Triade nera

Triade nera: Gladio, Soros e Casapound/Forzanuova
CIA, neonazisti, terrorismo e pedofilia invadono l’Ucraina
Alessandro Lattanzio, 22/6/2014

Introduzione
logogladioOrganizzazioni come Forza Nuova, Casapound et similia, hanno un funzione specifica in Italia: diffondere un’ideologia anti-eurasiatica e razzista basata sugli insegnamenti geopolitici di Heinrich Himmler e altri caporioni del nazismo. Le loro idee non furono che il lascito dell’ebreo russo socialdemocratico Izrail Gelfand, meglio noto come Alexander Parvus, che poi, tramite il nazismo e gli ‘ideologi’ del banderismo galiziano, che le adottarono per costruirvi la loro geopolitica russofoba, finirono nei thinktankismo imperialista statunitense, sposandosi con le teorie di Mackinder, (e assai meno con quelle di Mahan e Spykman). I moderni seguaci statunitensi di Parvus sono quindi individui come Brzezinski, Kissinger, i neocon e gli interventisti ‘umanitari’. A loro volta, tramite le varie fondazioni USAcentriche, quali CFR, Trilateral, Atlantic Counsil e NATO (GLADIO), hanno conformato l’ideologia atlantista dei vari segmenti dello spettro ideologico occidentale. In Italia hanno avuto buon gioco, non esistendo alcuna scuola di pensiero analitico geopolitico per decenni, hanno occluso qualsiasi via di respiro, invadendo ogni angolatura ideologica, anche le più infime e le più settarie. Perciò, affrontando sinteticamente il ruolo di tali frangi minoritarie, settarie e ultrasettarie, politicamente fringe, non si può non imbattersi nelle sette neonaziste, eredi operative ed ideologiche del terrorismo atlantista (o meglio nazi-atlantista, visto il ruolo decisivo dei rottami del III Reich nel consolidare la presa di Washington sull’Europa occidentale tramite il Patto Atlantico). Tali sette esistono con il ben preciso scopo di condurre una guerra disinformativo-ideologica che non è volta a conquistare un campo, ma solo ad ingenerare confusione ed istigare ostilità all’idea della nascita di un Mondo Multipolare autentico, non di certo la paccottiglia nazistoide e manifestamente fasulla spacciata da tali covi di tossici ideologici. Forza Nuova, Casapound et similia devono solo fiancheggiare sul piano propagandistico la disinformazione strategica stabilita dal comando supremo della NATO, in Europa e in Italia. Tuttalpiù, visto anche l’imbarazzante livello culturale-ideologico, al limite della delinquenza pura, tali sette posso risultare utili come teppa integrante i reparti speciali della NATO (GLADIO). Non è un caso, quindi, che li vediamo apparire in realtà strategicamente importanti e in momenti cruciali. L’Ucraina è un esempio calzante, avendo la NATO arruolato i locali arnesi nella sua politica d’infiltrazione e terrorismo. La micragnosa crociata sinofoba, indofoba, russofoba ed anti-eurasiatica, camuffata sotto mille parole e slogan ma infine sempre rilevabile, di tali gruppetti di settari infantili, è utile e perfino richiesta dai loro mandanti: intelligence e servizi speciali atlantisti italiani, europei, israliani e statunitensi. Quindi, non è un caso che tali forze settarie continuino ad operare tranquillamente nel panorama italiano, reclamando e vantando l’eliminazione fisica dei loro avversari e oppositori, come nel caso dell’infame strage di Odessa cui hanno partecipato in prima linea. E’ una nota di merito agli occhi di Washington e dei suoi vecchi kollabos nazisti, divinità costituenti il partcolare pantheon di tali tossici settari e pericolosi.

