenza’ della NATO, già devastata dai fallimenti in Georgia, Libia e Siria. NdT519401Alcuni giorni prima apparvero informazioni sull’imbarco di carri armati T-72A aggiornati a bordo di un aereo da trasporto ucraino An-225 Mriya nell’aeroporto ceco. Oggi, con i media che occultano la cosa, suggerisco di dover approfondire la vicenda. Ora, una foto del 26 gennaio dell’aeroporto della Repubblica ceca Janacek ad Ostrava è apparsa su internet, mostrando il carico di 4 carri armati T-72A riparati su un velivolo ucraino An-225 Mriya. Secondo la versione ufficiale, i carri armati dovevano essere consegnati alla Nigeria. Il governo della Nigeria aveva siglato un contratto con la società Excalibur Army. Nonostante i rappresentanti della società si siano precipitati a smentire le voci sull’invio di armamenti in Ucraina, sembra che i T-72A non siano giunti a destinazione in Africa e “siano andati persi” da qualche parte in Ucraina. Qui le mie ragioni per dimostrarlo.
In primo luogo, secondo i dati il velivolo da trasporto consuma carburante per 15,9 tph volando alla velocità massima di 850 km/h con un carico massimo di 250000 kg. Il che significa che non può volare per più di 2 ore. Ora, calcoliamo i 4 carri armati pesanti 43 tonnellate ciascuno, senza sistemi di difesa dinamica e munizioni. Gli equipaggiamenti per la difesa dinamica, da montare dopo il previsto aggiornamento del carro armato, pesano 1600 kg (5,3 kg – è il peso di un contenitore separato, senza supporti). Probabilmente le attrezzature per la difesa dinamica e altre attrezzature furono caricate separatamente in qualche pallet speciale. Insomma, abbiamo circa 178 tonnellate (e in realtà, credo, dovremmo aggiungervi un paio di tonnellate, tenuto conto delle altre attrezzature). Quindi, il velivolo ucraino poteva rimanere in volo per 3 ore circa, il 27 gennaio, non sufficienti per trasportare i carri armati in Africa (la distanza da Ostrava ad Abuja, capitale della Nigeria, è di 4630 km e ci vorrebbero non meno di 6 ore di volo per coprirli) bene, si consideri che l’An-225 non ha effettuato alcuna sosta per il rifornimento di carburante (almeno secondo le informazioni disponibile su FlightRadar).

map1In secondo luogo, vi sono persone che hanno visto l’An-225 a Dnepropetrovsk il 27 gennaio.
Potete vedere vividamente sulla mappa che la distanza tra Ostrava e Dnepropetrovsk è di 1230 km.

mapL’An-225 alla velocità di crociera di 850 km/h può coprila in un’ora e mezza o così. Ciò fa pensare. Voglio dire erano solo quei carri armati che il Mriya ha consegnato in realtà? Mi è balenato in mente che l’esercito ucraino ha molto bisogno di munizioni, essendone gravemente carente. Sarebbe del tutto logico supporre che tutto lo spazio a bordo dell’An-225 sia stato occupato proprio da tale tipo di carico. Vi sono molti depositi ex-sovietici in Ungheria e Repubblica Ceca, con scorte di razzi, proiettili, cartucce e altre cose utili per le forze armate e la Guardia nazionale dell’Ucraina. In terzo luogo, soldati ucraini esprimerono gioia quando arrivarono le nuove attrezzature militari aggiornate dagli specialisti cechi (sic!). Infine, su internet è apparso il documento comprovante la versione della mistificazione nigeriana. In realtà, nella lettera del ministro della Difesa ucraino Stepan Poltorak all’omologo ceco, esprimeva gratitudine per la consegna di attrezzature militari e assistenza militare e tecnica.

letter1È interessante notare che la stessa Excalibur Army, che avrebbe inviato i T-72A aggiornato in Africa, è menzionata nel testo. E a coronare il tutto, l’assenza di dati adeguati su rotta e destinazione finale dell’UR-82060 sembra molto sospetta. È possibile utilizzare FlightRadar per vedere se sia davvero così. Così si scopre che, a parte le dichiarazioni della società ceca, non vi sono dati su rotta e coordinate del volo del Mriya.
Tenendo presente tutto questo, alcune conclusioni preliminari possono essere già tratte.
1. L’Europa ha iniziato o continua ad inviare armi, pesanti in particolare, in Ucraina.
2. La junta di Kiev è in preda alla disperazione, perché non ha più armamenti propri. Neanche blindati, e gli ultimi non sono giunti in Iraq. Le autorità ucraine possono solo dotare poche unità mobilitate con armi appropriate.
3. La leadership di UE e NATO fa vigorosamente pressione sulle strutture commerciali di certi Stati europei per spingerle a cooperare con Kiev.
Ecco qual’è la situazione attualmente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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