Diffidare delle imitazioni
E-solidarity-for-syria“L’aspirazione della maggior parte degli individui sembra essere ormai quella di assurgere al rassicurante ruolo di “tuttologi”, non solo nel senso di anelare all’onniscienza senza uno studio approfondito su ogni argomento che entri nell’arena mediatica pubblica, ma anche nell’accezione di essere un giorno esperti di geopolitica, due ore dopo critici cinematografici, poi ancora scrittori e se non bastasse, all’occorrenza anche giornalisti. Sulla questione ucraina ne abbiamo sentite di tutti i colori: sia da parte di quelli che sostenevano la causa dei rivoltosi di piazza Maidan, che sembravano attendere la grande riscossa dell’Uomo contro l’ingiustizia dei tecnocrati europei e del falso federalismo che ha avuto come unico risultato quello di generare risentimenti e continui rinfacci con parametri economico-finanziari alla mano; sia da parte di chi ha iniziato a vedere ovunque girovagare per Kiev agenti della Cia e del Mossad, sognando la metamorfosi della propria casalinga postazione pc in una vera e propria base operativa NATO. L’analisi dei fatti è spietata tanto nei confronti dei teorici del complotto quanto rispetto a chi nutrisse l’aspettativa di veder risorgere l’Uomo Nuovo dalle macerie della capitale ucraina. … La rivolta ucraina ha avuto come effetto la destituzione del presidente Yanukovich e la sostituzione totale del Consiglio dei Ministri precedente,  con un nuovo governo investito solo temporaneamente e fino a nuove elezioni del suo ruolo; il partito maggiormente rappresentato è “Svoboda”, formazione politica nazionalista della quale i militanti hanno preso parte attiva ai movimenti di piazza. Sfogliando il suo programma, si notano istanze che coniugano, in politica estera,  un risveglio della coscienza nazionale, la liquidazione del vecchio estabilishment legato al Pcus e al Kgb, la lotta alla corruzione attraverso aumenti delle pene per i politici resisi responsabili di atti pregiudicanti il bene collettivo, la valorizzazione delle risorse del sottosuolo ucraino e il corollario l’entrata nella Nato e nella sfera commerciale europea, con la contemporanea riduzione della dipendenza economica e politica dalla Federazione Russa. … Per quanto la Federazione Russa possa essere definita da certa stampa nostrana “un impero” e una riproposizione in chiave liberista dell’U.r.s.s. e Putin il nuovo “Zar”, ricordiamo che chi rivestiva questa carica i dissidenti li faceva squartare pubblicamente e non concedeva amnistie e che, se ci fosse stata oggi l’Unione Sovietica, per la tensione generata dalle rivolte di Kiev sulla popolazione crimeana, gli uomini e le donne di Kiev sarebbero finiti sotto i cingolati dell’Armata Rossa; … Un discorso a parte merita “Pravy Sektor”, partito ucraino pragmaticamente nato e forgiatosi durante lo svolgimento delle rivolte nel  novembre del 2013: l’esempio storico e politico da seguire è Stepan Bandera, fondatore dell’Esercito Insurrezionale Ucraino, che collaborò con i nazionalsocialisti prima dell’operazione Barbarossa del 1941 ma che successivamente si schierò contro i tedeschi, che non avevano riconosciuto la dichiarazione di indipendenza del paese proclamata sempre nel ‘41 dall’Esercito Insurrezionale e dall’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini a capo della quale c’era sempre Bandera I valori da perseguire sono il recupero dello spirito nazionale in chiave anti-russa ma senza sottomissione al “totalitarismo liberista” …. Tuttavia, senza volerne sminuire l’opera, dobbiamo ribadire, come già affermato in precedenza, che l’esito di ogni rivoluzione si misura dall’importanza del livello politico raggiunto, ovvero dal risultato istituzionale del fermento popolare; in questo senso almeno per il momento, l’unica poltrona di rilievo concessa ai leader di Pravy Sektor è quella di vicesegretario al Consiglio Nazionale di Sicurezza, assegnata a Dmitrij Jarosh. In questi giorni  si moltiplicano gli incontri tra il nuovo governo ucraino e i leader occidentali – l’ultimo dei quali il 12 marzo scorso tra Obama e Yatsenyuk – sulla questione dell’occupazione di militari russi di alcune città della Crimea e alla presa di possesso da parte di cittadini filo-russi del governatorato di Donetsk, nel lato più orientale e russofono dell’Ucraina; la notizia del presunto arrivo in questa città di  mercenari americani appartenenti alla “Blackwater”… ecc. ecc.”
Chi è il genio che scrive questo ciarpame alla Boccasile? (i comunisti continuano a mangiare bambini), Jacopo Trionfera del Fronte Europeo per la Siria. A dimostrazione che anche le “migliori intenzioni”, alla fine, si palesano per quelle mascherate d’infiltrazione che sono, a cui perfino presunti rappresentanti di “giovani italo-russi” si prestano coscienziosamente. Ulteriore dimostrazione che GLADIO continua a godere di ottima salute, almeno a Roma e dintorni. Non si potevano lasciare di certo, in Italia e negli altri Paesi della NATO, questioni come il Kosovo o la Siria in mano a forze anti-atlantiste, ma dovevano essere impugnate, o meglio inquinate, da chi ha come referente Stay Behind e le intelligence atlantiste che la gestiscono. Altrimenti a che servirebbero? Non ci si raccontino storie che si tratta di realtà marginali e sterili, lo sono, ma lo sono perché si è scelto che sia così. Le potenti forze rivoluzionarie di cui parlano queste ‘piccole spie’ nazi-atlantiste, ovvero Svoboda e Pravij Sektor, hanno racimolato in Ucraina neanche il 2% dei voti. E si parla dell’Ucraina senza Crimea e Donbas, dominata da oligarchi mafiosi, come il mecenate di Pravyj Sektor, il boss mafioso sionista Igor Kolomojskij. Eppure, gli ucraini hanno preferito consegnarsi all’ennesimo oligarca che agli ‘eroi’, i ‘ragazzi’ di Svoboda e Pravyj Sektor. Neanche il poundismo golpista di Kiev riesce a legittimarsi; non lo vuole il popolo ucraino, che pur messo alle strette, di certo non sogna le fosse comuni di Bandera e degli altri mercenari di Hitler e Himmler. Ma questa teppa, questi trogloditi che si credono ‘uomini’, sono invece i preferiti del FMI, dell’UE bancariocratica, della CIA, del Pentagono, della NATO e del Mossad (che non a caso gli aedi, e loro manutengoli, della fintissima solidarietà a siriani e ucraini non vedono). Non si tratta di malafede, ingenuità o ideologismo ottuso. Si tratta di funzionalità e strumentalità. Nella lotta tra atlantismo, l’imperialismo unipolare, e mondo multipolare, le frange del settarismo neonazista non possono che schierarsi con i loro padroni di sempre, Pentagono e Wall Street, com’è scritto nel loro DNA.

La ‘nuova’ Ucraina di Pravyj Sektor e sodali casapoundini
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Il 16.enne streamer Vlad Aleksandrovich, di Anna News, pestato da membri del partito neonazista ucraino Svoboda. Il luminoso futuro tratteggiato da trionfanti naziatlantisti, attende l’Ucraina. Vlad Aleksandrovich è di Marjupol, da cui per mesi ha trasmesso ciò che accade nella sua città, è stato sequestrato dai fascisti della Guardia Nazionale che a Marjupol hanno commesso una strage il 9 maggio. Il tizio travisato di nero è Pavel Kirilenko, parlamentare e presidente dell’organizzazione di Odessa di “Svoboda”, partito di ‘governo’ a Kiev e finanziato dall’Unione europea.

Il ‘premier’ golpista ucraino Jatsenjuk annuncia il piano del suo governo per eliminare la popolazione dell’oriente ucraino, contraria al regime nazi-atlantista a Kiev e che Jatsenjuk definisce ‘subumani’ da sterminare.
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CasaGladio
BqGUZ4OIIAA_uKfA volte ritornano:
im1“Ho partecipato a Maidan, in tutti i sensi. Vuole che le dica che ho partecipato agli scontri? La risposta è sì. Vuole che le dica che ho preso freddo a 17 gradi sottozero in una tenda? La risposta è sì. Vuole che le dica che ho mangiato la zuppa di patate schifosa? La risposta è sì. Ho ‘con-vissuto’ quello che hanno vissuto loro. Ho vissuto anche le cariche della polizia, ho diviso le cose belle con le persone normali ma soprattutto ho vissuto quello che è sempre stato il sogno della mia vita: fare la Rivoluzione con il Popolo. Non ho mai avuto paura come la prima volta che sono stato in Maidan, perché ho avuto paura di morire per il fuoco amico. Non parlavo ucraino, non parlavo russo, pioveva di tutto, e se mi chiedevano ‘Ma tu chi sei? Cosa fai?’, non avrei saputo rispondere nella loro lingua. Poi ci siamo conosciuti, perché poi ci si annusa, ci si conosce… Vado lì perché mi sento nazionalista e condivido i valori etici, morali e in parte politici di quei ragazzi. Vado ad aiutare un popolo che vedo in difficoltà. E più l’attaccano più l’aiuto. Sono andato per la cleptocrazia del regime di Yanukovich e mi sono ritrovato i russi con i carri armati.” Vice
jarosz-koszerny“Il 10 marzo (2013), Missione in Ucraina per CasaPound Italia. Il leader del movimento, Gianluca Iannone, e il presidente di Solidarité Identites, Sebastien Manificat, sono infatti a Lvov per una due giorni di conferenze. Al centro degli incontri il ‘modello’ CasaPound, esperienza originale tra i movimenti politici europei, e le attività di Solid, la onlus internazionale di Cpi, il cui fine è l’assistenza e il sostegno a quei popoli in lotta per la propria sopravvivenza, la salvaguardia della propria cultura e la difesa della loro identità (Zentropaville)”. Poi il blackout.
“Lo sforzo eroico del popolo ucraino, sopratutto dell’opposizione nazionalista, protagonista indiscussa della piazza negli ultimi giorni per riconquistare la propria sovranità, non può che far esultare chiunque abbia a cuore la causa dei popoli e delle nazioni. Ora però noi che conosciamo fin troppo bene le politiche oligarchiche e antinazionali dell’Unione europea auspichiamo che gli ucraini lottino per avere uno stato sovrano, con una banca nazionale pubblica e una propria moneta, che faccia accordi commerciali con chicchessia ma nell’esclusivo interesse dell’Ucraina. Per far questo, tuttavia, sarà necessario un eguale sforzo della componente nazionalista contro i tentativi eterodiretti di trasformare la rivolta ucraina in una ‘rivoluzione arancione’ che abbatta una oligarchia per insediarne un’altra. Le sirene della Nato, della Ue, dei vari professionisti della destabilizzazione come George Soros o Bernard-Henri Lévy sono per ogni popolo, Ucraina compresa, più pericolosi di ogni governo corrotto”. (AGI)
George Soros?

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L’Ukrainian Crisis Media Center (UCMC) creato il 2 marzo 2014 è un gruppo di propaganda russofoba di sostegno ai golpisti di Kiev. Tale agenzia è finanziata da George Soros ed è la filiale ucraina della Weber Shandwick, una delle principali società di pubbliche relazioni del mondo. LUCMC diffonde propaganda multimediale tramite conferenze stampa dei golpisti, interviste selezionate, traduzioni di materiali video selezionati, e dichiarazioni di artisti e studiosi sostenitori del golpe in Ucraina. Nell’UCMC, un gruppo di 10 elementi cassa ogni intervento critico verso i golpisti nei materiali da essa diffusi. Il gruppo è diretto da Natalija Popovich, presidente di PRP2, la filiale ucraina della Weber Shandwick e fondatrice dell’UCMC. Si proclama seguace del capo collaborazionista ucraino Stepan Bandera. Altro aderente al gruppo è Valerij Chalij è ex-viceministro degli Esteri dell’Ucraina. L’UCMC impiega anche un “gruppo di monitoraggio” che reagisce immediatamente a “notizie false” con misure appropriate.
Secondo il settimanale tedesco Der Freitag, UCMC diffonde i seguenti messaggi presso la stampa internazionale:
– L’Ucraina è una vittima dell'”aggressione russa”.
– Il ‘governo di transizione’ dell’Ucraina è legittimo.
– L’affermazione che le forze neofasciste siano un pericolo è propaganda russa.
– L’affermazione che la sparatoria dei cecchini a Majdan sia opera dei golpisti è sempre propaganda russa.
A proposito di quest’ultima affermazione, se si indaga sulla nazionalità delle vittime dei misteriosi cecchini di Majdan, i risultati potrebbero rafforzare proprio la tesi del ‘complotto’: “Il primo manifestante ucraino a essere ucciso era un armeno. Il secondo ad essere ucciso era bielorusso. […] Bogdan Solchanik era un giovane docente presso l’Università cattolica ucraina, dell’Ucraina occidentale. Gli hanno sparato e ucciso. Eevgenij Kotljov era un ambientalista di Kharkov, russofono dell’Ucraina orientale. Gli hanno sparato e ucciso. Una delle persone uccise era un cittadino russo; numerosi  russi erano venuti a combattere, la maggior parte anarchici giunti ad aiutare i loro compagni  ucraini. Almeno due delle persone uccise dal regime, e forse più, erano ebrei. Uno era un veterano  “afgano” ucraini della guerra in Afghanistan, Aleksandr Scherbatjuk. Fu colpito e ucciso da un cecchino. Un altro degli uccisi era un polacco, della minoranza polacca in Ucraina (Hate-speech)”. I bersagli dei cecchini appaiono accuratamente selezionati, troppo accuratamente.

Gladio in Ucraina
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L’Assemblea nazionale ucraina – Autodifesa del popolo ucraino (UNA-UNSO) è un’organizzazione nata nel 1990, ed ha svolto sempre azioni anti-russe: in Lituania nel gennaio 1991, in risposta al colpo di Stato nel 1991, contro la nascita della Transnistria in Moldova nel 1992, nella guerra in Abkhazia nel 1992-1993, nella guerra cecena contro la Russia nel 1995-1996, e in Kosovo con la NATO e l’UCK contro la Jugoslavia, nel 1998-1999. Nel 1997, il governo di Leonid Kuchma vietò UNA-UNSO. Nel 1998, UNA-UNSO riapparve sotto vesti ‘moderate’, guidato da Jurij Shukhevich, figlio del braccio desto di Bandera Roman Shukhevich. Nel 2003-2004 UNA-UNSO partecipò alla rivoluzione colorata della CIA a sostenuto del candidato filo-NATO Viktor Jushenko. I teppisti dell’organizzazione funsero da servizio di sicurezza per Jushenko e Julija Timoshenko nel 2003-2004. UNA-UNSO venne addestrata dalle forze speciali estoni e della NATO in tecniche di sabotaggio e guerriglia, come la posa di ordigni radiocomandati, bombe a tempo, infiltrazione negli edifici e uso di vari tipi di armi da fuoco.

Igor-KolomoiskiGladio Sektor
Il battaglione Azov è stato creato il 5 maggio 2014 dall’oligarca mafioso sionista Igor Kolomojskij, dal neonazista Dmitrij Korchinskij, dal deputato pedofilo Oleg Ljashko e dagli organizzatori di Euromajdan Igor Mossijchuk, Igor Krivoruchko, membro del consiglio politico di Pravij Sektor e capo del “gruppo social-popolare”, e Jaroslav Gonchar, organizzatore dell’organizzazione anarchica Avtomajdan. Shpara è il capo del battaglione “formato da patrioti ucraini che hanno esperienza in guerra”. Il battaglione è composto, oltre che da neofascisti provenienti da Svezia, Francia e Italia, da aderenti ai servizi d’ordine di Euromajdan, come i naziatlantisti ‘patrioti d’Ucraina’ e Bratstvo, da mercenari provenienti dal partito neofascista Svoboda, dell’UNA-UNSO e dall’organizzazione neonazista Potere Nero, coinvolta nella distruzione dei locali del Partito Comunista ucraino di Lutsk (capitale dell’oblast di Volin) il 19 febbraio. La funzione principale del battaglione Azov è la “lotta antiterroristica contro la rivolta nel Donbas”, ovvero sterminare la popolazione russofona ucraina. Inoltre, nel febbraio 2015 il Servizio federale antidroga (FDC) della Russia spazzava via la rete di un narco-cartello ucraino diretto da un militante di Majdan, un “decurione” che spacciava tramite una rete online e reclutando disoccupati ucraini nella regione di Brjansk. Il denaro dei narcotrafficanti finiva su un conto della Privatbank di proprietà dell’oligarca e governatore di Dnepropetrovsk, Igor Kolomojskij. Histoire et Societé
Il duce di Pravyj Sektor, Dmitrij Jarosh, ultimo mito ‘carismatico’ del fascio-atlantismo italiano: “Misterioso, risoluto, indiscusso per i suoi, dal curriculum discutibile per altri. Ha guidato il suo movimento Pravyi Sektor attraverso l’epopea della rivoluzione ucraina, dalla lotta clandestina alle barricate e ora punta dritto al parlamento… Oggi noi nazionalisti cerchiamo di far capire al popolo che non si deve sperare nell’UE o nella NATO, ma si deve contare soltanto sulle proprie forze. Purtroppo Putin ci ostacola nel divulgare il  nostro messaggio. Proprio Putin è il primo promotore dell’integrazione europea: con la sua politica imperialistica spinge gli Ucraini a sperare in un aiuto dall’Occidente. … La nostra rivoluzione è prima di tutto destinata a tutelare gli interessi strategici della nostra nazione. Quanto alla Russia, è diretta contro l’imperialismo russo. Come prova del fatto che non siamo russofobi facciamo notare che non pochi combattenti del “Pravyi  Sektor” erano cittadini russi. Queste persone sono venute a sostenere la rivoluzione ucraina e sono ben consapevoli del fatto che il regime di Putin sia in realtà anti-russo. … Oggi molti patrioti russi sono dietro le sbarre per le loro azioni. In questo momento i Russi vengono moralmente e fisicamente lasciati al degrado, lasciati a sciogliersi in un mare di popoli di lingua non russa. E’ probabile che il prossimo presidente della Russia sarà addirittura il ceceno Ramzan Kadyrov. Per questo molti Russi capiscono che l’unico modo per salvare la loro nazione è quello di distruggere l’impero. … Crediamo che la Crimea sia un territorio in comune ucraino e dei Tartari della Crimea. … Abbiamo una base teorica per la creazione di tale autonomia e chiaramente una posizione pro-Ucraina dei Tartari di Crimea. Per quanto riguarda il cosiddetto referendum, è stata una farsa. Vi ha partecipato non più del 30% della popolazione della Crimea. Questo pseudo-referendum è stato svolto sotto i mirini delle armi russe. Prima o poi Kiev riprenderà il pieno controllo del territorio della Crimea. … Vediamo diverse aree di consolidamento e d’integrazione dell’Europa centrale e orientale. In primo luogo, la creazione di un asse dal Baltico al Mar Nero, con la partecipazione degli Stati baltici, Bielorussia, Polonia e Ucraina. In secondo luogo, siamo interessati nel consolidamento dei paesi del Mar Nero e del Caucaso. Per molti aspetti, siamo pronti a pensare in modo pragmatico alla ricerca di alleati geopolitici partendo da questa specifica situazione geopolitica. Per quanto riguarda la Russia, la normalizzazione delle relazioni con questo paese potrà avvenire soltanto quando si libererà dalle proprie ambizioni imperialiste”. Il Primato Nazionale
Jarosh infine è stato nominato vicesegretario del Consiglio Nazionale Sicurezza e Difesa che guida la repressione contro la popolazione russofona dell’Ucraina orientale.
Da un’e-mail tra il numero 2 di Pravjy Sektor, Tarasenko, e l’ex-vicepresidente del Mejlis dei tartari di Crimea, Aslan Omer Qirimli, Tarasenko chiede armi e informazioni sulla posizione dei nascondigli di armi a Kerch, Feodosia, Simferopol, Sebastopoli e Jalta. “Tutto procede secondo i piani. Siamo pronti a procedere alla seconda fase”. I secessionisti tatari di Crimea sono anche collegati ai separatisti islamisti dello Xinjiang in Cina. Un’e-mail dichiara: “Capisco che i nostri amici turchi hanno già fatto molto, ma io non ho mai chiesto niente in più”. La connessione turca è complessa, ma la Crimea rientra nella rete  turco-islamista composta da tatari di Crimea ed islamisti uiguri del Xinjiang, regione autonoma della Cina. I gruppi di tatari di Crimea si stavano preparando a proclamare uno Stato indipendente.

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mccain-con-nazis-ucranianos-300x224Nell’ambito del finanziamento statunitense, pari a 450 milioni di dollari, dell’Ucraina e delle sue forze armate, la compagnia mercenaria statunitense Academi (Blackwater) confermava ai golpisti di Kiev di essere pronta ad iniziare l’addestramento di un battaglione di 550 neonazisti per il “programma modello di addestramento tattico” sul territorio ucraino. Il programma di un mese comprendente corsi di “tiro, azioni nelle aree urbane, combattimento corpo a corpo, rifornimento dei battaglione in combattimento e logistica”. Al programma viene associata l’associazione ‘Patrioti ucraini’, l’ala paramilitare dell’Assemblea Nazional-socialista di Ucraina (SNA), un’organizzazione neonazista fondata nel 2008 e il cui capo è Andrej Biletskij, comandante del nazibattaglione Azov. Inoltre, il capo del nazibattaglione Donbass, Semjojn Semjonchenko (vero nome Konstantin Grishin) e i capi dei nazibattaglioni Dnipro, Jurij Bereza, e Azov, Bilestkij, autori di crimini di guerra, furono ricevuti a Washington dal senatore guerrafondaio statunitense John McCain collegato ai capi del terrorismo attivo in Siria; il senatore Robert Corker dell’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI) e il senatore Robert Menendez del National Democratic Institute (NDI), che esprimevano sostegno all’aggressione dei neonazisti alla popolazione del Donmbas e “che assegneranno fondi per aiutare l’Ucraina, comprese armi, radar, armi anticarro, droni, sistemi di comunicazione e molte altro per il nostro esercito. Ho firmato un contratto per organizzare l’addestramento di ufficiali e combattenti del battaglione Donbass da parte di istruttori degli USA attualmente non in servizio”, ex-membri dei Navy SEAL, della Delta Force dell’US Air Force e di altre forze speciali statunitensi. Global Research

berezaPedobattaglione Azov
10386245Neonazisti si recano da Finlandia, Norvegia, Svezia, Inghilterra, Francia, Italia in Ucraina per combattere contro i cittadini russofoni nel sud-est, “combattono nel battaglione Azov, una banda ucraina che usa simboli nazisti e che un soldato svedese dice combatte ‘l’Ucraina bianco’.” Il battaglione Azov che espone emblemi delle SS naziste, è descritto dal regime di Kiev come “battaglione di volontari della difesa territoriale”, un battaglione della Guardia Nazionale del ministero degli Interni. Ufficialmente basato a Berdjansk sul Mare di Azov, è stato creato dal regime per combattere l’insurrezione dell’opposizione nell’Ucraina in orientale e meridionale ed è finanziato dall’amministrazione statunitense. Il comandante del battaglione Andrej Belitskij è anche il capo dell’Assemblea nazional-sociale (SNA). Skillt, membro del Partito neo-nazista degli Svedesi (Svenskarnas parti), aveva confermato di combattere nel battaglione Azov con la divisa dell’esercito svedese, “troviamo e prendiamo le persone che collaborano con i separatisti”. In effetti, nei combattimenti nel Donetsk, partecipano effettivi con materiale della NATO e passaporti stranieri. I golpisti di Kiev hanno trasformato la zona dei combattimenti nel parco giochi dei nazisti stranieri.
0_f9028_e6551baf_origUno di loro, soprannominato ‘Don’, è Francesco Fontana, “uno delle centinaia di avventurieri occidentali volati nell’Ucraina in guerra come avvoltoi attratti dall’odore del sangue”. Racconta con entusiasmo, “Sono un volontario, non prendo soldi. Ho dovuto pagarmi i biglietti per venire in Ucraina. Questa è l’esperienza che ho sognato tutta la mia vita. Non c’è spazio per i sentimentalismi. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere”. Fontana, manager di un autosalone, si era recato a Kiev, a Majdan, per unirsi a Fazione destra, per poi aderire al battaglione “Azov”, che i golpisti di Majdan hanno creato seguendo i consigli di Washington. “Queste persone non nascondono il fatto che uccidono innocenti e considerano gli ucraini come papuani, come animali di cui è possibile acquistare la licenza di caccia” dichiara Vladimir Rogov, comandante delle Guardie di Slavjansk e presidente del Fronte popolare di Novorossija. Tale marmaglia viene reclutata dal francese Gaston Besson, che offre a coloro che vogliono prenderne parte, un ‘safari’ sanguinario in Ucraina. “Vi invitiamo a partecipare al battaglione Azov. Siamo pronti a incontrarvi a Kiev per avere informazioni sulla vostra famiglia e posizione sociale. Fateci sapere se siete pronti a partecipare alle battaglie o ad addestrare giovani soldati. Arrivando a Kiev, contatterete i nostri dipendenti anglofoni, per dormire, mangiare presso la nostra base nel sud-est”, dice l’annuncio. Besson, commando delle forze speciali francesi, ha partecipato all’aggressione a Laos, Suriname e Myanmar (Paese particolarmente odiato dalla teppa nazifascista, da Comunità solidarista Popoli e Solidarité Identité a Casapound e Uomo Libero). Nel 1991, Besson fu un mercenario in Croazia e Bosnia dove uccise diversi serbi, soprattutto civili. “La gente viene da diversi Paesi. Finlandia, Norvegia, Svezia, Inghilterra, Francia, Italia… Noi non accogliamo fanatici ed estremisti. Abbiamo bisogno di persone con esperienza militare, professionisti. Non combattiamo per la NATO e l’Unione europea, non abbiamo alcun interesse per la politica”. In realtà è noto che l’amministrazione Obama ha aumentato di due volte e mezzo il numero di mercenari impiegati nelle operazioni estere degli Stati Uniti. Strategia che i consiglieri statunitensi hanno consigliato anche ai golpisti di Kiev, aumentando il numero di mercenari stranieri per l’aggressione al sud-est dell’Ucraina.

Il mercenario naziatlantista Besson, prima di partecipare al massacro in Ucraina, ha ucciso in Jugoslavia e in Myanmar, dove CPI ha più che intimi contatti con la locale narco-guerriglia antigovernativa e filo-statunitense.

Il mercenario naziatlantista Besson, prima di partecipare al massacro in Ucraina, ha ucciso in Jugoslavia e in Myanmar, dove CPI ha più che intimi contatti con la locale narco-guerriglia antigovernativa e filo-statunitense.

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Chi è lo sponsor del battaglione Azov Oleg Ljashko? Un sospetto pedofilo.
Nel 2012, Ljashko aveva interessi su convitti, orfanotrofi e ‘adozioni’ di bambini da tali istituzioni. Nella primavera 2012 organizzò dei concerti negli orfanotrofi per scegliere i candidati per finte adozioni, ma il piano venne scoperto. Ljashko fu salvato dalla sua immunità parlamentare. Nel luglio 2012, Ljashko cercò anche di far espatriare da Jalta, in Crimea, per la Turchia due ragazzi di 12 e 14 anni. Ljashko guidò l’assalto del battaglione Aov al dipartimento di polizia della città di Mariupol del 9 maggio, uccidendo 20 persone. Nel 1989, Julija e Aleksandr Timoshenko crearono “Terminal”, dedito alla produzione-distribuzione di video. Nel 1989-1991, Julija fu direttrice commerciale del Centro Giovanile “Terminal” di Dnepropetrovsk. Nell’ottobre del 2009, i sostenitori di Viktor Janukovich sostennero che i membri del partito di Julija Timoshenko erano implicati in casi di pedofilia nei campo estivo per bambini in Crimea. Secondo Vladimir Kornilov, direttore del Centro Studi Eurasiatici ucraino:  “Timoshenko divenne socia di Pavel Lazarenko che divenne premier dell’Ucraina. Oggi è noto che l’intero business creato da Timoshenko fu dovuto ai loschi finanziamenti (Krysha) forniti da Pavel Lazarenko”. Oggi, Lazarenko è condannato all’ergastolo negli USA. “Quando l’Ukrainian Petroleum divenne United Energy Systems of Ukraine, per qualche strana coincidenza molti suoi concorrenti iniziarono a morire regolarmente”. L’ucraino Igor Rusanov dal 2002 collabora con il Centro per la Scienza e l’Apologetica Cristiana che gestisce campi per i bambini. Rusanov è il regista dei film pedopornografici prodotti dall’Azov Films. Il Centro per la Scienza e l’Apologetica Cristiana sarebbe una facciata della CIA. Rusanov nel 2011 fu arrestato per aver organizzato tour sessuali con minorenni e prodotto pedopornografia.
Sandra Waslov, di Stafford in Virginia, negli Stati Uniti, era la vicepresidente della 4p5p Inc., società canadese che possedeva Azov-Films, FKA Baikalfilms.com e Boyjoy.com. Secondo la ricercatrice Silvija Germek, Stafford ospita una base della CIA. Sandra Waslov è la madre di Brian Way, comproprietario di Azov Films. Il 3 settembre 2012, l’Ufficio per la cooperazione nella Difesa dell’ambasciata degli Stati Uniti inaugurò la scuola n° 14 a Simferopol, Crimea, recentemente ristrutturata con un programma di assistenza umanitaria del Comando europeo degli Stati Uniti (SHAPE – NATO). Molti dei ragazzi che Rusanov arruolò per i film dell’Azov hanno testimoniato in tribunale che Rusanov ebbe rapporti sessuali con loro. Secondo Silvija Germek la mafia russo-israeliana presumibilmente gestiva l’Azov Films, che ha realizzato molti film in Ucraina.
“Negli anni ’70, il KGB rilasciò migliaia di criminali dai GULag sovietici, dove formarono degli affiatati clan criminali, permettendogli di emigrare in tutto il mondo .. Nel tempo questi clan divennero la sofisticata mafija russa che dirige narcotraffico multinazionale, frode assicurativa e prostituzione. Il dipartimento di Giustizia della California ha segnalato gruppi criminali russi operanti in California, di cui circa 300 criminali dell’ex-Unione Sovietica presso la San Francisco Bay Area. Molti sono membri della mafija di Odessa”. (Center for Investigative Reporting)
“Politici ucraini furono accusati di abusi sessuali su minori nel campo estivo giovanile di Artek in Crimea… Una donna sostiene che i figli furono sessualmente abusati… non solo furono violentati dai dipendenti del campo, ma costretti a girare in film pornografici. Secondo testimoni, alcuni politici vi sono coinvolti…” RT. In relazione a ciò vi furono arresti in Nord America, poiché l’Azov film ha realizzato video anche negli Stati Uniti, Paesi Bassi, Portogallo, Francia, Spagna, Moldova, Polonia, Australia, Paraguay, Romania e Germania. (DailyMail)

article-2507459-196AC82800000578-6_634x367Svoboda
Dopo la strage di Odessa, l’ex-sindaco Volodimir Nemirovskij affermò “L’operazione antiterrorismo ad Odessa è legale”, mentre il vicesegretario del partito Svoboda disse: “E’ una giornata storica per l’Ucraina, sono così felice che questi fastidiosi separatisti di Odessa siano stati finalmente liquidati”, e la deputata del partito Svoboda, Irina Farion, postò su Facebook “Brava Odessa. Perla dello spirito ucraino. Lasciate che i demoni brucino all’inferno. Brava”.
“Si è conclusa oggi la visita a Kiev della delegazione di Forza Nuova, ospitata dal partito ucraino Svoboda. Questo è il secondo incontro in Ucraina tra Forza Nuova e Svoboda: il primo fu la visita del leader del movimento Roberto Fiore, tre anni fa. Da allora, in poco tempo, molte cose sono cambiate in positivo, Svoboda era un partito nazionalista con pochi consensi ed ora sotto la guida di Oleg Tjagnibok, si è affermato come il quarto partito d’Ucraina con 39 deputati, 25000 iscritti e più del 10% dei voti. Forza Nuova ha sottolineato, al contrario di chi sostiene la teoria di un’Europa a due velocità, il ruolo fondamentale che l’Ucraina riveste nella formazione di una efficace strategia comune europea. Allo scopo di raggiungere questa strategia comune è molto importante per noi rafforzare i rapporti con un partito nazionalista giovane e preparato come Svoboda, che unisce cattolici e ortodossi e basa la sua azione politica su delle forti radici ideologiche e delle ferme posizioni antimarxiste e antiliberiste. Nei meeting che si sono susseguiti in questi giorni si è discusso della costruzione di un nuovo assetto dei movimenti nazionalisti europei, non solo in vista delle prossime elezioni del 2014, ma soprattutto al fine di sviluppare nuove dinamiche strategiche e di cooperazione volte a creare una nuova classe politica europea. A questo proposito si e’ tenuto anche un incontro tra la delegazione di Forza Nuova e i membri dell’Economic Council di Svoboda, in cui sono state presentate le attività economiche vicine al movimento e pronte ad un partnerariato commerciale bilaterale. La visita si è conclusa con una conferenza organizzata dai quadri dirigenti di Svoboda a Kiev: sono intervenuti Alessandra Benignetti (sulle recenti battaglie politiche di FN contro ius soli e diritti gay), Gianmaria Camillacci (appena tornato da una missione politica in Siria, ha esposto la sua testimonianza sul conflitto siriano assieme ad un’ ampia analisi politica di quest’ ultimo), ed infine Roberto Fiore che ha concluso un intervento sulla situazione politica in Europa augurando che Svoboda possa ottenere un ruolo sempre più centrale e attivo nella ricostruzione europea”. Roberto Fiore
“Uno dei ‘tre grandi’ partiti politici dietro le proteste (di majdan) è l’ultranazionalista Svoboda, il cui leader Oleg Tjagnibok, chiese la liberazione del suo Paese dalla “mafia moscovita-ebraica”. Dopo la condanna nel 2010 della guardia del campo di sterminio nazista John Demjanjuk, per il suo ruolo nella morte di quasi 30000 persone a Sobibor, Tjagnibok si precipitò in Germania dichiarandolo eroe che “lotta per la verità”. Nel parlamento ucraino, dove Svoboda ha 37 seggi, il vice di Tjagnibok, Jurij Mikhalchishin, è solito citare Joseph Goebbels, avendo anche fondato un think tank che si chiamava “Joseph Goebbels Political Research Center“. “Membri del partito Svoboda sono apparsi in di eventi ospitati dalla Konrad Adenauer Stiftung, fondazione politica tedesca affiliata ai conservatori della cancelliera Angela Merkel”.
Ai primi di febbraio, Fredrik Hagberg si rivolgeva alla platea majdanista di Kiev ospite del partito Svoboda. Mentre altri turisti ‘rivoluzionari’, come il senatore John McCain, l’attrice Hayden Panettiere, l’arcivescovo di New York cardinale Dolan, l’attore George Clooney, gli inevitabili Slavoj Zizek e Bernard Henri-Levy, che rivolgevano alla folla peana alla libertà e sovranità nazionale, Hagberg, aveva un messaggio ancor più sordido, “Io sono qui davanti alle vostri forze della rivoluzione, per raccontarvi cosa il vostro futuro potrebbe essere se fallisse il vostro sforzo glorioso. Io sono qui da svedese. Ma da dove vengo non c’è più Svezia. Ora avete la possibilità di scegliere e creare il vostro futuro. Non accettare la trappola di scegliere tra Occidente e Russia”. Hagberg, ufficiale dell’esercito svedese, rappresentava la Nordisk Ungdom (la gioventù nordica), un gruppo neo-nazista svedese che s’infiltrava in Ucraina. Difatti Magnus Söderman, capo di 50 volontari neonazisti svedesi in Ucraina (Svenska Ukrainafrivilliga), affermava  “Abbiamo appena messo gli stivali sul terreno e discutiamo con i rappresentanti di Svoboda e altri nazionalisti come aiutarli, controllando le piazze, nella sicurezza, rifornendoli di cibo”. In Ucraina, dice il gruppo, si trova ad affrontare una minaccia esistenziale e “Dobbiamo assicurare l’esistenza del nostro popolo e il futuro dei nostri figli bianchi!”
Il capo dei volontari svedesi in Ucraina, Mikael Skillt, “aveva visitato il parlamento e stabiliti contatti importanti con  Svoboda e Pravyj Sektor. Mikael Skillt è affiliato a partito degli svedesi (SVP), gruppo neonazista ben collegato con Svoboda. Skillt aveva dichiarato “Supervisioniamo le esigenze degli ucraini, ed gli offriremo il nostro aiuto in qualunque cosa abbiano bisogno. Abbiamo membri con esperienza in molti settori, che vanno dal campo militare ai camionisti ed ai giornalisti”. Skillt aveva anche accennato di aver “sentito alcuni nazionalisti (russi) che parlano di una rivoluzione ispirata dall’Ucraina”. Anche il British National Party si mostrava entusiasta di Svoboda, “un gruppo di nostri camerati polacchi dell’organizzazione neonazista Falange ha visitato l’Ucraina per sostenere il partito e la rivoluzione”. Skillt ammise di essere arrivato in Ucraina nel marzo 2014 per aiutare il gruppo neonazista ucraino ‘C-14’ (del partito ‘Svoboda‘). Per 7 mesi ha prestato servizio nell’esercito svedese e per 6 anni nella Guardia Nazionale svedese. (ST.nu). Fu arrestato con degli attivisti di Pravyj Sektor nell’aprile 2014, ed ha partecipato al massacro di Marjupol del 13 maggio. Non fa segreto della sua partecipazione ai massacri in Ucraina. In questo video lo si può vedere nel minuto 2’18” e 2’50” sentire l’interprete chiamarlo ‘Mike’. Il calcio del suo fucile è avvolto con nastro adesivo nero. Anche dalla Svizzera, la locale catena di supermercati Migros invia alimentari e medicinali alla ‘divisione misantropa’ del nazibattaglione Azov, formata dei neo-nazisti della rete HammerSkin. “Sappiamo che questo è solo una goccia nel mare della solidarietà, ma speriamo che aiuterà i nostri compagni al fronte. Gloria all’Ucraina!”, affermano i simpatizzanti svizzeri dei nazisti ucraini, “Stiamo aiutando i soldati nella lotta all’imperialismo comunista e per un’Europa bianca”. Inoltre, diversi neonazisti svizzeri partecipano all’aggressione naziatlantista contro la popolazione del Donbas. Fort Russ
Gladio è in marcia.

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leonswampy1 vkontakte_swampyIl mercenario nazista inglese Christopher Garrett (alias Leon Swampy), attivo nel nazibattaglione Azov, a Marjupol. InfowarsNewswire-24

Fonti:
Aanirfan
Aydinlik Daily
GlobalResearch
GlobalResearch
Hate-speech
La Grande Bande
Larouche Irish Brigade
Operation Gladio
Operation Gladio
Ronald Thomas West
Rusvesna
The Daily Beast
Ukraine Antifascist Solidarity

Gladio_Logo

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